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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Telecom Italia</title>
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		<title>Frequenze Tv. Almunia avvisa: ‘Beauty contest sia in linea con regole Ue&#8217;, mentre il Pd propone, ‘parte degli introiti vadano alla cultura’</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:51:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per far fronte ai tagli apportati a Cultura e Cinema, la soluzione potrebbe essere quella di destinare al settore parte degli introiti della gara per le frequenze digitali. L’asta per i cinque multiplex (che contano circa 25 canali), potrebbe infatti portare nelle casse dello Stato dai 3,5 e 4 miliardi di euro, così come accade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per far fronte ai tagli apportati a Cultura e Cinema, la soluzione potrebbe essere quella di destinare al settore parte degli introiti della gara per le <strong>frequenze digitali</strong>.</p>
<p>L’asta per i cinque multiplex (che contano circa 25 canali), potrebbe infatti portare nelle casse dello Stato dai 3,5 e 4 miliardi di euro, così come accade in tanti altri Paesi del mondo.</p>
<p>La proposta arriva dal senatore del Partito Democratico <strong>Vincenzo Vita</strong> che, nel corso di un convegno dal tema <em>“Esordire in Europa: registi e produttori a confronto”</em>, ha anche annunciato che in tal senso, presto il suo gruppo si farà promotore di un’interrogazione parlamentare.  <em>“Il governo non ha intrapreso finora questa strada perché può essere dolorosa per l’assetto dei poteri tv</em> &#8211; ha detto Vita -<em> tuttavia è incredibile che l’Italia faccia registrare anomalie anche nel passaggio al digitale”</em>.</p>
<p>Anomalie che, nello specifico, si riferiscono proprio alla riduzione delle frequenze dei principali operatori nazionali quali <strong>Rai, Mediaset </strong>e<strong> Telecom Italia Media</strong>, e all’avvio di due ‘<strong>beauty contest</strong>’, così come dettato dall’Unione europea, che altro non sono che ‘gare non competitive’ destinate sia agli operatori alternativi che alle grandi società già operanti nel settore.</p>
<p>Il tutto, in virtù della decisione della Commissione europea  che già dal 2003 si sta interessando al mercato italiano, evidenziando l’ingresso, attraverso la <strong>Pay-Tv </strong>di operatori alternativi che utilizzano sia le proprie frequenze e infrastrutture di rete, che quelle dei loro partner per fornire contenuti in chiaro sulla <strong>piattaforma DTT</strong>. Inoltre, dal 2008, sempre in Italia è stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare, la <strong>TIVU Sat</strong>, realizzata da rai, RTI di Mediaset e Telecom Italia, oggi disponibile per i consumatori italiani.</p>
<p>Sull’argomento, è intervenuto nei giorni scorsi anche  il Commissario Ue per la Concorrenza, <strong>Joaquin Almunia</strong>, che ha inteso chiarire la sua posizione nel corso dell’ultima conferenza stampa tenuta al workshop Ambrosetti a Cernobbio. <em>“Le regole del beauty contest per l’assegnazione dei multiplex sulle frequenze digitali che l’Unione Europea ha imposto di assegnare in Italia ad operatori televisivi alternativi a Rai e Mediaset </em>– ha detto &#8211; <em>dovranno essere in linea con le regole europee”</em>.</p>
<p>Sulla questione dell’ingresso di <strong>Sky </strong>sul <strong>digitale terrestre</strong> in chiaro anche prima della fine del 2011, il commissario ha aggiunto: “<em>Questa è una questione che stiamo ancora dibattendo. La decisione è già stata presa e penso sia una decisione equilibrata</em> – ha ribadito riferendosi al ricorso di Altroconsumo – <em>ma c&#8217;è un problema su come sia fatta la gara che deve essere istituita per l&#8217;assegnazione dei multiplex. La cosa importante però, è che siamo vicini a una soluzione positiva”</em>.</p>
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		<title>Sky: Sì della Ue a ingresso anticipato su DTT, ma per 5 anni solo in chiaro. Mediaset ‘sconcertata’, annuncia ricorso alla Corte di Giustizia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:06:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[‘Grande soddisfazione’ da parte di Sky, ‘estremo sconcerto’ da parte di Mediaset, che ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Commissione europea di consentire a Sky Italia di partecipare alla futura gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri a livello nazionale in Italia, sollevando la controllata italiana della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>‘Grande soddisfazione’ da parte di Sky, ‘estremo sconcerto’ da parte di Mediaset, che ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Commissione europea di consentire a Sky Italia di partecipare alla futura gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri a livello nazionale in Italia, sollevando la controllata italiana della News Corp da uno degli impegni assunti nel 2003, in seguito all&#8217;acquisizione di Stream e alla fusione con l&#8217;operatore di pay TV rivale Telepiù.</p>
<p>Un via libera ‘condizionato’, visto che Sky Italia potrà trasmettere solo trasmissioni in chiaro per i prossimi 5 anni e potrà partecipare solo all&#8217;attribuzione di uno dei cinque multiplex che verranno assegnati.</p>
<p>La decisione è maturata alla luce del fatto che, secondo la Commissione europea, la situazione di mercato in Italia è cambiata in modo significativo e su base permanente a partire dal 2003, quando, attraverso la DTT hanno fatto il loro ingresso sul mercato italiano della pay TV operatori alternativi (Mediaset, Telecom Italia/Dahlia), anche se Sky Italia ha mantenuto la propria posizione forte sul satellite.<br />
“Questi nuovi operatori – ha sottolineato l’esecutivo &#8211; utilizzano sia le proprie frequenze e infrastrutture di rete che quelle dei loro partner per fornire contenuti (sia in chiaro che a pagamento) sulla piattaforma DTT che copre già una serie di regioni. Inoltre, ove disponibile, la piattaforma DTT sta diventando rapidamente la piattaforma principale per il consumo di televisione digitale in Italia ed è probabile che mantenga tale posizione per parecchi anni dopo il cosiddetto switch-off delle trasmissioni analogiche (entro il 2012)”.<br />
La Ue ha ricordato quindi che a partire dal settembre 2008, “è stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare (TIVU Sat), realizzata da RAI, RTI di Mediaset e Telecom Italia, ora disponibile per i consumatori italiani”.</p>
<p>La prossima gara per l’assegnazione delle frequenze, rappresenta inoltre, per Sky Italia “un&#8217;opportunità unica – e anche l&#8217;ultima per parecchi anni a venire – per entrare nella piattaforma DTT in concorrenza con le emittenti già esistenti”.</p>
<p>La decisione favorevole all’ingresso anticipato di Sky nel digitale terrestre, pur definita &#8216;collegiale&#8217;, sembra aver provocato una spaccatura in seno all’esecutivo – si sarebbero pronunciati contro almeno quattro commissari, tra cui il vice presidente della Commissione e responsabile dell&#8217;Industria, Antonio Tajani, che ha anche presentato una nota scritta nella quale ha comunicato il proprio dissenso – oltre all’immediata presa di posizione di Mediaset, che si è detta “assolutamente sconcertata” e ha annunciato ricorso alla Corte di Giustizia della Ue.</p>
<p>“Riteniamo &#8211; si legge in una nota &#8211; che le condizioni fissate dalla Commissione nel 2003 che impedivano a Sky di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virtù della sua posizione dominante sul mercato Pay, siano ancora valide come del resto il market test svolto tra tutti gli operatori italiani ha sostenuto&#8221;.<br />
Sky, sottolinea ancora la nota “detiene il 99,8% della pay tv satellitare e l&#8217;86% della tv a pagamento”. La decisione dell’esecutivo “autorizza il monopolista della televisione satellitare a entrare in possesso degli asset frequenziali già insufficienti per gli operatori attuali”.</p>
<p>Attualmente lo spettro delle frequenze è sostanzialmente detenuto da operatori già presenti sul mercato. Su 21 multiplex riservati per la trasmissione televisiva digitale, 16 sono infatti già attribuiti o ne è prevista l&#8217;attribuzione; Mediaset, RAI e Telecom Italia hanno nel complesso 11 multiplex.</p>
<p>La Commissione, dunque, sempre per mezzo del suo portavoce, si è detta “fiduciosa circa la solidità legale” della risoluzione. “Naturalmente, contro ogni decisione presa dalla Commissione – ha sottolineato ancora il portavoce dell’esecutivo &#8211; si può sempre fare ricorso alla Corte di giustizia”.</p>
<p>Gongola, naturalmente l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, che si dice &#8220;estremamente soddisfatto della decisione odierna”, che ha confermato “…che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell&#8217; introdurre più concorrenza, più innovazione e più scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent”.<br />
“Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici, così come i potenziali inserzionisti pubblicitari”, ha aggiunto.</p>
<p>Che si tratti di “una buona notizia per i telespettatori italiani” lo ha affermato anche il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, che vede nell’ingresso anticipato di Sky sul digitale una “possibile apertura del mercato della tv digitale terrestre”, fin qui caratterizzato esclusivamente da “una semplice moltiplicazione del numero di canali, ma non certo con competizione tra editori diversi e concorrenti”.</p>
<p>La decisione della Ue, in realtà, non fa che anticipare l’ingresso di Sky sulla piattaforma digitale: in base agli impegni assunti con la Commissione il 2 aprile 2003, in seguito alla fusione di Stream e Telepiù e alla nascita di Sky Italia, la società avrebbe infatti potuto offrire la pay TV soltanto su satellite e non avrebbe potuto mantenere o acquisire frequenze DTT fino al 31 dicembre 2011, per limitare il potere di mercato nel settore della pay-TV.</p>
<p>Impegni dai quali Sky ha chiesto di essere sollevata in modo da poter partecipare alla futura gara per l&#8217;aggiudicazione di cinque nuovi multiplex DTT.</p>
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		<title>Digitale terrestre: dall’Agcom OK unanime al nuovo Piano frequenze e a criteri per valutazione Docufiction e Docudrama</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/06/03/digitale-terrestre-dall%e2%80%99agcom-ok-unanime-al-nuovo-piano-frequenze-e-a-criteri-per-valutazione-docufiction-e-docudrama/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:23:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, relatori i Commissari Stefano Mannoni e Michele Lauria, ha approvato oggi all&#8217;unanimità il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive (PNAF) per il digitale terrestre. Il Piano si conforma ai principi di uso pluralistico ed efficiente delle frequenze su tutto il territorio previsti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il Consiglio  dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle   comunicazioni, presieduto da <strong>Corrado  Calabrò</strong>, relatori i   Commissari<strong> Stefano Mannoni </strong>e <strong>Michele Lauria</strong>,  ha approvato   oggi all&#8217;unanimità il <strong>Piano nazionale di assegnazione delle    frequenze televisive</strong> (PNAF) per il <strong>digitale terrestre</strong>.<br />
  Il   Piano si conforma ai principi di uso pluralistico ed efficiente delle    frequenze su tutto il territorio previsti dalle norme legislative   vigenti e  dagli indirizzi comunitari, fornendo i criteri tecnici e   metodologici per la  pianificazione, nazionale e locale.<br />
  L&#8217;utilizzazione della <strong>tecnica SFN</strong> (reti a singola frequenza), che   vede  l&#8217;Italia all&#8217;avanguardia in Europa, permetterà di soddisfare   tutte le diverse  esigenze: razionalizzazione delle reti esistenti,   nazionali e locali; nuove  frequenze destinate alla gara per gli   operatori TV; frequenze per i servizi  innovativi.<br />
  Nel piano, sono   identificate le frequenze delle reti televisive nazionali da  utilizzare   di norma in tecnica isofrequenziale. Tali reti, tra cui quelle    destinate a nuovi soggetti (dividendo digitale interno), sono   equivalenti tra  loro, sia in termini di copertura sia in termini di   coordinamento  internazionale.</p>
<p align="justify">Il Piano tiene inoltre  conto degli specifici obblighi   di servizio pubblico, dell&#8217;articolazione  regionale di Rai 3 e   dell&#8217;informazione, nonché dello sviluppo dei servizi  innovativi.   Secondo quanto indicato dalla legge, il <strong>PNAF</strong> riserva oltre un    terzo delle frequenze pianificabili alle emittenti televisive locali. Al   fine di  garantire il massimo pluralismo e di favorire un uso   efficiente ed effettivo  delle frequenze, la pianificazione di dettaglio   avverrà attraverso la  convocazione di appositi &#8216;<strong>tavoli tecnici</strong>&#8216;,   anche per assicurare  continuità a quanto avvenuto regioni che hanno   già effettuato il passaggio al  digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Il provvedimento    approvato oggi sarà dunque completato nei suoi aspetti attuativi via   via che i  tavoli tecnici relativi alle aree ancora da digitalizzare   avranno concluso il  loro lavoro. Il Piano pone particolare attenzione   alla futura utilizzazione  delle frequenze che, secondo gli indirizzi   comunitari, sono destinate a servizi  di telecomunicazioni (dividendo   digitale esterno) per servizi innovativi quali  la<strong> banda larga mobile</strong> di quarta generazione. E&#8217; infatti previsto, sin da  ora, di mettere a   disposizione di tali servizi le risorse inutilizzate (le  cosiddette <strong>white   spaces</strong>). L&#8217;azione di riorganizzazione dello spettro  frequenziale   dovrà essere condotta in cooperazione con il ministero dello  Sviluppo   Economico che ha competenza sulle modifiche del Piano nazionale di    ripartizione delle frequenze. </p>
<p align="justify">Calabrò, nell&#8217;esprimere  soddisfazione per la decisione   assunta dal Consiglio dell&#8217;Agcom, ha dichiarato: <em>&#8220;il Piano di   assegnazione delle frequenze è un adempimento caratterizzante e    fondante dell&#8217;attività dell&#8217;Agcom ed è stato adottato dopo   un&#8217;approfondita  consultazione che ha coinvolto tutti i soggetti   interessati e a seguito di un  confronto con il ministero per lo   Sviluppo Economico, al quale spettano le  attività di coordinamento   delle frequenze in sede internazionale. L&#8217;approvazione  del Piano   rappresenta un passaggio ineludibile che l&#8217;Autorità, in linea con il    suo ruolo istituzionale, ha portato a compimento in piena autonomia   tecnica ed è  dotato della necessaria flessibilità per rispondere alle   esigenze attuali e ai  futuri sviluppi tecnologici &#8216;.</em></p>
<p align="justify">Il Consiglio   oggi ha anche ascoltato in audizione il presidente  della Regione   Puglia, <strong>Nichi Vendola</strong>, e il presidente della Regione  Molise, <strong>Michele   Angelo Iorio</strong>, in merito al <strong>Piano di numerazione  automatica</strong> dei canali della televisione digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Il piano, sempre   secondo  quanto si apprende, è stato modificato rispetto a quello   andato in consultazione  e su cui c&#8217;erano state molte critiche da parte   delle tv locali. Il piano  nazionale preparato dall&#8217;AGCOM ha l&#8217;obiettivo   di mettere ordine  nell&#8217;assegnazione delle frequenze in occasione del   passaggio al digitale  terrestre, avvenuto finora in assenza di un   impianto regolatorio unitario.</p>
<p align="justify">Martedì scorso Paolo  Gentiloni, Michele Meta,   Alessandro Maran, Francesco Boccia, Donata Lenzi,  Erminio Angelo   Quartiani e Roberto Giachetti con un’interrogazione parlamentare  al   Ministro dell&#8217;Economia e delle finanze, <strong>Elio Vito</strong>, hanno chiesto    chiarimenti in merito alla possibilità di assegnare ai nuovi servizi di    telecomunicazione, attraverso procedure di evidenza pubblica, le   frequenze  liberate a seguito del passaggio delle trasmissioni   televisive dall’analogico al  digitale.</p>
<p align="justify">I deputati hanno fatto  presente che   l&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese europeo che non ha deciso di seguire  questa   linea e hanno fatto riferimento alla Germania dove si sta svolgendo la    gara per assegnare alla telefonia mobile il <strong>dividendo di spettro </strong>liberato    dallo switch-off dell’analogico. La gara sta superando il tetto di 3,5   miliardi  di euro.</p>
<p align="justify">L&#8217;Italia ha, infatti,  deciso che, nell&#8217;ambito   televisivo, siano assegnate, non con una gara, ma  attraverso un <strong>beauty   contest</strong>, solo una piccola parte di frequenze, il  10%, destinata ai   nuovi entranti.</p>
<p> I parlamentari hanno quindi   chiesto se il Governo  intende considerare, sul modello tedesco, la   possibilità di ricavare fondi dalla  messa in gara delle frequenze,   anche in considerazione dell&#8217;invito dell&#8217;Unione  europea a destinare per   nuovi servizi di telecomunicazioni una parte delle  frequenze liberate   dalla transizione alla tv digitale. </p>
<p>  </p>
<p> Vito ha risposto che il ministero dello Sviluppo    economico ha allo studio, anche di concerto con l&#8217;Autorità per le   comunicazioni, <em>“nuovi criteri di &#8216;efficientamento&#8217; dello spettro   radioelettrico già  assegnato o da assegnare nelle aree televisive   digitalizzate e ancora da  digitalizzare”</em>.</p>
<p> L&#8217;ipotesi riguarda tra l&#8217;altro “<em>misure idonee a    recuperare capacità trasmissiva non utilizzata, così favorendo   eventualmente  processi di condivisione dei multiplex da destinare o già   destinati agli  operatori di rete in ambito locale”</em>. </p>
<p> L&#8217;obiettivo, ha spiegato Vito, è consentire <em>&#8216;la    razionale e non discriminatoria assegnazione al comparto   radiotelevisivo di  risorse frequenziali per la diffusione di un numero   di contenuti adeguati&#8217;.</em></p>
<p> Al tempo   stesso, <em>&#8216;si potranno accelerare le  procedure per la destinazione del   dividendo di spettro a nuovi servizi di  telecomunicazione, con   possibili fonti di ricavo derivanti dalla messa a gara a  offerta   economica di tali risorse&#8217;. </em>Quanto al cosiddetto <strong>beauty contest</strong>,    richiamato nell&#8217;interrogazione e riguardante l&#8217;assegnazione del   dividendo  digitale, le modalità di gara e il quantitativo delle   relative risorse &#8211; pari a  6 frequenze da assegnare per i nuovi entranti   &#8211; sono stati individuati dalla  Commissione europea nell&#8217;ambito delle   trattative per la chiusura della procedura  d&#8217;infrazione Ue nei   confronti dell&#8217;Italia.</p>
<p align="justify">Oggi intanto il Comitato  per l&#8217;applicazione del <strong>Codice   di autoregolamentazione</strong> in materia di  rappresentazione di vicende   giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive ha  approvato dei criteri   di massima per la valutazione di eventuali infrazioni al  Codice che,   in un&#8217;ottica di piena trasparenza, sono stati trasmessi dallo stesso    Comitato ai firmatari del Codice e cioè alle società <strong>Rai</strong>, <strong>Mediaset</strong> e <strong>Telecom Italia Media</strong>, alle associazioni rappresentative delle   emittenti <strong>Frt</strong> <strong>ed Aeranti-Corallo</strong>, all&#8217;<strong>Ordine dei   giornalisti </strong>e alla <strong>Federazione nazionale della stampa</strong>.</p>
<p align="justify">Il Codice di    autoregolamentazione, firmato il 21 maggio 2009, prevede che   l&#8217;accertamento  delle sue violazioni e l&#8217;adozione delle eventuali misure   correttive siano  riservate alla competenza di un apposito Comitato   costituito dai rappresentanti  delle parti firmatarie e da tre esperti   scelti dall&#8217;Autorità per le garanzie  nelle comunicazioni. Il Comitato   si è formalmente insediato il 17 dicembre 2009.</p>
<p align="justify">Va dato atto   alle parti  firmatarie del Codice &#8211; emittenti, associazioni   rappresentative delle emittenti,  Fnsi e Ordine dei giornalisti &#8211; di   aver saputo coniugare i principi di libertà  di espressione e di   informazione e diritto degli utenti ad essere correttamente  informati.</p>
<p align="justify">Nel documento   varato si  precisa che il Comitato non ha competenza sui dibattiti ma   solo sulla  &#8220;simulazione o riproduzione o ricostruzione&#8221; di procedimenti   giudiziari.</p>
<p align="justify">Per quanto riguarda le <strong>docufiction</strong> come quelle di   &#8216;Annozero&#8217;, i criteri per valutare eventuali  infrazioni si basano   soprattutto sull&#8217;obbligo, per gli autori, di fare ricorso a  &#8220;<em>fonti   suscettibili di riscontro</em>&#8220;, che vanno fatte emergere &#8220;<em>anche in    modo sommario</em>&#8220;, oltre che sui doveri di &#8220;<em>veridicità</em>&#8220;, &#8220;<em>completezza</em>&#8220;,    &#8220;<em>imparzialità</em>&#8221; e &#8220;<em>rispetto del contraddittorio</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">Nessuna censura    preventiva potrà essere attuata, si precisa nel documento, che   sottolinea anche,  richiamandosi alla giurisprudenza di Cassazione, che   la valutazione  dell&#8217;obiettività di una ricostruzione può essere fatta &#8220;<em>solo   in base  all`accuratezza con cui l`operatore dell`informazione ha   effettuato la verifica  delle proprie fonti&#8221;.</em> Quindi il Comitato   valuterà solo &#8220;<em>eventuali  scostamenti tra le informazioni rese   durante la trasmissione e &#8216;i fatti e gli  atti risultanti dallo stato in   cui si trova il procedimento&#8217;&#8221;.</em></p>
<p align="justify">L&#8217;equilibrio nella  rappresentazione dei   fatti non significa un conteggio &#8220;meccanico&#8221; dei tempi  assegnati alle   tesi di accusa e difesa: anche <em>&#8220;l&#8217;esigenza del contraddittorio    immediato, vale a dire con la presenza fisica di rappresentanti delle    contrapposte tesi nel contesto della medesima trasmissione, deve essere   valutata  &#8211; </em>scrive il Comitato<em> &#8211; alla luce della natura e   dell&#8217;impostazione del  programma, nonché dei suoi contenuti e della sua   durata&#8221;.</em> Infine, il  Comitato mette in guardia gli autori e   giornalisti televisivi dall’allestimento <em>&#8220;di veri e propri &#8216;racconti a   tesi&#8217;, spesso giustificati da elementi  narrativi del tutto ultronei   all’indagine e ai rilievi dell’indagine  giudiziaria&#8221;,</em> perché questo   metodo rischia di &#8220;<em>implicare un grave  pregiudizio del diritto alla   rispettabilità e all`onorabilità delle persone  coinvolte&#8221;.</em></p>
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		<title>Digitale terrestre.  Resta aperta la battaglia Sky-Mediaset e intanto Mockridge risponde a Confalonieri: ‘Nessun ostacolo per Mediaset sul satellite’</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:53:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua il botta e risposta tra i vertici di Sky e Mediaset circa lo spazio da utilizzare sulla piattaforma satellitare e la necessità di reciprocità nei rapporti tra il gruppo italiano di Cologno Monzese e quello del magnate australiano Rupert Murdoch. Un duello mediatico, che trova ampio spazio anche nelle pagine dei giornali economico-finanziari  più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Continua il botta e risposta tra i   vertici di <strong> Sky</strong> e <strong>Mediaset</strong> circa lo spazio da utilizzare   sulla piattaforma  satellitare e la necessità di reciprocità nei   rapporti tra il gruppo italiano di  Cologno Monzese e quello del magnate   australiano <strong>Rupert Murdoch</strong>. Un  duello mediatico, che trova   ampio spazio anche nelle pagine dei giornali  economico-finanziari  più   letti al mondo. Tra questi, il <strong><em>Financial Times</em>. </strong> </p>
<p> Ed è proprio dalla pagine di questa   autorevole  testata che l&#8217;amministratore delegato di Sky Itala, <strong>Tom   Mockridge</strong>,  commenta le affermazioni fatte dal presidente di   Mediaset, <strong>Fedele Confalonieri</strong> che appena ieri insisteva sulla &#8220;<em>necessità   di  reciprocità nei rapporti e nel posizionamento tra il gruppo   Mediaset e Sky  Italia</em>&#8220;. Nella stessa intervista al Financial Times   aggiungeva anche &#8220;<em>se  a Sky sarà concesso l&#8217;arrivo sul digitale   terrestre, allora Mediaset chiederà il  suo spazio sulla piattaforma   satellitare</em>”.  </p>
<p> <em>&#8216;Penso   che sia necessario ricordare al mio  amico Confalonieri che la   tecnologia trasmissiva satellitare non è di proprietà  di Sky Italia</em> – ha detto &#8211; <em>si  tratta di una tecnologia accessibile a tutti senza   alcun bisogno di  &#8216;reciprocità&#8217;. Inoltre, Mediaset, al contrario di   quanto possa fare Sky Italia  sul Digitale Terrestre, non ha limitazioni   regolamentari che le impediscono di  lanciare, quando vuole, un&#8217;offerta   a pagamento via satellite</em>&#8220;. </p>
<p> &#8220;<em>In realtà </em>- aggiunge Mackridge &#8211; <em> Mediaset opera già   via satellite attraverso la piattaforma Tivùsat che controlla  in joint   venture con Rai e Telecom Italia, ovvero i suoi principali competitor    nella televisione generalista gratuita</em>&#8220;.</p>
<p> &#8220;<em>Infine</em> &#8211; ha ricordato ancora  l’amministratore delegato   della tv satellitare &#8211; <em>Mediaset trasmette già un  canale a pagamento   all&#8217;interno della piattaforma Sky Italia, chiamato &#8216;Mediaset  Plus&#8217;”   Ironizzando sulla vicenda, ha poi concluso dicendo “Spero che la signora    Miriam Pisani, direttrice del canale, non sia stata turbata dal fatto   che il suo  presidente sembra aver dimenticato dell&#8217;esistenza del suo   canale</em>”.</p>
<p> E mentre   la diatriba tra i due colossi  televisivi va avanti, nessuna decisione   arriva dalla Commissione europea sulla  regolamentazione della   piattaforma satellitare Sky. Tutte le opzioni restano  aperte, dunque, e   la delicata questione, dopo le consultazioni condotte con i    concorrenti, è ancora al vaglio del Commissario Ue <strong>Joaquin Almunia</strong>.    Ritardi che traggono origine da quei &#8216;<strong>market test</strong>&#8216; effettuati   dai servizi  della Commissione, e dai quali si desume che la maggioranza   degli operatori  sarebbe in linea di massima contraria all&#8217;ingresso di   Sky sul digitale terrestre  prima del termine fissato da <strong>Bruxelles</strong>,   mentre i consumatori  guarderebbero con favore a questa prospettiva. </p>
<p> La Ue sarebbe quindi orientata a   consentire a  Sky uno sbarco &#8216;limitato&#8217; sul digitale terrestre   attraverso l&#8217;assegnazione di  una frequenza per trasmettere solo in   chiaro. Stando alle sommarie informazioni  raccolte, il servizio   giuridico della Commissione, avrebbe però scartato  l&#8217;ipotesi di un   provvedimento &#8216;veloce&#8217;, indicando invece la necessità di  intervenire   sulla questione attraverso una modifica della decisione presa nel  2002,   quando Bruxelles diede il via libera alla fusione tra <strong>Telepiù</strong> e    Telepiù vietando a Sky di entrare sul digitale terrestre prima del 2012   proprio  in virtù della sua posizione dominante sul mercato della tv a   pagamento.</p>
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		<title>Digitale terrestre: switch-over senza intoppi per l’area padana. Numeri verdi per informazioni e centri raccolta per i vecchi televisori</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 15:44:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vecchie antenne e televisori abbandonati per strada, punti raccolta dell&#8217;Amsa presi d&#8217;assalto: Milano saluta così il passaggio al digitale terrestre. Con lo switch-over, da oggi i programmi di Raidue e Retequattro saranno visibili solo in tecnologia digitale. Per riceverli è quindi necessario utilizzare un apposito decoder o un televisore con integrato un sintonizzatore digitale. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Vecchie antenne e  televisori abbandonati per strada,   punti raccolta dell&#8217;Amsa presi d&#8217;assalto:  Milano saluta così il   passaggio al <strong>digitale terrestre</strong>. Con lo switch-over,  da oggi i   programmi di <strong>Raidue</strong> e <strong>Retequattro</strong> saranno visibili solo    in tecnologia digitale. </p>
<p align="justify">Per riceverli è quindi  necessario utilizzare un   apposito <strong>decoder</strong> o un <strong>televisore con  integrato un   sintonizzatore</strong> digitale. Gli abbonati Rai oltre i 65 anni che  non   hanno ancora acquistato un decoder lo possono fare con uno sconto di 50    euro.</p>
<p align="justify">Per   poter usufruire di  questa agevolazione è necessario che nel 2009   abbiano dichiarato un reddito pari  o inferiore a 10 mila euro e che non   abbiano già usufruito di campagne  promozionali. </p>
<p align="justify">Per informazioni   sulle  modalità di ricezione dei programmi e sulla sintonizzazione del   decoder si può  chiamare il <strong>numero verde 800.022.000</strong>, attivo dal   lunedì al sabato dalle  ore 8 alle ore 20, o consultare il <strong> <a href="http://www.decoder.comunicazioni.it/"> sito</a></strong> predisposto   dal Dipartimento delle Comunicazioni. </p>
<p align="justify">Oltre alla <strong>Lombardia</strong> (esclusa la   provincia di Mantova), il passaggio alla Dtt riguarda il <strong>Piemonte    orientale</strong>, <strong>Parma</strong> e <strong>Piacenza</strong>. Tra il  15 settembre e il 20 ottobre toccherà poi a tutti gli   altri canali.</p>
<p align="justify">Coinvolti oltre <strong>5 milioni   di famiglie</strong>, <strong>12 milioni</strong> di individui, <strong>270 emittenti</strong>,   più di <strong>8.000 impianti. </strong></p>
<p align="justify"> Lo   switch-over interesserà in totale <strong>1.919 comuni</strong> del bacino della   pianura padana: 202 perderanno il segnale analogico solo di  Raidue, 196   solo quello di Retequattro e gli altri di entrambe le reti  nazionali.</p>
<p align="justify"><em>&#8220;Cambierà il modo di  fare tv, riceverla e   guardarla</em> &#8211; ha commentato il <strong>viceministro Paolo  Romani</strong> &#8211; <em>I   cittadini troveranno un&#8217;offerta straordinaria e gratuita&#8221;.</em></p>
<p align="justify">Ha aggiunto che   potrebbe  presentarsi “<em>qualche problema di sintonizzazione”</em> per   il quale potrebbe  rendersi necessario un “<em>perfezionamento   dell&#8217;impianto di ricezione”</em>.</p>
<p align="justify">Secondo <strong>DGTVi</strong>,   la  penetrazione della Tv digitale in Lombardia è già del 76,2% in   Lombardia. </p>
<p align="justify">Dal 15 maggio <strong>Amsa</strong> ha dato il via a una raccolta   straordinaria delle vecchie televisioni,  attraverso una serie di punti   di raccolta straordinari, messi a disposizione a  maggio e giugno,   aperti ogni mercoledì e sabato dalle 10 alle 16. L&#8217;operazione  di   raccolta straordinaria avviene in stretta collaborazione con <strong>ReMedia</strong>,    primario sistema collettivo per la gestione dei <strong>RAEE</strong> (ovvero i   rifiuti da  apparecchiature elettriche ed elettroniche). I punti di   raccolta straordinari  sono stati allestiti anche per ragioni di   sicurezza e igiene ambientale: spesso  le televisioni lasciate   regolarmente sul bordo strada in attesa di essere  ritirate dagli   operatori Amsa vengono rotte e &#8216;cannibalizzate&#8217;, con una  successiva   dispersione nell&#8217;ambiente di sostanze nocive quali, ad esempio,  polveri   e gas dannosi per l&#8217;uomo e per l&#8217;ambiente. Rimane comunque sempre   aperta  la possibilità di utilizzare il servizio di &#8216;ritiro   ingombranti&#8217;, telefonando al  numero verde gratuito di Amsa (800332299),   oppure collegandosi al sito internet  dell&#8217;azienda (www.amsa.it): Amsa   ritirerà a domicilio le vecchie tv dietro la  corresponsione della cifra   forfettaria di 10 euro a ritiro. Chi preferisce  risparmiare, può   portare la tv alle riciclerie, dove nel weekend sono arrivati  570   vecchi apparecchi.</p>
<p align="justify">Per il passaggio al  digitale, la Rai ha ampliato   l’offerta che arriva a 13 canali, di cui uno in  alta definizione sul   quale ci saranno anche tutte le partite dell&#8217;Italia ai  prossimi   Campionati del Mondo di calcio in Sud Africa. Per informare i    telespettatori la Rai ha predisposto un piano, già iniziato con spot,   notizie  nei Tg regionali e sottotitoli, che coinvolgerà tutte le   trasmissioni nazionali.  Saranno soprattutto i conduttori dei programmi a   fornire indicazioni e consigli.  Questa attività sarà intensificata per   il fine settimana e nei giorni successivi  anche nelle trasmissioni   sportive.</p>
<p align="justify">Da   oggi sono cambiati  anche i loghi Rai: al posto della farfalla, un  rettangolo diviso in due quadrati, nel primo   la scritta Rai, nel secondo il nome  del canale.</p>
<p align="justify">Anche altre   emittenti  hanno arricchito l’offerta: <strong>Mediaset</strong> ha lanciato <strong>La5</strong>, canale destinato al   pubblico femminile tra i 15 e i 40  anni, martedì parte <strong>Mtv+</strong>,   mentre per fine mese partirà <strong>La7 on demand</strong>,  il nuovo canale di <strong>Telecom   Italia Media</strong> che permetterà di rivedere gli  ultimi sette giorni   del palinsesto o l&#8217;archivio cult dei programmi di La7.</p>
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		<title>RAI: Garimberti firma protocollo di intesa con Moratti e Stanca per Expo 2015 ma su Saxa Rubra 2 preferisce non sbilanciarsi</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/05/17/digitale-terrestre-domani-switch-off-di-raidue-e-retequattro-nell%e2%80%99area-padana-la-rai-dice-addio-alla-%e2%80%98farfalla%e2%80%99-e-presenta-i-nuovi-loghi/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:29:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rai protagonista della comunicazione per la promozione dell&#8217;Expo 2015. E&#8217; questo l&#8217;elemento chiave del protocollo d&#8217;intesa siglato oggi a Palazzo Marino da Letizia Moratti, Commissario Straordinario del Governo per Expo 2015, Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 e Paolo Garimberti, presidente della Rai. Obiettivo dell&#8217;accordo &#8211; firmato anche alla presenza di Paolo Romani, viceministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> <strong>Rai</strong> protagonista della   comunicazione per la promozione dell&#8217;<strong>Expo 2015</strong>.  E&#8217; questo   l&#8217;elemento chiave del <strong>protocollo d&#8217;intesa</strong> siglato oggi a  Palazzo   Marino da <strong>Letizia Moratti</strong>, Commissario Straordinario del Governo    per Expo 2015, <strong>Lucio Stanca</strong>, amministratore delegato di Expo   2015 e <strong> Paolo Garimberti</strong>, presidente della Rai. Obiettivo   dell&#8217;accordo &#8211; firmato  anche alla presenza di <strong>Paolo Romani</strong>,   viceministro allo Sviluppo economico  con delega alle Comunicazioni,   oltre che <strong>Gianfranco Comanducci</strong> e <strong> Antonio Marano</strong>, i due   vicedirettori generali Rai &#8211; è dare sviluppo al ruolo  della   comunicazione come elemento determinante per lo sviluppo del sito    espositivo e per l&#8217;offerta di un&#8217;informazione capillare e innovativa.</p>
<p align="justify"> Soddisfatto il Commissario Straordinario Moratti, che   ha messo in evidenza  “l&#8217;importanza strategica” dell&#8217;accordo   sottolineando gli obiettivi comuni tra  Rai e Milano: “<em>Approfondire i   temi della comunicazione nell&#8217;ambito di Expo  Milano 2015”</em> attraverso “<em>un lavoro di squadra che porterà benefici in  tutto il   Paese, che andranno bel oltre la durata dell&#8217;Esposizione Universale”</em>. </p>
<p align="justify"> <em>Di “grande partita che deve riguardare l&#8217;intero   mondo dei media”</em> ha  invece parlato Lucio Stanca: “<em>Nella capitale   dell&#8217;editoria e della  comunicazione</em> &#8211; ha osservato il manager &#8211; <em>Expo   si dimostra un  catalizzatore di iniziative culturali che guardano al   futuro. Il tema di Expo si  presta alla nascita di nuovi contenuti. La   Rai è tv, ma anche radio, libri, web.  La Rai è il più grande   contenitore e committente di cultura e intrattenimento  dell&#8217;Italia.   Intorno al tema di Expo può nascere un rigoglioso filone  produttivo,   anche perché il futuro è nella direzione di contenuti sempre più    dedicati e settoriali. Expo sarà una grande occasione di confronti    internazionali. Il grande centro Rai sarà a contatto con operatori dei   cinque  continenti, creando quindi una grande occasione di scambio per i   nostri giovani  che operano nel settore”.</em></p>
<p align="justify"> L&#8217;accordo prevede la costituzione   di tre gruppi di lavoro. Il primo pone le basi  per lo <strong>studio di   fattibilità</strong> di un centro all&#8217;avanguardia all&#8217;interno  dell&#8217;area   Expo, a disposizione degli operatori accreditati. Il secondo gruppo di    lavoro avrà il compito di elaborare un <strong>percorso strategico</strong> di    comunicazione e promozione di contenuti legati all&#8217;Esposizione del 2015,   mentre  il terzo valuterà la possibilità di far diventare la Rai l&#8217;<strong>Host-Broadcaster </strong>di Expo per l&#8217;intera durata della manifestazione.</p>
<p align="justify">La  collaborazione tra Rai e l&#8217;Expo   2015 di Milano potrebbe dare già nei prossimi  tempi un risultato   concreto: la nascita di un <strong>canale digitale</strong> interamente  dedicato   alla promozione del <strong>Made in Italy</strong>. A rivelarlo è stato lo stesso    presidente della Rai dopo la firma del protocollo d&#8217;intesa.</p>
<p align="justify"> <em>“Grazie a questo protocollo</em> &#8211; ha affermato   Garimberti &#8211; <em>la Rai  potrebbe dar vita a un canale dedicato al made   in Italy e a tutte le eccellenze  che l&#8217;Italia esporta nel mondo”</em>.   Una prospettiva che è stata subito raccolta  con grande favore da   Stanca.</p>
<p align="justify"> <em>“Mi auguro</em> &#8211; ha detto &#8211; <em>che nel giro   di qualche mese si possa già  utilizzare un canale digitale”.</em></p>
<p align="justify"> <em>“Oggi è un momento importante   per Expo ma anche per la Rai</em> &#8211; ha affermato  Garimberti &#8211; <em>la   firma di questo protocollo è una condizione necessaria per  avviare un   processo ma non è sufficiente perché questo processo si realizzi</em>”. </p>
<p align="justify"> Proprio sul fronte di una <strong>Saxa   Rubra del Nord</strong> da realizzare dopo il 2015,  Garimberti ha preferito   non sbilanciarsi: <em>“Dovrà essere valutata con  attenzione nelle sedi   competenti, in particolare nel Cda. La mia è una cautela  formale perché   da presidente del consiglio di amministrazione della Rai ad esso  devo   rispondere. Se son rose fioriranno”.</em></p>
<p align="justify">Da  domani 18 maggio, intanto, oltre <strong>5 milioni di   famiglie</strong>, <strong>12 milioni</strong> di individui, <strong>270 emittenti</strong>, più   di <strong>8.000 impianti</strong> della  macro-area composta da Lombardia,   Piemonte orientale e parte dell&#8217;Emilia Romagna  (le province di Parma e   Piacenza), passeranno alla <strong>tv digitale terrestre</strong>,  spegnendo   definitivamente il segnale analogico di Raidue e Retequattro. Tra il  15   settembre e il 20 ottobre toccherà poi a tutti gli altri canali.</p>
<p align="justify">Lo  switch-over interesserà in totale <strong>1.919 comuni</strong> del bacino della pianura  padana: 202 perderanno il segnale analogico   solo di Raidue, 196 solo quello di  Retequattro e gli altri di entrambe   le reti nazionali. Dopo gli switch-off  avvenuti già in altre regioni, i   cittadini del bacino della pianura padana sono  pronti all&#8217;appuntamento   e si sono dotati dell&#8217;apposito <strong>decoder</strong> o del <strong> televisore   integrato</strong> per continuare a guardare i telefilm di Raidue o il Tg4    di Emilio Fede. </p>
<p align="justify"> Secondo il   consorzio <strong>DGTVi</strong>, la penetrazione della tv digitale è già    superiore al 70% in tutte e tre le aree coinvolte, con una punta del   76,2% in  Lombardia (dove supera anche la media nazionale) ed è alta   anche quella del solo  digitale terrestre, fatta eccezione per l&#8217;Emilia   Romagna. Siamo comunque sopra i  valori registrati nel 2009 allo stesso   stadio di avvicinamento al passaggio al  Dtt: la Campania, che è stata   la regione che ha affrontato lo switch-over con il  tasso di   penetrazione del digitale terrestre più alto, registrava a inizio    ottobre 2009 (alla vigilia dello switch-over) un 55%. </p>
<p align="justify"> Tutti i broadcaster ne   approfittano intanto per ampliare l&#8217;offerta: se <strong> Mediaset</strong> ha   appena lanciato <strong>La5</strong>, canale destinato al pubblico  femminile tra i   15 e i 40 anni, martedì parte <strong>Mtv+</strong>, mentre per fine mese    partirà <strong>La7 on demand</strong>, il nuovo canale di <strong>Telecom Italia Media</strong> che  permetterà di rivedere gli ultimi sette giorni del palinsesto o   l&#8217;archivio cult  dei programmi di La7. </p>
<p align="justify">La  Rai si presenta all&#8217;appuntamento con <strong>tredici   canali</strong>, generalisti e  tematici e lancia, nelle aree già all   digital, l&#8217;alta definizione in occasione  dei Mondiali di calcio. </p>
<p align="justify"> Inoltre, in concomitanza con il passaggio sulla Dtt di   Raidue e Retequattro  nell’area padana in Lombardia, la Rai si rifà il   look: da domani, infatti,  cambiano infatti i <strong>loghi dei canali</strong>. </p>
<p align="justify">Un  restyling all&#8217;insegna dell&#8217;omogeneità e della   semplicità: niente più  personalizzazioni e colori a distinguere i brand   fra loro, solo un rettangolo  diviso in due quadrati. Nel primo la   scritta Rai, nel secondo il nome del  canale. </p>
<p align="justify"> L&#8217;ultimo cambiamento risaliva al 2000, quando vennero   mandate in pensione le tre  figure geometriche colorate: la sfera blu   per Raiuno, il cubo rosso per Raidue e  il tetraedro verde per Raitre,   ed iniziò l&#8217;era delle farfalle. I loghi vennero  uniformati già allora,   ma i colori non furono accantonati. E un segno di quel  periodo resterà   ancora nel rettangolo televisivo.</p>
<p align="justify">Le  farfalle si alterneranno infatti con la scritta Rai   per alcuni secondi. Le  parole d&#8217;ordine del nuovo sistema di brand   identity sono semplificazione,  razionalizzazione e immediata   riconoscibilita&#8217;.</p>
<p align="justify"> Una scelta messa in atto per   prepararsi alla sfida del digitale terrestre che  presto sostituira&#8217;   l&#8217;analogico in tutto il territorio nazionale. Con il nuovo  brand   cambiano anche i nomi. Scampare la scritta Sat dei vecchi canali    satellitari (usciti dall&#8217;offerta Sky), mentre RaiNews 24 perde il 24 e   Raisat  Cinema diventa Rai Movie.</p>
<p align="justify"> Sono 13 i nuovi canali della tv di stato: Rai 1, Rai 2,   Rai 3, Rai 4, Rai News,  Rai Storia, Rai Sport 1, Rai Movie, Rai Yoyo,   Rai Gulp, Rai Sport 2. Con i  Mondiali di calcio partirà inoltre Rai Hd,   mentre a settembre è atteso il via a  Rai 5, il canale dedicato alle   culture: addio quindi a Rai Sat Extra, presente,  prima del nuovo   contratto, nel bouquet Sky. </p>
<p align="justify"> Restano però da sciogliere alcuni nodi: il nuovo <strong>piano   nazionale delle  frequenze</strong>, che l&#8217;Autorità per le garanzie nelle   Comunicazioni dovrebbe  varare entro fine mese &#8211; rompicapo di difficile   soluzione, tanto più perchè si è  consolidato il principio in base al   quale le frequenze sono un patrimonio di chi  le usa &#8211; e la questione   dell&#8217;ordinamento automatico dei canali sul telecomando. </p>
<p align="justify">Un  fronte, quest’ultimo, che vede le tv radicate sul   territorio in subbuglio,  specie in alcune regioni, dove temono di   perdere posizioni di privilegio  acquisite negli anni e in particolare   di essere &#8216;espulse&#8217; dai primi numeri. L&#8217;Agcom  ha appena deciso di   commissionare a una società specializzata un sondaggio per  verificare   le preferenze degli utenti, promettendo tempi rapidissimi per    consentire di definire, sulla base di dati obiettivi, il piano di   numerazione  automatica dei canali (LCN) della televisione digitale   terrestre in chiaro e a  pagamento.</p>
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		<title>Guerra del telecomando: si infiamma il confronto su tv locali e posizionamento dei numeri 8 e 9 in tutte le regioni d’Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 09:55:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua il dibattito sulla numerazione automatica dei canali del digitale terrestre e sul decreto legislativo recentemente sostituito dal testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. Argomento di grande attualità sul quale si registra anche l&#8217;intervento dell&#8217;associazione ALPI - radio tv, presieduta da Luca Montrone. “Esprimo grande apprezzamento per la considerazione che il governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Continua il dibattito sulla <strong>numerazione automatica dei canali</strong> del <strong>digitale terrestre</strong> e sul decreto  legislativo recentemente sostituito dal testo unico dei   servizi di media  audiovisivi e radiofonici. Argomento di grande   attualità sul quale si registra  anche l&#8217;intervento dell&#8217;associazione <strong>ALPI </strong>- radio tv,  presieduta da <strong>Luca Montrone</strong>. “<em>Esprimo grande   apprezzamento per la  considerazione che il governo ha avuto circa   l&#8217;emanazione del decreto  legislativo 44/2010 – </em>ha esordito<em> – e   nei confronti delle tv locali di qualità  che, ai sensi di tale   disposizione, dovranno conservare in digitale, la presintonizzazione che   avevano in analogico</em>”. </p>
<p> “<em>La   posizione dell&#8217;ALPI</em> &#8211; continua &#8211; <em>è quindi quella di riconoscere   alle tv locali di qualità il  posizionamento sui numeri 8 e 9 in tutte   le regioni, e il numero 7 nelle  regioni in cui effettivamente tale   numero era occupato da una tv locale</em>. <em>Dal momento che le    emittenti locali di qualità vanno ovviamente tutelate in tutto il Paese -</em> ha  detto ancora Montrone -  <em>l&#8217;ALPI condivide  l&#8217;orientamento dell&#8217;<strong>Agcom</strong> in merito ad una ricerca da commissionare ad un  istituto di ricerca,   ma solo per quelle regioni in cui ci fossero tv locali  pretendenti il   numero 7, e solo su tale posizionamento. Le posizioni 8 e 9,  invece,   dovranno essere destinate in tutte le regioni alle tv locali di qualità,    utilizzando come criterio le indagini dell&#8217;<strong>Auditel</strong>, e le   graduatorie dei <strong>Corecom</strong> dell&#8217;ultimo triennio&quot;. </em></p>
<p> <em>&quot;</em><em>Solo in tal modo,infatti  &#8211; </em>conclude   la nota  dell&#8217;Alpi<em> &#8211; si eviterebbero disparità di trattamento e   disuguaglianze tra le tv  locali operanti nelle regioni ancora   analogiche e quelle operanti nelle regioni  in cui c&#8217;è già stato lo <strong>switch-off</strong> dove, una eventuale indagine sulla  presintonizzazione compiuta adesso,   non avrebbe nessun senso, se non quello di  ratificare i soprusi già   subiti dalle tv locali nel passaggio al digitale”.</em></p>
<p> Chiare,  pertanto,   posizioni  e strategie di mercato con l’<strong>asse  Mediaset-RAI</strong> per il controllo della <strong>DTT</strong> e <strong>Telecom Italia Media</strong> spinta   verso il business della <strong>tv on demand</strong> su Internet. Anche per   quanto riguarda la  strategia denunciata dal <strong>CRTL</strong>, numerosi i   punti al riguardo. A cominciare  dai grandi player nazionali che non   avevano mai fatto mistero di ritenere  eccessivo il numero delle   disordinate ed eterogenee emittenti locali italiane  occupatrici di   troppe e ghiotte frequenze. </p>
<p> Quale la soluzione allora ?</p>
<p> Riuscire a sfoltire le tv    locali evitando il <strong>pluralismo</strong>. Insomma, puntare tutto sulla zero   natalità e sullo sviluppo  controllato. Per la prima, secondo esperti   del settore, <em>&quot;il problema si è già  risolto in maniera semplice   poiché l’assetto delle frequenze italiane avrebbe  garantito la   sopravvivenza dell’esistente. Per il secondo invece, per uno  sviluppo   controllato sarebbe bastato adottare un sistema collaudato    efficacemente sulla carta stampata&quot;.</em></p>
<p> Attraverso una bizzarra  modalità di ripartizione   dei contributi relativi alla legge 448/1998,  gradualmente, alcune   emittenti locali sarebbero state incoraggiate a fare affidamento  alle   sovvenzioni pubbliche secondo un meccanismo definito “equivoco”. Non a    caso, da qualche mese ormai, in Italia, numerose procure della   Repubblica sono intervenuti  per fare chiarezza sul “fenomeno”. Ai primi   posti delle graduatorie dei <strong> Corecom</strong>, non infrequentemente si   registra la presenza di sostanziali “centri  servizi editoriali” che   sviluppano fatturati notevoli ed hanno alle dipendenze  decine e decine   di giornalisti ed editori. </p>
<p> Sulla tematica è intervenuto  anche <strong> Luigi   Bobba</strong>, deputato Pd del Piemonte e vicepresidente della Commissione    Lavoro della Camera, scettico riguardo ai nuovi  criteri di   pianificazione per l’assegnazione delle frequenze ipotizzati dall&#8217;<strong>Agcom</strong> poiché “<em>si assisterebbe  a una drastica  riduzione degli spazi   frequenziali delle tv locali e ciò comporterebbe la chiusura  di   moltissime imprese operanti da oltre trentacinque anni, con grave danno   per  il pluralismo del settore televisivo, per l&#8217;informazione sul   territorio e per  l&#8217;occupazione lavorativa nel comparto”</em>.</p>
<p> Bobba ha presentato un&#8217;interrogazione al    presidente del Consiglio<strong> Silvio Berlusconi</strong> e al ministero dello   Sviluppo economico per sapere “<em>come  mai l&#8217;Agcom abbia avviato un   processo di pianificazione, basato su criteri  difformi da quelli in   precedenza adottati&#8217;</em> e <em>&#8216;se non si intenda  intervenire nel breve   termine per evitare la drastica riduzione degli spazi  radioelettrici   per le tv locali</em>&#8216;. </p>
<p> Bobba ha spiegatoche l&#8217;Autorità per le Garanzie nelle    Comunicazioni ha avviato un procedimento per il completamento della   revisione  del piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il   servizio di  radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale,   ma lo schema di piano si basa su criteri completamente diversi da quelli   in  precedenza adottati dalla stessa Authority per definire la   pianificazione delle  sei aree tecniche già completamente digitalizzate,   tra le quali le Province di  Torino e Cuneo, dove tutte le tv nazionali   e locali esistenti hanno potuto  convertire le proprie reti in   tecnologia digitale. </p>
<p> Per il deputato piemontese,   i nuovi criteri ipotizzati  contrastano con i principi in precedenza   espressi dall&#8217;Agcom, in quanto  prevedono la realizzazione di numerose   reti <strong>K-SFN</strong>, cioè composte da più  frequenze, in luogo di reti <strong>SFN,</strong> composte con una sola frequenza, e non  garantiscono alle tv locali   almeno un terzo delle risorse sotto il profilo  tecnico-qualitativo,   destinando alle stesse tv solo frequenze non previste dal  piano di   Ginevra 2006 e quindi non utilizzabili nelle aree italiane di confine. </p>
<p> <em>&#8216;La modifica dei criteri  di pianificazione,   avrà gravi conseguenze sulle emittenti televisive locali, che    potrebbero essere costrette a chiudere, con grave danno sia sotto il   profilo del  pluralismo informativo sia sotto quello occupazionale.   Inoltre</em> &#8211; ha concluso Bobba &#8211; <em> il contenzioso  giudiziale   generato da tale situazione verrebbe a causare inevitabili ritardi al    processo di digitalizzazione televisiva&#8217;. </em> </p>
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		<title>Focus su Iptv, Web Tv e Corporate Communication al seminario IEM della Fondazione Rosselli</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:07:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le forme di offerta televisiva su protocollo Ip sono in pieno divenire: network e content provider sono alla ricerca di modelli di business sostenibili per fornire servizi accattivanti e innovativi agli utenti delle nuove forme di fruizione audiovisiva. E&#8217; questo la vision emersa dal seminario &#8220;Iptv, Web Tv e Corporate Communication&#8221;, organizzato dall&#8217;Istituto di Economia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le forme   di offerta televisiva su protocollo Ip sono in pieno divenire: network e   content provider sono alla ricerca di modelli di business sostenibili   per fornire servizi accattivanti e innovativi agli utenti delle nuove   forme di fruizione audiovisiva. </p>
<p align="justify">E&rsquo; questo la vision   emersa dal seminario &ldquo;<strong><em>Iptv, Web Tv e Corporate   Communication</em></strong><em>&rdquo;</em>, organizzato dall&rsquo;<strong>Istituto di   Economia dei Media </strong>dalla <strong>Fondazione Rosselli</strong> a   Palazzo Corsini qualche giorno fa. </p>
<p align="justify">Dalle istituzioni (<strong>Agcom</strong>) agli operatori It e Tlc (<strong>Telecom Italia</strong>, <strong>Vodafone</strong>, <strong>Alcatel-Lucent</strong>, <strong>Fastweb</strong>),   dai broadcaster (<strong>Mediaset</strong>, <strong>Rai</strong>) fino a   operatori che vantano le pi&ugrave; grandi tv aziendali come <strong>Poste   Italiane</strong> ed <strong>Enel</strong>, tutti hanno partecipato alla   discussione, che si &egrave; svolta in modo aperto e orizzontale su tutti i   temi via via presentati. </p>
<p align="justify">Si &egrave; partiti dalla   presentazione di un quadro definitorio delle nuove forme di tv su   protocollo Ip (che distingueva tra Iptv e formati web quali <strong>Web   tv</strong>, <strong>Catch-Up Tv</strong>, <strong>Aggregatori UGC</strong>, <strong>Over-the-top Tv</strong>, <strong>Business Tv</strong> ecc.) che ha   fatto emergere tutta una serie di puntualizzazioni che ha indotto alcuni   a ritenere prematuro racchiudere modalit&agrave; di diffusione dei contenuti   cos&igrave; in divenire entro una tassonomia terminologica precisa. </p>
<p align="justify">Si &egrave; proseguito   con l&rsquo;analisi dei modelli di business della Iptv (<em>freemium</em>, <em>basic pay</em> e <em>premium</em>) e della loro   efficacia in casi-studio internazionali, in cui gli interventi di   broadcaster e operatori tlc hanno mostrato la necessit&agrave; di perfezionare   gli accordi sulla remunerazione dei canali e tanto l&rsquo;analisi presentata   quanto gli interventi hanno ribadito l&rsquo;importanza dei contenuti per   attrarre gli utenti verso questa forma di tv. </p>
<p align="justify">La panoramica del   mercato di tutte le forme emergenti, con particolare riferimento alle <strong>Catch-up Tv</strong> lanciate dai broadcaster e alla convergenza   tra Internet e Tv nello sfumato perimetro della <strong>Over-the-top   Tv</strong>, hanno traghettato la discussione nell&rsquo;ambito della tv via web. </p>
<p align="justify">L&rsquo;analisi ha   riguardato la non verticalit&agrave; dei modelli iptv e web tv, il crescente   time-budget dedicato agli audiovisivi di rete, la capacit&agrave; pubblicitaria   del video online e il fondamentale controllo dell&rsquo;interfaccia nella tv <strong>Over-the-top</strong>. Fino all&rsquo;importanza dello sviluppo della   rete per connettere point-to-point tutti i cittadini e lanciare   applicazioni che vadano l&rsquo;oltre quelle televisive (es. per l&rsquo;e-Health),   che rimane uno degli obiettivi di medio-lungo termine del sistema-Paese. </p>
<p align="justify">Il   seminario si &egrave; chiuso con una rassegna sulle diverse tipologie di <strong>Business tv</strong> (corporate, brand e in-store) in cui si &egrave;   discusso delle modalit&agrave; utilizzate dalle aziende per diffondere una   conoscenza condivisa tra i propri dipendenti (top-down o partecipativa e   relazionale) oppure per sfruttare i propri spazi pubblici per   promozione o vendita di spazi pubblicitari. </p>
<p align="justify">Il documento a seguire   rappresenta l&rsquo;analisi presentata dallo <strong>Iem-Fondazione   Rosselli</strong> integrata da alcune osservazioni emerse durante il   seminario. Una base per ulteriori approfondimenti e condivisione di   riflessioni quanto mai necessarie per comprendere le dinamiche   sottostanti un mondo in continua e rapida evoluzione. </p>
<p align="justify"><strong>Per   approfondimenti: </strong></p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.key4biz.it/Papers/2010/05/Iptv_web_tv_e_corporate_communication.html">Iptv,   web tv e corporate communication. Definizioni, modelli di business,   strategie </a> </strong></p>
<p align="justify"><em>IEM della Fondazione Rosselli </em></p>
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		<title>‘L&#8217;Italia è Digitale’: si apre oggi a Milano la V Conferenza Nazionale sulla tv digitale terrestre. Ecco come l’Italia diventerà all digital</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/05/03/%e2%80%98litalia-e-digitale%e2%80%99-si-apre-oggi-a-milano-la-v-conferenza-nazionale-sulla-tv-digitale-terrestre-ecco-come-l%e2%80%99italia-diventera-all-digital/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 15:18:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si apre oggi al Teatro Dal Verme di Milano la V Conferenza Nazionale sulla tv digitale terrestre, dal titolo &#8220;L&#8217;Italia &#232; Digitale&#8220;, organizzata da DGTVi. I lavori proseguiranno anche nella giornata di domani. A due settimane dall&#8217;avvio del processo di switch-over della Lombardia e del Piemonte Orientale del 18 maggio, la Conferenza si conferma l&#8217;appuntamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Si apre oggi al Teatro Dal Verme di Milano    la <strong>V Conferenza Nazionale</strong> <strong> sulla   tv digitale terrestre</strong>, dal titolo &ldquo;<strong>L&#8217;Italia &egrave; Digitale</strong>&#8220;,   organizzata da <strong>DGTVi</strong>. I lavori proseguiranno anche   nella giornata di domani. </p>
<p align="justify">A due settimane   dall&rsquo;avvio del processo di switch-over della Lombardia e del Piemonte   Orientale del 18 maggio, la Conferenza si conferma l&#8217;appuntamento   annuale non solo per capire quello che finora &egrave; successo, gli aspetti   positivi e le criticit&agrave;, ma anche quello che ci aspetta. </p>
<p align="justify">Un appuntamento   decisivo per comprendere come e perch&eacute; l&rsquo;Italia &egrave; ormai diventata   digitale e non solo per fare un bilancio di quello che &egrave; avvenuto dalla   Conferenza di Roma in poi ma anche e soprattutto per capire quanto   avverr&agrave; con l&rsquo;inizio della stagione del grande switch-off del Nord   Italia di quest&rsquo;anno. </p>
<p align="justify">Sar&agrave; anche un momento   di confronto su stato di diffusione del digitale terrestre in Italia e   in Europa, novit&agrave; sul piano dell&rsquo;offerta e dei nuovi canali, nuove   campagne di comunicazione, bilancio degli switch-off effettuati e di   quelli che da effettuare, un confronto tra i Presidenti di Regione   interessati e tra i capi azienda saranno i momenti centrali della   Conferenza. </p>
<p align="justify">Oggi pomeriggio verranno presentati il <strong>IV   Rapporto sulla tv digitale terrestre</strong> in Italia e in Europa e poi la   nuova offerta televisiva da Giancarlo Leone (Rai), Franco Ricci,   Alessandro Salem (Mediaset), Marco Ghigliani (Telecom Italia Media),   Bruno Bogarelli (Sportitalia), Maurizio Giunco e Marco Rossignoli (per   le tv locali). </p>
<p align="justify">Spazio anche alla   piattaforma satellitare gratuita Tiv&ugrave; Sat e alle nuove campagne di   comunicazione nazionale e regionali. </p>
<p align="justify">Domani il clou   dell&rsquo;evento con gli interventi dell&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle   Comunicazioni (rappresentata dal commissario <strong>Stefano Mannoni</strong>),   del ministro per  la Pubblica Amministrazione    e l&#8217;Innovazione <strong>Renato Brunetta</strong>, del presidente della   Regione Lombardia <strong>Roberto Formigoni</strong> e con la   presentazione della <strong>Relazione annuale DGTVi</strong> affidata al   presidente <strong>Andrea Ambrogetti</strong>. </p>
<p align="justify">Infine la tavola   rotonda con i big del settore: Tarak Ben Ammar, Fedele Confalonieri,   Paolo Garimberti, Maurizio Giunco, Marco Rossignoli, Giovanni Stella. A   tirare le conclusioni sar&agrave; il viceministro allo Sviluppo economico con   delega alle Comunicazioni <strong>Paolo Romani</strong>. </p>
<p align="justify">Secondo i dati   contenuti nell&rsquo;ultimo numero della newsletter <strong>Digita</strong> di   DGTVi, due famiglie italiane su tre hanno un <strong>ricevitore   digitale</strong> in casa e sono quasi 9 milioni quelli venduti solo   nell&rsquo;ultimo trimestre. </p>
<p align="justify">Cifre che indicano come   il 2010 si sia aperto con un&rsquo;ulteriore forte progressione verso il   passaggio al digitale e, con gli switch-off previsti per le grandi   regioni del Nord Italia che coinvolgono oltre 23 milioni di italiani,   rappresenter&agrave; l&rsquo;anno del passaggio definitivo del sistema televisivo   dall&rsquo;analogico al digitale. </p>
<p align="justify">A gennaio il 48,6% del consumo TV &egrave; avvenuto attraverso   piattaforme digitali (TDT, satellite, IPTV), +4% rispetto a dicembre, un   raddoppio in un anno: &egrave; imminente ormai il superamento della TV   analogica. </p>
<p align="justify">La TDT si conferma la piattaforma   regina: il 33,4% della popolazione italiana segue la programmazione   televisiva utilizzando i decoder TDT e costituisce il 68% dell&rsquo;intero   consumo digitale. Nella segmentazione per classi socio-economiche   Auditel rileva che i possessori di decoder TDT appartengono per il 37%   alla classe socioeconomica medio-alta e per ben il 20% sono persone con   alto reddito e titolo di studio. </p>
<p align="justify">Le vendite di   ricevitori per la TDT hanno registrato un nuovo record a dicembre, con&nbsp; in totale di quasi 2,9 milioni di pezzi. Di questi,   il 38% circa (ovvero 1.089.000) sono ricevitori integrati in altri   apparecchi, mentre il restante 62% sono Set-Top-Box esterni. Sotto   l&rsquo;impulso degli switch-off, nell&rsquo;ultimo trimestre del 2009 le vendite si   sono attestate sopra i 2,6 milioni di pezzi al mese. </p>
<p align="justify">Il numero cumulato di   ricevitori TDT venduti dal febbraio 2004 si attesta alla fine di   dicembre a 28.874.000. Di questi, il 59,8% sono STB esterni, il 40,2%   (11,6 milioni) sono ricevitori integrati.&nbsp; </p>
<p align="justify">Secondo gli ultimi dati   elaborati da <strong>Makno</strong>, alla fine dello scorso dicembre il   numero delle famiglie dotate di almeno un ricevitore TDT nella residenza   principale &egrave; salito a 15.291.000, con una crescita di circa 1,5 milioni   rispetto al dato di novembre. Rispetto alla fine del 2008, le famiglie   dotate di TDT sono raddoppiate (da  7,8 a  15,3 milioni). Il numero dei   ricevitori TDT, esterni o integrati, presenti nelle famiglie registra   anch&rsquo;esso una crescita consistente attestandosi a dicembre a 23.059.000.   Rispetto al dicembre 2008, sono oltre 13,5 milioni i ricevitori TDT   aggiuntivi. </p>
<p></span></p>
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		<title>Fastweb rinnova veste grafica Iptv e amplia offerta di contenuti on demand</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 14:13:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fastweb rinnova l&#8217;interfaccia grafica e le modalit&#224; di interazione della TV, la TV via cavo che consente di trasportare il segnale televisivo utilizzando internet a banda larga. Grazie alla nuova interfaccia &#232; sempre pi&#249; semplice e intuitivo navigare tra i moltissimi canali lineari offerti dal digitale terrestre, scegliere fra migliaia di programmi on demand, abbonarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Fastweb</strong> rinnova   l&#8217;interfaccia grafica e le modalit&agrave; di <strong>interazione della TV</strong>,   la <strong>TV via cavo</strong> che consente di trasportare il segnale   televisivo utilizzando internet a <strong>banda larga</strong>. Grazie   alla nuova interfaccia &egrave; sempre pi&ugrave; semplice e intuitivo navigare tra i   moltissimi canali lineari offerti dal <strong>digitale terrestre</strong>,   scegliere fra migliaia di programmi on demand, abbonarsi alle offerte a   pagamento di <strong>Sky </strong>o<strong> di Mediaset Premium</strong> con un <strong>unico decoder</strong>, senza bisogno di parabole o card   aggiuntive. Tutti i canali sono suddivisi fra le diverse aree tematiche   (film, ragazzi, intrattenimento, musica, news e sport, azione e   scoperte) e sono immediatamente raggiungibili da un&#8217;unica schermata. </p>
<p align="justify">Inoltre,  la nuova <strong>GUIDA TV</strong> permette di muoversi fra passato e futuro: &egrave; infatti possibile   accedere al servizio <strong>REPLAYTV</strong> e rivedere i programmi   andati in onda nei tre giorni precedenti sui canali nazionali; guardare i   programmi che stanno andando in onda completi di informazioni testuali   aggiuntive; oppure consultare la programmazione successiva delle reti e   impostare con un clic del telecomando la registrazione delle   trasmissioni grazie a <strong>VIDEOREC</strong>, il videoregistratore   virtuale della TV di Fastweb. Sempre pi&ugrave; ricca &egrave; l&#8217;offerta di contenuti   on demand che &egrave; possibile vedere e rivedere senza limiti di orario e   senza vincoli di palinsesto. In ogni momento &egrave; possibile scegliere fra   circa 450 film, 850 cartoni animati, 50 serie tv, 130 concerti e 6.000   video musicali, oltre a documentari, programmi comici, partite di calcio   e altro ancora. </p>
<p align="justify">Nella prospettiva di un&#8217;integrazione sempre pi&ugrave; avanzata   fra <strong>TV e web</strong>, sono anche stati introdotti alcuni   servizi a valore aggiunto, tra cui l&#8217;accesso alle ultime notizie e il   meteo, sempre aggiornati e disponibili direttamente dallo schermo del   proprio televisore. Con <strong>MyMedia Center</strong> &egrave; invece   possibile guardare in Tv le foto o i filmati disponibili sul Pc di casa. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Abbiamo   lavorato molto per rendere  la nostra Tv  sempre pi&ugrave; facile da usare   anche per chi non &egrave; abituato a navigare in internet&#8221;</em>, ha affermato <strong>Giorgio Tacchia</strong>, Responsabile della TV di Fastweb. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Crediamo che le soluzioni adottate rendano   immediata la scelta dei contenuti e l&#8217;utilizzo di funzionalit&agrave; uniche   come REPLAYTV. Siamo convinti che l&#8217;IPTV sia la forma pi&ugrave; avanzata di TV   digitale; l&#8217;unica che permette la massima qualit&agrave; di visione insieme   alla pi&ugrave; larga possibilit&agrave; di scelta&#8221;. </em></p>
<p align="justify">Ieri &egrave; stata siglata inoltre un&rsquo;importante partnership   tra Fastweb e <strong>Pagine S&igrave;</strong> (il secondo editore italiano di   elenchi telefonici che vanta 60 edizioni locali per oltre 6 milioni di   copie distribuite gratuitamente sul territorio nazionale). </p>
<p align="justify">Il risultato concreto &egrave; costituito dalla nuova edizione,   la quarta, di Elenco S&igrave; di Bergamo e Provincia: non solo un   tradizionale elenco di tutti i servizi pubblici e privati della zona, ma   anche uno strumento innovativo che offre a chi lo consulta la   possibilit&agrave; di connettersi a internet e accedere cos&igrave; a tutti i servizi e   le informazioni presenti sull&#8217;elenco cartaceo ma aggiornate in tempo   reale, secondo tempi e modi tipici del mondo web. Per farlo, basta avere   uno <strong>smartphone</strong> dotato di connessione internet,   scaricare l&#8217;applicazione gratuita di lettore Tag e inquadrare l&#8217;apposito   pittogramma pubblicato in calce alle inserzioni. </p>
<p align="justify">Proseguono intanto le   operazioni legate all&rsquo;inchiesta della Procura di Roma sul   maxiriciclaggio di 2 miliardi che ha coinvolto gli ex vertici di Fastweb   e <strong>Telecom Italia Sparkle</strong>. </p>
<p align="justify">Dissequestrare i beni e   le somme confiscate all&#8217;ex amministratore delegato di TI Sparkle (Tis), <strong>Stefano Mazzitelli</strong>, e ad altre 14 persone nell&#8217;ambito   dell&#8217;inchiesta, &egrave; la richiesta avanzata questa mattina al Tribunale del   Riesame della Capitale, presieduto da Giuseppe D&#8217;Arma, dai legali degli   indagati e di altre persone destinatarie dei provvedimenti di sequestro.   Oltre a Mazzitelli, hanno presentato ricorso l&#8217;ex dirigente   responsabile dell&#8217;area &#8220;Regioni europee&#8221; di Tis, <strong>Massimo   Comito</strong>, il responsabile del settore Carrier Sales Italy, alle   dirette dipendenze di Comito, <strong>Antonio Catanzariti</strong>, l&#8217;ex   membro del Cda di Fastweb, Mario Rossetti, Barbara Murri, Giovanni   Pizzi, Maurizio Salviati, tutti indagati. Al termine dell&#8217;udienza il   Tribunale si &egrave; riservato di decidere.</p>
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