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	<title>Tv Digitali.eu &#187; IPTV</title>
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		<title>Turning digital: la Tv Ibrida guida la transizione dal broadacast al broadband</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal rapporto annuale di ITMedia Consulting, in uscita il 16 giugno, nel 2009 l’Europa ha dovuto affrontare le gravi sfide della crisi finanziaria con pesanti ripercussioni in ogni settore. La difficile congiuntura economica ha costretto i consumatori a passare maggior tempo a casa e a tagliare drasticamente le spese. Di conseguenza, è aumentato il tempo passato a guardare la TV.<br />
L’industria televisiva è stata profondamente colpita dalla grave recessione. Per la prima volta negli ultimi anni, il mercato televisivo europeo ha riportato un declino: nel 2009 ha raggiunto un valore di 86,9 miliardi di euro, in calo del 3,1%, a fronte di una crescita limitata (+0,9%) nel 2008.</p>
<p>In periodi di recessione i budget destinati alla pubblicità televisiva sono i primi ad essere ridotti. In tale contesto, i ricavi pubblicitari hanno riportato performance negative per il secondo anno consecutivo.<br />
I ricavi da pay tv continuano invece a rappresentare la principale fonte di crescita per il settore, registrando un aumento, sebbene ad un tasso di crescita più basso rispetto al 2008. Come ITMedia Consulting aveva previsto lo scorso anno, nel 2009, i ricavi da pay tv hanno superato quelli da pubblicità, divenendo la prima risorsa nel mercato televisivo europeo. Il VoD e la PPV stanno acquistando un’importanza significativa in numerose offerte di pay tv. Con l’obiettivo di attrarre nuovi clienti, le piattaforme a pagamento si oppongono ai competitor proponendo offerte di dual e triple play, che uniscono servizi di telefonia, Internet e TV.</p>
<p>Negli ultimi anni, la televisione multichannel si è sviluppata in maniera progressiva e ITMedia Consulting prevede un ulteriore incremento in futuro. Nonostante la crisi economica, nel 2009 il numero di canali tematici continua a crescere e a registrare un impatto significativo sulla struttura dei ricavi dell’industria televisiva. Tuttavia, la pubblicità su multichannel è stabile rispetto al 2008 e rappresenta ancora una quota ridotta della spesa pubblicitaria totale. Come per altri settori, anch’essa è stata influenzata dalla forte recessione, sebbene con un impatto meno marcato.</p>
<p>Lo sviluppo della tv digitale continua: oltre il 77% delle abitazioni europee sono dotate di accesso al segnale televisivo digitale, rispetto al 65,4% del 2008. Il satellite non rappresenta più la piattaforma digitale predominante, in seguito al sorpasso attuato per la prima volta dalla televisione digitale terrestre. La fase di switch-over interessa oramai gran parte dell’Europa: Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia, Paesi Bassi, Svizzera, Norvegia e Danimarca hanno già completato lo switch-off nel 2009, mentre Belgio e Spagna, hanno spento la tv analogica rispettivamente a marzo e aprile 2010.<br />
Allo scopo di fornire maggiore copertura e di raggiungere le abitazioni sprovviste di ricezione DTT, i servizi satellitari free-to-air acquisiscono progressivamente importanza, anche grazie alle attuali strategie di transizione al digitale e a disposizioni governative.</p>
<p>Altre nuove piattaforme, quali la web tv e la mobile tv, sono ancora alla ricerca di un modello di business sostenibile a lungo termine. Parallelamente al rapido sviluppo delle offerte multi-play, mentre il mercato si avvicina alla saturazione, gli ultimi 12 mesi sono stati caratterizzati da un’accelerazione nella diffusione dell’IPTV. Nonostante l’IPTV rappresenta la piattaforma di pay tv a più rapida crescita, molti operatori devono tuttavia fronteggiare una concorrenza agguerrita da parte di altri servizi a pagamento e dall’offerta della televisione digitale free-to-air.</p>
<p>Tendenze principali:<br />
La televisione sta subendo cambiamenti sostanziali negli ultimi anni. L’evoluzione della TV digitale e la conseguente moltiplicazione dei canali stanno influenzando l’economia dell’industria televisiva ed il comportamento dei telespettatori. La tradizionale disponibilità di un numero limitato di canali televisivi non è più sufficiente per un’ampia percentuale di persone che aumentano la propria domanda verso una maggiore scelta di offerte di programmazione mentre le nuove tecnologie permettono loro di controllare quando e come guardano la TV.</p>
<p>I consumatori distribuiscono il proprio tempo a disposizione tra una moltitudine di scelte mediali, piattaforme e canali, migrando verso contenuti maggiormente specializzati tramite offerte multichannel. Negli ultimi anni, in termiti di share, la TV multichannel sta infatti erodendo diversi punti percentuali della TV mainstream in Europa.<br />
Mentre lo spegnimento del segnale televisivo analogico procede, le offerte digitali terrestri guadagnano un crescente interesse da parte del pubblico. Allo stesso tempo, la disponibilità di contenuti premium ancora costituisce un fattore decisivo per proporre offerte a pagamento di successo. Tuttavia, in seguito a numerosi cambiamenti negli ultimi anni, gli operatori via satellite dominanti stanno affrontando una sfida significativa a causa dell’emergere di nuove piattaforme. Mentre la competizione nel mercato televisivo cresce, iniziano inoltre a diffondersi rapidamente pacchetti triple e quadruple play che includono la telefonia fissa e mobile, Internet a banda larga e servizi TV.</p>
<p>Prospettive di mercato:<br />
La televisione non è più il dispositivo che siamo abituati a conoscere. Durante gli ultimi anni, i cambiamenti nel panorama mediale hanno condotto a pratiche di consumo non tradizionali. Il potenziale e l’attrazione verso servizi d’intrattenimento multipiattaforma sono oramai evidenti, liberando i contenuti televisivi dalla limitazioni del palinsesto lineare in diretta.<br />
In tale contesto, si sviluppa la domanda di device avanzati in grado di distribuire non solo la TV broadcast ma altresì servizi basati su Internet, quali YouTube, Facebook o Twitter, accessibili direttamente dallo schermo televisivo.<br />
Mentre l’adozione della banda larga aumenta, i consumatori iniziano progressivamente a familiarizzare con il consumo di video via Internet. Ciò è anche dovuto alla crescente presenza di contenuti televisivi sul Web. La naturale evoluzione del video online è dunque quella di migrare verso il televisore, davanti al quale una vasta quota di popolazione preferisce ancora trascorrere buona parte del proprio tempo libero.<br />
I servizi over-the-top possono giocare un ruolo fondamentale nella proliferazione delle Internet-connected TV. Grazie al moltiplicarsi di offerte video basate sul Web e ai significativi progressi nella qualità della distribuzione del video online, i content provider hanno iniziato a considerare tale modalità di distribuzione per i propri contenuti.</p>
<p>Nonostante il fatto che la televisione lineare continui a essere predominante, è presente un evidente trend verso consumi video multi-schermo. Gli utenti vogliono infatti avere accesso ai contenuti dove e quando preferiscono. Di conseguenza, alcuni operatori di pay TV incumbent hanno iniziato a sviluppare una strategia di offerta video multipiattaforma: il modello di business &#8216;three-screen&#8217;, che coinvolge la TV, accanto a servizi online e telefonia mobile, sta iniziando ad evolversi.<br />
Nei prossimi anni, ITMedia Consulting prevede che una chiara strategia multipiattaforma sia fondamentale per gli operatori di pay tv che vogliano mantenere le proprie quote di mercato, distinguere la propria offerta e guadagnare un vantaggio competitivo in un mercato televisivo sempre più concorrenziale.</p>
<p><strong>Consulta il profilo Who is who di <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Preta_Augusto.html">Augusto Preta</a></strong><br />
<strong><a href="http://www.key4biz.it/files/000140/00014060.jpg"></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.key4biz.it/files/000140/00014060.jpg">Advertising revenues vs. Pay TV revenues</a></strong></p>
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		<title>Focus su Iptv, Web Tv e Corporate Communication al seminario IEM della Fondazione Rosselli</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:07:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le forme di offerta televisiva su protocollo Ip sono in pieno divenire: network e content provider sono alla ricerca di modelli di business sostenibili per fornire servizi accattivanti e innovativi agli utenti delle nuove forme di fruizione audiovisiva. E&#8217; questo la vision emersa dal seminario &#8220;Iptv, Web Tv e Corporate Communication&#8221;, organizzato dall&#8217;Istituto di Economia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le forme   di offerta televisiva su protocollo Ip sono in pieno divenire: network e   content provider sono alla ricerca di modelli di business sostenibili   per fornire servizi accattivanti e innovativi agli utenti delle nuove   forme di fruizione audiovisiva. </p>
<p align="justify">E&rsquo; questo la vision   emersa dal seminario &ldquo;<strong><em>Iptv, Web Tv e Corporate   Communication</em></strong><em>&rdquo;</em>, organizzato dall&rsquo;<strong>Istituto di   Economia dei Media </strong>dalla <strong>Fondazione Rosselli</strong> a   Palazzo Corsini qualche giorno fa. </p>
<p align="justify">Dalle istituzioni (<strong>Agcom</strong>) agli operatori It e Tlc (<strong>Telecom Italia</strong>, <strong>Vodafone</strong>, <strong>Alcatel-Lucent</strong>, <strong>Fastweb</strong>),   dai broadcaster (<strong>Mediaset</strong>, <strong>Rai</strong>) fino a   operatori che vantano le pi&ugrave; grandi tv aziendali come <strong>Poste   Italiane</strong> ed <strong>Enel</strong>, tutti hanno partecipato alla   discussione, che si &egrave; svolta in modo aperto e orizzontale su tutti i   temi via via presentati. </p>
<p align="justify">Si &egrave; partiti dalla   presentazione di un quadro definitorio delle nuove forme di tv su   protocollo Ip (che distingueva tra Iptv e formati web quali <strong>Web   tv</strong>, <strong>Catch-Up Tv</strong>, <strong>Aggregatori UGC</strong>, <strong>Over-the-top Tv</strong>, <strong>Business Tv</strong> ecc.) che ha   fatto emergere tutta una serie di puntualizzazioni che ha indotto alcuni   a ritenere prematuro racchiudere modalit&agrave; di diffusione dei contenuti   cos&igrave; in divenire entro una tassonomia terminologica precisa. </p>
<p align="justify">Si &egrave; proseguito   con l&rsquo;analisi dei modelli di business della Iptv (<em>freemium</em>, <em>basic pay</em> e <em>premium</em>) e della loro   efficacia in casi-studio internazionali, in cui gli interventi di   broadcaster e operatori tlc hanno mostrato la necessit&agrave; di perfezionare   gli accordi sulla remunerazione dei canali e tanto l&rsquo;analisi presentata   quanto gli interventi hanno ribadito l&rsquo;importanza dei contenuti per   attrarre gli utenti verso questa forma di tv. </p>
<p align="justify">La panoramica del   mercato di tutte le forme emergenti, con particolare riferimento alle <strong>Catch-up Tv</strong> lanciate dai broadcaster e alla convergenza   tra Internet e Tv nello sfumato perimetro della <strong>Over-the-top   Tv</strong>, hanno traghettato la discussione nell&rsquo;ambito della tv via web. </p>
<p align="justify">L&rsquo;analisi ha   riguardato la non verticalit&agrave; dei modelli iptv e web tv, il crescente   time-budget dedicato agli audiovisivi di rete, la capacit&agrave; pubblicitaria   del video online e il fondamentale controllo dell&rsquo;interfaccia nella tv <strong>Over-the-top</strong>. Fino all&rsquo;importanza dello sviluppo della   rete per connettere point-to-point tutti i cittadini e lanciare   applicazioni che vadano l&rsquo;oltre quelle televisive (es. per l&rsquo;e-Health),   che rimane uno degli obiettivi di medio-lungo termine del sistema-Paese. </p>
<p align="justify">Il   seminario si &egrave; chiuso con una rassegna sulle diverse tipologie di <strong>Business tv</strong> (corporate, brand e in-store) in cui si &egrave;   discusso delle modalit&agrave; utilizzate dalle aziende per diffondere una   conoscenza condivisa tra i propri dipendenti (top-down o partecipativa e   relazionale) oppure per sfruttare i propri spazi pubblici per   promozione o vendita di spazi pubblicitari. </p>
<p align="justify">Il documento a seguire   rappresenta l&rsquo;analisi presentata dallo <strong>Iem-Fondazione   Rosselli</strong> integrata da alcune osservazioni emerse durante il   seminario. Una base per ulteriori approfondimenti e condivisione di   riflessioni quanto mai necessarie per comprendere le dinamiche   sottostanti un mondo in continua e rapida evoluzione. </p>
<p align="justify"><strong>Per   approfondimenti: </strong></p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.key4biz.it/Papers/2010/05/Iptv_web_tv_e_corporate_communication.html">Iptv,   web tv e corporate communication. Definizioni, modelli di business,   strategie </a> </strong></p>
<p align="justify"><em>IEM della Fondazione Rosselli </em></p>
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		<title>‘L&#8217;Italia è Digitale’: si apre oggi a Milano la V Conferenza Nazionale sulla tv digitale terrestre. Ecco come l’Italia diventerà all digital</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/05/03/%e2%80%98litalia-e-digitale%e2%80%99-si-apre-oggi-a-milano-la-v-conferenza-nazionale-sulla-tv-digitale-terrestre-ecco-come-l%e2%80%99italia-diventera-all-digital/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 15:18:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si apre oggi al Teatro Dal Verme di Milano la V Conferenza Nazionale sulla tv digitale terrestre, dal titolo &#8220;L&#8217;Italia &#232; Digitale&#8220;, organizzata da DGTVi. I lavori proseguiranno anche nella giornata di domani. A due settimane dall&#8217;avvio del processo di switch-over della Lombardia e del Piemonte Orientale del 18 maggio, la Conferenza si conferma l&#8217;appuntamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Si apre oggi al Teatro Dal Verme di Milano    la <strong>V Conferenza Nazionale</strong> <strong> sulla   tv digitale terrestre</strong>, dal titolo &ldquo;<strong>L&#8217;Italia &egrave; Digitale</strong>&#8220;,   organizzata da <strong>DGTVi</strong>. I lavori proseguiranno anche   nella giornata di domani. </p>
<p align="justify">A due settimane   dall&rsquo;avvio del processo di switch-over della Lombardia e del Piemonte   Orientale del 18 maggio, la Conferenza si conferma l&#8217;appuntamento   annuale non solo per capire quello che finora &egrave; successo, gli aspetti   positivi e le criticit&agrave;, ma anche quello che ci aspetta. </p>
<p align="justify">Un appuntamento   decisivo per comprendere come e perch&eacute; l&rsquo;Italia &egrave; ormai diventata   digitale e non solo per fare un bilancio di quello che &egrave; avvenuto dalla   Conferenza di Roma in poi ma anche e soprattutto per capire quanto   avverr&agrave; con l&rsquo;inizio della stagione del grande switch-off del Nord   Italia di quest&rsquo;anno. </p>
<p align="justify">Sar&agrave; anche un momento   di confronto su stato di diffusione del digitale terrestre in Italia e   in Europa, novit&agrave; sul piano dell&rsquo;offerta e dei nuovi canali, nuove   campagne di comunicazione, bilancio degli switch-off effettuati e di   quelli che da effettuare, un confronto tra i Presidenti di Regione   interessati e tra i capi azienda saranno i momenti centrali della   Conferenza. </p>
<p align="justify">Oggi pomeriggio verranno presentati il <strong>IV   Rapporto sulla tv digitale terrestre</strong> in Italia e in Europa e poi la   nuova offerta televisiva da Giancarlo Leone (Rai), Franco Ricci,   Alessandro Salem (Mediaset), Marco Ghigliani (Telecom Italia Media),   Bruno Bogarelli (Sportitalia), Maurizio Giunco e Marco Rossignoli (per   le tv locali). </p>
<p align="justify">Spazio anche alla   piattaforma satellitare gratuita Tiv&ugrave; Sat e alle nuove campagne di   comunicazione nazionale e regionali. </p>
<p align="justify">Domani il clou   dell&rsquo;evento con gli interventi dell&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle   Comunicazioni (rappresentata dal commissario <strong>Stefano Mannoni</strong>),   del ministro per  la Pubblica Amministrazione    e l&#8217;Innovazione <strong>Renato Brunetta</strong>, del presidente della   Regione Lombardia <strong>Roberto Formigoni</strong> e con la   presentazione della <strong>Relazione annuale DGTVi</strong> affidata al   presidente <strong>Andrea Ambrogetti</strong>. </p>
<p align="justify">Infine la tavola   rotonda con i big del settore: Tarak Ben Ammar, Fedele Confalonieri,   Paolo Garimberti, Maurizio Giunco, Marco Rossignoli, Giovanni Stella. A   tirare le conclusioni sar&agrave; il viceministro allo Sviluppo economico con   delega alle Comunicazioni <strong>Paolo Romani</strong>. </p>
<p align="justify">Secondo i dati   contenuti nell&rsquo;ultimo numero della newsletter <strong>Digita</strong> di   DGTVi, due famiglie italiane su tre hanno un <strong>ricevitore   digitale</strong> in casa e sono quasi 9 milioni quelli venduti solo   nell&rsquo;ultimo trimestre. </p>
<p align="justify">Cifre che indicano come   il 2010 si sia aperto con un&rsquo;ulteriore forte progressione verso il   passaggio al digitale e, con gli switch-off previsti per le grandi   regioni del Nord Italia che coinvolgono oltre 23 milioni di italiani,   rappresenter&agrave; l&rsquo;anno del passaggio definitivo del sistema televisivo   dall&rsquo;analogico al digitale. </p>
<p align="justify">A gennaio il 48,6% del consumo TV &egrave; avvenuto attraverso   piattaforme digitali (TDT, satellite, IPTV), +4% rispetto a dicembre, un   raddoppio in un anno: &egrave; imminente ormai il superamento della TV   analogica. </p>
<p align="justify">La TDT si conferma la piattaforma   regina: il 33,4% della popolazione italiana segue la programmazione   televisiva utilizzando i decoder TDT e costituisce il 68% dell&rsquo;intero   consumo digitale. Nella segmentazione per classi socio-economiche   Auditel rileva che i possessori di decoder TDT appartengono per il 37%   alla classe socioeconomica medio-alta e per ben il 20% sono persone con   alto reddito e titolo di studio. </p>
<p align="justify">Le vendite di   ricevitori per la TDT hanno registrato un nuovo record a dicembre, con&nbsp; in totale di quasi 2,9 milioni di pezzi. Di questi,   il 38% circa (ovvero 1.089.000) sono ricevitori integrati in altri   apparecchi, mentre il restante 62% sono Set-Top-Box esterni. Sotto   l&rsquo;impulso degli switch-off, nell&rsquo;ultimo trimestre del 2009 le vendite si   sono attestate sopra i 2,6 milioni di pezzi al mese. </p>
<p align="justify">Il numero cumulato di   ricevitori TDT venduti dal febbraio 2004 si attesta alla fine di   dicembre a 28.874.000. Di questi, il 59,8% sono STB esterni, il 40,2%   (11,6 milioni) sono ricevitori integrati.&nbsp; </p>
<p align="justify">Secondo gli ultimi dati   elaborati da <strong>Makno</strong>, alla fine dello scorso dicembre il   numero delle famiglie dotate di almeno un ricevitore TDT nella residenza   principale &egrave; salito a 15.291.000, con una crescita di circa 1,5 milioni   rispetto al dato di novembre. Rispetto alla fine del 2008, le famiglie   dotate di TDT sono raddoppiate (da  7,8 a  15,3 milioni). Il numero dei   ricevitori TDT, esterni o integrati, presenti nelle famiglie registra   anch&rsquo;esso una crescita consistente attestandosi a dicembre a 23.059.000.   Rispetto al dicembre 2008, sono oltre 13,5 milioni i ricevitori TDT   aggiuntivi. </p>
<p></span></p>
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		<title>Fastweb rinnova veste grafica Iptv e amplia offerta di contenuti on demand</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 14:13:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fastweb rinnova l&#8217;interfaccia grafica e le modalit&#224; di interazione della TV, la TV via cavo che consente di trasportare il segnale televisivo utilizzando internet a banda larga. Grazie alla nuova interfaccia &#232; sempre pi&#249; semplice e intuitivo navigare tra i moltissimi canali lineari offerti dal digitale terrestre, scegliere fra migliaia di programmi on demand, abbonarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Fastweb</strong> rinnova   l&#8217;interfaccia grafica e le modalit&agrave; di <strong>interazione della TV</strong>,   la <strong>TV via cavo</strong> che consente di trasportare il segnale   televisivo utilizzando internet a <strong>banda larga</strong>. Grazie   alla nuova interfaccia &egrave; sempre pi&ugrave; semplice e intuitivo navigare tra i   moltissimi canali lineari offerti dal <strong>digitale terrestre</strong>,   scegliere fra migliaia di programmi on demand, abbonarsi alle offerte a   pagamento di <strong>Sky </strong>o<strong> di Mediaset Premium</strong> con un <strong>unico decoder</strong>, senza bisogno di parabole o card   aggiuntive. Tutti i canali sono suddivisi fra le diverse aree tematiche   (film, ragazzi, intrattenimento, musica, news e sport, azione e   scoperte) e sono immediatamente raggiungibili da un&#8217;unica schermata. </p>
<p align="justify">Inoltre,  la nuova <strong>GUIDA TV</strong> permette di muoversi fra passato e futuro: &egrave; infatti possibile   accedere al servizio <strong>REPLAYTV</strong> e rivedere i programmi   andati in onda nei tre giorni precedenti sui canali nazionali; guardare i   programmi che stanno andando in onda completi di informazioni testuali   aggiuntive; oppure consultare la programmazione successiva delle reti e   impostare con un clic del telecomando la registrazione delle   trasmissioni grazie a <strong>VIDEOREC</strong>, il videoregistratore   virtuale della TV di Fastweb. Sempre pi&ugrave; ricca &egrave; l&#8217;offerta di contenuti   on demand che &egrave; possibile vedere e rivedere senza limiti di orario e   senza vincoli di palinsesto. In ogni momento &egrave; possibile scegliere fra   circa 450 film, 850 cartoni animati, 50 serie tv, 130 concerti e 6.000   video musicali, oltre a documentari, programmi comici, partite di calcio   e altro ancora. </p>
<p align="justify">Nella prospettiva di un&#8217;integrazione sempre pi&ugrave; avanzata   fra <strong>TV e web</strong>, sono anche stati introdotti alcuni   servizi a valore aggiunto, tra cui l&#8217;accesso alle ultime notizie e il   meteo, sempre aggiornati e disponibili direttamente dallo schermo del   proprio televisore. Con <strong>MyMedia Center</strong> &egrave; invece   possibile guardare in Tv le foto o i filmati disponibili sul Pc di casa. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Abbiamo   lavorato molto per rendere  la nostra Tv  sempre pi&ugrave; facile da usare   anche per chi non &egrave; abituato a navigare in internet&#8221;</em>, ha affermato <strong>Giorgio Tacchia</strong>, Responsabile della TV di Fastweb. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Crediamo che le soluzioni adottate rendano   immediata la scelta dei contenuti e l&#8217;utilizzo di funzionalit&agrave; uniche   come REPLAYTV. Siamo convinti che l&#8217;IPTV sia la forma pi&ugrave; avanzata di TV   digitale; l&#8217;unica che permette la massima qualit&agrave; di visione insieme   alla pi&ugrave; larga possibilit&agrave; di scelta&#8221;. </em></p>
<p align="justify">Ieri &egrave; stata siglata inoltre un&rsquo;importante partnership   tra Fastweb e <strong>Pagine S&igrave;</strong> (il secondo editore italiano di   elenchi telefonici che vanta 60 edizioni locali per oltre 6 milioni di   copie distribuite gratuitamente sul territorio nazionale). </p>
<p align="justify">Il risultato concreto &egrave; costituito dalla nuova edizione,   la quarta, di Elenco S&igrave; di Bergamo e Provincia: non solo un   tradizionale elenco di tutti i servizi pubblici e privati della zona, ma   anche uno strumento innovativo che offre a chi lo consulta la   possibilit&agrave; di connettersi a internet e accedere cos&igrave; a tutti i servizi e   le informazioni presenti sull&#8217;elenco cartaceo ma aggiornate in tempo   reale, secondo tempi e modi tipici del mondo web. Per farlo, basta avere   uno <strong>smartphone</strong> dotato di connessione internet,   scaricare l&#8217;applicazione gratuita di lettore Tag e inquadrare l&#8217;apposito   pittogramma pubblicato in calce alle inserzioni. </p>
<p align="justify">Proseguono intanto le   operazioni legate all&rsquo;inchiesta della Procura di Roma sul   maxiriciclaggio di 2 miliardi che ha coinvolto gli ex vertici di Fastweb   e <strong>Telecom Italia Sparkle</strong>. </p>
<p align="justify">Dissequestrare i beni e   le somme confiscate all&#8217;ex amministratore delegato di TI Sparkle (Tis), <strong>Stefano Mazzitelli</strong>, e ad altre 14 persone nell&#8217;ambito   dell&#8217;inchiesta, &egrave; la richiesta avanzata questa mattina al Tribunale del   Riesame della Capitale, presieduto da Giuseppe D&#8217;Arma, dai legali degli   indagati e di altre persone destinatarie dei provvedimenti di sequestro.   Oltre a Mazzitelli, hanno presentato ricorso l&#8217;ex dirigente   responsabile dell&#8217;area &#8220;Regioni europee&#8221; di Tis, <strong>Massimo   Comito</strong>, il responsabile del settore Carrier Sales Italy, alle   dirette dipendenze di Comito, <strong>Antonio Catanzariti</strong>, l&#8217;ex   membro del Cda di Fastweb, Mario Rossetti, Barbara Murri, Giovanni   Pizzi, Maurizio Salviati, tutti indagati. Al termine dell&#8217;udienza il   Tribunale si &egrave; riservato di decidere.</p>
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		<title>Digitale terrestre. Romani: ‘Auspico conclusione progetto Italia Digitale. Dtt e banda larga renderanno più moderno il nostro Paese’</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 11:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Auspico la conclusione del progetto di Italia Digitale (l&#8217;organismo che coordina il passaggio alla Tv digitale terrestre) come i grandi paesi occidentali&#8217;: lo ha detto Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni in un&#8217;intervista a Gr Parlamento. &#8216;La prima rivoluzione ed evoluzione &#8211; ha aggiunto Romani &#8211; &#232; il passaggio al digitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Auspico la conclusione del   progetto di Italia Digitale</em> (l&#8217;organismo che coordina il passaggio   alla Tv digitale terrestre) <em>come i grandi paesi occidentali&#8217;</em>:   lo ha detto <strong>Paolo Romani</strong>, viceministro allo Sviluppo   economico con delega alle Comunicazioni in un&#8217;intervista a Gr   Parlamento. </p>
<p align="justify"><em>&#8216;La prima rivoluzione ed evoluzione</em> &#8211; ha   aggiunto Romani &#8211; <em>&egrave; il passaggio al digitale che consentir&agrave;   a chi fa televisione, in primis al servizio pubblico, di incrementare   l&#8217;offerta di programmi. In questo incremento, c&rsquo;&egrave; anche la possibilit&agrave;   di approfondimento su tematiche che le tv generaliste tradizionalmente   non fanno&#8217;. </em></p>
<p align="justify"><em>&#8216;La seconda grande rivoluzione</em> &#8211; ha   continuato Romani &#8211; <em>sar&agrave; quella della piattaforma di banda   larga che insieme alla piattaforma del digitale terrestre contribuir&agrave; a   rendere piu&#8217; moderno questo paese nell&#8217;accesso ai tanti contenuti.   L&#8217;auspicio del Governo &egrave; che in pochi anni si possa arrivare a   concludere il progetto di Italia digitale che gi&agrave; appartiene agli Stati   Uniti, alla Francia e alla Gran Bretagna. Quindi</em> &#8211; ha concluso &#8211; <em>noi ci adegueremo e avremo lo stesso passo dei grandi paesi   occidentali&#8217;. &nbsp;</em> </p>
<p align="justify">Il mese di febbraio, secondo quanto riporta l&rsquo;ultimo numero di <strong>Digita</strong>, la newsletter di <strong>DGTVi</strong>, ha segnato   il sorpasso storico della <strong>TV digitale</strong> (tutte le   piattaforme: TDT, satellite, IPTV) sulla <strong>TV analogica   tradizionale</strong>. Le piattaforme digitali sono arrivate a conquistare   nel complesso la quota del <strong>51,2% </strong>sul totale del consumo   di TV. Tra di esse la pi&ugrave; accesa &egrave; quella terrestre, che registra il 35%   del <strong>totale ascolto</strong> TV e vale da sola il 69% dell&rsquo;intero   comparto televisivo digitale. </p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il satellite &egrave; stabile al   15,2% e la TV su protocollo Internet &egrave; in uso nello 0,4% dei casi. <strong>Auditel</strong> ha una apposita voce nominata &ldquo;non definita&rdquo; che   vale a febbraio lo 0,5% destinata ai pochi casi nei quali il meter non &egrave;   ancora in grado di stabilire quale decoder sia attivo, tra un decoder   integrato del digitale terrestre o una video station per l&rsquo;IPTV: si   tratta comunque di un consumo digitale. </p>
<p align="justify">Nelle aree completamente   digitali il tempo dedicato al consumo di televisione cresce pi&ugrave; del   doppio rispetto al resto del Paese rispetto al periodo omologo dell&rsquo;anno   scorso ed &egrave; ormai di 267 minuti al giorno. Raddoppia anche il tempo   dedicato ai canali digitali che in queste aree nella media quotidiana   marzo 2009-2008 (dati al 24/3) sale da 42 a 87 minuti. </p>
<p align="justify">
<p align="justify">Muta il modo tradizionale di   seguire l&rsquo;offerta televisiva anche nelle aree non completamente   digitalizzate, dove il tempo dedicato ai nuovi canali del digitale   terrestre passa da 40 a 67 minuti. Non vincolata dalla transizione,   questa crescita &egrave; ancora pi&ugrave; significativa e conferma la tendenza   all&rsquo;incremento del consumo televisivo nell&rsquo;ambiente multicanale   digitale.</p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia è digitale. Il 3 e 4 maggio prossimi a Milano la V Conferenza di DGTVi sul digitale terrestre</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/04/06/l%e2%80%99italia-e-digitale-il-3-e-4-maggio-prossimi-a-milano-la-v-conferenza-di-dgtvi-sul-digitale-terrestre/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 11:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Italia &#232; digitale&#8221; &#232; il titolo della V Conferenza Nazionale sul digitale terrestre convocata, come annunciato da Digita la newsletter di DGTVi, per il 3 e 4 maggio prossimi al Teatro dal Verme di Milano. Un appuntamento importante, come in occasione delle precedenti conferenze, non solo per fare un bilancio di quello che &#232; avvenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">&ldquo;<strong>L&rsquo;Italia &egrave; digitale</strong>&rdquo; &egrave; il   titolo della <strong>V Conferenza Nazionale</strong> sul <strong>digitale   terrestre </strong>convocata, come annunciato da Digita la newsletter di <strong>DGTVi</strong>, per il 3 e 4 maggio prossimi al Teatro dal Verme di   Milano. Un appuntamento importante, come in occasione delle precedenti   conferenze, non solo per fare un bilancio di quello che &egrave; avvenuto dalla   Conferenza di Roma in poi ma anche e soprattutto per capire quello che   ci aspetta con la stagione del grande <strong>switch-off</strong> del   Nord Italia di quest&rsquo;anno. </p>
<p align="justify">Un appuntamento al quale sono invitati tutti i lettori   di Digita ma anche e aziende, piccole, medie e grandi che stanno   partecipando a tale passaggio, le istituzioni che lo stanno guidando, ma   anche tutti gli uomini e le donne che sono e sono stati protagonisti   negli anni di questo grande processo di trasformazione della televisione   italiana. </p>
<p align="justify">La ricerca sullo stato di diffusione del digitale   terrestre in Italia e in Europa, le novit&agrave; sul piano dell&rsquo;offerta e dei   nuovi canali, le nuove campagne di comunicazione, un bilancio degli   switch-off effettuati e di quelli che ci aspettano, un confronto tra i   Presidenti di Regione interessati e tra i capi azienda saranno i momenti   centrali della Conferenza. Per capire perch&eacute; ormai l&rsquo;Italia &egrave; digitale. </p>
<p align="justify">Secondo i dati <strong>E-res/Makno</strong>, alla fine di gennaio il numero delle famiglie   dotate di almeno un ricevitore TDT nella residenza principale &egrave; salito a   15.683.000, con una crescita di circa 400 mila unit&agrave; rispetto al dato   di dicembre. Il numero dei ricevitori presenti nelle famiglie cresce pi&ugrave;   che proporzionalmente al numero delle famiglie TDT, poich&eacute; una quota   consistente dei nuovi ricevitori viene acquistata per adeguare al   digitale i secondi / terzi televisori di casa. A fine gennaio, sono   circa 24.177.000 i ricevitori TDT presenti nelle abitazioni, in crescita   di circa 1,1 milioni di unit&agrave; rispetto a dicembre. </p>
<p align="justify">Nonostante l&rsquo;assenza di   switch-off, come invece accaduto negli ultimi mesi del 2009, le vendite   di ricevitori sono proseguite a ritmo sostenuto anche nel mese di   gennaio. Il numero di pezzi venduti si &egrave; attestato infatti a 1,4   milioni, quasi equamente divisi tra ricevitori integrati in altri   apparecchi e Set-Top-Box esterni. Il numero cumulato di ricevitori TDT   venduti dal febbraio 2004 supera alla fine di gennaio i 30 milioni. Di   questi, poco meno di 18 milioni (il 59,3% del totale) sono STB esterni, i   rimanenti 12,3 milioni (40,7%) sono ricevitori integrati. </p>
<p align="justify">Il mese di febbraio ha   segnato il sorpasso storico della TV digitale (tutte le piattaforme:   TDT, satellite, IPTV) sulla TV analogica tradizionale. Le piattaforme   digitali sono arrivate a conquistare nel complesso la quota del 51,2%   sul totale del consumo di TV. Tra di esse la pi&ugrave; accesa &egrave; quella   terrestre, che registra il 35% del totale ascolto TV e vale da sola il   69% dell&rsquo;intero comparto televisivo </p>
<p align="justify">digitale. Il satellite &egrave; stabile al 15,2% e la TV su   protocollo Internet &egrave; in uso nello 0,4% dei casi. Auditel ha una   apposita voce nominata &ldquo;non definita&rdquo; che vale a febbraio lo 0,5%   destinata ai pochi casi nei quali il meter non &egrave; ancora in grado di   stabilire quale decoder sia attivo, tra un decoder integrato del   digitale terrestre o una video station per l&rsquo;IPTV: si tratta comunque di   un consumo digitale. </p>
<p align="justify"><strong>Tiv&ugrave; Sat</strong>, la piattaforma satellitare   gratuita che, per le aree non coperte dal segnale, riproduce l&#8217;offerta   del digitale terrestre unita a un&#8217;ampia scelta di canali internazionali,   ha raggiunto quota 200 mila le tessere attive. </p>
<p align="justify">Anche l&#8217;offerta di Tiv&ugrave; &#8211; la societ&agrave; partecipata da <strong>Rai</strong>,<strong> Mediaset </strong>e <strong>Telecom Italia   Media</strong> &#8211; cresce con due nuove acquisizioni nell&#8217;ultimo mese: il   canale musicale Rtl 102,5 e Press TV, realizzato dal broadcaster   pubblico iraniano.</p>
<p></span></p>
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		<title>La Tv digitale sorpassa l’analogico: in Italia va oltre il 50% sul totale del consumo</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/03/31/la-tv-digitale-sorpassa-l%e2%80%99analogico-in-italia-va-oltre-il-50-sul-totale-del-consumo/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 09:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mese di febbraio, secondo quanto riporta l&#8217;ultimo numero di Digita, la newsletter di DGTVi, ha segnato il sorpasso storico della TV digitale (tutte le piattaforme: TDT, satellite, IPTV) sulla TV analogica tradizionale. Le piattaforme digitali sono arrivate a conquistare nel complesso la quota del 51,2% sul totale del consumo di TV. Tra di esse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Il mese di febbraio, secondo quanto   riporta l&rsquo;ultimo numero di <strong>Digita</strong>, la newsletter di <strong>DGTVi</strong>, ha segnato il sorpasso storico della <strong>TV   digitale</strong> (tutte le piattaforme: TDT, satellite, IPTV) sulla <strong>TV analogica tradizionale</strong>. Le piattaforme digitali sono   arrivate a conquistare nel complesso la quota del <strong>51,2% </strong>sul   totale del consumo di TV. Tra di esse la pi&ugrave; accesa &egrave; quella terrestre,   che registra il 35% del <strong>totale ascolto</strong> TV e vale da   sola il 69% dell&rsquo;intero comparto televisivo digitale. </p>
<p align="justify">Il satellite &egrave; stabile   al 15,2% e la TV su protocollo Internet &egrave; in uso nello 0,4% dei casi. <strong>Auditel</strong> ha una apposita voce nominata &ldquo;non definita&rdquo; che   vale a febbraio lo 0,5% destinata ai pochi casi nei quali il meter non &egrave;   ancora in grado di stabilire quale decoder sia attivo, tra un decoder   integrato del digitale terrestre o una video station per l&rsquo;IPTV: si   tratta comunque di un consumo digitale. </p>
<p align="justify">Nelle aree   completamente digitali il tempo dedicato al consumo di televisione   cresce pi&ugrave; del doppio rispetto al resto del Paese rispetto al periodo   omologo dell&rsquo;anno scorso ed &egrave; ormai di 267 minuti al giorno. Raddoppia   anche il tempo dedicato ai canali digitali che in queste aree nella   media quotidiana marzo 2009-2008 (dati al 24/3) sale da  42 a  87 minuti. </p>
<p align="justify">Muta il modo   tradizionale di seguire l&rsquo;offerta televisiva anche nelle aree non   completamente digitalizzate, dove il tempo dedicato ai nuovi canali del   digitale terrestre passa da  40 a  67 minuti. Non vincolata dalla   transizione, questa crescita &egrave; ancora pi&ugrave; significativa e conferma la   tendenza all&rsquo;incremento del consumo televisivo nell&rsquo;ambiente multicanale   digitale.</p>
<p></span></p>
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		<title>New Media. Arriva la risposta tedesca a Hulu: RTL e ProSiebenSat insieme per lanciare una nuova piattaforma internet per Tv</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/03/29/new-media-arriva-la-risposta-tedesca-a-hulu-rtl-e-prosiebensat-insieme-per-lanciare-una-nuova-piattaforma-internet-per-tv/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 08:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ProSiebenSat Media e la divisione tedesca di Rtl Group intendono creare una nuova piattaforma internet per le reti televisive di Germania e Austria, aperta a tutte le emittenti. Lo rivelano fonti vicine alla vicenda a Dow Jones Newswires. Le due societ&#224; hanno gi&#224; attivato le proprie piattaforme di catch-up tv, che permettono agli utenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>ProSiebenSat Media</strong> e la divisione   tedesca di <strong>Rtl Group</strong> intendono creare una nuova   piattaforma internet per le reti televisive di Germania e Austria,   aperta a tutte le emittenti. Lo rivelano fonti vicine alla vicenda a <em>Dow Jones Newswires</em>. </p>
<p align="justify">Le due societ&agrave; hanno   gi&agrave; attivato le proprie piattaforme di <strong>catch-up tv</strong>, che   permettono agli utenti di visionare parte del <strong>contenuto   televisivo online</strong> per una serie di giorni, ma ora intendono dare   vita a una piattaforma comune aperta a tutte le emittenti televisive,   incluse le competitor pubbliche e private, poich&eacute; i consumatori   preferiscono accedere ad un&rsquo;unica piattaforma. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;E&rsquo; la   risposta tedesca a Hulu&rdquo;</em>, ha riferito una fonte, riferendosi a <strong><a href="http://www.hulu.com/">Hulu.com</a></strong>, una   piattaforma Usa che offre programmi televisivi, film e video, fondata   nel 2007 e detenuta da <strong>Nbc Universal</strong>, <strong>News   Corp</strong> (societ&agrave; che in Italia controlla     la pay Tv  Sky ), <strong>Walt   Disney</strong>, <strong>Providence Equity Partners</strong> e<strong> Hulu team</strong>. </p>
<p align="justify">Il futuro della televisione &egrave; la fruizione sempre pi&ugrave;   personalizzata, a misura di telespettatore che grazie ai pi&ugrave; diversi   servizi &#8211; tv on demand, over the top tv, catch up tv, web tv &ndash; pu&ograve;   permettersi oggi di costruirsi il proprio palinsesto e decidere   liberamente di guardare quando e dove vuole i programmi scelti. L&rsquo;avvenire del mercato media si sta costruendo   intorno al web, che permette enormi spazi di interattivit&agrave;. </p>
<p align="justify">Per quanto riguarda la crescita della Tv su IP, <strong>SNL   Kagan</strong> ha realizzato alla fine di marzo uno Studio (da poco   pubblicato in rete) sullo stato e le previsioni dell&rsquo;<strong>IPTV </strong>da   qui al 2012 per sei regioni: Nord America, America Latina, Europa   Occidentale, Europa dell&rsquo;Est, Medio Oriente e Asia Pacifico. Alla fine   del 2008, l&rsquo;IPTV &egrave; stata lanciata in 50 dei 75 mercati sotto analisi. </p>
<p align="justify">Per il 2012, l&rsquo;IPTV sar&agrave; la piattaforma dominante in due paesi,   Hong Kong e Francia e conter&agrave; per pi&ugrave; del 10% in 22 paesi dei 75   monitorati. </p>
<p align="justify">Alla fine del 2008 l&rsquo;Europa   Occidentale &egrave; leader dell&rsquo;IPTV con <strong>10 milioni di abbonati</strong>,   seguita dall&rsquo;Asia Pacifico e il Nord America con 7,04 e 3,3 milioni,   rispettivamente. Con 6,1 milioni di abbonati, alla fine del 2008, la   Francia &egrave; il pi&ugrave; grande mercato IPTV nel mondo, contando per il 29% del   totale degli abbonati. </p>
<p align="justify">Si stima che, nei prossimi   tre anni, l&rsquo;Asia sorpasser&agrave; l&rsquo;Europa Occidentale, raggiungendo 17,4   milioni di abbonati al 2011. </p>
<p align="justify">Durante gli ultimi quattro   anni l&rsquo;IPTV si &egrave; evoluta da piattaforma che, alla fine del 2003 contava   per lo 0,01% del mercato globale, al 3,7% degli abbonati alla pay tv nel   2008. </p>
<p align="justify">Le stime sono   facilmente comprensibili a fronte dell&rsquo;aumento degli utenti della rete   in tutto il mondo, anche in regioni a basso reddito seppur in crescita   come sono i paesi dell&rsquo;area CIS (Armenia, Azerbaijan Russia, Ucraina,   Moldavia, ecc&hellip;) che con 70,3 milioni di utenti internet alla fine del   2008, rappresentano il 4% del totale mondo e che solo in Russia sono pi&ugrave;   del 25% della popolazione (fonte ITU). </p>
<p align="justify">
<p align="justify">Anche in Italia, <strong>Audiweb</strong> informa che il 63%   della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 30,145 milioni di italiani ha   accesso a internet, con un incremento del 7,9%, anno su anno. Il 2,2% di   questi utilizza il televisore come device per l&rsquo;accesso. L&rsquo;Ottavo   Rapporto Censis sulla comunicazione rileva che la tv via internet   triplica la sua utenza, passando dal 4,6% del 2007 al 15,2% del 2009. </p>
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		<title>Digitale terrestre: in vista dello switch-off, necessario che le Tv locali ripensino il proprio ruolo. Presto dall’Agcom le regole LC</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 08:51:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il passaggio al digitale terrestre, ma pi&#249; in generale le trasformazioni tecnologiche che investono, e ancor pi&#249; investiranno nei prossimi anni il mezzo che siamo abituati a chiamare televisione, impongono alle tv locali di ripensare il proprio ruolo&#8221;. E&#8217; quanto ha dichiarato il presidente del Corecom Lazio, Francesco Soro, nel corso del convegno &#8220;Il Futuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Il passaggio al digitale   terrestre, ma pi&ugrave; in generale le trasformazioni tecnologiche che   investono, e ancor pi&ugrave; investiranno nei prossimi anni il mezzo che siamo   abituati a chiamare televisione, impongono alle tv locali di ripensare   il proprio ruolo&rdquo;</em>. E&rsquo; quanto ha dichiarato il presidente del <strong>Corecom Lazio</strong>, <strong>Francesco Soro</strong>, nel corso   del convegno &#8220;<em>Il Futuro dell&#8217;industria televisiva nel Lazio&#8221;</em> organizzato dal Corecom Lazio e svoltosi a Roma. </p>
<p align="justify">Per Sorto, si tratta di   una sfida appassionante, sebbene i rischi siano molti. Soprattutto   perch&eacute; questa trasformazione avviene in una fase di profonda crisi   economica. </p>
<p align="justify">Come spiega una nota del Corecom Lazio, Soro ha   auspicato &ldquo;<em>coraggio e lungimiranza da parte degli   imprenditori televisivi della regione&#8217;</em>&#8216;, e ha chiesto a entrambi gli   schieramenti politici che si candidano a guidare il Lazio di prestare   attenzione a questo importante settore produttivo. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Parliamo</em> &#8211; ha affermato &#8211; <em>di   un segmento industriale che non solo impiega migliaia di lavoratori e   produce un fatturato di decine di milioni di euro ma &egrave; soprattutto un   settore che, in particolare fuori da Roma, contribuisce a informare i   cittadini e dare visibilit&agrave; a territori tagliati fuori dai grandi   circuiti mediatici&#8217;. </em></p>
<p align="justify">All&#8217;incontro hanno partecipato il membro dell&#8217;Agcom, <strong>Enzo Savarese</strong>, che ha riconosciuto il Corecom Lazio come   uno tra i comitati regionali pi&ugrave; virtuosi: &ldquo;Sta rispondendo molto bene   all&#8217;incremento di attivit&agrave; conseguente alle nuove deleghe conferite&rdquo;. </p>
<p align="justify">Infine, Savarese ha annunciato che nei prossimi   giorni il Consiglio dell&#8217;Autorit&agrave; definir&agrave; le regole del cosiddetto <strong>LCN</strong>, vale a dire il posizionamento delle emittenti sul   telecomando. </p>
<p align="justify"><strong>Giorgio Gori</strong>, presidente di Magnolia, ha   sottolineato come &ldquo;<em>troppo spesso i palinsesti siano di   qualit&agrave;</em> <em>non eccelsa, fatti di televendite e prodotti   scadenti. Occorre lavorare sulla qualit&agrave; dei contenuti, in modo da   consentire al mercato di fare selezione e ridurre il numero delle   emittenti laziali, perch&eacute; obiettivamente 53 sono troppe. Dal punto di   vista dell&#8217;occupazione, non c&rsquo;&egrave; da temere poich&eacute; lo scenario attuale e   futuro offrono maggiori opportunit&agrave; rispetto al passato e la tecnologia   pu&ograve; aiutare ad abbattere i costi</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify"><strong>Carlotta   Ventura</strong>, Media and Sponsorship Manager Telecom Italia, ha invece   evidenziato come &ldquo;<em>l&#8217;imminente arrivo della Iptv complicher&agrave;   ulteriormente lo scenario. La quota pubblicitaria per le tv locali, gi&agrave;   in discesa oggi, andr&agrave; sempre pi&ugrave; calando e per questo le tv locali   dovrebbero &#8216;verticalizzare&#8217; i propri contenuti, concentrandosi sulle   news e sull&#8217;informazione pi&ugrave; pertinente al territorio di riferimento&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">Per<strong> Filippo Rebecchini</strong>,   presidente Frt, ci sono troppe tv locali e molte sono poco collegate al   territorio. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;La qualit&agrave; dei   programmi &egrave; assolutamente da migliorare e c&rsquo;&egrave; un problema di   concorrenza, messo in tutta evidenza dal contenzioso aperto sulla   numerazione, il cosiddetto Lcn. Concorrenza aggravata nel Lazio dal   fatto che ci&ograve; che accade a Roma &egrave; spesso oggetto dell&#8217;attenzione dei tg   nazionali&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Dal canto suo, <strong>Marco Rossignoli</strong>,   presidente Aeranti-Corallo, ha espresso grande preoccupazione per il   futuro delle tv locali e ha avanzato tre richieste ai futuri governanti   della Regione Lazio: &ldquo;<em>In primo luogo, pubblicare un bando   anche con contributi europei che premi l&#8217;innovazione tecnologica delle   emittenti in secondo luogo, non sovrapporsi alla normativa nazionale;   infine, semplificare le procedure burocratiche e i vincoli legati alle   frequenze e alle antenne: esiste gi&agrave; un catasto nazionale delle   frequenze ed &egrave; inutile crearne uno regionale&rdquo;.</em></p>
<p></span></p>
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		<title>Audiovisivo: dal digitale terrestre all’ultrabroadband per IPTV, chi è dentro e chi è fuori? Per l’Italia si delineano nuovi scenari</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:41:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sky esce ufficialmente con una posizione e, dopo settimane di indiscrezioni, per la prima volta l&#8217;amministratore delegato Tom Mockridge ha escluso al momento l&#8217;ingresso della piattaforma sul mercato del digitale terrestre. Mockridge ha dichiarato che l&#8217;opportunit&#224; per la pay-Tv riguardante l&#8217;assegnazione di 5 multiplex per ora non si presenta &#8220;perch&#233; ci &#232; proibito operare sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Sky</strong> esce ufficialmente con   una posizione e, dopo settimane di indiscrezioni, per la prima volta   l&rsquo;amministratore delegato <strong>Tom Mockridge</strong> ha escluso al   momento l&rsquo;ingresso della piattaforma sul mercato del <strong>digitale   terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">Mockridge ha dichiarato   che l&#8217;opportunit&agrave; per la pay-Tv riguardante l&#8217;assegnazione di <strong>5 multiplex</strong> per ora non si presenta &ldquo;<em>perch&eacute; ci &egrave;   proibito operare sul digitale&rdquo;, </em>ma ha aggiunto che&nbsp; in   futuro le cose potrebbero <em>&ldquo;cambiare&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">A riguardo, la   settimana scorsa, il viceministro alle Comunicazioni <strong>Paolo   Romani</strong> ha incontrato il Commissario Ue alla concorrenza <strong>Joaquin   Almunia</strong> per capire la posizione della Ue sulla richiesta di Sky di   potere entrare nel digitale terrestre come operatore di rete e fornitore   di contenuti premium, prima della scadenza imposta da Bruxelles al 31   dicembre 2011. Di fatto se la Ue abbreviasse la durata degli impegni   imposti alla pay-tv che fa capo a News Corp di <strong>Rupert   Murdoch</strong>, Sky potrebbe con tutta probabilit&agrave; partecipare alla gara   per il <strong>dividendo digitale</strong>: una competizione su cui, come   ha sottolineato il viceministro, la presenza di Sky &quot;<em>potrebbe   incidere</em>&quot; dal momento che non si svolge su offerte economiche ma in   beauty contest. Dei 5 multiplex digitali che saranno messi a gara   quando l&#8217;Agcom ultimer&agrave; il regolamento, 3 sono destinati ai nuovi   entranti. </p>
<p align="justify">Romani, che non &egrave; voluto entrare nel merito del   confronto avuto con Almunia, si &egrave; limitato a ricordare che &ldquo;<em>ci</em> <em>sono degli impegni attraverso i quali Sky, che &egrave;   monopolista sul satellite e quasi monopolista sulla pay tv non pu&ograve; e non   deve entrare nel digitale terrestre, n&eacute; come operatore di rete, n&eacute; come   fornitore di contenuti a pagamento, fino al 31 dicembre  2011&rdquo; . </em></p>
<p align="justify">Tuttavia l&#8217;operatore ha   chiesto alla Ue di poter anticipare l&#8217;ingresso nel settore anche a   fronte dell&#8217;accelerazione che il passaggio al nuovo segnale televisivo   ha avuto in Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Avevamo   notizia</em> &ndash; ha commentato Romani &#8211; <em>che qualcosa poteva   cambiare in queste condizioni poste a Sky e legittimamente una   delegazione italiana si &egrave; recata a Bruxelles per capire meglio la   situazione&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Sky sostiene infatti che, pur essendo monopolista al 98%   sulla piattaforma satellitare, il veto imposto dalla Ue a operare sul   digitale terrestre (13 milioni di decoder gi&agrave; installati in Italia e 23   milioni a fine 2011) non prima del 2012, sarebbe da considerarsi   superato. </p>
<p align="justify">Tuttavia al momento cos&igrave; &egrave; deciso e a Sky non resta che   farsi da parte e a Mockridge lamentarsi del ritardo dell&rsquo;Italia nel   digitale. </p>
<p align="justify">Ieri, in occasione della presentazione del libro &lsquo;<em>ReteItalia&rsquo;</em> del presidente dell&rsquo;Agcom <strong>Corrado   Calabr&ograve;</strong>, ha ribadito che &nbsp;&ldquo;<em>E&#8217;   molto importante sfruttare la crescita dell&#8217;economia digitale per uscire   dalla crisi. L&#8217;attuale profilo internazionale dell&#8217;Italia &egrave; piuttosto   ridotto&rdquo;</em>. Aggiungendo che &quot;<em>il miglior esempio&quot;</em> di un   Paese che sa sfruttare al meglio l&#8217;economia digitale &egrave; <em>&ldquo;la   Francia, con Parigi che &egrave; un polo fondamentale&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">L&rsquo;Ad di Telecom Italia, <strong>Franco Bernab&egrave;</strong>, ha invece lanciato la sua provocazione:   &ldquo;<em>Sosterremo gli investimenti per la banda ultralarga nel   momento in cui anche in Italia ci sar&agrave; un progetto come Canvas</em>&rdquo;, ha   precisato, riferendosi al progetto che in Inghilterra coinvolge pubblico   e privato (BBC, Channel 4, Five, ITV e i provider British Telecom e   Talk Talk) per creare uno <strong>standard comune</strong> per la   trasmissione di contenuti su IPTV. </p>
<p align="justify">Bernab&egrave; aveva   annunciato a ottobre l&#8217;intenzione di investire 720 milioni di euro entro   il 2011, cifra che sarebbe dovuta salire a 6 miliardi entro il 2016. </p>
<p align="justify">Davanti ai vertici di   Rai, Mediaset e Sky Italia, Bernab&egrave; ha precisato: <em>&quot;ho sempre   detto che il problema della banda ultralarga &egrave; di domanda, occorre che   ci sia un&#8217;audience, qualcuno che vuole quel tipo di servizi come la tv   digitale: nel momento in cui si vuole fare un progetto come quello   inglese siamo disponibili a investire per la banda ultralarga&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi,   Telecom Italia e <strong>Intel</strong> hanno avviato una partnership per   la distribuzione di servizi internet e TV online di nuova generazione   che adottano la piattaforma software open source <strong>MeeGo</strong>. </p>
<p align="justify">Il primo prodotto Telecom Italia dotato della   piattaforma MeeGo sar&agrave; <strong>CuboVision</strong>, il nuovo dispositivo   broadband multimediale che permette di vedere sul televisore di casa i   canali del digitale terrestre free e pay, le principali WebTV della   rete, richiedere film in pay-per-view, acquistare applicazioni free e   pay attraverso un application store e gestire contenuti personali come   foto, video e musica. </p>
<p align="justify">Per banda larga di pu&ograve; pensare a una velocit&agrave; di circa   1,2 Mbit/s e per la ultra larga a oltre 30 Mbit/s, velocit&agrave; che serve   appunto per servizi come quelli televisivi. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Bisogna prepararsi</em>&rdquo;, ha detto Bernab&egrave;   rivolgendosi ai numeri uno di Rai, Mediaset e &nbsp;Sky   Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se utilizziamo un   approccio difensivo ci troveremo probabilmente davanti a un&#8217;aggressione   che verr&agrave; da Google, da Hulu e invece</em> &ndash; ha continuato Bernab&egrave;&nbsp; &#8211; <em>dobbiamo trovare insieme una risposta   prima che arrivino in Italia&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se si decide di far convergere sulla Iptv   un progetto comune siamo disponibili a sostenere gli investimenti</em>&rdquo; e   &ldquo;<em>reperire le risorse non &egrave; un problema&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Non si pu&ograve; fare una previsione del costo   dell&#8217;investimento</em> &#8211; secondo l&#8217;Ad di Telecom &#8211; <em>Ci&ograve; che   interessa &egrave; capirne la redditivit&agrave;&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Si pu&ograve; fare</em> &ndash; ha risposto Fedele   Confalonieri &#8211; <em>Noi mettiamo i contenuti: abbiamo investito   tanto nel digitale ma poco importa che vada per terra, per aria o dove&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se la tv su banda larga   diventa possibile saremo operativi&#8217;</em> gli ha fatto eco Mockridge. </p>
<p align="justify">Pi&ugrave; cauto <strong>Paolo   Garimberti</strong>, presidente Rai, che ha evidenziato: <em>&ldquo;&hellip;se   avessimo la certezza delle risorse, potremmo guardare al futuro in   termini di sviluppo tecnologico&rdquo;.</em></p>
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