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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Innovazione</title>
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		<title>Tv Award: &#8216;la televisione satellitare parla italiano&#8217;. Con 12 canali nominati, l&#8217;Italia conferma il suo primato</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 14:02:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dieci le candidature italiane nelle 11 categorie del premio: Rai Gulp, Rai Nettuno Sat, Discovery Animal Planet, LEI, Sky Uno, Dove TV, Gambero Rosso Channel, LIVE!, Current e Sky Olimpia-World Cup Channels. Ma le emittenti italiane si distinguono anche in una delle novità di questa edizione, il premio &#8216;Best programme&#8217;, dedicato ai programmi di punta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dieci le candidature italiane nelle 11 categorie del premio: <strong>Rai Gulp, Rai Nettuno Sat, Discovery Animal Planet, LEI, Sky Uno, Dove TV, Gambero Rosso Channel, LIVE!, Current </strong>e<strong> Sky Olimpia-World Cup Channels.</strong></p>
<p>Ma le emittenti italiane si distinguono anche in una delle novità di questa edizione, il premio <strong>&#8216;Best programme&#8217;</strong>, dedicato ai programmi di punta del palinsesto di ogni emittente: in questa categoria le trasmissioni <em>Cinema on the ring (</em><strong>Sky Cinema1 HD) </strong>e <em>WWII, La guerra degli italiani </em>(<strong>The History Channel)</strong> hanno ottenuto altre due importanti nomination. E le novità che testimoniano un crescente interesse verso i contenuti della tv tematica non finiscono qui: a partire da quest’anno è stato istituito anche il premio <strong>Best New Channel</strong>, che sarà assegnato al canale più interessante nato nel 2010.</p>
<p>L’exploit italiano non è però il solo record di questa tredicesima edizione, dal momento che il numero totale delle emittenti in competizione quest’anno tocca quota 151, provenienti da 21 Paesi di tutto il mondo. Tra le new entry si segnalano India, Spagna, Portogallo e Lussemburgo, mentre si conferma la partecipazione di alcuni paesi dove la presenza dei satelliti è ormai consolidata, come Russia, Turchia, Sudafrica, Nigeria, Ungheria, Cina e Qatar.</p>
<p>Una giuria internazionale, composta da giornalisti ed esperti di settore, si è riunita a Parigi per esaminare le candidature e ha selezionato i canali che si contenderanno gli <strong>Hot Bird Tv Awards 2010</strong>. L’originalità dei programmi, la qualità della produzione e l’innovazione del prodotto sono le caratteristiche principali su cui è stato formulato il giudizio degli esperti.</p>
<p><em>&#8220;I partecipanti all’edizione 2010 degli Hot Bird Tv Awards</em> &#8211; ha affermato il coordinatore della giuria <strong>Duilio Giammaria</strong> &#8211; <em>rappresentano l’eccellenza della programmazione satellitare e ci congratuliamo con loro per questi eccezionali risultati&#8221;.</em></p>
<p>Ma a scegliere i canali premiati non sarà solo la giuria specializzata: come è consuetudine, gli spettatori potranno votare il loro canale preferito tra tutti gli iscritti, a cui sarà consegnato il prestigioso <strong>People’s Choice Award</strong>.</p>
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		<title>Apple ci riprova con la Tv e con Ping strizza l’occhio ai social network. Scettici gli analisti, ‘solo una minestra riscaldata?’</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:50:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“La nuova Apple TV, abbinata alla più grande raccolta online di film e trasmissioni TV in HD a noleggio, consente agli utenti di guardare le produzioni di Hollywood sul proprio televisore HD ogni volta che lo desiderano”, ha esordito così a San Francisco il CEO di Apple Steve Jobs durante la conferenza privata organizzata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“La nuova Apple TV, abbinata alla più grande raccolta online di film e trasmissioni TV in HD a noleggio, consente agli utenti di guardare le produzioni di Hollywood sul proprio televisore HD ogni volta che lo desiderano”</em>, ha esordito così a San Francisco il CEO di Apple <strong>Steve Jobs</strong> durante la conferenza privata organizzata per presentare al mondo intero le ultime novità della Società di Cupertino. Innovazioni che segnano innanzitutto il ritorno del gruppo sul mercato dei contenuti televisivi dopo il flop della precedente versione: Jobs rilancia, dunque, e definisce la <strong>Apple Tv 2</strong> il <em>“gioiello silenzioso”</em>.<br />
Dieci centimetri per 10, al costo di 99 dollari, il dispositivo permette agli utenti di guardare film e trasmissioni Tv in alta definizione, strizzando inoltre l’occhio ai social network, con la possibilità di trasferire e condividere facilmente musica, foto e video attraverso la nuova estensione battezzata ‘<strong>Ping</strong>’ che solo vagamente si avvicina a quella utilizzata da <strong>Facebook</strong> e <strong>MySpace</strong>.<br />
Interamente gratuito e integrato dentro i <strong>iTunes</strong> oltre che su <strong>iPhone</strong> e <strong>iPad, Ping</strong> di Apple darà la possibilità al grande pubblico di scoprire quale musica ascoltare, cosa fanno gli artisti e dove si terranno i concerti.<br />
L’idea del gruppo statunitense, è quella di invogliare all’acquisto di musica, film e programmi tv una buona parte degli oltre 160 milioni di utenti iTunes.<br />
Ritornando alla Apple Tv, l’ultima nata della ‘Mela morsicata’ si distingue dalla sua antesignana innanzitutto per i costi al pubblico: gli spettacoli televisivi senza pubblicità, infatti, costeranno solo 99 centesimi, mentre i film che verranno proposti in contemporanea con l’uscita dei Dvd saranno venduti a 4,99 dollari.<br />
Agli utenti, anche la possibilità, oltre che di noleggiare fino a 7.000 film tra cui più di 3.400 in Hd, di avere 30 giorni di tempo per iniziare la visione e 48 ore per concluderla una volta avviata.<br />
Apple dunque pare avere imparato la lezione: la precedente versione del servizio, che non solo non ha mai raggiunto il successo, ma non ha neppure mai sfiorato i traguardi sperati, permetteva, infatti, solo di acquistare programmi e ciò ha rappresentato un vero e proprio errore di valutazione.</p>
<p>Oltre ad affittare spettacoli televisivi e film, la nuova Apple Tv permetterà agli utenti di accedere ai contenuti di <strong>Netflix</strong>. L’accordo con la società di videonoleggio americana, permetterà a Apple di contrastare in maniera migliore la <strong>GoogleTv</strong> e contrapporsi agli accordi siglati da <strong>YouTube</strong>. Apple dal canto suo ha già stretto accordi con diversi società cinematografiche e televisive quali <strong>ABC</strong> e <strong>Fox</strong> e sarebbe anche in trattative con la <strong>News Corp </strong>di <strong>Rupert Murdoch</strong> per estendere ulteriormente la propria offerta.</p>
<p>Queste, dunque, le caratteristiche principali della nuova Apple Tv che arriverà nel Regno Unito, Canada, Australia, Germania e Francia entro il prossimo mese di novembre. Un dispositivo funzionale e innovativo sotto alcuni aspetti, che però è stato accolto in maniera ‘tiepida’ dagli analisti invitati alla conferenza di San Francisco che vedono nella Apple Tv solo un piccolo ed iniziale passo verso un piano molto più ambizioso.</p>
<p>L’analista <strong>Daniel Ernst</strong> of <strong>Hudson Square Research</strong>, infatti, ha sottolineato che Jobs si sarebbe <em>&#8220;limitato a presentare solo una versione migliorata del vecchio prodotto ma non una innovazione di così vasta portata come sarebbe potuto essere&#8221;</em>. Solo una minestra riscaldata quindi ?</p>
<p>Solo il tempo lo dirà. Intanto, numerosi degli analisti intervenuti alla chiamata di Jobs, avvertono le società di contenuti di non distruggere nessun segmento del loro ecosistema di valore. Secondo <strong>Laura Martin</strong>, analyst <strong>Needham &amp; Co.</strong> è infatti <em>“molto rischioso spezzare i contenuti in singoli pezzi”</em>.</p>
<p>A San Francisco tuttavia, Apple Tv e Ping non sono stati gli unici protagonisti della giornata. Tra le novità ufficializzate da Steve Jobs, ci sono anche il <strong>software iOS 4.2</strong> per iPad che consentirà finalmente di collegare il dispositivo con una stampante in modalità Wireles; il nuovo <strong>iPod Shuffle</strong> interamente riprogettato e completo di pulsanti cliccabili ad ‘anello’ e dell’innovativa<strong> tecnologia VoiceOver di Apple</strong>, che consente agli utenti di sfogliare facilmente musica e playlist senza neppure guardare l’iPod shuffle; l’<strong>iPod nano</strong> interamente riprogettato con l’<strong>interfaccia Multi-Touch</strong> di Apple e che permette agli utenti di sfogliare la propria raccolta musicale con un tocco o facendo scorrere un dito sul display e l’innovativo <strong>iPod touch</strong> arricchito di eccezionali funzionalità, tra cui il display Retina di Apple, videochiamate FaceTime, registrazione video HD, chip Apple A4, giroscopio a 3 assi, iOS 4.1 e Game Center.</p>
<p>Ma se da una parte Apple annuncia le sue ultime novità, dall’altra Amazon non resta a guardare e quasi in contemporanea, rende noto di aver tagliato il prezzo di alcuni spettacoli televisivi da 2,99 dollari a 99 centesimi.</p>
<p>Si attende dunque un autunno molto caldo per il settore dei contenuti digitali, con l’arrivo delle diverse novità dei pesi massimi del settore. Tra queste, la più attesa è la Internet Tv di Sony, il primo televisore al mondo ad adottare la piattaforma Google TV basata sul <strong>sistema operativo Android</strong>, che permetterà di cercare informazioni su internet, navigare e accedere a contenuti multimediali direttamente dal televisore, attraverso il telecomando ma anche i comandi vocali.</p>
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		<title>Sky: Sì della Ue a ingresso anticipato su DTT, ma per 5 anni solo in chiaro. Mediaset ‘sconcertata’, annuncia ricorso alla Corte di Giustizia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:06:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[‘Grande soddisfazione’ da parte di Sky, ‘estremo sconcerto’ da parte di Mediaset, che ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Commissione europea di consentire a Sky Italia di partecipare alla futura gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri a livello nazionale in Italia, sollevando la controllata italiana della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>‘Grande soddisfazione’ da parte di Sky, ‘estremo sconcerto’ da parte di Mediaset, che ha già annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione della Commissione europea di consentire a Sky Italia di partecipare alla futura gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri a livello nazionale in Italia, sollevando la controllata italiana della News Corp da uno degli impegni assunti nel 2003, in seguito all&#8217;acquisizione di Stream e alla fusione con l&#8217;operatore di pay TV rivale Telepiù.</p>
<p>Un via libera ‘condizionato’, visto che Sky Italia potrà trasmettere solo trasmissioni in chiaro per i prossimi 5 anni e potrà partecipare solo all&#8217;attribuzione di uno dei cinque multiplex che verranno assegnati.</p>
<p>La decisione è maturata alla luce del fatto che, secondo la Commissione europea, la situazione di mercato in Italia è cambiata in modo significativo e su base permanente a partire dal 2003, quando, attraverso la DTT hanno fatto il loro ingresso sul mercato italiano della pay TV operatori alternativi (Mediaset, Telecom Italia/Dahlia), anche se Sky Italia ha mantenuto la propria posizione forte sul satellite.<br />
“Questi nuovi operatori – ha sottolineato l’esecutivo &#8211; utilizzano sia le proprie frequenze e infrastrutture di rete che quelle dei loro partner per fornire contenuti (sia in chiaro che a pagamento) sulla piattaforma DTT che copre già una serie di regioni. Inoltre, ove disponibile, la piattaforma DTT sta diventando rapidamente la piattaforma principale per il consumo di televisione digitale in Italia ed è probabile che mantenga tale posizione per parecchi anni dopo il cosiddetto switch-off delle trasmissioni analogiche (entro il 2012)”.<br />
La Ue ha ricordato quindi che a partire dal settembre 2008, “è stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare (TIVU Sat), realizzata da RAI, RTI di Mediaset e Telecom Italia, ora disponibile per i consumatori italiani”.</p>
<p>La prossima gara per l’assegnazione delle frequenze, rappresenta inoltre, per Sky Italia “un&#8217;opportunità unica – e anche l&#8217;ultima per parecchi anni a venire – per entrare nella piattaforma DTT in concorrenza con le emittenti già esistenti”.</p>
<p>La decisione favorevole all’ingresso anticipato di Sky nel digitale terrestre, pur definita &#8216;collegiale&#8217;, sembra aver provocato una spaccatura in seno all’esecutivo – si sarebbero pronunciati contro almeno quattro commissari, tra cui il vice presidente della Commissione e responsabile dell&#8217;Industria, Antonio Tajani, che ha anche presentato una nota scritta nella quale ha comunicato il proprio dissenso – oltre all’immediata presa di posizione di Mediaset, che si è detta “assolutamente sconcertata” e ha annunciato ricorso alla Corte di Giustizia della Ue.</p>
<p>“Riteniamo &#8211; si legge in una nota &#8211; che le condizioni fissate dalla Commissione nel 2003 che impedivano a Sky di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virtù della sua posizione dominante sul mercato Pay, siano ancora valide come del resto il market test svolto tra tutti gli operatori italiani ha sostenuto&#8221;.<br />
Sky, sottolinea ancora la nota “detiene il 99,8% della pay tv satellitare e l&#8217;86% della tv a pagamento”. La decisione dell’esecutivo “autorizza il monopolista della televisione satellitare a entrare in possesso degli asset frequenziali già insufficienti per gli operatori attuali”.</p>
<p>Attualmente lo spettro delle frequenze è sostanzialmente detenuto da operatori già presenti sul mercato. Su 21 multiplex riservati per la trasmissione televisiva digitale, 16 sono infatti già attribuiti o ne è prevista l&#8217;attribuzione; Mediaset, RAI e Telecom Italia hanno nel complesso 11 multiplex.</p>
<p>La Commissione, dunque, sempre per mezzo del suo portavoce, si è detta “fiduciosa circa la solidità legale” della risoluzione. “Naturalmente, contro ogni decisione presa dalla Commissione – ha sottolineato ancora il portavoce dell’esecutivo &#8211; si può sempre fare ricorso alla Corte di giustizia”.</p>
<p>Gongola, naturalmente l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, che si dice &#8220;estremamente soddisfatto della decisione odierna”, che ha confermato “…che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell&#8217; introdurre più concorrenza, più innovazione e più scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent”.<br />
“Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici, così come i potenziali inserzionisti pubblicitari”, ha aggiunto.</p>
<p>Che si tratti di “una buona notizia per i telespettatori italiani” lo ha affermato anche il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, che vede nell’ingresso anticipato di Sky sul digitale una “possibile apertura del mercato della tv digitale terrestre”, fin qui caratterizzato esclusivamente da “una semplice moltiplicazione del numero di canali, ma non certo con competizione tra editori diversi e concorrenti”.</p>
<p>La decisione della Ue, in realtà, non fa che anticipare l’ingresso di Sky sulla piattaforma digitale: in base agli impegni assunti con la Commissione il 2 aprile 2003, in seguito alla fusione di Stream e Telepiù e alla nascita di Sky Italia, la società avrebbe infatti potuto offrire la pay TV soltanto su satellite e non avrebbe potuto mantenere o acquisire frequenze DTT fino al 31 dicembre 2011, per limitare il potere di mercato nel settore della pay-TV.</p>
<p>Impegni dai quali Sky ha chiesto di essere sollevata in modo da poter partecipare alla futura gara per l&#8217;aggiudicazione di cinque nuovi multiplex DTT.</p>
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		<title>Tv Digitale: Vodafone lancia TV connect, un media center per internet e alta definizione dal salotto di casa</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 10:14:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Semplicità e innovazione sono i due elementi di cui si arricchisce il variegato mondo dell’Adsl di Vodafone. Due elementi che stanno alla base dell’esclusivo decoder Tv Connect ideato per avere la televisione digitale in alta definizione, foto, video, musica e numerose applicazioni internet, direttamente sulla TV di casa. TV Connect, infatti, è il nuovo decodificatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Semplicità e innovazione sono i due   elementi di cui si arricchisce il variegato  mondo dell’<strong>Adsl</strong> di <strong>Vodafone</strong>.   Due elementi che stanno alla base  dell’esclusivo <strong>decoder</strong> <strong>Tv   Connect</strong> ideato per avere la televisione  digitale in alta   definizione, foto, video, musica e numerose applicazioni  internet,   direttamente sulla TV di casa.</p>
<p> TV Connect, infatti, è il nuovo decodificatore <strong>TV HD</strong> interamente  disegnato e sviluppato da Vodafone Italia per accedere ai   canali del digitale  terrestre in alta definizione e in grado di   arricchire l’esperienza TV dei  clienti Vodafone trasformando il   tradizionale televisore di casa in un vero e  proprio media center. Il   prodotto è caratterizzato da un design raffinato ed  elegante che   richiama lo stile della <strong>Vodafone Station</strong>.</p>
<p> Di facile utilizzo, TV Connect, che   utilizza la nuova <strong>tecnologia Dlna</strong> per  accedere, attraverso la   Vodafone Station, ai contenuti dei PC di casa, quali  video, foto e   musica, portandoli direttamente sullo schermo del televisore,  permette,   attraverso un semplice collegamento al televisore di casa e alla    tradizionale antenna televisiva, di accedere in maniera facile e   immediata a  tutti i canali del digitale terrestre in chiaro e in alta   definizione.  </p>
<p> Inoltre,   grazie al collegamento con la Vodafone Station, è ancora possibile    accedere al mondo delle applicazioni e ai contenuti internet, aggiornati   in  tempo reale e disponibili sulla TV di casa, tra cui <strong>Vodafone   Calcio</strong>, il  meteo, l’oroscopo e l’informazione e tanto altro ancora.   Tutto questo con un  solo telecomando e con un’interfaccia grafica   semplice e interattiva che  permette di accedere alla programmazione   televisiva ed alle applicazioni web con  tasti dedicati. </p>
<p> TV Connect è disponibile in promozione   a 79 euro per tutti i clienti Vodafone  Adsl e per tutti coloro che   sottoscrivono una delle offerte <strong>Vodafone Casa</strong> <strong>Internet</strong> e <strong>telefono</strong>.</p>
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		<title>V Conferenza su digitale terrestre. Possibile anticipo dello switch-off. Sul caso Sky, Ambrogetti: ‘Non sarà tollerato nessun regalo’</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 14:42:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fra il 18 maggio e il 20 dicembre prossimo abbandoneranno definitivamente i segnali televisivi analogici per passare al digitale terrestre la Lombardia, il Piemonte Orientale, l&#8217;Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria. Al momento due famiglie italiane su tre hanno almeno un ricevitore digitale terrestre nella propria abitazione. E alla fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Fra il 18 maggio e il 20 dicembre prossimo   abbandoneranno definitivamente i segnali televisivi analogici per   passare al digitale terrestre la Lombardia, il Piemonte Orientale,   l&#8217;Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e  la Liguria. Al    momento due famiglie italiane su tre hanno almeno un ricevitore <strong>digitale terrestre </strong>nella propria abitazione. E alla fine   del 2010 saranno oltre <strong>16 milioni</strong> le famiglie   completamente digitalizzate, pari al 68% del totale. </p>
<p align="justify">Questi alcuni dei   numeri sulla diffusione della televisione digitale terrestre in Italia   presentati da <strong> Andrea Ambrogetti</strong>, presidente di DGTVi,   nel suo intervento alla <strong>V Conferenza nazionale sulla tv   digitale terrestre</strong>, tenutasi oggi a Milano. </p>
<p align="justify">Da gennaio  2009 a  oggi, ha spiegato Ambrogetti, &ldquo;<em>sono stati venduti oltre 18 milioni di ricevitori digitali   terrestri: in poco pi&ugrave; di un anno la diffusione in Italia di decoder e   tv integrati &egrave; aumentata pi&ugrave; del 200%. In un solo anno si sono diffusi   pi&ugrave; ricevitori che in tutti e cinque gli anni precedenti sommati   insieme&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Un anno fa</em> &#8211; ha   infatti commentato il presidente di DGTVi &#8211; <em>erano 8 milioni   le famiglie con digitale terrestre, ora sono oltre 16 milioni: un   aumento del 100%. All&#8217;inizio dell&#8217;anno scorso le famiglie interamente   digitalizzate erano 700 mila e cio&egrave; la popolazione residente in   Sardegna&rdquo;. &nbsp; </em></p>
<p align="justify">Per quanto riguarda gli <strong>ascolti</strong>, cio&egrave;   quanto del tempo passato davanti alla televisione in Italia viene   consumato attraverso il digitale terrestre, <em>&ldquo;&hellip;se a gennaio   dello scorso anno si era al 5% oggi si &egrave; superato il 35%. Un aumento del   700%&rdquo;</em>, ha continuato Ambrogetti. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;La vecchia tv analogica ormai ha meno   consumo della tv digitale nel suo complesso e il digitale terrestre ha   ascolti che sono oltre il doppio del satellite. Il digitale terrestre si   &egrave; quindi confermato come la naturale evoluzione della tv analogica&#8221;</em>. </p>
<p align="justify">Molto dura la posizione   di Ambrogetti sul caso Sky, che vorrebbe entrare sul mercato della Dtt   prima della scadenza del 2011 stabilita dalla Ue ai tempi della fusione   tra <strong>Stream</strong> e <strong>TelePi&ugrave;</strong>. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Non tollereremo regali&rdquo;</em>, ha detto senza   mezzi termini l presidente di DGTVi. </p>
<p align="justify">Anche il viceministro   alle Comunicazioni, <strong> Paolo Romani</strong>, ha ribadito la   contrariet&agrave; del governo alla partecipazione di Sky all&#8217;imminente gara   per le nuove reti digitali. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Adesso che il duro lavoro &egrave; stato fatto</em> &#8211; ha avvertito Ambrogetti &#8211; <em>adesso che l&#8217;Italia &egrave; digitale,   che nessuno si illuda di presentarsi pretendendo di accedere a questo   sistema e di godere, per di pi&ugrave; gratis, dei benefici che altri, con   investimenti ingenti e per lunghi anni, hanno costruito. Lo abbiamo   detto a Bruxelles e lo ripetiamo: competizione e concorrenza s&igrave;, ma a   parit&agrave; di regole e di condizioni&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Rincara la dose il viceministro, indicando che <em>&ldquo;&hellip;se un gruppo monopolista sul satellite e quasi monopolista   della tv a pagamento pretende di partecipare a un beauty contest, senza   una gara economica, praticamente ha gi&agrave; vinto: si vince facile cos&igrave;&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Romani ha quindi ricordato come tutti gli   operatori italiani, <em>&ldquo;&hellip;perfino  Francesco Di Stefano,   patron di Europa 7, nostro nemico storico e amico di Di Pietro&rdquo;</em>, si   sono detti contrari allo sbarco anticipato di Sky sul Dtt nel &#8216;market   test&#8217; avviato dal Commissario europeo alla Concorrenza <strong>Joaquin   Almunia</strong>. E ha definito &ldquo;scellerato&rdquo; il servizio di Ballar&ograve; sulla   vicenda che <em>&ldquo;&hellip;ha sostenuto che il governo sia andato in   Europa a difendere le ragioni di Mediaset: siamo andati a difendere   l&#8217;Italia&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Siamo in   attesa del responso e siamo sicuri</em> &ndash; ha concluso il viceministro &#8211; <em>che Almunia sta osservando con grande attenzione le risposte   venute dal mercato italiano&#8217;. </em></p>
<p align="justify">Ma intanto altre   battaglie si combattono sul fronte del digitale terrestre. Quella per l&#8217;<strong>ordinamento automatico dei canali sul telecomando</strong>: si   attende un segnale dall&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle Comunicazioni e   Romani ha avvertito che le emittenti &#8216;disobbedienti&#8217; pagheranno. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Sar&agrave; l&#8217;Autorit&agrave; a stabilire le regole, ma   certo &egrave; che si prevede una sanzione secca: le emittenti che non   dovessero adeguarsi entro una settimana perderebbero l&#8217;autorizzazione a   trasmettere</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">E poi quella del <strong>piano nazionale per le frequenze</strong> al quale lavora l&#8217;Agcom e   che il viceministro ha giudicato <em>&ldquo;un po&#8217; teorico e privo di   attinenza con il territorio&rdquo;</em>. La via suggerita, piuttosto, &egrave; quella   della concertazione tra Autorit&agrave;, ministero e operatori che finora ha   dato i suoi frutti <em>&#8216;senza fare morti e feriti&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Finora</em> &#8211; ha detto Romani &#8211; <em>ci   siamo messi attorno a un tavolo e il 30% del Paese &egrave; passato al   digitale con pochi danni e pochissimi ricorsi. Insomma, tutto ha   funzionato al meglio e io mi sono assunto l&#8217;onere del coordinamento   internazionale delle frequenze con l&#8217;Europa. Con Autorit&agrave; e operatori   dobbiamo metterci d&#8217;accordo e calarci nella realt&agrave; dei problemi&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">Romani ha anche   definito &ldquo;<em>intollerabile</em>&rdquo; il mancato utilizzo efficiente   dei <strong>multiplex</strong>: <em>&ldquo;A Roma, Torino, Trento,   Bolzano e Cagliari, fatti salvi i sei multiplex nazionali che   trasmettono la pay e la presenza di sei canali per ogni multiplex, l&#8217;uso   efficiente dello spettro &egrave; di 4.3 canali, cio&egrave; il 71.77%. E con le tv   locali va peggio: siamo a 3.3 canali utilizzati in modo efficiente, il   54.18%&#8217;.</em> </p>
<p align="justify">In prospettiva, comunque, l&#8217;addio definitivo alla tv   analogica in tutta Italia potrebbe scattare entro il 2011. </p>
<p align="justify">Ambrogetti ha chiesto <em>&ldquo;&hellip;formalmente al   viceministro Paolo Romani di rivedere da subito il calendario del  2011 in  modo che   tutte le Regioni rimanenti siano calendarizzate nel prossimo anno e che   quindi la transizione possa concludersi in modo anticipato entro il  2011&rdquo; . </em></p>
<p align="justify">Pronta la risposta del viceministro: <em>&#8216;Dobbiamo   concordarlo con i governatori di Calabria, Sicilia, Umbria e Toscana.   Ma &egrave; un obiettivo possibile&#8217;</em>. </p>
<p align="justify"><strong>Renato   Brunetta</strong>, Ministro per  la Pubblica Amministrazione    e l&#8217;Innovazione, nel suo intervento ha illustrato i vantaggi della PA   correlati al passaggio alla Dtt<em>: &ldquo;La tv digitale terrestre   pu&ograve; migliorare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione,   aumentando i servizi offerti. La tv digitale diventa interattiva e   perci&ograve; pu&ograve; portare a casa i servizi della PA&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Questo significa per  la Pubblica Amministrazione    &ldquo;<em>non solo informazione, ma anche la possibilit&agrave; di offrire   servizi ai diversi segmenti della popolazione&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Brunetta ha poi   sottolineato che<em> &ldquo;&hellip;non sono necessari grandi investimenti,   solo quelli gi&agrave; in essere&rdquo;</em>. Ci vuole per&ograve; <em>&ldquo;fantasia nei   contenuti, la PA deve fornire contenuti alle famiglie&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Il ministro ha quindi spiegato di voler &ldquo;<em>eliminare   tutta la carta entro tre anni. Aspetto il primo veicolo di legge</em> &#8211;   ha detto -<em> per obbligare le pubbliche amministrazioni a   comunicare fra loro senza carta&rdquo;</em>. </p>
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		<title>‘L&#8217;Italia è Digitale’: si apre oggi a Milano la V Conferenza Nazionale sulla tv digitale terrestre. Ecco come l’Italia diventerà all digital</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 15:18:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si apre oggi al Teatro Dal Verme di Milano la V Conferenza Nazionale sulla tv digitale terrestre, dal titolo &#8220;L&#8217;Italia &#232; Digitale&#8220;, organizzata da DGTVi. I lavori proseguiranno anche nella giornata di domani. A due settimane dall&#8217;avvio del processo di switch-over della Lombardia e del Piemonte Orientale del 18 maggio, la Conferenza si conferma l&#8217;appuntamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Si apre oggi al Teatro Dal Verme di Milano    la <strong>V Conferenza Nazionale</strong> <strong> sulla   tv digitale terrestre</strong>, dal titolo &ldquo;<strong>L&#8217;Italia &egrave; Digitale</strong>&#8220;,   organizzata da <strong>DGTVi</strong>. I lavori proseguiranno anche   nella giornata di domani. </p>
<p align="justify">A due settimane   dall&rsquo;avvio del processo di switch-over della Lombardia e del Piemonte   Orientale del 18 maggio, la Conferenza si conferma l&#8217;appuntamento   annuale non solo per capire quello che finora &egrave; successo, gli aspetti   positivi e le criticit&agrave;, ma anche quello che ci aspetta. </p>
<p align="justify">Un appuntamento   decisivo per comprendere come e perch&eacute; l&rsquo;Italia &egrave; ormai diventata   digitale e non solo per fare un bilancio di quello che &egrave; avvenuto dalla   Conferenza di Roma in poi ma anche e soprattutto per capire quanto   avverr&agrave; con l&rsquo;inizio della stagione del grande switch-off del Nord   Italia di quest&rsquo;anno. </p>
<p align="justify">Sar&agrave; anche un momento   di confronto su stato di diffusione del digitale terrestre in Italia e   in Europa, novit&agrave; sul piano dell&rsquo;offerta e dei nuovi canali, nuove   campagne di comunicazione, bilancio degli switch-off effettuati e di   quelli che da effettuare, un confronto tra i Presidenti di Regione   interessati e tra i capi azienda saranno i momenti centrali della   Conferenza. </p>
<p align="justify">Oggi pomeriggio verranno presentati il <strong>IV   Rapporto sulla tv digitale terrestre</strong> in Italia e in Europa e poi la   nuova offerta televisiva da Giancarlo Leone (Rai), Franco Ricci,   Alessandro Salem (Mediaset), Marco Ghigliani (Telecom Italia Media),   Bruno Bogarelli (Sportitalia), Maurizio Giunco e Marco Rossignoli (per   le tv locali). </p>
<p align="justify">Spazio anche alla   piattaforma satellitare gratuita Tiv&ugrave; Sat e alle nuove campagne di   comunicazione nazionale e regionali. </p>
<p align="justify">Domani il clou   dell&rsquo;evento con gli interventi dell&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle   Comunicazioni (rappresentata dal commissario <strong>Stefano Mannoni</strong>),   del ministro per  la Pubblica Amministrazione    e l&#8217;Innovazione <strong>Renato Brunetta</strong>, del presidente della   Regione Lombardia <strong>Roberto Formigoni</strong> e con la   presentazione della <strong>Relazione annuale DGTVi</strong> affidata al   presidente <strong>Andrea Ambrogetti</strong>. </p>
<p align="justify">Infine la tavola   rotonda con i big del settore: Tarak Ben Ammar, Fedele Confalonieri,   Paolo Garimberti, Maurizio Giunco, Marco Rossignoli, Giovanni Stella. A   tirare le conclusioni sar&agrave; il viceministro allo Sviluppo economico con   delega alle Comunicazioni <strong>Paolo Romani</strong>. </p>
<p align="justify">Secondo i dati   contenuti nell&rsquo;ultimo numero della newsletter <strong>Digita</strong> di   DGTVi, due famiglie italiane su tre hanno un <strong>ricevitore   digitale</strong> in casa e sono quasi 9 milioni quelli venduti solo   nell&rsquo;ultimo trimestre. </p>
<p align="justify">Cifre che indicano come   il 2010 si sia aperto con un&rsquo;ulteriore forte progressione verso il   passaggio al digitale e, con gli switch-off previsti per le grandi   regioni del Nord Italia che coinvolgono oltre 23 milioni di italiani,   rappresenter&agrave; l&rsquo;anno del passaggio definitivo del sistema televisivo   dall&rsquo;analogico al digitale. </p>
<p align="justify">A gennaio il 48,6% del consumo TV &egrave; avvenuto attraverso   piattaforme digitali (TDT, satellite, IPTV), +4% rispetto a dicembre, un   raddoppio in un anno: &egrave; imminente ormai il superamento della TV   analogica. </p>
<p align="justify">La TDT si conferma la piattaforma   regina: il 33,4% della popolazione italiana segue la programmazione   televisiva utilizzando i decoder TDT e costituisce il 68% dell&rsquo;intero   consumo digitale. Nella segmentazione per classi socio-economiche   Auditel rileva che i possessori di decoder TDT appartengono per il 37%   alla classe socioeconomica medio-alta e per ben il 20% sono persone con   alto reddito e titolo di studio. </p>
<p align="justify">Le vendite di   ricevitori per la TDT hanno registrato un nuovo record a dicembre, con&nbsp; in totale di quasi 2,9 milioni di pezzi. Di questi,   il 38% circa (ovvero 1.089.000) sono ricevitori integrati in altri   apparecchi, mentre il restante 62% sono Set-Top-Box esterni. Sotto   l&rsquo;impulso degli switch-off, nell&rsquo;ultimo trimestre del 2009 le vendite si   sono attestate sopra i 2,6 milioni di pezzi al mese. </p>
<p align="justify">Il numero cumulato di   ricevitori TDT venduti dal febbraio 2004 si attesta alla fine di   dicembre a 28.874.000. Di questi, il 59,8% sono STB esterni, il 40,2%   (11,6 milioni) sono ricevitori integrati.&nbsp; </p>
<p align="justify">Secondo gli ultimi dati   elaborati da <strong>Makno</strong>, alla fine dello scorso dicembre il   numero delle famiglie dotate di almeno un ricevitore TDT nella residenza   principale &egrave; salito a 15.291.000, con una crescita di circa 1,5 milioni   rispetto al dato di novembre. Rispetto alla fine del 2008, le famiglie   dotate di TDT sono raddoppiate (da  7,8 a  15,3 milioni). Il numero dei   ricevitori TDT, esterni o integrati, presenti nelle famiglie registra   anch&rsquo;esso una crescita consistente attestandosi a dicembre a 23.059.000.   Rispetto al dicembre 2008, sono oltre 13,5 milioni i ricevitori TDT   aggiuntivi. </p>
<p></span></p>
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		<title>Pay Tv. L’Autorità inglese delle tlc interviene contro Murdoch: ‘BSkyB deve vendere contenuti premium a concorrenti’</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 09:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La pay Tv inglese di Rupert Murdoch, BSkyB (British Sky Broadcasting), ha annunciato che far&#224; ricorso al Competition Appeal Tribunal contro la decisione del garante delle comunicazioni Ofcom che obbliga la societ&#224; a vendere i suoi contenuti premium ai concorrenti. Un portavoce del gruppo del tycoon australiano ha spiegato che &#8220;L&#8217;intervento di Ofcom &#232; senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> La pay Tv  inglese di <strong>Rupert Murdoch</strong>, <strong>BSkyB</strong> (British Sky Broadcasting), ha annunciato che far&agrave;   ricorso al <strong>Competition Appeal Tribunal</strong> contro la   decisione del garante delle comunicazioni <strong>Ofcom</strong> che   obbliga la societ&agrave; a vendere i suoi <strong>contenuti premium</strong> ai   concorrenti. </p>
<p align="justify">Un portavoce del gruppo del tycoon australiano ha   spiegato che <em>&ldquo;L&#8217;intervento di Ofcom &egrave; senza precedenti e   ingiustificato. Il nostro mercato offre ai consumatori un&#8217;ampia scelta e   innovazione che potrebbero essere compromessi se l&#8217;Authority dovesse   porre un freno agli investimenti e alla propensione a rischiare</em>&#8220;. </p>
<p align="justify">Per l&rsquo;Ofcom la   piattaforma, posseduta al 39% dalla societ&agrave; americana News Corp che in   Italia controlla Sky, limita la concorrenza per la strategia adottata   con la cessione dei diritti dei canali sportivi. </p>
<p align="justify">L&rsquo;Autorit&agrave; ha quindi   stabilito che BSkyB deve vendere a un prezzo equo e in qualit&agrave; High   Definition i diritti a trasmettere i suoi canali di sport Sky Sport 1 e 2   ad emittenti via cavo, satellitari e internet. Inoltre la richiesta   avanzata dall&#8217;operatore inglese con <strong>Arqiva</strong> di poter   estendere l&#8217;offerta di servizi a pagamento anche sul digitale terrestre   denominato <strong>Picnic</strong> &egrave; condizionata, secondo quanto deciso   da Afcom, alla vendita wholesale dei diritti dei due canali sportivi ai   competitor. Infine se BSkyB decider&agrave; di rafforzare la sua offerta sul <strong>digitale terrestre</strong> Picnic offrendo canali di cinema sar&agrave;   costretta a venderne i diritti ad altri operatori della piattaforma   digitale. </p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi, la societ&agrave; ha anche annunciato che   sabato 3 aprile lancer&agrave; nel Regno Unito il primo canale 3D d&rsquo;Europa. Si   partir&agrave; con l&rsquo;importante partita della Premier League Manchester United e   Chelsea. </p>
<p align="justify">Nelle settimane seguenti, il canale   Sky 3D trasmetter&agrave; in diretta altri appuntamenti sportivi   successivamente si dedicher&agrave; anche a film, documentari e   intrattenimento. </p>
<p align="justify">Sky 3D sar&agrave; accessibile   gratuitamente agli abbonati del servizio HD di Sky, ma necessiter&agrave; di   un televisore in grado di ricevere il 3D. </p>
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		<title>Digitale terrestre: in vista dello switch-off, necessario che le Tv locali ripensino il proprio ruolo. Presto dall’Agcom le regole LC</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 08:51:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il passaggio al digitale terrestre, ma pi&#249; in generale le trasformazioni tecnologiche che investono, e ancor pi&#249; investiranno nei prossimi anni il mezzo che siamo abituati a chiamare televisione, impongono alle tv locali di ripensare il proprio ruolo&#8221;. E&#8217; quanto ha dichiarato il presidente del Corecom Lazio, Francesco Soro, nel corso del convegno &#8220;Il Futuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Il passaggio al digitale   terrestre, ma pi&ugrave; in generale le trasformazioni tecnologiche che   investono, e ancor pi&ugrave; investiranno nei prossimi anni il mezzo che siamo   abituati a chiamare televisione, impongono alle tv locali di ripensare   il proprio ruolo&rdquo;</em>. E&rsquo; quanto ha dichiarato il presidente del <strong>Corecom Lazio</strong>, <strong>Francesco Soro</strong>, nel corso   del convegno &#8220;<em>Il Futuro dell&#8217;industria televisiva nel Lazio&#8221;</em> organizzato dal Corecom Lazio e svoltosi a Roma. </p>
<p align="justify">Per Sorto, si tratta di   una sfida appassionante, sebbene i rischi siano molti. Soprattutto   perch&eacute; questa trasformazione avviene in una fase di profonda crisi   economica. </p>
<p align="justify">Come spiega una nota del Corecom Lazio, Soro ha   auspicato &ldquo;<em>coraggio e lungimiranza da parte degli   imprenditori televisivi della regione&#8217;</em>&#8216;, e ha chiesto a entrambi gli   schieramenti politici che si candidano a guidare il Lazio di prestare   attenzione a questo importante settore produttivo. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Parliamo</em> &#8211; ha affermato &#8211; <em>di   un segmento industriale che non solo impiega migliaia di lavoratori e   produce un fatturato di decine di milioni di euro ma &egrave; soprattutto un   settore che, in particolare fuori da Roma, contribuisce a informare i   cittadini e dare visibilit&agrave; a territori tagliati fuori dai grandi   circuiti mediatici&#8217;. </em></p>
<p align="justify">All&#8217;incontro hanno partecipato il membro dell&#8217;Agcom, <strong>Enzo Savarese</strong>, che ha riconosciuto il Corecom Lazio come   uno tra i comitati regionali pi&ugrave; virtuosi: &ldquo;Sta rispondendo molto bene   all&#8217;incremento di attivit&agrave; conseguente alle nuove deleghe conferite&rdquo;. </p>
<p align="justify">Infine, Savarese ha annunciato che nei prossimi   giorni il Consiglio dell&#8217;Autorit&agrave; definir&agrave; le regole del cosiddetto <strong>LCN</strong>, vale a dire il posizionamento delle emittenti sul   telecomando. </p>
<p align="justify"><strong>Giorgio Gori</strong>, presidente di Magnolia, ha   sottolineato come &ldquo;<em>troppo spesso i palinsesti siano di   qualit&agrave;</em> <em>non eccelsa, fatti di televendite e prodotti   scadenti. Occorre lavorare sulla qualit&agrave; dei contenuti, in modo da   consentire al mercato di fare selezione e ridurre il numero delle   emittenti laziali, perch&eacute; obiettivamente 53 sono troppe. Dal punto di   vista dell&#8217;occupazione, non c&rsquo;&egrave; da temere poich&eacute; lo scenario attuale e   futuro offrono maggiori opportunit&agrave; rispetto al passato e la tecnologia   pu&ograve; aiutare ad abbattere i costi</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify"><strong>Carlotta   Ventura</strong>, Media and Sponsorship Manager Telecom Italia, ha invece   evidenziato come &ldquo;<em>l&#8217;imminente arrivo della Iptv complicher&agrave;   ulteriormente lo scenario. La quota pubblicitaria per le tv locali, gi&agrave;   in discesa oggi, andr&agrave; sempre pi&ugrave; calando e per questo le tv locali   dovrebbero &#8216;verticalizzare&#8217; i propri contenuti, concentrandosi sulle   news e sull&#8217;informazione pi&ugrave; pertinente al territorio di riferimento&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">Per<strong> Filippo Rebecchini</strong>,   presidente Frt, ci sono troppe tv locali e molte sono poco collegate al   territorio. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;La qualit&agrave; dei   programmi &egrave; assolutamente da migliorare e c&rsquo;&egrave; un problema di   concorrenza, messo in tutta evidenza dal contenzioso aperto sulla   numerazione, il cosiddetto Lcn. Concorrenza aggravata nel Lazio dal   fatto che ci&ograve; che accade a Roma &egrave; spesso oggetto dell&#8217;attenzione dei tg   nazionali&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Dal canto suo, <strong>Marco Rossignoli</strong>,   presidente Aeranti-Corallo, ha espresso grande preoccupazione per il   futuro delle tv locali e ha avanzato tre richieste ai futuri governanti   della Regione Lazio: &ldquo;<em>In primo luogo, pubblicare un bando   anche con contributi europei che premi l&#8217;innovazione tecnologica delle   emittenti in secondo luogo, non sovrapporsi alla normativa nazionale;   infine, semplificare le procedure burocratiche e i vincoli legati alle   frequenze e alle antenne: esiste gi&agrave; un catasto nazionale delle   frequenze ed &egrave; inutile crearne uno regionale&rdquo;.</em></p>
<p></span></p>
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		<title>Ict e inclusione sociale: MSE e FUB presentano il progetto Beacon, digitale terrestre per colmare il gap tecnologico</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:18:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presentato ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; Dipartimento per le Comunicazioni il progetto Beacon (Brazilian-European Consortium for DTT Services), co-finanziato dalla Commissione Europea nell&#8217;ambito del VI Programma Quadro e che raccoglie partner pubblici e privati provenienti da diversi paesi europei e dal Brasile, per sviluppare servizi di T-Learning sul Digitale Terrestre tesi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Presentato ieri presso il <strong>Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; Dipartimento per le Comunicazioni</strong> il progetto <strong>Beacon</strong> (Brazilian-European Consortium for DTT Services), co-finanziato dalla  Commissione Europea nell&rsquo;ambito del VI Programma Quadro e che raccoglie  partner pubblici e privati provenienti da diversi paesi europei e dal  Brasile, per sviluppare servizi di <strong>T-Learning</strong> sul Digitale Terrestre tesi a favorire l&rsquo;<strong>inclusione sociale</strong>. Un incontro, questo organizzato dal Ministero e dalla <strong>Fondazione  Ugo Bordoni </strong> (FUB), dedicato alla &ldquo;<strong><em>Tecnologie ICT per l&#8217;inclusione sociale</em></strong>&rdquo;  e finalizzato ad illustrare quanto le applicazioni della Tv digitale  terrestre, sviluppate dal Consorzio euro-brasiliano, con lo specifico  obiettivo di operare sui due differenti standard utilizzati in Europa e  in Brasile (rispettivamente,<strong> DVB-MHP</strong> e <strong>ISDTV-T</strong>),  permettano di raggiungere una maggiore flessibilit&agrave; dei contenuti e dei  servizi rispetto alle piattaforme impiegate e risultati concreti  nell&rsquo;e-Inclusion. Il progetto, come ha spiegato in apertura del  workshop <strong>Roberto Sambuco</strong>, Capo Dipartimento  Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, iniziato nel 2007  e della durata complessiva di 40 mesi: &ldquo;<em>Mira a favorire l&rsquo;innovazione tecnologica e un ritorno a politiche industriali di settore vere</em>&rdquo;. &ldquo;<em>L&rsquo;azione del Governo, attraverso il Dipartimento Comunicazioni</em> &ndash; ha precisato Sambuco &ndash; <em>punta  ad individuare tutti quegli strumenti attraverso cui lavorare ad un  definitivo processo di digitalizzazione del paese, occupandosi di banda  larga, facilitando l&rsquo;opera di posa in opera delle infrastrutture, come  cavidotti e fibra ottica, rilanciando l&rsquo;attivit&agrave; di Infratel e  impegnandosi nella realizzazione della rete a 20 Mbps per tutti</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Un Dipartimento, quello retto dal viceministro <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>,  che si propone come grande crocevia di progetti strategici per  l&rsquo;Italia, non solo orientati alle infrastrutture, ma anche alla qualit&agrave;  dei contenuti e i servizi veicolati, ponendo forte attenzione sul tema  dell&rsquo;inclusione sociale e soprattutto del digital divide. &ldquo;<em>Un pacchetto operativo</em> &ndash; ha ribadito Sambuco &ndash; <em>che  riguarda 8 milioni di cittadini italiani ancora esclusi dai grandi  cambiamenti sociali, economici e culturali indotti dall&rsquo;innovazione  tecnologica, circa il 12% della popolazione, a cui dobbiamo assicurare  tutto il nostro impegno come esecutivo e di cui il progetto Beacon  rappresenter&agrave; nei prossimi anni un esempio di case study di massimo  livello</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Le  diverse possibilit&agrave; applicative, insite nelle soluzioni adottate nel  Progetto, come ben si pu&ograve; constatare anche dalle informazioni contenute  nel sito di riferimento (<em><a href="http://www.beacon-dtt.com/">www.beacon-dtt.com</a></em>),  possono in effetti dar luogo non solo a importantissimi risultati nei  settori sopra citati, ma anche ad ulteriori sviluppi sul piano  commerciale e imprenditoriale, nel mercato dei prodotti digitali  destinati ad una fascia di utenza demografica trasversale e  multiterritoriale. Il Brasile, lo ricordiamo, &egrave; un paese in crescita,  inserito da tempo nel gruppo delle nazioni cosiddette BRIC (acronimo  che sta per Brasile, Russia, India e Cina), cio&egrave; quei Paesi che  condividono una grande popolazione, un immenso territorio, abbondanti  risorse naturali strategiche e, cosa pi&ugrave; importante, caratterizzati da  una forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale,  soprattutto nell&rsquo;ultimo decennio. La cooperazione italiana, in tal  senso, va vista in un pi&ugrave; ampio contesto strategico e di politica  economica internazionale, anche in virt&ugrave; del fatto che il Brasile conta  ormai quasi 28 milioni di cittadini di origine italiana, di cui solo  San Paolo ne ospita 9 milioni, circa il 50% dei suoi abitanti. </p>
<p align="justify">Anche  la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), nel suo costante impegno al fianco del  Dipartimento per le Comunicazioni, pone al centro delle sue attivit&agrave; l&rsquo;<strong>e-Inclusion</strong>, il digital divide e il dividendo digitale, come ha esposto il Direttore delle Ricerche <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2005/09/Frullone_Mario.html">Mario Frullone</a> nel suo intervento, sottolineando che: &ldquo;<em>Troppa  tecnologia potrebbe paradossalmente determinare, con tutta la massa di  opportunit&agrave; che &egrave; in grado di riversare nella societ&agrave; e nel mondo del  lavoro, un ampliamento della forbice tra le diverse fasce della  popolazione, tra chi &egrave; dentro e chi &egrave; fuori la rivoluzione digitale</em>&rdquo;.  L&rsquo;innovazione tecnologica, infatti, porta sempre con se nuovi  linguaggi, specifiche, know-how, competenze e skill, determinando in  definitiva un digital divide quasi fisiologico all&rsquo;interno di una  societ&agrave;. Ovviamente, sta alle Istituzioni prevenire gli effetti pi&ugrave;  devastanti e ridurre quindi nel pi&ugrave; breve tempo possibile il numero di  coloro che ne subiscono le conseguenze peggiori. A riguardo, ha  ricordato Frullone, sembrerebbe che la presenza di figli nei nuclei  famigliari garantirebbe una minore incisione dell&rsquo;esclusione sociali,  perch&eacute; portatori di quelle capacit&agrave; e competenze tecnologiche che poi  vengono passate anche ai restanti componenti della famiglia. &ldquo;<em>La FUB ha inoltre ricevuto l&rsquo;incarico</em> &ndash; ha reso noto Frullone &ndash; <em>di  verificare la qualit&agrave; di tali reti e strumenti di comunicazione, quindi  delle stesse infrastrutture sul territorio nazionale, con le operazioni  che partiranno dal prossimo mese di febbraio, mentre dal 1&deg; ottobre  2010 sar&agrave; distribuito ad ogni famiglia un software per la misurazione  della qualit&agrave; delle connessioni alla rete, cosicch&eacute; ognuno potr&agrave;  verificare l&rsquo;effettiva qualit&agrave; del servizio acquistato</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Da&nbsp; una  parte quindi le infrastrutture, dall&rsquo;altra la qualit&agrave; del servizio, con  l&rsquo;obiettivo dei 20 Mbps per tutti, che la stessa FUB sembra dare per  fattibile, anche grazie ad un processo di digitalizzazione delle  frequenze televisive &ldquo;<em>di cui bisogna andar fieri</em>&rdquo;, secondo Frullone, &ldquo;<em>continuando  a lavorare territorio per la sua copertura completa come leva per la  trasformazione del paese da analogico a &lsquo;full digital&rsquo;</em>&rdquo;. Anche <strong>Marco Recchioni</strong>, della Didagroup e Coordinatore del progetto Beacon, ha evidenziato quanto: &ldquo;<em>La  cooperazione con il Brasile e la messa in comune dello standard  Multimedia Home Platform (MHP), in tal senso, ci permetta di rendere  effettiva la lotta al digital divide e fruttifero l&rsquo;impegno  nell&rsquo;inclusione sociale, proprio attraverso il digitale terrestre, che  nel paese d&rsquo;oltreoceano &egrave; definito con l&rsquo;acronimo di ISDTV-T  (International System for Digital TV)</em>&rdquo;. Va ricordato, a riguardo,  che in Brasile tutte le famiglie hanno un televisore in casa, anche le  pi&ugrave; povere, un dato molto importante che poi &egrave; alla base del t-Learning  e dei piani formativi previsti da Beacon. &ldquo;<em>L&rsquo;enorme flessibilit&agrave; del mezzo televisivo digitale</em> &ndash; ha affermato Recchioni &ndash; <em>si mostra a noi come straordinario strumento di lotta all&rsquo;esclusione sociale e quindi al digital divide</em>&rdquo;. La parte italiana del progetto, ha illustrato <strong>Vittorio Dell&rsquo;Aiuto</strong>, sempre di Didagroup e anche lui nel gruppo di coordinamento Beacon, si caratterizza per: &ldquo;<em>Un&rsquo;intensa  ricerca nei servizi interattivi dedicati al t-Learning, nella crescita  del consorzio italo-brasiliano per la gestione delle risorse e dei  servizi presenti nel progetto, nella divulgazione dei risultati e nel  metterli a disposizione dei cittadini e quindi degli utenti finali,  contribuendo direttamente ai processi di policy-making nel campo  dell&rsquo;e-Inclusion</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Ovviamente  si parla di Information and Communication Technology, o ICT, e di  Televisione Digitale Terrestre (DTT), due settori fondamentali per lo  sviluppo della societ&agrave; dell&rsquo;informazione e dell&rsquo;economia della  conoscenza che, unitamente ai processi di interoperabilit&agrave; tra standard  europeo (DVB-MHP) e brasiliano (<strong>SBTVD-GINGA</strong>) e l&rsquo;installazione di una centrale operativa a San Paolo dedicata allo <strong>User Center Design</strong> (UCD), permetteranno la nascita di un modello di T-Leanring efficiente  ed esportabile, oltre il territorio Latino Americano. Per far questo,  ha spiegato <strong>Giuliano Benelli</strong> dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Siena, bisogna lavorare su pi&ugrave; livelli: &ldquo;<em>Formazione  attraverso il T-Learning, raccolta del materiale (Scorn) da utilizzare  per successive fasi e su diversi standard tecnologici, realizzare un  Sistema di Learning Management (LMS) da cui generare sempre nuovi  contenuti, garantendo l&rsquo;interoperabilit&agrave; degli stessi</em>&rdquo;. Pochi elementi, ma ben definiti, quelli elencati da Benelli, il quale successivamente ha presentato anche il progetto <strong>HBBTV</strong>,  Hybrid Broadcast Broadband TV, dove a fronte di una banda larga diffusa  ed estesa sar&agrave; presto possibile far convergere televisione e Internet,  aumentando enormemente le potenzialit&agrave; del media pi&ugrave; tradizionale che  ci sia, attraverso le specifiche tecnologiche del web, a cui  eventualmente si potranno aggiungere quelle di altre piattaforme di  largo consumo (mobile, satellite, console per videogame, ecc.). </p>
<p align="justify">Esempi pratici di tali applicazioni gi&agrave; sono riscontrabili nel progetto europeo denominato <strong>T-Seniority</strong>,  gestito in Italia dall&rsquo;Universit&agrave; di Siena e dalla Regione Toscana, che  vede il coinvolgimento di 300 soggetti adulti over 60 ( 5000 in  tutta Europa) impegnati nell&rsquo;utilizzo di Internet, DTT, IPTV, Mobile  device e Hidden PC, misurandone livelli di accessibilit&agrave; e di  usabilit&agrave;. T-Seniority nasce come combinazione flessibile di servizi  personalizzabili &lsquo;<em>General Public e-Care&rsquo;</em>, utilizzando  il mezzo di comunicazione preferito dall&rsquo;utente: la TV. L&rsquo;obiettivo  principale di T-Seniority &eacute; l&rsquo;integrazione di servizi in modalit&agrave; &ldquo;<em>user-centric</em>&rdquo;,  riguardanti programmi di assistenza (compresi servizi di trasporto) per  gruppi sociali svantaggiati, focalizzandosi principalmente su persone  anziane, per coprire un&rsquo;ampia parte di necessit&agrave; con la disponibilit&agrave;  di diverse modalit&agrave; di servizi (assistenza casalinga, tele-assistenza,  servizi di telefonia mobile, tele-allarmi, servizi di infermeria,  telemedicina). Un progetto che deve far riflettere ulteriormente, ha  spiegato <strong>Francesca Comunello</strong> dell&rsquo;Universit&agrave; degli  Studi di Roma &lsquo;La Sapienza&rsquo;, sull&rsquo;urgenza di raggiungere un livello pi&ugrave;  soddisfacente di digital dividend, senza fossilizzarsi su un solo  mezzo, come ad esempio il Personal Computer, perch&eacute;: &ldquo;<em>A fare la differenza nella forbice tra fasce di popolazione &lsquo;in&rsquo; e&nbsp; &lsquo;out&rsquo;  concorre un men&ugrave; tecnologico assolutamente pi&ugrave; vasto, dove ogni  tecnologia abilita all&rsquo;accesso in rete in maniera diversa e allo stesso  tempo esaustiva rispetto a qualsiasi altra</em>&rdquo;. &ldquo;<em>Il progetto Beacon in questo</em> &#8211; ha affermato Comunello &#8211; <em>&egrave;  un chiaro esempio di come una tecnologia, considerata da molti  tradizionale e sorpassata, stia invece dimostrando nella sua versione  digitale una nuova collocazione in campo pedagogico e formativo,  riuscendo a penetrare con facilit&agrave; nelle case e a coinvolgere in nuovi  processi di apprendimento anche quelle fasce di popolazione che per et&agrave;  anagrafica, al momento, rimangono in digital divide</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Riprendendo Frullone, anche <strong>Antonio De Vanna</strong>,  coordinatore dell&rsquo;Osservatorio sull&#8217;accessibilit&agrave; DIT/Formez, ha  puntato il dito sull&rsquo;eccesso tecnologico e sui paradossi dell&rsquo;ICT: &ldquo;<em>Senza  un&rsquo;adeguata formazione e competenza, anche acquisita in ritardo magari,  non riusciremo tanto facilmente a ridurre la percentuale di persone in  digital divide</em>&rdquo;. E inoltre: &ldquo;<em>Se non si pensa seriamente  ai concetti di usabilit&agrave;, accessibilit&agrave; e fruibilit&agrave; di hardware e  software fin dal momento della progettazione, non si riuscir&agrave; mai a  rendere effettivi i progetti di e-inclusion, o almeno a favorirne  l&rsquo;attuazione</em>&rdquo;. Anche in questo il progetto Beacon si distingue per  il grande lavoro in fase di ideazione, con la realizzazione dell&rsquo;UCD di  San Paolo, con gli alti standard di qualit&agrave; misurabili e con la  garanzia di poter ottenere delle economie di scala, assieme ad un  approccio dal basso, infine, che determina un coinvolgimento maggiore  degli utenti finali, evitando i processi cosiddetti &lsquo;top-down&rsquo;. A tale  scopo &egrave; intervenuta, a chiusura di workshop, <strong>Danila Mercuri</strong> di APRE, Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, un ente nato  in Italia nel 1989 come &lsquo;Task Force&rsquo; del Ministero dell&rsquo;Universit&agrave; e  della Ricerca e che dal 1990 &egrave; costituito formalmente da Confindustria,  ENEA, FAST e Mondimpresa. &ldquo;<em>Intento finale di APRE</em> &#8211; ha spiegato a termine dell&rsquo;incontro Mercuri &#8211; <em>&egrave;  quello di fornire al mondo della ricerca italiana un importante momento  di informazione, assistenza e formazione intorno alle grandi  opportunit&agrave; di finanziamento della ricerca scientifica a fondo  comunitario, cos&igrave; da accrescere la partecipazione italiana al processo  di coesione economica e sociale dell&rsquo;Unione, allargandosi ulteriormente  alla Cooperazione Internazionale</em>&rdquo;. Ancora una volta, grazie al  progetto Beacon, &egrave; stato possibile mettere in luce l&rsquo;importanza e il  ruolo dell&#8217;ICT per l&rsquo;e-Inclusion, di come le tecnologie  dell&rsquo;informazione possano oggi rappresentare un terreno su cui  sviluppare percorsi di collaborazione tra pi&ugrave; Paesi, in questo caso  europei e dell&#8217;America Centrale e Meridionale, tesi alla ricerca e  all&#8217;innovazione nel campo delle nuove tecnologie e delle loro  applicazioni future. </p>
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		<title>Tivù Sat: l’Agcom decide, ‘Tessere anche senza decoder’. Aperta anche istruttoria su informazione Rai</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:32:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Agcom ha accolto le proposte della Rai in merito ai decoder satellitari per ricevere il digitale terrestre, chiudendo cos&#236; l&#8217;istruttoria che era stata aperta lo scorso settembre per verificare in merito al dossier Tiv&#249; Sat il rispetto degli obblighi di servizio pubblico e del Contratto di servizio. L&#8217;Autorit&#224; ha valutato che i suggerimenti formulati dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">L&#8217;Agcom ha accolto le proposte della Rai in merito ai <strong>decoder satellitari</strong> per ricevere il <strong>digitale terrestre</strong>, chiudendo cos&igrave; l&#8217;istruttoria che era stata aperta lo scorso settembre per verificare in merito al dossier <strong>Tiv&ugrave; Sat</strong> il rispetto degli obblighi di servizio pubblico e del Contratto di servizio. </p>
<p align="justify">L&#8217;Autorit&agrave;  ha valutato che i suggerimenti formulati dalla Tv pubblica nel corso  del procedimento fossero idonee a rimuovere le criticit&agrave; riscontrate. </p>
<p align="justify">Pi&ugrave; precisamente, la <strong>Rai</strong> ha proposto di offrire la smart card Tiv&ugrave; Sat agli utenti che ne  faranno richiesta e che sono in regola con il pagamento del canone, a  fronte del rimborso dei soli costi, nonch&eacute; di assicurare un congruo  numero di carte Tiv&ugrave; Sat alle comunit&agrave; italiane in Europa. </p>
<p align="justify">Nel  corso dell&#8217;istruttoria sono stati acquisiti e valutati numerosi dati  (quali i dati di produzione e vendita dei decoder Tiv&ugrave; Sat, il numero  delle smart card prodotte ed attivate, i contratti relativi ai diritti  di trasmissione dei programmi criptati dalla Rai sul satellite, le  procedure di criptaggio, la copertura delle trasmissioni analogiche e  digitali terrestri della Concessionaria pubblica) ed effettuate le  audizioni della Rai, della societ&agrave; <strong>Tiv&ugrave;</strong> (Rai, Mediaset e Ti Media), dell&#8217;Associazione <strong>Altroconsumo</strong> e della societ&agrave; produttrice di decoder XDOME. </p>
<p align="justify">A conclusione dell&#8217;istruttoria il Consiglio, presieduto da <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2005/04/Calabro%27_Corrado.html">Corrado Calabr&ograve;</a>, relatori <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Innocenzi_Botti_Giancarlo.html">Giancarlo Innocenzi Botti</a> e <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Lauria_Michele.html">Michele Lauria</a>,  ha ritenuto che la decisione iniziale della Rai di associare la  distribuzione delle smart card alla vendita del decoder Tiv&ugrave; Sat  limitasse la scelta da parte degli abbonati, garantita dall&#8217;articolo 31  del Contratto di servizio. Questo anche nell&#8217;ottica di promuovere  decoder &ldquo;aperti&rdquo; e poter associare le schede a differenti apparati di  ricezione. </p>
<p align="justify">Pertanto,  il Consiglio dell&#8217;Autorit&agrave;, all&#8217;unanimit&agrave; dei presenti, ha ordinato, ai  sensi dell&#8217;articolo 48, comma 7, del Testo Unico della  radiotelevisione, l&#8217;esecuzione di tali obblighi, che risultano coerenti  col Contratto di servizio. </p>
<p align="justify">L&#8217;Agcom, relatori <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/10/Mannoni_Stefano.html">Stefano Mannoni</a> e <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/05/Lauria_Michele.html">Michele Lauria</a>, ha anche deciso all&#8217;unanimit&agrave; di &ldquo;<em>aprire  un&#8217;istruttoria per verificare il rispetto da parte della Rai degli  obblighi di obiettivit&agrave;, di equilibrio dell&#8217;informazione, di non  incitazione alla violenza e di effettiva osservanza del contraddittorio  nelle trasmissioni di informazione&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Su questo tema</em> &#8211; annuncia una nota &#8211; <em>saranno anche auditi prossimamente dal Consiglio i vertici della Rai&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Al riguardo, com&rsquo;&egrave; noto</em> &ndash; ha spiegato l&#8217;Autorit&agrave; &#8211; <em>autorevoli  appelli sono stati rivolti nei giorni scorsi dal Papa per  un&#8217;informazione scevra dall&#8217;odio politico e dal Presidente della  Repubblica per ricondurre ogni contrasto politico e istituzionale entro  i limiti di responsabile autocontrollo e civile confronto. Appello  unanimemente accolto e rilanciato nel documento del presidente Sergio  Zavoli approvato dall&#8217;ufficio di presidenza della commissione  parlamentare di Vigilanza, che ha chiesto alla Rai e ai media che si  dica tutto, nel rispetto della verit&agrave; e della completezza, ma senza  cadere in &#8216;tonalit&agrave; apocalittiche&#8217; o nella &#8216;pratica  dell&#8217;ammorbidimento&#8217;, tenendo presente che la politica ha i suoi  linguaggi, ma che chi la interpreta non pu&ograve; dimenticare di essere al  servizio di tutto il Paese&#8221;. </em></p>
<p align="justify">L&#8217;Autorit&agrave; ha anche <em>&ldquo;deciso  di investire il neo-costituito Comitato per l&#8217;applicazione del codice  di autoregolamentazione in materia di processi in tv delle segnalazioni  riguardanti sotto questo profilo alcune trasmissioni della  concessionaria pubblica&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Al  Comitato per l&#8217;applicazione del codice di autoregolamentazione in  materia di processi in tv saranno inviate le segnalazioni riguardanti  sia &lsquo;Annozero&rsquo; sia &lsquo;Porta a Porta&rsquo;. </p>
<p align="justify">L&#8217;istruttoria aperta ieri sar&agrave; comunque a 360 gradi e riguarder&agrave; tutti i programmi di informazione. </p>
<p align="justify">Il Cda della Rai, a quanto si apprende, ha intanto svolto un primo esame del <strong>piano industriale</strong> e del <strong>risanamento aziendale</strong>, con cui si punta a portare i conti in sostanziale pareggio nel   2012 in  un momento in cui cambier&agrave; notevolmente il suo perimetro d&#8217;azione. </p>
<p align="justify">Obiettivo di non facile portata considerando che l&#8217;azienda chiude il 2009 con una <strong>perdita di 160 mila euro</strong> legata anche al calo delle entrate pubblicitarie e a quelle del canone  e che il prossimo anno vedr&agrave; consistenti uscite per i diritti sportivi  legati ai mondiali di calcio oltre che per l&#8217;aumento dell&#8217;offerta  televisiva con i 12 canali del digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Nel  2010, infatti, il 70% della popolazione italiana ricever&agrave; ben 12 canali  gratuiti della Rai su Dtt. Un allargamento dell&#8217;offerta che l&#8217;azienda  vuole portare avanti senza depauperare tutte le altre attivit&agrave; del  gruppo Rai. Un piano, insomma, ambizioso ma che i recenti dati  economici fanno intravedere come percorribile. </p>
<p align="justify">I  conti del 2009 infatti dovrebbero chiudere a &#8211; 60 milioni di euro con  un notevole ridimensionamento delle previsioni negative di qualche mese  fa, reso possibile da una grande operazione di contenimento dei costi  (di quasi 100 milioni) che non ha penalizzato il prodotto, tanto che la  garanzia autunnale ha visto la Rai piazzare 13 dei suoi programmi tra i  20 pi&ugrave; visti ed una ottima performance delle tre reti generaliste. E  sarebbe proprio questo il &#8216;paradigma&#8217; che il vertice aziendale avrebbe  intenzione di replicare nelle prossime stagioni attraverso il nuovo  piano industriale. </p>
<p align="justify">Quella  che si preannuncia &egrave; dunque una stretta su diverse voci, esclusi i  livelli occupazionali che saranno salvaguardati, anche sui contratti  delle prossime stagioni e non &egrave; esclusa la strada della  internalizzazione di alcune societ&agrave; ora esterne come Sipra, Raiway,  Raisat, NewcoRai international o Raisat. I possibili interventi sono  previsti in un documento messo a punto dai quattro vice direttori  generali e oggi se n&#8217;&egrave; continuato a parlare nel Cda nuovamente  convocato. </p>
<p align="justify">Il Consiglio ha poi approvato all&#8217;unanimit&agrave; la sospensione dell&#8217;uso delle <strong>doc-fiction </strong>nei programmi di informazione dando mandato al direttore   generale Mauro  Masi di definire nuove regole in materia. E lo stesso Masi, rispondendo  ai rilievi mossi nei giorni scorsi dal consigliere di minoranza Nino  Rizzo Nervo, ha riferito che l&#8217;Era glaciale, programma condotto da  Daria Bignardi, torner&agrave; in onda a febbraio o marzo, il gioved&igrave; in  seconda serata dopo &lsquo;Annozero&rsquo;. Per ora, al suo posto, il nuovo  programma di Gianluigi Paragone. </p>
<p align="justify">Stamani  il Consiglio della Rai, su proposta del Dg Masi, per completare  l&#8217;assetto di alcune Direzioni, ha espresso l&#8217;intendimento di nominare  vicedirettori del TG3 Antonio Belmonte, Giuliano Giubilei, Andrea  Giubilo, Renato Scottoni e Pierluca Terzulli; vicedirettori della TGR  Maurizio Bertucci, Domenico Nunnari, Pietro Pasquetti, Paolo  Petruccioli, Fabio Scaramucci, Giancarlo Spadoni e Federico Zurzolo;  vicedirettori di Rai Internazionale Anna Donato, Giancarlo Gioielli,  Alfonso Samengo e Gian Stefano Spoto; vicedirettore di Televideo Teresa  De Santis.<br />
  Il Consiglio ha proceduto anche alle nomine dei  vicedirettori di Innovazione Prodotto Roberta Enni, del Palinsesto Tv  Patrizia Cardelli, dei Canali di Pubblica Utilita&#8217; Amedeo Martorelli e  Michele La Pietra, di Rai International Giovanni Di Giuseppe.<br />
  Il  presidente Paolo Garimberti si &egrave; espresso a favore dei vicedirettori  del Tg3 e della nomina di Anna Donato, in quanto dirigente in attesa di  incarico, si &egrave; astenuto negli altri casi. </p>
<p align="justify"><strong>Informazioni utili: </strong></p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.agcom.it/Default.aspx?message=visualizzadocument&#038;DocID=3580">Elenco  &#8211; aggiornato al 10 dicembre 2009 &#8211; delle Emittenti autorizzate alla  diffusione di programmi televisivi via satellite ai sensi della  delibera n. 127/00/CONS</a></strong></p>
<p></span></p>
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