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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Fastweb</title>
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		<title>Focus su Iptv, Web Tv e Corporate Communication al seminario IEM della Fondazione Rosselli</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:07:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le forme di offerta televisiva su protocollo Ip sono in pieno divenire: network e content provider sono alla ricerca di modelli di business sostenibili per fornire servizi accattivanti e innovativi agli utenti delle nuove forme di fruizione audiovisiva. E&#8217; questo la vision emersa dal seminario &#8220;Iptv, Web Tv e Corporate Communication&#8221;, organizzato dall&#8217;Istituto di Economia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le forme   di offerta televisiva su protocollo Ip sono in pieno divenire: network e   content provider sono alla ricerca di modelli di business sostenibili   per fornire servizi accattivanti e innovativi agli utenti delle nuove   forme di fruizione audiovisiva. </p>
<p align="justify">E&rsquo; questo la vision   emersa dal seminario &ldquo;<strong><em>Iptv, Web Tv e Corporate   Communication</em></strong><em>&rdquo;</em>, organizzato dall&rsquo;<strong>Istituto di   Economia dei Media </strong>dalla <strong>Fondazione Rosselli</strong> a   Palazzo Corsini qualche giorno fa. </p>
<p align="justify">Dalle istituzioni (<strong>Agcom</strong>) agli operatori It e Tlc (<strong>Telecom Italia</strong>, <strong>Vodafone</strong>, <strong>Alcatel-Lucent</strong>, <strong>Fastweb</strong>),   dai broadcaster (<strong>Mediaset</strong>, <strong>Rai</strong>) fino a   operatori che vantano le pi&ugrave; grandi tv aziendali come <strong>Poste   Italiane</strong> ed <strong>Enel</strong>, tutti hanno partecipato alla   discussione, che si &egrave; svolta in modo aperto e orizzontale su tutti i   temi via via presentati. </p>
<p align="justify">Si &egrave; partiti dalla   presentazione di un quadro definitorio delle nuove forme di tv su   protocollo Ip (che distingueva tra Iptv e formati web quali <strong>Web   tv</strong>, <strong>Catch-Up Tv</strong>, <strong>Aggregatori UGC</strong>, <strong>Over-the-top Tv</strong>, <strong>Business Tv</strong> ecc.) che ha   fatto emergere tutta una serie di puntualizzazioni che ha indotto alcuni   a ritenere prematuro racchiudere modalit&agrave; di diffusione dei contenuti   cos&igrave; in divenire entro una tassonomia terminologica precisa. </p>
<p align="justify">Si &egrave; proseguito   con l&rsquo;analisi dei modelli di business della Iptv (<em>freemium</em>, <em>basic pay</em> e <em>premium</em>) e della loro   efficacia in casi-studio internazionali, in cui gli interventi di   broadcaster e operatori tlc hanno mostrato la necessit&agrave; di perfezionare   gli accordi sulla remunerazione dei canali e tanto l&rsquo;analisi presentata   quanto gli interventi hanno ribadito l&rsquo;importanza dei contenuti per   attrarre gli utenti verso questa forma di tv. </p>
<p align="justify">La panoramica del   mercato di tutte le forme emergenti, con particolare riferimento alle <strong>Catch-up Tv</strong> lanciate dai broadcaster e alla convergenza   tra Internet e Tv nello sfumato perimetro della <strong>Over-the-top   Tv</strong>, hanno traghettato la discussione nell&rsquo;ambito della tv via web. </p>
<p align="justify">L&rsquo;analisi ha   riguardato la non verticalit&agrave; dei modelli iptv e web tv, il crescente   time-budget dedicato agli audiovisivi di rete, la capacit&agrave; pubblicitaria   del video online e il fondamentale controllo dell&rsquo;interfaccia nella tv <strong>Over-the-top</strong>. Fino all&rsquo;importanza dello sviluppo della   rete per connettere point-to-point tutti i cittadini e lanciare   applicazioni che vadano l&rsquo;oltre quelle televisive (es. per l&rsquo;e-Health),   che rimane uno degli obiettivi di medio-lungo termine del sistema-Paese. </p>
<p align="justify">Il   seminario si &egrave; chiuso con una rassegna sulle diverse tipologie di <strong>Business tv</strong> (corporate, brand e in-store) in cui si &egrave;   discusso delle modalit&agrave; utilizzate dalle aziende per diffondere una   conoscenza condivisa tra i propri dipendenti (top-down o partecipativa e   relazionale) oppure per sfruttare i propri spazi pubblici per   promozione o vendita di spazi pubblicitari. </p>
<p align="justify">Il documento a seguire   rappresenta l&rsquo;analisi presentata dallo <strong>Iem-Fondazione   Rosselli</strong> integrata da alcune osservazioni emerse durante il   seminario. Una base per ulteriori approfondimenti e condivisione di   riflessioni quanto mai necessarie per comprendere le dinamiche   sottostanti un mondo in continua e rapida evoluzione. </p>
<p align="justify"><strong>Per   approfondimenti: </strong></p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.key4biz.it/Papers/2010/05/Iptv_web_tv_e_corporate_communication.html">Iptv,   web tv e corporate communication. Definizioni, modelli di business,   strategie </a> </strong></p>
<p align="justify"><em>IEM della Fondazione Rosselli </em></p>
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		<title>Fastweb rinnova veste grafica Iptv e amplia offerta di contenuti on demand</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 14:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fastweb rinnova l&#8217;interfaccia grafica e le modalit&#224; di interazione della TV, la TV via cavo che consente di trasportare il segnale televisivo utilizzando internet a banda larga. Grazie alla nuova interfaccia &#232; sempre pi&#249; semplice e intuitivo navigare tra i moltissimi canali lineari offerti dal digitale terrestre, scegliere fra migliaia di programmi on demand, abbonarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Fastweb</strong> rinnova   l&#8217;interfaccia grafica e le modalit&agrave; di <strong>interazione della TV</strong>,   la <strong>TV via cavo</strong> che consente di trasportare il segnale   televisivo utilizzando internet a <strong>banda larga</strong>. Grazie   alla nuova interfaccia &egrave; sempre pi&ugrave; semplice e intuitivo navigare tra i   moltissimi canali lineari offerti dal <strong>digitale terrestre</strong>,   scegliere fra migliaia di programmi on demand, abbonarsi alle offerte a   pagamento di <strong>Sky </strong>o<strong> di Mediaset Premium</strong> con un <strong>unico decoder</strong>, senza bisogno di parabole o card   aggiuntive. Tutti i canali sono suddivisi fra le diverse aree tematiche   (film, ragazzi, intrattenimento, musica, news e sport, azione e   scoperte) e sono immediatamente raggiungibili da un&#8217;unica schermata. </p>
<p align="justify">Inoltre,  la nuova <strong>GUIDA TV</strong> permette di muoversi fra passato e futuro: &egrave; infatti possibile   accedere al servizio <strong>REPLAYTV</strong> e rivedere i programmi   andati in onda nei tre giorni precedenti sui canali nazionali; guardare i   programmi che stanno andando in onda completi di informazioni testuali   aggiuntive; oppure consultare la programmazione successiva delle reti e   impostare con un clic del telecomando la registrazione delle   trasmissioni grazie a <strong>VIDEOREC</strong>, il videoregistratore   virtuale della TV di Fastweb. Sempre pi&ugrave; ricca &egrave; l&#8217;offerta di contenuti   on demand che &egrave; possibile vedere e rivedere senza limiti di orario e   senza vincoli di palinsesto. In ogni momento &egrave; possibile scegliere fra   circa 450 film, 850 cartoni animati, 50 serie tv, 130 concerti e 6.000   video musicali, oltre a documentari, programmi comici, partite di calcio   e altro ancora. </p>
<p align="justify">Nella prospettiva di un&#8217;integrazione sempre pi&ugrave; avanzata   fra <strong>TV e web</strong>, sono anche stati introdotti alcuni   servizi a valore aggiunto, tra cui l&#8217;accesso alle ultime notizie e il   meteo, sempre aggiornati e disponibili direttamente dallo schermo del   proprio televisore. Con <strong>MyMedia Center</strong> &egrave; invece   possibile guardare in Tv le foto o i filmati disponibili sul Pc di casa. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Abbiamo   lavorato molto per rendere  la nostra Tv  sempre pi&ugrave; facile da usare   anche per chi non &egrave; abituato a navigare in internet&#8221;</em>, ha affermato <strong>Giorgio Tacchia</strong>, Responsabile della TV di Fastweb. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Crediamo che le soluzioni adottate rendano   immediata la scelta dei contenuti e l&#8217;utilizzo di funzionalit&agrave; uniche   come REPLAYTV. Siamo convinti che l&#8217;IPTV sia la forma pi&ugrave; avanzata di TV   digitale; l&#8217;unica che permette la massima qualit&agrave; di visione insieme   alla pi&ugrave; larga possibilit&agrave; di scelta&#8221;. </em></p>
<p align="justify">Ieri &egrave; stata siglata inoltre un&rsquo;importante partnership   tra Fastweb e <strong>Pagine S&igrave;</strong> (il secondo editore italiano di   elenchi telefonici che vanta 60 edizioni locali per oltre 6 milioni di   copie distribuite gratuitamente sul territorio nazionale). </p>
<p align="justify">Il risultato concreto &egrave; costituito dalla nuova edizione,   la quarta, di Elenco S&igrave; di Bergamo e Provincia: non solo un   tradizionale elenco di tutti i servizi pubblici e privati della zona, ma   anche uno strumento innovativo che offre a chi lo consulta la   possibilit&agrave; di connettersi a internet e accedere cos&igrave; a tutti i servizi e   le informazioni presenti sull&#8217;elenco cartaceo ma aggiornate in tempo   reale, secondo tempi e modi tipici del mondo web. Per farlo, basta avere   uno <strong>smartphone</strong> dotato di connessione internet,   scaricare l&#8217;applicazione gratuita di lettore Tag e inquadrare l&#8217;apposito   pittogramma pubblicato in calce alle inserzioni. </p>
<p align="justify">Proseguono intanto le   operazioni legate all&rsquo;inchiesta della Procura di Roma sul   maxiriciclaggio di 2 miliardi che ha coinvolto gli ex vertici di Fastweb   e <strong>Telecom Italia Sparkle</strong>. </p>
<p align="justify">Dissequestrare i beni e   le somme confiscate all&#8217;ex amministratore delegato di TI Sparkle (Tis), <strong>Stefano Mazzitelli</strong>, e ad altre 14 persone nell&#8217;ambito   dell&#8217;inchiesta, &egrave; la richiesta avanzata questa mattina al Tribunale del   Riesame della Capitale, presieduto da Giuseppe D&#8217;Arma, dai legali degli   indagati e di altre persone destinatarie dei provvedimenti di sequestro.   Oltre a Mazzitelli, hanno presentato ricorso l&#8217;ex dirigente   responsabile dell&#8217;area &#8220;Regioni europee&#8221; di Tis, <strong>Massimo   Comito</strong>, il responsabile del settore Carrier Sales Italy, alle   dirette dipendenze di Comito, <strong>Antonio Catanzariti</strong>, l&#8217;ex   membro del Cda di Fastweb, Mario Rossetti, Barbara Murri, Giovanni   Pizzi, Maurizio Salviati, tutti indagati. Al termine dell&#8217;udienza il   Tribunale si &egrave; riservato di decidere.</p>
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		<title>IPTV: per Abi Research 47 mln di utenti nel 2011. Aumentano gli abbonati italiani ma per l’Agcom ancora piattaforma emergente</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 11:12:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il futuro della Tv &#232; Internet? Secondo molti analisti &#232; proprio cos&#236; e la conferma arriva anche dai grossi investimenti che i broadcaster stanno facendo in questo settore. E mentre Google annuncia trattative in corso per l&#8217;acquisto di contenuti &#8216;premium&#8217; pay da rendere disponibili su YouTube, Mediaset informa che per il nuovo anno investir&#224; fortemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il  futuro della Tv &egrave; Internet? Secondo molti analisti &egrave; proprio cos&igrave; e la  conferma arriva anche dai grossi investimenti che i broadcaster stanno  facendo in questo settore. </p>
<p align="justify">E mentre <strong>Google</strong> annuncia trattative in corso per l&rsquo;acquisto di contenuti &lsquo;premium&rsquo; pay da rendere disponibili su <strong>YouTube</strong>, <strong>Mediaset</strong> informa che per il nuovo anno investir&agrave; fortemente sul web. </p>
<p align="justify">Lo sviluppo della Tv su internet &egrave; fortemente legato alla diffusione della <strong>banda larga</strong>.  Sar&agrave; quindi necessario superare il digital divide e assicurare una  buona copertura di tutto il territorio per far decollare l&rsquo;IPTV. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;La maggiore diffusione delle reti broadband</em> &#8211; ha spiegato l&rsquo;analista <strong>Khin Sandi Lynn </strong>di Abi Research &#8211; <em>&egrave; un elemento che contribuisce a far aumentare gli abbonamenti alla Tv offerta dagli operatori di telecomunicazioni&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">L&rsquo;IPTV  &egrave; la piattaforma che veicola contenuti e servizi attraverso banda larga  su una rete chiusa, cio&egrave; gestita dagli operatori tlc mentre  la <strong>web Tv</strong> distribuisce i contenuti audio-video attraverso una rete di accesso  aperta, cio&egrave; indipendente dagli operatori tlc (e perci&ograve; &egrave; diversa  dall&#8217;IPTV). </p>
<p align="justify">Secondo la societ&agrave; d&rsquo;analisi, entro il 2011 raddoppier&agrave; il numero degli abbonati mondiali alla televisione su IP. </p>
<p align="justify">Per Abi Research gli utenti raggiungeranno i <strong>47 milioni</strong> con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 22,5% fino al  2014. L&rsquo;IPTV continua a crescere con operatori come AT&amp;T, Verizon e  China Telecom che quest&rsquo;anno registrano buoni risultati. </p>
<p align="justify">L&rsquo;Europa  Occidentale ha il pi&ugrave; alto tasso di penetrazione della Tv via Internet  con un costante aumento del numero di abbonati, soprattutto in Francia,  Italia e Germania. Al secondo posto si colloca il Nord America, seguito  dall&rsquo;Asia Pacifico. Secondo le stime, entro il 2011 le due regioni  supereranno, rispettivamente, i 9 e i 5 milioni di abbonati. In  particolare, nell&rsquo;Asia Pacifico guidano il mercato dell&rsquo;IPTV la Corea  del Sud, Hong Kong e Taiwan. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Anche  gli altri tipi di piattaforme di pay-Tv come quella satellite, via cavo  e terrestre stanno crescendo, ma a un ritmo pi&ugrave; lento</em>&rdquo;, ha sottolineato Khin Sandi Lynn. </p>
<p align="justify">La societ&agrave; di ricerche stima che entro il 2011 il numero degli abbonati alla pay-tv superer&agrave; i 730 milioni in tutto il mondo. </p>
<p align="justify">Per quanto riguarda la crescita della Tv su IP, <strong>SNL Kagan</strong> ha realizzato alla fine di marzo uno Studio (da poco pubblicato in  rete) sullo stato e le previsioni dell&rsquo;IPTV da qui al 2012 per sei  regioni: Nord America, America Latina, Europa Occidentale, Europa  dell&rsquo;Est, Medio Oriente e Asia Pacifico. Alla fine del 2008, l&rsquo;IPTV &egrave;  stata lanciata in 50 dei 75 mercati sotto analisi. </p>
<p align="justify">Per  il 2012, l&rsquo;IPTV sar&agrave; la piattaforma dominante in due paesi, Hong Kong e  Francia e conter&agrave; per pi&ugrave; del 10% in 22 paesi dei 75 monitorati. </p>
<p align="justify">Alla  fine del 2008 l&rsquo;Europa Occidentale &egrave; leader dell&rsquo;IPTV con 10 milioni di  abbonati, seguita dall&rsquo;Asia Pacifico e il Nord America con 7,04 e 3,3  milioni, rispettivamente. Con 6,1 milioni di abbonati, alla fine del  2008, la Francia &egrave; il pi&ugrave; grande mercato IPTV nel mondo, contando per  il 29% del totale degli abbonati. </p>
<p align="justify">Si stima che, nei prossimi tre anni, l&rsquo;Asia sorpasser&agrave; l&rsquo;Europa Occidentale, raggiungendo 17,4 milioni di abbonati al 2011. </p>
<p align="justify">Durante  gli ultimi quattro anni l&rsquo;IPTV si &egrave; evoluta da piattaforma che, alla  fine del 2003 contava per lo 0,01% del mercato globale, al 3,7% degli  abbonati alla pay tv nel 2008. </p>
<p align="justify">Le  stime sono facilmente comprensibili a fronte dell&rsquo;aumento degli utenti  della rete in tutto il mondo, anche in regioni a basso reddito seppur  in crescita come sono i paesi dell&rsquo;area CIS (Armenia, Azerbaijan  Russia, Ucraina, Moldavia, ecc&hellip;) che con 70,3 milioni di utenti  internet alla fine del 2008, rappresentano il 4% del totale mondo e che  solo in Russia sono pi&ugrave; del 25% della popolazione (fonte ITU). </p>
<p align="justify">L&rsquo;evoluzione  tecnologica per la IPTV, come gi&agrave; detto, &egrave; funzione dell&rsquo;evoluzione  delle tecnologie di accesso alla rete e della tecnologia utilizzata per  il <strong>backbone</strong> (IP/MPLS). Le prime offerte IPTV erano basate su soluzioni <strong>ADSL</strong>, mentre attualmente la soluzione tecnologica utilizzata per l&rsquo;accesso &egrave; l&rsquo;ADSL2 e <strong>ADSL2+</strong>. Per quanto riguarda il futuro, le soluzioni da adottare comprendono  la tecnologia <strong>VDSL</strong> e l&rsquo;utilizzo di accessi diretti in <strong>fibra ottica</strong> per le reti di accesso <strong>NGAN</strong> (Next Generation Access Network). </p>
<p align="justify">In  tal senso, si pu&ograve; parlare di una piattaforma IPTV di prima generazione,  in grado di offrire servizi a larga banda, che &egrave; oramai stabile dal  punto di vista&nbsp; tecnologico; e di una piattaforma  IPTV di seconda generazione, in grado di offrire servizi a banda ultra  larga, che &ndash; invece &ndash; conosce una fase di sviluppo tecnologico alquanto  intenso. </p>
<p align="justify">Per quanto riguarda il mercato italiano, da un&rsquo;analisi dell&rsquo;<strong>Autorit&agrave; per le garanzie nelle Comunicazioni </strong>emerge  che sul piano tecnologico risulta consolidata l&rsquo;IPTV di prima  generazione, mentre &egrave; ancora in fase di transizione quella di seconda  generazione (<strong>banda ultra larga</strong>). Sul piano economico, a  fine 2008 solo il 2% delle famiglie aveva accesso a questo tipo di  piattaforma, mentre i ricavi ammontavano a circa 33 milioni (poco pi&ugrave;  dell&#8217;1% dei ricavi complessivi da pay). Dunque &egrave; una piattaforma  emergente come il <strong>DVB-H</strong> e i videofonini. </p>
<p align="justify">Per l&rsquo;IPTV in Italia non esiste uno <strong>standard aperto</strong> e ogni operatore utilizza uno <strong>standard proprietario</strong>.  Fonti Internet riportano per&ograve; che i tre operatori IPTV attualmente  presenti (Telecom, Wind, Fastweb) hanno reso nota l&rsquo;intenzione di voler  lanciare sul mercato un decoder unico per la ricezione indistinta di  tutte e tre le offerte IPTV. </p>
<p align="justify"> La piattaforma IPTV  , a differenza di quella satellitare e digitale terrestre, &egrave; in grado  di consentire agli utenti finali di fruire dei cosiddetti servizi di <strong>Video-On-Demand</strong> (VOD). </p>
<p align="justify">Grazie  a tali servizi, gli utenti sono in grado di richiedere contenuti  televisivi specifici, svincolati da un palinsesto predeterminato e  fruibili in qualsiasi momento essi desiderino. </p>
<p align="justify">Inizialmente,  ha precisato l&rsquo;Agcom, gli operatori di IPTV rendevano disponibile la  loro offerta televisiva nelle principali aree metropolitane nelle quali  avevano sviluppato  la rete. Dal  2004, <strong>Fastweb</strong>,  il primo operatore in Italia a lanciare un servizio di IPTV, ha esteso  la copertura di rete, quindi l&rsquo;offerta IPTV, ad un maggiore numero di  citt&agrave;. Attualmente, la rete di accesso a larga banda &egrave; realizzata  principalmente in rame (tecnologia xDSL ULL), e solo limitatamente in  fibra ottica (FTTH). Anche le altre reti IPTV possono coprire la  maggior parte dei capoluoghi italiani, le periferie e le aree ad  elevata densit&agrave; di popolazione. Le coperture delle reti IP sono  comprese tra circa il 30 ed il 60%. </p>
<p align="justify">A  livello internazionale, sono operative numerose piattaforme IPTV; si  segnala in particolare il caso francese, dove il servizio &egrave; offerto da  pi&ugrave; operatori (Free Telecom, France Telecom, Neuf Telecom, etc.). Anche  per quanto riguarda i ricevitori sono disponibili da tempo i <strong>set-top-box</strong> per ogni tecnologia proprietaria utilizzata anche se il numero di  apparati venduti in Italia &egrave; limitato a causa della ridotta  penetrazione in termini di utenti. </p>
<p align="justify">Per quanto riguarda lo sviluppo in termini economici, la prima offerta di IPTV in </p>
<p align="justify">Italia &egrave; stata quella di Fastweb nel 2001, alla quale si sono aggiunte successivamente le offerte IPTV di <strong>Telecom Italia</strong> (2007) e di <strong>Infostrada</strong> (<strong>Tiscali</strong> ha recentemente abbandonato tale business). </p>
<p align="justify">Nonostante  una apprezzabile crescita degli utenti IPTV tra il 2005 ed il 2008,  cos&igrave; da arrivare a sfiorare i 500 mila utenti, a fine 2008 solo il 2%  delle famiglie italiane che hanno accesso alla TV utilizza  la piattaforma IPTV. Tale  valore &egrave; indubbiamente ben lontano da quello registrato per la  televisione digitale terrestre e satellitare (rispettivamente il 24% e  il 27%), perch&eacute; i provider di IPTV, fatta eccezione per i contenuti  offerti in VOD, non dispongono di una propria programmazione di tipo  premium. Ci&ograve; nonostante, tutti i provider hanno concluso accordi con  gli operatori <strong>Sky Italia</strong> e <strong>Mediaset</strong>,  grazie ai quali offrono ai rispettivi utenti la possibilit&agrave; di  sottoscrivere i pacchetti premium che tali operatori propongono sulle  rispettive piattaforme (digitale terrestre e satellitare). </p>
<p align="justify">Dal punto di vista dei ricavi, la dinamica di crescita della piattaforma IPTV &egrave; pi&ugrave; </p>
<p align="justify">modesta,  per diverse ragioni. Da un lato, bisogna tenere in considerazione il  fatto che questo servizio &egrave; spesso venduto in bundle con i servizi di  telefonia, per cui la corretta attribuzione della quota di ricavi  imputabile al servizio IPTV all&rsquo;interno della spesa complessiva  dell&rsquo;utente non sempre risulta agevole. Per altro verso, le fonti di  ricavo della IPTV sono limitate: in quanto piattaforma chiusa ed a  pagamento, i ricavi derivano prevalentemente dagli abbonamenti e dalla  vendita di contenuti in VOD. </p>
<p align="justify">In ogni caso, dal 2005 al 2008, i ricavi della IPTV sono di fatto stabili poco al di sopra dei <strong>30 milioni</strong> di euro: pi&ugrave; esattamente, nel 2008 risultano pari a circa <strong>33 milioni</strong> di euro, corrispondenti a poco pi&ugrave; dell&rsquo;1% dei ricavi complessivi da  pay tv. Per quanto possano esservi fenomeni di sottostima del valore  complessivo del mercato, si pu&ograve; comunque sostenere che, sotto il  profilo di mercato,  la piattaforma IPTV  risulti ancora caratterizzata da un basso livello di penetrazione &ndash; in  termini di utenti &ndash; e di una incidenza marginale nell&rsquo;ambito del  mercato delle offerte televisive a pagamento. In altri termini,  la piattaforma IPTV  si trova ancora in una fase di avvio, per quanto piuttosto prolungato nel tempo. </p>
<p align="justify">Sebbene si rilevi la maturit&agrave; raggiunta dalle tecnologie trasmissive utilizzate per  la piattaforma IPTV  di prima generazione, per l&#8217;Autorit&agrave; dal punto di vista tecnologico si  osserva una evoluzione di tale piattaforma verso prestazioni tipiche  delle reti a banda ultra larga (NGN e NGAN). Per tale ragione, si pu&ograve;  sostenere che &ndash; al momento &#8211;  la piattaforma IPTV  &egrave; in una fase di rivitalizzazione tecnologica, con riguardo alla sua evoluzione verso le tecnologie a banda ultra larga. </p>
<p align="justify">Con  riferimento agli aspetti economici e di mercato, l&#8217;Agcom osserva,  inoltre, che la diffusione della piattaforma nel mercato italiano  sembra mantenersi ancora ad uno<strong> stadio iniziale</strong>, anche  se alquanto prolungato, con manifeste difficolt&agrave; degli operatori a  consolidare la propria presenza sul mercato, come attestato anche  dall&rsquo;uscita di uno degli operatori. </p>
<p align="justify">Pertanto  l&rsquo;Autorit&agrave; ritiene che &ndash; sia pure con le precisazioni e le valutazioni  prospettiche rappresentate &#8211; vi siano evidenze per concludere nel senso  di individuare per  la piattaforma IPTV  le condizioni tipiche della piattaforma emergente. </p>
<p align="justify">Alcuni  operatori evidenziano come la distinzione tra piattaforme di prima e di  seconda generazione appaia poco rispondente alle soluzioni tecnologiche  effettivamente utilizzate. Ciascun operatore ha, infatti, sviluppato  un&rsquo;unica soluzione tecnologica IPTV in grado di veicolare contenuti  audiovisivi attraverso elementi di rete, per il livello backbone e di  accesso, sia tradizionali che di nuova generazione. Inoltre, altri  operatori evidenziano che l&rsquo;elemento distintivo della piattaforma IPTV  sia il protocollo IP e non la tecnologia di rete sottostante, sicch&eacute; la  distinzione suggerita dall&rsquo;Autorit&agrave; non avrebbe particolare ragione  d&#8217;essere. Inoltre, l&rsquo;architettura attuale di qualche operatore IPTV gi&agrave;  presenta soluzioni ibride che comprendono sia componenti di tipo ADSL  sia componenti di tipo FTTH. </p>
<p align="justify">Infine,  un operatore ritiene che l&rsquo;Autorit&agrave;, nell&rsquo;individuazione delle  piattaforme emergenti, non possa prescindere dalla &ldquo;novit&agrave;&rdquo; della  tecnologia utilizzata e dalla sua recente (se non recentissima)  invenzione ed applicazione e che non pu&ograve; considerarsi emergente una  piattaforma solo perch&eacute; non ha avuto sviluppo da un punto di vista  economico. Per tali ragioni, l&rsquo;operatore in questione sostiene che  la piattaforma IPTV  non sia emergente. </p>
<p align="justify">L&rsquo;Autorit&agrave;  ritiene che le ragioni del mancato sviluppo della piattaforma IPTV  siano riconducibili principalmente ad aspetti di natura economica ed,  in via secondaria, ad aspetti di natura tecnologica. </p>
<p align="justify">Ritiene  anche apprezzabili di considerazione le osservazioni degli operatori  che hanno consentito indubbiamente di approfondire un aspetto  dell&rsquo;analisi particolarmente dibattuto e incerto; di conseguenza, si  ritiene <strong>non funzionale una distinzione tra piattaforme IPTV di prima e seconda generazione</strong>, quantomeno ai fini che qui rilevano. </p>
<p align="justify">L&rsquo;Agcom  acquisisce e fa proprie le osservazioni degli operatori nel ritenere  che anche nel caso delle attuali piattaforme IPTV la tecnologia di  queste ultime non possa essere considerata perfettamente consolidata.  Sebbene siano pienamente condivisibili le osservazioni formulate da un  operatore in merito al fatto che il successo della piattaforma IPTV sia  strettamente legato alla diffusione della banda larga, &egrave; anche vero che  uno dei motivi per cui tale piattaforma tarda a svilupparsi &egrave;  riconducibile al limitato accesso ai contenuti premium. A questo  riguardo, l&rsquo;Autorit&agrave; non condivide la posizione secondo cui, allo stato  attuale, un nuovo operatore che voglia vendere servizi via IPTV  potrebbe acquistare i relativi diritti senza particolari ostacoli. </p>
<p align="justify">Alla luce delle considerazioni sopra esposte, l&rsquo;Autorit&agrave; conferma che  la piattaforma IPTV  debba considerarsi emergente. </p>
<p align="justify"> La web Tv  distribuisce i contenuti audio-video attraverso una rete di accesso  aperta, cio&egrave; indipendente dagli operatori tlc (e perci&ograve; &egrave; diversa  dall&#8217;IPTV). Sul piano tecnologico, in attesa dello sviluppo della banda  ultra larga, &egrave; una tecnologia in fase di transizione. In termini di  diffusione &egrave; in fase di sviluppo: la possibilit&agrave; di accedere a questo  tipo di servizi riguarda poco pi&ugrave; di un terzo delle famiglie italiane  (a giugno 2009 erano 9,7 milioni quelle dotate di collegamento a banda  larga di linea fissa). Infine i ricavi risultano ancora marginali.  Dunque la web tv &egrave; da considerarsi non emergente. </p>
<p align="justify">In  ogni caso il mercato televisivo &egrave; in continua evoluzione e avanzano  nuove modalit&agrave; di fruizione ovvero il palinsesto fai da te, la visione  quando vuoi e dove vuoi. <span lang="EN-GB" xml:lang="EN-GB">In gergo si chiamano <strong>Tv on demand</strong>, <strong>over the top tv</strong>, <strong>catch up tv</strong>, <strong>web tv</strong>. </span> </p>
<p align="justify">Realt&agrave;  che muovono i primi passi anche in Italia e alle quali guardano anche i  grandi broadcaster per instaurare un rapporto pi&ugrave; diretto con gli  utenti e &#8211; nel caso delle offerte a pagamento &#8211; rafforzare il legame  con i clienti acquisiti e conquistarne di nuovi. </p>
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		<title>Tv digitale: il mercato delle New Tv cresce del 13% e compensa le perdite dei media tradizionali, generando ricavi per quasi 600 mln</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 14:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si &#232; svolto oggi a Milano il Convegno &#8220;New Tv &#38; Media: la crisi accelera la trasformazione&#8221; con la presentazione dei risultati dell&#8217;Osservatorio su New Tv &#38; Media. Un&#8217;indagine che da quest&#8217;anno cambia denominazione proprio per estendere l&#8217;ambito di investigazione all&#8217;insieme complessivo dei Media digitali &#8211; o New Media &#8211; pur mantenendo un focus specifico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Si &egrave; svolto oggi a Milano il Convegno &#8220;<strong><em>New Tv &amp; Media: la crisi accelera la trasformazione</em></strong>&#8221; con la presentazione dei risultati dell&#8217;Osservatorio su New Tv &amp; Media. </p>
<p align="justify">Un&#8217;indagine  che da quest&#8217;anno cambia denominazione proprio per estendere l&#8217;ambito  di investigazione all&#8217;insieme complessivo dei Media digitali &#8211; o New  Media &#8211; pur mantenendo un focus specifico sulle <strong>Televisioni digitali</strong>.  La ricerca si basa sull&#8217;analisi di pi&ugrave; 550 canali relativi a tutte le  principali piattaforme televisive digitali e su oltre 50 casi di studio  realizzati mediante interviste dirette alle pi&ugrave; significative imprese  operanti nei diversi stadi di questa filiera. </p>
<p align="justify">L&#8217;Osservatorio  adotta una prospettiva sistemica che cerca di capire tutti i molteplici  e turbolenti fenomeni che stanno accadendo in tutti i Media digitali: </p>
<p align="justify">*  quelli basati sulle piattaforme televisive digitali (Sat Tv, DTT e  IpTv) che arrivano sullo schermo televisivo &#8220;tradizionale&#8221; (per questo  ci piace chiamare queste piattaforme Sofa-Tv digitali e riferirci a  questo comparto dei media con l&#8217;espressione di mondo  Televisore-centrico); </p>
<p align="justify">*  quelli basati sull&#8217;Internet tradizionale &#8211; e, in particolare sul Web &#8211;  fruiti tramite un qualsiasi PC &#8211; Laptop, Desktop o Netbook (che  costituiscono il cosiddetto mondo Pc-centrico); </p>
<p align="justify">*  quelli basati sulle reti Mobile &#8211; sia Unicast (Umts/Hsdpa) che  Broadcast (Dvb-h) &#8211; fruiti tipicamente tramite il telefono cellulare  (il cosiddetto mondo Cellulare-centrico). </p>
<p align="justify">Le  ragioni di questa ampia prospettiva sono due: la prima &egrave; che i confini  tra questi mondi sono sempre pi&ugrave; sfocati, per le molteplici convergenze  tecnologiche in atto; la seconda &egrave; che, per quanto eterogenei (a  livello di formati, modalit&agrave; e occasioni di fruizione) tutti questi  media partecipano in senso lato alla grande competizione per lo share  of advertising dell&#8217;imprese, da una parte, e per lo share of wallet del  consumatore, dall&#8217;altra. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Nella visione sistemica sopra evidenziata, il mercato dei New Media cresce nel  2009 in  Italia del 13% circa e, quindi, compensa in parte la perdita di  fatturato dei media tradizionali, generando nuovi ricavi per quasi 600  milioni di euro&rdquo;,</em> conferma <strong>Andrea Rangone</strong>, Coordinatore degli Osservatori ICT &amp; Management della School of Management del Politecnico di Milano. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Questi  numeri ci sbattono in faccia la cruda realt&agrave; che per anni, forse, non  abbiamo voluto capire realmente: che il mondo dei media non &egrave; pi&ugrave; come  prima, che la rivoluzione digitale lo sta profondamente e  strutturalmente cambiando. In particolare questa crisi congiunturale  sta togliendo definitivamente qualsiasi ciambella di salvataggio. In  questo scenario, la crescita &#8211; se non la sopravvivenza stessa &#8211; degli  editori si trova nel mondo digitale e nella capacit&agrave; di saperlo  interpretare in modo corretto. Occorre cambiare con decisione e  urgenza, aguzzando l&#8217;ingegno per affrontare in modi diversi &#8211;  possibilmente innovativi &#8211; tutti i diversi mondi che le tecnologie  digitali stanno proponendo (Televisore-centrico, Pc-centrico,  Cellulare-centrico) e per cercare di capire come generare nuove fonti  di ricavo &#8211; derivanti sia dalla pubblicit&agrave; che dall&#8217;offerta di  contenuti a pagamento agli utenti &#8211; senza preconcetti e vincoli  mentali&#8221;. </em>(<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr1_mercato%20media.jpg">La dinamica del mercato dei Media &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Il  mercato italiano dei Media subisce nel 2009 una contrazione compresa  tra l&#8217;8 e il 10%, passando da 18,5 miliardi di euro nel  2008 a  meno di 17 miliardi di euro nel  2009&rdquo; </em>, continua <strong>Giovanni Toletti</strong>,  Responsabile della Ricerca Osservatorio New Tv &amp; Media. Questa  dinamica &egrave; l&#8217;effetto congiunto di due andamenti di segno opposto: una  forte diminuzione degli introiti derivanti dai Media tradizionali e una  buona crescita dei ricavi generati dai New Media. Pi&ugrave; precisamente, la  pubblicit&agrave; sulla Stampa diminuisce poco pi&ugrave; del 20%, quella sulla Tv  analogica del 10%, quella sulla radio del 14%; i ricavi derivanti dalle  vendite di quotidiani e periodici si riducono di circa il 20%. I Media  digitali, invece, crescono del 13% e arrivano a rappresentare il 29%  del mercato complessivo dei Media (erano il 24% nel 2008 e il 22% nel  2007). </p>
<p align="justify">(<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr2_tradvsdig.jpg">La dinamica del mercato dei Media: tradizionali vs. digitali &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><strong> &nbsp; </strong></p>
<p align="justify"><strong>Il mercato dei New Media </strong></p>
<p align="justify">Entrando  nel merito delle singole componenti che costituiscono il mercato dei  New Media, possiamo evidenziare che il peso maggiore &egrave; delle <strong>Sofa-Tv digitali</strong>,  pari al 76%, a fronte di un peso di Internet pari al 18% e un&#8217;incidenza  del Mobile pari al 6%. Ma entriamo maggiormente nel merito dei singoli  mondi digitali. (<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr3_peso%20media.jpg">Il peso dei diversi Media &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><strong>Sofa-Tv </strong></p>
<p align="justify">Le  piattaforme televisive digitali sono per ora essenzialmente utilizzate  per l&#8217;offerta di contenuti di natura televisiva, fatta eccezione per  alcuni canali radiofonici (presenti nel bouquet di Sky e sul DTT) e i  Teletext (Televideo, Mediavideo, ecc.). Questi ultimi, seppure fino a  questo momento non abbiano ancora saputo sfruttare appieno le  potenzialit&agrave; della nuova piattaforma digitale, potrebbero in futuro  aumentare il loro ruolo. </p>
<p align="justify"><strong>Internet </strong></p>
<p align="justify">Nel  2009 il mercato dei Media basati sul Web, inteso come la somma degli  introiti da pubblicit&agrave; e delle vendite di contenuti premium (video e  musica in streaming e contenuti editoriali) dovrebbe attestarsi attorno  ai 910 milioni di euro, in crescita di oltre il 10% rispetto al 2008.  Il 98% di questo valore &egrave; costituito dall&#8217;advertising, mentre sono  ancora molto ridotti i ricavi dalla vendita dei contenuti. Ma il  potenziale del Web, come Media, &egrave;, a nostro avviso, ben superiore a  questi valori, per due ragioni di fondo. La prima &egrave; che ad oggi non si  &egrave; ancora riusciti &#8211; se non in minima parte &#8211; a &#8220;monetizzare&#8221; i due  trend fondamentali che stanno cambiando in profondit&agrave; la natura stessa  del Web: la rivoluzione del 2.0 (e la conseguente proliferazione di  social network, blog, user-generated-content, community, wiki, ecc.) e  la massiva diffusione di contenuti Video (Video-metamorfosi). Entrambi  questi fenomeni stanno contribuendo ad una crescita sempre pi&ugrave;  capillare di Internet anche in Italia (il numero di utenti Internet  arriver&agrave; a fine anno vicino ai 24 milioni e il tempo dedicato in media  dal singolo navigatore italiano &egrave; passato dalle 22 ore mensili del 2008  alle oltre 33 ore nel 2009) ma non sono ancora stati capaci di generare  adeguati ricavi aggiuntivi. Siamo per&ograve; convinti che questo accadr&agrave; nei  prossimi anni. La seconda ragione &egrave; che nel Web, a differenza invece di  quello che accade sulle Sofa-Tv digitali e nel Mobile, non si &egrave; ancora  riusciti a capire come generare ricavi anche dalla vendita di contenuti  premium ai navigatori. Siamo per&ograve; convinti che sia possibile  raggiungere questo risultato, soprattutto quando a volerlo sono player  del calibro di Google e News Corp, ma per farlo sar&agrave; necessario  sviluppare &#8211; finalmente &#8211; adeguati sistemi condivisi a supporto dei  micro-pagamenti. </p>
<p align="justify"><strong>Mobile </strong></p>
<p align="justify">Il  mercato dei Mobile Media vale nel 2009 oltre 290 milioni di euro. Nel  mondo Mobile, a differenza di quello Web, la componente di fatturato  dominante &#8211; pari al 90% &#8211; &egrave; rappresentata dalla vendita di contenuti  premium al consumatore finale; la quota parte derivante dalla vendita  di pubblicit&agrave; ha per ora un ruolo marginale anche se pensiamo possa ben  svilupparsi in futuro. </p>
<p align="justify">Su  Mobile, infatti, i consumatori hanno sempre dimostrato una maggiore  propensione a pagare per servizi e contenuti di reale valore, anche per  la presenza &#8220;naturale&#8221; in questo canale di un semplice ed efficace  sistema di pagamento (il conto telefonico degli operatori). </p>
<p align="justify">Pi&ugrave;  nello specifico, il valore complessivo del mercato dei Mobile Media a  pagamento nel 2009 supera i 260 milioni di euro. La voce pi&ugrave; rilevante  (72%) &egrave; costituita dai servizi di Infotainment (informazione e  intrattenimento) erogati via Sms (che continua ad essere la piattaforma  di gran lunga pi&ugrave; utilizzata), Mms, Mobile Site e Applicativi. Seguono  i contenuti video e televisivi (24%) e i servizi di Interazione con i  Media, come il Voting (4%). </p>
<p align="justify">Nel  2009 complessivamente il mercato dei Mobile Media registra per&ograve; una  contrazione, pari a circa il 13%. Le ragioni di questa dinamica  negativa sono, per l&rsquo;Osservatorio, da ricondursi ad una profonda fase  di trasformazione che il mondo Mobile sta attraversando proprio in  questo periodo: verso il nuovo paradigma del Mobile Internet (e, in  connessione, degli Application Store e dei Widget). L&#8217;effetto sul  mercato di questo importante processo di cambiamento &egrave; che, da una  parte, alcuni comparti di offerta pi&ugrave; tradizionali (quali quelli basati  su Sms) stanno contraendosi (anche perch&eacute; in alcuni casi si rivolgono a  mercati saturi), pur mantenendo valori elevati, mentre i comparti pi&ugrave;  innovativi di offerta, abilitati dal nuovo paradigma, non stanno ancora  generando volumi d&#8217;affari consistenti (come naturale considerando la  loro giovane et&agrave; e notevole novit&agrave;). </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Al  termine di questo periodo transitorio, pensiamo che il mercato dei  Mobile Media possa continuare la sua crescita, diventando una  componente sempre pi&ugrave; importante del pi&ugrave; complessivo mondo dei Media  digitali&rdquo;,</em> commenta <strong>Giovanni Toletti</strong>, Responsabile della Ricerca Osservatorio New Tv &amp; Media. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;In  questo scenario evolutivo il principale punto interrogativo riguarda i  modelli di business sostenibili, in grado cio&egrave; di remunerare i diversi  attori in gioco: pensiamo che in questo ambito possa bene affermarsi un  modello freemium, in cui alcuni servizi e funzionalit&agrave; sono gratuiti,  remunerati dalla pubblicit&agrave;, mentre altri pi&ugrave; avanzati sono a  pagamento. Per non bruciare valore bisogner&agrave; s&igrave; tenere conto  dell&#8217;inevitabile convergenza tra il mondo Mobile e quello Internet, ma  senza trascurare di valorizzare le specificit&agrave; del canale Mobile  (immediatezza, ubiquit&agrave; e sistema di pagamento &#8220;integrato&#8221;)&#8221;. </em></p>
<p align="justify"><strong>Il mercato delle New Tv </strong></p>
<p align="justify">A  fronte di una contrazione della pubblicit&agrave; sulle Tv &#8220;tradizionali&#8221; pari  a circa il 10%, le New Tv crescono nel 2009 del 15%, arrivando a  superare i 3.800 milioni di euro. L&#8217;effetto congiunto di queste due  dinamiche di segno opposto &egrave; che le televisioni digitali aumentano  sensibilmente il proprio peso nel complessivo mercato televisivo,  passando dal 35% del 2008 al 41% del 2009. Guardando alle diverse  piattaforme digitali, rimane dominante il ruolo di quella satellitare &#8211;  Sky &#8211; che pesa per l&#8217;84%, ma, grazie ad un tasso di crescita superiore  al 70%, cresce in misura significativa l&#8217;importanza del Digitale  Terrestre (nel 2009 &egrave; l&#8217;11% del totale), mentre rimangono  sostanzialmente stabili in termini relativi &#8211; e piccoli in valori  assoluti &#8211; i contributi delle altre piattaforme (IpTv, Mobile e  Internet). </p>
<p align="justify"><strong> &nbsp; </strong></p>
<p align="justify"><strong>Sofa-Tv </strong></p>
<p align="justify">Il  2009 &egrave; stato un anno importante per le Sofa-Tv perch&eacute; ha visto lo  sviluppo di alcuni fenomeni che porteranno a cambiamenti strutturali  importanti in questo ambito nei prossimi anni. Di seguito solo alcuni  di questi fenomeni, che riteniamo particolarmente rilevanti. </p>
<p align="justify">Il primo &egrave; la forte competizione tra <strong>SKY</strong> e <strong>Mediaset</strong> nel mercato della Tv a pagamento che sta complessivamente facendo bene  al mercato, spingendo i due attori a introdurre continuamente novit&agrave;,  sia a livello tecnologico che commerciale. Tra queste innovazioni,  segnaliamo in particolare la diffusione della <strong>Tv HD</strong>,  spinta in questo momento soprattutto da SKY (ma non trascurata dagli  operatori del DTT) e il lancio di una prima versione non Ip della  over-the-top-tv da parte di Mediaset, che potr&agrave; portare ad un notevole  arricchimento dei contenuti e dei servizi erogabili tramite il digitale  terrestre. Fino a questo momento, Rai non sta partecipando alla  competizione per l&#8217;accaparramento del mercato Pay, preferendo giocare &#8211;  da soggetto pubblico qual &egrave; &#8211; un ruolo pi&ugrave; importante nell&#8217;offerta  free. Il secondo fenomeno &egrave; il crescente sforzo profuso da importanti  comparti dell&#8217;offerta nello sviluppo di Decoder &#8220;universali&#8221;, in grado  di rendere accessibili con un unico set-top-box e con un unico  telecomando le diverse piattaforme televisive: Satellite, DTT e anche  il Web (ma in un formato e con una navigabilit&agrave; adatta alla  televisione). Questo ultimo aspetto &egrave; particolarmente interessante,  perch&eacute; rappresenta un ponte con cui il mondo delle Desktop Tv entra nel  &#8220;tradizionale&#8221; televisore di casa. A questo riguardo segnaliamo anche  alcuni interessanti accordi tra produttori di televisori e grandi Web  company globali per incorporare nativamente nel televisore dispositivi  capaci di far accedere, in modo semplice e rapido, tramite il  televisore stesso a risorse Web (e in particolare alla Desktop Tv). </p>
<p align="justify">Un  ultimo punto riguarda l&#8217;IpTv, piattaforma spinta dagli operatori di  telefonia fissa per cercare di ritagliarsi uno spazio nel mondo delle  Sofa-Tv. Anche a causa dei risultati ottenuti fino a questo momento  abbastanza limitati, tali operatori stanno lavorando per cambiare il  concetto stesso di IpTv: da walled garden chiusi facenti capo al  singolo player, a piattaforma aperta potenzialmente utilizzabile da  qualsiasi aggregatore di contenuti. Anche per promuovere questo nuovo  scenario, i tre operatori attivi sulla IpTv &#8211; Telecom Italia, Fastweb e  Wind &#8211; hanno dato vita all&#8217;Associazione italiana degli operatori IpTv  che si pone &#8211; tra gli altri &#8211; l&#8217;obiettivo di spingere il processo di  standardizzazione dei decoder. </p>
<p align="justify"><strong>Desktop-Tv </strong></p>
<p align="justify">Il 2009 conferma i due trend fondamentali che gi&agrave; messi in evidenza nel Rapporto dell&#8217;anno scorso: </p>
<p align="justify">*  da una parte, l&#8217;importanza di considerare le Desktop-Tv come una  componente di offerta &#8211; particolarmente ricca ed attrattiva per  l&#8217;utente &#8211; del complessivo e composito mondo del Web e non come un  mercato specifico, a s&eacute; stante, isolabile dal pi&ugrave; complessivo mondo  dell&#8217;online. Questo significa pi&ugrave; spazio per quegli editori &#8211; sia  tradizionali che Web &#8211; che interpretano l&#8217;offerta Video/Tv in una  strategia pi&ugrave; complessiva multicanale e di portafoglio e per quelle  imprese e pubbliche amministrazioni che vogliono puntare sul Video per  potenziare la comunicazione e l&#8217;interazione con i propri utenti. Pi&ugrave;  difficile invece la vita per gli operatori &#8220;puri&#8221;, quelle start-up nate  appositamente per operare in questo mercato, anche se il successo non &egrave;  necessariamente precluso, come dimostrano alcuni casi internazionali,  primo fra tutti Hulu; </p>
<p align="justify">*  dall&#8217;altra, la notevole mole di attivit&agrave; di sperimentazione in atto in  questo ambito. Il Web si sta dimostrando un contesto particolarmente  favorevole per condurre esperimenti nel mondo dei Video e della Tv o  per mettere a punto e testare innovazioni. Importante sottolineare il  fermento imprenditoriale e la vivacit&agrave; innovativa che stanno  caratterizzando questo ambito come un vero e proprio &#8220;laboratorio&#8221; in  cui si sperimentano nuovi concept di Tv che potranno, nel tempo,  arricchire anche l&#8217;offerta televisiva delle altre piattaforme. In  realt&agrave; questo processo di &#8220;contaminazione&#8221; &egrave; gi&agrave; in atto: per quanto  riguarda le Sofa-Tv, attraverso, ad esempio, l&#8217;introduzione di decoder  universali e di televisori capaci nativamente di accedere ai contenuti  del Web; relativamente alle Hand-Tv, attraverso l&#8217;affermazione del  paradigma del Mobile Internet, degli Application Store, dei Widget. </p>
<p align="justify"><strong>Hand-Tv </strong></p>
<p align="justify">Per  quanto riguarda le Hand-Tv, le due reti alla base dell&#8217;offerta &#8211; quella  Dvb-h e quella Cellulare &#8211; stanno vivendo dinamiche evolutive  profondamente differenti. </p>
<p align="justify"> La rete Cellulare  , grazie al continuo incremento della banda disponibile, si sta sempre  di pi&ugrave; proponendo come efficace piattaforma anche per la fruizione di  contenuti Video, godendo- rispetto alla piattaforma Dvb-h &#8211; di alcuni  vantaggi, quali una base installata notevolmente superiore (e senza la  necessit&agrave; di terminali ad hoc), l&#8217;interattivit&agrave; intrinseca tipica delle  reti Ip e la possibilit&agrave; di offrire una gamma di servizi maggiore.  L&#8217;affermarsi, inoltre, del paradigma del Mobile Internet e degli  Application Store abilita potenzialmente tutti gli attori del mondo dei  Video e della Tv (Broadcaster, Editori, Web company, ecc.) a provare a  giocare una partita anche in questo ambito. La principale criticit&agrave; in  questo contesto &egrave; rappresentata dai modelli di business che si  affermeranno, dal momento che un modello esclusivamente basato sulla  pubblicit&agrave; non sar&agrave; in grado di generare numeri realmente interessanti  per i molteplici attori in gioco mentre il modello freemium &egrave; quello  potenzialmente pi&ugrave; interessante. </p>
<p align="justify">Il <strong>DVB-H</strong>,  invece, rimane in una situazione di stallo, ancorato alla spinta di un  unico Operatore. Non si &egrave; andati &#8211; ad oggi &#8211; nella auspicata direzione  di creare un ecosistema in cui tutti i player della filiera potessero  trovare un loro ruolo coerente e un proprio interesse nel far decollare  il mercato. Le potenzialit&agrave; di questa piattaforma siano molte &#8211; e  complementari rispetto alla rete cellulare &#8211; ma fino a che l&#8217;attuale  situazione non si sbloccher&agrave;, non verranno colte neppure minimamente. </p>
<p></span></p>
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		<title>IPTV: Fastweb stringe accordo con Walt Disney. Telecom Italia protagonista dello switch-off con decoder unico di Alice Home Tv</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:18:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fastweb e Walt Disney Television Italia hanno annunciato un accordo per proporre i programmi Disney in modalit&#224; on demand: i principali contenuti di Disney Channel e di Playhouse Disney saranno disponibili sull&#8217;IPTV di Fastweb, senza vincoli di orario n&#233; di palinsesti, in due canali esclusivi dedicati ai bambini e ai tweens. Per Disney, leader mondiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Fastweb</strong> e <strong>Walt Disney  Television Italia</strong> hanno annunciato un accordo per proporre i programmi  Disney in <strong>modalit&agrave; on demand</strong>: i  principali contenuti di Disney Channel e di Playhouse Disney saranno disponibili  sull&#8217;IPTV di Fastweb, senza vincoli di orario n&eacute; di palinsesti, in due canali  esclusivi dedicati ai bambini e ai tweens. </p>
<p align="justify">Per  Disney, leader mondiale nella televisione per la famiglia, si tratta di un  ulteriore passo nella strategia di espansione verso piattaforme e tecnologie  alternative e verso l&#8217;intrattenimento digitale. </p>
<p align="justify">La Tv  di Fastweb completa invece la propria ricca offerta di programmi on demand, con  cartoni animati e live action fra i pi&ugrave; amati dal pubblico. Disney on demand  Bambini e Disney on demand Ragazzi saranno disponibili ai canali 60 e 61 per  tutti coloro che hanno sottoscritto l&#8217;abbonamento alla FastwebTv. </p>
<p align="justify">L&#8217;offerta  per i pi&ugrave; piccoli comprender&agrave; serie animate come La casa di Topolino, Manny  Tuttofare, Agente speciale Oso, In forma con JoJo, Chiss&agrave; perch&eacute; e L&#8217;ora della  pappa, mentre il canale per i ragazzi offrir&agrave; le live action pi&ugrave; popolari come  Hannah Montana, Chiamatemi Gi&ograve;, I maghi di Waverly, Zack&amp;Cody sul ponte di  comando, Sonny tra le stelle e la serie animata Phineas e Ferb. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Siamo molto fieri di poter arricchire la nostra offerta pi&ugrave;  importante, quella rivolta ai ragazzi, con programmi popolari e di grande valore  artistico ed educativo come quelli di Disney&quot;</em>, ha affermato <strong>Andrea  Conte</strong>, Direttore della Business Unit Consumer di Fastweb. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Il video on demand offre un nuovo modo di fruire la televisione e i  pi&ugrave; piccoli, abituati a utilizzare internet e i nuovi media, sembrano  apprezzare sempre pi&ugrave; la libert&agrave; di scegliere in ogni momento cosa vedere. La  collaborazione fra Disney e Fastweb, iniziata nel 2004, segna un importante  passo avanti: siamo orgogliosi che Disney abbia scelto la nostra piattaforma per  proporre, per la prima volta in Italia, la Tv per i ragazzi on demand&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Sul  fronte del <strong>digitale</strong> <strong>terrestre</strong>,<strong> Telecom Italia </strong>&egrave; protagonista del processo di switch-off grazie al <strong>decoder</strong> unico &#8211; gi&agrave; predisposto per  l&#8217;alta definizione &ndash; di Alice Home Tv collegato al televisore. </p>
<p align="justify">Con  questo dispositivo &egrave; possibile selezionare il contenuto desiderato in chiaro e  on demand tra film, serie TV, musica, intrattenimento, informazione, contenuti  per bambini, canali TV e servizi web interattivi personalizzati. </p>
<p align="justify">Tra le  offerte in <strong>pay-per-view</strong> &egrave; possibile  attivare, su richiesta, quelle di <strong>Mediaset Premium</strong> e <strong>Sky</strong>.  Quest&#8217;ultima permette, per i soli telespettatori di Alice home TV, anche  l&#8217;acquisto di una singola partita del campionato di calcio. </p>
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