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	<title>Tv Digitali.eu &#187; TI Media</title>
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		<title>Digitale Terrestre: l&#8217;Agcom difende la sua linea ma non si placano le polemiche sulla nuova numerazione dei canali</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 10:09:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ diventata definitiva la decisione dall’Agcom assunta nella riunione dell’8 luglio sul piano di numerazione automatica dei canali (LCN) della Tv digitale formalizzata nella giornata di ieri. Ma ad un provvedimento tanto importante quanto atteso, e in un certo senso  anche scongiurato, non poche sono state le reazioni. In primis quelle dei dirigenti delle emittenti locali che criticano fortemente quello che a più voci è stato definito un “sopruso” oltre che vero e proprio “un grave segno di arroganza”.</p>
<p>E mentre da una parte si registra la soddisfazione dei soci di Dgtvi, l&#8217;associazione che riunisce Rai, Mediaset, TI Media, Frt (Federazione Radio Tv), D-Free e Aeranti-Corallo, e che già ha avuto modo di confrontarsi con l’Autorità garante delle comunicazioni per l’individuazione dei blocchi destinati a canali nazionali e locali, dall’altra non possono non tenersi in considerazione le infuocate critiche delle piccole emittenti.<br />
Per di più, che si sono anche sentite ‘accusate’ di “scarsa qualità dei programmi offerti”.</p>
<p>“Quello che sta succedendo – ha commentato all’indomani della decisione dell’Agcom di escludere le emittenti locali dai primi canali del digitale terrestre il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci – è un sopruso intollerabile. Un grave segno di arroganza compiuto in spregio alla legge e alle richieste delle Regioni italiane. Valuteremo le iniziative per difendere la libera emittenza locale, che porta nelle nostre case l&#8217;informazione regionale, la cultura e le tradizioni della nostra Isola”.</p>
<p>Di “un altro pezzo di bavaglio al pluralismo del sistema informativo”, ossia “di un altro regalo agli interessi privati oltre che un ulteriore colpo inferto alle economie locali”, parla il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola che ringraziando ironicamente l’Agcom per “il regalo riservato alle piccole economie di settore”, ha annunciato opposizione in tutte le sedi preposte.</p>
<p>Di “insolazione del caldo estivo” parla invece Davide Caparini. Il segretario di presidenza in Commissione Vigilanza Rai, in un comunicato stampa diramato nelle ultime ore, spiega così il via libera definitivo da parte dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni al piano di numerazione automatica dei canali (Lcn) sul nuovo telecomando digitale.</p>
<p>E ancora, sconcerto manifesta l’associazione di emittenti locali Alpi. “L&#8217;Autorità – ha dichiarato il presidente dell&#8217;Alpi Luca Montrone &#8211; ha di fatto confermato l&#8217;orientamento già manifestato di penalizzare le emittenti locali arrivando ad ignorare le indicazioni del Parlamento, che attraverso la Commissione Trasporti e Comunicazioni, all&#8217;unanimità e alla presenza del vice ministro Paolo Romani (che ha dato il suo assenso) ha chiesto al governo di vigilare affinché fossero rispettate le indicazioni del decreto legislativo 44/2010 che in nessuna sua parte ipotizza l’emarginazione delle tv locali”.<br />
“L’autorità inoltre &#8211; ha continuato Montrone &#8211; fa riferimento a un sondaggio attraverso il quale avrebbe verificato abitudini e preferenze del pubblico (oltre il 70% degli utenti ha un decoder o un televisore integrato e ha ordinato i programmi secondo le proprie preferenze). Si tratta di un sondaggio fuorviante perché è stato effettuato nelle Regioni in cui già c’è stato il passaggio al digitale mentre bisognava verificare le abitudini e le preferenze del pubblico nelle regioni ancora in analogico: non ha senso fotografare una situazione già compromessa che le emittenti hanno chiesto di sanare, e farne derivare una decisione&#8221;. &#8220;Un altro aspetto fuorviante citato dall&#8217;Autorità &#8211; sottolinea ancora Montrone &#8211; è il riferimento al parere favorevole ricevuto da presunte principali associazioni delle emittenti: la nostra, l&#8217;Associazione Alpi, la seconda per importanza in relazioni agli ascolti delle emittenti associate, ha chiaramente contestato in tutte le audizioni dinanzi all&#8217;Autorità e con una diffida legale l&#8217;ipotesi che fossero escluse le tv locali dai tasti da uno a nove. Della nostra posizione non si fa alcun cenno mentre l&#8217;Autorità evidentemente ha voluto dar ragione solo a quelle associazioni allineate sulle sue posizioni”.<br />
“E’ evidente &#8211; ha poi concluso il presidente dell’Alpi &#8211; che così come la normativa di sistema vigente prevede che un terzo dei canali sia riservato alle tv locali, la stessa quantità debba essere riservata sia sul telecomando, nei tasti da uno a nove, sia nell&#8217;assegnazione delle frequenze di qualità. L&#8217;Autorità invece con la sua decisione non fa altro che favorire la sopravvivenza sul digitale del duopolio esistente sull&#8217;analogico, favorendo altri grossi gruppi che si apprestano a monopolizzare porzioni di etere escludendo di fatto dal mercato l&#8217;emittenza locale”.</p>
<p>Di contro, le soddisfazione di Dgtvi che attraverso il suo presidente Andrea Ambrogetti afferma che &#8220;si tratta di un passo molto importante che porta ordine e razionalità nell&#8217;offerta del digitale terrestre&#8221; e che la &#8220;decisione presa ha messo in prima fila le abitudini e le preferenze degli utenti su tutto il territorio nazionale, e conferisce il giusto riconoscimento alle emittenti locali oltre a valorizzare adeguatamente le nuove offerte digitali nazionali&#8221;, e le giustificazioni dell’Authority che ribadendo la gerarchia analogica dei canali televisivi sulla piattaforma digitale, con i ‘generalisti nazionali’ che dovranno essere programmati di default su tutti gli apparecchi dal numero uno al nove del primo arco di numerazione, i locali dal 10 al 19, e gli altri suddivisi per categorie nelle successive posizioni, riafferma che il piano varato rispecchia appieno quanto deciso dal ‘Testo unico sui servizi di media audiovisivi e radiofonici’ (Dlgs 44/2010) e quindi, la “garanzia alla semplicità d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali, che rispetti le abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali”.</p>
<p>In un comunicato, l&#8217;Agcom sottolinea altresì la libertà dell&#8217;utente a riorganizzare i canali secondo le proprie preferenze, il sistema di programmazione automatico di decoder e televisori integrati dovrà però rispettare la gerarchia della piattaforma analogica per quanto riguarda le prime 20 posizioni. Per quanto riguarda le numerazioni decise per gli altri canali, dal 20 al 70 del primo arco di numerazione saranno inseriti gli altri canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro, suddivisi per genere (semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite), mentre i canali a pagamento saranno programmati tra il quarto e il quinto arco di numerazione (tra il 401 e il 599). “Il piano – si legge ancora nel comunicato Agcom – prevede poi di lasciare i canali 0, 100, 200, 300, 400, 500, 600, 700, 800, 900 ai servizi di interesse generale, come le guide ai programmi”</p>
<p>l&#8217;Aeranti-Corallo, associazione di categoria delle imprese radiotelevisive locali che rappresenta, tra l’altro 320 tv locali, attraverso il suo coordinatore Marco Rossignoli ha dichiarato: “L’approvazione del regolamento porta finalmente ordine nell’offerta del digitale terrestre. E’ ora indispensabile – ha aggiunto Rossignoli – che il Ministero dello Sviluppo economico proceda con estrema rapidità all’assegnazione delle numerazioni nelle sei aree già digitalizzate (Lazio, Campania, Piemonte occidentale, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Sardegna). Infatti – ha proseguito Rossignoli &#8211; la mancanza della regolamentazione ha causato in tali aree gravi disagi sia alle emittenti che all’utenza. Il disorientamento nella individuazione dei programmi generato dall’assenza della numerazione ha causato anche una contrazione degli investimenti pubblicitari, con gravi ripercussioni sui bilanci delle emittenti locali e con forte rischio per l’occupazione nel settore. E&#8217; inoltre fondamentale – ha concluso – che fin dal momento dell’entrata in vigore del regolamento cessino le duplicazioni delle numerazioni, i cosiddetti &#8216;cloni&#8217;, cioè le utilizzazioni di più numeri per identificare uno stesso programma. Tale duplicazione, infatti, ha contribuito in modo significativo alla caoticità dell’offerta digitale in assenza di regolamentazione in materia&#8221;</p>
<p>Sempre in riferimento alla recente approvazione da parte della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni del regolamento per la numerazione dei canali della televisione digitale terrestre, la Dgtvi ha invece, rimarcando che &#8220;lo schema approvato accoglie nella sostanza la proposta formulata nei mesi scorsi con l&#8217;unanimità di tutti i soci&#8221; e con questo, auspica la fine dei &#8220;fenomeni fastidiosi quali quelli della duplicazione dei canali con numerazioni multiple&#8221;.</p>
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		<title>TI Media: la strategia sui ‘conti’ comincia a produrre buoni risultati e per il futuro, dopo Cubovision, si pensa a La7.tv e nuovo canale su Dtt</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 14:49:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Buoni conti per Telecom Italia Media. In appena due anni, la nuova strategia dell&#8217;azienda ha portato l&#8217;Ebitda a migliorare da -55,3 milioni di euro a -10 milioni. La conferma arriva da Giovanni Stella , vicepresidente esecutivo di TI Media, a margine della conferenza stampa di presentazione di &#8220;Barbareschi Sciock&#8221;, il programma di La7 che partir&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Buoni conti per <strong>Telecom Italia   Media</strong>. In appena due anni, la nuova strategia dell&rsquo;azienda ha   portato l&#8217;Ebitda a migliorare da -55,3 milioni di euro a -10 milioni. La   conferma arriva da <strong>Giovanni Stella</strong> ,   vicepresidente esecutivo di TI Media, a margine della conferenza stampa   di presentazione di &ldquo;<strong><em>Barbareschi Sciock</em></strong>&rdquo;,   il programma di <strong>La7</strong> che partir&agrave; stasera alle 21.10, per   dodici venerd&igrave; di seguito, che segna il ritorno di <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/09/Barbareschi_Luca.html">Luca   Barbareschi</a> alla conduzione televisiva. </p>
<p align="justify">In conferenza stampa   Stella non aveva fornito cifre n&eacute; sull&#8217;intero gruppo, n&eacute; &nbsp;sulla   sola La7, limitandosi ad annunciare che comunque per quest&#8217;ultima <em>&ldquo;i conti 2009 sono soddisfacenti</em>&rdquo;, rimandando poi tutto   all&#8217;incontro con gli analisti finanziari in programma da qui a qualche   settimana per un&#8217;illustrazione nel dettaglio e anche per annunciare   nuove iniziative di rilancio e consolidamento. E il programma di   Barbareschi costituisce &ldquo;<em>uno dei tanti tasselli di un nuovo   ciclo. E&#8217; finito</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>quello avviato 20 mesi   fa che mirava alla riduzione dei problemi de La7, e non erano solo di   carattere finanziario ma anche di rapporto con gli artisti e con tutti   gli altri interlocutori</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Dopo la riduzione dei problemi, non solo di   carattere economico, forti dei conti 2009 che definirei soddisfacenti,   ora c&rsquo;&egrave; il rilancio della rete e il consolidamento con nuovi programmi&rdquo;,</em> ha detto Stella. </p>
<p align="justify">E&#8217; nota la sua   ruvidezza con gli artisti, anche se lui preferisce definirlo <em>&lsquo;rapporto   arido&rsquo;</em>: &ldquo;&hellip;<em>sono freddo, cinico, da me non hanno carezze,   bacetti per non dire altro di basso livello, non utilizzo questi   strumenti, non li ho nel dna. Non sono estasiato dagli artisti, li   tratto come tratto ogni altro lavoratore, senza facili accondiscendenze.   Alcuni si sono seccati, altri sono rimasti, forse perch&eacute; il livello di   masochismo &egrave; elevato&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">&ldquo;Fatto &egrave; che La7 pu&ograve;   vantare ascolti in crescita, specie sui programmi caratterizzati come   Omnibus, Otto e mezzo, L&#8217;infedele&rdquo;, ha ricordato il direttore dei   programmi <strong>Lillo Tombolini</strong>. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Sull&#8217;Auditel   ho molte perplessit&agrave;</em> &ndash; ha spiegato Stella &ndash; <em>E&#8217; stato   fondamentale per la storia della televisione italiana ma pensare che per   come &egrave; stato strutturato possa ancora avere una sua logica significa   allora negare l&#8217;evoluzione. Ci vogliono statistiche che dicano per   davvero come vanno le cose. Ora tutta l&#8217;azienda &egrave; attenta allo share,   che &egrave; la misurazione dell&#8217;efficacia degli sforzi fatti&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Per il manager di TI Media, <em>&ldquo;L&#8217;importante &egrave;   la qualit&agrave; e soprattutto serve a dare know how al gruppo telecom. La7 in   questo senso non &egrave; una tv qualunque, avendo alle spalle un colosso   delle telecomunicazioni. Siamo all&#8217;avanguardia nel rapporto tv/internet,   basti pensare al <strong>Cubovision</strong> appena lanciato sul mercato   per essere insieme Web TV, Video on demand, digitale terrestre, media   center personale e servizi internet&#8217;. </em>Stella ha parlato anche di <em>&ldquo;potenziamento di La7.tv, e stiamo pensando a un nuovo canale   sul digitale terrestre&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Altre iniziative   verranno annunciate agli analisti finanziari il 25 febbraio. </p>
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		<title>Tivù Sat: l’Agcom decide, ‘Tessere anche senza decoder’. Aperta anche istruttoria su informazione Rai</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:32:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Agcom ha accolto le proposte della Rai in merito ai decoder satellitari per ricevere il digitale terrestre, chiudendo cos&#236; l&#8217;istruttoria che era stata aperta lo scorso settembre per verificare in merito al dossier Tiv&#249; Sat il rispetto degli obblighi di servizio pubblico e del Contratto di servizio. L&#8217;Autorit&#224; ha valutato che i suggerimenti formulati dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">L&#8217;Agcom ha accolto le proposte della Rai in merito ai <strong>decoder satellitari</strong> per ricevere il <strong>digitale terrestre</strong>, chiudendo cos&igrave; l&#8217;istruttoria che era stata aperta lo scorso settembre per verificare in merito al dossier <strong>Tiv&ugrave; Sat</strong> il rispetto degli obblighi di servizio pubblico e del Contratto di servizio. </p>
<p align="justify">L&#8217;Autorit&agrave;  ha valutato che i suggerimenti formulati dalla Tv pubblica nel corso  del procedimento fossero idonee a rimuovere le criticit&agrave; riscontrate. </p>
<p align="justify">Pi&ugrave; precisamente, la <strong>Rai</strong> ha proposto di offrire la smart card Tiv&ugrave; Sat agli utenti che ne  faranno richiesta e che sono in regola con il pagamento del canone, a  fronte del rimborso dei soli costi, nonch&eacute; di assicurare un congruo  numero di carte Tiv&ugrave; Sat alle comunit&agrave; italiane in Europa. </p>
<p align="justify">Nel  corso dell&#8217;istruttoria sono stati acquisiti e valutati numerosi dati  (quali i dati di produzione e vendita dei decoder Tiv&ugrave; Sat, il numero  delle smart card prodotte ed attivate, i contratti relativi ai diritti  di trasmissione dei programmi criptati dalla Rai sul satellite, le  procedure di criptaggio, la copertura delle trasmissioni analogiche e  digitali terrestri della Concessionaria pubblica) ed effettuate le  audizioni della Rai, della societ&agrave; <strong>Tiv&ugrave;</strong> (Rai, Mediaset e Ti Media), dell&#8217;Associazione <strong>Altroconsumo</strong> e della societ&agrave; produttrice di decoder XDOME. </p>
<p align="justify">A conclusione dell&#8217;istruttoria il Consiglio, presieduto da <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabr&ograve;</a>, relatori <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Innocenzi_Botti_Giancarlo.html">Giancarlo Innocenzi Botti</a> e <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Lauria_Michele.html">Michele Lauria</a>,  ha ritenuto che la decisione iniziale della Rai di associare la  distribuzione delle smart card alla vendita del decoder Tiv&ugrave; Sat  limitasse la scelta da parte degli abbonati, garantita dall&#8217;articolo 31  del Contratto di servizio. Questo anche nell&#8217;ottica di promuovere  decoder &ldquo;aperti&rdquo; e poter associare le schede a differenti apparati di  ricezione. </p>
<p align="justify">Pertanto,  il Consiglio dell&#8217;Autorit&agrave;, all&#8217;unanimit&agrave; dei presenti, ha ordinato, ai  sensi dell&#8217;articolo 48, comma 7, del Testo Unico della  radiotelevisione, l&#8217;esecuzione di tali obblighi, che risultano coerenti  col Contratto di servizio. </p>
<p align="justify">L&#8217;Agcom, relatori <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/10/Mannoni_Stefano.html">Stefano Mannoni</a> e <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Lauria_Michele.html">Michele Lauria</a>, ha anche deciso all&#8217;unanimit&agrave; di &ldquo;<em>aprire  un&#8217;istruttoria per verificare il rispetto da parte della Rai degli  obblighi di obiettivit&agrave;, di equilibrio dell&#8217;informazione, di non  incitazione alla violenza e di effettiva osservanza del contraddittorio  nelle trasmissioni di informazione&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Su questo tema</em> &#8211; annuncia una nota &#8211; <em>saranno anche auditi prossimamente dal Consiglio i vertici della Rai&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Al riguardo, com&rsquo;&egrave; noto</em> &ndash; ha spiegato l&#8217;Autorit&agrave; &#8211; <em>autorevoli  appelli sono stati rivolti nei giorni scorsi dal Papa per  un&#8217;informazione scevra dall&#8217;odio politico e dal Presidente della  Repubblica per ricondurre ogni contrasto politico e istituzionale entro  i limiti di responsabile autocontrollo e civile confronto. Appello  unanimemente accolto e rilanciato nel documento del presidente Sergio  Zavoli approvato dall&#8217;ufficio di presidenza della commissione  parlamentare di Vigilanza, che ha chiesto alla Rai e ai media che si  dica tutto, nel rispetto della verit&agrave; e della completezza, ma senza  cadere in &#8216;tonalit&agrave; apocalittiche&#8217; o nella &#8216;pratica  dell&#8217;ammorbidimento&#8217;, tenendo presente che la politica ha i suoi  linguaggi, ma che chi la interpreta non pu&ograve; dimenticare di essere al  servizio di tutto il Paese&#8221;. </em></p>
<p align="justify">L&#8217;Autorit&agrave; ha anche <em>&ldquo;deciso  di investire il neo-costituito Comitato per l&#8217;applicazione del codice  di autoregolamentazione in materia di processi in tv delle segnalazioni  riguardanti sotto questo profilo alcune trasmissioni della  concessionaria pubblica&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Al  Comitato per l&#8217;applicazione del codice di autoregolamentazione in  materia di processi in tv saranno inviate le segnalazioni riguardanti  sia &lsquo;Annozero&rsquo; sia &lsquo;Porta a Porta&rsquo;. </p>
<p align="justify">L&#8217;istruttoria aperta ieri sar&agrave; comunque a 360 gradi e riguarder&agrave; tutti i programmi di informazione. </p>
<p align="justify">Il Cda della Rai, a quanto si apprende, ha intanto svolto un primo esame del <strong>piano industriale</strong> e del <strong>risanamento aziendale</strong>, con cui si punta a portare i conti in sostanziale pareggio nel   2012 in  un momento in cui cambier&agrave; notevolmente il suo perimetro d&#8217;azione. </p>
<p align="justify">Obiettivo di non facile portata considerando che l&#8217;azienda chiude il 2009 con una <strong>perdita di 160 mila euro</strong> legata anche al calo delle entrate pubblicitarie e a quelle del canone  e che il prossimo anno vedr&agrave; consistenti uscite per i diritti sportivi  legati ai mondiali di calcio oltre che per l&#8217;aumento dell&#8217;offerta  televisiva con i 12 canali del digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Nel  2010, infatti, il 70% della popolazione italiana ricever&agrave; ben 12 canali  gratuiti della Rai su Dtt. Un allargamento dell&#8217;offerta che l&#8217;azienda  vuole portare avanti senza depauperare tutte le altre attivit&agrave; del  gruppo Rai. Un piano, insomma, ambizioso ma che i recenti dati  economici fanno intravedere come percorribile. </p>
<p align="justify">I  conti del 2009 infatti dovrebbero chiudere a &#8211; 60 milioni di euro con  un notevole ridimensionamento delle previsioni negative di qualche mese  fa, reso possibile da una grande operazione di contenimento dei costi  (di quasi 100 milioni) che non ha penalizzato il prodotto, tanto che la  garanzia autunnale ha visto la Rai piazzare 13 dei suoi programmi tra i  20 pi&ugrave; visti ed una ottima performance delle tre reti generaliste. E  sarebbe proprio questo il &#8216;paradigma&#8217; che il vertice aziendale avrebbe  intenzione di replicare nelle prossime stagioni attraverso il nuovo  piano industriale. </p>
<p align="justify">Quella  che si preannuncia &egrave; dunque una stretta su diverse voci, esclusi i  livelli occupazionali che saranno salvaguardati, anche sui contratti  delle prossime stagioni e non &egrave; esclusa la strada della  internalizzazione di alcune societ&agrave; ora esterne come Sipra, Raiway,  Raisat, NewcoRai international o Raisat. I possibili interventi sono  previsti in un documento messo a punto dai quattro vice direttori  generali e oggi se n&#8217;&egrave; continuato a parlare nel Cda nuovamente  convocato. </p>
<p align="justify">Il Consiglio ha poi approvato all&#8217;unanimit&agrave; la sospensione dell&#8217;uso delle <strong>doc-fiction </strong>nei programmi di informazione dando mandato al direttore   generale Mauro  Masi di definire nuove regole in materia. E lo stesso Masi, rispondendo  ai rilievi mossi nei giorni scorsi dal consigliere di minoranza Nino  Rizzo Nervo, ha riferito che l&#8217;Era glaciale, programma condotto da  Daria Bignardi, torner&agrave; in onda a febbraio o marzo, il gioved&igrave; in  seconda serata dopo &lsquo;Annozero&rsquo;. Per ora, al suo posto, il nuovo  programma di Gianluigi Paragone. </p>
<p align="justify">Stamani  il Consiglio della Rai, su proposta del Dg Masi, per completare  l&#8217;assetto di alcune Direzioni, ha espresso l&#8217;intendimento di nominare  vicedirettori del TG3 Antonio Belmonte, Giuliano Giubilei, Andrea  Giubilo, Renato Scottoni e Pierluca Terzulli; vicedirettori della TGR  Maurizio Bertucci, Domenico Nunnari, Pietro Pasquetti, Paolo  Petruccioli, Fabio Scaramucci, Giancarlo Spadoni e Federico Zurzolo;  vicedirettori di Rai Internazionale Anna Donato, Giancarlo Gioielli,  Alfonso Samengo e Gian Stefano Spoto; vicedirettore di Televideo Teresa  De Santis.<br />
  Il Consiglio ha proceduto anche alle nomine dei  vicedirettori di Innovazione Prodotto Roberta Enni, del Palinsesto Tv  Patrizia Cardelli, dei Canali di Pubblica Utilita&#8217; Amedeo Martorelli e  Michele La Pietra, di Rai International Giovanni Di Giuseppe.<br />
  Il  presidente Paolo Garimberti si &egrave; espresso a favore dei vicedirettori  del Tg3 e della nomina di Anna Donato, in quanto dirigente in attesa di  incarico, si &egrave; astenuto negli altri casi. </p>
<p align="justify"><strong>Informazioni utili: </strong></p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.agcom.it/Default.aspx?message=visualizzadocument&#038;DocID=3580">Elenco  &#8211; aggiornato al 10 dicembre 2009 &#8211; delle Emittenti autorizzate alla  diffusione di programmi televisivi via satellite ai sensi della  delibera n. 127/00/CONS</a></strong></p>
<p></span></p>
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