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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Umts</title>
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		<title>Tv digitale: il mercato delle New Tv cresce del 13% e compensa le perdite dei media tradizionali, generando ricavi per quasi 600 mln</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 14:50:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si &#232; svolto oggi a Milano il Convegno &#8220;New Tv &#38; Media: la crisi accelera la trasformazione&#8221; con la presentazione dei risultati dell&#8217;Osservatorio su New Tv &#38; Media. Un&#8217;indagine che da quest&#8217;anno cambia denominazione proprio per estendere l&#8217;ambito di investigazione all&#8217;insieme complessivo dei Media digitali &#8211; o New Media &#8211; pur mantenendo un focus specifico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Si &egrave; svolto oggi a Milano il Convegno &#8220;<strong><em>New Tv &amp; Media: la crisi accelera la trasformazione</em></strong>&#8221; con la presentazione dei risultati dell&#8217;Osservatorio su New Tv &amp; Media. </p>
<p align="justify">Un&#8217;indagine  che da quest&#8217;anno cambia denominazione proprio per estendere l&#8217;ambito  di investigazione all&#8217;insieme complessivo dei Media digitali &#8211; o New  Media &#8211; pur mantenendo un focus specifico sulle <strong>Televisioni digitali</strong>.  La ricerca si basa sull&#8217;analisi di pi&ugrave; 550 canali relativi a tutte le  principali piattaforme televisive digitali e su oltre 50 casi di studio  realizzati mediante interviste dirette alle pi&ugrave; significative imprese  operanti nei diversi stadi di questa filiera. </p>
<p align="justify">L&#8217;Osservatorio  adotta una prospettiva sistemica che cerca di capire tutti i molteplici  e turbolenti fenomeni che stanno accadendo in tutti i Media digitali: </p>
<p align="justify">*  quelli basati sulle piattaforme televisive digitali (Sat Tv, DTT e  IpTv) che arrivano sullo schermo televisivo &#8220;tradizionale&#8221; (per questo  ci piace chiamare queste piattaforme Sofa-Tv digitali e riferirci a  questo comparto dei media con l&#8217;espressione di mondo  Televisore-centrico); </p>
<p align="justify">*  quelli basati sull&#8217;Internet tradizionale &#8211; e, in particolare sul Web &#8211;  fruiti tramite un qualsiasi PC &#8211; Laptop, Desktop o Netbook (che  costituiscono il cosiddetto mondo Pc-centrico); </p>
<p align="justify">*  quelli basati sulle reti Mobile &#8211; sia Unicast (Umts/Hsdpa) che  Broadcast (Dvb-h) &#8211; fruiti tipicamente tramite il telefono cellulare  (il cosiddetto mondo Cellulare-centrico). </p>
<p align="justify">Le  ragioni di questa ampia prospettiva sono due: la prima &egrave; che i confini  tra questi mondi sono sempre pi&ugrave; sfocati, per le molteplici convergenze  tecnologiche in atto; la seconda &egrave; che, per quanto eterogenei (a  livello di formati, modalit&agrave; e occasioni di fruizione) tutti questi  media partecipano in senso lato alla grande competizione per lo share  of advertising dell&#8217;imprese, da una parte, e per lo share of wallet del  consumatore, dall&#8217;altra. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Nella visione sistemica sopra evidenziata, il mercato dei New Media cresce nel  2009 in  Italia del 13% circa e, quindi, compensa in parte la perdita di  fatturato dei media tradizionali, generando nuovi ricavi per quasi 600  milioni di euro&rdquo;,</em> conferma <strong>Andrea Rangone</strong>, Coordinatore degli Osservatori ICT &amp; Management della School of Management del Politecnico di Milano. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Questi  numeri ci sbattono in faccia la cruda realt&agrave; che per anni, forse, non  abbiamo voluto capire realmente: che il mondo dei media non &egrave; pi&ugrave; come  prima, che la rivoluzione digitale lo sta profondamente e  strutturalmente cambiando. In particolare questa crisi congiunturale  sta togliendo definitivamente qualsiasi ciambella di salvataggio. In  questo scenario, la crescita &#8211; se non la sopravvivenza stessa &#8211; degli  editori si trova nel mondo digitale e nella capacit&agrave; di saperlo  interpretare in modo corretto. Occorre cambiare con decisione e  urgenza, aguzzando l&#8217;ingegno per affrontare in modi diversi &#8211;  possibilmente innovativi &#8211; tutti i diversi mondi che le tecnologie  digitali stanno proponendo (Televisore-centrico, Pc-centrico,  Cellulare-centrico) e per cercare di capire come generare nuove fonti  di ricavo &#8211; derivanti sia dalla pubblicit&agrave; che dall&#8217;offerta di  contenuti a pagamento agli utenti &#8211; senza preconcetti e vincoli  mentali&#8221;. </em>(<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr1_mercato%20media.jpg">La dinamica del mercato dei Media &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Il  mercato italiano dei Media subisce nel 2009 una contrazione compresa  tra l&#8217;8 e il 10%, passando da 18,5 miliardi di euro nel  2008 a  meno di 17 miliardi di euro nel  2009&rdquo; </em>, continua <strong>Giovanni Toletti</strong>,  Responsabile della Ricerca Osservatorio New Tv &amp; Media. Questa  dinamica &egrave; l&#8217;effetto congiunto di due andamenti di segno opposto: una  forte diminuzione degli introiti derivanti dai Media tradizionali e una  buona crescita dei ricavi generati dai New Media. Pi&ugrave; precisamente, la  pubblicit&agrave; sulla Stampa diminuisce poco pi&ugrave; del 20%, quella sulla Tv  analogica del 10%, quella sulla radio del 14%; i ricavi derivanti dalle  vendite di quotidiani e periodici si riducono di circa il 20%. I Media  digitali, invece, crescono del 13% e arrivano a rappresentare il 29%  del mercato complessivo dei Media (erano il 24% nel 2008 e il 22% nel  2007). </p>
<p align="justify">(<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr2_tradvsdig.jpg">La dinamica del mercato dei Media: tradizionali vs. digitali &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><strong> &nbsp; </strong></p>
<p align="justify"><strong>Il mercato dei New Media </strong></p>
<p align="justify">Entrando  nel merito delle singole componenti che costituiscono il mercato dei  New Media, possiamo evidenziare che il peso maggiore &egrave; delle <strong>Sofa-Tv digitali</strong>,  pari al 76%, a fronte di un peso di Internet pari al 18% e un&#8217;incidenza  del Mobile pari al 6%. Ma entriamo maggiormente nel merito dei singoli  mondi digitali. (<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr3_peso%20media.jpg">Il peso dei diversi Media &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><strong>Sofa-Tv </strong></p>
<p align="justify">Le  piattaforme televisive digitali sono per ora essenzialmente utilizzate  per l&#8217;offerta di contenuti di natura televisiva, fatta eccezione per  alcuni canali radiofonici (presenti nel bouquet di Sky e sul DTT) e i  Teletext (Televideo, Mediavideo, ecc.). Questi ultimi, seppure fino a  questo momento non abbiano ancora saputo sfruttare appieno le  potenzialit&agrave; della nuova piattaforma digitale, potrebbero in futuro  aumentare il loro ruolo. </p>
<p align="justify"><strong>Internet </strong></p>
<p align="justify">Nel  2009 il mercato dei Media basati sul Web, inteso come la somma degli  introiti da pubblicit&agrave; e delle vendite di contenuti premium (video e  musica in streaming e contenuti editoriali) dovrebbe attestarsi attorno  ai 910 milioni di euro, in crescita di oltre il 10% rispetto al 2008.  Il 98% di questo valore &egrave; costituito dall&#8217;advertising, mentre sono  ancora molto ridotti i ricavi dalla vendita dei contenuti. Ma il  potenziale del Web, come Media, &egrave;, a nostro avviso, ben superiore a  questi valori, per due ragioni di fondo. La prima &egrave; che ad oggi non si  &egrave; ancora riusciti &#8211; se non in minima parte &#8211; a &#8220;monetizzare&#8221; i due  trend fondamentali che stanno cambiando in profondit&agrave; la natura stessa  del Web: la rivoluzione del 2.0 (e la conseguente proliferazione di  social network, blog, user-generated-content, community, wiki, ecc.) e  la massiva diffusione di contenuti Video (Video-metamorfosi). Entrambi  questi fenomeni stanno contribuendo ad una crescita sempre pi&ugrave;  capillare di Internet anche in Italia (il numero di utenti Internet  arriver&agrave; a fine anno vicino ai 24 milioni e il tempo dedicato in media  dal singolo navigatore italiano &egrave; passato dalle 22 ore mensili del 2008  alle oltre 33 ore nel 2009) ma non sono ancora stati capaci di generare  adeguati ricavi aggiuntivi. Siamo per&ograve; convinti che questo accadr&agrave; nei  prossimi anni. La seconda ragione &egrave; che nel Web, a differenza invece di  quello che accade sulle Sofa-Tv digitali e nel Mobile, non si &egrave; ancora  riusciti a capire come generare ricavi anche dalla vendita di contenuti  premium ai navigatori. Siamo per&ograve; convinti che sia possibile  raggiungere questo risultato, soprattutto quando a volerlo sono player  del calibro di Google e News Corp, ma per farlo sar&agrave; necessario  sviluppare &#8211; finalmente &#8211; adeguati sistemi condivisi a supporto dei  micro-pagamenti. </p>
<p align="justify"><strong>Mobile </strong></p>
<p align="justify">Il  mercato dei Mobile Media vale nel 2009 oltre 290 milioni di euro. Nel  mondo Mobile, a differenza di quello Web, la componente di fatturato  dominante &#8211; pari al 90% &#8211; &egrave; rappresentata dalla vendita di contenuti  premium al consumatore finale; la quota parte derivante dalla vendita  di pubblicit&agrave; ha per ora un ruolo marginale anche se pensiamo possa ben  svilupparsi in futuro. </p>
<p align="justify">Su  Mobile, infatti, i consumatori hanno sempre dimostrato una maggiore  propensione a pagare per servizi e contenuti di reale valore, anche per  la presenza &#8220;naturale&#8221; in questo canale di un semplice ed efficace  sistema di pagamento (il conto telefonico degli operatori). </p>
<p align="justify">Pi&ugrave;  nello specifico, il valore complessivo del mercato dei Mobile Media a  pagamento nel 2009 supera i 260 milioni di euro. La voce pi&ugrave; rilevante  (72%) &egrave; costituita dai servizi di Infotainment (informazione e  intrattenimento) erogati via Sms (che continua ad essere la piattaforma  di gran lunga pi&ugrave; utilizzata), Mms, Mobile Site e Applicativi. Seguono  i contenuti video e televisivi (24%) e i servizi di Interazione con i  Media, come il Voting (4%). </p>
<p align="justify">Nel  2009 complessivamente il mercato dei Mobile Media registra per&ograve; una  contrazione, pari a circa il 13%. Le ragioni di questa dinamica  negativa sono, per l&rsquo;Osservatorio, da ricondursi ad una profonda fase  di trasformazione che il mondo Mobile sta attraversando proprio in  questo periodo: verso il nuovo paradigma del Mobile Internet (e, in  connessione, degli Application Store e dei Widget). L&#8217;effetto sul  mercato di questo importante processo di cambiamento &egrave; che, da una  parte, alcuni comparti di offerta pi&ugrave; tradizionali (quali quelli basati  su Sms) stanno contraendosi (anche perch&eacute; in alcuni casi si rivolgono a  mercati saturi), pur mantenendo valori elevati, mentre i comparti pi&ugrave;  innovativi di offerta, abilitati dal nuovo paradigma, non stanno ancora  generando volumi d&#8217;affari consistenti (come naturale considerando la  loro giovane et&agrave; e notevole novit&agrave;). </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Al  termine di questo periodo transitorio, pensiamo che il mercato dei  Mobile Media possa continuare la sua crescita, diventando una  componente sempre pi&ugrave; importante del pi&ugrave; complessivo mondo dei Media  digitali&rdquo;,</em> commenta <strong>Giovanni Toletti</strong>, Responsabile della Ricerca Osservatorio New Tv &amp; Media. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;In  questo scenario evolutivo il principale punto interrogativo riguarda i  modelli di business sostenibili, in grado cio&egrave; di remunerare i diversi  attori in gioco: pensiamo che in questo ambito possa bene affermarsi un  modello freemium, in cui alcuni servizi e funzionalit&agrave; sono gratuiti,  remunerati dalla pubblicit&agrave;, mentre altri pi&ugrave; avanzati sono a  pagamento. Per non bruciare valore bisogner&agrave; s&igrave; tenere conto  dell&#8217;inevitabile convergenza tra il mondo Mobile e quello Internet, ma  senza trascurare di valorizzare le specificit&agrave; del canale Mobile  (immediatezza, ubiquit&agrave; e sistema di pagamento &#8220;integrato&#8221;)&#8221;. </em></p>
<p align="justify"><strong>Il mercato delle New Tv </strong></p>
<p align="justify">A  fronte di una contrazione della pubblicit&agrave; sulle Tv &#8220;tradizionali&#8221; pari  a circa il 10%, le New Tv crescono nel 2009 del 15%, arrivando a  superare i 3.800 milioni di euro. L&#8217;effetto congiunto di queste due  dinamiche di segno opposto &egrave; che le televisioni digitali aumentano  sensibilmente il proprio peso nel complessivo mercato televisivo,  passando dal 35% del 2008 al 41% del 2009. Guardando alle diverse  piattaforme digitali, rimane dominante il ruolo di quella satellitare &#8211;  Sky &#8211; che pesa per l&#8217;84%, ma, grazie ad un tasso di crescita superiore  al 70%, cresce in misura significativa l&#8217;importanza del Digitale  Terrestre (nel 2009 &egrave; l&#8217;11% del totale), mentre rimangono  sostanzialmente stabili in termini relativi &#8211; e piccoli in valori  assoluti &#8211; i contributi delle altre piattaforme (IpTv, Mobile e  Internet). </p>
<p align="justify"><strong> &nbsp; </strong></p>
<p align="justify"><strong>Sofa-Tv </strong></p>
<p align="justify">Il  2009 &egrave; stato un anno importante per le Sofa-Tv perch&eacute; ha visto lo  sviluppo di alcuni fenomeni che porteranno a cambiamenti strutturali  importanti in questo ambito nei prossimi anni. Di seguito solo alcuni  di questi fenomeni, che riteniamo particolarmente rilevanti. </p>
<p align="justify">Il primo &egrave; la forte competizione tra <strong>SKY</strong> e <strong>Mediaset</strong> nel mercato della Tv a pagamento che sta complessivamente facendo bene  al mercato, spingendo i due attori a introdurre continuamente novit&agrave;,  sia a livello tecnologico che commerciale. Tra queste innovazioni,  segnaliamo in particolare la diffusione della <strong>Tv HD</strong>,  spinta in questo momento soprattutto da SKY (ma non trascurata dagli  operatori del DTT) e il lancio di una prima versione non Ip della  over-the-top-tv da parte di Mediaset, che potr&agrave; portare ad un notevole  arricchimento dei contenuti e dei servizi erogabili tramite il digitale  terrestre. Fino a questo momento, Rai non sta partecipando alla  competizione per l&#8217;accaparramento del mercato Pay, preferendo giocare &#8211;  da soggetto pubblico qual &egrave; &#8211; un ruolo pi&ugrave; importante nell&#8217;offerta  free. Il secondo fenomeno &egrave; il crescente sforzo profuso da importanti  comparti dell&#8217;offerta nello sviluppo di Decoder &#8220;universali&#8221;, in grado  di rendere accessibili con un unico set-top-box e con un unico  telecomando le diverse piattaforme televisive: Satellite, DTT e anche  il Web (ma in un formato e con una navigabilit&agrave; adatta alla  televisione). Questo ultimo aspetto &egrave; particolarmente interessante,  perch&eacute; rappresenta un ponte con cui il mondo delle Desktop Tv entra nel  &#8220;tradizionale&#8221; televisore di casa. A questo riguardo segnaliamo anche  alcuni interessanti accordi tra produttori di televisori e grandi Web  company globali per incorporare nativamente nel televisore dispositivi  capaci di far accedere, in modo semplice e rapido, tramite il  televisore stesso a risorse Web (e in particolare alla Desktop Tv). </p>
<p align="justify">Un  ultimo punto riguarda l&#8217;IpTv, piattaforma spinta dagli operatori di  telefonia fissa per cercare di ritagliarsi uno spazio nel mondo delle  Sofa-Tv. Anche a causa dei risultati ottenuti fino a questo momento  abbastanza limitati, tali operatori stanno lavorando per cambiare il  concetto stesso di IpTv: da walled garden chiusi facenti capo al  singolo player, a piattaforma aperta potenzialmente utilizzabile da  qualsiasi aggregatore di contenuti. Anche per promuovere questo nuovo  scenario, i tre operatori attivi sulla IpTv &#8211; Telecom Italia, Fastweb e  Wind &#8211; hanno dato vita all&#8217;Associazione italiana degli operatori IpTv  che si pone &#8211; tra gli altri &#8211; l&#8217;obiettivo di spingere il processo di  standardizzazione dei decoder. </p>
<p align="justify"><strong>Desktop-Tv </strong></p>
<p align="justify">Il 2009 conferma i due trend fondamentali che gi&agrave; messi in evidenza nel Rapporto dell&#8217;anno scorso: </p>
<p align="justify">*  da una parte, l&#8217;importanza di considerare le Desktop-Tv come una  componente di offerta &#8211; particolarmente ricca ed attrattiva per  l&#8217;utente &#8211; del complessivo e composito mondo del Web e non come un  mercato specifico, a s&eacute; stante, isolabile dal pi&ugrave; complessivo mondo  dell&#8217;online. Questo significa pi&ugrave; spazio per quegli editori &#8211; sia  tradizionali che Web &#8211; che interpretano l&#8217;offerta Video/Tv in una  strategia pi&ugrave; complessiva multicanale e di portafoglio e per quelle  imprese e pubbliche amministrazioni che vogliono puntare sul Video per  potenziare la comunicazione e l&#8217;interazione con i propri utenti. Pi&ugrave;  difficile invece la vita per gli operatori &#8220;puri&#8221;, quelle start-up nate  appositamente per operare in questo mercato, anche se il successo non &egrave;  necessariamente precluso, come dimostrano alcuni casi internazionali,  primo fra tutti Hulu; </p>
<p align="justify">*  dall&#8217;altra, la notevole mole di attivit&agrave; di sperimentazione in atto in  questo ambito. Il Web si sta dimostrando un contesto particolarmente  favorevole per condurre esperimenti nel mondo dei Video e della Tv o  per mettere a punto e testare innovazioni. Importante sottolineare il  fermento imprenditoriale e la vivacit&agrave; innovativa che stanno  caratterizzando questo ambito come un vero e proprio &#8220;laboratorio&#8221; in  cui si sperimentano nuovi concept di Tv che potranno, nel tempo,  arricchire anche l&#8217;offerta televisiva delle altre piattaforme. In  realt&agrave; questo processo di &#8220;contaminazione&#8221; &egrave; gi&agrave; in atto: per quanto  riguarda le Sofa-Tv, attraverso, ad esempio, l&#8217;introduzione di decoder  universali e di televisori capaci nativamente di accedere ai contenuti  del Web; relativamente alle Hand-Tv, attraverso l&#8217;affermazione del  paradigma del Mobile Internet, degli Application Store, dei Widget. </p>
<p align="justify"><strong>Hand-Tv </strong></p>
<p align="justify">Per  quanto riguarda le Hand-Tv, le due reti alla base dell&#8217;offerta &#8211; quella  Dvb-h e quella Cellulare &#8211; stanno vivendo dinamiche evolutive  profondamente differenti. </p>
<p align="justify"> La rete Cellulare  , grazie al continuo incremento della banda disponibile, si sta sempre  di pi&ugrave; proponendo come efficace piattaforma anche per la fruizione di  contenuti Video, godendo- rispetto alla piattaforma Dvb-h &#8211; di alcuni  vantaggi, quali una base installata notevolmente superiore (e senza la  necessit&agrave; di terminali ad hoc), l&#8217;interattivit&agrave; intrinseca tipica delle  reti Ip e la possibilit&agrave; di offrire una gamma di servizi maggiore.  L&#8217;affermarsi, inoltre, del paradigma del Mobile Internet e degli  Application Store abilita potenzialmente tutti gli attori del mondo dei  Video e della Tv (Broadcaster, Editori, Web company, ecc.) a provare a  giocare una partita anche in questo ambito. La principale criticit&agrave; in  questo contesto &egrave; rappresentata dai modelli di business che si  affermeranno, dal momento che un modello esclusivamente basato sulla  pubblicit&agrave; non sar&agrave; in grado di generare numeri realmente interessanti  per i molteplici attori in gioco mentre il modello freemium &egrave; quello  potenzialmente pi&ugrave; interessante. </p>
<p align="justify">Il <strong>DVB-H</strong>,  invece, rimane in una situazione di stallo, ancorato alla spinta di un  unico Operatore. Non si &egrave; andati &#8211; ad oggi &#8211; nella auspicata direzione  di creare un ecosistema in cui tutti i player della filiera potessero  trovare un loro ruolo coerente e un proprio interesse nel far decollare  il mercato. Le potenzialit&agrave; di questa piattaforma siano molte &#8211; e  complementari rispetto alla rete cellulare &#8211; ma fino a che l&#8217;attuale  situazione non si sbloccher&agrave;, non verranno colte neppure minimamente. </p>
<p></span></p>
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