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	<title>Tv Digitali.eu &#187; legge Gasparri</title>
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		<title>Digitale terrestre: l’Agcom chiude istruttoria su Mediaset. Non supera i limiti della Legge Gasparri</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 15:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mediaset non supera il tetto del 20% di capacit&#224; trasmissiva in digitale, limite stabilito dalla legge Gasparri. Lo ha deciso, secondo alcune indiscrezioni, l&#8217;Autorit&#224; per le Garanzie nelle comunicazioni che, dunque, ha chiuso l&#8217;istruttoria aperta nei mesi scorsi sul calcolo dei canali televisivi digitali. La fonte riferisce che &#232; possibile che l&#8217;Authority si riservi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Mediaset</strong> non supera il tetto del 20% di capacit&agrave; trasmissiva in digitale, limite stabilito dalla <strong>legge Gasparri</strong>.  Lo ha deciso, secondo alcune indiscrezioni, l&#8217;Autorit&agrave; per le Garanzie  nelle comunicazioni che, dunque, ha chiuso l&#8217;istruttoria aperta nei  mesi scorsi sul calcolo dei canali televisivi digitali. </p>
<p align="justify">La fonte riferisce che &egrave; possibile che l&rsquo;Authority si riservi di fare ulteriori approfondimenti sul dossier. </p>
<p align="justify">Si sono intanto concluse in Valle d&rsquo;Aosta le operazioni di <strong>switch-off</strong>. La regione ha definitivamente abbandonato il segnale analogico per passare al digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Dallo  scorso 14 settembre, data di inizio della fase di passaggio, tutti i 74  comuni della Valle, si legge in una nota della Regione, sono stati  progressivamente coinvolti nell&#8217;innovazione della scelta tecnologica  che ha interessato circa 42 mila famiglie di abbonati Tv. </p>
<p align="justify">A  cominciare da domani sar&agrave; il Piemonte occidentale a completare la  migrazione verso la nuova tecnologia di trasmissione radiotelevisiva. </p>
<p align="justify">In  quindici giorni, fino al 9 ottobre, saranno convertiti pi&ugrave; di 1400  impianti televisivi e saranno coinvolti oltre 900 comuni e quasi tre  milioni di cittadini delle province di Torino e Cuneo. </p>
<p align="justify">Riguardo  alle preoccupazioni di alcuni comuni delle valli alpine che temono  delle difficolt&agrave; sui ripetitori, il Viceministro delle Comunicazioni, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, ha assicurato: &ldquo;<em>Nessuno rester&agrave; senza Tv. L&rsquo;incubo dello schermo nero non ci sar&agrave;&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Aggiungendo: &ldquo;<em>Contiamo  di risolvere al pi&ugrave; presto i problemi: Rai, Regione e ministero si  stanno dando da fare perch&eacute; tutto avvenga nel pi&ugrave; breve tempo e nel  miglior modo possibile&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Romani ha anche ricordato che &ldquo;<em>gli impianti coinvolti sono 120-130, per alcune migliaia di utenti&rdquo;</em>, e sottolineato che in ogni caso i cittadini interessati <em>&ldquo;continueranno a vedere la Tv in analogico&rdquo;</em> fino a quando l&rsquo;impasse non sar&agrave; superata. </p>
<p align="justify">In ogni caso, &ldquo;<em>dall&rsquo;analisi quotidiana delle telefonate al call center del ministero</em> &#8211; ha detto &#8211; <em>risulta che i cittadini sono pi&ugrave; diligenti di quanto si immagini e si sono attrezzati per il passaggio alla nuova tecnologia</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Restano per&ograve; &ldquo;<em>ancora poche le richieste di bonus per l&rsquo;acquisto dei decoder: pu&ograve; darsi -</em> ha concluso -<em> che nella prima fase del passaggio al digitale i cittadini abbiano  preferito munirsi di semplici zapper e magari pi&ugrave; avanti sceglieranno  un decoder interattivo&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/04/Ambrogetti_Andrea.html">Andrea Ambrogetti</a>, presidente di <strong>DGTVi</strong> (l&#8217;associazione che raccoglie tutti i broadcaster che offrono servizi  gratuiti sulla piattaforma del digitale terrestre), ha commentato<em>:  &ldquo;A poche ore dall&#8217;avvio delle operazioni di passaggio definitivo al  digitale terrestre e a conclusione dello switch-over della Valle  d&#8217;Aosta solo una famiglia su dieci nella Regione riceve la televisione  ancora in analogico&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Quanto alla Rai, il vicedirettore generale <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/11/Leone_Giancarlo.html">Giancarlo Leone</a> ha sottolineato che l&rsquo;azienda &ldquo;<em>ha  tutte le carte in regola sugli impianti: sono stati effettuati tutti i  controlli di nostra competenza, nessuno pu&ograve; denunciarci n&eacute; assumere  iniziative contro di noi. I problemi riguardano qualche migliaio di  piemontesi, pur rispettabilissimi, su oltre due milioni di cittadini  interessati. Ci auguriamo che i problemi vengano risolti brillantemente  nelle prossime ore&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Riguardo al <strong>decoder unico</strong>, Leone ha commentato che &ldquo;<em>sarebbe la soluzione migliore</em>&rdquo;, precisando che &ldquo;<em>Il  decoder unico non dipende dalla Rai n&eacute; dai broadcaster che fanno capo  all&#8217;associazione DGTVi, ma dalla disponibilit&agrave; degli operatori di  mettere a disposizione dell&#8217;industria le specifiche tecniche dei propri  apparecchi&rdquo;. </em>Un chiaro messaggio a Sky, il cui decoder &egrave; &#8216;chiuso&#8217;. </p>
<p align="justify">La Rai, quindi, &ldquo;<em>pu&ograve; solo sollecitarne l&#8217;accelerazione a livello amministrativo, legislativo o contrattuale&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Romani ha replicato che &ldquo;<em>il  decoder unico ci sar&agrave; quando le tre piattaforme, satellite, digitale  terrestre e Iptv, saranno sostanzialmente allo stesso livello e a  disposizione di tutti&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;A  quel punto forse le aziende stesse svilupperanno un sistema unico di  ricezione e di ritrasmissione del segnale perch&eacute; possa essere percepito  dagli utenti&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Di recente anche l&rsquo;Agcom ha aperto un&#8217;istruttoria per verificare tutte le iniziative utili all&#8217;adozione di un decoder unico. </p>
<p align="justify">Parlando poi di <strong>Tiv&ugrave; Sat</strong>, la nuova piattaforma di Rai, Mediaset e TI Media&nbsp; lanciata a luglio per coprire le zone d&rsquo;ombra della DTT, Leone ha detto: &ldquo;<em>Il vero concorrente di Sky &egrave; il digitale terrestre, il confronto non &egrave; tra gruppi ma tra piattaforme&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">E ha precisato che &ldquo;<em>non esiste concorrenza</em>&rdquo; tra questa neonata piattaforma e quella Sky. &ldquo;<em>La nostra &egrave; una piattaforma gratuita</em>&rdquo;  dove confluisce tutta l&#8217;offerta gratuita del servizio pubblico e quella  altrettanto gratuita di altri operatori. Infine Leone ha annunciato che  c&rsquo;&egrave; un progetto di avere un canale anche in HD. </p>
<p align="justify">Sono &ldquo;circa 25 mila&rdquo;, alla terza settimana di settembre, le tesserine gi&agrave; attive di Tiv&ugrave; Sat, ma si punta a raggiungerne &ldquo;<em>300 mila entro fine anno</em>&rdquo; e a <em>&ldquo;1 milione a fine 2010</em>&Prime;. Sono le previsioni del presidente, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/09/Balestrieri_Luca.html">Luca Balestrieri</a>, che asserisce: &ldquo;<em>Siamo molto soddisfatti</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Ad  agosto, mese di rodaggio per Tiv&ugrave; Sat, i decoder disponibili nei negozi  erano 10 mila, la met&agrave; dei quali &egrave; stata venduta, con 5.000  attivazioni. Da met&agrave; settembre si &egrave; arrivati a 40-50 mila pezzi sugli  scaffali e alla terza settimana del mese abbiamo toccato le 20 mila  attivazioni, a un ritmo di 800-1.000 al giorno. Siamo quindi a 25 mila  card attive e il ritmo &egrave; in crescita</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Di questo passo, ha evidenziato il presidente di Tiv&ugrave; Sat, &ldquo;<em>l&rsquo;obiettivo  sfidante &egrave; mettere a disposizione dei produttori 300 mila decoder entro  dicembre: potenzialmente entro Natale ci saranno 300 mila decoder nelle  case. E non &egrave; impossibile raggiungere il traguardo di 1 milione a fine   2010&rdquo;  . </em></p>
<p align="justify">Quanto ai costi, &ldquo;<em>Tiv&ugrave; Sat non supera i due milioni l&rsquo;anno&rdquo;, </em>divisi tra i broadcaster che l&rsquo;hanno fondata.</p>
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		<title>Digitale terrestre: l’Agcom approva il regolamento per l’assegnazione delle nuove frequenze. A settembre si esprimerà su Tivù Sat</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/07/30/digitale-terrestre-l%e2%80%99agcom-approva-il-regolamento-per-l%e2%80%99assegnazione-delle-nuove-frequenze-a-settembre-si-esprimera-su-tivu-sat/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 09:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Autorit&#224; per le Garanzie nelle comunicazioni ha approvato il regolamento in vista del bando per l&#8217;assegnazione delle nuove frequenze in digitale che saranno messe a gara dal ministero dello Sviluppo economico. Relatori del provvedimento sono i commissari Michele Lauria e Stefano Mannoni. Il regolamento, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa, va ora in consultazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Autorit&agrave; per le Garanzie nelle comunicazioni ha approvato il <strong>regolamento</strong> in vista del bando per l&#8217;assegnazione delle nuove <strong>frequenze in digitale</strong> che saranno messe a gara dal ministero dello Sviluppo economico. </p>
<p>Relatori del provvedimento sono i commissari <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Lauria_Michele.html">Michele Lauria</a> e <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/10/Mannoni_Stefano.html">Stefano Mannoni</a>. </p>
<p>Il  regolamento, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa, va ora in  consultazione pubblica per 45 giorni. Ieri al Consiglio c&rsquo;&egrave; stata anche  un&#8217;informativa sull&#8217;avvio della piattaforma satellitare <strong>Tiv&ugrave; Sat</strong> dove confluiranno i canali di Rai, Mediaset e La7; a settembre l&#8217;Autorit&agrave; si esprimer&agrave; sulla questione. </p>
<p>Un&#8217;istruttoria  &egrave; stata gi&agrave; aperta, anche se subito dopo si &egrave; fermata perch&eacute; manca il  contratto che formalizza l&#8217;intesa a tre annunciata. Lo ha detto <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabr&ograve;</a>, presidente dell&#8217;Autorit&agrave; per le comunicazioni nel corso dell&#8217;ultima audizione in Commissione di Vigilanza. </p>
<p><em>&ldquo;L&#8217;Agcom  sta valutando la novit&agrave; e la natura di questa intesa, ma anche  l&#8217;impatto dell&#8217;operazione. Per ora, per&ograve;, non c&rsquo;&egrave; un contratto tra le  parti e quindi l&#8217;istruttoria &egrave; ferma&rdquo;. </em> </p>
<p><em>&ldquo;La concessionaria pubblica si &egrave; riservata di trasmettercelo appena sar&agrave; stato siglato. L&rsquo;operazione</em> &#8211; ha aggiunto <em>-  presenta profili di competenza dell&rsquo;Antitrust, per quanto riguarda la  concorrenza, e di nostro interesse, per quanto attiene alla tutela del  pluralismo&rdquo;. </em> </p>
<p>A  margine dell&#8217;audizione, il presidente &egrave; stato sollecitato ancora  sull&#8217;argomento, e in particolare sull&#8217;eventualit&agrave; che questa nuova  piattaforma satellitare possa non essere fruita da un numero  significativo di utenti cos&igrave; come avviene oggi con i canali Rai su Sky,  e quindi di fatto il contratto di servizio Rai-Stato finirebbe con  l&#8217;essere in qualche modo &#8216;depotenziato&#8217;. Calabr&ograve; ha replicato: &ldquo;<em>la risposta la conosco ma non la fornisco ora&#8230; Se cambio giacca </em>(parlando quindi da giurista quale &egrave;, <em>ndr</em>) <em>&egrave; un conto, ma qui rappresento altro&rdquo;.</em> </p>
<p><a name="topPage" id="topPage">Il  presidente dell&rsquo;Agcom, presentando nei giorni scorsi la Relazione  annuale al Parlamento ha sollecitato l&rsquo;anticipazione della data finale  dello switch-off, fissata a novembre 2012, spiegando che &ldquo;<em>si abbrevierebbe cos&igrave; il divide fra il resto d&#8217;Italia e la Sicilia e la Calabria </em>(destinate a passare al digitale per ultime); <em>si ridurrebbero inoltre i costi della transizione&rdquo;.</em> </a></p>
<p><em>&ldquo;&hellip;Il passaggio al digitale &egrave; in corso e sostanzialmente funziona&quot;</em> e il <em>&ldquo;metodo a macchia di leopardo si dimostra conducente allo scopo</em>&rdquo;, ma sarebbe opportuno &ldquo;<em>accelerare il processo</em>&rdquo;  magari proseguendo con le agevolazioni all&#8217;acquisto dei decoder per le  fasce pi&ugrave; deboli e alla massima informazione ai cittadini, perch&eacute; <em>&ldquo;il passaggio al digitale deve essere accettato dalla popolazione, non subito</em>&rdquo;.&nbsp; </p>
<p>Per Calabr&ograve;, il passaggio al digitale terrestre ha rappresentato l&#8217;occasione per il &ldquo;<em>riordino del settore</em>&rdquo;  televisivo, dopo gli interventi della Corte Costituzionale e la  procedura comunitaria avviata per i trent&#8217;anni di mancata  regolamentazione dello spettro radiotelevisivo. </p>
<p>Grazie alla &ldquo;<em>cura dimagrante imposta</em>&rdquo; agli incumbent, come Rai e Mediaset, e a una &ldquo;<em>maggiore efficienza</em>&rdquo; nell&#8217;utilizzo delle frequenze, con il passaggio definitivo al digitale terrestre &ldquo;<em>risulter&agrave;  disponibile un dividendo nazionale di 5 reti, che verr&agrave; messo a gara  con criteri e correttivi che garantiranno l&#8217;apertura alla concorrenza,  l&#8217;ingresso di nuovi operatori e la valorizzazione di nuovi programmi&rdquo;. </em></p>
<p>Il  presidente dell&rsquo;Agcom ha ricordato come grazie alla delibera  dell&#8217;Authority di aprile 2009, recepita nella legge comunitaria del  2008, &ldquo;<em>&egrave; stato portato a felice conclusione dal viceministro Romani&quot;</em> il dialogo con     la commissione Ue    , che ha interrotto la <strong>procedura d&#8217;infrazione</strong> aperta contro l&#8217;Italia per alcune norme della <strong>legge Gasparri</strong>,  che a giudizio di Bruxelles rischiavano di ingessare anche il nuovo  mercato della Tv digitale, riservandosi di rinunciarvi formalmente  quando la delibera avr&agrave; trovato piena attuazione. La delibera, dettando  i criteri per il passaggio al digitale, risolve al contempo la  situazione &quot;country specific&quot;: Mediaset e Rai, ha spiegato Calabr&ograve;,  ridurranno le loro reti da     5 a    4, Telecom Italia da     4 a    3. Le altri emittenti nazionali manterranno le loro reti, compresa Europa 7, che ha la sua rete, &quot;<em>ponendo termine cos&igrave; a un contenzioso decennale&quot;. </em> </p>
<p>Il viceministro <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a> ha subito raccolto la proposta del presidente di anticipare lo switch-off, facendo sapere che &ldquo;<em>&egrave; possibile ridurrei tempi del passaggio al digitale terrestre&rdquo; </em> </p>
<p><em>&ldquo;Calabr&ograve; ha ragione. Restare con Sicilia e Calabria per ultime</em> &#8211; ha sostenuto Romani &#8211; <em>sembra  quasi fatto apposta per&ograve; c&rsquo;&egrave; anche un problema di coordinamento  internazionale. La scelta delle regioni &egrave; stata fatta in base ai  processi di coordinamento. Faccio l&#8217;esempio della Campania che &egrave; stata  scelta perch&eacute; circondata solo da confini nazionali. Certo &egrave; che un  ravvicinamento tra switch-over e switch-off potrebbe essere un  passaggio. Se accorciamo quel periodo &#8211; </em>ha concluso <em>- probabilmente si potrebbe ridurre i tempi&rdquo;. </em></p>
<p>Nella legge Comunitaria viene recepita come norma primaria la <strong><a href="http://www.agcom.it/default.aspx?message=viewdocument&amp;DocID=2964">delibera 181</a> </strong>dell&rsquo;Agcom che determina i criteri di pianificazione delle <strong>frequenze digitali</strong> e fissa in <strong>5 multiplex</strong> il <strong>dividendo digitale</strong> da assegnare mediante una procedura di gara, con riserva in favore dei nuovi entranti. Un impegno preso con   la Comunit&agrave; Europea  nel processo per la chiusura della procedura di infrazione ormai avviata verso la fase di chiusura. </p>
<p>Il provvedimento approvato in via definitiva dalla Camera contiene, inoltre, il recepimento della direttiva europea <strong><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:332:0027:0045:IT:PDF">2007/65/CE</a></strong> sui servizi di media audiovisivi conferendo la delega al governo per la  sua applicazione attraverso il decreto legislativo di modifica del  testo unico della radiotelevisione. </p>
<p>La Ue ha quindi chiesto: l&#8217;adozione di una <strong>delibera sul dividendo digitale</strong> che riguarda le nuove reti che si libereranno con il passaggio alla  nuova tecnologia, in base ai criteri gi&agrave; individuati dall&#8217;Agcom;  l&#8217;inserimento di tali criteri in una <strong>norma primaria di legge</strong>; la realizzazione del <strong>disciplinare di gara</strong> per l&#8217;assegnazione delle nuove frequenze come stabilito. </p>
<p>Romani ha precisato che &ldquo;<em>la  prima condizione &egrave; gi&agrave; realizzata, perch&eacute; l&#8217;Autorit&agrave; ha approvato  l&#8217;apposita delibera lo scorso aprile; la seconda &egrave; in via di  confezione, perch&eacute; con un emendamento abbiamo acquisito la delibera  dell&#8217;Agcom nella legge comunitaria che &egrave; in corso di approvazione alla  Camera. Quanto alla terza condizione, c&rsquo;&egrave; l&#8217;impegno a realizzare la  gara come stabilito dall&#8217;Authority&rdquo;. </em> </p>
<p>Il  viceministro ha spiegato che sar&agrave; previsto un dividendo digitale di  cinque multiplex che saranno messi a gara in base ai criteri gi&agrave;  definiti: tre saranno riservanti ai nuovi entranti, due saranno  destinati a qualsiasi offerente, fermo restando il limite di <strong>cinque multiplex</strong> per ciascun operatore fino allo switch-off. </p>
<p>Quanto alla gara, &ldquo;&hellip;<em>&egrave; prevista entro fine anno</em> &#8211; ha concluso Romani &#8211; <em>ma pensiamo di farla anche prima&rdquo;.</em></p>
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		<title>TDT. Mannoni (Agcom) si dimette dal Comitato Italia digitale: dopo le dichiarazioni di Romani ‘non ci sono più le condizioni per collaborare’</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/05/25/digitale-terrestre-da-analisi-dgtvi-%e2%80%98crescono-i-canali-mini-generalisti-in-europa%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 15:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il commissario dell&#8217;Autorit&#224; per le garanzie nelle Comunicazioni, Stefano Mannoni, ha annunciato le proprie &#8220;&#8230;dimissioni da vicepresidente del Comitato Italia Digitale&#8221;, l&#8217;organismo che coordina il passaggio alla Tv digitale terrestre. Una scelta maturata &#8220;in polemica &#8211; ha spiegato Mannoni &#8211; con le dichiarazioni del viceministro Romani ieri sera a Report&#8221;, il programma di Milena Gabanelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commissario dell&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle Comunicazioni, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/10/Mannoni_Stefano.html">Stefano Mannoni</a>, ha annunciato le proprie <em>&ldquo;&hellip;dimissioni da vicepresidente del Comitato Italia Digitale&rdquo;</em>, l&#8217;organismo che coordina il passaggio alla <strong>Tv digitale terrestre</strong>. </p>
<p>Una scelta maturata &ldquo;<em>in polemica</em> &ndash; ha spiegato Mannoni &#8211; <em>con le dichiarazioni del viceministro Romani ieri sera a Report</em>&rdquo;, il programma di <strong>Milena Gabanelli</strong> in onda in prima serata su Raitre. </p>
<p>Il  riferimento &egrave; a un passaggio della parte finale della puntata, nel  quale Romani ha ipotizzato che sia stato &ldquo;&hellip;qualche commissario  dell&#8217;Autorit&agrave; &ndash; ha precisato ancora Mannoni &#8211; <em>a fornire al giornalista di Report</em> (Bernardo Iovene, ndr) <em>il testo della lettera riservata della Commissione europea sulla procedura di infrazione&rdquo;</em> aperta da Bruxelles a carico dell&#8217;Italia nel 2006 per alcune norme della <strong>legge Gasparri</strong>. </p>
<p><em>&ldquo;&hellip;Non &egrave; la prima volta</em> &ndash; ha sottolineato Mannoni, uno dei commissari Agcom che fanno riferimento all&#8217;area di centrodestra &#8211; <em>che  Romani mostra un&#8217;eccessiva disinvoltura nei confronti delle prerogative  dell&#8217;Autorit&agrave;. Non deve minimamente affermare che i commissari  dell&#8217;Agcom forniscono documenti riservati ai giornalisti&rdquo;. </em></p>
<p>Per Mannoni, &ldquo;&hellip;<em>si  tratta dunque del punto di arrivo di un modo di fare del viceministro  che tiene in scarsa considerazione le nostre competenze. Non ritengo  dunque che vi siano pi&ugrave; le condizioni per continuare la collaborazione:  per questo ho presentato questa mattina la mia lettera di dimissioni al  presidente dell&#8217;Agcom <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabr&ograve;</a>&rdquo;.</em> </p>
<p>Continua intanto il passaggio dell&rsquo;Italia al <strong>digitale terrestre</strong>. <strong>Auditel</strong> certifica che dal mese di maggio il numero delle famiglie italiane dotate di <strong>decoder</strong> supera quelle in possesso di <strong>decoder satellitare</strong> (sia free che pay). Le famiglie che hanno accesso al digitale terrestre &#8211; spiega  la Newsletter  di Dgtvi &#8211; sono 7.363.103, pari al 31% delle famiglie italiane, mentre  le famiglie Sat sono 6.445.830 (il 27%), di cui 4.587.432 (il 19%)  abbonate a Sky. </p>
<p>I dati dell&#8217;ultima ricerca sulle dotazioni tecnologiche presenti nelle famiglie, curata da <strong>Ipsos</strong> per Auditel, allineano le stime a quelle di altri istituti di ricerca &#8211;  Makno (territoriale sulle dotazioni) e GFK (vendite di ricevitori) &#8211;  che gi&agrave; da tempo avevano sancito il primato della televisione digitale  terrestre in Italia. Il sorpasso avviene in virt&ugrave; della significativa  crescita del sistema che registra il +15% tra dicembre 2008 ed aprile  2009. </p>
<p>Nel  suo costante progredire, la televisione digitale terrestre arriva nella  media mensile di aprile a raggiungere l&#8217;11% di share di ascolti. Un  anno fa la quota di utilizzo fu del 4,6%, la crescita &egrave; quindi  superiore al 100% e nei primi mesi dell&#8217;anno e&#8217; del 29,4%. Cresce anche  il consumo in Sardegna, unica regione all digital: un punto in pi&ugrave;  nell&#8217;ultimo mese, dal 78,2% di marzo al 79,3% di aprile. A fronte  dell&#8217;aumento del digitale terrestre si registra un calo del satellite  che da marzo ad aprile perde un punto di quota e scende dal 21,8% al  20,7%. </p>
<p>Dal  20 maggio Rai 2 e Retequattro sono trasmesse solo in digitale in 568  comuni delle province di Torino, Cuneo, Asti e limitrofi (2,9 milioni  di individui). Mentre si avvicina per il Lazio la transizione alla Tv  digitale: vanno gi&agrave; in onda in Tv avvisi che informano del passaggio di  Raidue e Retequattro in digitale. Il 16 giugno Raidue e Retequattro  infatti si spengono in analogico e saranno visibili solo in digitale  per 158 comuni del Lazio. Successivamente, fra il 16 e il 30 novembre  2009, verr&agrave; spento il segnale analogico di tutti gli altri canali  presenti su gran parte del territorio laziale e sar&agrave; possibile ricevere  tutta l&#8217;offerta televisiva terrestre gratuita esclusivamente in  digitale. </p>
<p>Quanto  al Piemonte a meno di un mese dallo switch-over, &egrave; alto e qualificato  il livello di informazione: oltre il 90% degli intervistati sa del  passaggio e solo il 28% non ricorda la data prevista. Da fine aprile &egrave;  partita la campagna di comunicazione &#8211; spot TV, passaggi radio e  annunci stampa &#8211; promossa dal Consorzio Piemonte TDT (tutte le TV  locali della regione) e sostenuta dal Ministero dello Sviluppo  Economico-Comunicazioni.</p>
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		<title>Digitale terrestre: approvata Legge Comunitaria sulle frequenze Tv</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 15:14:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Camera ha concluso le votazioni sugli emendamenti e gli articoli del disegno di legge Comunitaria 2008 ma ora si attende l&#8217;esame in terza lettura del Senato. Il provvedimento contiene le misure per chiudere la procedura d&#8217;infrazione Ue sulla Legge Gasparri. La norma, introdotta nel corso dell&#8217;esame del provvedimento in Commissione, recepisce la delibera dell&#8217;Agcom [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Camera ha concluso le votazioni sugli emendamenti e gli articoli del <strong>disegno di</strong> <strong>legge Comunitaria</strong> 2008 ma ora si attende l&#8217;esame in terza lettura del Senato. Il provvedimento contiene le misure per chiudere la <strong>procedura d&#8217;infrazione</strong> Ue sulla <strong>Legge Gasparri</strong>.  La norma, introdotta nel corso dell&#8217;esame del provvedimento in  Commissione, recepisce la delibera dell&#8217;Agcom dello scorso aprile  relativa al <strong>digitale</strong> <strong>terrestre</strong>.</p>
<p>Come ha spiegato il viceministro allo Sviluppo economico, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, &egrave; il secondo tassello del percorso messo a punto con la Ue e che dovrebbe essere completato dalla gara per i <strong>cinque multiplex</strong>.</p>
<p>Altro  provvedimento quello che riguarda la pubblicit&agrave; televisiva: ci sar&agrave; la  pubblicit&agrave; occulta anche nei programmi Tv ma il governo vigiler&agrave; sul  rispetto delle norme per la tutela dei minori.</p>
<p>La Commissione Europea &egrave; pronta a <em>&ldquo;&hellip;chiudere la procedura di infrazione</em>&rdquo; aperta a carico dell&#8217;Italia nel 2006, ha assicurato Romani, spiegando che i Commissari Ue alla Concorrenza <strong>Neelie Kroes</strong> e ai Media <strong>Viviane Reding</strong> gli hanno scritto una lettera indicando <strong>tre condizioni</strong>, in via di realizzazione, per chiudere la procedura di infrazione. </p>
<p>La Ue ha quindi chiesto: l&#8217;adozione di una <strong>delibera sul dividendo digitale</strong> che riguarda le nuove reti che si libereranno con il passaggio alla  nuova tecnologia, in base ai criteri gi&agrave; individuati dall&#8217;Agcom;  l&#8217;inserimento di tali criteri in una <strong>norma primaria di legge</strong>; la realizzazione del <strong>disciplinare di gara</strong> per l&#8217;assegnazione delle nuove frequenze come stabilito. </p>
<p>Il viceministro ha sottolineato che &ldquo;<em>la  prima condizione &egrave; gi&agrave; realizzata, perch&eacute; l&#8217;Autorit&agrave; ha approvato  l&#8217;apposita delibera lo scorso aprile; la seconda &egrave; in via di  confezione, perch&eacute; con un emendamento abbiamo acquisito la delibera  dell&#8217;Agcom nella legge comunitaria che &egrave; in corso di approvazione alla  Camera. Quanto alla terza condizione, c&rsquo;&egrave; l&#8217;impegno a realizzare la  gara come stabilito dall&#8217;Authority&rdquo;. </em> </p>
<p>Il  sottosegretario ha spiegato che sar&agrave; previsto un dividendo digitale di  cinque multiplex che saranno messi a gara in base ai criteri gi&agrave;  definiti: tre saranno riservanti ai nuovi entranti, due saranno  destinati a qualsiasi offerente, fermo restando il limite di <strong>cinque multiplex</strong> per ciascun operatore fino allo switch-off. </p>
<p>Quanto alla gara, &ldquo;&hellip;<em>&egrave; prevista entro fine anno</em> &#8211; ha concluso Romani &#8211; <em>ma pensiamo di farla anche prima&rdquo;.</em> </p>
<p>La  procedura d&#8217;infrazione, aperta con una lettera di messa in mora  all&#8217;Italia del luglio 2006, accusava le legge Gasparri di attribuire un  &ldquo;chiaro vantaggio&rdquo; agli incumbent ovvero gli attuali grandi broadcaster  &#8211; Rai e Mediaset -, nelle modalit&agrave; del passaggio al digitale terrestre,  e questo a danno dei new entrant sul mercato radiotelevisivo e dei  piccoli operatori. </p>
</p>
<p>Come  Europa7, che gi&agrave; era stata discriminata per non aver ottenuto, pur  avendone diritto, le frequenze terrestri necessarie per trasmettere su  scala nazionale. Dopo un periodo insolitamente lungo (un anno invece  degli usuali due-tre mesi), il 19 luglio 2007 la Commissione era  passata al secondo stadio della procedura d&#8217;infrazione, inviando a Roma  un <strong>parere motivato</strong>, ultimo avvertimento prima del ricorso in  Corte di giustizia Ue. Un ricorso che ora, se l&#8217;Italia rispetter&agrave;  l&#8217;accordo, non ci sar&agrave;. </p>
<p>Le  condizioni dell&#8217;accordo, a cui ha fatto riferimento ieri Romani, erano  gi&agrave; chiaramente indicate nella lettera che la Kroes e la Reding hanno  inviato al sottosegretario il 3 aprile scorso. Le misure corrispondono  sostanzialmente alle esigenze che i due commissari avevano posto in una  precedente lettera del 4 febbraio, minacciando, nel caso che il governo  non le avesse accolte, il proseguimento della procedura d&#8217;infrazione  contro l&#8217;Italia.</p>
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		<title>Digitale terrestre: l’Agcom apre istruttoria sul calcolo dei canali Tv e rispetto della quota del 20%. Mediaset supera il tetto</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2009/05/08/digitale-terrestre-l%e2%80%99agcom-apre-istruttoria-sul-calcolo-dei-canali-tv-e-rispetto-della-quota-del-20-mediaset-supera-il-tetto/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 10:56:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Autorit&#224; per le garanzie nelle comunicazioni ha aperto un&#8217;istruttoria sul calcolo dei canali televisivi digitali e il rispetto della quota del 20% per soggetto, fissato dalla legge Gasparri. Secondo alcune stime, si legge oggi sul Sole 24 Ore, Mediaset sarebbe al di sopra del tetto, mentre la Rai &#232; al di sotto. Secondo una prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;Autorit&agrave; per le garanzie nelle comunicazioni ha aperto un&rsquo;<strong>istruttoria</strong> sul calcolo dei <strong>canali televisivi digitali</strong> e il rispetto della quota del 20% per soggetto, fissato dalla <strong>legge Gasparri</strong>. Secondo alcune stime, si legge oggi sul <em>Sole 24 Ore</em>, <strong>Mediaset</strong> sarebbe al di sopra del tetto, mentre la <strong>Rai</strong> &egrave; al di sotto. </p>
<p>Secondo  una prima rilevazione, eseguita a Roma il 4 maggio scorso, risulterebbe  che Mediaset dispone di 14 canali su 42 nazionali complessivi, con una  quota del 33,3%: escludendo i canali Studio Universal e Steel, non  attribuibili al gruppo anche se venduto con  la carta Mediaset Premium , la quota scenderebbe al 28%. La Rai &egrave; invece sotto il limite del 20%, con 8 canali su 42. </p>
<p>Il  mese scorso, l&rsquo;Autorit&agrave; ha approvato una delibera che avvia il percorso  per il definitivo spegnimento delle reti analogiche e la conversione  delle reti digitali esistenti. </p>
<p><em>&ldquo;&hellip;Il risultato raggiunto avvia un percorso di definitiva sistemazione delle radiofrequenze televisive in Italia&rdquo;</em>, ha affermato il presidente <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabr&ograve;</a>, commentando l&#8217;approvazione della disposizione che fissa i criteri per il passaggio alla Tv digitale. </p>
<p><em>&ldquo;&hellip;In  questi anni &egrave; sempre stata auspicata una definizione di regole che  garantissero la certezza del diritto e il rispetto dei principi  costituzionali e comunitari nell&#8217;interesse del pluralismo e della  concorrenza</em>&rdquo;, ha proseguito il presidente dell&rsquo;Agcom, spiegando che <em>&ldquo;&hellip;il  percorso avviato va in questa direzione. I successivi atti che  adotteremo serviranno a completare quella che mi auguro sia la cornice  giuridica di riferimento per il futuro sistema televisivo italiano con  una regolamentazione ben diversa dalla connotazione incerta che essa  aveva assunto in passato&rdquo;. </em> </p>
<p>La delibera stabilisce che le 21 reti nazionali in tecnica <strong>DVB-T</strong> saranno cos&igrave; suddivise: a) 8 reti saranno destinate alla conversione  delle attuali reti analogiche. Gli operatori nazionali esistenti  avranno assegnata capacit&agrave; trasmissiva sufficiente per la trasmissione  dei programmi a definizione standard ed ad alta definizione. Sar&agrave;  comunque garantito almeno un multiplex per operatore; b) 8 reti  digitali saranno dedicate alla conversione in tecnica singola frequenza  delle attuali reti digitali esistenti che oggi utilizzano il sistema  meno efficiente della multifrequenza. Ciascun operatore avr&agrave; diritto  alla conversione delle reti digitali attualmente operanti; c) all&#8217;esito  della conversione dell&#8217;attuale sistema televisivo nazionale risulter&agrave;  disponibile un dividendo nazionale di 5 reti, che verr&agrave; <em>&ldquo;messo a gara&rdquo;</em> con criteri di &ldquo;<em>massima apertura alla concorrenza&rdquo;. </em> </p>
<p>In particolare, i cinque lotti, cio&egrave; le 5 reti messe a gara, saranno divise in due parti: una, pari a tre lotti, sar&agrave; &ldquo;<em>riservata a nuovi entranti</em>&rdquo;  e dunque saranno esclusi i soggetti come Rai e Mediaset che hanno pi&ugrave;  di due reti nazionali in tecnica analogica; la seconda, pari a due  lotti, sar&agrave; aperta &ldquo;<em>a qualsiasi offerente&rdquo;</em>, ma ci sar&agrave; un limite di <strong>cinque multiplex</strong> per ciascun operatore. </p>
<p>Pi&ugrave;  precisamente, sono previste, nell&rsquo;atto programmatico adottato, una  serie di importanti misure asimmetriche destinate ad aumentare il  livello di concorrenza del sistema televisivo nazionale: nel caso in  cui <em>&ldquo;uno degli operatori che attualmente gestisce 3 reti  nazionali analogiche risulti, in esito alla gara, aggiudicatario di un  multiplex sar&agrave; obbligato a cedere il 40% della capacit&agrave; trasmissiva di  tale multiplex a terzi fornitori di contenuti indipendenti; qualora  l&#8217;operatore che attualmente ha due reti nazionali analogiche vinca  tutti e due i multiplex del lotto B, sar&agrave; obbligato a cedere il 40%  della capacit&agrave; trasmissiva di uno dei due multiplex a terzi fornitori  di contenuti indipendenti&rdquo;.</em> E&#8217; previsto inoltre l&#8217;<em>&ldquo;obbligo  di offerta di servizi di trasmissione a prezzi orientati ai costi da  parte degli operatori esistenti che gi&agrave; dispongono di reti di estesa  copertura sul territorio nazionale&rdquo;.</em> </p>
<p>La  gara di assegnazione delle frequenze sar&agrave; indetta dal ministero dello  Sviluppo Economico sulla base delle regole stabilite dall&#8217;Agcom e  saranno ammessi tutti i soggetti operanti nello <strong>spazio economico europeo</strong> (SEE). </p>
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		<title>Digitale terrestre: conto alla rovescia per lo switch-off della Sardegna. La Ue raccomanda assegnazione trasparente delle frequenze</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2008/10/15/digitale-terrestre-conto-alla-rovescia-per-lo-switch-off-della-sardegna-la-ue-raccomanda-assegnazione-trasparente-delle-frequenze/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 16:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;assegnazione delle frequenze digitali deve avvenire in base a un sistema “equilibrato e trasparente”, altrimenti la Commissione europea andrà avanti con la procedura d&#8217;infrazione già aperta fin dal luglio 2006 sulla legge Gasparri. Questa l&#8217;indicazione giunta dalla Ue alla vigilia dell’inizio del graduale passaggio che farà migrare la trasmissione radiotelevisiva dal sistema analogico a quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assegnazione delle <strong>frequenze digitali </strong>deve avvenire in base a un sistema “<strong>equilibrato e trasparente</strong>”, altrimenti la Commissione europea andrà avanti con la procedura d&#8217;infrazione già aperta fin dal luglio 2006 sulla <strong>legge Gasparri</strong>.</p>
<p>Questa  l&#8217;indicazione giunta dalla Ue alla vigilia dell’inizio del graduale  passaggio che farà migrare la trasmissione radiotelevisiva dal sistema  analogico a quello digitale.</p>
<p>Lo switch-off prenderà il via il 15 ottobre in Sardegna per essere poi esteso alla Valle d&#8217;Aosta e al Piemonte.</p>
<p>La Commissione europea, hanno indicato i collaboratori del Commissario Ue alla Concorrenza, <strong>Neelie Kroes</strong>, sta portando avanti con attenzione l&#8217;esame della legge nel quadro della <strong>procedura d&#8217;infrazione</strong>,  per ora ferma allo stadio antecedente al deferimento alla Corte di  giustizia Ue, in stretto contatto con le autorità italiane.</p>
<p>Occorre, osservano le stesse fonti, che <em>“…sia  assicurata trasparenza ed equilibrio nell&#8217;assegnazione delle frequenze  digitali in tutta Italia in linea con quanto prevedono le norme Ue. Se  l&#8217;inchiesta in corso dovesse concludere che queste condizioni non sono  state rispettate, la Commissione porterà avanti la procedura  d&#8217;infrazione”. </em></p>
<p><em>“…Le  emittenti hanno avuto il tempo necessario per attrezzarsi e i  cittadini, ossia quelli che hanno il problema della ricezione del  segnale, hanno avuto il tempo per capire cosa stava accadendo”</em>, ha detto <a id="topPage" name="topPage">il sottosegretario per le Comunicazioni, </a><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, aggiungendo che <em>“…tutte  le famiglie della Sardegna hanno la fortuna di ricevere il contributo  per l&#8217;acquisto del decoder, una cosa che non avverrà a livello  nazionale”</em>. Inoltre, come ha ricordato, l&#8217;isola rappresenta un progetto-pilota per tutto il Paese e per l&#8217;Europa perché <em>“…i criteri utilizzati sui potranno essere esportati”</em>.  Il calendario predisposto dal Ministero il 10 settembre prevede che  entro il 2010 il 70% per territorio italiano debba ricevere il segnale  digitale terrestre.</p>
<p>“…<em>Notevoli</em> &#8211; ha ricordato il sottosegretario &#8211; <em>i benefici del digitale: una migliore qualità dei programmi e una maggiore quantità”.</em> In altre parole vuol dire la possibilità di avere <em>“un segnale migliore”</em> e quella di “<em>sperimentare”</em>.</p>
<p>“<em>Un passo avanti della tecnologia”</em> insomma, che “<em>permetterà  di mettere ordine nel far west delle frequenze e di liberarne altre (il  cosiddetto dividendo digitale), come ci ha chiesto l&#8217;Europa”. </em></p>
<p>Nel prossimo mese di ottobre in Sardegna si realizzerà la fase finale del processo di transizione alla tecnologia <strong>digitale</strong> iniziata lo scorso anno (a marzo nella parte meridionale dell’isola e a  novembre nella restante parte della regione) con il passaggio al  digitale di <strong>Rai Due</strong>, <strong>Retequattro</strong> e <strong>QOOB</strong>.</p>
<p>Come  spiega la nota del ministero, questo passaggio parziale al digitale ha  consentito di abituare gradualmente la popolazione alla nuova  tecnologia e all’utilizzo del <strong>decoder</strong>, la cui penetrazione nell’isola ha raggiunto percentuali molto alte, superiori al 90%.</p>
<p>Sulla base di questi elementi ed in attuazione del <strong>decreto ministeriale</strong> del 10 settembre scorso, che ha disposto il calendario nazionale del  passaggio al digitale, è stato confermato il periodo (15 ottobre &#8211; 31  ottobre) entro cui tutte le emittenti locali e nazionali operanti in  Sardegna trasmetteranno esclusivamente in tecnica digitale. (<strong><a href="http://www.key4biz.it/News/2008/09/12/TV_digitale/digitale_terrestre_banda_larga_Paolo_Romani_Antonio_Calabro_Claudio_Scajola_switchoff_Giovanna_Melandri.html">Leggi articolo</a></strong>)</p>
<p>Per  lo switch-off in Sardegna è stato previsto un periodo di 15 giorni per  consentire alle emittenti di effettuare gli interventi tecnici  necessari su tutti gli impianti, riducendo in tempi brevi eventuali  disagi per i cittadini.</p>
<p>A  tal fine la regione è stata suddivisa in 4 aree tecniche: 1. Ogliastra  – Sarrabus; 2. Sardegna meridionale (Cagliaritano, Sulcis-Iglesiente e  Medio Campidano), 3. Sardegna Centrale (Nuorese e Oristanese) e 4.  Sardegna settentrionale (Sassarese e Gallura) nelle quali lo switch-off  durerà da un minimo di 2 ad un massimo di 5 giorni.</p>
<p>Pertanto,  come dice il ministero, al termine del mese di ottobre tutti gli  abitanti della Sardegna potranno usufruire della nuova tecnologia, con  migliore qualità di immagine e suono, molti più canali e programmi  visibili gratuitamente.</p>
<p>Per  agevolare questa importante fase di passaggio alla nuova tecnologia, il  Ministero ha realizzato una serie di iniziative di natura  organizzativa, finanziaria e di comunicazione, predisponendo un  programma di interventi a favore dei cittadini.</p>
<p>In primo luogo è stato disposto il <strong>contributo statale</strong> per l’acquisto di un decoder digitale rivolto ai cittadini in regola  con l’abbonamento alla Rai, utilizzabile presso tutti i rivenditori che  aderiscono all’iniziativa. In Sardegna dal     2004 a    oggi sono stati erogati contributi per l’acquisto per circa <strong>330.000</strong> decoder e, in occasione del prossimo switch-off del mese di ottobre, è  stato previsto di proseguire con l’iniziativa, attribuendo un  contributo dell’importo di 50 euro, a decorrere dal 15 settembre. Tutti  gli abbonati al servizio radiotelevisivo che ancora non hanno usufruito  del contributo statale per l’acquisto del decoder stanno ricevendo in  questi giorni una apposita comunicazione informativa sull’iniziativa.</p>
<p>Un  traguardo storico, quello del primo novembre, che la Sardegna taglierà  in quattro tappe. In 15 giorni verranno fatti oltre 900 interventi  sugli impianti di trasmissione. Inoltre ci sarà una campagna  informativa imponente con 20 mila spot sulle tv locali in 45 giorni e  ci saranno passaggi su tutti i quotidiani, un sito internet e un  canale-promo (il numero 50) dedicato solo alle informazioni utili sul  digitale terrestre<em>. </em></p>
<p><em>“…Se guardiamo al 2007 e al 2006, la performance del digitale terrestre in Italia è deludente, ma il 2008 segna una ripresa”</em>.</p>
<p>E’ quanto osserva <strong>Emilio Pucci</strong> , direttore dell&#8217;<strong>e-Media Institute</strong>, in un&#8217;intervista pubblicata sul <em>Corriere delle Comunicazioni</em>.</p>
<p><em>“…Nel  biennio 2006-2007 c’è stato un rallentamento della crescita del numero  delle abitazioni dotate di digitale terrestre e ancor di più uno scarso  utilizzo dei decoder</em>”, ha puntualizzato Pucci.</p>
<p>Negli  ultimi mesi del 2007 e in questo primo semestre del 2008 però i dati di  diffusione e ascolto dei canali hanno registrato una <strong>netta ripresa</strong>:  nei primi sei mesi di quest&#8217;anno si è infatti registrato un incremento  dell&#8217;8% del numero di famiglie che adottano la piattaforma digitale  terrestre (nello stesso semestre del 2007 era del 4%).</p>
<p>Nonostante la crescita del digitale terrestre, però, la Tv satellitare è ancora dominante.</p>
<p><em>“…A fine dicembre   2007 in  Europa c&#8217;erano 39 milioni di abitazioni satellitari contro 29.5 milioni  in DTT. Non credo che sul breve periodo il dominio della piattaforma  satellitare possa essere frantumato, anche se è vero che il digitale  terrestre crescerà sia sulle offerte free sia su quelle a pagamento”,</em> ha concluso Pucci.</p>
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		<title>Digitale terrestre: Mannoni (Agcom) risponde alla Ue, ‘In Italia sistema aperto e non discriminatorio per i new entrant’</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2008/07/10/digitale-terrestre-mannoni-agcom-risponde-alla-ue-%e2%80%98in-italia-sistema-aperto-e-non-discriminatorio-per-i-new-entrant%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 10:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stefano Mannoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ok all’anticipo dello switch-off anche da parte dell’Autorità per le comunicazioni. Il commissario Stefano Mannoni, in una intervista al Giornale, ha dichiarato che l’Agcom sarebbe favorevole ad anticipare di due anni il passaggio dall&#8217;analogico alla Tv digitale terrestre. Raccontando come sta evolvendo il piano per il passaggio alle nuove tecnologie di trasmissione &#8211; la prossima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok all’anticipo dello <strong>switch-off</strong> anche da parte dell’Autorità per le comunicazioni. Il commissario <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/10/Mannoni_Stefano.html">Stefano Mannoni</a>, in una intervista al <em>Giornale</em>, ha dichiarato che l’Agcom sarebbe favorevole ad anticipare di due anni il passaggio dall&#8217;analogico alla <strong>Tv digitale terrestre</strong>. </p>
<p>Raccontando  come sta evolvendo il piano per il passaggio alle nuove tecnologie di  trasmissione &#8211; la prossima regione sarà il Piemonte &#8211; Mannoni ha detto <em>“…se si vuole anticipare lo switch-off al 2010 anziché al 2112, l&#8217;Autorità è pronta a raccogliere la sfida”. </em></p>
<p>Secondo la newsletter dell&#8217;associazione <strong>DGTVi</strong>,  in Sardegna si registra una quota di ascolto del 42,4 %, mentre in  Valle d&#8217;Aosta è salita del 15,7% rispetto al mese di aprile. </p>
<p>Anche <strong>Mediaset</strong> sarebbe d’accordo, come ha fatto sapere il suo presidente <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/04/Confalonieri_Fedele.html">Fedele Confalonieri</a> che ha dichiarato:<em> “…Prima è meglio è, già in Francia e in Spagna lo switch-off del  segnale analogico è previsto al 2010. Sono certamente favorevole”. </em></p>
<p>Nell’intervista  Mannoni ha spiegato il lavoro in atto per convincere la Commissione Ue  dell’apertura del mercato radiotelevisivo italiano, chiarendo che da  una parte governo e Authority lavorano insieme per il definitivo  passaggio al digitale terrestre in Sardegna, dall’altra alla cessione  del 40% della <strong>capacità trasmissiva</strong> di <strong>Rai</strong>, <strong>Mediaset</strong> e <strong>Telecom Italia</strong>. </p>
<p>Il commissario ha quindi chiarito che, riguardo alla procedura di infrazione aperta dalla Ue nei confronti dell’Italia per la <strong>Legge Gasparri</strong>,  il governo dovrà spiegare ciò che è stato fatto con il “Tavolo della  Sardegna” e che non è stato immediatamente compreso a Bruxelles. </p>
<p>Nell&#8217;ambito dello switch-off due reti di serie A nell&#8217;isola sono state riservate ai nuovi entranti. “<em>E’questo</em> – ha ribadito &#8211; <em>una prova del fatto che il sistema non è chiuso”. </em></p>
<p>Per  quanto concerne la cessione del 40% della capacità trasmissiva dei tre  maggiori player, la risposta alla Ue è stata data in questi giorni, <em>“…attestando  un principio di forte effettività perché hanno partecipato competitori  molto forti e perché sono state fornite garanzie che la selezione non  avrà criteri discriminatori”.</em> </p>
<p>Mannoni  è tornato anche sui venti quesiti inviati dalla Commissione al governo  per avere delucidazioni in merito al mercato radiotelevisivo e alle  misure per assicurare il pluralismo ed evitare posizioni dominanti. </p>
<p>La Ue in questi giorni ha definito “<em>non complete</em>” le informazioni inviategli dall’esecutivo e resta quindi delle ulteriori delucidazioni. </p>
<p><em>“…Fermo  restando che è ancora in corso un&#8217;interlocuzione con l&#8217;Ue, il decreto  Romani ha cercato di rispondere al meglio alla Commissione. Consente di  avere la certezza giuridica che mancava e ha tradotto in legge la  normativa quadro sulla Sardegna perché così si ha un metodo per lo  switch-off, un tavolo con Authority e ministero”. </em></p>
<p>Fa anche sapere che la prossima regione a diventare all digital sarà il Piemonte: “…<em>siamo  molto fiduciosi. Se si vuole anticipare lo switch-off totale al 2010  anziché al 2012, l&#8217;Autorità è pronta a raccogliere la sfida”. </em></p>
<p>Alcuni giorni fa <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, ha annunciato che <em>“…Entro  il 9 settembre presenteremo un piano per la completa digitalizzazione  del territorio nazionale come previsto dalla legge recentemente  approvata dal Parlamento. In quel documento saranno definite le aree e  la tempistica dei vari &#8216;step&#8217; che porteranno al passaggio  dall&#8217;analogico al digitale. Credo che dopo aver fatto questo lavoro si  potrà decidere una data per lo switch-off che sia prima del   2012. In  questo momento rischiamo di essere gli ultimi in Europa, posizionandoci  alla fine della &#8216;forchetta&#8217; temporale indicata dalla Ue”. </em> </p>
<p>Un  modo per definire date e luoghi, ma anche per individuare gli organismi  che dovranno gestire tale complessa fase di transizione, per  determinare le risorse finanziarie che da qui ai prossimi anni lo Stato  dovrà impiegare per accompagnare tale processo e soprattutto per  cercare di accelerare i tempi. </p>
<p>L&#8217;ipotesi  potrebbe essere quella di “tagliare” due anni fissando il termine alla  fine del 2010. Romani avvalora questa tesi, sottolineando che la Spagna  ha fissato questa data per il suo switch-off e quindi <em>“…se non vogliamo perdere anche su questo fronte, dopo averlo fatto calcisticamente, dobbiamo fare meglio di loro”</em>. Anche per il presidente dell&#8217;Agcom, <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabrò</a>, <em>“…il  2012 è una data troppo lontana. Se il 2006 era una data illusoria per  lo switch-off e il 2008 era ancora troppo ravvicinato, il 2012 è troppo  lontano. Stabilire una nuova data, comunque, spetta al governo”. </em> </p>
<p>Per Calabrò, si potrà comunque fare “<em>…una valutazione congrua quando buona parte del territorio sarà digitalizzata”.</em> E’ certo che<em> “…il sistema Sardegna à quello giusto e va applicato a tutta l&#8217;Italia.  Una digitalizzazione per aree regionali che permetta un passaggio alla  nuova tecnologia senza traumi”</em>. </p>
<p>Anche per Romani il “modello” Sardegna è stato “…<em>un esperimento assolutamente positivo, anche se dobbiamo attendere il 31 ottobre</em>”  data dello spegnimento dell&#8217;analogico in tutta l&#8217;Isola. Subito dopo  toccherà alla Valle D&#8217;Aosta, poi alle province di Torino e Cuneo, al  Trentino e all&#8217;Alto Adige, a cui in autunno si potrebbe aggiungere  l&#8217;area urbana di Roma. </p>
<p>Romani ha annunciato che il passaggio successivo dovrebbe riguardare poi <em>“… la grande Lombardia , quella macro-area</em> &#8211; ha spiegato il sottosegretario &#8211; <em>che va da Alessandria a Verona e che coinvolge 12 milioni di italiani”.</em> Una volta digitalizzata un&#8217;area così vasta il resto d&#8217;Italia dovrebbe  seguire senza problemi, permettendo quindi un&#8217;accelerazione dello  switch-off rispetto ai tempi finora definiti. </p>
<p>La strada indicata dal sottosegretario è comunque quella seguita in Sardegna: <em>“…un&#8217;intesa  condivisa sulla ripartizione delle frequenze digitali raggiunta al  tavolo con gli operatori con la mediazione dell&#8217;Autorità”.</em></p>
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		<title>RadioTv Forum: le emittenti locali proiettate nel digitale. Rossignoli, ‘Sostegno alle PMI per sfruttare le nuove opportunità’</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2008/07/04/radiotv-forum-le-emittenti-locali-proiettate-nel-digitale-rossignoli-%e2%80%98sostegno-alle-pmi-per-sfruttare-le-nuove-opportunita%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 10:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tv Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Ambrogetti]]></category>
		<category><![CDATA[DGTVi]]></category>
		<category><![CDATA[legge Gasparri]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Romani]]></category>
		<category><![CDATA[switch-off]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è conclusa la terza edizione del RadioTv Forum, l’evento annuale di Aeranti-Corallo dedicato al mondo dell’emittenza radiofonica e televisiva. Nell’ultima giornata ci è stata la premiazione delle imprese radiofoniche e televisive locali che si sono distinte nell’informazione locale. Il momento, dove il presidente Aeranti e coordinatore Aeranti-Corallo Marco Rossignoli e il presidente Corallo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa la terza edizione del <strong>RadioTv Forum</strong>, l’evento annuale di <strong>Aeranti-Corallo</strong> dedicato al mondo dell’emittenza radiofonica e televisiva. </p>
<p>Nell’ultima giornata ci è stata la premiazione delle imprese radiofoniche e televisive locali che si sono distinte nell’<strong>informazione locale</strong>. </p>
<p>Il momento, dove il presidente Aeranti e coordinatore Aeranti-Corallo <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/04/Rossignoli_Marco.html">Marco Rossignoli</a> e il presidente Corallo e componente dell’esecutivo Aeranti-Corallo <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2005/09/Bardelli_Luigi.html">Luigi Bardelli</a> hanno premiato circa 70 emittenti radiofoniche e televisive locali per  la particolare attenzione da queste posta all’informazione sul  territorio, è stato preceduto da una serie di interventi sul tema. </p>
<p>   </p>
<p>In particolare, <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2006/05/Gentiloni_Paolo.html">Paolo Gentiloni</a>, Carlo Ciccioli, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Vimercati_Luigi.html">Luigi Vimercati</a> e il segretario della Fnsi Franco Siddi hanno sottolineato l’importanza  dell’emittenza locale quale prezioso e capillare veicolo informativo  sul territorio. Positivo il bilancio della manifestazione, che, oltre  agli incontri, convegni e workshop, è stata animata da un’area expo  dove circa 70 aziende del broadcast, dell’audio e del video hanno  presentato i propri prodotti e servizi. </p>
<p>Notevole l’affluenza del pubblico, attestatosi attorno alle 1.200 presenze nel primo giorno. </p>
<p>   </p>
<p>L’appuntamento si è aperto ieri con un convegno sugli scenari di transizione al digitale, cui è seguita una <strong>tavola rotonda</strong> alla quale hanno preso parte <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/04/Ambrogetti_Andrea.html">Andrea Ambrogetti</a> (presidente Dgtvi), <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/05/Sassano_Antonio.html">Antonio Sassano</a> (direttore generale Fub), Luigi Bardelli, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/04/De_Chiara_Piero.html">Piero De Chiara</a> (assistente al V.P. e Amm. Delegato Telecom Italia Media), <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Preta_Augusto.html">Augusto Preta</a> (direttore generale IT Media Consulting), <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/09/Selli_Stefano.html">Stefano Selli</a> (direttore Frt), <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/09/Balestrieri_Luca.html">Luca Balestrieri</a> (direttore digitale terrestre Rai), <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/09/Berrini_Fabrizio.html">Fabrizio Berrini</a> (segretario generale Aeranti). La tavola rotonda è stata moderata da Roberto Miliacca di Italia Oggi. </p>
<p>   </p>
<p>Aprendo  i lavori, Rossignoli ha posto l’accento sulla necessità che le tv  locali diventino operatori di rete locale nei nuovi scenari digitali,  al fine di poter sviluppare tutte le opportunità offerte dalla nuova  tecnologia, così da poter svolgere, oltre all’attività tradizionale di  diffusione dei propri contenuti audio-video, compresa l’alta  definizione, anche l’attività di veicolazione di contenuti per conto di  terzi e l’attività di trasmissione di dati e di servizi. </p>
<p>Rossignoli  ha anche evidenziato che, mentre in Sardegna (prima area all digital  del Paese) questo risultato è stato raggiunto, l’intero settore attende  ora di conoscere se tali risultati potranno essere replicati nelle  altre aree <strong>all digital</strong> già definite (Valle D’Aosta, Piemonte e provincia autonoma di Trento). </p>
<p>   </p>
<p>Ha tra l’altro affrontato il tema delle <strong>risorse pubblicitarie</strong>,  sostenendo che la sfida digitale delle imprese televisive e  radiofoniche locali avrà possibilità di successo solo se le emittenti  disporranno di risorse adeguate per sostenere i relativi investimenti,  non tralasciando anche gli interventi pubblici. </p>
<p>Ha quindi evidenziato la necessità di un <strong>intervento legislativo</strong> per creare le condizioni per un forte sviluppo del mercato  pubblicitario del comparto radiotelevisivo locale. forme di sgravio  fiscale per le PMI, per esempio, che realizzano campagne pubblicitarie  attraverso le imprese televisive e radiofoniche locali. Tale misura, ha  aggiunto, stimolerebbe una sensibilità verso le pianificazioni  pubblicitarie, in quanto, come noto, le piccole e medie imprese  comunicano ancora poco. </p>
<p>   </p>
<p>Luigi  Bardelli, intervenendo alla tavola rotonda, ha sottolineato che qualora  non si riuscisse a replicare quanto ottenuto in Sardegna, il meccanismo  di transizione adottato attraverso uno <strong>switch-off calendarizzato</strong> progressivamente per aree tecniche dovrà essere ripensato, in quanto il  comparto televisivo locale non può certamente accettare un passaggio al  digitale che determini una riduzione del numero delle imprese ovvero  una riduzione della capacità trasmissiva spettante ad ognuna delle  stesse. </p>
<p>Anche  l’ipotesi di aggregazione consortile – ha aggiunto Bardelli &#8211; non  sarebbe condivisibile laddove la stessa determini una riduzione degli  attuali spazi di ogni singola impresa partecipante al consorzio.  Inoltre, una ridotta capacità trasmissiva pro-capite non permetterebbe  alle tv locali di trasmettere in alta definizione e, quindi, non  consentirebbe una presenza competitiva nei nuovi scenari digitali. </p>
<p>   </p>
<p>Al centro delle due giornate soprattutto il <strong>digitale terrestre</strong>, visto che è iniziato il processo che porterà alla spegnimento definitivo della Tv analogica entro il 2012. </p>
<p>Anche  se recentemente, sia il governo che l&#8217;Autorità per le Comunicazioni  hanno fatto sapere di puntare ad anticipare lo switch-off. </p>
<p><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, che ha aperto i lavori di ieri, ha annunciato che <em>“…Entro  il 9 settembre presenteremo un piano per la completa digitalizzazione  del territorio nazionale come previsto dalla legge recentemente  approvata dal Parlamento. In quel documento saranno definite le aree e  la tempistica dei vari &#8216;step&#8217; che porteranno al passaggio  dall&#8217;analogico al digitale. Credo che dopo aver fatto questo lavoro si  potrà decidere una data per lo switch-off che sia prima del   2012. In  questo momento rischiamo di essere gli ultimi in Europa, posizionandoci  alla fine della &#8216;forchetta&#8217; temporale indicata dalla Ue”. </em> </p>
<p>Un  modo per definire date e luoghi, ma anche per individuare gli organismi  che dovranno gestire tale complessa fase di transizione, per  determinare le risorse finanziarie che da qui ai prossimi anni lo Stato  dovrà impiegare per accompagnare tale processo e soprattutto per  cercare di accelerare i tempi. </p>
<p>L&#8217;ipotesi  potrebbe essere quella di “tagliare” due anni fissando il termine alla  fine del 2010. Romani avvalora questa tesi, sottolineando che la Spagna  ha fissato questa data per il suo switch-off e quindi <em>“…se non vogliamo perdere anche su questo fronte, dopo averlo fatto calcisticamente, dobbiamo fare meglio di loro”</em>. Anche per il presidente dell&#8217;Agcom, <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabrò</a>, <em>“…il  2012 è una data troppo lontana. Se il 2006 era una data illusoria per  lo switch-off e il 2008 era ancora troppo ravvicinato, il 2012 è troppo  lontano. Stabilire una nuova data, comunque, spetta al governo”. </em> </p>
<p>   </p>
<p>Per Calabrò, si potrà comunque fare “<em>…una valutazione congrua quando buona parte del territorio sarà digitalizzata”.</em> E’ certo che<em> “…il sistema Sardegna à quello giusto e va applicato a tutta l&#8217;Italia.  Una digitalizzazione per aree regionali che permetta un passaggio alla  nuova tecnologia senza traumi”</em>. </p>
<p>Anche per Romani il “modello” Sardegna è stato “…<em>un esperimento assolutamente positivo, anche se dobbiamo attendere il 31 ottobre</em>”  data dello spegnimento dell&#8217;analogico in tutta l&#8217;Isola. Subito dopo  toccherà alla Valle D&#8217;Aosta, poi alle province di Torino e Cuneo, al  Trentino e all&#8217;Alto Adige, a cui in autunno si potrebbe aggiungere  l&#8217;area urbana di Roma. </p>
<p>Romani ha annunciato che il passaggio successivo dovrebbe riguardare poi <em>“…   la grande Lombardia  , quella macro-area</em> &#8211; ha spiegato il sottosegretario &#8211; <em>che va da Alessandria a Verona e che coinvolge 12 milioni di italiani”.</em> Una volta digitalizzata un&#8217;area così vasta il resto d&#8217;Italia dovrebbe  seguire senza problemi, permettendo quindi un&#8217;accelerazione dello  switch-off rispetto ai tempi finora definiti. </p>
<p>La strada indicata dal sottosegretario è comunque quella seguita in Sardegna: <em>“…un&#8217;intesa  condivisa sulla ripartizione delle frequenze digitali raggiunta al  tavolo con gli operatori con la mediazione dell&#8217;Autorità”.</em> </p>
<p>Il sottosegretario non usa mezze parole nei confronti dell&#8217;Unione Europea che ha messo sotto accusa l&#8217;Italia per le norme della <strong>Legge Gasparri</strong>,  e che ora ha chiesto ulteriori delucidazioni al nostro governo con un  questionario di 20 domande a cui lo stesso sottosegretario ha risposto  nei giorni scorsi. (<strong><a href="http://www.key4biz.it/News/2008/07/01/Policy/Legge_Gasparri_legge_gentiloni_frequenze_digitale_terrestre_capacita_trasmissiva_Rete4_Neelie_Kroes.html">Leggi articolo</a></strong>) </p>
<p><em>“…L&#8217;Italia  non può accettare che dalla Commissione Ue arrivi una richiesta che  pretende un dividendo sulla Tv analogica nel momento in cui stiamo  passando al digitale. Questo vuol dire che non sa quello che stiamo  facendo sul fronte del passaggio al digitale che procurerà, invece, un  dividendo digitale. Evidentemente questo accade perché il governo  precedente lo ha spiegato male”. </em> </p>
<p>Aggiungendo, “<em>Il  governo italiano deve essere pronto a difendere i propri interessi nei  confronti dell&#8217;Europa, anche a costo di un contrasto forte. E&#8217;  difficile parlare con Bruxelles e difendere un modello virtuoso, che  permetterà l&#8217;ingresso di nuovi operatori, quando nelle sedi europee si  pensa sempre che in Italia si facciano le cose senza criterio. Ma  questa è colpa della politica italiana e dei governi che si succedono  senza dare una continuità alla posizione del nostro paese”</em>. </p>
<p> La Commissione Ue  potrebbe  decidere se deferire, o meno, l&#8217;Italia alla Corte di Giustizia di  Lussemburgo venerdì prossimo 4 luglio, quale terzo atto del  procedimento avviato nel 2006. </p>
<p><em>“…Non accetto dall&#8217;Europa una richiesta di questo tipo, non posso essere d&#8217;accordo. Altrimenti</em> &#8211; ha sottolineato il sottosegretario &#8211; <em>facciamo  la fine dell&#8217;Alitalia, che si trova nella situazione che tutti  conosciamo perché controlla solo il 45% del mercato interno, mentre in  Francia e in Inghilterra le compagnie di bandiera, infischiandosene  delle indicazioni dell&#8217;Europa, hanno mantenuto il controllo sull&#8217;80%  del mercato interno”. </em> </p>
<p>   </p>
<p><strong><a href="http://www.key4biz.it/News/2008/07/02/TV_digitale/AerantiCorallo_Radiotv_Forum_digitale_tv_analogica_marco_rossignoli_paolo_romani_corrado_calabro.html">DTT:  Governo e Agcom d&#8217;accordo su anticipo switch-off. Romani alla Ue,  ‘Pronti a difendere i nostri interessi anche a costo di un contrasto  forte’ </a> </strong></p>
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		<title>DTT: Governo e Agcom d&#8217;accordo su anticipo switch-off. Romani alla Ue, ‘Pronti a difendere i nostri interessi anche a costo di un contrasto forte’</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 11:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiude oggi a Roma il RadioTv Forum 2008. Ieri aprendo i lavori il coordinatore di Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli ha sottolineato che questa terza edizione dell’evento si tiene in un momento particolare per tutto il mondo dell’emittenza locale, dove il tema ricorrente è la tecnologia digitale. Proprio il digitale, in ambito televisivo, è un elemento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiude oggi a Roma il <strong>RadioTv Forum 2008</strong>. Ieri aprendo i lavori il coordinatore di <strong>Aeranti-Corallo</strong>, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/04/Rossignoli_Marco.html">Marco Rossignoli</a> ha sottolineato che questa terza edizione dell’evento si tiene in un momento particolare per tutto il mondo dell’<strong>emittenza locale</strong>, dove il tema ricorrente è la <strong>tecnologia digitale</strong>.<strong> </strong></p>
<p>Proprio  il digitale, in ambito televisivo, è un elemento all’ordine del giorno  in quanto è iniziato il processo che porterà alla spegnimento  definitivo della Tv analogica entro il 2012. </p>
<p>Anche  se recentemente, sia il governo che l&#8217;Autorità per le Comunicazioni  hanno fatto sapere di puntare ad anticipare lo switch-off. </p>
<p><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, ha annunciato che <em>“…Entro  il 9 settembre presenteremo un piano per la completa digitalizzazione  del territorio nazionale come previsto dalla legge recentemente  approvata dal Parlamento. In quel documento saranno definite le aree e  la tempistica dei vari &#8216;step&#8217; che porteranno al passaggio  dall&#8217;analogico al digitale. Credo che dopo aver fatto questo lavoro si  potrà decidere una data per lo switch-off che sia prima del  2012. In  questo momento rischiamo di essere gli ultimi in Europa, posizionandoci  alla fine della &#8216;forchetta&#8217; temporale indicata dalla Ue”. </em></p>
<p>Un  modo per definire date e luoghi, ma anche per individuare gli organismi  che dovranno gestire tale complessa fase di transizione, per  determinare le risorse finanziarie che da qui ai prossimi anni lo Stato  dovrà impiegare per accompagnare tale processo e soprattutto per  cercare di accelerare i tempi. </p>
<p>L&#8217;ipotesi  potrebbe essere quella di “tagliare” due anni fissando il termine alla  fine del 2010. Romani avvalora questa tesi, sottolineando che la Spagna  ha fissato questa data per il suo switch-off e quindi <em>“…se non vogliamo perdere anche su questo fronte, dopo averlo fatto calcisticamente, dobbiamo fare meglio di loro”</em>. Anche per il presidente dell&#8217;Agcom, <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabrò</a>, <em>“…il  2012 è una data troppo lontana. Se il 2006 era una data illusoria per  lo switch-off e il 2008 era ancora troppo ravvicinato, il 2012 è troppo  lontano. Stabilire una nuova data, comunque, spetta al governo”. </em></p>
<p>Per Calabrò, si potrà comunque fare “<em>…una valutazione congrua quando buona parte del territorio sarà digitalizzata”.</em> E’ certo che<em> “…il sistema Sardegna à quello giusto e va applicato a tutta l&#8217;Italia.  Una digitalizzazione per aree regionali che permetta un passaggio alla  nuova tecnologia senza traumi”</em>. </p>
<p>Anche per Romani il “modello” Sardegna è stato “…<em>un esperimento assolutamente positivo, anche se dobbiamo attendere il 31 ottobre</em>”  data dello spegnimento dell&#8217;analogico in tutta l&#8217;Isola. Subito dopo  toccherà alla Valle D&#8217;Aosta, poi alle province di Torino e Cuneo, al  Trentino e all&#8217;Alto Adige, a cui in autunno si potrebbe aggiungere  l&#8217;area urbana di Roma. </p>
<p>Romani ha annunciato che il passaggio successivo dovrebbe riguardare poi <em>“… la grande Lombardia , quella macro-area</em> &#8211; ha spiegato il sottosegretario &#8211; <em>che va da Alessandria a Verona e che coinvolge 12 milioni di italiani”.</em> Una volta digitalizzata un&#8217;area così vasta il resto d&#8217;Italia dovrebbe  seguire senza problemi, permettendo quindi un&#8217;accelerazione dello  switch-off rispetto ai tempi finora definiti. </p>
<p>La strada indicata dal sottosegretario è comunque quella seguita in Sardegna: <em>“…un&#8217;intesa  condivisa sulla ripartizione delle frequenze digitali raggiunta al  tavolo con gli operatori con la mediazione dell&#8217;Autorità”.</em> </p>
<p>Il sottosegretario non usa mezze parole nei confronti dell&#8217;Unione Europea che ha messo sotto accusa l&#8217;Italia per le norme della <strong>Legge Gasparri</strong>,  e che ora ha chiesto ulteriori delucidazioni al nostro governo con un  questionario di 20 domande a cui lo stesso sottosegretario ha risposto  nei giorni scorsi. (<strong><a href="http://www.key4biz.it/News/2008/07/01/Policy/Legge_Gasparri_legge_gentiloni_frequenze_digitale_terrestre_capacita_trasmissiva_Rete4_Neelie_Kroes.html">Leggi articolo</a></strong>) </p>
<p><em>“…L&#8217;Italia  non può accettare che dalla Commissione Ue arrivi una richiesta che  pretende un dividendo sulla Tv analogica nel momento in cui stiamo  passando al digitale. Questo vuol dire che non sa quello che stiamo  facendo sul fronte del passaggio al digitale che procurerà, invece, un  dividendo digitale. Evidentemente questo accade perché il governo  precedente lo ha spiegato male”. </em></p>
<p>Aggiungendo, “<em>Il  governo italiano deve essere pronto a difendere i propri interessi nei  confronti dell&#8217;Europa, anche a costo di un contrasto forte. E&#8217;  difficile parlare con Bruxelles e difendere un modello virtuoso, che  permetterà l&#8217;ingresso di nuovi operatori, quando nelle sedi europee si  pensa sempre che in Italia si facciano le cose senza criterio. Ma  questa è colpa della politica italiana e dei governi che si succedono  senza dare una continuità alla posizione del nostro paese”</em>. </p>
<p> La Commissione Ue  potrebbe decidere se deferire, o meno, l&#8217;Italia alla Corte di Giustizia  di Lussemburgo venerdì prossimo 4 luglio, quale terzo atto del  procedimento avviato nel 2006. </p>
<p><em>“…Non accetto dall&#8217;Europa una richiesta di questo tipo, non posso essere d&#8217;accordo. Altrimenti</em> &#8211; ha sottolineato il sottosegretario &#8211; <em>facciamo  la fine dell&#8217;Alitalia, che si trova nella situazione che tutti  conosciamo perché controlla solo il 45% del mercato interno, mentre in  Francia e in Inghilterra le compagnie di bandiera, infischiandosene  delle indicazioni dell&#8217;Europa, hanno mantenuto il controllo sull&#8217;80%  del mercato interno”. </em></p>
<p>Rossignoli nel proprio intervento ha tenuto a sottolineare che in questa fase, è fondamentale per le <strong>Tv locali </strong>svolgere  l’attività di operatori di rete, senza rinunciare in alcun modo alla  intera capacità trasmissiva di ogni frequenza, onde poter sviluppare  tutte le opportunità offerte dalla nuova tecnologia. Questo risultato è  stato raggiunto in Sardegna e il settore attende ora di conoscere se i  risultati raggiunti possano essere replicati nelle altre aree all  digital già definite (Valle D’Aosta, Piemonte e provincia autonoma di  Trento), cioè se sia possibile a tutti gli operatori continuare a  trasmettere quantomeno con la stessa situazione dell’analogico. </p>
<p><em>“Diversamente</em> – ha affermato Rossignoli &#8211; <em>il  meccanismo di transizione adottato attraverso uno switch-off  calendarizzato progressivamente per aree tecniche dovrebbe essere  ripensato, in quanto le Tv locali non possono certamente accettare un  passaggio al digitale che determini una riduzione del numero delle  imprese ovvero una riduzione della capacità trasmissiva spettante ad  ognuna delle stesse”</em>. </p>
<p>“<em>Tra l’altro</em> – ha proseguito Rossignoli &#8211; <em>una  ridotta capacità trasmissiva pro-capite non permetterebbe alle Tv  locali di trasmettere in alta definizione e, quindi, non consentirebbe  una presenza competitiva nei nuovi scenari digitali”. </em></p>
<p>Rossignoli  ha anche posto l’accento sulla necessità di trovare, laddove lo  switch-off non avvenisse in tempi brevi, soluzioni che permettano alle  Tv locali d<em>i </em>affrontare comunque la transizione in modo  adeguato; permane, infatti, il problema per le Tv locali legato alla  mancanza di “canali doppi” e, dunque, l’impossibilità di trasmettere  simultaneamente in digitale e in analogico, preservando gli ascolti  nella fase di transizione. </p>
<p><em>“L’accesso al 40% della capacità trasmissiva dei principali operatori nazionali</em> – ha poi aggiunto Rossignoli &#8211; <em>avrebbe  potuto rappresentare un tentativo di risoluzione del problema. Le  scelte adottate in materia non hanno però favorito tale accesso, tanto  è vero che solo tre Tv locali hanno formulato la relativa domanda entro  il termine stabilito dall’Autorità.” </em></p>
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		<title>Digitale terrestre: Romani garantisce l’anticipo dello switch-off. Necessari roadmap e incentivi, ma alla base maggiori sinergie</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 12:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si presenterà il mercato della televisione digitale? Come si organizzerà l’industria? Quali sono le modalità di accompagnamento della transizione al digitali più efficaci e più efficienti? Sono alcune delle domande che si sono posti i partecipanti al convegno Isimm, “Organizzare il mercato: il digitale terrestre nel sistema Italia”, che si è tenuto ieri a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come  si presenterà il mercato della televisione digitale? Come si  organizzerà l’industria? Quali sono le modalità di accompagnamento  della transizione al digitali più efficaci e più efficienti? </p>
<p>Sono alcune delle domande che si sono posti i partecipanti al convegno <a href="http://www.key4biz.it/Presentazioni/2006/07/Isimm.html">Isimm</a>, “<strong><em><a href="http://www.isimm.it/document/Documenti/CO230608/Convegno_230608.pdf">Organizzare il mercato: il digitale terrestre nel sistema Italia</a></em></strong><em>”, </em>che  si è tenuto ieri a Roma e ha visto la presenza dei rappresentanti delle  istituzioni e degli esperti del settore, impegnati ormai a dare il  colpo d’accelerata in vista dello <strong>switch-off</strong>. </p>
<p>PerIsimm,  l’organizzazione del mercato nel completamento del passaggio alla Tv  digitale terrestre rappresenta un’occasione irripetibile di  ammodernamento del Paese. “<em>Quella digitale è una  televisione che rinnova il proprio linguaggio rimanendo allo stesso  tempo quel mezzo familiare con cui tutti siamo abituati a rapportarci:  una Tv gratuita e in chiaro che, attraverso una programmazione  articolata, permette di raggiungere e di coinvolgere tutte la fasce di  pubblico, combinando l’informazione, l’intrattenimento e la qualità con  l’approfondimento, la personalizzazione e la partecipazione”. </em></p>
<p>Prendendo le mosse dalla nuova strategia di offerta della <a href="http://www.key4biz.it/Profili_societari/2007/02/Rai.html">Rai</a> (ampliamento e rafforzamento dell’offerta editoriale e l’avvio delle  trasmissioni gratuite in alta definizione sul digitale terrestre), il  Convegno è stato un’occasione di riflessione e di confronto tra tutti i  soggetti interessati al rapido sviluppo del nuovo sistema televisivo  (Istituzioni, imprese, consumatori e rappresentanti dell’accademia e  della ricerca), con l’obiettivo di individuare gli elementi chiave  nella transizione verso il nuovo mondo digitale. </p>
<p>Importante l’annuncio di <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>,  sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni,  secondo il quale lo spegnimento del segnale analogico e il definitivo  passaggio al digitale terrestre potrebbero essere <strong>anticipati</strong> rispetto all&#8217;attuale data del 31 dicembre 2012. </p>
<p><em>“…Entro i prossimi tre mesi, anzi due mesi e mezzo, come previsto dalla norma inserita nel decreto sugli adempimenti comunitari</em> &#8211; ha spiegato Romani &#8211; <em>metteremo a punto la roadmap del digitale stabilendo date e modalità per lo switch-off”.</em> </p>
<p>All&#8217;interno  di questa calendarizzazione, che sarà varata insieme all&#8217;Autorità per  le Comunicazioni, il governo prenderà una decisione su quanto  anticipare la data del passaggio al digitale rispetto al termine deciso  dal precedente governo, quello appunto di fine 2012. </p>
<p><em>“…Forse con la legge Gasparri, che fissava la scadenza per il passaggio al digitale nel 2006 siamo stati troppo ottimisti</em>”, ha ammesso Romani, <em>“…ma  chi ci ha governato in precedenza, potendo scegliere tra un arco  temporale compreso tra il 2008 e il 2012 per lo switch-off, ha scelto  l&#8217;ultimo periodo”.</em> </p>
<p>Il sottosegretario ha quindi aggiunto “…<em>non possiamo essere in ritardo anche in questo settore, come ha voluto fare qualcuno in precedenza”.</em> </p>
<p>Anche se l’ex Ministro delle Comunicazioni, <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2006/05/Gentiloni_Paolo.html">Paolo Gentiloni</a>, nel proprio intervento ha rivendicato il ruolo del governo uscente di “..<em>aver rimesso in moto il processo verso la TDT”, </em>sottolineando che adesso “…<em>occorre una grande coerenza nei prossimi quattro anni per completarlo”.</em> </p>
<p>Romani ha anche annunciato che il governo sta studiando <strong>incentivi</strong> per il digitale sia per le imprese, cioè i broadcaster, che per gli  utenti televisivi, che dovranno sostenere la spese dell&#8217;acquisto di  nuovi apparecchi per ricevere la nuova tecnologia televisiva. </p>
<p><em>“…Per gli operatori televisivi</em> &#8211; ha però spiegato il sottosegretario &#8211; <em>serve  chiarezza sui costi della digitalizzazione. Ho visto stime  completamente diverse tra grandi operatori privati, la Rai e Tv locali.  Bisogna un attimo mettersi ad un tavolo e definire criteri omogenei e  certi. Per quanto riguarda gli incentivi ai cittadini, è chiaro che c’è  un precedente che ha creato problemi, ma il governo non può non porsi  il problema di aiutare dei cittadini che dovranno cambiare apparecchio  sostenendo delle spese in un momento difficile per le famiglie  italiane”. </em></p>
<p>La voce dei consumatori è stata portata da <strong>Mauro Vergari</strong> (Adiconsum) che ha rivendicato il ruolo degli utenti che <em>“….fanno parte della filiera e chiedono di non essere messi  ai margini”. </em></p>
<p>L’aspetto dei finanziamenti è stato anche affrontato da <strong>Maurizio Gasparri</strong>(Pdl), che ha precisato: “<em>Tutti  sono coinvolti nel processo verso il digitale, ma occorrono più  risorse. L’Europa blocca talvolta dei processi di incentivazione  necessari alla diffusione di una tecnologia ed è necessario discutere a  livello europeo come comportarsi per l’incentivazione dei decoder e dei  televisori”. </em></p>
<p>Chiaro il riferimento a quegli aiuti pubblici per l&#8217;acquisto di decoder, previsti dalla Legge Gasparri, bocciati dalla Ue. </p>
<p>Romani  ha sottolineato che il passaggio al digitale continuerà sulla strada  tracciata per la Sardegna, dove lo switch-off dovrebbe arrivare a fine  anno, con una redistribuzione delle frequenze in base ad intese tra gli  operatori recepito poi dal governo e Agcom. Un sistema che è diventato  “legge” visto che è stato introdotto nel decreto sugli adempimenti  comunitari. </p>
<p>Le  prossime aree ad essere interessate dal passaggio alla Tv digitale  saranno la Valle D&#8217;Aosta, il Trentino (a cui potrebbe aggiungersi  l&#8217;Alto Adige a breve) Torino, Cuneo Novara e Vercelli e la Pianura  Padana più in generale. Anche Roma siglerà ad ottobre-novembre  un&#8217;intesa con il ministero per diventare un&#8217;area all digital entro i  primi mesi del 2009. </p>
<p><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/02/Manca_Enrico.html">Enrico Manca</a>, presidente di Isimm, ha subito posto l’attenzione sull’importanza, nel processo di accelerazione verso il digitale, di “…<em>uno  sforzo congiunto di tutti gli attori del sistema industriale, delle  istituzioni – locali e nazionali – e delle associazioni dei  consumatori, per  gestire insieme questo delicatissimo passaggio”. </em></p>
<p>Secondo una recente ricerca commissionata da <strong>DGTVi</strong>,  in Italia sarebbero in circolazione oltre 8 milioni di decoder digitali  terrestri, di cui un quarto integrato nei televisori di nuovo tipo. Se  a questi aggiungiamo i 4,5 milioni dichiarati da Sky ed i  due-trecentomila abbonati a servizi di IPTV, sfioriamo la cifra di 13  milioni di apparecchi televisivi digitali in circolazione. Ciò  significa che, considerando anche le famiglie in possesso di più di un  apparecchio, restano almeno altre 9/10 milioni di famiglie italiane,  circa il 40%, che hanno accesso alla sola Tv analogica terrestre. </p>
<p>Manca ha quindi aggiunto che “<em>Il  2012 è molto vicino. E’ necessario allora uno sforzo congiunto e  coordinato del sistema industriale, delle Autorità di regolazione, del  Governo, e delle forze politiche tutte per ottenere questo traguardo  storico”. </em></p>
<p><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/05/Sassano_Antonio.html">Antonio Sassano</a> (<a href="http://www.key4biz.it/Directory/2007/08/Fondazione_Ugo_Bordoni.html">FUB &#8211; Fondazione Ugo Bordoni</a>) ha quindi messo in evidenza che “<em>Il  processo di transizione verso il digitale, se portato avanti  razionalmente, non è in contraddizione con ciò che avviene a livello  europeo e risolve due problemi: la concorrenza nel settore televisivo e  la migliore utilizzazione dello spettro (…). L’azione congiunta di  Autorità e Ministero è stata strategica, con quattro fatti importanti:  la realizzazione del Catasto delle frequenze, l’azione per reti a  singola frequenza (SFN), il bando di gara per le frequenze televisive e  il nuovo piano per la Sardegna (…). Il digitale è un’occasione per  rendere europeo il nostro scenario televisivo”. </em></p>
<p>Ma, come ha precisato <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2005/09/Frullone_Mario.html">Mario Frullone</a>(FUB), in questo momento <em>“…è  necessario riflettere sul Master Plan, cioè il registro che pianifica  le attività in Sardegna tra settembre ed ottobre. In Sardegna il  processo verso lo switch-off è irreversibile, quindi non consente  errori.(…) Va riconsiderata una strategia di comunicazione adeguata a  questa formidabile sfida, visto che la Sardegna è una palestra per  dimostrare di saper gestire un processo che poi deve essere replicato  in altre regioni del Paese”. </em></p>
<p>Dall’Agcom, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/10/Mannoni_Stefano.html">Stefano Mannoni</a> ha messo in evidenza i vari benefici che comporta lo spegnimento delle reti analogiche, tra i quali spiccano<em> “…l’ampliamento dei canali disponibili (pluralismo), maggiore qualità  dell’immagine e uso più razionale dello spettro radio (concorrenza). Il  regolatore deve scegliere se  migrare  dall’analogico terrestre alla piattaforma digitale terrestre oppure  favorire un mix di piattaforme digitali che veicolino l’offerta  televisiva”. </em> </p>
<p><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/04/Ambrogetti_Andrea.html">Andrea Ambrogetti</a> di DGTVi ha quindi voluto ribadire un aspetto importante: resta alta la diffusione dei decoder e dei televisori per la TDT, “<em>ma rimane il problema dei contenuti”. </em></p>
<p>Secondo <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/06/Viggiani_Egidio.html">Egidio Viggiani</a> (DFree), “…<em>occorrono garanzie e regole per la tutela degli investimenti dei produttori di contenuti”.</em> </p>
<p><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/D_Angelo_Nicola.html">Nicola D’Angelo</a> dell’Agcom ha detto che “<em>Le ragioni della lunga transizione verso la televisione digitale sono diverse”. </em>Tra le priorità vi è ora<em> “…il problema dei contenuti ed il ruolo del servizio pubblico. Nel caso  inglese la BBC sta trainando il mercato nella TDT e nella larga banda  ed infatti il 40% dei video disponibili vengono dagli archivi della BBC,  che è stata messa nelle condizioni di farlo”. </em></p>
<p>Per  il presidente di Isimm, a riguardo, è necessario guidare l’adozione del  nuovo sistema in altro modo, cioè rendendo la piattaforma digitale  terrestre attrattiva per la qualità dei contenuti trasmessi. E qui il  ruolo del servizio pubblico è fondamentale. </p>
<p>D’accordo <strong>Luca Balestrieri</strong> (Rai), che ha commentato: “<em>Siamo  probabilmente alla vigilia di una forte accelerazione del passaggio  alla televisione digitale terrestre, che significa per buona parte  della popolazione italiana una accelerazione della transizione al mondo  della comunicazione digitale. Dopo questo passaggio, la televisione e  l’industria culturale italiana non saranno più le stesse.  L’accelerazione comporta per le istituzioni e per le imprese obblighi e  vincoli nuovi e richiede una più stretta cooperazione di sistema”</em>. </p>
<p>L’Autorità Antitrust è intervenuta con <strong>Paolo Troiano</strong>,  che ha sottolineato due aspetti nello sviluppo della televisione  digitale: l’incremento dell’offerta e la necessità di favorire  soluzioni tecniche che massimizzino il numero degli operatori. </p>
<p>Enrico Menduni (Università Roma Tre-Isimm) ha moderato la tavola rotonda “<em>Filiera, regole, modelli di business</em>”. </p>
<p>D’accordo con l’anticipo dello switch-off anche <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/05/Siliato_Francesco.html">Francesco Siliato</a> (Studio Frasi), che fa riflettere su un altro aspetto: “<em>Il digitale ha sbloccato la stasi della televisione in Italia causata dal duopolio”. </em></p>
<p>Anche se <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/04/De_Chiara_Piero.html">Piero De Chiara</a> (<a href="http://www.key4biz.it/Profili_societari/2007/01/Telecom_Italia_Media.html">Telecom Italia Media</a>)ha tenuto a ribadire che <em>…“Con  la televisione digitale si sta verificando il rafforzamento del  duopolio, perché Rai e Mediaset sono superiori nelle infrastrutture…”.<strong> </strong></em></p>
<p>Un<strong> </strong>aspetto, quello delle infrastrutture, sul quale si è soffermato anche <strong>Francesco De Domenico</strong> (Ray Way) che ha parlato delle attività della Rai. </p>
<p>Mentre <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/05/Lombardi_Antongiulio.html">Antongiulio Lombardi</a> (<a href="http://www.key4biz.it/Profili_societari/2007/02/H3G.html">H3G</a>) ha messo in luce la necessità di “…<em>affrontare il problema del rapporto con le amministrazioni locali che possono ostacolare la diffusione del segnale</em>”. </p>
<p>Dando però sostegno, come ha ricordato <strong>Stefano Selli</strong> (<a href="http://www.key4biz.it/Directory/2007/08/FRT.html">FRT</a>) “<em>alle emittenti che hanno un ruolo nel territorio”. </em></p>
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