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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Sky Italia</title>
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		<title>Digitale terrestre: la guerra dei canali tra Sky Italia e Agcom approda al Tar del Lazio</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 13:59:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sky Italia ricorre al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per chiedere l&#8217;annullamento immediato delle nuove normative varate dall&#8217;Agcom, e confermate dal ministero dello Sviluppo Economico, circa il posizionamento dei canali della Tv digitale sul telecomando. Secondo quanto riportato da Milano Finanza che sostiene di avere anche potuto consultare le sessanta pagine del ricorso, la pay-tv [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sky Italia</strong> ricorre al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per chiedere l&#8217;annullamento immediato delle nuove normative varate dall&#8217;<strong>Agcom</strong>, e confermate dal ministero dello Sviluppo Economico, circa il posizionamento dei canali della Tv digitale sul telecomando.</p>
<p>Secondo quanto riportato da Milano Finanza che sostiene di avere anche potuto consultare le sessanta pagine del ricorso, la <strong>pay-tv</strong> del gruppo <strong>News Corp</strong>, continuerebbe a contestare all&#8217;Authority, di avere creato le condizioni &#8211; riservando i tasti dall&#8217;1 al 9 alle televisioni generaliste; quelli dal 10 al 19 alle locali e i numeri dal 20 al 70 alle tv semigeneraliste &#8211; di &#8220;una illegittima e arbitraria discriminazione tra i vari fornitori di canali generalisti nazionali, poiché quelli ex-analogici avranno e di gran lunga una maggiore probabilità di essere selezionati dagli utenti&#8221;.</p>
<p>Dissensi e malumori per uno schema fortemente contestato, e non soltanto da Sky. L&#8217;intero Piano canali pensato dall&#8217;Agcom infatti, sin dalla presentazione della prima bozza, è stato al centro di forti polemiche e opposizioni che hanno riguardato non solo i diretti interessati, ma un po&#8217; tutto il mondo del piccolo schermo sul quale il provvedimento avrà, a detta di molti, effetti negativi anche sul piano occupazionale.</p>
<p>E a nulla pare siano servite neppure le sollecitazioni pervenute dal mondo politico né i cori di dissenso delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome d&#8217;Italia che hanno più volte evidenziato i &#8216;lati pericolosi&#8217; del provvedimento <strong>Agcom</strong>.</p>
<p>Provvedimento al quale, in qualche modo, si lega anche l&#8217;altra importante questione riguardante il regolamento per la gara sui cinque multiplex in digitale, anch&#8217;essa discussa durante l&#8217;ultimo consiglio dell&#8217;Authority, e alla quale potrà partecipare anche l&#8217;emittente di <strong>Rupert Murdoch</strong>, grazie alla recente decisione della Commissione Europea che ne ha permesso l&#8217;ingresso anticipato.</p>
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		<title>Sky: Sì della Ue a ingresso anticipato su DTT, ma per 5 anni solo in chiaro. Mediaset ‘sconcertata’, annuncia ricorso alla Corte di Giustizia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:06:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[‘Grande soddisfazione’ da parte di Sky, ‘estremo sconcerto’ da parte di Mediaset, che ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Commissione europea di consentire a Sky Italia di partecipare alla futura gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri a livello nazionale in Italia, sollevando la controllata italiana della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>‘Grande soddisfazione’ da parte di Sky, ‘estremo sconcerto’ da parte di Mediaset, che ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Commissione europea di consentire a Sky Italia di partecipare alla futura gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri a livello nazionale in Italia, sollevando la controllata italiana della News Corp da uno degli impegni assunti nel 2003, in seguito all&#8217;acquisizione di Stream e alla fusione con l&#8217;operatore di pay TV rivale Telepiù.</p>
<p>Un via libera ‘condizionato’, visto che Sky Italia potrà trasmettere solo trasmissioni in chiaro per i prossimi 5 anni e potrà partecipare solo all&#8217;attribuzione di uno dei cinque multiplex che verranno assegnati.</p>
<p>La decisione è maturata alla luce del fatto che, secondo la Commissione europea, la situazione di mercato in Italia è cambiata in modo significativo e su base permanente a partire dal 2003, quando, attraverso la DTT hanno fatto il loro ingresso sul mercato italiano della pay TV operatori alternativi (Mediaset, Telecom Italia/Dahlia), anche se Sky Italia ha mantenuto la propria posizione forte sul satellite.<br />
“Questi nuovi operatori – ha sottolineato l’esecutivo &#8211; utilizzano sia le proprie frequenze e infrastrutture di rete che quelle dei loro partner per fornire contenuti (sia in chiaro che a pagamento) sulla piattaforma DTT che copre già una serie di regioni. Inoltre, ove disponibile, la piattaforma DTT sta diventando rapidamente la piattaforma principale per il consumo di televisione digitale in Italia ed è probabile che mantenga tale posizione per parecchi anni dopo il cosiddetto switch-off delle trasmissioni analogiche (entro il 2012)”.<br />
La Ue ha ricordato quindi che a partire dal settembre 2008, “è stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare (TIVU Sat), realizzata da RAI, RTI di Mediaset e Telecom Italia, ora disponibile per i consumatori italiani”.</p>
<p>La prossima gara per l’assegnazione delle frequenze, rappresenta inoltre, per Sky Italia “un&#8217;opportunità unica – e anche l&#8217;ultima per parecchi anni a venire – per entrare nella piattaforma DTT in concorrenza con le emittenti già esistenti”.</p>
<p>La decisione favorevole all’ingresso anticipato di Sky nel digitale terrestre, pur definita &#8216;collegiale&#8217;, sembra aver provocato una spaccatura in seno all’esecutivo – si sarebbero pronunciati contro almeno quattro commissari, tra cui il vice presidente della Commissione e responsabile dell&#8217;Industria, Antonio Tajani, che ha anche presentato una nota scritta nella quale ha comunicato il proprio dissenso – oltre all’immediata presa di posizione di Mediaset, che si è detta “assolutamente sconcertata” e ha annunciato ricorso alla Corte di Giustizia della Ue.</p>
<p>“Riteniamo &#8211; si legge in una nota &#8211; che le condizioni fissate dalla Commissione nel 2003 che impedivano a Sky di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virtù della sua posizione dominante sul mercato Pay, siano ancora valide come del resto il market test svolto tra tutti gli operatori italiani ha sostenuto&#8221;.<br />
Sky, sottolinea ancora la nota “detiene il 99,8% della pay tv satellitare e l&#8217;86% della tv a pagamento”. La decisione dell’esecutivo “autorizza il monopolista della televisione satellitare a entrare in possesso degli asset frequenziali già insufficienti per gli operatori attuali”.</p>
<p>Attualmente lo spettro delle frequenze è sostanzialmente detenuto da operatori già presenti sul mercato. Su 21 multiplex riservati per la trasmissione televisiva digitale, 16 sono infatti già attribuiti o ne è prevista l&#8217;attribuzione; Mediaset, RAI e Telecom Italia hanno nel complesso 11 multiplex.</p>
<p>La Commissione, dunque, sempre per mezzo del suo portavoce, si è detta “fiduciosa circa la solidità legale” della risoluzione. “Naturalmente, contro ogni decisione presa dalla Commissione – ha sottolineato ancora il portavoce dell’esecutivo &#8211; si può sempre fare ricorso alla Corte di giustizia”.</p>
<p>Gongola, naturalmente l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, che si dice &#8220;estremamente soddisfatto della decisione odierna”, che ha confermato “…che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell&#8217; introdurre più concorrenza, più innovazione e più scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent”.<br />
“Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici, così come i potenziali inserzionisti pubblicitari”, ha aggiunto.</p>
<p>Che si tratti di “una buona notizia per i telespettatori italiani” lo ha affermato anche il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, che vede nell’ingresso anticipato di Sky sul digitale una “possibile apertura del mercato della tv digitale terrestre”, fin qui caratterizzato esclusivamente da “una semplice moltiplicazione del numero di canali, ma non certo con competizione tra editori diversi e concorrenti”.</p>
<p>La decisione della Ue, in realtà, non fa che anticipare l’ingresso di Sky sulla piattaforma digitale: in base agli impegni assunti con la Commissione il 2 aprile 2003, in seguito alla fusione di Stream e Telepiù e alla nascita di Sky Italia, la società avrebbe infatti potuto offrire la pay TV soltanto su satellite e non avrebbe potuto mantenere o acquisire frequenze DTT fino al 31 dicembre 2011, per limitare il potere di mercato nel settore della pay-TV.</p>
<p>Impegni dai quali Sky ha chiesto di essere sollevata in modo da poter partecipare alla futura gara per l&#8217;aggiudicazione di cinque nuovi multiplex DTT.</p>
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		<title>Digitale terrestre. Romani smentisce indiscrezioni su sostituzione Scajola e su Sky attende convocazione Almunia prima della decisione</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 10:15:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Penso che mi occuperò di telecomunicazioni ancora per abbastanza tempo”. Così, il viceministro per le Comunicazioni Paolo Romani ha risposto ai giornalisti a Bruxelles, a margine di una riunione dei 27 responsabili ministeriali del settore al Consiglio europeo, che gli chiedevano se continuerà ad occuparsi di questo dossier o se invece la prossima volta sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> <em>“Penso che mi occuperò di telecomunicazioni ancora   per abbastanza tempo”</em>.  Così, il viceministro per le Comunicazioni <strong>Paolo   Romani</strong> ha risposto ai  giornalisti a Bruxelles, a margine di una   riunione dei 27 responsabili  ministeriali del settore al Consiglio   europeo, che gli chiedevano se continuerà  ad occuparsi di questo   dossier o se invece la prossima volta sarà nella capitale  belga con un   altro incarico.</p>
<p align="justify">Il  riferimento è alle voci dei   giorni scorsi, che davano Romani tra i candidati  alla successione del   ministro dello Sviluppo economico <strong>Claudio Scajola</strong>.</p>
<p align="justify"> Romani è anche intervenuto sul   caso Sky, sostenendo che<em> “…il ministero  attende con fiducia  la   risposta della Commissione europea” </em>sulla richiesta  del gruppo   italiano del magnate dei media Rupert Murdoch.</p>
<p align="justify">Il  viceministro ha ribadito la posizione del governo   contraria all&#8217;accesso di Sky  ai multiplex perché <strong>News Corp</strong> non   può essere considerato &#8220;<em>un nuovo  entrante</em>&#8220;, “<em>del resto anche   la risposta del mercato italiano è stata  chiara su questo&#8221;.</em></p>
<p align="justify"> Dai market test effettuati   dalla Ue si desume che la  maggioranza degli operatori sarebbe in linea   di massima contraria all&#8217;ingresso  di Sky sul digitale terrestre prima   del termine fissato da Bruxelles, mentre i  consumatori guarderebbero   con favore a questa prospettiva.</p>
<p align="justify">In  ogni caso, la Commissione europea nelle scorse   settimane ha già dato dei segnali  che vanno in direzione di un sì   condizionato alla richiesta di Sky Italia:  secondo indiscrezioni, a Sky   sarebbe permesso di trasmettere solo in chiaro e  sarebbe vietata   l&#8217;offerta pay-tv, settore nel quale detiene una <strong>posizione  dominante</strong>.</p>
<p align="justify">In  ogni caso, ha precisato Romani, <em>“…prima di prendere una decisione definitiva</em>&#8221;  sull&#8217;ammissione   di Sky Italia alla gara, &#8220;<em>il commissario alla Concorrenza  Joaquin   Almunia mi ha garantito che mi avrebbe </em>incontrato&#8221;.</p>
<p align="justify">E  ha ricordato di aver ricevuto il mese scorso una   lettera da Almunia &#8220;<em>nella  quale si sottolineava che News Corp non   faceva parte della lista del &#8216;beauty  contest&#8217; per i nuovi entranti sul   mercato televisivo digitale</em>&#8220;.</p>
<p align="justify"> <em>&#8220;Immaginiamo   che questa lettera sia alla base del ragionamento che i servizi  di   Almunia faranno&#8221;</em>, ha affermato il viceministro.</p>
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		<title>Digitale terrestre: slitta alla prossima settimana decisione Agcom su Piano frequenze</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:54:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Slitta alla prossima settimana, secondo quanto si apprende, la decisione dell&#8217;Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni sul piano nazionale per l&#8217;assegnazione delle frequenze per la Tv digitale. Per disciplinare al meglio la transizione nazionale dalla tv analogica a quella digitale, l&#8217;Autorità, presieduta da Corrado Calabrò, deve mettere ordine nell&#8217;assegnazione delle frequenze, per definire quante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> Slitta alla prossima settimana, secondo quanto si   apprende, la decisione dell&#8217;<strong>Autorità  per le Garanzie delle   Comunicazioni </strong>sul<strong> piano nazionale</strong> per  l&#8217;assegnazione delle <strong>frequenze</strong> per la <strong>Tv digitale</strong>. Per  disciplinare al meglio la transizione   nazionale dalla tv analogica a quella  digitale, l&#8217;Autorità, presieduta   da <strong>Corrado Calabrò</strong>, deve mettere ordine  nell&#8217;<strong>assegnazione   delle frequenze</strong>, per definire quante di esse sono  riservate alle Tv   nazionali, quante alle Tv locali e quante saranno oggetto  della gara   del Ministero dello Sviluppo Economico.</p>
<p align="justify"> Già nella   precedente riunione era stata effettuata un’informativa sul piano    nazionale. Le emittenti locali chiedono con forza una decisione che   salvaguardi  la sopravvivenza di molte realtà locali.</p>
<p align="justify"> <em>“Non è possibile accettare un   passaggio al digitale che determini la chiusura  di moltissime imprese   operanti da oltre 35 anni, con evidenti ripercussioni per  il pluralismo   del settore, per l&#8217;informazione e per l&#8217;occupazione lavorativa”,</em> ha commentato <strong>Marco Rossignoli</strong>, coordinatore <strong>Aeranti-Corallo</strong> e  presidente <strong>Aeranti</strong>.</p>
<p align="justify"> L&#8217;Aeranti-Corallo, ha riferito Rossignoli, ha proposto che l&#8217;Agcom   preveda dieci  numerazioni per le tv locali subito dopo quelle delle   reti nazionali analogiche;  che vengano complessivamente previste 50   numerazioni per le locali tra le prime  100; che venga adottata analoga   impostazione anche per gli archi 101-200 e  201-300; e che l&#8217;intero   settimo arco di numerazione (601-700) venga assegnato  alle ulteriori   offerte delle emittenti locali. </p>
<p align="justify">La  Commissione europea nel suo Rapporto ha intanto   ricordato che l’Agcom ha  lanciato nell&#8217;agosto 2009 una <strong>consultazione   pubblica</strong> sulla selezione  delle procedure per l&#8217;assegnazione delle <strong>cinque   multiplex digitali</strong>. La  bozza delle regole di selezione, ha   aggiunto la Commissione, stabilisce la  proibizione per cinque anni di   scambiare le frequenze in seguito al passaggio  alla tv digitale   terrestre. </p>
<p align="justify"> <em>&#8220;Mentre questa condizione è   volta a evitare partecipanti per procura nella  procedura di selezione,   alcuni operatori tv considerano che il periodo dei  cinque anni sia   sproporzionatamente lungo&#8221;.</em> </p>
<p align="justify"> Nel rapporto non vengono citati i nomi delle società   coinvolte nell&#8217;operazione  e, in ogni caso, il suo scopo non è   intervenire sulla questione aperta con  l&#8217;Italia sul caso <strong>Sky Italia</strong>. </p>
<p align="justify">La  pay Tv ha chiesto alla Commissione di accedere   prima del 31 dicembre 2011 al  digitale terrestre per poter partecipare   alla gara per i multiplex con i nuovi  canali per il digitale terrestre,   gara dalla quale il gruppo tv resterebbe  automaticamente escluso sulla   base degli accordi raggiunti con Bruxelles nel  2003 che impediscono   all&#8217;operatore di entrare nel mercato della televisione  digitale   terrestre prima del 2013. </p>
<p align="justify">Si  tratta di un&#8217;ipotesi   contrastata dal governo italiano e da <strong>Mediaset</strong>. Una  decisione   dell&#8217;Antitrust europeo è attesa a breve.</p>
<p align="justify"> Bruxelles   ha già dato segnali di voler rispondere positivamente alla richiesta  di   Sky Italia a condizione che il gruppo acquisisca frequenze solo per    trasmettere in chiaro e non per la pay-tv, settore nel quale ha una   posizione  dominante.</p>
<p align="justify">Il  viceministro   alle Comunicazioni, <strong>Paolo Romani</strong>, ha commentato come ormai  la   rivoluzione digitale sia una  realtà e con lo switch-off della Lombardia    siamo a un punto di non ritorno. </p>
<p align="justify"> <em>“Quanto al   piano delle frequenze, però, l&#8217;Autorità deve realizzare un piano    complessivo di inserimento e a questo ci si deve attenere, non si può   procedere  a tentoni, ne ignorare 30 anni di storia di emittenti locali   italiane”. </em></p>
<p align="justify"> Sull&#8217;ordinamento del telecomando   digitale, ha proseguito Romani, <em>“il piano di  autoregolamentazione   non ha funzionato come speravamo. Io sono contrario che ci  siano, come   sento dire, solo tre o quattro tv locali tra il primo e il secondo    blocco nazionale. Non è un problema se le troviamo a cominciare   dall&#8217;otto o dal  dieci, ma devono essere mantenute le dieci che erano   previste. Non sono  d&#8217;accordo neanche che per lungo tempo le risorse   delle frequenze restino  utilizzate solo al 40%. Perché non costituire   delle cooperative di più locali  per utilizzare uno stesso multiplex.   Anche in questo caso l&#8217;Autorità ci deve  dare un criterio con cui   assegnare i canali”</em>. </p>
<p align="justify"> Romani ha inoltre ricordato   che il ministero si è mosso per tutelare l&#8217;emittenza  locale sia sul   piano frequenze, che sulla numerazione dei canali sul telecomando  e sui   finanziamenti.</p>
<p align="justify"> <em>“Credo che il   piano di assegnazione delle frequenze finirà meglio di quello  che si   pensa oggi</em>”, ha risposto <strong>Nicola D&#8217;Angelo</strong>, commissario   dell&#8217;Agcom. </p>
<p align="justify"> Aggiungendo che la legge impone un   terzo delle risorse alle emittenti locali e  l&#8217;esperimento nella sei   aree già digitalizzate è stato positivo. </p>
<p align="justify"> <em>“E&#8217;   giusto riconoscere le risorse di frequenza alle tv locali, ma anche che    queste non vadano sprecate. Anche per questo motivo, penso sia una   buona  soluzione l&#8217;idea di una forma di consorzio su uno stesso   multiplex. In Italia il  problema delle frequenze non sono le locali, ma   come e&#8217; avvenuta la loro  occupazione da parte di alcuni soggetti   nazionali&#8217;.</em></p>
<p align="justify"> Per quanto riguarda l&#8217;ordine dei   tasti del <strong>telecomando digitale</strong>, “<em>c’è  stata un&#8217;insurrezione   politica. Finora già quattro presidenti di regioni sono  venuti a dirci   che così come era pensata non andava bene, ora viene realizzato  questo   sondaggio sulla penetrazione sul territorio. Ma io mi chiedo: se il    problema e&#8217; verificare territorialmente le preferenze, perché fino al   tasto  sette deve essere appannaggio di alcuni soggetti e dall&#8217;otto e   nove di altri? Le  tv locali offrono al cittadino informazione e   intrattenimento gratuitamente. Per  continuare a farlo non si deve però   pensare solo ai sostentamenti pubblici, ma  anche ad un nuovo mercato   della pubblicità”. </em></p>
<p align="justify"> <strong>Andrea   Ambrogetti</strong>, presidente di DGTVi, ha sottolineato che “<em>Cinque    anni fa il digitale era ancora un sogno. In un anno il 30% della   popolazione e  220 emittenti hanno partecipato al processo di   transizione. Nessuno ha spento e  tutti hanno potuto proseguire nella   loro attività. Così deve essere anche per il  futuro”.</em> </p>
<p align="justify"> <em>“Il nuovo piano dell&#8217;Agcom deve rispettare e partire   dall&#8217;esistente,  mettendoci nelle condizioni di assegnare le risorse   delle frequenze a tutte le  emittenti con regole certe. Non si può   arrivare al 5 o 6 settembre. Elementi di  certezza servono anche per la   LCN (numerazione automatica dei canali), nodo che  deve essere sciolto   subito. Senza LCN, infatti, non si può procedere ai prossimi    switch-over. Rai, generaliste nazionali e pay tv hanno firmato perché   alle  locali venissero assegnate dieci posizioni e che queste fossero   dieci posizioni  importanti&#8217;.</em></p>
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		<title>Digitale terrestre.  Resta aperta la battaglia Sky-Mediaset e intanto Mockridge risponde a Confalonieri: ‘Nessun ostacolo per Mediaset sul satellite’</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:53:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua il botta e risposta tra i vertici di Sky e Mediaset circa lo spazio da utilizzare sulla piattaforma satellitare e la necessità di reciprocità nei rapporti tra il gruppo italiano di Cologno Monzese e quello del magnate australiano Rupert Murdoch. Un duello mediatico, che trova ampio spazio anche nelle pagine dei giornali economico-finanziari  più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Continua il botta e risposta tra i   vertici di <strong> Sky</strong> e <strong>Mediaset</strong> circa lo spazio da utilizzare   sulla piattaforma  satellitare e la necessità di reciprocità nei   rapporti tra il gruppo italiano di  Cologno Monzese e quello del magnate   australiano <strong>Rupert Murdoch</strong>. Un  duello mediatico, che trova   ampio spazio anche nelle pagine dei giornali  economico-finanziari  più   letti al mondo. Tra questi, il <strong><em>Financial Times</em>. </strong> </p>
<p> Ed è proprio dalla pagine di questa   autorevole  testata che l&#8217;amministratore delegato di Sky Itala, <strong>Tom   Mockridge</strong>,  commenta le affermazioni fatte dal presidente di   Mediaset, <strong>Fedele Confalonieri</strong> che appena ieri insisteva sulla &#8220;<em>necessità   di  reciprocità nei rapporti e nel posizionamento tra il gruppo   Mediaset e Sky  Italia</em>&#8220;. Nella stessa intervista al Financial Times   aggiungeva anche &#8220;<em>se  a Sky sarà concesso l&#8217;arrivo sul digitale   terrestre, allora Mediaset chiederà il  suo spazio sulla piattaforma   satellitare</em>”.  </p>
<p> <em>&#8216;Penso   che sia necessario ricordare al mio  amico Confalonieri che la   tecnologia trasmissiva satellitare non è di proprietà  di Sky Italia</em> – ha detto &#8211; <em>si  tratta di una tecnologia accessibile a tutti senza   alcun bisogno di  &#8216;reciprocità&#8217;. Inoltre, Mediaset, al contrario di   quanto possa fare Sky Italia  sul Digitale Terrestre, non ha limitazioni   regolamentari che le impediscono di  lanciare, quando vuole, un&#8217;offerta   a pagamento via satellite</em>&#8220;. </p>
<p> &#8220;<em>In realtà </em>- aggiunge Mackridge &#8211; <em> Mediaset opera già   via satellite attraverso la piattaforma Tivùsat che controlla  in joint   venture con Rai e Telecom Italia, ovvero i suoi principali competitor    nella televisione generalista gratuita</em>&#8220;.</p>
<p> &#8220;<em>Infine</em> &#8211; ha ricordato ancora  l’amministratore delegato   della tv satellitare &#8211; <em>Mediaset trasmette già un  canale a pagamento   all&#8217;interno della piattaforma Sky Italia, chiamato &#8216;Mediaset  Plus&#8217;”   Ironizzando sulla vicenda, ha poi concluso dicendo “Spero che la signora    Miriam Pisani, direttrice del canale, non sia stata turbata dal fatto   che il suo  presidente sembra aver dimenticato dell&#8217;esistenza del suo   canale</em>”.</p>
<p> E mentre   la diatriba tra i due colossi  televisivi va avanti, nessuna decisione   arriva dalla Commissione europea sulla  regolamentazione della   piattaforma satellitare Sky. Tutte le opzioni restano  aperte, dunque, e   la delicata questione, dopo le consultazioni condotte con i    concorrenti, è ancora al vaglio del Commissario Ue <strong>Joaquin Almunia</strong>.    Ritardi che traggono origine da quei &#8216;<strong>market test</strong>&#8216; effettuati   dai servizi  della Commissione, e dai quali si desume che la maggioranza   degli operatori  sarebbe in linea di massima contraria all&#8217;ingresso di   Sky sul digitale terrestre  prima del termine fissato da <strong>Bruxelles</strong>,   mentre i consumatori  guarderebbero con favore a questa prospettiva. </p>
<p> La Ue sarebbe quindi orientata a   consentire a  Sky uno sbarco &#8216;limitato&#8217; sul digitale terrestre   attraverso l&#8217;assegnazione di  una frequenza per trasmettere solo in   chiaro. Stando alle sommarie informazioni  raccolte, il servizio   giuridico della Commissione, avrebbe però scartato  l&#8217;ipotesi di un   provvedimento &#8216;veloce&#8217;, indicando invece la necessità di  intervenire   sulla questione attraverso una modifica della decisione presa nel  2002,   quando Bruxelles diede il via libera alla fusione tra <strong>Telepiù</strong> e    Telepiù vietando a Sky di entrare sul digitale terrestre prima del 2012   proprio  in virtù della sua posizione dominante sul mercato della tv a   pagamento.</p>
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		<title>Mediaset contro Sky. Continua la battaglia tra i due titani televisivi. Confalonieri: &#8216;Manca reciprocità&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 15:50:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Se a Sky sarà concesso l&#8217;arrivo sul digitale terrestre, allora Mediaset chiederà il suo spazio sulla piattaforma satellitare”. Questa l’intenzione ferma di Mediaset che insiste sulla necessità di reciprocità nei rapporti e nel posizionamento tra il gruppo di Cologno Monzese e Sky Italia di Rupert Murdoch. A dichiararlo in una intervista al Financial Times, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> “<em>Se a Sky sarà concesso l&#8217;arrivo sul   digitale  terrestre, allora Mediaset chiederà il suo spazio sulla   piattaforma satellitare</em>”.  Questa l’intenzione ferma di Mediaset che   insiste sulla necessità di reciprocità  nei rapporti e nel   posizionamento tra il gruppo di Cologno Monzese e <strong>Sky Italia</strong> di <strong>Rupert   Murdoch</strong>.  A dichiararlo in una intervista al <strong>Financial Times</strong>,   il presidente di Mediaset <strong> Fedele Confalonieri</strong>. “<em>Sky </em>– ha   anche aggiunto &#8211; <em>ha una posizione  monopolista perché ha una   piattaforma chiusa, mentre il digitale terrestre, è  aperto a tutti&#8221;</em>.</p>
<p align="justify"> Non solo, secondo Confalonieri, le stesse    attente valutazioni devono necessariamente valere nella possibilità di    pubblicizzare propri programmi su <strong>canali concorrenti</strong>.  “<em>Se   si dà a  Mediaset l&#8217;opportunità di fare la pubblicità dei nostri   programmi sulla  piattaforma satellitare di Sky</em> – ha continuato &#8211; <em>noi   daremo loro la  possibilità di fare la pubblicità sulla nostra   piattaforma per il digitale  terrestre”</em>.  </p>
<p align="justify"> Altro tema scottante questo, sul quale già da  tempo   insiste l’ennesima controversia legale tra i due colossi televisivi. </p>
<p align="justify"> E sulle prossime strategie da adottare? Il  gruppo   televisivo italiano non ha segreti e attraverso il suo numero uno   esclude  che l&#8217;acquisizione della <strong>tv spagnola Cuatro</strong> da parte   della controllata  del <strong>Biscione</strong>, <strong>Telecinco</strong>, possa avere   problemi a causa della  situazione incerta sui mercati, o che debba   venire ridefinito il contratto di  compravendita. “<em>Dopo l&#8217;operazione   Telecinco-Cuatro, Mediaset terrà un  atteggiamento ‘opportunistico’   sulle acquisizioni – </em>ha rimarcato e concluso  Confalonieri<em> &#8211;   anche se è improbabile una strategia di ampia espansione in  Europa&#8221;. </em>Impossibile   inoltre per il manager, avere un approccio paneuropeo  alla   televisione: &#8220;<em>Bisogna aver a che fare con la politica, con la cultura    del Paese, con la sua tradizione. Non tutti i paesi si assomigliano&#8221;</em>.</p>
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		<title>Caso Sky. Calabrò: ‘Entro il 29-30 aprile la risposta dell’Antitrust Ue’</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 15:26:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Entro il 29, 30 aprile&#8221; arriver&#224; la risposta dell&#8217;Antitrust Ue alla richiesta di Sky Italia di poter anticipare il proprio ingresso nella tv digitale rispetto al termine del 2012 previsto dagli impegni presi con Bruxelles al momento della fusione tra Stream e TelePi&#249;. I tempi della pronuncia dell&#8217;Unione europea sono stati indicati dal presidente dell&#8217;Autorit&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>&ldquo;Entro il 29, 30 aprile</em>&rdquo;   arriver&agrave; la risposta dell&rsquo;Antitrust Ue alla richiesta di <strong>Sky   Italia</strong> di poter anticipare il proprio ingresso nella <strong>tv   digitale </strong>rispetto al termine del 2012 previsto dagli impegni presi   con Bruxelles al momento della fusione tra <strong>Stream</strong> e <strong>TelePi&ugrave;</strong>. </p>
<p align="justify">I tempi della pronuncia dell&#8217;Unione europea sono stati   indicati dal presidente dell&#8217;Autorit&agrave; per le comunicazioni, <strong>Corrado   Calabr&ograve;</strong>, interpellato a margine di un convegno, spiegando che il   verdetto, che era atteso per met&agrave; aprile, &egrave; stato rinviato di due   settimane. </p>
<p align="justify">L&#8217;Agcom sta aspettando questa   pronuncia per preparare il regolamento necessario per assegnare le nuove <strong>frequenze</strong> rese disponibili dal <strong>dividendo   digitale</strong>, mentre la gara sar&agrave; indetta dal Ministero dello Sviluppo   economico. </p>
<p align="justify">In base agli impegni presi   con Bruxelles nel 2002, ai tempi della fusione, Sky Italia non pu&ograve;   trasmettere la pay tv su altre piattaforme prima del 2012. La tv di   Rupert Murdoch ha chiesto alla Ue di anticipare il suo sbarco sul   digitale terrestre, per poi poter partecipare all&#8217;asta per le frequenze   ancora disponibili. </p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi, il viceministro <strong>Paolo   Romani</strong> chiesto un nuovo incontro al commissario europeo alla   Concorrenza <strong>Joaquin Almunia</strong> da tenersi a conclusione del   market test avviato dall&rsquo;Antitrust Ue per valutare la richiesta di Sky. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Ho mandato una lettera ad Almunia per chiedere un   secondo incontro</em> &#8211; ha spiegato   Romani &#8211; <em>dopo il primo molto garbato e dall&#8217;esito largamente   favorevole. Mi auguro che, alla fine del market test avviato   dall&#8217;Europa, al quale tutti gli operatori hanno risposto, questo secondo   incontro tra Almunia e me possa essere risolutivo a chiarificatore,   ferma restando la nostra posizione in base alla quale gli impegni presti   da Sky devono rimanere quelli di oggi&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">A chi intravede un ennesimo   fronte di scontro tra Sky e <strong>Mediaset</strong>, Romani ci ha   tenuto a sottolineare che &ldquo;<em>si tratta di un contenzioso tra   Sky e il mercato italiano: tutti gli operatori sono preoccupati, le tv   locali sono spaventatissime all&#8217;idea di un ingresso anticipato di Sky   sul digitale: sarebbe un altro incumbent che entra in un mercato che   inizia ad avere un suo equilibrio&#8217;.</em> </p>
<p align="justify">Una volta che la Ue avr&agrave;   sciolto la riserva, potr&agrave; finalmente partire la gara per l&#8217;assegnazione   del <strong>dividendo digitale</strong>: &ldquo;<em>Per varare il   disciplinare del beauty contest stiamo aspettando il regolamento   dell&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle Comunicazioni</em> &#8211; ha commentato il   viceministro &#8211; <em>che ha qualche rallentamento perch&eacute; forse si   sta aspettando la definizione dell&#8217;intempestiva richiesta di Sky di   entrare anticipatamente nel digitale terrestre&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Stamani Calabr&ograve; &egrave; intervenuto anche sulla proposta per   lo sviluppo della <strong>banda larga</strong>, presentata oggi da <strong>Mario Valducci</strong> presidente della commissione Trasporti della   Camera, commentando che &ldquo;<em>va nella giusta direzione</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Ha per&ograve; aggiunto che &#8220;<em>serve un quadro   d&#8217;insieme e iniziative coordinate</em>&#8220;. Per il presidente dell&#8217;Agcom &ldquo;<em>&egrave; condivisibile&#8221;</em> la proposta di realizzare una <strong>roadmap</strong> per realizzare nel Paese la digitalizzazione a tappe dei servizi e dei   contenuti: <em>&#8220;La digitalizzazione della tv</em> &#8211; ricorda   Calabr&ograve; &#8211; <em>si &egrave; fatta con una roadmap</em>&#8220;. Sullo sviluppo   della banda <em>larga &#8220;vedremo nei prossimi mesi, io continuo a   spingere&#8221;</em> per la realizzazione dell&#8217;obiettivo.</p>
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		<title>Caso Sky. Romani vuole rincontrare Almunia: ‘Tv locali spaventate da possibile ingresso di un incumbent nel digitale terrestre’</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 15:05:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha chiesto un nuovo incontro al commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia da tenersi a conclusione del market test avviato dall&#8217;Antitrust Ue per valutare la richiesta di Sky di un ingresso anticipato sul digitale terrestre. Lo ha annunciato oggi lo stesso Romani, ribadendo che a suo giudizio gli impegni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Il viceministro alle Comunicazioni, <strong> Paolo Romani</strong>, ha chiesto un nuovo incontro al commissario   europeo alla Concorrenza <strong>Joaquin Almunia</strong> da tenersi a   conclusione del market test avviato dall&rsquo;Antitrust Ue per valutare la   richiesta di <strong>Sky</strong> di un ingresso anticipato sul <strong>digitale terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">Lo ha annunciato oggi lo stesso Romani, ribadendo che a   suo giudizio gli impegni presi dalla piattaforma satellitare con   l&#8217;Europa &#8211; che le impediscono di entrare nella Dtt come operatore di   rete o fornitore di contenuti pay prima del 2012 &ndash; &ldquo;<em>devono   rimanere quelli di oggi&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Ho mandato una lettera ad Almunia per   chiedere un secondo incontro</em> &#8211; ha spiegato Romani a margine della   presentazione dell&#8217;accordo tra il governo ed <strong>Europa 7</strong>,   che consentir&agrave; all&#8217;emittente di <strong>Francesco Di Stefano</strong> di iniziare a trasmettere a giugno &#8211; <em>dopo il primo   tenutosi nei giorni scorsi, molto garbato e dall&#8217;esito largamente   favorevole. Mi auguro che, alla fine del market test avviato   dall&#8217;Europa, al quale tutti gli operatori hanno risposto, questo secondo   incontro tra Almunia e me possa essere risolutivo a chiarificatore,   ferma restando la nostra posizione in base alla quale gli impegni presti   da Sky devono rimanere quelli di oggi&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">A chi intravede un   ennesimo fronte di scontro tra Sky e <strong>Mediaset</strong>, Romani ci   ha tenuto a sottolineare che &ldquo;<em>si tratta di un contenzioso   tra Sky e il mercato italiano: tutti gli operatori sono preoccupati, le   tv locali sono spaventatissime all&#8217;idea di un ingresso anticipato di Sky   sul digitale: sarebbe un altro incumbent che entra in un mercato che   inizia ad avere un suo equilibrio&#8217;.</em> </p>
<p align="justify">Una volta che la Ue   avr&agrave; sciolto la riserva, potr&agrave; finalmente partire la gara per   l&#8217;assegnazione del <strong>dividendo digitale</strong>: &ldquo;<em>Per   varare il disciplinare del beauty contest stiamo aspettando il   regolamento dell&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle Comunicazioni</em> &#8211; ha   spiegato Romani &#8211; <em>che ha qualche rallentamento perch&eacute; forse   si sta aspettando la definizione dell&#8217;intempestiva richiesta di Sky di   entrare anticipatamente nel digitale terrestre&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Anche  Francesco Di Stefano    si &egrave; detto contrario a un ingresso anticipato del gruppo di Murdoch   sul mercato del digitale terrestre: <em>&#8220;Noi siamo in ritardo di   11 anni, perch&eacute; Sky dovrebbe arrivare con un anno di anticipo?&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">In base agli impegni   presi con Bruxelles nel 2002, ai tempi della fusione tra <strong>Stream</strong> e <strong>TelePi&ugrave;</strong>, Sky Italia non pu&ograve; trasmettere la pay tv su   altre piattaforme prima del 2012. La tv di Rupert Murdoch ha chiesto   alla Ue di anticipare il suo sbarco sul digitale terrestre, per poi   poter partecipare all&#8217;asta per le frequenze ancora disponibili. Una   decisione da parte della Commissione Ue &egrave; attesa gi&agrave; per la met&agrave; di   aprile. </p>
<p align="justify">Il viceministro ha respinto le argomentazioni secondo   cui il mercato &egrave; oggi cambiato rispetto al 2002, quando gli impegni di   Sky Italia con l&#8217;Ue sono stati siglati: <em>&#8220;Da un certo punto   di vista, guardando a quello che stava alla base degli impegni di Sky,   il mercato &egrave; peggiorato, non &egrave; migliorato&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ieri il <em>Financial   Times</em> in un editoriale firmato da <strong>Paul Betts </strong>ha scritto che<strong> </strong>il governo italiano sta mettendo in campo dei &ldquo;<em>trucchi</em>&rdquo; per condizionare la decisione dell&#8217;Europa: &ldquo;<em>Mediaset e Rai, la tv di stato su cui il governo Berlusconi   esercita una controllo &#8216;de facto&#8217;, hanno puntato sulla prosecuzione   dell&#8217;accordo stretto da Sky con Bruxelles che le impediva</em> <em>di entrare nel digitale terrestre fino al 2012&#8242;.</em> </p>
<p align="justify">Il viceministro ha subito   smentito &ldquo;<em>categoricamente l&#8217;intenzione di agire ignorando le   indicazioni della Commissione europea in merito al mercato televisivo   digitale terrestre&rdquo;.</em></p>
<p></span></p>
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		<title>Caso Sky. Il Financial Times attacca: ‘Il governo italiano usa trucchi per condizionare la Ue’. Romani smentisce</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 08:35:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caso Sky sar&#224; un banco di prova per la Commissione europea. E&#8217; quanto scrive Paul Betts in un editoriale pubblicato dal Financial Times. La pay tv del tycoon Rupert Murdoch andr&#224; sul digitale terrestre prima della scadenza fissata dall&#8217;Antitrust Ue? Se cos&#236; fosse bisognerebbe modificare una delle condizioni poste nel 2003 al tempo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Il caso <strong>Sky</strong> sar&agrave; un banco   di prova per la Commissione europea. E&rsquo; quanto scrive <strong>Paul   Betts</strong> in un editoriale pubblicato dal <strong><em>Financial   Times</em></strong>. </p>
<p align="justify">La pay tv del tycoon <strong>Rupert Murdoch</strong> andr&agrave; sul digitale terrestre prima della   scadenza fissata dall&rsquo;Antitrust Ue? </p>
<p align="justify">Se cos&igrave; fosse bisognerebbe modificare una delle   condizioni poste nel 2003 al tempo della fusione tra <strong>Stream</strong> e <strong>TelePi&ugrave;</strong> che ha portato alla nascita di Sky Italia. </p>
<p align="justify">Per Betts, il governo   italiano sta mettendo in campo dei &ldquo;<em>trucchi</em>&rdquo; per   condizionare la decisione dell&#8217;Europa: &ldquo;<em>Mediaset e Rai, la   tv di stato su cui il governo Berlusconi esercita una controllo &#8216;de   facto&#8217;, hanno puntato sulla prosecuzione dell&#8217;accordo stretto da Sky con   Bruxelles che le impediva</em> &#8211; si legge nell&#8217;articolo di Ft &#8211; <em>di entrare nel digitale terrestre fino al 2012&#8242;.</em> </p>
<p align="justify">Il quotidiano   britannico ricorda che lo scorso mese &egrave; arrivato a Bruxelles il   viceministro alle Comunicazioni <strong> Paolo Romani</strong> <em>&ldquo;&hellip;per chiedere ai commissari europei di bloccare qualsiasi   accesso alle frequenze digitali a Sky Italia&rdquo;</em> ed &ldquo;<em>&egrave;   stato inoltre riferito che all&#8217;ambasciatore italiano &egrave; stato   raccomandato di fare lobby contro Sky, una mossa inusuale visto che Sky &egrave;   probabilmente il pi&ugrave; grande investitore straniero arrivato in Italia   negli ultimi dieci anni&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Pronta la replica del viceministro che ha smentito &ldquo;<em>categoricamente l&#8217;intenzione di agire ignorando le indicazioni   della Commissione europea in merito al mercato televisivo digitale   terrestre&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Romani ha ribadito che   l&#8217;incontro, richiesto e concessogli subito dal Commissario europeo per  la concorrenza Almunia   , &ldquo;<em>era volto a significare la posizione del governo e le   preoccupazioni del mercato radiotelevisivo, nazionale e locale, su una   decisione, sollecitata dalle pressioni di un unico operatore   statunitense monopolista del mercato satellitare e della pay tv, che   rischia di sconvolgere il mercato del digitale terrestre</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Gli uffici del   viceministro ricordano che lo stesso Romani aveva gi&agrave; smentito la scorsa   settimana la ricostruzione di un suo colloquio con il commissario   europeo Almunia in merito alla gara per le frequenze del digitale   terrestre. </p>
<p align="justify">Ma oltremanica ci si preoccupa per l&rsquo;esclusione dal   mercato del gruppo di colui che nel jet-set chiamano &lsquo;lo squalo&rsquo;, senza   considerare che la violazione delle regole stabilite allora   dall&rsquo;Antitrust potrebbe costituire un controverso precedente. </p>
<p align="justify">Se l&#8217;accordo rimarr&agrave; in   vigore nonostante la richiesta della pay tv, scrive il Ft, <em>&ldquo;Sky   rimarr&agrave; in effetti esclusa dalla piattaforma digitale che crescer&agrave; con   grande velocit&agrave; nei prossimi cinque anni&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">E continua sostenendo che c&rsquo;&egrave; comunque &ldquo;<em>una   concreta possibilit&agrave; che il test di mercato voluto dalla Commissione&rdquo; </em>per   arrivare a una decisione<em> &ldquo;confermer&agrave; che, in un modo o   nell&#8217;altro, Mediaset si &egrave; gi&agrave; ritagliata un ricco business di   abbonamenti in digitale e in questo modo Sky non potr&agrave; ancora a lungo   essere a ragione accusata di posizione dominante nel mercato pay   italiano. Questo dovrebbe giustificare la rimozione del vincolo per le   frequenze digitali&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Secondo il Ft &ldquo;<em>questi trucchi, combinati con   i risultati del test di mercato, dovrebbero persuadere la Commissione   che l&#8217;Italia ha bisogno ancora di una dose di competizione nel suo   mercato televisivo. Il viceministro Romani potrebbe sempre scegliere di   ignorare qualsiasi decisione dell&#8217;Europa che rechi inconvenienti per il   suo Primo ministro&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Ma con i   recenti avvertimenti della Fondazione Soros sulle minacce al pluralismo   dei media in Italia, la decisione di snobbare pronunce europee potrebbe   convincere la Commissione a dare uno sguardo pi&ugrave; approfondito al sistema   televisivo italiano&rdquo;</em>, che il Financial Times definisce &ldquo;<em>squilibrato</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Intanto il Garante ha   dato via libera alla richiesta del Ministero dello sviluppo economico di   consentire all&#8217;Agenzia delle Entrate la trasmissione a Poste Italiane,   anche per il triennio 2010-2012, dell&#8217;elenco dei codici fiscali dei   potenziali destinatari del contributo statale per l&#8217;acquisto di <strong>decoder digitali</strong>. </p>
<p align="justify">Il Garante ha   tuttavia stabilito che l&#8217;Agenzia delle Entrate possa trasmettere a Poste   italiane i soli codici fiscali degli abbonati Rai residenti nelle aree   di volta in volta interessate al passaggio al digitale. </p>
<p align="justify">Nel motivare il suo   parere favorevole, relatore <strong>Mauro Paissan</strong>, l&#8217;Autorit&agrave; ha   riconosciuto che la comunicazione a <strong>Poste Italiane </strong>dei   dati dei possibili beneficiari risulta necessaria per l&#8217;erogazione del   contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico e rientra   quindi nelle funzioni istituzionali che il Ministero &egrave; chiamato a   svolgere. Il documento sottoposto al Garante tiene conto delle misure   prescritte in un precedente provvedimento (doc web. n.1612009) e offre   idonee garanzie anche di carattere tecnologico per il trattamento dei   dati personali. </p>
<p align="justify">Il contributo, previsto in favore delle famiglie   economicamente o socialmente svantaggiate, permette una riduzione sul   prezzo del decoder effettuata nei confronti dell&#8217;acquirente direttamente   dal rivenditore, che sar&agrave; poi rimborsato da Poste Italiane Spa per   conto del Ministero sulla base di un&#8217; apposita convenzione. Destinatari   del contributo saranno abbonati Rai, in regola con il pagamento del   canone, residenti nelle aree interessate al passaggio al digitale, con   un reddito inferiore ai 10.000 euro e un&#8217;et&agrave;&#8217; superiore ai 65 anni.</p>
<p></span></p>
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		<title>Audiovisivo: dal digitale terrestre all’ultrabroadband per IPTV, chi è dentro e chi è fuori? Per l’Italia si delineano nuovi scenari</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:41:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sky esce ufficialmente con una posizione e, dopo settimane di indiscrezioni, per la prima volta l&#8217;amministratore delegato Tom Mockridge ha escluso al momento l&#8217;ingresso della piattaforma sul mercato del digitale terrestre. Mockridge ha dichiarato che l&#8217;opportunit&#224; per la pay-Tv riguardante l&#8217;assegnazione di 5 multiplex per ora non si presenta &#8220;perch&#233; ci &#232; proibito operare sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Sky</strong> esce ufficialmente con   una posizione e, dopo settimane di indiscrezioni, per la prima volta   l&rsquo;amministratore delegato <strong>Tom Mockridge</strong> ha escluso al   momento l&rsquo;ingresso della piattaforma sul mercato del <strong>digitale   terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">Mockridge ha dichiarato   che l&#8217;opportunit&agrave; per la pay-Tv riguardante l&#8217;assegnazione di <strong>5 multiplex</strong> per ora non si presenta &ldquo;<em>perch&eacute; ci &egrave;   proibito operare sul digitale&rdquo;, </em>ma ha aggiunto che&nbsp; in   futuro le cose potrebbero <em>&ldquo;cambiare&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">A riguardo, la   settimana scorsa, il viceministro alle Comunicazioni <strong>Paolo   Romani</strong> ha incontrato il Commissario Ue alla concorrenza <strong>Joaquin   Almunia</strong> per capire la posizione della Ue sulla richiesta di Sky di   potere entrare nel digitale terrestre come operatore di rete e fornitore   di contenuti premium, prima della scadenza imposta da Bruxelles al 31   dicembre 2011. Di fatto se la Ue abbreviasse la durata degli impegni   imposti alla pay-tv che fa capo a News Corp di <strong>Rupert   Murdoch</strong>, Sky potrebbe con tutta probabilit&agrave; partecipare alla gara   per il <strong>dividendo digitale</strong>: una competizione su cui, come   ha sottolineato il viceministro, la presenza di Sky &quot;<em>potrebbe   incidere</em>&quot; dal momento che non si svolge su offerte economiche ma in   beauty contest. Dei 5 multiplex digitali che saranno messi a gara   quando l&#8217;Agcom ultimer&agrave; il regolamento, 3 sono destinati ai nuovi   entranti. </p>
<p align="justify">Romani, che non &egrave; voluto entrare nel merito del   confronto avuto con Almunia, si &egrave; limitato a ricordare che &ldquo;<em>ci</em> <em>sono degli impegni attraverso i quali Sky, che &egrave;   monopolista sul satellite e quasi monopolista sulla pay tv non pu&ograve; e non   deve entrare nel digitale terrestre, n&eacute; come operatore di rete, n&eacute; come   fornitore di contenuti a pagamento, fino al 31 dicembre  2011&rdquo; . </em></p>
<p align="justify">Tuttavia l&#8217;operatore ha   chiesto alla Ue di poter anticipare l&#8217;ingresso nel settore anche a   fronte dell&#8217;accelerazione che il passaggio al nuovo segnale televisivo   ha avuto in Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Avevamo   notizia</em> &ndash; ha commentato Romani &#8211; <em>che qualcosa poteva   cambiare in queste condizioni poste a Sky e legittimamente una   delegazione italiana si &egrave; recata a Bruxelles per capire meglio la   situazione&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Sky sostiene infatti che, pur essendo monopolista al 98%   sulla piattaforma satellitare, il veto imposto dalla Ue a operare sul   digitale terrestre (13 milioni di decoder gi&agrave; installati in Italia e 23   milioni a fine 2011) non prima del 2012, sarebbe da considerarsi   superato. </p>
<p align="justify">Tuttavia al momento cos&igrave; &egrave; deciso e a Sky non resta che   farsi da parte e a Mockridge lamentarsi del ritardo dell&rsquo;Italia nel   digitale. </p>
<p align="justify">Ieri, in occasione della presentazione del libro &lsquo;<em>ReteItalia&rsquo;</em> del presidente dell&rsquo;Agcom <strong>Corrado   Calabr&ograve;</strong>, ha ribadito che &nbsp;&ldquo;<em>E&#8217;   molto importante sfruttare la crescita dell&#8217;economia digitale per uscire   dalla crisi. L&#8217;attuale profilo internazionale dell&#8217;Italia &egrave; piuttosto   ridotto&rdquo;</em>. Aggiungendo che &quot;<em>il miglior esempio&quot;</em> di un   Paese che sa sfruttare al meglio l&#8217;economia digitale &egrave; <em>&ldquo;la   Francia, con Parigi che &egrave; un polo fondamentale&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">L&rsquo;Ad di Telecom Italia, <strong>Franco Bernab&egrave;</strong>, ha invece lanciato la sua provocazione:   &ldquo;<em>Sosterremo gli investimenti per la banda ultralarga nel   momento in cui anche in Italia ci sar&agrave; un progetto come Canvas</em>&rdquo;, ha   precisato, riferendosi al progetto che in Inghilterra coinvolge pubblico   e privato (BBC, Channel 4, Five, ITV e i provider British Telecom e   Talk Talk) per creare uno <strong>standard comune</strong> per la   trasmissione di contenuti su IPTV. </p>
<p align="justify">Bernab&egrave; aveva   annunciato a ottobre l&#8217;intenzione di investire 720 milioni di euro entro   il 2011, cifra che sarebbe dovuta salire a 6 miliardi entro il 2016. </p>
<p align="justify">Davanti ai vertici di   Rai, Mediaset e Sky Italia, Bernab&egrave; ha precisato: <em>&quot;ho sempre   detto che il problema della banda ultralarga &egrave; di domanda, occorre che   ci sia un&#8217;audience, qualcuno che vuole quel tipo di servizi come la tv   digitale: nel momento in cui si vuole fare un progetto come quello   inglese siamo disponibili a investire per la banda ultralarga&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi,   Telecom Italia e <strong>Intel</strong> hanno avviato una partnership per   la distribuzione di servizi internet e TV online di nuova generazione   che adottano la piattaforma software open source <strong>MeeGo</strong>. </p>
<p align="justify">Il primo prodotto Telecom Italia dotato della   piattaforma MeeGo sar&agrave; <strong>CuboVision</strong>, il nuovo dispositivo   broadband multimediale che permette di vedere sul televisore di casa i   canali del digitale terrestre free e pay, le principali WebTV della   rete, richiedere film in pay-per-view, acquistare applicazioni free e   pay attraverso un application store e gestire contenuti personali come   foto, video e musica. </p>
<p align="justify">Per banda larga di pu&ograve; pensare a una velocit&agrave; di circa   1,2 Mbit/s e per la ultra larga a oltre 30 Mbit/s, velocit&agrave; che serve   appunto per servizi come quelli televisivi. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Bisogna prepararsi</em>&rdquo;, ha detto Bernab&egrave;   rivolgendosi ai numeri uno di Rai, Mediaset e &nbsp;Sky   Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se utilizziamo un   approccio difensivo ci troveremo probabilmente davanti a un&#8217;aggressione   che verr&agrave; da Google, da Hulu e invece</em> &ndash; ha continuato Bernab&egrave;&nbsp; &#8211; <em>dobbiamo trovare insieme una risposta   prima che arrivino in Italia&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se si decide di far convergere sulla Iptv   un progetto comune siamo disponibili a sostenere gli investimenti</em>&rdquo; e   &ldquo;<em>reperire le risorse non &egrave; un problema&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Non si pu&ograve; fare una previsione del costo   dell&#8217;investimento</em> &#8211; secondo l&#8217;Ad di Telecom &#8211; <em>Ci&ograve; che   interessa &egrave; capirne la redditivit&agrave;&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Si pu&ograve; fare</em> &ndash; ha risposto Fedele   Confalonieri &#8211; <em>Noi mettiamo i contenuti: abbiamo investito   tanto nel digitale ma poco importa che vada per terra, per aria o dove&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se la tv su banda larga   diventa possibile saremo operativi&#8217;</em> gli ha fatto eco Mockridge. </p>
<p align="justify">Pi&ugrave; cauto <strong>Paolo   Garimberti</strong>, presidente Rai, che ha evidenziato: <em>&ldquo;&hellip;se   avessimo la certezza delle risorse, potremmo guardare al futuro in   termini di sviluppo tecnologico&rdquo;.</em></p>
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