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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Murdoch</title>
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		<title>Digitale terrestre: ‘Cielo’ grigio. Il Ministero replica a Sky, ‘Per il nuovo canale si attende il parere Ue. Decisione entro l’anno’</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nessuna messa in onda per Cielo, il nuovo canale di Sky Italia che doveva partire oggi. La societ&#224; non ha, infatti, ricevuto l&#8217;autorizzazione necessaria dal ministero delle Comunicazioni a trasmettere sul digitale terrestre. Una notizia che ha destato la sorpresa del direttore di Cielo, Gary Devey convinto che l&#8217;OK sarebbe arrivato &#8220;in breve tempo anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nessuna messa in onda per <strong>Cielo</strong>, il nuovo canale di <strong>Sky</strong> <strong>Italia</strong> che doveva partire oggi. La societ&agrave; non ha, infatti, ricevuto  l&rsquo;autorizzazione necessaria dal ministero delle Comunicazioni a  trasmettere sul <strong>digitale terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">Una notizia che ha destato la sorpresa del direttore di Cielo, <strong>Gary Devey</strong> convinto che l&rsquo;OK sarebbe arrivato &ldquo;<em>in  breve tempo anche considerando il fatto che l&#8217;Agcom ci ha inviato  l&#8217;autorizzazione a trasmettere: questo perch&eacute; siamo in regola dal punto  di vista legale&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Devey ha aggiunto: &ldquo;<em>Abbiamo  inviato al ministero tutti i documenti necessari e sulla base di quelli  che sono gli standard di mercato. Avevamo anche pensato che l&#8217;arrivo di  un nuovo canale gratuito che impreziosisce l&#8217;offerta in chiaro sul  digitale terrestre, in questo momento in cui milioni di italiani sono  obbligati a comprare nuovi decoder per via dello switch-off, sarebbe  stato gestito dagli uffici governativi con quella velocit&agrave;,  quell&#8217;efficienza e anche quei sorrisi che ha promesso in questi giorni  il ministro Brunetta</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify"><strong>News Corp</strong> aveva annunciato nelle settimane scorse il progetto del nuovo canale in  chiaro. Un&rsquo;operazione che aumenter&agrave; la concorrenza con la <strong>Rai</strong> e <strong>Mediaset</strong>, ma Devey ha precisato: &ldquo;<em>Temiamo  tutti i nostri concorrenti perch&eacute; sono l&igrave; da generazioni ma per fortuna  il pubblico dei maggiori concorrenti &egrave; pi&ugrave; vecchio di quello a cui  puntiamo noi&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">Il direttore di Cielo ha comunque ricordato che il telespettatore medio &ldquo;<em>di Canale   5 ha   48 anni e quello di Raiuno   56&rdquo;   . </em> </p>
<p align="justify">E poi, ridendo, ha aggiunto: &ldquo;<em>Non  credo che manderemo fallita Mediaset. Ma stiamo chiaramente studiando  tutti i dati di ascolti dei concorrenti per inserirci nei &#8216;buchi&#8217; di  quella parte della domanda che non trova risposta nell&#8217;attuale  programmazione generalista&#8221;. </em></p>
<p align="justify">Da  Sky si tiene comunque a sottolineare che la nuova emittente sar&agrave; del  tutto indipendente dalla pay-Tv. Un argomento sul quale &egrave; intervenuto  anche l&rsquo;amministratore delegato <strong>Tom Mockridge</strong> che, in un&rsquo;intervista rilasciata al <em>Corriere della Sera</em>, ha precisato che Sky non trasmetter&agrave; sul digitale terrestre: <em>&ldquo;Anche  oggi se potessimo disporre dell&#8217;intera banda di frequenze del digitale  terrestre, non basterebbe comunque a ospitare i nostri canali in alta  definizione. Crediamo che il satellite sia, e rester&agrave; a lungo, uno dei  sistemi di distribuzione migliori&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Aggiungendo che il digitale terrestre &egrave; comunque <em>&ldquo;un vantaggio per gli spettatori. Quanto alla performance di Sky, ne sono contento&rdquo; </em> </p>
<p align="justify"><a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2002/12/Murdoch_Rupert.html">Rupert Murdoch</a> &egrave; un osso duro e ha trovato l&rsquo;escamotage per non farsi sfuggire  l&rsquo;opportunit&agrave; offerta dal passaggio al digitale terrestre e attirare  cos&igrave; anche quei telespettatori non disposti ad abbonarsi alla pay-tv. </p>
<p align="justify">Per il debutto nel panorama del digitale terrestre, Murdoch ha, infatti, dovuto bussato alla porta del <strong>Gruppo L&#8217;Espresso</strong> di <strong>Carlo De Benedetti</strong>, affittando capacit&agrave; trasmissiva da Rete A. In base agli impegni assunti con l&#8217;Antitrust Ue all&#8217;atto della fusione <strong>Stream</strong> e <strong>Tele+</strong> nel marzo 2003 (e in scadenza il 31 dicembre 2011), News Corp non pu&ograve;  intraprendere in Italia attivit&agrave; nel digitale terrestre n&eacute; come  &ldquo;operatore di rete&rdquo; n&eacute; come operatore di servizi televisivi a pagamento  al dettaglio&rdquo;: di qui la scelta di affittare frequenze per realizzare  un canale in chiaro. Alla News Corporation Station Europe fanno gi&agrave;  capo in Europa altri canali &#8216;free&#8217;: Fox Turkey, quinta rete turca per  ascolti; in Bulgaria bTV, leader nella fascia 18-49 anni con una media  del 35% (ma anche Radio CJ); Fox Serbia e le emittenti lettoni LNT e  TV5. </p>
<p align="justify">Il  nuovo canale sar&agrave; visibile da subito gratuitamente da 12 milioni di  famiglie dotate di sistemi di ricezione per la Tv digitale terrestre.  Ma la sua penetrazione aumenter&agrave; costantemente nell&#8217;arco dei successivi  18 mesi, per raggiungere nel 2012 l&rsquo;intero territorio nazionale, non  appena il processo di digitalizzazione sar&agrave; ultimato. </p>
<p align="justify"> Proporr&agrave;  un palinsesto generalista, con l&#8217;80% di prodotti inediti per la tv in  chiaro: ci saranno diverse edizioni giornaliere di Sky Tg24 (in simul  cast con il satellite), quiz, film, reality show, serial di acquisto  (come Life on Mars) e produzioni italiane (come Donne assassine). Il  nuovo canale beneficer&agrave; infatti dell&#8217;esperienza e delle infrastrutture  di Sky Italia, nonch&eacute; di alcuni programmi originali della piattaforma. </p>
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		<title>Sky presenta agli inserzionisti il canale Cielo: ‘Temiamo i nostri concorrenti ma sfrutteremo i buchi d’ascolto di Rai e Mediaset’</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/11/26/sky-presenta-agli-inserzionisti-il-canale-cielo-%e2%80%98temiamo-i-nostri-concorrenti-ma-sfrutteremo-i-buchi-d%e2%80%99ascolto-di-rai-e-mediaset%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rupert Murdoch sbarca sul digitale terrestre italiano &#8220;senza trucchi&#8221; ma con un obiettivo commerciale preciso: portare Cielo, il nuovo canale generalista free che inizier&#224; le trasmissione il primo dicembre alle 12 e che vede il suo target privilegiato tra i 18-35enni con prevalenza femminile e un profilo socio-economico alto, all&#8217;1% di share in un anno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify"><a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2002/12/Murdoch_Rupert.html">Rupert Murdoch</a> sbarca sul <strong>digitale terrestre</strong> italiano &#8220;<strong>senza trucchi</strong>&#8221;  ma con un obiettivo commerciale preciso: portare Cielo, il nuovo canale  generalista free che inizier&agrave; le trasmissione il primo dicembre alle 12  e che vede il suo target privilegiato tra i 18-35enni con prevalenza  femminile e un profilo socio-economico alto, all&#8217;1% di share in un anno. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Cielo  non &egrave; un trucco e non &egrave; un trasloco di Sky sul digitale. Attinger&agrave; alla  programmazione di Sky ma non solo e sar&agrave; completamente indipendente da  Sky. E&#8217; un progetto unico ed un preciso investimento che mira a  cogliere le grandi opportunit&agrave; della nuova era televisiva italiana:  deve generare ascolti ed introiti pubblicitari. Nel primo anno puntiamo  a raggiungere l&#8217;1% di share e se saremo brani riusciremo</em> <em>a trasformare questo ascolto nell&#8217;1% del mercato pubblicitario del dtt&#8221;, </em>ha detto con chiarezza il direttore del nuovo Canale, <strong>Gary Davey</strong>, attuale Chief Operating Officer di News Corporation Stations Europe. </p>
<p align="justify">Il canale, trasmesso sul digitale dal multiplex ReteA-L&#8217;Espresso,offrir&agrave; un <strong>mix generalista</strong> mirato al suo pubblico fatto di 4 edizioni di Sky Tg24, di tante serie  di fiction che attinger&agrave; da Sky, da Fox Channels Italy e 20th Century  Fox ma anche progressivamente da produzioni originali mirate, del cui  sviluppo si occuper&agrave; principalmente il responsabile della  programmazione e della promozione on air, <strong>Riccardo Chiattelli</strong>. </p>
<p align="justify">Stando a quanto ha dichiarato Davey, &ldquo;<em>Cielo  sar&agrave; visibile da subito gratuitamente da 12 milioni di famiglie dotate  di sistemi di ricezione per la tv digitale terrestre. Ma la sua  penetrazione aumenter&agrave; costantemente nell&#8217;arco dei successivi 18 mesi,  per raggiungere nel  2012 l &#8216;intero territorio nazionale, non appena il processo di digitalizzazione sar&agrave; ultimato&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Sul digitale Cielo punta al <strong>numero 10</strong> del <strong>telecomando</strong>, mentre su Sky sar&agrave; trasmesso sempre free ma al canale 129. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Questo  canale sar&agrave; gratuito ovunque andr&agrave; e abbiamo intenzione di sfruttare  col tempo tutte le piattaforme tecnologiche disponibili</em>&#8220;, ha  spiegato Davey, il quale ha, per&ograve;, aggiunto che il canale &ldquo;non andr&agrave;  sulla nuova piattaforma satellitare Tiv&ugrave; Sat, perch&eacute; il supporto  satellitare lo abbiamo gi&agrave; con Sky&rdquo;. </p>
<p align="justify">Riguardo alla concorrenza con <strong>Rai</strong> e Mediaset, Davey ha precisato: <em>&ldquo;Temiamo  tutti i nostri concorrenti perch&eacute; sono l&igrave; da generazioni ma per fortuna  il pubblico dei maggiori concorrenti &egrave; pi&ugrave; vecchio di quello a cui  puntiamo noi&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Il diretto di Cielo ha comunque ricordato che il telespettatore medio &ldquo;<em>di Canale  5 ha  48 anni e quello di Raiuno  56&rdquo; </em>. </p>
<p align="justify">E poi, ridendo, ha aggiunto: <em>&ldquo;Non  credo che manderemo fallita Mediaset. Ma stiamo chiaramente studiando  tutti i dati di ascolti dei concorrenti per inserirci nei &#8216;buchi&#8217; di  quella parte della domanda che non trova risposta nell&#8217;attuale  programmazione generalista&#8221;. </em></p>
<p align="justify">La sede operativa di Cielo &egrave; a Milano, dove stasera il palinsesto sar&agrave; presentato agli <strong>inserzionisti pubblicitari</strong>.  Il primo dicembre, alle 12, sar&agrave; l&#8217;informazione di SkyTg24 ad  inaugurare la programmazione del canale. Cielo offrir&agrave; ben 4 edizioni  giornaliere del Tg (alle ore 7.00, 12.00, 19.00 e 24.00) in <strong>simulcast</strong> con il canale all-news di Sky, a cui si aggiungeranno nel fine  settimana gli approfondimenti &#8216;L&#8217;Intervista&#8217; di Maria Latella, &#8216;Io  Reporter&#8217; e &#8216;FAD&#8217;. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Per  il marchio Sky su Cielo non sar&agrave; un tab&ugrave; e anzi quello di Sky Tg24 &egrave; un  marchio di qualit&agrave;, per la sua informazione indipendente, completa e  autorevole&rdquo;</em>, ha proseguito Davey. </p>
<p align="justify">Non  mancheranno i generi pi&ugrave; in voga degli ultimi anni nel pubblico giovane  come i reality e i talent show, che si alterneranno nel palinsesto alle  serie americane di maggior successo. Dalle recentissime &#8211; e in prima  assoluta per la tv in chiaro &#8211; &#8216;Life on Mars&#8217;, &#8216;Lipstick Jungle&#8217;, &#8216;Sons  of Anarchy&#8217;, &#8216;Burn Notice-Duro a Morire&#8217;, &#8216;The Riches&#8217; &#8211; fino ai cult  di seconda visione come &#8216;X Files&#8217;, &#8217;24&#8242; e &#8216;Buffy L&#8217;Ammazzavampiri&#8217;, tre  serie pluripremiate che hanno rivoluzionato la storia di questo genere  televisivo e che Cielo propone agli spettatori dalla prima stagione. </p>
<p align="justify">Non mancheranno le <strong>produzioni italiane</strong>,  che per ora arriveranno su Cielo dopo il passaggio pay su Sky: si parte  dalla divertente e graffiante serie &#8216;Boris&#8217;, per arrivare alle  drammatiche storie tutte al femminile di &#8216;Donne Assassine&#8217;. Tutto al  femminile anche il cast de &#8216;Il Vizio dell&#8217;amore&#8217;: 30 attrici  interpretano 30 monologhi che parlano di amore, tradimenti e passioni. </p>
<p align="justify">Sempre  sul fronte delle produzioni italiane, arrivano per la prima volta in  chiaro su Cielo &#8216;Essere Valeria&#8217;, la docu-soap in quattro puntate che  segue la vita della prorompente diva italiana Valeria Marini, e due  docu-reality: &#8216;Cambio Moglie&#8217; e &#8216;Reparto Maternit&agrave;&#8217;. Per quanto  riguarda reality e talent show, Cielo proporr&agrave; &#8216;Italia&#8217;s Next Top  Model&#8217;, adattamento italiano del format Usa di grande successo,  condotto da Natasha Stefanenko, e &#8216;Vuoi ballare con me&#8217; con Lorella  Cuccarini, che mette a confronto sulla pista di ballo genitori e figli. </p>
<p align="justify">Inoltre in palinsesto trova posto anche il <strong>game show</strong> &ldquo;Sei pi&ugrave; bravo di un ragazzino di 5a?&#8221;. Due serate di prime time a  settimana verranno inoltre dedicate al cinema, con la programmazione di <strong>recenti blockbuster</strong> internazionali. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;In questa prima fase di lancio</em> &ndash; ha concluso Davey &#8211; <em>le  produzioni originali si sono concentrate e limitare al look e  all&#8217;impaginazione della rete, con promo, stacchetti, ecc. Ma in  prospettiva nasceranno programmi studiati apposta per la prima visione  su Cielo</em>&#8220;. Quanto alla politica delle inserzioni pubblicitarie: <em>&#8220;Punteremo ad evitare i grandi blocchi e a privilegiare brevi interruzioni nei programmi&#8221;. </em></p>
<p></span></p>
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		<title>‘Cielo’ scuro per Rai? Masi, ‘Sky è un nostro temibile concorrente che va trattato con determinazione’</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/11/09/%e2%80%98cielo%e2%80%99-scuro-per-rai-masi-%e2%80%98sky-e-un-nostro-temibile-concorrente-che-va-trattato-con-determinazione%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si torna a parlare di conti Rai sulla scia della notizia che il primo dicembre \Rupert Murdoch&#164; lancer&#224; &#8216;Cielo&#8217;, un canale free sulla tv digitale terrestre. In un articolo pubblicato stamani su Affari e Finanza, supplemento economico settimanale della Repubblica, si analizza la crisi dei bilanci della Tv pubblica, alle prese con una pubblicit&#224; che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Si   torna a parlare di conti <strong>Rai</strong> sulla   scia della notizia che il primo dicembre \Rupert Murdoch&curren; lancer&agrave; &lsquo;<strong>Cielo&rsquo;</strong>,   un canale free sulla <strong>tv digitale   terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">In un  articolo pubblicato stamani su <em>Affari e  Finanza</em>, supplemento economico settimanale della <strong>Repubblica</strong>, si analizza la crisi dei bilanci della Tv pubblica, alle  prese con una pubblicit&agrave; che non riparte e con un&#8217;assenza di strategia su  quelli che sono i new media. </p>
<p align="justify">I   numeri che circolano al settimo piano di Viale Mazzini, si legge   nell&rsquo;articolo, parlano di <strong>50-70 milioni </strong>di euro di perdite a fine 2009, proprio quella cifra che corrisponde ai   mancati introiti del contratto con Sky rescisso a fine luglio. </p>
<p align="justify">Per il  2010, anno di manifestazioni sportive molto costose come i Mondiali di calcio,  si arriva a prevedere un rosso di 150 milioni. </p>
<p align="justify">Per   quanto riguarda il bilancio, il direttore generale della Rai \Mauro Masi&curren;   sottolinea che &ldquo;<em>l&#8217;anno scorso fu in   pareggio solo perch&eacute; arrivarono i 60 milioni della Siae che sanavano una lite   decennale tra questa societ&agrave; e la Rai&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Io mi sento forte. Io non ho commesso errori</em>&rdquo;, spiega Masi, che   parla di un rapporto positivo con il presidente \Paolo Garimberti&curren; e con il   Cda, che ha <em>&ldquo;assicurato una serena   maggioranza a tutte le delibere che ho presentato</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">In   merito al mancato rinnovo con Sky Italia, Masi precisa che &ldquo;<em>Sky   ci offriva 50 milioni per qualcosa che noi valutavamo    200&rdquo;   . </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Poi adesso con &lsquo;Cielo&rsquo;, Sky non &egrave; pi&ugrave; solo un editore  satellitare. E&#8217; un editore anche del digitale terrestre, &egrave; un produttore di  fiction, &egrave; un procacciatore di abbonamenti e di spot. Insomma: Sky &egrave; un nostro  diretto temibile concorrente che va trattato con determinazione. Avevo ragione  io a rifiutare accordi al ribasso con questo soggetto. La mia &egrave; una scelta  aziendale, non certo politica. Con Sky ho fatto un altro accordo, a riprova  della mia serenit&agrave;. Le cederemo i nostri film; ma senza clausole stringenti,  daremo i film senza esclusive</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Quanto   alle nomine &ldquo;<em>che ho proposto sono   orgoglioso. Minzolini &egrave; un giornalista che innova i linguaggi dell&#8217;informazione   tv. Orfeo &egrave; arrivato al tg2 con il voto unanime dei consiglieri Rai. Ed &egrave;   anche bello che una donna, Banca Berlinguer, sia approdata, al tg3&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Su Rai   Fiction il direttore in carica Del Noce &ldquo;<em>la guida bene. La cosa importante &egrave; rispettare il mandato. Deve   garantire la qualit&agrave; del prodotto a costi contenuti. Le finanze sono sotto   pressione&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Tornando  a Sky, la recente operazione ha sicuramente fatto aggrottare la fronte a Masi e  non solo. </p>
<p align="justify">Murdoch   &egrave; un osso duro e ha trovato l&rsquo;escamotage per non farsi sfuggire   l&rsquo;opportunit&agrave; offerta dal passaggio al digitale terrestre e attirare cos&igrave;   anche quei telespettatori non disposti ad abbonarsi alla pay-tv. </p>
<p align="justify">Per il   debutto nel panorama del digitale terrestre, Murdoch ha, infatti, dovuto bussato   alla porta del <strong>Gruppo L&#8217;Espresso</strong> di <strong>Carlo   De Benedetti</strong>, affittando capacit&agrave; trasmissiva da Rete A. In base agli   impegni assunti con l&#8217;Antitrust Ue all&#8217;atto della fusione <strong>Stream</strong> e <strong>Tele+</strong> nel marzo 2003 (e in scadenza   il 31 dicembre 2011), News Corp non pu&ograve; intraprendere in Italia attivit&agrave; nel   digitale terrestre n&eacute; come &ldquo;operatore di rete&rdquo; n&eacute; come operatore di   servizi televisivi a pagamento al dettaglio&rdquo;: di qui la scelta di affittare   frequenze per realizzare un canale in chiaro. Alla News Corporation Station   Europe fanno gi&agrave; capo in Europa altri canali &#8216;free&#8217;: Fox Turkey, quinta rete   turca per ascolti; in Bulgaria bTV, leader nella fascia 18-49 anni con una media   del 35% (ma anche Radio CJ); Fox Serbia e le emittenti lettoni LNT e TV5. </p>
<p align="justify">L&rsquo;accordo   per le frequenze di Cielo, come nota il <em>Wall   Street Journal</em>, potrebbe &lsquo;infastidire&rsquo; qualcuno in Italia data la   rivalit&agrave; di lunga data tra De Benedetti e Berlusconi. </p>
<p align="justify">Ma da   Sky rispondono: &ldquo;<em>Siamo semplicemente   noleggiatori di larghezza di banda. Si tratta solo di una relazione da cliente a   cliente, non da azienda a azienda&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Ben venga l&#8217;arricchimento dell&#8217;offerta gratuita</em>&rdquo;, ha commentato   \Andrea Ambrogetti&curren;, presidente di DGTVi, il consorzio dei broadcaster   coinvolti nel passaggio al digitale terrestre. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Con   Cielo sale a 35 il numero dei canali gratuiti disponibili e si rafforza la   nostra piattaforma: vedremo quale sar&agrave; il profilo editoriale del nuovo   canale&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Cielo   porter&agrave; &ldquo;<em>pi&ugrave; concorrenza in un settore   attualmente dominato da Mediaset e Rai&rdquo;,</em> ha spiegato <strong>Gary Davey</strong>, chief operating officer di News Corporation Station   Europe (divisione del gruppo News Corp) e general manager del nuovo canale. &ldquo;<em>Siamo   convinti che Cielo si dimostrer&agrave; presto un altro investimento di successo per  News Corporation in Italia, basato su un business plan realistico e vantaggioso  in termini di costi&rdquo;,</em> ha detto ancora Davey, che si augura di raggiungere,   &ldquo;<em>non appena lo switch-off sar&agrave; completato in tutta Italia, uno share   vicino a quello dei due principali canali in chiaro che operano sul digitale,   ovvero Boing e Rai    4&rdquo;   . </em></p>
<p align="justify">Gi&agrave; al  momento del lancio, Cielo raggiunger&agrave; un bacino di 12 milioni di famiglie, cio&egrave;  oltre la met&agrave; della popolazione italiana. </p>
<p align="justify">Il   nuovo canale &nbsp;proporr&agrave; un palinsesto   generalista, con l&#8217;80% di prodotti inediti per la tv in chiaro: ci saranno   diverse edizioni giornaliere di Sky Tg24 (in simul cast con il satellite), quiz,   film, reality show, serial di acquisto (come Life on Mars) e produzioni italiane   (come Donne assassine). Il nuovo canale beneficer&agrave; infatti dell&#8217;esperienza e   delle infrastrutture di Sky Italia, nonch&eacute; di alcuni programmi originali della   piattaforma. </p>
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		<title>Digitale terrestre: mercato in fermento. Murdoch raccoglie la sfida e lancia Cielo, nuovo canale in chiaro visibile dal 1° dicembre</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/11/06/digitale-terrestre-mercato-in-fermento-murdoch-raccoglie-la-sfida-e-lancia-cielo-nuovo-canale-in-chiaro-visibile-dal-1%c2%b0-dicembre/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:38:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tycoon australiano, Rupert Murdoch, non si lascia intimidire dall&#8217;agguerrita concorrenza del mercato televisivo italiano e raccoglie la sfida della Tv digitale terrestre, lanciando un nuovo canale in chiaro. La nuova emittente, con sede operativa a Milano, si chiama Cielo e sar&#224; visibile sulla TDT a partire dal prossimo 1 dicembre. Il canale si aggiunge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il tycoon australiano, <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2002/12/Murdoch_Rupert.html">Rupert Murdoch</a>, non si lascia intimidire dall&rsquo;agguerrita concorrenza del mercato televisivo italiano e raccoglie la sfida della <strong>Tv digitale terrestre</strong>, lanciando un nuovo canale in chiaro. </p>
<p align="justify">La nuova emittente, con sede operativa a Milano, si chiama Cielo e sar&agrave; visibile sulla TDT a partire dal prossimo 1 dicembre. </p>
<p align="justify">Il canale si aggiunge alle operazioni gestite da <strong>News Corporation Stations Europe</strong>, la divisione che si occupa delle attivit&agrave; televisive di News Corp in Europa Centrale e Orientale. </p>
<p align="justify">Il nuovo canale beneficer&agrave; dell&rsquo;esperienza e delle infrastrutture di <strong>Sky Italia</strong>, nonch&eacute; di alcuni programmi e produzioni originali della piattaforma. </p>
<p align="justify"><strong>Gary Davey</strong>, attuale Chief Operating Officer di News Corporation Stations Europe, assume anche l&rsquo;incarico di General Manager di Cielo. </p>
<p align="justify">Commentando il lancio di Cielo, Davey ha dichiarato che il canale &ldquo;<em>arricchir&agrave;  l&rsquo;offerta disponibile sul digitale terrestre in Italia, portando pi&ugrave;  concorrenza in un settore attualmente dominato da Mediaset e Rai. In  considerazione del fatto che Cielo arriva nelle case degli italiani  mentre il passaggio verso il digitale terrestre sta progredendo  rapidamente, e che il canale realizzer&agrave; sinergie con gli investimenti  gi&agrave; effettuati da Sky Italia, siamo convinti che Cielo si dimostrer&agrave;  presto un altro investimento di successo per News Corporation in  Italia, basato su un business plan realistico e vantaggioso in termini  di costi</em>&rdquo;.&ugrave; </p>
<p align="justify">Aggiungendo &ldquo;<em>Siamo  certi, inoltre, che Cielo sar&agrave; accolto molto positivamente sia dal  pubblico televisivo che dagli investitori pubblicitari, che sono sempre  alla ricerca di maggiore scelta e di nuove opportunit&agrave; per comunicare  con i propri clienti. Ci auguriamo, non appena lo switch-off sar&agrave;  completato in tutta Italia, di raggiungere con Cielo uno share vicino a  quello dei due principali canali in chiaro che operano sul DTT, ovvero  Boing e Rai 4.&#8221;</em> </p>
<p align="justify">Cielo  utilizzer&agrave; capacit&agrave; trasmissiva di terzi e, al momento del lancio a  dicembre, raggiunger&agrave; un bacino di circa 12 milioni di famiglie, che  rappresentano pi&ugrave; della met&agrave; della popolazione italiana. La  penetrazione del canale aumenter&agrave; costantemente nell&rsquo;arco dei prossimi  18 mesi, parallelamente all&rsquo;espansione della penetrazione della TDT in  tutta Italia. </p>
<p align="justify">Il nuovo canale, conclude la nota, offrir&agrave; un <strong>mix di programmazione</strong> che va da serie tv, film, quiz, a reality show e news. La maggior parte  del palinsesto di Cielo (80%) &egrave; composta da prodotti inediti per la TV  in chiaro. Nelle prossime settimane, verr&agrave; resa nota in dettaglio  l&rsquo;intera programmazione del canale</p>
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		<title>Diritti Tv Calcio: su ricorso di Conto Tv, la Corte d’Appello blocca l’assegnazione a Sky. La Lega annuncia immediato reclamo</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Lega calcio-Conto Tv 0-2. Abbiamo vinto in trasferta. Ora possiamo solo aspettare cosa far&#224; la Lega&#8221;, ha commentato nei giorni scorsi Marco Crispino, amministratore delegato di Conto Tv, riferendosi alla decisione della Corte d&#8217;Appello di Milano &#8220;di inibire la Lega calcio a dare esecuzione all&#8217;assegnazione a Sky, a seguito della domanda cautelare proposta da Conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>&ldquo;Lega calcio-Conto Tv 0-2. Abbiamo vinto in trasferta. Ora possiamo solo aspettare cosa far&agrave; la Lega&rdquo;</em>, ha commentato nei giorni scorsi <strong>Marco Crispino</strong>, amministratore delegato di <strong>Conto Tv</strong>, riferendosi alla decisione della Corte d&#8217;Appello di Milano &ldquo;<em>di  inibire la Lega calcio a dare esecuzione all&#8217;assegnazione a Sky, a  seguito della domanda cautelare proposta da Conto Tv del pacchetto A  Platinum Live contenente i diritti trasmissione su satellite in diretta  di tutte le partite di calcio della massima serie nelle stagioni  2010-2011 e 2011-2012&#8243;. </em></p>
<p align="justify">Il presidente della Corte <strong>Giuseppe Tarantola</strong>, ha aggiunto Crispino, ha anche proibito alla Lega <em>&ldquo;di  proseguire nelle trattative per l&#8217;assegnazione del pacchetto Platinum  Live contenente i diritti di trasmissione in diretta su satellite di  tutte le partite di calcio di serie B delle medesime stagioni&#8221;</em>. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Non so se ci saranno ricorsi o altro, ma se sar&agrave; fatto un nuovo pacchetto siamo pronti a partecipare, per ora festeggiamo&#8221;. </em></p>
<p align="justify">L&#8217;offerta <strong>A platinum live</strong> &egrave; stata aggiudicata a <strong>Sky Italia</strong> lo scorso luglio, e prevedeva che gli assegnatari potessero usufruire  di sconti in caso di acquisizione di pacchetti di serie B. </p>
<p align="justify">Da Sky fanno sapere che &#8220;<em>la vicenda riguarda la Lega e non Sky. Anche se &ndash;</em>hanno sottolineato <em>- stiamo seguendo la questione con grande attenzione&#8221;.</em> </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Sky</em> &#8211; si precisa &#8211; <em>seguir&agrave;  chiaramente con grande attenzione gli sviluppi della vicenda, anche  perch&eacute; &egrave; da sempre il primo partner del calcio italiano, come dimostra  anche il fatto che partecipando nei mesi scorsi all&#8217;asta indetta dalla  Lega Calcio aveva garantito un investimento pari ad oltre 570 milioni  di euro a stagione&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">In  sostanza, tocca ora alla Lega risolvere il problema di reperire risorse  che sostituiscano investimenti di questa portata. Lega che ha preso  atto con&ldquo;<em>sorpresa&#8217;</em> della decisione della Corte d&#8217;Appello e annunciato &ldquo;<em>immediato reclamo contro il provvedimento cautelare che ritiene carente nelle motivazioni e comunque infondato&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Da  via Rosellini, sede della Lega, si ribadisce anche che la procedura  competitiva per l&#8217;assegnazione dei diritti 2010-2012 &egrave; stata realizzata  &ldquo;<em>nel pieno rispetto della legge Melandri-Gentiloni, della normativa Antitrust e dei principi approvati con le Linee Guida</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Una gara che Sky si era aggiudicata mettendo sul piatto oltre <strong>570 milioni di euro </strong>a  stagione (570 milioni per il 2010-2011, 578 per il 2011-2012):  investimenti di enorme portata sui quali la Lega era convinta di poter  contare. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Non ci credo. Non so se si rendono conto che cos&igrave; creano danni irreversibili al sistema calcio&#8221;, </em>ha detto con preoccupazione<strong>Massimo Cellino</strong>, presidente del Cagliari e consigliere della Lega Calcio. </p>
<p align="justify">Prima di rivolgersi alla Corte d&#8217;Appello di Milano, nei giorni precedenti alla gara Conto Tv, difesa dall&rsquo;avvocato <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/03/ZenoZencovich_Vincenzo.html">Vincenzo Zeno-Zencovich</a>,  aveva inviato anche un esposto all&#8217;Antitrust e all&#8217;Autorit&agrave; per le  garanzie nelle Comunicazioni, lamentando il fatto che la Lega avesse  predisposto un <strong>unico pacchetto</strong> di diritti con tutte le  dirette per il satellite (a differenza del digitale terrestre), di  fatto costruito su misura per Sky. L&#8217;Antitrust ha aperto un&#8217;istruttoria  contro la Lega per possibile abuso di posizione dominante nella  formazione dei pacchetti, in particolare per la pay tv: il procedimento  si concluder&agrave; entro il 31 maggio 2010. </p>
<p align="justify">Crispino ha spiegato che &ldquo;<em>Conto  Tv questa estate, quando &egrave; uscito il bando per l&#8217;assegnazione dei  diritti tv della Serie A, ha fatto subito un ricorso cautelare al  Tribunale di Milano e un esposto all&#8217;Antitrust perch&eacute; sulla piattaforma  digitale terrestre erano stati predisposti due pacchetti di  assegnazioni delle partite mentre per il satellite solamente uno,  quello denominato Platinum Live, che di fatto permetteva solo alla pay  tv Sky Italia di partecipare al bando escludendo le emittenti pi&ugrave;  piccole&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Secondo Crispino, &ldquo;<em>in  questo modo il marchio di Rupert Murdoch diventa ancora pi&ugrave; dominante  nella piattaforma satellitare in Italia. A questo punto, dopo la  pronuncia della Corte d&#8217;Appello di Milano, credo che il bando di  concorso vada rifatto&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify"> <strong><a href="http://www.key4biz.it/files/000125/00012519.pdf">Provvedimento della Corte d&#8217;Appello</a></strong></p>
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		<title>L’interesse dei broadcaster europei si concentra sul mercato spagnolo: nel mirino il futuro di Prisa mentre Mediaset punta al digitale terrestre</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/11/03/l%e2%80%99interesse-dei-broadcaster-europei-si-concentra-sul-mercato-spagnolo-nel-mirino-il-futuro-di-prisa-mentre-mediaset-punta-al-digitale-terrestre/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 17:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Procedono senza intoppi le trattative di Telefonica con il gruppo editoriale spagnolo Prisa per acquisire una quota di minoranza in Sogecable Lo ha assicurato il presidente di Telefonica, Cesar Alierta, parlando a margine del forum dell&#8217;associazione europea degli operatori di tlc a Siviglia. Le negoziazioni per l&#8217;ingresso di Telefonica in Sogecable &#8220;proseguono per la giusta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Procedono senza intoppi le trattative di <strong>Telefonica</strong> con il gruppo editoriale spagnolo <strong>Prisa</strong> per acquisire una quota di minoranza in <strong>Sogecable</strong> </p>
<p align="justify">Lo ha assicurato il presidente di <strong>Telefonica</strong>, <strong>Cesar Alierta</strong>,  parlando a margine del forum dell&rsquo;associazione europea degli operatori  di tlc a Siviglia. Le negoziazioni per l&rsquo;ingresso di Telefonica in  Sogecable &ldquo;<em>proseguono per la giusta strada</em>&rdquo;, ha detto Alierta, come riportato da siti informativi spagnoli. </p>
<p align="justify">Aggiungendo &ldquo;<em>siamo interessati ancora a una partecipazione e le trattative vanno avanti&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Telefonica sarebbe interessate al controllo di una quota nella pay-Tv <strong>Digiltal+</strong>. </p>
<p align="justify">Sogecable &egrave; un gruppo televisivo che possiede due poli, uno per la Tv gratuita, <strong>Cuatro</strong>, e uno per quella a pagamento, <strong>Digital+</strong>, che trasmette in Spagna  la francese Canal + (Vivendi). </p>
<p align="justify">Gli  osservatori speculano da tempo sull&rsquo;intenzione di Prisa, il cui  indebitamento ammonta a circa 5 miliardi di euro, di vendere Digital+,  per mantenere solo il controllo di Cuatro e riorganizzare la propria  attivit&agrave; audiovisiva appoggiandosi interamente a quest&rsquo;ultima. </p>
<p align="justify">Operazione  che gli consentirebbe di vendere asset non core per migliorare la sua  situazione finanziaria in un momento in cui il settore dei media sta  affrontando sfide senza precedenti. </p>
<p align="justify">Nel  terzo trimestre i ricavi e la domanda dei prodotti che offre Prisa sono  migliorati rispetto ai trimestri precedenti. Telefonica pubblicher&agrave; i  risultati del terzo trimestre il 12 novembre. </p>
<p align="justify">Secondo indiscrezioni alcune societ&agrave;, come Vivendi e <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2002/12/Murdoch_Rupert.html">Rupert Murdoch</a> attraverso  la britannica <strong>BSkyB</strong> sarebbero interessati a Sogecable. </p>
<p align="justify">Prisa, oltre a essere l&rsquo;editore del primo quotidiano spagnolo <em>El Pais</em>,  ha un impero che dalla Spagna si estende al Portogallo, all&rsquo;America  Latina, agli Stati Uniti. La societ&agrave; detiene anche una partecipazione  del 15% nel giornale francese <em>Le Monde</em>. </p>
<p align="justify">A muoversi sul mercato spagnolo &egrave; anche <strong>Mediaset</strong> che gi&agrave; controlla <strong>Telecinco</strong>. </p>
<p align="justify">Ma l&#8217;obiettivo non &egrave; pi&ugrave; il business analogico Cuatro, schiacciato da un debito troppo pesante. </p>
<p align="justify">Un portavoce della societ&agrave; di Cologno Monzese ha confermato che <em>&ldquo;probabilmente c&rsquo;&egrave; stato qualche problema e, al momento, la situazione si &egrave; fermata</em>&rdquo;, ribadendo quanto scritto dal quotidiano economico <em>Expansion</em> che sempre aveva annunciato lo stop alle trattative. </p>
<p align="justify">Secondo  il quotidiano, che cita fonti vicine ai colloqui, le trattative si  sarebbero interrotte anche a causa del rifiuto di Prisa a cedere  all&rsquo;azienda italiana la gestione della pubblicit&agrave; e dei contenuti. </p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi dall&#8217;amministratore delegato di Prisa, <strong>Juan Cebrian</strong>, era arrivata la conferma di contatti solo informali sulla vicenda, mentre anche il presidente di Mediaset <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/04/Confalonieri_Fedele.html">Fedele Confalonieri</a> aveva fatto un&#8217;apertura generica sulla trattativa (&ldquo;Vedremo, si parla con tutti&rdquo;). </p>
<p align="justify">La  Spagna resta la priorit&agrave; anche perch&eacute; i progetti CaribeVision (negli  Usa) e Sportnet Media Limited (in Cina) non stanno dando i frutti  sperati, mentre Nessma Tv (in Nord Africa) sta muovendo ora i primi  passi. Per questa ragione gli uomini di Mediaset stanno concentrando la  loro attenzione sul mercato estero che conoscono meglio, quello  iberico, che nel maggio prossimo vivr&agrave; il momento cruciale, dal punto  di vista industriale con il definitivo passaggio al digitale terrestre.  Ed &egrave; questa la direzione che potrebbe prendere la societ&agrave; che non ha  mai nascosto l&#8217;interesse a partecipare al processo di consolidamento  del mercato televisivo spagnolo. Una strada percorribile, fanno sapere  fonti a conoscenza dei piani Mediaset, &egrave; quella che porta &ldquo;<em>ai gruppi proprietari dei multiplex per la trasmissione del segnale in digitale&rdquo;.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tv digitale: Calabrò, ‘Al momento nessun ricorso di Rai, Mediaset e TI Media contro la chiavetta di Sky’</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/10/28/tv-digitale-calabro-%e2%80%98al-momento-nessun-ricorso-di-rai-mediaset-e-ti-media-contro-la-chiavetta-di-sky%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 12:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tv Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[decoder]]></category>
		<category><![CDATA[Mediaset]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Romani]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente dell&#8217;Autorit&#224; per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabr&#242;, torna a parlare della chiavetta di Sky e lo fa per informare che nonostante le indiscrezioni circolate su un presunto ricorso di Rai, Mediaset e Telecom, al momento &#8220;sul mio tavolo non c&#8217;&#232; nulla&#8221;. L&#8217;Autorit&#224;, che oggi dovrebbe approvare definitivamente le linee del nuovo contratto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; per le garanzie nelle comunicazioni, <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabr&ograve;</a>, torna a parlare della <strong>chiavetta di Sky</strong> e lo fa per informare che nonostante le indiscrezioni circolate su un presunto ricorso di Rai, Mediaset e Telecom, al momento &ldquo;<strong>sul mio tavolo non c&rsquo;&egrave; nulla</strong>&rdquo;. </p>
<p align="justify">L&rsquo;Autorit&agrave;, che oggi dovrebbe approvare definitivamente le linee del nuovo <strong>contratto di servizio della Rai</strong>,&nbsp; ha quindi escluso che i tre broadcaster abbiano presentato istanza contro  la Digital Key  della pay-Tv italiana, che verr&agrave; lanciata a dicembre e consentir&agrave; di vedere anche la programmazione gratuita del <strong>digitale terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">Un&rsquo;operazione  che ha messo ulteriormente in subbuglio il mercato televisivo italiano  dove gi&agrave; pesavano i rapporti conflittuali con il gruppo di Murdoch: lo  scontro con Mediaset per l&rsquo;esclusione degli spot di Sky dalla  programmazione, su cui si &egrave; pronunciato il tribunale di Milano (<strong><a href="http://www.key4biz.it/News/2009/10/27/Pubblicita%27/Publitalia_mediaset_rti_spot_mediaset_premium_pubblicita.html">leggi articolo</a></strong>), e il fallimento dell&rsquo;accordo con la Rai per i contenuti di RaiSat. </p>
<p align="justify">Il viceministro alle Comunicazioni <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, intervenendo sulla vicenda, ha sottolineato che  la <strong>Digital Key</strong> non risolver&agrave; il problema del <strong>decoder unico</strong> ed &egrave; &ldquo;<em>una scelta commerciale che riguarda pochissime persone&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;La chiavetta</em> <em>per  il digitale terrestre, che costa pochissimo 15 euro, si inserisce in un  decoder per l&#8217;alta definizione, che costa dai 150 euro in su. Riguarda  dunque pochissime persone&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Ma il problema vero</em> &#8211; ha aggiunto Romani &#8211; <em>&egrave;  che alla fine del 2012, quando sar&agrave; completato il processo di  digitalizzazione del paese, ci dovr&agrave; essere un decoder unico. Ma per  raggiungere questo obiettivo &egrave; necessario che ognuno rinunci al proprio  protocollo. Sky finora lo ha tenuto gelosamente segreto e ha conservato  il controllo della propria piattaforma&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify"><a name="topPage" id="topPage"> &nbsp; </a></p>
<p align="justify">Mediaset, per voce del consigliere di amministrazione <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/09/Nieri_Gina.html">Gina Nieri</a>, ha commentato: &ldquo;<em>Molto rumore per nulla</em><em>&rdquo;</em>. Si tratta di <em>un&#8217;ulteriore verticalizzazione</em>&quot; da parte di Sky &ldquo;<em>per far rimanere i propri abbonati all&#8217;interno della sua piattaforma</em>&rdquo;, ma per il resto &quot;<em>non aggiunge niente</em>&quot;. </p>
<p align="justify">Questo  perch&eacute; per poter utilizzare la chiavetta occorre sia un decoder ad alta  definizione sia un televisore di nuova generazione, che ha gi&agrave;  l&#8217;accesso free ai canali del digitale terrestre in chiaro. Inoltre non  consente l&#8217;interattivit&agrave; e l&#8217;accesso ai contenuti premium. Per questo  la Nieri definisce l&#8217;offerta <em>&quot;ingannevole, nel senso che  gli utenti possono vedere ugualmente l&#8217;offerta del digitale terrestre  free se hanno un nuovo televisore, senza bisogno della chiavetta di  Sky&quot;. </em></p>
<p align="justify">La Rai ha parlato di &ldquo;<em>una bella e intelligente operazione commerciale</em>&rdquo; ma, il Dg <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2009/04/Masi_Mauro.html">Mauro Masi</a>, ha evidenziato la preoccupazione per gli eventuali &ldquo;<em>effetti distorsivi sul mercato</em>&rdquo;, ribadendo l&#8217;intenzione dell&#8217;azienda di fare tutte le verifiche del caso. </p>
<p align="justify">In attesa di vedere i risvolti della situazione, si apprende che <strong>Rti</strong> (Mediaset) e Sky Italia hanno impugnato al Tar del Lazio la delibera dell&#8217;Agcom sui <strong>diritti residuali</strong>,  vale a dire i diritti attribuiti ai produttori indipendenti mediante la  limitazione temporale dei diritti allo sfruttamento televisivo delle  opere da parte degli operatori Tv. </p>
<p align="justify">Il  riferimento &egrave; alla delibera, approvata lo scorso 22 aprile, che  definisce il nuovo regolamento relativo ai criteri di attribuzione ai  produttori indipendenti di parte dei diritti residuali di sfruttamento  delle fiction e degli altri prodotti televisivi. In particolare Rti nel  suo ricorso lamenta il fatto che &ldquo;<em>l&#8217;applicazione del regolamento nei termini prescritti sarebbe foriera di un pregiudizio grave e irreparabile</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Rti  ritiene inoltre che il regolamento dettato dall&#8217;Autorit&agrave; contenga una  disciplina di tipo imperativo che soffoca l&#8217;autonomia negoziale delle  parti. Da qui la richiesta di annullamento, previa sospensione, della  delibera. Il provvedimento &egrave; stato impugnato anche dall&#8217;Associazione  produttori televisivi e da alcune societ&agrave; di produzione. </p>
<p align="justify">Secondo Rti, nella delibera contestata l&#8217;Autorit&agrave; &egrave; andata &ldquo;<em>ben  oltre il compito, normativamente affidatole, di stabilire il termine  massimo di efficacia degli atti di disposizione dei diritti sulle opere  audiovisive compiuti dai produttori indipendenti a favore degli  operatori radiotelevisivi, dettando piuttosto una vera e propria  disciplina imperativa dell&#8217;intero rapporto contrattuale tra produttori  indipendenti ed imprese di radiodiffusione televisiva&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">La  delibera impugnata prevede, tra l&#8217;altro, il riconoscimento ai  produttori indipendenti dell&#8217;apporto non solo finanziario ma creativo e  organizzativo nella ripartizione dei diritti, la negoziazione separata  delle diverse tipologie di diritti, l&#8217;individuazione di un numero  massimo di passaggi televisivi e l&#8217;adozione, entro gennaio 2010, da  parte degli operatori televisivi di un codice di condotta in materia.  In particolare, il nuovo limite alla possibilit&agrave; di sfruttamento  stabilito dall&#8217;Autorit&agrave;, giudicato da Rti &ldquo;<em>significativamente pi&ugrave; restrittivo</em>&rdquo;  rispetto al passato, &egrave; di 7 anni dopo la prima utilizzazione per i  cartoni animati, 5 anni per l&#8217;audiovisivo cinematografico, le fiction,  gli spettacoli, lo sport, 3 anni per i documentari. </p>
<p align="justify">Secondo i legali di Rti, l&#8217;Autorit&agrave; si &egrave; sostituita illegittimamente al <em>&ldquo;legislatore del codice civile e della legge sul diritto d&#8217;autore&rdquo;</em> perch&eacute; non si &egrave; limitata a <em>&ldquo;fornire alle parti indicazioni derogabili e non vincolanti&rdquo;</em>. Il legislatore, si legge nel ricorso, &ldquo;<em>non  ha affatto affidato all&#8217;Autorit&agrave;, come questa ritiene, un potere  regolamentare illimitato in materia, ma soltanto il compito di fissare  criteri di definizione del limite temporale di efficacia degli atti  dispositivi del produttore, sulla cui base restano attribuiti al  produttore medesimo i diritti di sfruttamento sull&#8217;opera nel periodo  residuo prima della loro scadenza&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Tra  le numerose contestazioni mosse da Rti c&rsquo;&egrave; anche quella alla  distinzione tra diritti originari (quelli &quot;relativi alla prima  trasmissione televisiva in Italia&quot;) e diritti derivati, tra cui  rientrano quelli di trasmissione all&#8217;estero. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Non vi &egrave; ragione, n&eacute; si trova traccia in senso contrario nella norma primaria -</em> si legge nel ricorso &#8211; <em>perch&eacute;  i diritti relativi alla prima trasmissione televisiva debbano essere  negoziati in modo distinto rispetto al pi&ugrave; ampio rapporto tra emittente  e produttore, che prevede di norma un periodo di tempo, oggetto di una  remunerazione complessiva, entro cui l&#8217;organismo di radiodiffusione  televisiva decide modalit&agrave;, tempi e numero di utilizzazioni  dell&#8217;opera&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Infine  si contesta la norma che dispone il ritorno in capo al produttore dei  diritti relativi all&#8217;opera se questa non viene trasmessa entro due anni  dalla consegna all&#8217;operatore tv.</p>
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		<title>Digitale terrestre: il Trentino completa il passaggio. Da domani toccherà all’Alto Adige abbandonare il vecchio segnale analogico</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 12:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La chiavetta lanciata da Sky, che da dicembre consentir&#224; di vedere anche la programmazione gratuita del digitale terrestre, &#8220;&#232; una scelta commerciale che riguarda pochissime persone&#8221; e in ogni caso &#8220;non risolve il problema del decoder unico&#8221;. Lo ha ribadito il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, intervenuto questa mattina a Omnibus Life su La7: &#8220;La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La chiavetta lanciata da <strong>Sky</strong>, che da dicembre consentir&agrave; di vedere anche la programmazione gratuita del <strong>digitale terrestre</strong>, <em>&ldquo;&egrave; una scelta commerciale che riguarda pochissime persone&rdquo;</em> e in ogni caso &ldquo;<em>non risolve il problema del <strong>decoder unico</strong>&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Lo ha ribadito il viceministro alle Comunicazioni, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, intervenuto questa mattina a Omnibus Life su La7: <em>&ldquo;La chiavetta</em> <em>per  il digitale terrestre, che costa pochissimo 15 euro, si inserisce in un  decoder per l&#8217;alta definizione, che costa dai 150 euro in su. Riguarda  dunque pochissime persone&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Ma il problema vero</em> &#8211; ha aggiunto Romani &#8211; <em>&egrave;  che alla fine del 2012, quando sar&agrave; completato il processo di  digitalizzazione del paese, ci dovr&agrave; essere un decoder unico. Ma per  raggiungere questo obiettivo &egrave; necessario che ognuno rinunci al proprio  protocollo. Sky finora lo ha tenuto gelosamente segreto e ha conservato  il controllo della propria piattaforma&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi la societ&agrave; di <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2002/12/Murdoch_Rupert.html">Rupert Murdoch</a> ha annunciato la messa in commercio di questa <strong>Digital Key</strong> che,  collegata al decoder della pay-tv, permetter&agrave; a tutti gli abbonati  all&#8217;alta definizione &#8211; 1 milione, secondo la piattaforma satellitare,  circa 450 mila secondo le stime Rai &#8211; di accedere a tutta l&#8217;offerta  gratuita in chiaro del digitale terrestre integrata nell&#8217;Epg (la guida  elettronica ai programmi) della tv satellitare. </p>
<p align="justify"><a name="topPage" id="topPage">&ldquo;<em>Molto rumore per nulla</em>&quot;</a>, per <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/09/Nieri_Gina.html">Gina Nieri</a>, consigliere di amministrazione di Mediaset. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;E&#8217; un&#8217;ulteriore verticalizzazione</em>&quot; da parte di Sky &ldquo;<em>per far rimanere i propri abbonati all&#8217;interno della sua piattaforma</em>&rdquo;, ma per il resto &quot;<em>non aggiunge niente</em>&quot;. </p>
<p align="justify">Questo perch&eacute; per poter utilizzare  la Digital Key  occorre sia un decoder ad alta definizione sia un televisore di nuova generazione, che &quot;<em>ha gi&agrave; l&#8217;accesso free ai canali del digitale terrestre in chiaro</em>&quot;. Inoltre,  la Digital Key  &quot;<em>non consente l&#8217;interattivit&agrave; e l&#8217;accesso ai contenuti premium&quot;. </em>Per questo Gina Nieri definisce l&#8217;offerta<em> &quot;ingannevole, nel senso che gli utenti possono vedere ugualmente  l&#8217;offerta del digitale terrestre free se hanno un nuovo televisore,  senza bisogno della chiavetta di Sky&quot;.</em> </p>
<p align="justify">In Vigilanza, il Dg della Rai <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2009/04/Masi_Mauro.html">Mauro Masi</a> ha detto che si tratta di &ldquo;<em>una bella e intelligente operazione commerciale</em>&rdquo; ma ha evidenziato la preoccupazione per gli eventuali &ldquo;<em>effetti distorsivi sul mercato</em>&rdquo;, ribadendo l&#8217;intenzione dell&#8217;azienda di fare tutte le verifiche del caso. </p>
<p align="justify">Il Dg ha quindi riproposto le valutazioni fatte in Cda:  la Digital Key  &ldquo;<em>ha  pi&ugrave; i connotati di un&#8217;abile campagna promozionale e di marketing che di  una reale messa a disposizione a tutti i propri abbonati della  programmazione digitale terrestre in chiaro&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">L&#8217;importante, ha informato, &egrave; che <em>&ldquo;tutto avvenga senza effetti distorsivi del mercato e senza danneggiare la piattaforma gratuita del digitale terrestre&rdquo;</em>. L&#8217;azienda &egrave; pronta ad approfondire tutti i profili legali e regolamentari: &ldquo;<em>Non credo che Sky far&agrave; niente di illegale, ma abbiamo il dovere di verificarlo&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Nel  mirino di Viale Mazzini, in particolare, le modalit&agrave; di inserimento dei  canali Dtt nella Epg di Sky e la possibilit&agrave; che l&#8217;accesso all&#8217;offerta  digitale terrestre cessi in caso di mancato rinnovo dell&#8217;abbonamento  alla tv satellitare. Ma da Sky si spiega che nella &#8216;Guida tv&#8217; apparir&agrave;  un&#8217;apposita barra aggiuntiva, &#8216;Digitale terrestre&#8217;, che consentir&agrave; di  accedere all&#8217;intera lista di canali cos&igrave; come vengono sintonizzati dal  decoder Dtt, senza modificarne la sequenza; inoltre la chiavetta  continuer&agrave; a funzionare anche in caso di disdetta dell&#8217;abbonamento. </p>
<p align="justify">Masi ha precisato anche il fatto che  la chiavetta Sky  sar&agrave; legata ai decoder per l&#8217;<strong>alta definizione</strong>: &ldquo;<em>Una  quota di minoranza dell&#8217;utenza Sky, circa il 10% secondo le nostre  stime, il 5% secondo le stime Mediaset e circa il 20% secondo le  indiscrezioni non certificate provenienti da Sky. L&#8217;utilizzo di questo  strumento sar&agrave; comunque circoscritto a un limitato numero di abbonati&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Inoltre, gli abbonati serviti dalla Digital Key &ldquo;<em>dovranno  essere dotati di un televisore full hd&rdquo; che sono &quot;obbligatoriamente  provvisti di un decoder digitale terrestre integrato. La visione del  digitale terrestre &egrave; dunque gi&agrave; garantita dal televisore ancora prima  della chiavetta che sar&agrave; disponibile a fine anno&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ma, ha proseguito, tra le altre caratteristiche della pennetta c&rsquo;&egrave; quella di &quot;<em>dover utilizzare l&#8217;antenna terrestre</em>&quot;. Quindi, &quot;<em>non  si tratta di quello che impropriamente qualcuno ha definito il decoder  unico ma pi&ugrave; correttamente uno strumento che lascia inalterata la  natura chiusa e proprietaria del decoder Sky&quot;. </em> </p>
<p align="justify">Poi,  la Digital Key  non &egrave; stata ancora testata, n&eacute; &egrave; stata verificata sotto il profilo tecnico da <strong>DGTVi</strong>,  che ha il compito di certificare il decoder per il digitale terrestre,  e pertanto non se ne conoscono i dettagli e le specifiche tecniche. Per  Masi, &egrave; legittimo, al momento, considerarlo uno strumento al pari o al  di sotto dei cosiddetti decoder <strong>zapper</strong> che non consentono spesso una fruizione adeguata della qualit&agrave; televisiva.</p>
<p align="justify">A scendere in campo tra poco potrebbero, quindi, essere Antitrust e Agcom, perch&eacute; oltre alla Rai anche <strong>Mediaset</strong> e <strong>Telecom Italia</strong> avrebbero avviato degli approfondimenti legali per valutare possibili  esposti. In particolare i fronti che potrebbero aprirsi sarebbero due. </p>
<p align="justify">Da  un lato l&rsquo;associazione dei consumatori starebbe valutando l&rsquo;opportunit&agrave;  di presentare un esposto all&rsquo;Antitrust per &ldquo;pubblicit&agrave; ingannevole&rdquo; da  parte di Sky nella sponsorizzazione della Digital Key. </p>
<p align="justify">Il  secondo fronte pone maggiori problematiche. Sarebbe stato dato mandato  a uno studio legale di Bruxelles di valutare le problematiche legate ad  eventuali problemi di &ldquo;verticalit&agrave; integrata&rdquo; di Sky Italia. In poche  parole, secondo le emittenti televisive sarebbe possibile ravvisare  delle infrazioni negli impegni Antitrust presi da Sky con la Ue. </p>
<p align="justify">Anche  queste valutazioni potrebbero portare alla presentazione di un esposto  sia all&rsquo;Antitrust che all&rsquo;Agcom. La battaglia quindi si sposter&agrave; a  breve sul fronte legale e regolamentare portando l&rsquo;attenzione delle  societ&agrave; televisive verso le problematiche tecnologiche piuttosto che  sullo sviluppo dei contenuti e dell&rsquo;offerta. Nel frattempo i grandi  produttori televisivi si stanno attrezzando al futuro. </p>
<p align="justify">Sul fronte della Tv pubblica, riguardo al nuovo <strong>contratto di servizio</strong> tra la Rai e il Ministero dello sviluppo economico, in via di  elaborazione, nella trasmissione televisiva di stamani Romani ha  dichiarato che Viale Mazzini &ldquo;<em>potr&agrave; fare contenuti pay</em>&rdquo; e &ldquo;<em>dovr&agrave; dedicare alla sperimentazione il 20% della quota di programmazione destinata al servizio pubblico&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Sono  sempre stato favorevole al mantenimento del servizio pubblico in area  pubblica e contrario alla privatizzazione della Rai o a farne spezzatini</em>&rdquo;, ha sottolineato il viceministro. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;In  base al nuovo contratto di servizio, che stiamo mettendo a punto anche  secondo le linee guida dell&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle comunicazioni</em> &#8211; ha precisato &#8211; <em>la  Rai potr&agrave; fare contenuti pay e dovr&agrave; fare un servizio pubblico  riconoscibile come tale, motivo per cui gli italiani pagano il canone&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Su questo punto, in particolare, ha ricordato che &ldquo;<em>&egrave;  allo studio un provvedimento di natura parlamentare che individui  meccanismi pi&ugrave; cogenti per fare in modo che l&#8217;evasione del canone venga  ridotta&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Nel nuovo contratto di servizio &ldquo;<em>sar&agrave;  confermata la quota del 65% della programmazione Rai che deve essere  destinata a programmi di servizio pubblico: di questa quota, il 20%  sar&agrave; dedicato a trasmissioni da sperimentare sui canali tematici. Se  funzioneranno, potranno essere trasferite sulle reti generaliste.  Finalmente ci saranno spazi di sperimentazione per  la creativit&agrave; Rai &rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Tra gli altri cardini del nuovo contratto, il viceministro ha citato &ldquo;<em>l&#8217;apertura  a tutte le piattaforme, punto che sar&agrave; rafforzato rispetto al passato,  e la grande proiezione all&#8217;estero della Rai: sulla tv internazionale  facciamo vedere i pacchi e non le eccellenze che abbiamo a disposizione  in Italia&rdquo;.</em></p>
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		<title>Tv digitale: si profila battaglia legale per la Digital Key di Sky. Rai, Mediaset e Telecom Italia presentano esposto ad Agcom e Antitrust?</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/10/22/tv-digitale-si-profila-battaglia-legale-per-la-digital-key-di-sky-rai-mediaset-e-telecom-italia-presentano-esposto-ad-agcom-e-antitrust/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 11:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rinnovo del contratto per Bruno Vespa, in scadenza ad agosto 2010, e il futuro della societ&#224; RaiSat sono tra le questioni attese domani sul tavolo del consiglio di amministrazione della Rai. A quanto si apprende, per Vespa si parlerebbe di un&#8217;ipotesi di accordo triennale. Il precedente contratto 2006-2009 del conduttore di Porta a Porta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il rinnovo del contratto per <strong>Bruno Vespa</strong>, in scadenza ad agosto 2010, e il futuro della societ&agrave; <strong>RaiSat</strong> sono tra le questioni attese domani sul tavolo del consiglio di  amministrazione della Rai. A quanto si apprende, per Vespa si  parlerebbe di un&#8217;ipotesi di accordo triennale. Il precedente contratto  2006-2009 del conduttore di <em>Porta a Porta</em>, con un&#8217;opzione fino al 2010, fu rinnovato dal Cda nel 2005. </p>
<p align="justify">Il direttore generale <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2009/04/Masi_Mauro.html">Mauro Masi</a> dovrebbe sottoporre all&#8217;attenzione del consiglio anche il destino di  RaiSat, che non pu&ograve; pi&ugrave; contare sugli introiti garantiti dal contratto  con <strong>Sky</strong>, dopo il mancato rinnovo dell&#8217;estate scorsa:  tra le ipotesi allo studio ci sarebbe l&#8217;incorporazione della societ&agrave;  all&#8217;interno della Rai. </p>
<p align="justify">Entro  fine novembre dovrebbe invece arrivare in consiglio il progetto di  riorganizzazione complessiva dell&#8217;offerta tematica &#8211; con le possibili  new entry Rai 5 e Rai 6 &#8211; messo a punto dalle vicedirezioni generali  che fanno capo a <strong>Giancarlo Leone</strong> e <strong>Antonio Marano</strong>. </p>
<p align="justify">All&#8217;ordine  del giorno della riunione di oggi non ci sarebbe alcuna nomina di peso  ma le audizioni dei direttori di Raidue Massimo Liofredi e del Tg2  Mario Orfeo. Proseguir&agrave; invece marted&igrave; prossimo l&#8217;esame delle linee  guida del piano industriale 2010-2012. </p>
<p align="justify">Intanto dalla Gran Bretagna, in un articolo di <strong>Paul Betts</strong> pubblicato dal Financial Times si delinea il panorama italiano dell&rsquo;audiovisivo. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Le normali regole della concorrenza sono un concetto assolutamente alieno nel settore italiano dei media</em>&rdquo;, scrive Betts, sostenendo che <em>&ldquo;&hellip;nulla  lo dimostra pi&ugrave; del comparto della televisione, dove Silvio Berlusconi,  il primo ministro italiano, detiene quasi un monopolio attraverso la  propriet&agrave; della tv commerciale Mediaset e il suo controllo di fatto  sulla tv pubblica Rai&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Proprio Rai e <strong>Mediaset</strong>,  spiega Betts, hanno adottato quest&#8217;anno una serie di tattiche inusuali  per frustrare lo sviluppo di Sky Italia, la pay-tv del gruppo News Corp  e unica reale alternativa agli incumbent italiani. Ad esempio il  decreto del Governo che raddoppia l&#8217;Iva sulle pay-tv, oppure i  criptaggi dei programmi Rai sui canali Sky, fino alla decisione della  Rai di non rinnovare il contratto con Sky e non rimanere sulla  piattaforma satellitare. </p>
<p align="justify">Solo  quest&#8217;ultima decisione &egrave; costata a una societ&agrave; pesantemente in rosso  come la Rai una somma attorno ai 425 milioni di euro, che Sky Italia ha  offerto nell&#8217;arco di sette anni per rinnovare l&#8217;accordo. </p>
<p align="justify">Lo  stratagemma della Rai &egrave; forse quello di costringere i quasi 5 milioni  di abbonati Sky ad abbandonare i loro decoder e a passare al <strong>digitale terrestre</strong> Rai e alla nascente piattaforma satellitare frutto di una joint venture  fra Rai e Mediaset. Ma intimidire Sky Italia, prosegue il Ft, &egrave;  alquanto difficile; la tv satellitare ha risposto alla manovra della  Rai con uno stratagemma semplice ed efficace: &quot;<em>avete  problemi vedere i contenuti Rai con il nostro decoder? Ecco una  chiavetta Usb da inserire che vi dar&agrave; un accesso economico ai programmi  in chiaro del digitale terrestre, inclusi quelli Rai&quot;</em>. </p>
<p align="justify">Una soluzione che risolver&agrave; la necessit&agrave; per gli abbonati Sky di acquistare un altro <strong>decoder</strong>.  E presumibilmente far&agrave; guadagnare punti a Sky a Bruxelles visto che la  chiavetta faciliter&agrave; l&#8217;accesso al digitale terrestre in linea con  l&#8217;agenda europea sul digitale. La strategia di Sky richieder&agrave;  investimenti di marketing, ma ha l&#8217;effetto di neutralizzare la tattica  della Rai, perch&eacute; d&agrave; agli abbonati del satellite un facile accesso a  maggiori contenuti. </p>
<p align="justify">Tutto  questo deve aver irritato non poco Berlusconi, continua Betts, proprio  lui che, quando Sky entr&ograve; nel mercato italiano, aveva dubitato che gli  italiani avrebbero pagato per vedere  la televisione. E&#8217;  stato un raro giudizio erroneo sul comportamento degli italiani e una  sottovalutazione dell&#8217;abilit&agrave; di Murdoch, uno che, dopo tutto, con News  Corp, ha affrontato in Usa e Gran Bretagna ossi pi&ugrave; duri che in Italia.&nbsp; </p>
<p align="justify">Il mercato italiano risulta ancora pi&ugrave; agitato dalla notizia, giusto alcuni giorni fa, che a dicembre Sky lancer&agrave;  la Digital Key  , una chiavetta che, collegata al decoder della pay-tv, permetter&agrave; a  tutti gli abbonati all&#8217;alta definizione &#8211; 1 milione, secondo la  piattaforma satellitare, circa 450 mila secondo le stime Rai &#8211; di  accedere a tutta l&#8217;offerta gratuita in chiaro del digitale terrestre  integrata nell&#8217;Epg (la guida elettronica ai programmi) della tv  satellitare. </p>
<p align="justify">Quali saranno le conseguenze per la Rai? La Vigilanza ha quindi deciso di convocare tempestivamente Masi. </p>
<p align="justify">La situazione preoccupa non poco il presidente della Commissione di vigilanza, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2009/02/Zavoli_Sergio.html">Sergio Zavoli</a>,  che ieri, al termine dell&rsquo;audizione di Masi, ha sottolineato che sono  due le questioni che sul fronte della tv pubblica destano timore: <em>&ldquo;la scarsa qualit&agrave;, la caduta degli ascolti e la disaffezione crescente&rdquo;.</em> Punti sui quali occorre &ldquo;<em>aprire una riflessione approfondita</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Zavoli ha posto anche la questione delle collaborazioni esterne, tema del quale, ha detto Masi, &ldquo;<em>ci occuperemo nel piano industriale all&#8217;esame del Cda</em>&rdquo;. Il Dg risponder&agrave; anche in altra occasione su qualit&agrave; e ascolti. </p>
<p align="justify">Durante l&#8217;audizione Zavoli ha avuto uno scambio di battute con <strong>Maurizio Gasparri</strong>, ironico sull&#8217;audizione del Dg convocato per la vicenda della <strong>Digital Key</strong> di Sky per i programmi in chiaro. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Siamo l&#8217;ufficio stampa di Sky?</em>&rdquo;, si &egrave; chiesto Gasparri. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Complimenti</em> &#8211; ha osservato il presidente -, <em>lei riesce a dire cose molto &#8216;vescicanti&#8217; senza farci perdere tempo&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Riguardo alla chiavetta di Sky, Masi ha detto che si tratta di &ldquo;<em>una bella e intelligente operazione commerciale</em>&rdquo; ma ha evidenziato la preoccupazione per gli eventuali &ldquo;<em>effetti distorsivi sul mercato</em>&rdquo;, ribadendo l&#8217;intenzione dell&#8217;azienda di fare tutte le verifiche del caso. </p>
<p align="justify">Il Dg ha quindi riproposto le valutazioni fatte in Cda:  la Digital Key  &ldquo;<em>ha  pi&ugrave; i connotati di un&#8217;abile campagna promozionale e di marketing che di  una reale messa a disposizione a tutti i propri abbonati della  programmazione digitale terrestre in chiaro&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">L&#8217;importante, ha spiegato, &egrave; che <em>&ldquo;tutto avvenga senza effetti distorsivi del mercato e senza danneggiare la piattaforma gratuita del digitale terrestre&rdquo;</em>. L&#8217;azienda &egrave; pronta ad approfondire tutti i profili legali e regolamentari: &ldquo;<em>Non credo che Sky far&agrave; niente di illegale, ma abbiamo il dovere di verificarlo&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Nel  mirino di Viale Mazzini, in particolare, le modalit&agrave; di inserimento dei  canali Dtt nella Epg di Sky e la possibilit&agrave; che l&#8217;accesso all&#8217;offerta  digitale terrestre cessi in caso di mancato rinnovo dell&#8217;abbonamento  alla tv satellitare. Ma da Sky si spiega che nella &#8216;Guida tv&#8217; apparir&agrave;  un&#8217;apposita barra aggiuntiva, &#8216;Digitale terrestre&#8217;, che consentir&agrave; di  accedere all&#8217;intera lista di canali cos&igrave; come vengono sintonizzati dal  decoder Dtt, senza modificarne la sequenza; inoltre la chiavetta  continuer&agrave; a funzionare anche in caso di disdetta dell&#8217;abbonamento. </p>
<p align="justify">Il Dg della Rai ha precisato anche il fatto che  la chiavetta Sky  sar&agrave; legata ai decoder per l&#8217;<strong>alta definizione</strong>: &ldquo;<em>Una  quota di minoranza dell&#8217;utenza Sky, circa il 10% secondo le nostre  stime, il 5% secondo le stime Mediaset e circa il 20% secondo le  indiscrezioni non certificate provenienti da Sky. L&#8217;utilizzo di questo  strumento sar&agrave; comunque circoscritto a un limitato numero di abbonati&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Inoltre, gli abbonati serviti dalla Digital Key &ldquo;<em>dovranno  essere dotati di un televisore full hd&rdquo; che sono &quot;obbligatoriamente  provvisti di un decoder digitale terrestre integrato. La visione del  digitale terrestre &egrave; dunque gi&agrave; garantita dal televisore ancora prima  della chiavetta che sar&agrave; disponibile a fine anno&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ma, ha proseguito, tra le altre caratteristiche della pennetta c&rsquo;&egrave; quella di &quot;<em>dover utilizzare l&#8217;antenna terrestre</em>&quot;. Quindi, &quot;<em>non  si tratta di quello che impropriamente qualcuno ha definito il decoder  unico ma pi&ugrave; correttamente uno strumento che lascia inalterata la  natura chiusa e proprietaria del decoder Sky&quot;. </em></p>
<p align="justify">Poi,  la Digital Key  non &egrave; stata ancora testata, n&eacute; &egrave; stata verificata sotto il profilo tecnico da <strong>DGTVi</strong>,  che ha il compito di certificare il decoder per il digitale terrestre,  e pertanto non se ne conoscono i dettagli e le specifiche tecniche. Per  Masi, &egrave; legittimo, al momento, considerarlo uno strumento al pari o al  di sotto dei cosiddetti decoder <strong>zapper</strong> che non consentono spesso una fruizione adeguata della qualit&agrave; televisiva. </p>
<p align="justify">A  scendere in campo tra poco potrebbero, quindi, essere Antitrust e  Agcom, perch&eacute; oltre alla Rai anche Mediaset e Telecom Italia avrebbero  avviato degli approfondimenti legali per valutare possibili esposti. In  particolare i fronti che potrebbero aprirsi sarebbero due. </p>
<p align="justify">Da  un lato l&rsquo;associazione dei consumatori starebbe valutando l&rsquo;opportunit&agrave;  di presentare un esposto all&rsquo;Antitrust per &ldquo;pubblicit&agrave; ingannevole&rdquo; da  parte di Sky nella sponsorizzazione della Digital Key. </p>
<p align="justify">Il  secondo fronte pone maggiori problematiche. Sarebbe stato dato mandato  a uno studio legale di Bruxelles di valutare le problematiche legate ad  eventuali problemi di &ldquo;verticalit&agrave; integrata&rdquo; di Sky Italia. In poche  parole, secondo le emittenti televisive sarebbe possibile ravvisare  delle infrazioni negli impegni Antitrust presi da Sky con la Ue. </p>
<p align="justify">Anche  queste valutazioni potrebbero portare alla presentazione di un esposto  sia all&rsquo;Antitrust che all&rsquo;Agcom. La battaglia quindi si sposter&agrave; a  breve sul fronte legale e regolamentare portando l&rsquo;attenzione delle  societ&agrave; televisive verso le problematiche tecnologiche piuttosto che  sullo sviluppo dei contenuti e dell&rsquo;offerta. Nel frattempo i grandi  produttori televisivi si stanno attrezzando al futuro. </p>
<p align="justify">E  ancora in Vigilanza, l&#8217;opposizione ha citato l&#8217;allarme deficit per  chiedere conto della scelta di non rinnovare l&#8217;accordo con Sky per  RaiSat. </p>
<p align="justify">Al momento Masi ha dichiarato di non avere cifre in mano ma ha fatto sapere che &ldquo;<em>l&rsquo;azienda  sta lavorando alle linee generali del piano industriale. Quando le  avr&ograve;, quando il piano verr&agrave; approvato dal Cda, verr&ograve; &#8216;ad horas&#8217; in  Vigilanza per illustrarlo&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Per quanto concerne il mancato accordo con Sky, Masi ha parlato di &ldquo;<em>gap insanabile dal punto di vista commerciale</em>&rdquo; tra &ldquo;i <em>50  milioni l&#8217;anno offerti da Sky per vincolare l&#8217;intero bouquet Rai per  sette anni e la nostra valutazione di almeno 200 milioni l&#8217;anno, 50 per  RaiSat e 150 per i canali generalisti&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">In totale, <em>&ldquo;un miliardo e 400 milioni contro i 350 offerti da Sky&rdquo;. &ldquo;Non svendere&rdquo;</em>, ha detto il Dg, si &egrave; confermata una scelta &ldquo;<em>valida</em>&rdquo;, perch&eacute; la Rai ha moltiplicato la sua offerta gratuita di qualit&agrave; e assicurato alla Sipra <em>&ldquo;spazi pubblicitari pi&ugrave; ampi e con target mirati&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Obiettivo  che sarebbe stato difficile da raggiungere in partnership con Sky,  visto che la tv di Murdoch avrebbe anche chiesto che i canali tematici  Rai non duplicassero &#8211; in termini di target e genere &#8211; quelli a  pagamento di RaiSat. </p>
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		<title>Mediaset: documento segreto rivela ‘patto strategico’ per investire nella pay-Tv senza alcun accordo con Telecom Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Cosa c’è nel futuro di <strong>Mediaset</strong>? Secondo <em>Affari e Finanza</em>, supplemento economico settimanale della <em>Repubblica</em>, ci sarebbe  la pay-Tv. L  ’azienda della famiglia Berlusconi avrebbe deciso di portare su  internet tutti i contenuti di Premium, ma senza scendere a patti con <strong>Telecom Italia</strong>,  in base a quanto risulta da un documento riservato che illustra il  progetto strategico “Cube” del gruppo da qui al novembre 2010.</p>
<p align="justify">Si  legge ancora che l&#8217;offerta si baserebbe su due fattori chiave: in primo  luogo, la possibilità dei clienti di richiedere in ogni momento la  visione di un qualsiasi programma trasmesso anche nei giorni precedenti  dai palinsesti Mediaset, in chiaro o a pagamento; in secondo luogo, la  proposizione di un catalogo di contenuti tra cui gli utenti possono  scegliere la loro preferenza.</p>
<p align="justify">La  pre-condizione, invece, è la presenza di una rete a banda larga  &#8220;un-managed&#8221;, ovvero non gestita, che non richieda accordi con le  telecom. La strategia si renderebbe necessaria per riequilibrare i  ricavi del gruppo: la pubblicità rischia di restare debole e occorre  quindi puntare su pubblicità e pay-per-view. Il progetto Cube prevede  una strategia in tre mosse.</p>
<p align="justify">Entro  dicembre 2009 Mediaset vuole lanciare sul mercato il servizio di web  tv, ovvero far arrivare i contenuti sul pc. Entro marzo 2010, invece,  partirà Mediaset Premium Web Tv, con offerta riservata ai possessori di  abbonamenti ai canali Premium su digitale terrestre. Entro novembre  2010, il passaggio più importante, quello della Web Tv dal pc al  televisore. Per vedere i programmi gli utenti dovranno dotarsi di un  decoder speciale e la visione sarà di qualità proporzionale alla  qualità della connessione dell&#8217;utente.</p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi il quotidiano spagnolo <em>El Economista</em> nella sua versione online, citando “<em>fonti vicine alla società italiana</em>”, sosteneva che il gruppo televisivo stava valutando la possibilità di affiancare <strong>Telefonica</strong> e i soci italiani nella compagine azionaria di <strong>Telco</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Silvio Berlusconi</strong> (azionista di controllo di Mediaset attraverso Fininvest) “<em>riuscirà  nel duplice obiettivo di italianizzare la società simbolo delle  telecomunicazioni del suo Paese e di farlo inoltre senza inimicarsi la  multinazionale spagnola”.</em></p>
<p align="justify">Per <em>El Economista</em>,  Mediaset è pronta a condividere con gli spagnoli la presenza in Telco e  pensa a un ingresso nell&#8217;azionariato, mossa che sarebbe sostenuta anche  dagli altri soci italiani di Telco (Mediobanca, Generali, Intesa  Sanpaolo e Benetton) e comporterebbe <em>“una diluizione delle rispettive partecipazioni in Telco per consentire l&#8217;ingresso di Mediaset”. </em></p>
<p align="justify">L&#8217;azienda italiana ha però smentito le voci attraverso un portavoce: &#8220;<em>Sono indiscrezioni stampa destituite di ogni fondamento&#8221;, </em>ha dichiarato.</p>
<p align="justify">Entro il 28 ottobre i soci Telco dovranno esprimersi sul rinnovo del patto in scadenza nel 2010. E l&#8217;Ad di Telecom, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/12/Bernabe_Franco.html">Franco Bernabè</a>, riguardo a eventuali alleanze con Poste o Mediaset, ha sostenuto che <em>&#8220;Non se né è mai parlato: lo leggo solamente sui giornali. Non è certamente un tema all&#8217;ordine del giorno&#8221;.</em></p>
<p align="justify"><strong>Angelo Rovati</strong>,  consulente di Rothschild ed ex-consigliere del Governo Prodi dimessosi  proprio a causa di un progetto che andava in questo senso, è tornato  recentemente sull&#8217;argomento per suggerire che <em>“…una volta  realizzato lo scorporo della rete, procederei a una fusione tra  Mediaset e Telecom. Ne nascerebbe una delle più grandi media company  del mondo”.</em></p>
<p align="justify">Secondo Rovati, “<em>tenere in panchina</em>” Mediaset perché il fondatore è il presidente del Consiglio è strumentale: <em>“…non c’è solo  la famiglia Berlusconi , ma una miriade di azionisti e lavoratori”.</em></p>
<p align="justify">Inoltre la fusione attenuerebbe la questione del conflitto di interesse, perché  la famiglia Berlusconi  sarebbe socio di minoranza.</p>
<p align="justify">Mediaset sarebbe già in trattative con Telefonica per l’acquisto della piattaforma satellitare Digital+, così come anche  la pay Tv  inglese, BSkyB, del magnate dei media Rupert Murdoch.</p>
<p align="justify">Questa operazione permetterebbe al gruppo italiano di rafforzarsi sul mercato spagnolo dove già controlla <strong>Telecinco</strong>.</p>
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