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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Multiplex</title>
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		<title>Digitale terrestre: la guerra dei canali tra Sky Italia e Agcom approda al Tar del Lazio</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 13:59:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sky Italia ricorre al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per chiedere l&#8217;annullamento immediato delle nuove normative varate dall&#8217;Agcom, e confermate dal ministero dello Sviluppo Economico, circa il posizionamento dei canali della Tv digitale sul telecomando. Secondo quanto riportato da Milano Finanza che sostiene di avere anche potuto consultare le sessanta pagine del ricorso, la pay-tv [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sky Italia</strong> ricorre al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per chiedere l&#8217;annullamento immediato delle nuove normative varate dall&#8217;<strong>Agcom</strong>, e confermate dal ministero dello Sviluppo Economico, circa il posizionamento dei canali della Tv digitale sul telecomando.</p>
<p>Secondo quanto riportato da Milano Finanza che sostiene di avere anche potuto consultare le sessanta pagine del ricorso, la <strong>pay-tv</strong> del gruppo <strong>News Corp</strong>, continuerebbe a contestare all&#8217;Authority, di avere creato le condizioni &#8211; riservando i tasti dall&#8217;1 al 9 alle televisioni generaliste; quelli dal 10 al 19 alle locali e i numeri dal 20 al 70 alle tv semigeneraliste &#8211; di &#8220;una illegittima e arbitraria discriminazione tra i vari fornitori di canali generalisti nazionali, poiché quelli ex-analogici avranno e di gran lunga una maggiore probabilità di essere selezionati dagli utenti&#8221;.</p>
<p>Dissensi e malumori per uno schema fortemente contestato, e non soltanto da Sky. L&#8217;intero Piano canali pensato dall&#8217;Agcom infatti, sin dalla presentazione della prima bozza, è stato al centro di forti polemiche e opposizioni che hanno riguardato non solo i diretti interessati, ma un po&#8217; tutto il mondo del piccolo schermo sul quale il provvedimento avrà, a detta di molti, effetti negativi anche sul piano occupazionale.</p>
<p>E a nulla pare siano servite neppure le sollecitazioni pervenute dal mondo politico né i cori di dissenso delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome d&#8217;Italia che hanno più volte evidenziato i &#8216;lati pericolosi&#8217; del provvedimento <strong>Agcom</strong>.</p>
<p>Provvedimento al quale, in qualche modo, si lega anche l&#8217;altra importante questione riguardante il regolamento per la gara sui cinque multiplex in digitale, anch&#8217;essa discussa durante l&#8217;ultimo consiglio dell&#8217;Authority, e alla quale potrà partecipare anche l&#8217;emittente di <strong>Rupert Murdoch</strong>, grazie alla recente decisione della Commissione Europea che ne ha permesso l&#8217;ingresso anticipato.</p>
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		<title>Tv digitale: via libera dall’Agcom a nuove regole per gara frequenze</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un nuovo regolamento sancirà le direttive di gara per l&#8217;assegnazione delle frequenze digitali. La decisione, che ora dovrà passare al vaglio di Bruxelles, e resasi indispensabile dopo l&#8217;intervento della Ue che nei mesi scorsi ha concesso a Sky l&#8217;ingresso anticipato nel digitale terrestre &#8211; a partire dal prossimo anno &#8211; è stata annunciata dal presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo regolamento sancirà le direttive di gara per l&#8217;assegnazione delle frequenze digitali. La decisione, che ora dovrà passare al vaglio di <strong>Bruxelles</strong>, e resasi indispensabile dopo l&#8217;intervento della Ue che nei mesi scorsi ha concesso a <strong>Sky </strong>l&#8217;ingresso anticipato nel digitale terrestre &#8211; a partire dal prossimo anno &#8211; è stata annunciata dal presidente Agcom <strong>Corrado Calabrò</strong>. Pur non entrando nei particolari delle modifiche apportate al disciplinare di gara, resta inteso che questa avverrà secondo l&#8217;ormai noto &#8216;<strong>beauty contest</strong>&#8216; ossia, attraverso offerte che verranno debitamente valutate secondo un criterio qualitativo delle proponenti.<br />
Cambiano, dunque, i criteri generali precedentemente stabiliti nel <strong>Piano nazionale delle frequenze</strong> per la radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale. Piano, che così come concepito all&#8217;origine, prevedeva, tra le altre cose, l&#8217;individuazione di 25 reti nazionali digitali terrestri e relative frequenze associate. nello specifico, il vecchio elaborato Agcom prevedeva 16 reti in tecnica DVB-T; 3 reti in tecnica DVB-H, con vincolo di destinazione d’uso sulla base delle deliberazioni dell’Autorità; 5 reti in tecnica DVB-T e 1 rete in tecnica DVB-H.<br />
Inoltre, la struttura delle reti era tale da garantire, per ciascuna rete, coperture equivalenti del territorio nazionale. Al fine di coniugare il massimo grado di pluralismo del sistema televisivo a livello locale con la massima efficienza allocativa, l’identificazione di dettaglio delle reti da destinare all’emittenza locale in ciascuna area tecnica, doveva avvenire, sempre secondo il disciplinare Agcom, attraverso uno specifico procedimento indicato dall&#8217;Authority e d’intesa con il <strong>Ministero dello Sviluppo economico</strong>.</p>
<p>Un buon piano sicuramente quello ideato dall&#8217;Agcom, ma non più conforme con quanto stabilito dal Commissario Ue che in materia di gara, ha imposto anche all&#8217;Italia di assegnare ad operatori televisivi alternativi a Rai e Mediaset i multiplex in &#8216;palio&#8217;. Sul caso, che comunque gira sul via libera di <strong>Sky</strong> a partecipare di diritto e prima del previsto alla &#8216;competizione non competizione&#8217; si è più volte pronunciato anche il commissario Ue  per la Concorrenza, <strong>Joaquin Almunia </strong>che proprio sull&#8217;ingresso della Tv di <strong>Rupert Murdoch</strong> al beauty contest ha detto &#8220;<em>La decisione è già stata presa e penso sia una decisione equilibrata&#8221;.</em></p>
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		<title>TV digitale: alle Regioni il compito di tutelare l’emittenza locale e l’occupazione, garantendo la pluralità d’informazione</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 13:53:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“I Consigli regionali presenteranno, sul tema del digitale terrestre, un unico ordine del giorno a tutela dell’emittenza locale. E&#8217; una forma di pressione nei confronti del Governo per tutelare l’emittenza privata”. Esordisce così il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee Regionali Davide Boni, già più volte intervenuto sulle problematiche legate al Piano frequenze e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“I Consigli regionali presenteranno, sul tema del digitale terrestre, un unico ordine del giorno a tutela dell’emittenza locale. E&#8217; una forma di pressione nei confronti del Governo per tutelare l’emittenza privata”.</em></p>
<p>Esordisce così il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee Regionali <strong>Davide Boni</strong>, già più volte intervenuto sulle problematiche legate al Piano frequenze e a quello relativo alla numerazione dei canali, presentato dall’<strong>Agcom</strong> e in attesa di essere ridiscusso e chiarito ancora in queste ore, poiché da molti considerato penalizzante per l’esistenza delle piccole emittenti locali.</p>
<p><em> “La singolare decisione dell’Agcom</em> – aveva precedentemente affermato Boni – <em>mette in serissima difficoltà le imprese televisive locali che si sono conquistate, negli ultimi tre decenni, spazi di mercato grazie all’impegno e alla professionalità di giornalisti e tecnici, assolvendo nel contempo alla completezza dell’informazione pubblica”.“Inoltre </em>– aveva anche aggiunto in rappresentanza dei presidenti dei Consigli regionali – <em>l’emittenza locale, in un panorama costellato dalla globalizzazione dell&#8217;informazione che tende ad un appiattimento verso modelli mutuati dall’esterno, ha sinora svolto un ruolo essenziale nell’assicurare la tutela dei valori identitari del regionalismo italiano, preservando la cultura locale”.</em></p>
<p>Lo stesso, in attesa dell’incontro urgente previsto per oggi con il presidente Agcom <strong>Corrado Calabrò</strong>, ha ribadito alla stampa che <em>“piú del 40% della produzione radiotelevisiva in Italia non è fatta dai canali dei grandi network, bensì da soggetti locali”. “Dobbiamo difendere questa parte di aziende sane del Paese</em> – ha rimarcato Boni &#8211; <em>per garantire la pluralità d’informazione e per salvaguardare le piccole e medie imprese che vi ruotano intorno”.</em></p>
<p>Ritornando poi sul discorso del viceministro con delega alla Comunicazione Paolo Romani, tirato in ballo per avere in qualche modo “favorito Mediaset” nella sperimentazione dell’alta definizione a piena potenza sul digitale terrestre, facilitandola, di fatto, nella gara per l’assegnazione dei cinque multiplex, Boni ha aggiunto: <em>“Purtroppo per noi e per lui, Romani si è infilato in un pantano. Se noi aspettiamo che sia Roma a risolvere questo problema stiamo freschi. Il messaggio forte deve arrivare dalle Regioni”</em>.</p>
<p>E una risposta di sprone per il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee Regionali potrebbe essere proprio quella di un unico ordine del giorno lanciato dalle regioni a tutela della piccola emittenza.</p>
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		<title>Frequenze Tv. Almunia avvisa: ‘Beauty contest sia in linea con regole Ue&#8217;, mentre il Pd propone, ‘parte degli introiti vadano alla cultura’</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:51:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per far fronte ai tagli apportati a Cultura e Cinema, la soluzione potrebbe essere quella di destinare al settore parte degli introiti della gara per le frequenze digitali. L’asta per i cinque multiplex (che contano circa 25 canali), potrebbe infatti portare nelle casse dello Stato dai 3,5 e 4 miliardi di euro, così come accade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per far fronte ai tagli apportati a Cultura e Cinema, la soluzione potrebbe essere quella di destinare al settore parte degli introiti della gara per le <strong>frequenze digitali</strong>.</p>
<p>L’asta per i cinque multiplex (che contano circa 25 canali), potrebbe infatti portare nelle casse dello Stato dai 3,5 e 4 miliardi di euro, così come accade in tanti altri Paesi del mondo.</p>
<p>La proposta arriva dal senatore del Partito Democratico <strong>Vincenzo Vita</strong> che, nel corso di un convegno dal tema <em>“Esordire in Europa: registi e produttori a confronto”</em>, ha anche annunciato che in tal senso, presto il suo gruppo si farà promotore di un’interrogazione parlamentare.  <em>“Il governo non ha intrapreso finora questa strada perché può essere dolorosa per l’assetto dei poteri tv</em> &#8211; ha detto Vita -<em> tuttavia è incredibile che l’Italia faccia registrare anomalie anche nel passaggio al digitale”</em>.</p>
<p>Anomalie che, nello specifico, si riferiscono proprio alla riduzione delle frequenze dei principali operatori nazionali quali <strong>Rai, Mediaset </strong>e<strong> Telecom Italia Media</strong>, e all’avvio di due ‘<strong>beauty contest</strong>’, così come dettato dall’Unione europea, che altro non sono che ‘gare non competitive’ destinate sia agli operatori alternativi che alle grandi società già operanti nel settore.</p>
<p>Il tutto, in virtù della decisione della Commissione europea  che già dal 2003 si sta interessando al mercato italiano, evidenziando l’ingresso, attraverso la <strong>Pay-Tv </strong>di operatori alternativi che utilizzano sia le proprie frequenze e infrastrutture di rete, che quelle dei loro partner per fornire contenuti in chiaro sulla <strong>piattaforma DTT</strong>. Inoltre, dal 2008, sempre in Italia è stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare, la <strong>TIVU Sat</strong>, realizzata da rai, RTI di Mediaset e Telecom Italia, oggi disponibile per i consumatori italiani.</p>
<p>Sull’argomento, è intervenuto nei giorni scorsi anche  il Commissario Ue per la Concorrenza, <strong>Joaquin Almunia</strong>, che ha inteso chiarire la sua posizione nel corso dell’ultima conferenza stampa tenuta al workshop Ambrosetti a Cernobbio. <em>“Le regole del beauty contest per l’assegnazione dei multiplex sulle frequenze digitali che l’Unione Europea ha imposto di assegnare in Italia ad operatori televisivi alternativi a Rai e Mediaset </em>– ha detto &#8211; <em>dovranno essere in linea con le regole europee”</em>.</p>
<p>Sulla questione dell’ingresso di <strong>Sky </strong>sul <strong>digitale terrestre</strong> in chiaro anche prima della fine del 2011, il commissario ha aggiunto: “<em>Questa è una questione che stiamo ancora dibattendo. La decisione è già stata presa e penso sia una decisione equilibrata</em> – ha ribadito riferendosi al ricorso di Altroconsumo – <em>ma c&#8217;è un problema su come sia fatta la gara che deve essere istituita per l&#8217;assegnazione dei multiplex. La cosa importante però, è che siamo vicini a una soluzione positiva”</em>.</p>
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		<title>Sky: Sì della Ue a ingresso anticipato su DTT, ma per 5 anni solo in chiaro. Mediaset ‘sconcertata’, annuncia ricorso alla Corte di Giustizia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:06:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[‘Grande soddisfazione’ da parte di Sky, ‘estremo sconcerto’ da parte di Mediaset, che ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Commissione europea di consentire a Sky Italia di partecipare alla futura gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri a livello nazionale in Italia, sollevando la controllata italiana della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>‘Grande soddisfazione’ da parte di Sky, ‘estremo sconcerto’ da parte di Mediaset, che ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Commissione europea di consentire a Sky Italia di partecipare alla futura gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri a livello nazionale in Italia, sollevando la controllata italiana della News Corp da uno degli impegni assunti nel 2003, in seguito all&#8217;acquisizione di Stream e alla fusione con l&#8217;operatore di pay TV rivale Telepiù.</p>
<p>Un via libera ‘condizionato’, visto che Sky Italia potrà trasmettere solo trasmissioni in chiaro per i prossimi 5 anni e potrà partecipare solo all&#8217;attribuzione di uno dei cinque multiplex che verranno assegnati.</p>
<p>La decisione è maturata alla luce del fatto che, secondo la Commissione europea, la situazione di mercato in Italia è cambiata in modo significativo e su base permanente a partire dal 2003, quando, attraverso la DTT hanno fatto il loro ingresso sul mercato italiano della pay TV operatori alternativi (Mediaset, Telecom Italia/Dahlia), anche se Sky Italia ha mantenuto la propria posizione forte sul satellite.<br />
“Questi nuovi operatori – ha sottolineato l’esecutivo &#8211; utilizzano sia le proprie frequenze e infrastrutture di rete che quelle dei loro partner per fornire contenuti (sia in chiaro che a pagamento) sulla piattaforma DTT che copre già una serie di regioni. Inoltre, ove disponibile, la piattaforma DTT sta diventando rapidamente la piattaforma principale per il consumo di televisione digitale in Italia ed è probabile che mantenga tale posizione per parecchi anni dopo il cosiddetto switch-off delle trasmissioni analogiche (entro il 2012)”.<br />
La Ue ha ricordato quindi che a partire dal settembre 2008, “è stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare (TIVU Sat), realizzata da RAI, RTI di Mediaset e Telecom Italia, ora disponibile per i consumatori italiani”.</p>
<p>La prossima gara per l’assegnazione delle frequenze, rappresenta inoltre, per Sky Italia “un&#8217;opportunità unica – e anche l&#8217;ultima per parecchi anni a venire – per entrare nella piattaforma DTT in concorrenza con le emittenti già esistenti”.</p>
<p>La decisione favorevole all’ingresso anticipato di Sky nel digitale terrestre, pur definita &#8216;collegiale&#8217;, sembra aver provocato una spaccatura in seno all’esecutivo – si sarebbero pronunciati contro almeno quattro commissari, tra cui il vice presidente della Commissione e responsabile dell&#8217;Industria, Antonio Tajani, che ha anche presentato una nota scritta nella quale ha comunicato il proprio dissenso – oltre all’immediata presa di posizione di Mediaset, che si è detta “assolutamente sconcertata” e ha annunciato ricorso alla Corte di Giustizia della Ue.</p>
<p>“Riteniamo &#8211; si legge in una nota &#8211; che le condizioni fissate dalla Commissione nel 2003 che impedivano a Sky di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virtù della sua posizione dominante sul mercato Pay, siano ancora valide come del resto il market test svolto tra tutti gli operatori italiani ha sostenuto&#8221;.<br />
Sky, sottolinea ancora la nota “detiene il 99,8% della pay tv satellitare e l&#8217;86% della tv a pagamento”. La decisione dell’esecutivo “autorizza il monopolista della televisione satellitare a entrare in possesso degli asset frequenziali già insufficienti per gli operatori attuali”.</p>
<p>Attualmente lo spettro delle frequenze è sostanzialmente detenuto da operatori già presenti sul mercato. Su 21 multiplex riservati per la trasmissione televisiva digitale, 16 sono infatti già attribuiti o ne è prevista l&#8217;attribuzione; Mediaset, RAI e Telecom Italia hanno nel complesso 11 multiplex.</p>
<p>La Commissione, dunque, sempre per mezzo del suo portavoce, si è detta “fiduciosa circa la solidità legale” della risoluzione. “Naturalmente, contro ogni decisione presa dalla Commissione – ha sottolineato ancora il portavoce dell’esecutivo &#8211; si può sempre fare ricorso alla Corte di giustizia”.</p>
<p>Gongola, naturalmente l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, che si dice &#8220;estremamente soddisfatto della decisione odierna”, che ha confermato “…che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell&#8217; introdurre più concorrenza, più innovazione e più scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent”.<br />
“Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici, così come i potenziali inserzionisti pubblicitari”, ha aggiunto.</p>
<p>Che si tratti di “una buona notizia per i telespettatori italiani” lo ha affermato anche il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, che vede nell’ingresso anticipato di Sky sul digitale una “possibile apertura del mercato della tv digitale terrestre”, fin qui caratterizzato esclusivamente da “una semplice moltiplicazione del numero di canali, ma non certo con competizione tra editori diversi e concorrenti”.</p>
<p>La decisione della Ue, in realtà, non fa che anticipare l’ingresso di Sky sulla piattaforma digitale: in base agli impegni assunti con la Commissione il 2 aprile 2003, in seguito alla fusione di Stream e Telepiù e alla nascita di Sky Italia, la società avrebbe infatti potuto offrire la pay TV soltanto su satellite e non avrebbe potuto mantenere o acquisire frequenze DTT fino al 31 dicembre 2011, per limitare il potere di mercato nel settore della pay-TV.</p>
<p>Impegni dai quali Sky ha chiesto di essere sollevata in modo da poter partecipare alla futura gara per l&#8217;aggiudicazione di cinque nuovi multiplex DTT.</p>
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		<title>Digitale terrestre. Il Piano delle frequenze dell’Agcom soddisfa anche l’opposizione. Gentiloni: ‘Ricavare dividendo a favore della banda larga’</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 09:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il piano delle frequenze approvato da Agcom può contribuire a un uso più ordinato ed efficiente di una risorsa pubblica scarsa e finora caratterizzata da una vera e propria giungla”. Lo ha dichiarato il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni. “Molto dipenderà dai passi successivi – ha sottolineato Gentiloni &#8211; che mi auguro vadano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>“Il piano delle  frequenze approvato da Agcom può   contribuire a un uso più ordinato ed efficiente  di una risorsa pubblica   scarsa e finora caratterizzata da una vera e propria  giungla”. </em>Lo   ha dichiarato il responsabile comunicazioni del Partito  Democratico, <strong>Paolo   Gentiloni</strong>.</p>
<p align="justify"><em>“Molto dipenderà dai  passi successivi</em> – ha   sottolineato Gentiloni &#8211; <em>che mi auguro vadano nella  direzione   giusta”</em>. </p>
<p align="justify">In particolare, per il  parlamentare del Pd, tre sono le   condizioni indispensabili: evitare che <strong>Rai</strong> e <strong>Mediaset</strong> superino il tetto di <strong>multiplex</strong> indicato dall&#8217;Unione  Europea;   assicurare un&#8217;effettiva apertura del mercato, assegnando con una gara    seria i cinque multiplex per i nuovi entranti; ricavare dal passaggio   della tv  al digitale quel dividendo a favore della banda larga come   negli altri paesi  europei. </p>
<p>Ieri il Consiglio  dell’Autorità ha approvato   all’unanimità il <strong>Piano  nazionale di   assegnazione delle frequenze televisive</strong> (PNAF) per il <strong> digitale   terrestre</strong>.</p>
<p> Il Piano si conforma ai   principi di uso pluralistico  ed efficiente delle frequenze su tutto il   territorio previsti dalle norme  legislative vigenti e dagli indirizzi   comunitari, fornendo i criteri tecnici e  metodologici per la   pianificazione, nazionale e locale.</p>
<p> L&#8217;utilizzazione   della <strong>tecnica SFN</strong> (reti a  singola frequenza), che vede l&#8217;Italia   all&#8217;avanguardia in Europa, permetterà di  soddisfare tutte le diverse   esigenze: razionalizzazione delle reti esistenti,  nazionali e locali;   nuove frequenze destinate alla gara per gli operatori TV;  frequenze per   i servizi innovativi.</p>
<p> Nel piano,   sono identificate le frequenze delle reti  televisive nazionali da   utilizzare di norma in tecnica isofrequenziale. Tali  reti, tra cui   quelle destinate a nuovi soggetti (dividendo digitale interno),  sono   equivalenti tra loro, sia in termini di copertura sia in termini di    coordinamento internazionale.</p>
<p> Il Piano tiene inoltre conto degli specifici   obblighi  di servizio pubblico, dell&#8217;articolazione regionale di Rai 3 e   dell&#8217;informazione,  nonché dello sviluppo dei servizi innovativi.   Secondo quanto indicato dalla  legge, il <strong>PNAF</strong> riserva oltre un   terzo delle frequenze pianificabili alle  emittenti televisive locali.   Al fine di garantire il massimo pluralismo e di  favorire un uso   efficiente ed effettivo delle frequenze, la pianificazione di  dettaglio   avverrà attraverso la convocazione di appositi &#8216;<strong>tavoli tecnici</strong>&#8216;,    anche per assicurare continuità a quanto avvenuto regioni che hanno   già  effettuato il passaggio al digitale terrestre. </p>
<p> Il   provvedimento approvato sarà dunque completato nei  suoi aspetti   attuativi via via che i tavoli tecnici relativi alle aree ancora da    digitalizzare avranno concluso il loro lavoro. Il Piano pone particolare    attenzione alla futura utilizzazione delle frequenze che, secondo gli   indirizzi  comunitari, sono destinate a servizi di telecomunicazioni   (dividendo digitale  esterno) per servizi innovativi quali la<strong> banda   larga mobile</strong> di quarta  generazione. E&#8217; infatti previsto, sin da   ora, di mettere a disposizione di tali  servizi le risorse inutilizzate   (le cosiddette <strong>white spaces</strong>). L&#8217;azione di  riorganizzazione dello   spettro frequenziale dovrà essere condotta in  cooperazione con il   ministero dello Sviluppo Economico che ha competenza sulle  modifiche   del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze. </p>
<p> Martedì   scorso Paolo Gentiloni, Michele Meta,  Alessandro Maran, Francesco   Boccia, Donata Lenzi, Erminio Angelo Quartiani e  Roberto Giachetti con   un’interrogazione parlamentare al Ministro dell&#8217;Economia e  delle   finanze, <strong>Elio Vito</strong>, hanno chiesto chiarimenti in merito alla    possibilità di assegnare ai nuovi servizi di telecomunicazione,   attraverso  procedure di evidenza pubblica, le frequenze liberate a   seguito del passaggio  delle trasmissioni televisive dall’analogico al   digitale.</p>
<p> I deputati hanno fatto   presente che l&#8217;Italia è  l&#8217;unico Paese europeo che non ha deciso di   seguire questa linea e hanno fatto  riferimento alla Germania dove si   sta svolgendo la gara per assegnare alla  telefonia mobile il <strong>dividendo   di spettro </strong>liberato dallo switch-off  dell’analogico. La gara sta   superando il tetto di 3,5 miliardi di euro.</p>
<p> L&#8217;Italia ha, infatti, deciso che, nell&#8217;ambito    televisivo, siano assegnate, non con una gara, ma attraverso un <strong>beauty    contest</strong>, solo una piccola parte di frequenze, il 10%, destinata ai   nuovi  entranti.</p>
<p> I parlamentari hanno   quindi chiesto se il Governo  intende considerare, sul modello tedesco,   la possibilità di ricavare fondi dalla  messa in gara delle frequenze,   anche in considerazione dell&#8217;invito dell&#8217;Unione  europea a destinare per   nuovi servizi di telecomunicazioni una parte delle  frequenze liberate   dalla transizione alla tv digitale. </p>
<p> Vito ha risposto che il ministero dello Sviluppo    economico ha allo studio, anche di concerto con l&#8217;Autorità per le   comunicazioni, <em>“nuovi criteri di &#8216;efficientamento&#8217; dello spettro   radioelettrico già  assegnato o da assegnare nelle aree televisive   digitalizzate e ancora da  digitalizzare”</em>.</p>
<p> L&#8217;ipotesi riguarda tra l&#8217;altro “<em>misure idonee a    recuperare capacità trasmissiva non utilizzata, così favorendo   eventualmente  processi di condivisione dei multiplex da destinare o già   destinati agli  operatori di rete in ambito locale”</em>. </p>
<p> L&#8217;obiettivo, ha spiegato Vito, è consentire <em>&#8216;la    razionale e non discriminatoria assegnazione al comparto   radiotelevisivo di  risorse frequenziali per la diffusione di un numero   di contenuti adeguati&#8217;.</em></p>
<p> Al tempo   stesso, <em>&#8216;si potranno accelerare le  procedure per la destinazione del   dividendo di spettro a nuovi servizi di  telecomunicazione, con   possibili fonti di ricavo derivanti dalla messa a gara a  offerta   economica di tali risorse&#8217;. </em>Quanto al cosiddetto <strong>beauty contest</strong>,    richiamato nell&#8217;interrogazione e riguardante l&#8217;assegnazione del   dividendo  digitale, le modalità di gara e il quantitativo delle   relative risorse &#8211; pari a  6 frequenze da assegnare per i nuovi entranti   &#8211; sono stati individuati dalla  Commissione europea nell&#8217;ambito delle   trattative per la chiusura della procedura  d&#8217;infrazione Ue nei   confronti dell&#8217;Italia.</p>
<p> Gentiloni ha affermato che “<em>la risposta del    ministro Vito conferma le preoccupazioni che avevamo: il governo sta    sottovalutando l`importanza degli investimenti su internet che hanno   anche un  potere moltiplicativo sull`occupazione. Il governo Berlusconi è   un governo  troppo televisivo&#8221;.</em></p>
<p><em>  &#8221;L&#8217;Italia – </em>haproseguito &#8211; <em>a differenza di gran   parte dei paese europei non ha ancora  deciso di destinare ai nuovi   servizi di telecomunicazioni una parte delle  frequenze liberate nel   passaggio alla tv digitale”.</em></p>
<p><em> &#8220;In Germania</em> &#8211;  ha   aggiunto &#8211; <em>la gara che si è conclusa la settimana scorsa per   assegnare  alla telefonia mobile il dividendo di spettro liberato dal   passaggio della tv al  digitale, si è conclusa assicurando alle casse   4,4 miliardi di euro. In tempi di  crisi è dunque molto importante fare   questo passaggio sia per le entrate delle  casse dello Stato che per le   ricadute positive sull`occupazione. Nel nostro  Paese le vecchie   frequenze liberate dal passaggio al digitale rimarranno ai  vecchi   editori. Questa scelta del governo Berlusconi di difendere il vecchio    club televisivo impedisce allo Stato un introito paragonabile a quello   di misure  come il blocco degli stipendi pubblici oppure l`ennesimo   condono edilizio. La  conferma di un uso televisivo di tutte le   frequenze mette in fine a rischio i  collegamenti in banda larga dalle   reti mobili, collegamenti sempre più preziosi  vista la diffusione degli   smartphone e degli iPad&#8221;.</em></p>
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		<title>Digitale terrestre: dall’Agcom OK unanime al nuovo Piano frequenze e a criteri per valutazione Docufiction e Docudrama</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/06/03/digitale-terrestre-dall%e2%80%99agcom-ok-unanime-al-nuovo-piano-frequenze-e-a-criteri-per-valutazione-docufiction-e-docudrama/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, relatori i Commissari Stefano Mannoni e Michele Lauria, ha approvato oggi all&#8217;unanimità il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive (PNAF) per il digitale terrestre. Il Piano si conforma ai principi di uso pluralistico ed efficiente delle frequenze su tutto il territorio previsti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il Consiglio  dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle   comunicazioni, presieduto da <strong>Corrado  Calabrò</strong>, relatori i   Commissari<strong> Stefano Mannoni </strong>e <strong>Michele Lauria</strong>,  ha approvato   oggi all&#8217;unanimità il <strong>Piano nazionale di assegnazione delle    frequenze televisive</strong> (PNAF) per il <strong>digitale terrestre</strong>.<br />
  Il   Piano si conforma ai principi di uso pluralistico ed efficiente delle    frequenze su tutto il territorio previsti dalle norme legislative   vigenti e  dagli indirizzi comunitari, fornendo i criteri tecnici e   metodologici per la  pianificazione, nazionale e locale.<br />
  L&#8217;utilizzazione della <strong>tecnica SFN</strong> (reti a singola frequenza), che   vede  l&#8217;Italia all&#8217;avanguardia in Europa, permetterà di soddisfare   tutte le diverse  esigenze: razionalizzazione delle reti esistenti,   nazionali e locali; nuove  frequenze destinate alla gara per gli   operatori TV; frequenze per i servizi  innovativi.<br />
  Nel piano, sono   identificate le frequenze delle reti televisive nazionali da  utilizzare   di norma in tecnica isofrequenziale. Tali reti, tra cui quelle    destinate a nuovi soggetti (dividendo digitale interno), sono   equivalenti tra  loro, sia in termini di copertura sia in termini di   coordinamento  internazionale.</p>
<p align="justify">Il Piano tiene inoltre  conto degli specifici obblighi   di servizio pubblico, dell&#8217;articolazione  regionale di Rai 3 e   dell&#8217;informazione, nonché dello sviluppo dei servizi  innovativi.   Secondo quanto indicato dalla legge, il <strong>PNAF</strong> riserva oltre un    terzo delle frequenze pianificabili alle emittenti televisive locali. Al   fine di  garantire il massimo pluralismo e di favorire un uso   efficiente ed effettivo  delle frequenze, la pianificazione di dettaglio   avverrà attraverso la  convocazione di appositi &#8216;<strong>tavoli tecnici</strong>&#8216;,   anche per assicurare  continuità a quanto avvenuto regioni che hanno   già effettuato il passaggio al  digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Il provvedimento    approvato oggi sarà dunque completato nei suoi aspetti attuativi via   via che i  tavoli tecnici relativi alle aree ancora da digitalizzare   avranno concluso il  loro lavoro. Il Piano pone particolare attenzione   alla futura utilizzazione  delle frequenze che, secondo gli indirizzi   comunitari, sono destinate a servizi  di telecomunicazioni (dividendo   digitale esterno) per servizi innovativi quali  la<strong> banda larga mobile</strong> di quarta generazione. E&#8217; infatti previsto, sin da  ora, di mettere a   disposizione di tali servizi le risorse inutilizzate (le  cosiddette <strong>white   spaces</strong>). L&#8217;azione di riorganizzazione dello spettro  frequenziale   dovrà essere condotta in cooperazione con il ministero dello  Sviluppo   Economico che ha competenza sulle modifiche del Piano nazionale di    ripartizione delle frequenze. </p>
<p align="justify">Calabrò, nell&#8217;esprimere  soddisfazione per la decisione   assunta dal Consiglio dell&#8217;Agcom, ha dichiarato: <em>&#8220;il Piano di   assegnazione delle frequenze è un adempimento caratterizzante e    fondante dell&#8217;attività dell&#8217;Agcom ed è stato adottato dopo   un&#8217;approfondita  consultazione che ha coinvolto tutti i soggetti   interessati e a seguito di un  confronto con il ministero per lo   Sviluppo Economico, al quale spettano le  attività di coordinamento   delle frequenze in sede internazionale. L&#8217;approvazione  del Piano   rappresenta un passaggio ineludibile che l&#8217;Autorità, in linea con il    suo ruolo istituzionale, ha portato a compimento in piena autonomia   tecnica ed è  dotato della necessaria flessibilità per rispondere alle   esigenze attuali e ai  futuri sviluppi tecnologici &#8216;.</em></p>
<p align="justify">Il Consiglio   oggi ha anche ascoltato in audizione il presidente  della Regione   Puglia, <strong>Nichi Vendola</strong>, e il presidente della Regione  Molise, <strong>Michele   Angelo Iorio</strong>, in merito al <strong>Piano di numerazione  automatica</strong> dei canali della televisione digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Il piano, sempre   secondo  quanto si apprende, è stato modificato rispetto a quello   andato in consultazione  e su cui c&#8217;erano state molte critiche da parte   delle tv locali. Il piano  nazionale preparato dall&#8217;AGCOM ha l&#8217;obiettivo   di mettere ordine  nell&#8217;assegnazione delle frequenze in occasione del   passaggio al digitale  terrestre, avvenuto finora in assenza di un   impianto regolatorio unitario.</p>
<p align="justify">Martedì scorso Paolo  Gentiloni, Michele Meta,   Alessandro Maran, Francesco Boccia, Donata Lenzi,  Erminio Angelo   Quartiani e Roberto Giachetti con un’interrogazione parlamentare  al   Ministro dell&#8217;Economia e delle finanze, <strong>Elio Vito</strong>, hanno chiesto    chiarimenti in merito alla possibilità di assegnare ai nuovi servizi di    telecomunicazione, attraverso procedure di evidenza pubblica, le   frequenze  liberate a seguito del passaggio delle trasmissioni   televisive dall’analogico al  digitale.</p>
<p align="justify">I deputati hanno fatto  presente che   l&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese europeo che non ha deciso di seguire  questa   linea e hanno fatto riferimento alla Germania dove si sta svolgendo la    gara per assegnare alla telefonia mobile il <strong>dividendo di spettro </strong>liberato    dallo switch-off dell’analogico. La gara sta superando il tetto di 3,5   miliardi  di euro.</p>
<p align="justify">L&#8217;Italia ha, infatti,  deciso che, nell&#8217;ambito   televisivo, siano assegnate, non con una gara, ma  attraverso un <strong>beauty   contest</strong>, solo una piccola parte di frequenze, il  10%, destinata ai   nuovi entranti.</p>
<p> I parlamentari hanno quindi   chiesto se il Governo  intende considerare, sul modello tedesco, la   possibilità di ricavare fondi dalla  messa in gara delle frequenze,   anche in considerazione dell&#8217;invito dell&#8217;Unione  europea a destinare per   nuovi servizi di telecomunicazioni una parte delle  frequenze liberate   dalla transizione alla tv digitale. </p>
<p>  </p>
<p> Vito ha risposto che il ministero dello Sviluppo    economico ha allo studio, anche di concerto con l&#8217;Autorità per le   comunicazioni, <em>“nuovi criteri di &#8216;efficientamento&#8217; dello spettro   radioelettrico già  assegnato o da assegnare nelle aree televisive   digitalizzate e ancora da  digitalizzare”</em>.</p>
<p> L&#8217;ipotesi riguarda tra l&#8217;altro “<em>misure idonee a    recuperare capacità trasmissiva non utilizzata, così favorendo   eventualmente  processi di condivisione dei multiplex da destinare o già   destinati agli  operatori di rete in ambito locale”</em>. </p>
<p> L&#8217;obiettivo, ha spiegato Vito, è consentire <em>&#8216;la    razionale e non discriminatoria assegnazione al comparto   radiotelevisivo di  risorse frequenziali per la diffusione di un numero   di contenuti adeguati&#8217;.</em></p>
<p> Al tempo   stesso, <em>&#8216;si potranno accelerare le  procedure per la destinazione del   dividendo di spettro a nuovi servizi di  telecomunicazione, con   possibili fonti di ricavo derivanti dalla messa a gara a  offerta   economica di tali risorse&#8217;. </em>Quanto al cosiddetto <strong>beauty contest</strong>,    richiamato nell&#8217;interrogazione e riguardante l&#8217;assegnazione del   dividendo  digitale, le modalità di gara e il quantitativo delle   relative risorse &#8211; pari a  6 frequenze da assegnare per i nuovi entranti   &#8211; sono stati individuati dalla  Commissione europea nell&#8217;ambito delle   trattative per la chiusura della procedura  d&#8217;infrazione Ue nei   confronti dell&#8217;Italia.</p>
<p align="justify">Oggi intanto il Comitato  per l&#8217;applicazione del <strong>Codice   di autoregolamentazione</strong> in materia di  rappresentazione di vicende   giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive ha  approvato dei criteri   di massima per la valutazione di eventuali infrazioni al  Codice che,   in un&#8217;ottica di piena trasparenza, sono stati trasmessi dallo stesso    Comitato ai firmatari del Codice e cioè alle società <strong>Rai</strong>, <strong>Mediaset</strong> e <strong>Telecom Italia Media</strong>, alle associazioni rappresentative delle   emittenti <strong>Frt</strong> <strong>ed Aeranti-Corallo</strong>, all&#8217;<strong>Ordine dei   giornalisti </strong>e alla <strong>Federazione nazionale della stampa</strong>.</p>
<p align="justify">Il Codice di    autoregolamentazione, firmato il 21 maggio 2009, prevede che   l&#8217;accertamento  delle sue violazioni e l&#8217;adozione delle eventuali misure   correttive siano  riservate alla competenza di un apposito Comitato   costituito dai rappresentanti  delle parti firmatarie e da tre esperti   scelti dall&#8217;Autorità per le garanzie  nelle comunicazioni. Il Comitato   si è formalmente insediato il 17 dicembre 2009.</p>
<p align="justify">Va dato atto   alle parti  firmatarie del Codice &#8211; emittenti, associazioni   rappresentative delle emittenti,  Fnsi e Ordine dei giornalisti &#8211; di   aver saputo coniugare i principi di libertà  di espressione e di   informazione e diritto degli utenti ad essere correttamente  informati.</p>
<p align="justify">Nel documento   varato si  precisa che il Comitato non ha competenza sui dibattiti ma   solo sulla  &#8220;simulazione o riproduzione o ricostruzione&#8221; di procedimenti   giudiziari.</p>
<p align="justify">Per quanto riguarda le <strong>docufiction</strong> come quelle di   &#8216;Annozero&#8217;, i criteri per valutare eventuali  infrazioni si basano   soprattutto sull&#8217;obbligo, per gli autori, di fare ricorso a  &#8220;<em>fonti   suscettibili di riscontro</em>&#8220;, che vanno fatte emergere &#8220;<em>anche in    modo sommario</em>&#8220;, oltre che sui doveri di &#8220;<em>veridicità</em>&#8220;, &#8220;<em>completezza</em>&#8220;,    &#8220;<em>imparzialità</em>&#8221; e &#8220;<em>rispetto del contraddittorio</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">Nessuna censura    preventiva potrà essere attuata, si precisa nel documento, che   sottolinea anche,  richiamandosi alla giurisprudenza di Cassazione, che   la valutazione  dell&#8217;obiettività di una ricostruzione può essere fatta &#8220;<em>solo   in base  all`accuratezza con cui l`operatore dell`informazione ha   effettuato la verifica  delle proprie fonti&#8221;.</em> Quindi il Comitato   valuterà solo &#8220;<em>eventuali  scostamenti tra le informazioni rese   durante la trasmissione e &#8216;i fatti e gli  atti risultanti dallo stato in   cui si trova il procedimento&#8217;&#8221;.</em></p>
<p align="justify">L&#8217;equilibrio nella  rappresentazione dei   fatti non significa un conteggio &#8220;meccanico&#8221; dei tempi  assegnati alle   tesi di accusa e difesa: anche <em>&#8220;l&#8217;esigenza del contraddittorio    immediato, vale a dire con la presenza fisica di rappresentanti delle    contrapposte tesi nel contesto della medesima trasmissione, deve essere   valutata  &#8211; </em>scrive il Comitato<em> &#8211; alla luce della natura e   dell&#8217;impostazione del  programma, nonché dei suoi contenuti e della sua   durata&#8221;.</em> Infine, il  Comitato mette in guardia gli autori e   giornalisti televisivi dall’allestimento <em>&#8220;di veri e propri &#8216;racconti a   tesi&#8217;, spesso giustificati da elementi  narrativi del tutto ultronei   all’indagine e ai rilievi dell’indagine  giudiziaria&#8221;,</em> perché questo   metodo rischia di &#8220;<em>implicare un grave  pregiudizio del diritto alla   rispettabilità e all`onorabilità delle persone  coinvolte&#8221;.</em></p>
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		<title>Digitale terrestre. Vito: ‘Allo studio criteri per efficientamento delle frequenze’. Ma per Gentiloni ‘Governo troppo televisivo’</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 10:21:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Question time sugli orientamenti del Governo in merito alla possibilità di assegnare ai nuovi servizi di telecomunicazione, attraverso procedure di evidenza pubblica, le frequenze liberate a seguito del passaggio delle trasmissioni televisive dall’analogico al digitale. Paolo Gentiloni, Michele Meta, Alessandro Maran, Francesco Boccia, Donata Lenzi, Erminio Angelo Quartiani e Roberto Giachetti hanno fatto presente al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> Question time sugli orientamenti   del Governo in merito alla possibilità di  assegnare ai <strong>nuovi servizi   di telecomunicazione</strong>, attraverso procedure di  evidenza pubblica,   le frequenze liberate a seguito del passaggio delle  trasmissioni   televisive dall’analogico al digitale.</p>
<p align="justify"> Paolo Gentiloni, Michele Meta, Alessandro Maran,   Francesco Boccia, Donata Lenzi,  Erminio Angelo Quartiani e Roberto   Giachetti hanno fatto presente al Ministro  dell&#8217;Economia e delle   finanze, Elio Vito, che in Germania si sta svolgendo la  gara per   assegnare alla telefonia mobile il <strong>dividendo di spettro</strong> liberato    dallo switch-off dell’analogico. La gara sta superando il tetto di <strong>3,5    miliardi di euro</strong>.</p>
<p align="justify"> L&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese   europeo che non ha deciso di destinare ai nuovi servizi  di   telecomunicazioni una parte delle frequenze liberate nel passaggio    dall&#8217;analogico al digitale; </p>
<p align="justify">il  Governo italiano ha deciso   che, nell&#8217;ambito televisivo, siano assegnate, non con  una gara, ma   attraverso un <strong>beauty contest</strong>, solo una piccola parte di    frequenze, il 10%, destinata ai nuovi entranti. Il Cipe, tra l’altro,   non ha  deliberato nemmeno una parte degli <strong>800 milioni </strong>di   investimenti pubblici  per la banda larga previsti dal piano del   Governo. </p>
<p align="justify">I  parlamentari hanno quindi   chiesto se il Governo intende considerare, sul modello  tedesco, la   possibilità di ricavare fondi dalla messa in gara delle frequenze,    anche in considerazione dell&#8217;invito dell&#8217;Unione europea a destinare per   nuovi  servizi di telecomunicazioni una parte delle frequenze liberate   dalla  transizione alla tv digitale. </p>
<p align="justify"> Vito ha risposto che Il ministero dello Sviluppo   economico ha allo studio, anche  di concerto con l&#8217;Autorità per le   comunicazioni, <em>“nuovi criteri di &#8216;efficientamento&#8217;  dello spettro   radioelettrico già assegnato o da assegnare nelle aree televisive    digitalizzate e ancora da digitalizzare”</em>.</p>
<p align="justify"> L&#8217;ipotesi   riguarda tra l&#8217;altro “<em>misure idonee a recuperare capacità    trasmissiva non utilizzata, così favorendo eventualmente processi di    condivisione dei multiplex da destinare o già destinati agli operatori   di rete  in ambito locale”</em>. </p>
<p align="justify"> L&#8217;obiettivo, ha   spiegato Vito, è consentire <em>&#8216;la razionale e non  discriminatoria   assegnazione al comparto radiotelevisivo di risorse frequenziali  per la   diffusione di un numero di contenuti adeguati&#8217;.</em></p>
<p align="justify">Al  tempo stesso, <em>&#8216;si potranno accelerare le   procedure per la destinazione del  dividendo di spettro a nuovi servizi   di telecomunicazione, con possibili fonti  di ricavo derivanti dalla   messa a gara a offerta economica di tali risorse&#8217;. </em>Quanto al   cosiddetto <strong>beauty contest</strong>, richiamato nell&#8217;interrogazione e    riguardante l&#8217;assegnazione del dividendo digitale, le modalità di gara e   il  quantitativo delle relative risorse &#8211; pari a 6 frequenze da   assegnare per i  nuovi entranti &#8211; sono stati individuati dalla   Commissione europea nell&#8217;ambito  delle trattative per la chiusura della   procedura d&#8217;infrazione Ue nei confronti  dell&#8217;Italia.</p>
<p align="justify"> Dopo l’interrogazione, Gentiloni,   responsabile Comunicazioni del Pd, ha  affermato che “<em>la risposta del   ministro Vito conferma le preoccupazioni che  avevamo: il governo sta   sottovalutando l`importanza degli investimenti su  internet che hanno   anche un potere moltiplicativo sull`occupazione. Il governo  Berlusconi è   un governo troppo televisivo&#8221;.</em></p>
<p align="justify"> <em> &#8221;L&#8217;Italia – </em>haproseguito &#8211; <em>a   differenza di gran parte dei  paese europei non ha ancora deciso di   destinare ai nuovi servizi di  telecomunicazioni una parte delle   frequenze liberate nel passaggio alla tv  digitale”.</em></p>
<p align="justify"> <em>&#8220;In Germania</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>la gara che si è   conclusa la settimana  scorsa per assegnare alla telefonia mobile il   dividendo di spettro liberato dal  passaggio della tv al digitale, si è   conclusa assicurando alle casse 4,4  miliardi di euro. In tempi di crisi   è dunque molto importante fare questo  passaggio sia per le entrate   delle casse dello Stato che per le ricadute  positive sull`occupazione.   Nel nostro Paese le vecchie frequenze liberate dal  passaggio al   digitale rimarranno ai vecchi editori. Questa scelta del governo    Berlusconi di difendere il vecchio club televisivo impedisce allo Stato   un  introito paragonabile a quello di misure come il blocco degli   stipendi pubblici  oppure l`ennesimo condono edilizio. La conferma di un   uso televisivo di tutte le  frequenze mette in fine a rischio i   collegamenti in banda larga dalle reti  mobili, collegamenti sempre più   preziosi vista la diffusione degli smartphone e  degli iPad&#8221;.</em></p>
<p>Digitale terrestre. Vito: ‘Allo studio criteri per efficientamento delle frequenze’. Ma per Gentiloni ‘Governo troppo televisivo’</p>
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		<title>Digitale terrestre: mentre Francia e Spagna dicono addio all’analogico, la Repubblica Ceca testa lo standard Dvb-T2</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 10:20:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche l’Europa procede spedita verso il digitale terrestre: in Francia, in particolare, nella notte tra il 17 e il 18 maggio scorsi, è stato spento  definitivamente il segnale della TV analogica terrestre nella regione Pays de la Loire nella parte nord-occidentale della Francia. La transizione, che si è conclusa regolarmente, ha coinvolto un totale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche l’Europa procede  spedita verso il <strong>digitale   terrestre</strong>: in <strong>Francia</strong>, in particolare,  nella notte tra il 17   e il 18 maggio scorsi, è stato spento  definitivamente il  segnale   della TV analogica terrestre nella regione <strong>Pays de la Loire</strong> nella    parte nord-occidentale della Francia. La transizione, che si è   conclusa  regolarmente, ha coinvolto un totale di 1,2 milioni di   famiglie, a cui <strong>France  Télé Numérique</strong> (l’organismo incaricato di   coordinare la transizione) aveva  inviato a metà marzo una guida   informativa per comunicare tempi e modalità del  passaggio.</p>
<p>Lo <strong>switch-off</strong> della regione Pays de la Loire segue quello dell’Alsazia e della Bassa    Normandia, avvenuti rispettivamente nel febbraio e marzo scorsi.   Secondo quanto  previsto dal calendario di switch-off 2010, la prossima   tappa sarà il  completamento della transizione in Bretagna (8 giugno),   per un totale di circa  3,1 milioni di individui coinvolti.</p>
<p>L’Autorità   francese,  per le <strong>tlc</strong>, le <strong>Conseil Superior de l’Audiovisuel</strong>,   ha annunciato  che verranno lanciati due nuovi <strong>multiplex TDT</strong> una   volta completata la  transizione al digitale sull’intero territorio   nazionale nel novembre 2011. Il <strong>Mux R7 </strong>offrirà due nuovi canali   gratuiti in HD e due canali a pagamento  in SD. Il <strong>Mux R8</strong> sarà   riservato a nuovi canali da parte dei <strong> broadcaster</strong> privati   commerciali già presenti sulla <strong>TV analogica terrestre</strong> (ovvero   TF1, M6 e Canal Plus), a titolo “compensatorio” per lo spegnimento    dell’offerta analogica.</p>
<p>Facendo seguito alla  consultazione avviata nel giugno   2009, CSA ha stabilito la riallocazione della  capacità TDT liberata da <strong>Canal   J </strong>e <strong>AB1</strong>, i due <strong>canali pay</strong> che avevano rinunciato   alla trasmissione TDT. CSA ha scelto di riservare la  capacità ad un   canale pubblico gratuito e ad un canale a pagamento.</p>
<p>L’operatore di    servizio pubblico <strong>France Télévisions</strong> lancerà quindi a livello   nazionale  France Ô, canale indirizzato ai “territori d’oltre mare”   prima ricevibile su TDT  nella Francia Metropolitana nella sola regione   di Parigi. Per quanto riguarda il  nuovo canale pay, verrà indetta   prossimamente una procedura di assegnazione.</p>
<p><strong>L’Autorità  Antitrust   britannica OFT</strong> (Office of Fair Trading) non indagherà invece su <strong> Project Canvas</strong>, l’importante iniziativa, finalizzata al lancio di   servizi  “ibridi” <strong>broadcast/broadband</strong>, intrapresa da <strong>BBC, ITV,   Channel 4, Five,  BT, Talk Talk </strong>e<strong> Arqiva</strong>. </p>
<p>Il “non luogo a    procedere” si basa sul fatto che nessuno dei partecipanti, BBC   compresa,  contribuisce alla Joint Venture apportando una propria   attività commerciale  preesistente. Eccetto BBC, che ha contribuito con   attività di ricerca e sviluppo  preesistenti, l’OFT nota inoltre che   l’apporto degli altri sei partecipanti è  primariamente di natura   finanziaria. Project Canvas è una iniziativa congiunta  che mira a   definire standard tecnici condivisi per portare contenuti e servizi    Internet direttamente sul televisore tramite ricevitori “ibridi” (c.d.    Over-the-Top TV, OTT TV).</p>
<p>Oltre che in Francia,  la transizione al digitale   riguarda anche Spagna e Repubblica Ceca. Oltralpe, in  particolare,   pronto dopo lo switch-off, la promozione di nuove offerte da parte    degli editori della TDT. L’operatore pubblico <strong>RTVE,</strong> che ha ora a    disposizione due interi multiplex, ha annunciato il prossimo lancio di   un canale  culturale (Cultural.es) e di due canali in <strong>Alta   Definizione,</strong> TeleDeporte  HD e TVE HD, quest’ultimo già disponibile   come servizio sperimentale in alcune  delle maggiori città (tra cui   Madrid). Nelle prossime settimane dovrebbe  debuttare su TDT, sul Mux   gestito da Vocento, il canale musicale <strong>MTV</strong>,  finora disponibile   solo via cavo e satellite. </p>
<p>Intanto,  sempre in  Francia, ha fatto il suo   debutto sulla TDT Pay, il canale di intrattenimento <strong> AXN</strong> venduto   in abbinamento all’unico altro servizio a pagamento presente  (Gol   Television). Per il prossimo settembre, dovrebbe debuttare sulla TDT Pay    anche Prisa, probabilmente con due canali. <strong>Prisa</strong> ha rinunciato a   lanciare  una piattaforma <strong>Pay-TV</strong> separata e si appoggerà a TDT   Premium, la  piattaforma operata da Abertis Telecom che ospita i due   canali pay oggi  presenti. Prisa, che utilizzerà il sistema di accesso   condizionato Nagravision,  potrà così sfruttare il parco ricevitori già   installato.</p>
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		<title>Digitale terrestre. Romani smentisce indiscrezioni su sostituzione Scajola e su Sky attende convocazione Almunia prima della decisione</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 10:15:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Penso che mi occuperò di telecomunicazioni ancora per abbastanza tempo”. Così, il viceministro per le Comunicazioni Paolo Romani ha risposto ai giornalisti a Bruxelles, a margine di una riunione dei 27 responsabili ministeriali del settore al Consiglio europeo, che gli chiedevano se continuerà ad occuparsi di questo dossier o se invece la prossima volta sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> <em>“Penso che mi occuperò di telecomunicazioni ancora   per abbastanza tempo”</em>.  Così, il viceministro per le Comunicazioni <strong>Paolo   Romani</strong> ha risposto ai  giornalisti a Bruxelles, a margine di una   riunione dei 27 responsabili  ministeriali del settore al Consiglio   europeo, che gli chiedevano se continuerà  ad occuparsi di questo   dossier o se invece la prossima volta sarà nella capitale  belga con un   altro incarico.</p>
<p align="justify">Il  riferimento è alle voci dei   giorni scorsi, che davano Romani tra i candidati  alla successione del   ministro dello Sviluppo economico <strong>Claudio Scajola</strong>.</p>
<p align="justify"> Romani è anche intervenuto sul   caso Sky, sostenendo che<em> “…il ministero  attende con fiducia  la   risposta della Commissione europea” </em>sulla richiesta  del gruppo   italiano del magnate dei media Rupert Murdoch.</p>
<p align="justify">Il  viceministro ha ribadito la posizione del governo   contraria all&#8217;accesso di Sky  ai multiplex perché <strong>News Corp</strong> non   può essere considerato &#8220;<em>un nuovo  entrante</em>&#8220;, “<em>del resto anche   la risposta del mercato italiano è stata  chiara su questo&#8221;.</em></p>
<p align="justify"> Dai market test effettuati   dalla Ue si desume che la  maggioranza degli operatori sarebbe in linea   di massima contraria all&#8217;ingresso  di Sky sul digitale terrestre prima   del termine fissato da Bruxelles, mentre i  consumatori guarderebbero   con favore a questa prospettiva.</p>
<p align="justify">In  ogni caso, la Commissione europea nelle scorse   settimane ha già dato dei segnali  che vanno in direzione di un sì   condizionato alla richiesta di Sky Italia:  secondo indiscrezioni, a Sky   sarebbe permesso di trasmettere solo in chiaro e  sarebbe vietata   l&#8217;offerta pay-tv, settore nel quale detiene una <strong>posizione  dominante</strong>.</p>
<p align="justify">In  ogni caso, ha precisato Romani, <em>“…prima di prendere una decisione definitiva</em>&#8221;  sull&#8217;ammissione   di Sky Italia alla gara, &#8220;<em>il commissario alla Concorrenza  Joaquin   Almunia mi ha garantito che mi avrebbe </em>incontrato&#8221;.</p>
<p align="justify">E  ha ricordato di aver ricevuto il mese scorso una   lettera da Almunia &#8220;<em>nella  quale si sottolineava che News Corp non   faceva parte della lista del &#8216;beauty  contest&#8217; per i nuovi entranti sul   mercato televisivo digitale</em>&#8220;.</p>
<p align="justify"> <em>&#8220;Immaginiamo   che questa lettera sia alla base del ragionamento che i servizi  di   Almunia faranno&#8221;</em>, ha affermato il viceministro.</p>
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