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	<title>Tv Digitali.eu &#187; NEXT</title>
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		<title>IPTV: per Abi Research 47 mln di utenti nel 2011. Aumentano gli abbonati italiani ma per l’Agcom ancora piattaforma emergente</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 11:12:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il futuro della Tv &#232; Internet? Secondo molti analisti &#232; proprio cos&#236; e la conferma arriva anche dai grossi investimenti che i broadcaster stanno facendo in questo settore. E mentre Google annuncia trattative in corso per l&#8217;acquisto di contenuti &#8216;premium&#8217; pay da rendere disponibili su YouTube, Mediaset informa che per il nuovo anno investir&#224; fortemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il  futuro della Tv &egrave; Internet? Secondo molti analisti &egrave; proprio cos&igrave; e la  conferma arriva anche dai grossi investimenti che i broadcaster stanno  facendo in questo settore. </p>
<p align="justify">E mentre <strong>Google</strong> annuncia trattative in corso per l&rsquo;acquisto di contenuti &lsquo;premium&rsquo; pay da rendere disponibili su <strong>YouTube</strong>, <strong>Mediaset</strong> informa che per il nuovo anno investir&agrave; fortemente sul web. </p>
<p align="justify">Lo sviluppo della Tv su internet &egrave; fortemente legato alla diffusione della <strong>banda larga</strong>.  Sar&agrave; quindi necessario superare il digital divide e assicurare una  buona copertura di tutto il territorio per far decollare l&rsquo;IPTV. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;La maggiore diffusione delle reti broadband</em> &#8211; ha spiegato l&rsquo;analista <strong>Khin Sandi Lynn </strong>di Abi Research &#8211; <em>&egrave; un elemento che contribuisce a far aumentare gli abbonamenti alla Tv offerta dagli operatori di telecomunicazioni&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">L&rsquo;IPTV  &egrave; la piattaforma che veicola contenuti e servizi attraverso banda larga  su una rete chiusa, cio&egrave; gestita dagli operatori tlc mentre  la <strong>web Tv</strong> distribuisce i contenuti audio-video attraverso una rete di accesso  aperta, cio&egrave; indipendente dagli operatori tlc (e perci&ograve; &egrave; diversa  dall&#8217;IPTV). </p>
<p align="justify">Secondo la societ&agrave; d&rsquo;analisi, entro il 2011 raddoppier&agrave; il numero degli abbonati mondiali alla televisione su IP. </p>
<p align="justify">Per Abi Research gli utenti raggiungeranno i <strong>47 milioni</strong> con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 22,5% fino al  2014. L&rsquo;IPTV continua a crescere con operatori come AT&amp;T, Verizon e  China Telecom che quest&rsquo;anno registrano buoni risultati. </p>
<p align="justify">L&rsquo;Europa  Occidentale ha il pi&ugrave; alto tasso di penetrazione della Tv via Internet  con un costante aumento del numero di abbonati, soprattutto in Francia,  Italia e Germania. Al secondo posto si colloca il Nord America, seguito  dall&rsquo;Asia Pacifico. Secondo le stime, entro il 2011 le due regioni  supereranno, rispettivamente, i 9 e i 5 milioni di abbonati. In  particolare, nell&rsquo;Asia Pacifico guidano il mercato dell&rsquo;IPTV la Corea  del Sud, Hong Kong e Taiwan. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Anche  gli altri tipi di piattaforme di pay-Tv come quella satellite, via cavo  e terrestre stanno crescendo, ma a un ritmo pi&ugrave; lento</em>&rdquo;, ha sottolineato Khin Sandi Lynn. </p>
<p align="justify">La societ&agrave; di ricerche stima che entro il 2011 il numero degli abbonati alla pay-tv superer&agrave; i 730 milioni in tutto il mondo. </p>
<p align="justify">Per quanto riguarda la crescita della Tv su IP, <strong>SNL Kagan</strong> ha realizzato alla fine di marzo uno Studio (da poco pubblicato in  rete) sullo stato e le previsioni dell&rsquo;IPTV da qui al 2012 per sei  regioni: Nord America, America Latina, Europa Occidentale, Europa  dell&rsquo;Est, Medio Oriente e Asia Pacifico. Alla fine del 2008, l&rsquo;IPTV &egrave;  stata lanciata in 50 dei 75 mercati sotto analisi. </p>
<p align="justify">Per  il 2012, l&rsquo;IPTV sar&agrave; la piattaforma dominante in due paesi, Hong Kong e  Francia e conter&agrave; per pi&ugrave; del 10% in 22 paesi dei 75 monitorati. </p>
<p align="justify">Alla  fine del 2008 l&rsquo;Europa Occidentale &egrave; leader dell&rsquo;IPTV con 10 milioni di  abbonati, seguita dall&rsquo;Asia Pacifico e il Nord America con 7,04 e 3,3  milioni, rispettivamente. Con 6,1 milioni di abbonati, alla fine del  2008, la Francia &egrave; il pi&ugrave; grande mercato IPTV nel mondo, contando per  il 29% del totale degli abbonati. </p>
<p align="justify">Si stima che, nei prossimi tre anni, l&rsquo;Asia sorpasser&agrave; l&rsquo;Europa Occidentale, raggiungendo 17,4 milioni di abbonati al 2011. </p>
<p align="justify">Durante  gli ultimi quattro anni l&rsquo;IPTV si &egrave; evoluta da piattaforma che, alla  fine del 2003 contava per lo 0,01% del mercato globale, al 3,7% degli  abbonati alla pay tv nel 2008. </p>
<p align="justify">Le  stime sono facilmente comprensibili a fronte dell&rsquo;aumento degli utenti  della rete in tutto il mondo, anche in regioni a basso reddito seppur  in crescita come sono i paesi dell&rsquo;area CIS (Armenia, Azerbaijan  Russia, Ucraina, Moldavia, ecc&hellip;) che con 70,3 milioni di utenti  internet alla fine del 2008, rappresentano il 4% del totale mondo e che  solo in Russia sono pi&ugrave; del 25% della popolazione (fonte ITU). </p>
<p align="justify">L&rsquo;evoluzione  tecnologica per la IPTV, come gi&agrave; detto, &egrave; funzione dell&rsquo;evoluzione  delle tecnologie di accesso alla rete e della tecnologia utilizzata per  il <strong>backbone</strong> (IP/MPLS). Le prime offerte IPTV erano basate su soluzioni <strong>ADSL</strong>, mentre attualmente la soluzione tecnologica utilizzata per l&rsquo;accesso &egrave; l&rsquo;ADSL2 e <strong>ADSL2+</strong>. Per quanto riguarda il futuro, le soluzioni da adottare comprendono  la tecnologia <strong>VDSL</strong> e l&rsquo;utilizzo di accessi diretti in <strong>fibra ottica</strong> per le reti di accesso <strong>NGAN</strong> (Next Generation Access Network). </p>
<p align="justify">In  tal senso, si pu&ograve; parlare di una piattaforma IPTV di prima generazione,  in grado di offrire servizi a larga banda, che &egrave; oramai stabile dal  punto di vista&nbsp; tecnologico; e di una piattaforma  IPTV di seconda generazione, in grado di offrire servizi a banda ultra  larga, che &ndash; invece &ndash; conosce una fase di sviluppo tecnologico alquanto  intenso. </p>
<p align="justify">Per quanto riguarda il mercato italiano, da un&rsquo;analisi dell&rsquo;<strong>Autorit&agrave; per le garanzie nelle Comunicazioni </strong>emerge  che sul piano tecnologico risulta consolidata l&rsquo;IPTV di prima  generazione, mentre &egrave; ancora in fase di transizione quella di seconda  generazione (<strong>banda ultra larga</strong>). Sul piano economico, a  fine 2008 solo il 2% delle famiglie aveva accesso a questo tipo di  piattaforma, mentre i ricavi ammontavano a circa 33 milioni (poco pi&ugrave;  dell&#8217;1% dei ricavi complessivi da pay). Dunque &egrave; una piattaforma  emergente come il <strong>DVB-H</strong> e i videofonini. </p>
<p align="justify">Per l&rsquo;IPTV in Italia non esiste uno <strong>standard aperto</strong> e ogni operatore utilizza uno <strong>standard proprietario</strong>.  Fonti Internet riportano per&ograve; che i tre operatori IPTV attualmente  presenti (Telecom, Wind, Fastweb) hanno reso nota l&rsquo;intenzione di voler  lanciare sul mercato un decoder unico per la ricezione indistinta di  tutte e tre le offerte IPTV. </p>
<p align="justify"> La piattaforma IPTV  , a differenza di quella satellitare e digitale terrestre, &egrave; in grado  di consentire agli utenti finali di fruire dei cosiddetti servizi di <strong>Video-On-Demand</strong> (VOD). </p>
<p align="justify">Grazie  a tali servizi, gli utenti sono in grado di richiedere contenuti  televisivi specifici, svincolati da un palinsesto predeterminato e  fruibili in qualsiasi momento essi desiderino. </p>
<p align="justify">Inizialmente,  ha precisato l&rsquo;Agcom, gli operatori di IPTV rendevano disponibile la  loro offerta televisiva nelle principali aree metropolitane nelle quali  avevano sviluppato  la rete. Dal  2004, <strong>Fastweb</strong>,  il primo operatore in Italia a lanciare un servizio di IPTV, ha esteso  la copertura di rete, quindi l&rsquo;offerta IPTV, ad un maggiore numero di  citt&agrave;. Attualmente, la rete di accesso a larga banda &egrave; realizzata  principalmente in rame (tecnologia xDSL ULL), e solo limitatamente in  fibra ottica (FTTH). Anche le altre reti IPTV possono coprire la  maggior parte dei capoluoghi italiani, le periferie e le aree ad  elevata densit&agrave; di popolazione. Le coperture delle reti IP sono  comprese tra circa il 30 ed il 60%. </p>
<p align="justify">A  livello internazionale, sono operative numerose piattaforme IPTV; si  segnala in particolare il caso francese, dove il servizio &egrave; offerto da  pi&ugrave; operatori (Free Telecom, France Telecom, Neuf Telecom, etc.). Anche  per quanto riguarda i ricevitori sono disponibili da tempo i <strong>set-top-box</strong> per ogni tecnologia proprietaria utilizzata anche se il numero di  apparati venduti in Italia &egrave; limitato a causa della ridotta  penetrazione in termini di utenti. </p>
<p align="justify">Per quanto riguarda lo sviluppo in termini economici, la prima offerta di IPTV in </p>
<p align="justify">Italia &egrave; stata quella di Fastweb nel 2001, alla quale si sono aggiunte successivamente le offerte IPTV di <strong>Telecom Italia</strong> (2007) e di <strong>Infostrada</strong> (<strong>Tiscali</strong> ha recentemente abbandonato tale business). </p>
<p align="justify">Nonostante  una apprezzabile crescita degli utenti IPTV tra il 2005 ed il 2008,  cos&igrave; da arrivare a sfiorare i 500 mila utenti, a fine 2008 solo il 2%  delle famiglie italiane che hanno accesso alla TV utilizza  la piattaforma IPTV. Tale  valore &egrave; indubbiamente ben lontano da quello registrato per la  televisione digitale terrestre e satellitare (rispettivamente il 24% e  il 27%), perch&eacute; i provider di IPTV, fatta eccezione per i contenuti  offerti in VOD, non dispongono di una propria programmazione di tipo  premium. Ci&ograve; nonostante, tutti i provider hanno concluso accordi con  gli operatori <strong>Sky Italia</strong> e <strong>Mediaset</strong>,  grazie ai quali offrono ai rispettivi utenti la possibilit&agrave; di  sottoscrivere i pacchetti premium che tali operatori propongono sulle  rispettive piattaforme (digitale terrestre e satellitare). </p>
<p align="justify">Dal punto di vista dei ricavi, la dinamica di crescita della piattaforma IPTV &egrave; pi&ugrave; </p>
<p align="justify">modesta,  per diverse ragioni. Da un lato, bisogna tenere in considerazione il  fatto che questo servizio &egrave; spesso venduto in bundle con i servizi di  telefonia, per cui la corretta attribuzione della quota di ricavi  imputabile al servizio IPTV all&rsquo;interno della spesa complessiva  dell&rsquo;utente non sempre risulta agevole. Per altro verso, le fonti di  ricavo della IPTV sono limitate: in quanto piattaforma chiusa ed a  pagamento, i ricavi derivano prevalentemente dagli abbonamenti e dalla  vendita di contenuti in VOD. </p>
<p align="justify">In ogni caso, dal 2005 al 2008, i ricavi della IPTV sono di fatto stabili poco al di sopra dei <strong>30 milioni</strong> di euro: pi&ugrave; esattamente, nel 2008 risultano pari a circa <strong>33 milioni</strong> di euro, corrispondenti a poco pi&ugrave; dell&rsquo;1% dei ricavi complessivi da  pay tv. Per quanto possano esservi fenomeni di sottostima del valore  complessivo del mercato, si pu&ograve; comunque sostenere che, sotto il  profilo di mercato,  la piattaforma IPTV  risulti ancora caratterizzata da un basso livello di penetrazione &ndash; in  termini di utenti &ndash; e di una incidenza marginale nell&rsquo;ambito del  mercato delle offerte televisive a pagamento. In altri termini,  la piattaforma IPTV  si trova ancora in una fase di avvio, per quanto piuttosto prolungato nel tempo. </p>
<p align="justify">Sebbene si rilevi la maturit&agrave; raggiunta dalle tecnologie trasmissive utilizzate per  la piattaforma IPTV  di prima generazione, per l&#8217;Autorit&agrave; dal punto di vista tecnologico si  osserva una evoluzione di tale piattaforma verso prestazioni tipiche  delle reti a banda ultra larga (NGN e NGAN). Per tale ragione, si pu&ograve;  sostenere che &ndash; al momento &#8211;  la piattaforma IPTV  &egrave; in una fase di rivitalizzazione tecnologica, con riguardo alla sua evoluzione verso le tecnologie a banda ultra larga. </p>
<p align="justify">Con  riferimento agli aspetti economici e di mercato, l&#8217;Agcom osserva,  inoltre, che la diffusione della piattaforma nel mercato italiano  sembra mantenersi ancora ad uno<strong> stadio iniziale</strong>, anche  se alquanto prolungato, con manifeste difficolt&agrave; degli operatori a  consolidare la propria presenza sul mercato, come attestato anche  dall&rsquo;uscita di uno degli operatori. </p>
<p align="justify">Pertanto  l&rsquo;Autorit&agrave; ritiene che &ndash; sia pure con le precisazioni e le valutazioni  prospettiche rappresentate &#8211; vi siano evidenze per concludere nel senso  di individuare per  la piattaforma IPTV  le condizioni tipiche della piattaforma emergente. </p>
<p align="justify">Alcuni  operatori evidenziano come la distinzione tra piattaforme di prima e di  seconda generazione appaia poco rispondente alle soluzioni tecnologiche  effettivamente utilizzate. Ciascun operatore ha, infatti, sviluppato  un&rsquo;unica soluzione tecnologica IPTV in grado di veicolare contenuti  audiovisivi attraverso elementi di rete, per il livello backbone e di  accesso, sia tradizionali che di nuova generazione. Inoltre, altri  operatori evidenziano che l&rsquo;elemento distintivo della piattaforma IPTV  sia il protocollo IP e non la tecnologia di rete sottostante, sicch&eacute; la  distinzione suggerita dall&rsquo;Autorit&agrave; non avrebbe particolare ragione  d&#8217;essere. Inoltre, l&rsquo;architettura attuale di qualche operatore IPTV gi&agrave;  presenta soluzioni ibride che comprendono sia componenti di tipo ADSL  sia componenti di tipo FTTH. </p>
<p align="justify">Infine,  un operatore ritiene che l&rsquo;Autorit&agrave;, nell&rsquo;individuazione delle  piattaforme emergenti, non possa prescindere dalla &ldquo;novit&agrave;&rdquo; della  tecnologia utilizzata e dalla sua recente (se non recentissima)  invenzione ed applicazione e che non pu&ograve; considerarsi emergente una  piattaforma solo perch&eacute; non ha avuto sviluppo da un punto di vista  economico. Per tali ragioni, l&rsquo;operatore in questione sostiene che  la piattaforma IPTV  non sia emergente. </p>
<p align="justify">L&rsquo;Autorit&agrave;  ritiene che le ragioni del mancato sviluppo della piattaforma IPTV  siano riconducibili principalmente ad aspetti di natura economica ed,  in via secondaria, ad aspetti di natura tecnologica. </p>
<p align="justify">Ritiene  anche apprezzabili di considerazione le osservazioni degli operatori  che hanno consentito indubbiamente di approfondire un aspetto  dell&rsquo;analisi particolarmente dibattuto e incerto; di conseguenza, si  ritiene <strong>non funzionale una distinzione tra piattaforme IPTV di prima e seconda generazione</strong>, quantomeno ai fini che qui rilevano. </p>
<p align="justify">L&rsquo;Agcom  acquisisce e fa proprie le osservazioni degli operatori nel ritenere  che anche nel caso delle attuali piattaforme IPTV la tecnologia di  queste ultime non possa essere considerata perfettamente consolidata.  Sebbene siano pienamente condivisibili le osservazioni formulate da un  operatore in merito al fatto che il successo della piattaforma IPTV sia  strettamente legato alla diffusione della banda larga, &egrave; anche vero che  uno dei motivi per cui tale piattaforma tarda a svilupparsi &egrave;  riconducibile al limitato accesso ai contenuti premium. A questo  riguardo, l&rsquo;Autorit&agrave; non condivide la posizione secondo cui, allo stato  attuale, un nuovo operatore che voglia vendere servizi via IPTV  potrebbe acquistare i relativi diritti senza particolari ostacoli. </p>
<p align="justify">Alla luce delle considerazioni sopra esposte, l&rsquo;Autorit&agrave; conferma che  la piattaforma IPTV  debba considerarsi emergente. </p>
<p align="justify"> La web Tv  distribuisce i contenuti audio-video attraverso una rete di accesso  aperta, cio&egrave; indipendente dagli operatori tlc (e perci&ograve; &egrave; diversa  dall&#8217;IPTV). Sul piano tecnologico, in attesa dello sviluppo della banda  ultra larga, &egrave; una tecnologia in fase di transizione. In termini di  diffusione &egrave; in fase di sviluppo: la possibilit&agrave; di accedere a questo  tipo di servizi riguarda poco pi&ugrave; di un terzo delle famiglie italiane  (a giugno 2009 erano 9,7 milioni quelle dotate di collegamento a banda  larga di linea fissa). Infine i ricavi risultano ancora marginali.  Dunque la web tv &egrave; da considerarsi non emergente. </p>
<p align="justify">In  ogni caso il mercato televisivo &egrave; in continua evoluzione e avanzano  nuove modalit&agrave; di fruizione ovvero il palinsesto fai da te, la visione  quando vuoi e dove vuoi. <span lang="EN-GB" xml:lang="EN-GB">In gergo si chiamano <strong>Tv on demand</strong>, <strong>over the top tv</strong>, <strong>catch up tv</strong>, <strong>web tv</strong>. </span> </p>
<p align="justify">Realt&agrave;  che muovono i primi passi anche in Italia e alle quali guardano anche i  grandi broadcaster per instaurare un rapporto pi&ugrave; diretto con gli  utenti e &#8211; nel caso delle offerte a pagamento &#8211; rafforzare il legame  con i clienti acquisiti e conquistarne di nuovi. </p>
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		<title>Pay-Tv: parte Cielo. Napoli (Agcom), ‘La scelta del ministero stempera un clima che va ricondotto alla moderazione’</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 14:57:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parte oggi &#8220;Cielo&#8221;, il nuovo canale free per il digitale terrestre di News Corp, che doveva debuttare il primo dicembre ma che solo ieri ha avuto il via libera dal ministero per lo Sviluppo economico-Comunicazioni. A quanto si apprende, le trasmissioni inizieranno stasera alle 19 al numero 129 del telecomando della piattaforma satellitare, con l&#8217;edizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Parte oggi &ldquo;<strong>Cielo</strong>&rdquo;, il nuovo canale free per il <strong>digitale terrestre</strong> di <strong>News Corp</strong>,  che doveva debuttare il primo dicembre ma che solo ieri ha avuto il via  libera dal ministero per lo Sviluppo economico-Comunicazioni. A quanto  si apprende, le trasmissioni inizieranno stasera alle 19 al numero 129  del telecomando della piattaforma satellitare, con l&#8217;edizione serale di  Sky Tg24 e proporr&agrave; poi un film in prime time, in base al palinsesto  presentato in vista del debutto annunciato per il primo dicembre che  dedica al cinema le serate del mercoled&igrave; e del sabato. </p>
<p align="justify">Il commissario dell&#8217;Agcom, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/09/Napoli_Roberto.html">Roberto  Napoli</a>, vicepresidente del Comitato nazionale Italia digitale, esprime &ldquo;<em>soddisfazione  per l&#8217;autorizzazione concessa dal ministero, che metter&agrave; a disposizione  degli utenti una maggiore offerta televisiva e la possibilit&agrave; di  scegliere tra programmi alternativi&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Questa scelta del ministero</em> &ndash; ha concluso il commissario &#8211; <em>contribuisce  a stemperare un clima che va ricondotto alla moderazione, al buon senso  e alla capacit&agrave; di dialogo corretto tra le istituzioni&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Prima di dare l&rsquo;OK, il viceministro <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a> aveva chiesto alla Ue <em>&ldquo;una corretta interpretazione</em>&rdquo; degli impegni fissati nel 2003, all&#8217;atto della fusione tra <strong>Stream</strong> e <strong>Tele+</strong>,  per chiarire in particolare se il gruppo di Murdoch potesse  intraprendere attivit&agrave; sul digitale terrestre, pur se con un canale in  chiaro. </p>
<p align="justify">Il viceministro, in particolare, aveva evidenziato che tali paletti &ldquo;<em>prevedono  l&#8217;impegno per News Corp a non intraprendere attivit&agrave; sul digitale  terrestre, fino a fine 2011, n&eacute; come operatore di rete n&eacute; come  fornitore al dettaglio che a casa mia vuole dire trasmettere programmi  in chiaro&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">La Ue ha per&ograve; fatto sapere che gli undertaking non precludano a Sky Italia di operare sul Dtt con un canale gratuito in chiaro. </p>
<p align="justify">Intanto Sky Italia ha annunciato che presenter&agrave; all&#8217;Antitrust un <strong>ricorso</strong> contro l&#8217;accordo raggiunto in seno all&#8217;associazione <strong>DGTVi</strong> sull&#8217;ordinamento automatico dei canali nel nuovo <strong>telecomando digitale</strong>: &ldquo;<em>Gli operatori principali &#8216;incumbent&#8217; del settore, agendo in pratica come autorit&agrave; di regolazione privata</em> &#8211; lamenta la piattaforma satellitare &#8211; <em>hanno  adottato un ordinamento automatico ritenuto conveniente e lo hanno  immediatamente posto in esecuzione. Mentre agli operatori esterni a  questo accordo &egrave; stata data solo la possibilit&agrave; di aderire o di  partecipare a eventuali correzioni, rese comunque difficili  dall&#8217;avviata esecuzione dell&#8217;accordo stesso&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Apprezzamento,  infine, da parte di Sky per l&#8217;istruttoria gi&agrave; avviata dall&#8217;Autorit&agrave; per  le garanzie nelle Comunicazioni sulla vicenda. </p>
<p align="justify">Cielo, che si appogger&agrave; alle frequenze di <strong>Rete  A</strong>, sar&agrave; probabilmente collocato al decimo posto del telecomando digitale. A riguardo, Romani ha commentato: &ldquo;<em>Il  fatto che Rete A si sia inserita con il multiplex tra i canali dal 9 al  14, sconvolgendo quel minimo di gentleman agreement&#8217; trovato tra le  emittenti, &egrave; gravissimo. Aspettiamo che l&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie  nelle comunicazioni si esprima sul tema dell&#8217;ordinamento dei canali,  speriamo con regole abbastanza rigide e cogenti&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">Dura presa di posizione anche da parte delle associazioni delle Tv Locali <strong>Frt</strong> e <strong>Aeranti-Corallo</strong> che, minacciando un ricorso all&rsquo;Agcom, hanno sottolineato in una nota  che Cielo diffonde il proprio segnale consistente in un immagine fissa  con un <strong>codice LCN</strong> che lo pone sul canale 10 del  telecomando, entrando in conflitto con le emittenti locali che  storicamente sono collocate in tale posizione per una scelta precisa  dei telespettatori. </p>
<p align="justify">Le  due associazioni, seppur favorevoli all&rsquo;ampliamento dell&rsquo;offerta  televisiva, ritengono che tale azione posta in essere da Sky  costituisca una <strong>grave lesione del pluralismo</strong> e nella concorrenza del settore. </p>
<p align="justify">Cielo,  il primo canale gratuito della News Corp di Rupert Murdoch ad approdare  sul digitale terrestre, &egrave; un&#8217;emittente generalista che vede il suo  target privilegiato tra i 18-35enni con prevalenza femminile e un  profilo socio-economico alto e che punta ad un obiettivo commerciale  preciso: raggiungere l&#8217;1% di share in un anno e &ldquo;trasformare questo  ascolto nell&#8217;1% del mercato pubblicitario del dtt&rdquo;. </p>
<p align="justify">Cos&igrave;  almeno aveva annunciato alla vigilia del lancio, previsto per il primo  dicembre e poi rimandato in attesa dell&#8217;autorizzazione ministeriale, il  direttore del nuovo Canale, <strong>Gary Davey</strong>, attuale Chief Operating Officer di News Corporation Stations Europe. </p>
<p align="justify">Il  canale attinger&agrave; alla programmazione di Sky ma non solo, per offrire un  mix generalista mirato al suo pubblico e fatto di 4 edizioni di Sky  Tg24, di tante serie di fiction Usa (provenienti da Sky, da Fox  Channels Italy e 20th Century Fox) ma anche progressivamente da  produzioni originali. Dal canale all-news di Sky Cielo prender&agrave; anche  diversi approfondimenti che andranno in onda nel fine settimana:  &#8216;L&#8217;Intervista&#8217; di Maria Latella, &#8216;Io Reporter&#8217; e &#8216;FAD&#8217;. </p>
<p align="justify">Non  mancheranno i generi pi&ugrave; in voga degli ultimi anni nel pubblico giovane  come i reality e i talent show, che si alterneranno nel palinsesto alle  serie americane di maggior successo. Dalle recentissime &#8211; e in prima  assoluta per la tv in chiaro &#8211; &#8216;Life on Mars&#8217;, &#8216;Lipstick Jungle&#8217;, &#8216;Sons  of Anarchy&#8217;, &#8216;Burn Notice-Duro a Morire&#8217;, &#8216;The Riches&#8217; &#8211; fino ai cult  di seconda visione come &#8216;X Files&#8217;, &#8217;24&#8242; e &#8216;Buffy L&#8217;Ammazzavampiri&#8217;, tre  serie pluripremiate che hanno rivoluzionato la storia di questo genere  televisivo e che Cielo propone agli spettatori dalla prima stagione. </p>
<p align="justify">Ci  saranno anche delle produzioni italiane, che per ora arriveranno su  Cielo dopo il passaggio &#8216;pay&#8217; su Sky: si parte dalla divertente e  graffiante serie &#8216;Boris&#8217;, per arrivare alle drammatiche storie tutte al  femminile di &#8216;Donne Assassine&#8217;. Tutto al femminile anche il cast de &#8216;Il  Vizio dell&#8217;amore&#8217;: 30 attrici interpretano 30 monologhi che parlano di  amore, tradimenti e passioni. </p>
<p align="justify">Sempre  sul fronte delle produzioni italiane, arriveranno per la prima volta in  chiaro su Cielo &#8216;Essere Valeria&#8217;, la docu-soap in quattro puntate che  segue la vita della prorompente diva italiana Valeria Marini, e due  docu-reality: &#8216;Cambio Moglie&#8217; e &#8216;Reparto Maternita&#8217;. </p>
<p align="justify">Per  quanto riguarda reality e talent show, Cielo proporr&agrave; &#8216;Italia&#8217;s Next  Top Model&#8217;, adattamento italiano del format Usa di grande successo,  condotto da Natasha Stefanenko, e &#8216;Vuoi ballare con me&#8217; con Lorella  Cuccarini, che mette a confronto sulla pista di ballo genitori e figli.  Inoltre in palinsesto trova posto anche il game show &#8220;Sei piu&#8217; bravo di  un ragazzino di 5a?&#8221;. Due serate di prime time a settimana verranno  inoltre dedicate al cinema, con la programmazione di &#8220;recenti  blockbuster internazionali&#8221;. </p>
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