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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Rete A</title>
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		<title>Digitale terrestre. Catricalà scrive a Calabrò: ‘Le norme sull’ordinamento dei canali spingano a intensa concorrenza’</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/02/17/digitale-terrestre-catricala-scrive-a-calabro-%e2%80%98le-norme-sull%e2%80%99ordinamento-dei-canali-spingano-a-intensa-concorrenza%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 08:53:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ordinamento dei canali sul telecomando della Tv digitale terrestre sta creando non poche difficolt&#224; al legislatore ma anche a broadcaster. A lamentarsi sono soprattutto le emittenti locali che temono d&#8217;essere relegate agli ultimi posti. Da qui &#232; nato un dibattito aperto sulla Logical channel numbering (Lcn) e l&#8217;apertura di un&#8217;istruttoria dell&#8217;Agcom. Il presidente dell&#8217;Antitrust, Antonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&rsquo;ordinamento dei canali sul telecomando della <strong>Tv digitale terrestre</strong> sta creando non poche difficolt&agrave; al   legislatore ma anche a broadcaster. </p>
<p align="justify">A lamentarsi sono soprattutto le emittenti locali che   temono d&rsquo;essere relegate agli ultimi posti. Da qui &egrave; nato un dibattito   aperto sulla <strong>Logical channel numbering</strong> (Lcn) e   l&rsquo;apertura di un&rsquo;istruttoria dell&rsquo;Agcom. </p>
<p align="justify">Il presidente dell&#8217;Antitrust, <strong>Antonio   Catrical&agrave;</strong>, in una lettera al presidente dell&#8217;Autorit&agrave; per le   comunicazioni, <strong>Corrado Calabr&ograve;</strong>, ha sottolineato che <em>&ldquo;confida in una sollecita definizione in via regolatoria di   criteri idonei a promuovere modalit&agrave; di assegnazione delle numerazioni   suscettibili di favorire un&#8217;intensa competizione fra gli operatori&rdquo;,</em> con un sistema che sia possibilmente flessibile e per aree tematiche. </p>
<p align="justify">Catrical&agrave; prende spunto   dall&#8217;istruttoria avviata dall&#8217;Agcom per sottolineare la <em>&ldquo;particolare   rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica</em>, <em>soprattutto nell&#8217;attuale fase di passaggio dalla tecnologia   analogica a quella digitale terrestre&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ecco perch&eacute; l&#8217;Antitrust definisce &ldquo;<em>fortemente   auspicabile</em>&rdquo; che la possibilit&agrave; di regolare il tema indicata   dall&#8217;Agcom si tramuti in scelte concrete. Catrical&agrave; suggerisce di   individuare un modello che sia in grado di &ldquo;<em>tutelare una   certa flessibilit&agrave; del sistema rispetto a eventuali modifiche   sostanziali delle condizioni competitive&rdquo; </em>e un&#8217;organizzazione   impostata per aree tematiche, che favorisca il confronto fra le varie   offerte, come avviene all&#8217;estero.&nbsp; </p>
<p align="justify">In questo modo, vengono   enfatizzate le opportunit&agrave; di sviluppare audience per canali che, in   assenza di un ordinamento tematico, sarebbero relegati in numerazioni   molto elevate, tra emittenti recanti programmazioni del tutto   disomogenee. </p>
<p align="justify">Nella lettera, Catrical&agrave; ricorda <em>&ldquo;la   particolare rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica   dell&rsquo;ordinamento automatico dei canali televisivi, soprattutto   nell&rsquo;attuale fase di passaggio dalla tecnologia analogica a quella   digitale terrestre&rdquo;,</em> poich&eacute; nella televisione digitale terrestre, a   fronte di un&rsquo;offerta di programmi pi&ugrave; ampia rispetto alla televisione   analogica, <em>&ldquo;elementi di possibile successo della singola   attivit&agrave; d&rsquo;impresa sono, tra l&rsquo;altro, rappresentati dalla facilit&agrave; e   rapidit&agrave; di selezione del programma da parte dell&rsquo;utente e dal   consolidamento di una determinata posizione da parte dell&rsquo;emittente   televisiva nell&rsquo;ambito della numerazione&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Per l&#8217;Autorit&agrave; presieduta da Catrical&agrave;, &ldquo;&hellip;<em>anche   sulla scorta delle esperienze maturate in altri Paesi, un intervento   regolatorio appare fortemente auspicabile, nell&#8217;ottica di promuovere   l&#8217;affermazione di criteri organizzativi dell&#8217;ordinamento automatico   idonei a favorire condizioni di piena concorrenza tra gli operatori   effettivi e potenziali. Nessun accordo pattizio, infatti, pu&ograve; garantire   condizioni di assoluta imparzialit&agrave;, oggettivit&agrave; e non discriminazione,   connaturate invece all&#8217;operato dell&#8217;Autorit&agrave; di regolazione&rdquo;.</em> &nbsp; </p>
<p align="justify">Per l&#8217;Autorit&agrave; tali   considerazioni potrebbero acquistare ulteriore rilievo in vista di nuovi   ingressi nel mercato televisivo: &ldquo;<em>infatti, l&#8217;organizzazione   tematica, nella misura in cui attenua la centralit&agrave; delle prime   numerazioni, consente di mantenere una riserva di numerazioni di un   certo interesse anche per potenziali newcomer&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Secondo il parere della   Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato allo schema di   decreto Romani, che recepisce  la Direttiva Ue  sui nuovi servizi media   e audiovisivi, si prevede che spetti all&#8217;Agcom definire criteri e   blocchi dei numeri, nell&#8217;ambito dell&#8217;istruttoria che &egrave; gi&agrave; in corso e   terminer&agrave; a breve; al ministero, invece va il compito di assegnare il   numero del telecomando alle emittenti ma anche di sanzionare quelle che   non rispettano la posizione assegnata loro, anche con la revoca   dell&#8217;autorizzazione a trasmettere fino a due anni. </p>
<p align="justify">L&#8217;ordinamento   automatico dei canali &egrave; attualmente oggetto di un&rsquo;istruttoria dell&rsquo;Agcom   che sta valutando l&rsquo;accordo presentato da <strong>DGTVi</strong> sul   quale non sono per&ograve; pervenuti tutti i consensi. </p>
<p align="justify">Lo scorso novembre, l&rsquo;Autorit&agrave; delle tlc ha avviato   l&rsquo;iter ai sensi dell&#8217;art. 43 del Testo unico della radiotelevisione &#8211; e   che sar&agrave; svolta in tempi rapidi &#8211; servir&agrave; a verificare se l&#8217;accordo   raggiunto dai principali operatori del settore televisivo sia rispettoso   del pluralismo e non discriminatorio nei confronti di alcune categorie   di broadcaster. </p>
<p align="justify">Il problema &egrave; appunto l&#8217;LCN: quando il decoder o il   televisore integrato li sintonizza, li colloca in una lista lunghissima,   che arriva fino ai numeri 800. Ogni emittente, ovviamente, cerca di   piazzarsi il pi&ugrave; in alto possibile e si verificano casi di conflitto &#8211;   segnalati dagli stessi decoder &#8211; tra pi&ugrave; emittenti per occupare la   stessa posizione. </p>
<p align="justify">L&rsquo;accordo di DGTVi &#8211; che riunisce Rai, Mediaset, Telecom   Italia Media, Frt, D-Free e Aeranti-Corallo &ndash;, ora al vaglio   dell&#8217;Autorit&agrave;, prevede che i canali dall&#8217;1 al 9 spettino alle ex tv   analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e l&#8217;ex Rete A); dal 10   al 19 alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata dai vari   Corecom; dal  20 in    poi, a vari blocchi tematici: al numero 20 c&rsquo;&egrave; Tv 2000, al 21   Retecapri (che per&ograve; non ha ancora aderito all&#8217;accordo), poi i canali per   bambini, i semigeneralisti (come Rai 4, Iris o RaiSat), gli sportivi e   quelli dedicati alle news. Ma non tutti i broadcaster hanno aderito   all&#8217;intesa. </p>
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		<title>Digitale terrestre: definito il calendario 2010 per il passaggio alla DTT. In autunno i primi switch-off dell’anno</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/01/21/digitale-terrestre-definito-il-calendario-2010-per-il-passaggio-alla-dtt-in-autunno-i-primi-switch-off-dell%e2%80%99anno/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 15:15:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La proposta di calendario di spegnimento della Tv analogica e di passaggio alla tecnologia digitale presentata, nel corso della riunione del CNID (Comitato Nazionale Italia Digitale) tenutasi oggi, dal viceministro alle comunicazioni, Paolo Romani, &#232; stata accolta e condivisa con piena soddisfazione dai rappresentanti delle regioni Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La  proposta di calendario di spegnimento della Tv analogica e di passaggio  alla tecnologia digitale presentata, nel corso della riunione del <strong>CNID</strong> (<strong>Comitato Nazionale Italia Digitale</strong>) tenutasi oggi, dal viceministro alle comunicazioni, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>,  &egrave; stata accolta e condivisa con piena soddisfazione dai rappresentanti  delle regioni Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Veneto e  Friuli Venezia Giulia; delle emittenti nazionali <strong>Rai</strong>, <strong>Mediaset</strong>, <strong>Telecom Italia Media</strong>, <strong>Sky</strong>, <strong>Prima Tv</strong>, <strong>Rete Capri</strong> e <strong>Rete A </strong>e delle associazioni delle Tv locali <strong>FRT </strong>e<strong> Aeranti-Corallo</strong>; del <strong>CNCU</strong> (Consiglio Nazionale Consumatori Utenti); delle associazioni di produttori e distributori di apparati elettronici <strong>ANITEC-Confindustria</strong> e<strong> AIRES</strong>. </p>
<p align="justify">In accordo con tutte le parti &egrave; stato quindi fissato, il calendario di passaggio alla Tv digitale del 2010. </p>
<p align="justify">Il  calendario &#8211; spiega una nota del ministero dello Sviluppo  economico-Comunicazioni &#8211; prevede una fase di switch-over, con il  passaggio di <strong>Rai 2</strong> e <strong>Rete 4</strong> alla sola  tecnologia digitale, fissata al 18 maggio nella macro area che  comprende le regioni della Lombardia (Milano &ndash; Pavia &ndash; Cremona &ndash; Lodi &ndash;  Monza e Brianza &ndash; Bergamo &ndash; Brescia &ndash; Varese &ndash; Como &ndash; Lecco &ndash; Sondrio),  Piemonte (Novara &ndash; Vercelli &ndash; Asti &ndash; Alessandria &ndash; Biella &ndash;Verbania) ed  Emilia Romagna (Piacenza &ndash; Parma). In tutto saranno coinvolte 19  province e 12&nbsp; milioni di abitanti. </p>
<p align="justify">Il  passaggio definitivo di tutte le trasmissioni al digitale si articoler&agrave;  secondo queste date dal 15 Settembre al 20 Ottobre in Lombardia,  Piemonte Orientale, comprese le province di Piacenza e Parma. Dal 21  Ottobre al 25 Novembre saranno coinvolte dalle operazioni le regioni di  Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Con il passaggio della  regione Liguria dal 26 novembre al 20 dicembre, si concluderanno le  operazioni di transizione al digitale del 2010 coinvolgendo in totale <strong>23 milioni di abitanti</strong> e portando in totale al 70% della popolazione italiana in ambiente <strong>all digital</strong>. </p>
<p align="justify">Resta invece ancora in sospeso la questione dell&rsquo;ordinamento automatico dei programmi della Tv digitale terrestre.&nbsp;<br />
  Recentemente <strong> Adiconsum</strong> in rappresentanza del CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli  Utenti) e il Comitato Radio TV Locali (CRTL), hanno presentato  all&rsquo;Agcom una proposta congiunta in merito al <strong> Logical Channel Number</strong> (LCN), attualmente in discussione presso l&rsquo;Autorit&agrave; che ha aperto un&rsquo;apposita istruttoria.&nbsp;<br />
  Come informa una nota, il documento suggerisce al Garante una proposta  di ordinamento a salvaguardia dell&rsquo;utenza che attualmente non &egrave; in  grado di ricercare &ndash; o, quanto meno, di ritrovare facilmente &ndash; i  programmi e le emittenti locali da un ingiusto confinamento a posizioni  remote sul telecomando rispetto ai nuovi canali nazionali.&nbsp;<br />
  Per  Adiconsum, l&rsquo;ordinamento automatico dei canali deve essere al servizio  del consumatore e deve facilitare l&rsquo;accesso alla tv digitale.&nbsp;
</p>
<p align="justify">Lo  scorso novembre, l&rsquo;Agcom ha avviato l&rsquo;iter per trovare una soluzione  alla &lsquo;guerra del telecomando&rsquo;. E&rsquo;, infatti, stata aperta un&rsquo;istruttoria  sull&#8217;accordo notificato all&#8217;Agcom dall&#8217;Associazione <strong>DGTVi</strong> relativo all&#8217;ordinamento automatico dei canali della DTT. </p>
<p align="justify">L&#8217;istruttoria &egrave; stata avviata ai sensi dell&#8217;art. 43 del<strong> Testo unico della radiotelevisione &#8211; </strong>e  che sar&agrave; svolta in tempi rapidi &#8211; servir&agrave; a verificare se l&#8217;accordo  raggiunto dai principali operatori del settore televisivo sia  rispettoso del pluralismo e non discriminatorio nei confronti di alcune  categorie di broadcaster. </p>
<p align="justify">Il  problema &egrave; appunto l&#8217;LCN: quando il decoder o il televisore integrato  li sintonizza, li colloca in una lista lunghissima, che arriva fino ai  numeri 800. Ogni emittente, ovviamente, cerca di piazzarsi il pi&ugrave; in  alto possibile e si verificano casi di conflitto &#8211; segnalati dagli  stessi decoder &#8211; tra pi&ugrave; emittenti per occupare la stessa posizione. </p>
<p align="justify">All&#8217;interno  di DGTVi &#8211; che riunisce Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Frt,  D-Free e Aeranti-Corallo &#8211; &egrave; stato raggiunto un accordo, ora al vaglio  dell&#8217;Autorit&agrave;, in base al quale i canali dall&#8217;1 al 9 spettano alle ex  tv analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e l&#8217;ex Rete A); dal  10 al 19 tocca alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata  dai vari Corecom; dal 20 in poi, a vari blocchi tematici: al numero 20  c&rsquo;&egrave; Tv 2000, al 21 Retecapri (che per&ograve; non ha ancora aderito  all&#8217;accordo), poi i canali per bambini, i semigeneralisti (come Rai 4,  Iris o RaiSat), gli sportivi e quelli dedicati alle news. Ma non tutti  i broadcaster hanno aderito all&#8217;intesa. </p>
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		<title>Ict e inclusione sociale: MSE e FUB presentano il progetto Beacon, digitale terrestre per colmare il gap tecnologico</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:18:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presentato ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; Dipartimento per le Comunicazioni il progetto Beacon (Brazilian-European Consortium for DTT Services), co-finanziato dalla Commissione Europea nell&#8217;ambito del VI Programma Quadro e che raccoglie partner pubblici e privati provenienti da diversi paesi europei e dal Brasile, per sviluppare servizi di T-Learning sul Digitale Terrestre tesi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Presentato ieri presso il <strong>Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; Dipartimento per le Comunicazioni</strong> il progetto <strong>Beacon</strong> (Brazilian-European Consortium for DTT Services), co-finanziato dalla  Commissione Europea nell&rsquo;ambito del VI Programma Quadro e che raccoglie  partner pubblici e privati provenienti da diversi paesi europei e dal  Brasile, per sviluppare servizi di <strong>T-Learning</strong> sul Digitale Terrestre tesi a favorire l&rsquo;<strong>inclusione sociale</strong>. Un incontro, questo organizzato dal Ministero e dalla <strong>Fondazione  Ugo Bordoni </strong> (FUB), dedicato alla &ldquo;<strong><em>Tecnologie ICT per l&#8217;inclusione sociale</em></strong>&rdquo;  e finalizzato ad illustrare quanto le applicazioni della Tv digitale  terrestre, sviluppate dal Consorzio euro-brasiliano, con lo specifico  obiettivo di operare sui due differenti standard utilizzati in Europa e  in Brasile (rispettivamente,<strong> DVB-MHP</strong> e <strong>ISDTV-T</strong>),  permettano di raggiungere una maggiore flessibilit&agrave; dei contenuti e dei  servizi rispetto alle piattaforme impiegate e risultati concreti  nell&rsquo;e-Inclusion. Il progetto, come ha spiegato in apertura del  workshop <strong>Roberto Sambuco</strong>, Capo Dipartimento  Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, iniziato nel 2007  e della durata complessiva di 40 mesi: &ldquo;<em>Mira a favorire l&rsquo;innovazione tecnologica e un ritorno a politiche industriali di settore vere</em>&rdquo;. &ldquo;<em>L&rsquo;azione del Governo, attraverso il Dipartimento Comunicazioni</em> &ndash; ha precisato Sambuco &ndash; <em>punta  ad individuare tutti quegli strumenti attraverso cui lavorare ad un  definitivo processo di digitalizzazione del paese, occupandosi di banda  larga, facilitando l&rsquo;opera di posa in opera delle infrastrutture, come  cavidotti e fibra ottica, rilanciando l&rsquo;attivit&agrave; di Infratel e  impegnandosi nella realizzazione della rete a 20 Mbps per tutti</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Un Dipartimento, quello retto dal viceministro <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>,  che si propone come grande crocevia di progetti strategici per  l&rsquo;Italia, non solo orientati alle infrastrutture, ma anche alla qualit&agrave;  dei contenuti e i servizi veicolati, ponendo forte attenzione sul tema  dell&rsquo;inclusione sociale e soprattutto del digital divide. &ldquo;<em>Un pacchetto operativo</em> &ndash; ha ribadito Sambuco &ndash; <em>che  riguarda 8 milioni di cittadini italiani ancora esclusi dai grandi  cambiamenti sociali, economici e culturali indotti dall&rsquo;innovazione  tecnologica, circa il 12% della popolazione, a cui dobbiamo assicurare  tutto il nostro impegno come esecutivo e di cui il progetto Beacon  rappresenter&agrave; nei prossimi anni un esempio di case study di massimo  livello</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Le  diverse possibilit&agrave; applicative, insite nelle soluzioni adottate nel  Progetto, come ben si pu&ograve; constatare anche dalle informazioni contenute  nel sito di riferimento (<em><a href="http://www.beacon-dtt.com/">www.beacon-dtt.com</a></em>),  possono in effetti dar luogo non solo a importantissimi risultati nei  settori sopra citati, ma anche ad ulteriori sviluppi sul piano  commerciale e imprenditoriale, nel mercato dei prodotti digitali  destinati ad una fascia di utenza demografica trasversale e  multiterritoriale. Il Brasile, lo ricordiamo, &egrave; un paese in crescita,  inserito da tempo nel gruppo delle nazioni cosiddette BRIC (acronimo  che sta per Brasile, Russia, India e Cina), cio&egrave; quei Paesi che  condividono una grande popolazione, un immenso territorio, abbondanti  risorse naturali strategiche e, cosa pi&ugrave; importante, caratterizzati da  una forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale,  soprattutto nell&rsquo;ultimo decennio. La cooperazione italiana, in tal  senso, va vista in un pi&ugrave; ampio contesto strategico e di politica  economica internazionale, anche in virt&ugrave; del fatto che il Brasile conta  ormai quasi 28 milioni di cittadini di origine italiana, di cui solo  San Paolo ne ospita 9 milioni, circa il 50% dei suoi abitanti. </p>
<p align="justify">Anche  la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), nel suo costante impegno al fianco del  Dipartimento per le Comunicazioni, pone al centro delle sue attivit&agrave; l&rsquo;<strong>e-Inclusion</strong>, il digital divide e il dividendo digitale, come ha esposto il Direttore delle Ricerche <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2005/09/Frullone_Mario.html">Mario Frullone</a> nel suo intervento, sottolineando che: &ldquo;<em>Troppa  tecnologia potrebbe paradossalmente determinare, con tutta la massa di  opportunit&agrave; che &egrave; in grado di riversare nella societ&agrave; e nel mondo del  lavoro, un ampliamento della forbice tra le diverse fasce della  popolazione, tra chi &egrave; dentro e chi &egrave; fuori la rivoluzione digitale</em>&rdquo;.  L&rsquo;innovazione tecnologica, infatti, porta sempre con se nuovi  linguaggi, specifiche, know-how, competenze e skill, determinando in  definitiva un digital divide quasi fisiologico all&rsquo;interno di una  societ&agrave;. Ovviamente, sta alle Istituzioni prevenire gli effetti pi&ugrave;  devastanti e ridurre quindi nel pi&ugrave; breve tempo possibile il numero di  coloro che ne subiscono le conseguenze peggiori. A riguardo, ha  ricordato Frullone, sembrerebbe che la presenza di figli nei nuclei  famigliari garantirebbe una minore incisione dell&rsquo;esclusione sociali,  perch&eacute; portatori di quelle capacit&agrave; e competenze tecnologiche che poi  vengono passate anche ai restanti componenti della famiglia. &ldquo;<em>La FUB ha inoltre ricevuto l&rsquo;incarico</em> &ndash; ha reso noto Frullone &ndash; <em>di  verificare la qualit&agrave; di tali reti e strumenti di comunicazione, quindi  delle stesse infrastrutture sul territorio nazionale, con le operazioni  che partiranno dal prossimo mese di febbraio, mentre dal 1&deg; ottobre  2010 sar&agrave; distribuito ad ogni famiglia un software per la misurazione  della qualit&agrave; delle connessioni alla rete, cosicch&eacute; ognuno potr&agrave;  verificare l&rsquo;effettiva qualit&agrave; del servizio acquistato</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Da&nbsp; una  parte quindi le infrastrutture, dall&rsquo;altra la qualit&agrave; del servizio, con  l&rsquo;obiettivo dei 20 Mbps per tutti, che la stessa FUB sembra dare per  fattibile, anche grazie ad un processo di digitalizzazione delle  frequenze televisive &ldquo;<em>di cui bisogna andar fieri</em>&rdquo;, secondo Frullone, &ldquo;<em>continuando  a lavorare territorio per la sua copertura completa come leva per la  trasformazione del paese da analogico a &lsquo;full digital&rsquo;</em>&rdquo;. Anche <strong>Marco Recchioni</strong>, della Didagroup e Coordinatore del progetto Beacon, ha evidenziato quanto: &ldquo;<em>La  cooperazione con il Brasile e la messa in comune dello standard  Multimedia Home Platform (MHP), in tal senso, ci permetta di rendere  effettiva la lotta al digital divide e fruttifero l&rsquo;impegno  nell&rsquo;inclusione sociale, proprio attraverso il digitale terrestre, che  nel paese d&rsquo;oltreoceano &egrave; definito con l&rsquo;acronimo di ISDTV-T  (International System for Digital TV)</em>&rdquo;. Va ricordato, a riguardo,  che in Brasile tutte le famiglie hanno un televisore in casa, anche le  pi&ugrave; povere, un dato molto importante che poi &egrave; alla base del t-Learning  e dei piani formativi previsti da Beacon. &ldquo;<em>L&rsquo;enorme flessibilit&agrave; del mezzo televisivo digitale</em> &ndash; ha affermato Recchioni &ndash; <em>si mostra a noi come straordinario strumento di lotta all&rsquo;esclusione sociale e quindi al digital divide</em>&rdquo;. La parte italiana del progetto, ha illustrato <strong>Vittorio Dell&rsquo;Aiuto</strong>, sempre di Didagroup e anche lui nel gruppo di coordinamento Beacon, si caratterizza per: &ldquo;<em>Un&rsquo;intensa  ricerca nei servizi interattivi dedicati al t-Learning, nella crescita  del consorzio italo-brasiliano per la gestione delle risorse e dei  servizi presenti nel progetto, nella divulgazione dei risultati e nel  metterli a disposizione dei cittadini e quindi degli utenti finali,  contribuendo direttamente ai processi di policy-making nel campo  dell&rsquo;e-Inclusion</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Ovviamente  si parla di Information and Communication Technology, o ICT, e di  Televisione Digitale Terrestre (DTT), due settori fondamentali per lo  sviluppo della societ&agrave; dell&rsquo;informazione e dell&rsquo;economia della  conoscenza che, unitamente ai processi di interoperabilit&agrave; tra standard  europeo (DVB-MHP) e brasiliano (<strong>SBTVD-GINGA</strong>) e l&rsquo;installazione di una centrale operativa a San Paolo dedicata allo <strong>User Center Design</strong> (UCD), permetteranno la nascita di un modello di T-Leanring efficiente  ed esportabile, oltre il territorio Latino Americano. Per far questo,  ha spiegato <strong>Giuliano Benelli</strong> dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Siena, bisogna lavorare su pi&ugrave; livelli: &ldquo;<em>Formazione  attraverso il T-Learning, raccolta del materiale (Scorn) da utilizzare  per successive fasi e su diversi standard tecnologici, realizzare un  Sistema di Learning Management (LMS) da cui generare sempre nuovi  contenuti, garantendo l&rsquo;interoperabilit&agrave; degli stessi</em>&rdquo;. Pochi elementi, ma ben definiti, quelli elencati da Benelli, il quale successivamente ha presentato anche il progetto <strong>HBBTV</strong>,  Hybrid Broadcast Broadband TV, dove a fronte di una banda larga diffusa  ed estesa sar&agrave; presto possibile far convergere televisione e Internet,  aumentando enormemente le potenzialit&agrave; del media pi&ugrave; tradizionale che  ci sia, attraverso le specifiche tecnologiche del web, a cui  eventualmente si potranno aggiungere quelle di altre piattaforme di  largo consumo (mobile, satellite, console per videogame, ecc.). </p>
<p align="justify">Esempi pratici di tali applicazioni gi&agrave; sono riscontrabili nel progetto europeo denominato <strong>T-Seniority</strong>,  gestito in Italia dall&rsquo;Universit&agrave; di Siena e dalla Regione Toscana, che  vede il coinvolgimento di 300 soggetti adulti over 60 ( 5000 in  tutta Europa) impegnati nell&rsquo;utilizzo di Internet, DTT, IPTV, Mobile  device e Hidden PC, misurandone livelli di accessibilit&agrave; e di  usabilit&agrave;. T-Seniority nasce come combinazione flessibile di servizi  personalizzabili &lsquo;<em>General Public e-Care&rsquo;</em>, utilizzando  il mezzo di comunicazione preferito dall&rsquo;utente: la TV. L&rsquo;obiettivo  principale di T-Seniority &eacute; l&rsquo;integrazione di servizi in modalit&agrave; &ldquo;<em>user-centric</em>&rdquo;,  riguardanti programmi di assistenza (compresi servizi di trasporto) per  gruppi sociali svantaggiati, focalizzandosi principalmente su persone  anziane, per coprire un&rsquo;ampia parte di necessit&agrave; con la disponibilit&agrave;  di diverse modalit&agrave; di servizi (assistenza casalinga, tele-assistenza,  servizi di telefonia mobile, tele-allarmi, servizi di infermeria,  telemedicina). Un progetto che deve far riflettere ulteriormente, ha  spiegato <strong>Francesca Comunello</strong> dell&rsquo;Universit&agrave; degli  Studi di Roma &lsquo;La Sapienza&rsquo;, sull&rsquo;urgenza di raggiungere un livello pi&ugrave;  soddisfacente di digital dividend, senza fossilizzarsi su un solo  mezzo, come ad esempio il Personal Computer, perch&eacute;: &ldquo;<em>A fare la differenza nella forbice tra fasce di popolazione &lsquo;in&rsquo; e&nbsp; &lsquo;out&rsquo;  concorre un men&ugrave; tecnologico assolutamente pi&ugrave; vasto, dove ogni  tecnologia abilita all&rsquo;accesso in rete in maniera diversa e allo stesso  tempo esaustiva rispetto a qualsiasi altra</em>&rdquo;. &ldquo;<em>Il progetto Beacon in questo</em> &#8211; ha affermato Comunello &#8211; <em>&egrave;  un chiaro esempio di come una tecnologia, considerata da molti  tradizionale e sorpassata, stia invece dimostrando nella sua versione  digitale una nuova collocazione in campo pedagogico e formativo,  riuscendo a penetrare con facilit&agrave; nelle case e a coinvolgere in nuovi  processi di apprendimento anche quelle fasce di popolazione che per et&agrave;  anagrafica, al momento, rimangono in digital divide</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Riprendendo Frullone, anche <strong>Antonio De Vanna</strong>,  coordinatore dell&rsquo;Osservatorio sull&#8217;accessibilit&agrave; DIT/Formez, ha  puntato il dito sull&rsquo;eccesso tecnologico e sui paradossi dell&rsquo;ICT: &ldquo;<em>Senza  un&rsquo;adeguata formazione e competenza, anche acquisita in ritardo magari,  non riusciremo tanto facilmente a ridurre la percentuale di persone in  digital divide</em>&rdquo;. E inoltre: &ldquo;<em>Se non si pensa seriamente  ai concetti di usabilit&agrave;, accessibilit&agrave; e fruibilit&agrave; di hardware e  software fin dal momento della progettazione, non si riuscir&agrave; mai a  rendere effettivi i progetti di e-inclusion, o almeno a favorirne  l&rsquo;attuazione</em>&rdquo;. Anche in questo il progetto Beacon si distingue per  il grande lavoro in fase di ideazione, con la realizzazione dell&rsquo;UCD di  San Paolo, con gli alti standard di qualit&agrave; misurabili e con la  garanzia di poter ottenere delle economie di scala, assieme ad un  approccio dal basso, infine, che determina un coinvolgimento maggiore  degli utenti finali, evitando i processi cosiddetti &lsquo;top-down&rsquo;. A tale  scopo &egrave; intervenuta, a chiusura di workshop, <strong>Danila Mercuri</strong> di APRE, Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, un ente nato  in Italia nel 1989 come &lsquo;Task Force&rsquo; del Ministero dell&rsquo;Universit&agrave; e  della Ricerca e che dal 1990 &egrave; costituito formalmente da Confindustria,  ENEA, FAST e Mondimpresa. &ldquo;<em>Intento finale di APRE</em> &#8211; ha spiegato a termine dell&rsquo;incontro Mercuri &#8211; <em>&egrave;  quello di fornire al mondo della ricerca italiana un importante momento  di informazione, assistenza e formazione intorno alle grandi  opportunit&agrave; di finanziamento della ricerca scientifica a fondo  comunitario, cos&igrave; da accrescere la partecipazione italiana al processo  di coesione economica e sociale dell&rsquo;Unione, allargandosi ulteriormente  alla Cooperazione Internazionale</em>&rdquo;. Ancora una volta, grazie al  progetto Beacon, &egrave; stato possibile mettere in luce l&rsquo;importanza e il  ruolo dell&#8217;ICT per l&rsquo;e-Inclusion, di come le tecnologie  dell&rsquo;informazione possano oggi rappresentare un terreno su cui  sviluppare percorsi di collaborazione tra pi&ugrave; Paesi, in questo caso  europei e dell&#8217;America Centrale e Meridionale, tesi alla ricerca e  all&#8217;innovazione nel campo delle nuove tecnologie e delle loro  applicazioni future. </p>
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		<title>Digitale terrestre: continua la ‘battaglia del telecomando’. Dopo le emittenti locali, scendono in campo i consumatori</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 16:20:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Adiconsum in rappresentanza del CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti) e il Comitato Radio TV Locali (CRTL), hanno presentato all&#8217;AGCOM una proposta congiunta in merito alla questione dell&#8217;ordinamento automatico dei programmi (Logical Channel Number &#8211; LCN) nella piattaforma televisiva digitale terrestre, attualmente in discussione presso l&#8217;Autorit&#224; per le Garanzie nelle Comunicazioni che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Adiconsum</strong> in rappresentanza del <strong>CNCU</strong> (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti) e il <strong>Comitato Radio TV Locali</strong> (CRTL), hanno presentato all&rsquo;<strong>AGCOM</strong> una proposta congiunta in merito alla questione dell&rsquo;ordinamento automatico dei programmi (<strong>Logical Channel Number &ndash; LCN</strong>)  nella piattaforma televisiva digitale terrestre, attualmente in  discussione presso l&rsquo;Autorit&agrave; per le Garanzie nelle Comunicazioni che  ha aperto un&rsquo;apposita istruttoria. </p>
<p align="justify">Come  informa una nota, il documento suggerisce al Garante una proposta di  ordinamento a salvaguardia dell&rsquo;utenza che attualmente non &egrave; in grado  di ricercare &ndash; o, quanto meno, di ritrovare facilmente &ndash; i programmi e  le emittenti locali da un ingiusto confinamento a posizioni remote sul  telecomando rispetto ai nuovi canali nazionali. </p>
<p align="justify">Per  Adiconsum, l&rsquo;ordinamento automatico dei canali deve essere al servizio  del consumatore e deve facilitare l&rsquo;accesso alla tv digitale.  Attualmente, a causa dei numerosi conflitti che vedono pi&ugrave; canali sulla  stessa numerazione e dall&rsquo;assenza di controlli, esso provoca un  ulteriore costo per l&rsquo;intervento di un antennista. Nelle aree gi&agrave;  passate al <strong>digitale</strong>, non si trovano pi&ugrave; i canali che si era abituati La proposta avanzata all&rsquo;Agcom si basa su due fondamentali principi: <strong>eliminazione</strong> dei conflitti e <strong>rispetto</strong> delle abitudini dei consumatori. </p>
<p align="justify">Per CRTL, la proposta di DGTVi sull&rsquo;LCN crea un ingiusto vantaggio per le vecchie e nuove tv nazionali e per qualche tv locale. </p>
<p align="justify">Il documento inviato all&rsquo;Agcom prevede: </p>
<p align="justify">1. <strong>Riprodurre</strong> nel primo blocco di numeri (1-99) della piattaforma digitale  l&rsquo;ordinamento gi&agrave; presente nell&rsquo;ambiente analogico, riproducendo, il  pi&ugrave; fedelmente possibile, la posizione sul telecomando dei vari canali  ricevuti in tecnica analogica, ponendo quindi nei primi numeri i canali  nazionali e nei successivi i canali delle tv locali nell&rsquo;ordine della  popolazione servita con le frequenze analogiche utilizzate.  L&rsquo;ordinamento deve comunque, rispettare criteri equi, trasparenti e non  discriminatori (tale non &egrave; certamente il criterio di cui si discute e  che fa riferimento alle graduatorie <strong>Corecom</strong> per  l&rsquo;erogazione di contributi pubblici alle emittenti, graduatorie formate  secondo criteri che non hanno alcun nesso con il grado di affezione  dell&rsquo;utenza all&rsquo;emittente); </p>
<p align="justify">2. <strong>Introdurre</strong> la numerazione a 3 cifre (dalla posizione  100 in  poi) per tutti i rimanenti canali, introducendo la tematicit&agrave; e  valorizzando i nuovi canali trasmessi solo in tecnica digitale; </p>
<p align="justify">3. <strong>Eliminare</strong> qualsiasi conflitto, tranne che per medesimi canali trasmessi in alta definizione; </p>
<p align="justify">4. <strong>Garantire</strong> l&rsquo;uniformit&agrave; dei criteri di ordinamento, compatibilmente alle singole  caratteristiche tecniche, a tutte le piattaforme trasmissive in  considerazione del livello di diffusione di dette piattaforme verso  l&rsquo;utenza; con tale accorgimento i canali trasmessi su pi&ugrave; piattaforme  possono essere facilmente trovati dall&rsquo;utente, perch&eacute; ordinati con il  medesimo numero, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata, nel  rispetto della neutralit&agrave; tecnologica. </p>
<p align="justify">Lo  scorso novembre, l&rsquo;Agcom ha avviato l&rsquo;iter per trovare una soluzione  alla &lsquo;guerra del telecomando&rsquo;. E&rsquo;, infatti, stata aperta un&rsquo;istruttoria  sull&#8217;accordo notificato all&#8217;Agcom dall&#8217;Associazione <strong>DGTVi</strong> relativo all&#8217;ordinamento automatico dei canali della DTT. </p>
<p align="justify">L&#8217;istruttoria &egrave; stata avviata ai sensi dell&#8217;art. 43 del<strong> Testo unico della radiotelevisione &#8211; </strong>e  che sar&agrave; svolta in tempi rapidi &#8211; servir&agrave; a verificare se l&#8217;accordo  raggiunto dai principali operatori del settore televisivo sia  rispettoso del pluralismo e non discriminatorio nei confronti di alcune  categorie di broadcaster. </p>
<p align="justify">Il problema si chiama <strong>Lcn</strong>,  cio&egrave; l&#8217;ordinamento automatico dei canali: quando il decoder o il  televisore integrato li sintonizza, li colloca in una lista  lunghissima, che arriva fino ai numeri 800. Ogni emittente, ovviamente,  cerca di piazzarsi il pi&ugrave; in alto possibile e si verificano casi di  conflitto &#8211; segnalati dagli stessi decoder &#8211; tra pi&ugrave; emittenti per  occupare la stessa posizione. </p>
<p align="justify">All&#8217;interno  di DGTVi &#8211; che riunisce Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Frt,  D-Free e Aeranti-Corallo &#8211; &egrave; stato raggiunto un accordo, ora al vaglio  dell&#8217;Autorit&agrave;, in base al quale i canali dall&#8217;1 al 9 spettano alle ex  tv analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e l&#8217;ex Rete A); dal  10 al 19 tocca alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata  dai vari Corecom; dal   20 in   poi, a vari blocchi tematici: al numero 20 c&rsquo;&egrave; Tv 2000, al 21 Retecapri  (che per&ograve; non ha ancora aderito all&#8217;accordo), poi i canali per bambini,  i semigeneralisti (come Rai 4, Iris o RaiSat), gli sportivi e quelli  dedicati alle news. </p>
<p align="justify">Ma non tutti i broadcaster hanno aderito all&#8217;intesa. </p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.key4biz.it/files/000128/00012886.pdf">Proposta congiunta Adiconsum in rappresentanza del CNCU e Comitato Radio TV Locali</a></strong></p>
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		<title>Pay-Tv: parte Cielo. Napoli (Agcom), ‘La scelta del ministero stempera un clima che va ricondotto alla moderazione’</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 14:57:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parte oggi &#8220;Cielo&#8221;, il nuovo canale free per il digitale terrestre di News Corp, che doveva debuttare il primo dicembre ma che solo ieri ha avuto il via libera dal ministero per lo Sviluppo economico-Comunicazioni. A quanto si apprende, le trasmissioni inizieranno stasera alle 19 al numero 129 del telecomando della piattaforma satellitare, con l&#8217;edizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Parte oggi &ldquo;<strong>Cielo</strong>&rdquo;, il nuovo canale free per il <strong>digitale terrestre</strong> di <strong>News Corp</strong>,  che doveva debuttare il primo dicembre ma che solo ieri ha avuto il via  libera dal ministero per lo Sviluppo economico-Comunicazioni. A quanto  si apprende, le trasmissioni inizieranno stasera alle 19 al numero 129  del telecomando della piattaforma satellitare, con l&#8217;edizione serale di  Sky Tg24 e proporr&agrave; poi un film in prime time, in base al palinsesto  presentato in vista del debutto annunciato per il primo dicembre che  dedica al cinema le serate del mercoled&igrave; e del sabato. </p>
<p align="justify">Il commissario dell&#8217;Agcom, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/09/Napoli_Roberto.html">Roberto  Napoli</a>, vicepresidente del Comitato nazionale Italia digitale, esprime &ldquo;<em>soddisfazione  per l&#8217;autorizzazione concessa dal ministero, che metter&agrave; a disposizione  degli utenti una maggiore offerta televisiva e la possibilit&agrave; di  scegliere tra programmi alternativi&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Questa scelta del ministero</em> &ndash; ha concluso il commissario &#8211; <em>contribuisce  a stemperare un clima che va ricondotto alla moderazione, al buon senso  e alla capacit&agrave; di dialogo corretto tra le istituzioni&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Prima di dare l&rsquo;OK, il viceministro <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a> aveva chiesto alla Ue <em>&ldquo;una corretta interpretazione</em>&rdquo; degli impegni fissati nel 2003, all&#8217;atto della fusione tra <strong>Stream</strong> e <strong>Tele+</strong>,  per chiarire in particolare se il gruppo di Murdoch potesse  intraprendere attivit&agrave; sul digitale terrestre, pur se con un canale in  chiaro. </p>
<p align="justify">Il viceministro, in particolare, aveva evidenziato che tali paletti &ldquo;<em>prevedono  l&#8217;impegno per News Corp a non intraprendere attivit&agrave; sul digitale  terrestre, fino a fine 2011, n&eacute; come operatore di rete n&eacute; come  fornitore al dettaglio che a casa mia vuole dire trasmettere programmi  in chiaro&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">La Ue ha per&ograve; fatto sapere che gli undertaking non precludano a Sky Italia di operare sul Dtt con un canale gratuito in chiaro. </p>
<p align="justify">Intanto Sky Italia ha annunciato che presenter&agrave; all&#8217;Antitrust un <strong>ricorso</strong> contro l&#8217;accordo raggiunto in seno all&#8217;associazione <strong>DGTVi</strong> sull&#8217;ordinamento automatico dei canali nel nuovo <strong>telecomando digitale</strong>: &ldquo;<em>Gli operatori principali &#8216;incumbent&#8217; del settore, agendo in pratica come autorit&agrave; di regolazione privata</em> &#8211; lamenta la piattaforma satellitare &#8211; <em>hanno  adottato un ordinamento automatico ritenuto conveniente e lo hanno  immediatamente posto in esecuzione. Mentre agli operatori esterni a  questo accordo &egrave; stata data solo la possibilit&agrave; di aderire o di  partecipare a eventuali correzioni, rese comunque difficili  dall&#8217;avviata esecuzione dell&#8217;accordo stesso&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Apprezzamento,  infine, da parte di Sky per l&#8217;istruttoria gi&agrave; avviata dall&#8217;Autorit&agrave; per  le garanzie nelle Comunicazioni sulla vicenda. </p>
<p align="justify">Cielo, che si appogger&agrave; alle frequenze di <strong>Rete  A</strong>, sar&agrave; probabilmente collocato al decimo posto del telecomando digitale. A riguardo, Romani ha commentato: &ldquo;<em>Il  fatto che Rete A si sia inserita con il multiplex tra i canali dal 9 al  14, sconvolgendo quel minimo di gentleman agreement&#8217; trovato tra le  emittenti, &egrave; gravissimo. Aspettiamo che l&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie  nelle comunicazioni si esprima sul tema dell&#8217;ordinamento dei canali,  speriamo con regole abbastanza rigide e cogenti&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">Dura presa di posizione anche da parte delle associazioni delle Tv Locali <strong>Frt</strong> e <strong>Aeranti-Corallo</strong> che, minacciando un ricorso all&rsquo;Agcom, hanno sottolineato in una nota  che Cielo diffonde il proprio segnale consistente in un immagine fissa  con un <strong>codice LCN</strong> che lo pone sul canale 10 del  telecomando, entrando in conflitto con le emittenti locali che  storicamente sono collocate in tale posizione per una scelta precisa  dei telespettatori. </p>
<p align="justify">Le  due associazioni, seppur favorevoli all&rsquo;ampliamento dell&rsquo;offerta  televisiva, ritengono che tale azione posta in essere da Sky  costituisca una <strong>grave lesione del pluralismo</strong> e nella concorrenza del settore. </p>
<p align="justify">Cielo,  il primo canale gratuito della News Corp di Rupert Murdoch ad approdare  sul digitale terrestre, &egrave; un&#8217;emittente generalista che vede il suo  target privilegiato tra i 18-35enni con prevalenza femminile e un  profilo socio-economico alto e che punta ad un obiettivo commerciale  preciso: raggiungere l&#8217;1% di share in un anno e &ldquo;trasformare questo  ascolto nell&#8217;1% del mercato pubblicitario del dtt&rdquo;. </p>
<p align="justify">Cos&igrave;  almeno aveva annunciato alla vigilia del lancio, previsto per il primo  dicembre e poi rimandato in attesa dell&#8217;autorizzazione ministeriale, il  direttore del nuovo Canale, <strong>Gary Davey</strong>, attuale Chief Operating Officer di News Corporation Stations Europe. </p>
<p align="justify">Il  canale attinger&agrave; alla programmazione di Sky ma non solo, per offrire un  mix generalista mirato al suo pubblico e fatto di 4 edizioni di Sky  Tg24, di tante serie di fiction Usa (provenienti da Sky, da Fox  Channels Italy e 20th Century Fox) ma anche progressivamente da  produzioni originali. Dal canale all-news di Sky Cielo prender&agrave; anche  diversi approfondimenti che andranno in onda nel fine settimana:  &#8216;L&#8217;Intervista&#8217; di Maria Latella, &#8216;Io Reporter&#8217; e &#8216;FAD&#8217;. </p>
<p align="justify">Non  mancheranno i generi pi&ugrave; in voga degli ultimi anni nel pubblico giovane  come i reality e i talent show, che si alterneranno nel palinsesto alle  serie americane di maggior successo. Dalle recentissime &#8211; e in prima  assoluta per la tv in chiaro &#8211; &#8216;Life on Mars&#8217;, &#8216;Lipstick Jungle&#8217;, &#8216;Sons  of Anarchy&#8217;, &#8216;Burn Notice-Duro a Morire&#8217;, &#8216;The Riches&#8217; &#8211; fino ai cult  di seconda visione come &#8216;X Files&#8217;, &#8217;24&#8242; e &#8216;Buffy L&#8217;Ammazzavampiri&#8217;, tre  serie pluripremiate che hanno rivoluzionato la storia di questo genere  televisivo e che Cielo propone agli spettatori dalla prima stagione. </p>
<p align="justify">Ci  saranno anche delle produzioni italiane, che per ora arriveranno su  Cielo dopo il passaggio &#8216;pay&#8217; su Sky: si parte dalla divertente e  graffiante serie &#8216;Boris&#8217;, per arrivare alle drammatiche storie tutte al  femminile di &#8216;Donne Assassine&#8217;. Tutto al femminile anche il cast de &#8216;Il  Vizio dell&#8217;amore&#8217;: 30 attrici interpretano 30 monologhi che parlano di  amore, tradimenti e passioni. </p>
<p align="justify">Sempre  sul fronte delle produzioni italiane, arriveranno per la prima volta in  chiaro su Cielo &#8216;Essere Valeria&#8217;, la docu-soap in quattro puntate che  segue la vita della prorompente diva italiana Valeria Marini, e due  docu-reality: &#8216;Cambio Moglie&#8217; e &#8216;Reparto Maternita&#8217;. </p>
<p align="justify">Per  quanto riguarda reality e talent show, Cielo proporr&agrave; &#8216;Italia&#8217;s Next  Top Model&#8217;, adattamento italiano del format Usa di grande successo,  condotto da Natasha Stefanenko, e &#8216;Vuoi ballare con me&#8217; con Lorella  Cuccarini, che mette a confronto sulla pista di ballo genitori e figli.  Inoltre in palinsesto trova posto anche il game show &#8220;Sei piu&#8217; bravo di  un ragazzino di 5a?&#8221;. Due serate di prime time a settimana verranno  inoltre dedicate al cinema, con la programmazione di &#8220;recenti  blockbuster internazionali&#8221;. </p>
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