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	<title>Tv Digitali.eu &#187; iPod</title>
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		<title>Apple ci riprova con la Tv e con Ping strizza l’occhio ai social network. Scettici gli analisti, ‘solo una minestra riscaldata?’</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:50:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“La nuova Apple TV, abbinata alla più grande raccolta online di film e trasmissioni TV in HD a noleggio, consente agli utenti di guardare le produzioni di Hollywood sul proprio televisore HD ogni volta che lo desiderano”</em>, ha esordito così a San Francisco il CEO di Apple <strong>Steve Jobs</strong> durante la conferenza privata organizzata per presentare al mondo intero le ultime novità della Società di Cupertino. Innovazioni che segnano innanzitutto il ritorno del gruppo sul mercato dei contenuti televisivi dopo il flop della precedente versione: Jobs rilancia, dunque, e definisce la <strong>Apple Tv 2</strong> il <em>“gioiello silenzioso”</em>.<br />
Dieci centimetri per 10, al costo di 99 dollari, il dispositivo permette agli utenti di guardare film e trasmissioni Tv in alta definizione, strizzando inoltre l’occhio ai social network, con la possibilità di trasferire e condividere facilmente musica, foto e video attraverso la nuova estensione battezzata ‘<strong>Ping</strong>’ che solo vagamente si avvicina a quella utilizzata da <strong>Facebook</strong> e <strong>MySpace</strong>.<br />
Interamente gratuito e integrato dentro i <strong>iTunes</strong> oltre che su <strong>iPhone</strong> e <strong>iPad, Ping</strong> di Apple darà la possibilità al grande pubblico di scoprire quale musica ascoltare, cosa fanno gli artisti e dove si terranno i concerti.<br />
L’idea del gruppo statunitense, è quella di invogliare all’acquisto di musica, film e programmi tv una buona parte degli oltre 160 milioni di utenti iTunes.<br />
Ritornando alla Apple Tv, l’ultima nata della ‘Mela morsicata’ si distingue dalla sua antesignana innanzitutto per i costi al pubblico: gli spettacoli televisivi senza pubblicità, infatti, costeranno solo 99 centesimi, mentre i film che verranno proposti in contemporanea con l’uscita dei Dvd saranno venduti a 4,99 dollari.<br />
Agli utenti, anche la possibilità, oltre che di noleggiare fino a 7.000 film tra cui più di 3.400 in Hd, di avere 30 giorni di tempo per iniziare la visione e 48 ore per concluderla una volta avviata.<br />
Apple dunque pare avere imparato la lezione: la precedente versione del servizio, che non solo non ha mai raggiunto il successo, ma non ha neppure mai sfiorato i traguardi sperati, permetteva, infatti, solo di acquistare programmi e ciò ha rappresentato un vero e proprio errore di valutazione.</p>
<p>Oltre ad affittare spettacoli televisivi e film, la nuova Apple Tv permetterà agli utenti di accedere ai contenuti di <strong>Netflix</strong>. L’accordo con la società di videonoleggio americana, permetterà a Apple di contrastare in maniera migliore la <strong>GoogleTv</strong> e contrapporsi agli accordi siglati da <strong>YouTube</strong>. Apple dal canto suo ha già stretto accordi con diversi società cinematografiche e televisive quali <strong>ABC</strong> e <strong>Fox</strong> e sarebbe anche in trattative con la <strong>News Corp </strong>di <strong>Rupert Murdoch</strong> per estendere ulteriormente la propria offerta.</p>
<p>Queste, dunque, le caratteristiche principali della nuova Apple Tv che arriverà nel Regno Unito, Canada, Australia, Germania e Francia entro il prossimo mese di novembre. Un dispositivo funzionale e innovativo sotto alcuni aspetti, che però è stato accolto in maniera ‘tiepida’ dagli analisti invitati alla conferenza di San Francisco che vedono nella Apple Tv solo un piccolo ed iniziale passo verso un piano molto più ambizioso.</p>
<p>L’analista <strong>Daniel Ernst</strong> of <strong>Hudson Square Research</strong>, infatti, ha sottolineato che Jobs si sarebbe <em>&#8220;limitato a presentare solo una versione migliorata del vecchio prodotto ma non una innovazione di così vasta portata come sarebbe potuto essere&#8221;</em>. Solo una minestra riscaldata quindi ?</p>
<p>Solo il tempo lo dirà. Intanto, numerosi degli analisti intervenuti alla chiamata di Jobs, avvertono le società di contenuti di non distruggere nessun segmento del loro ecosistema di valore. Secondo <strong>Laura Martin</strong>, analyst <strong>Needham &amp; Co.</strong> è infatti <em>“molto rischioso spezzare i contenuti in singoli pezzi”</em>.</p>
<p>A San Francisco tuttavia, Apple Tv e Ping non sono stati gli unici protagonisti della giornata. Tra le novità ufficializzate da Steve Jobs, ci sono anche il <strong>software iOS 4.2</strong> per iPad che consentirà finalmente di collegare il dispositivo con una stampante in modalità Wireles; il nuovo <strong>iPod Shuffle</strong> interamente riprogettato e completo di pulsanti cliccabili ad ‘anello’ e dell’innovativa<strong> tecnologia VoiceOver di Apple</strong>, che consente agli utenti di sfogliare facilmente musica e playlist senza neppure guardare l’iPod shuffle; l’<strong>iPod nano</strong> interamente riprogettato con l’<strong>interfaccia Multi-Touch</strong> di Apple e che permette agli utenti di sfogliare la propria raccolta musicale con un tocco o facendo scorrere un dito sul display e l’innovativo <strong>iPod touch</strong> arricchito di eccezionali funzionalità, tra cui il display Retina di Apple, videochiamate FaceTime, registrazione video HD, chip Apple A4, giroscopio a 3 assi, iOS 4.1 e Game Center.</p>
<p>Ma se da una parte Apple annuncia le sue ultime novità, dall’altra Amazon non resta a guardare e quasi in contemporanea, rende noto di aver tagliato il prezzo di alcuni spettacoli televisivi da 2,99 dollari a 99 centesimi.</p>
<p>Si attende dunque un autunno molto caldo per il settore dei contenuti digitali, con l’arrivo delle diverse novità dei pesi massimi del settore. Tra queste, la più attesa è la Internet Tv di Sony, il primo televisore al mondo ad adottare la piattaforma Google TV basata sul <strong>sistema operativo Android</strong>, che permetterà di cercare informazioni su internet, navigare e accedere a contenuti multimediali direttamente dal televisore, attraverso il telecomando ma anche i comandi vocali.</p>
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		<title>Web e piccolo schermo: al via la sfida di Google e Apple per una &#8216;Tv tuttofare&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 13:49:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Era stato annunciato nei giorni scorsi e ora finalmente ci siamo. A meno di 24 ore, partirà ufficialmente la sfida di Apple che con ‘l’invenzione’ Apple Tv si renderà protagonista di un nuovo e radicale cambiamento. l&#8217;avvio di un connubio tra web e piccolo schermo grazie i nuovi <strong>decoder</strong> &#8216;targati&#8217; <strong>Google</strong> e <strong>Apple</strong>.</p>
<p>ITV il nome in codice dato all&#8217;applicativo che consiste sostanzialmente nella realizzazione di un telecomando di ultima generazione capace di controllare i nuovi dispositivi video. Le novità però, non finiscono qui e secondo <strong>Peter Burrows</strong>, noto scrittore di Bloomberg BusinessWeek, l’azienda statunitense con questo &#8216;sposalizio&#8217; informatico, punterebbe al noleggio delle serie televisive per invogliare al consumo gli utenti di iPod e iPad. Alla base dell’ambiziosa iniziativa, la creazione di un’applicazione che funzioni sia su <strong>iPod Touch</strong> che su <strong>iPad</strong> e <strong>iPhone</strong>.</p>
<p><em>“Un prodotto per pochi appassionati nonostante il ridotto costo dell’applicazione”</em> ha sottolineato l’attuale presidente di Apple <strong>Steve Jobs</strong>, che teme però la non predilezione dell’utenza al cambiamento e la non curiosità di portare nel salotto di casa il video in streaming abbandonando gli attuali abbonamenti.</p>
<p>Timori che avranno un loro reale riscontro a breve. Per il primo settembre infatti, è previsto l’atteso incontro programmato dalla Apple con gli organi di informazione per presentare ufficialmente il nuovo iPod con <strong>schermo iPhone 4</strong>.</p>
<p>Un modo per la casa statunitense, che secondo indiscrezioni proprio in questi giorni starebbe concludendo importanti accordi con la <strong>News Corp</strong> di <strong>Rupert Murdoch</strong> oltre che con CBS e Disney per consentire agli utenti <strong>iTunes</strong> di scaricare spettacoli tv al costo di 0,99 centesimi, di proporre ai propri clienti e a quelli che si aggregheranno in futuro, il noleggio di contenuti da vedere su più dispositivi nell&#8217;arco delle 48 ore concesse, e la possibilità per tutti loro di sottoscrivere favorevoli abbonamenti per serie intere.</p>
<p>Un modo diverso di guardare il piccolo schermo, dunque, ma anche l’avvio di una “<em>Tv totalmente reinventata</em>” proprio come recita lo spot pubblicitario che già da qualche giorno circola sul web annunciando la rivoluzione di Google e la sfida raccolta da Apple con la sua iTv.</p>
<p>Una scommessa ardua per molti, ma che in questo 2010 non è la sola se si considera che anche <strong>D-Link</strong>, l’azienda fornitrice di soluzioni di <strong>networking end-to-end</strong> per gli utenti finali e le aziende, con il suo <strong>Boxee</strong> punta a inserirsi nel mercato statunitense.</p>
<p>Motivo? Il ghiotto piatto degli spot Tv che valgono ben 70 miliardi di dollari all’anno.</p>
<p>Ci riusciranno? I pronostici non sembrerebbero andare nella stessa direzione e questo anche in virtù dei trascorsi della Società di Steve Jobs che già in passato si era lanciata nel settore con Apple tv senza ottenere però, grandi risultati.</p>
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		<title>Tv su internet: programmi Tv a pagamento sull’iTunes di Apple. Cbs e Walt Disney interessate a entrare nel progetto</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 10:29:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apple pensa di lanciare la sfida alla tv via cavo e satellite offrendo abbonamenti alla tv su internet. E il piano della societ&#224; piace: Cbs (televisione e radio) e Walt Disney (film e giornali) &#8211; riporta il Wall Street Journal &#8211; stanno considerando l&#8217;ipotesi di partecipare all&#8217;iniziativa che, se tutto proceder&#224; secondo i piani, Apple [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Apple</strong> pensa di lanciare la sfida alla <strong>tv via cavo</strong> e <strong>satellite</strong> offrendo abbonamenti alla <strong>tv su internet</strong>. E il piano della societ&agrave; piace: <strong>Cbs</strong> (televisione e radio) e <strong>Walt Disney</strong> (film e giornali) &#8211; riporta il <em>Wall Street Journal</em> &#8211; stanno considerando l&#8217;ipotesi di partecipare all&#8217;iniziativa che, se tutto proceder&agrave; secondo i piani, Apple lancer&agrave; nel 2010. <strong>Steve Jobs</strong> &egrave; il pi&ugrave; importante azionista individuale di Disney. </p>
<p align="justify">Il  servizio di abbonamento alla tv online &#8211; aggiunge il quotidiano &#8211;  potrebbe prevedere l&#8217;accesso ad alcuni show televisivi scelti fra  diversi network americani e offerti online previo pagamento di una  commissione mensile. </p>
<p align="justify">Se Apple dovesse riscuotere successo con il proprio progetto modificherebbe il panorama televisivo &#8211; osserva il <em>Wall Street Journal</em> -, costringendo i big del settore, quali <strong>Comcast</strong> e <strong>DirecTv</strong>, a rivedere le modalit&agrave; e i pacchetti che offrono tradizionalmente ai loro clienti. </p>
<p align="justify">Comcast ha evitato ogni commento mentre un portavoce di DirecTv ha fatto sapere che &ldquo;<em>&egrave; molto difficile esprimere una valutazione senza conoscere prima le modalit&agrave; di questo potenziale servizio&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">La strategia &ldquo;video&rdquo; fa parte del piano di Apple di ammodernamento del proprio web store <strong>iTunes</strong>. </p>
<p align="justify">Questo sito offre attualmente servizi di downloading di musica, video e applicazioni per i videogame per i dispositivi <strong>touchscreen</strong> prodotti dalla Casa della Mela, come <strong>iPhone</strong> e <strong>iPod</strong>. </p>
<p align="justify">Ma c&rsquo;&egrave; di mezzo anche la strategia per lanciare, per la fine di marzo, un <strong>multimedia tablet</strong>, che dovrebbe essere pi&ugrave; grande dell&rsquo;iPhone ma pi&ugrave; piccolo di laptop. </p>
<p align="justify">Apple ha recentemente rilevato una giovane societ&agrave; americana, <strong>La La Media</strong> , che gli consentir&agrave; di diversificare i propri servizi di  music-streaming e dare agli utenti la possibilit&agrave; di personalizzare  sempre di pi&ugrave; i propri acquisti. </p>
<p align="justify">Sulla stessa linea, il nuovo progetto che punta ad abbonamenti televisivi anche per singoli programmi. </p>
<p align="justify">Ma  secondo le indiscrezioni riportate dal quotidiano Americano, per Apple  sar&agrave; dura coinvolgere le grosse holding dei media come <strong>News Corp</strong>, <strong>Viacom</strong>, <strong>Time</strong> <strong>Warner</strong>, <strong>Turner</strong> <strong>Broadcasting</strong> e <strong>Discovery Communications</strong> o <strong>NBC</strong> <strong>Universal</strong>. </p>
<p align="justify">Secondo  alcuni, Apple pagherebbe alle media company coinvolte 2-4 dollari per  ogni abbonato alle reti CBS e ABC e 1-2 dollari circa al mese per gli  utenti del cavo. Un compenso, in ogni caso, pi&ugrave; alto rispetto a quello  che questi network ricevono dai distributori tradizionali. </p>
<p align="justify">Il  dubbio &egrave; se conviene vendere a pochi network a prezzi pi&ugrave; alti o  modificare il proprio modello di business sulla base delle richieste  ricevute. </p>
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