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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Direttiva UE</title>
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		<title>Guerra del telecomando: Galante (7Gold), ‘Far West dei posizionamenti. Un caos  che ha penalizzato l’emittenza locale’</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 08:58:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per Giorgio Galante, responsabile della programmazione di 7Gold (&#232; anche uno dei tre editori della rete nazionale assieme a Giorgio Tacchino e Luigi Ferretti ) bisogna cambiare l&#8217;andazzo che ha preso sino ad oggi il digitale terrestre. &#8220;Nelle Regioni dove &#232; stato operato lo Switch-Off &#8211; spiega Galante &#8211; abbiamo assistito a un Far West [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Per<strong> Giorgio   Galante</strong>, responsabile della programmazione di <strong>7Gold</strong> (&egrave; anche uno dei tre editori della rete nazionale assieme a <strong>Giorgio   Tacchino</strong> e <strong>Luigi Ferretti</strong> ) bisogna cambiare   l&rsquo;andazzo che ha preso sino ad oggi il <strong>digitale terrestre</strong>. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Nelle   Regioni dove &egrave; stato operato lo Switch-</em>Off &#8211;   spiega Galante &#8211; <em>abbiamo assistito a un Far West dei   posizionamenti delle emittenti sul telecomando. Un caos indescrivibile   che ha penalizzato fortemente l&rsquo;emittenza locale e le tv nazionali non   appartenenti al Duopolio come 7Gold&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Galante ha quindi informato che su alcuni   numeri del telecomando si sono buttate 10 emittenti contemporaneamente.   Di questo caos ne hanno approfittato i grandi network, gli unici a   godere di posizioni importanti, di solito nei primi sette posti della   numerazione.</p>
<p align="justify"><em>&ldquo;A questo punto stiamo   aspettando che l&rsquo;Agcom sulla base del Decreto &lsquo;Romani&rsquo;, che a sua volta   recepisce  la   Direttiva Ue  sugli audiovisivi, definisca con   chiarezza le regole del cosiddetto LCN, cio&egrave; il posizionamento sul   telecomando assegnato alle emittenti&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Questo diventa fondamentale in vista del   lavoro che Associazioni, Ministero e parti tecniche svolgeranno da qui   in avanti per la pianificazione dei canali digitali del Nord Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;In particolare</em> &nbsp;- ha aggiunto &#8211; <em>noi   editori vogliamo sapere quali saranno le posizioni a nostra   disposizione. Siamo quindi in attesa, ma intanto il ritardo d&rsquo;intervento   causato dalla mancata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del   decreto Romani continua a causare gravi danni. Mi rendo conto che non   sar&agrave; un lavoro semplice. Per un&rsquo;emittente trovare una adeguata posizione   sul telecomando &egrave; un operazione di vitale importanza, l&rsquo;alternativa &egrave;   il caos che tra l&rsquo;altro crea un forte disservizio agli utenti&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Il Dtt pu&ograve; essere comunque un occasione,   afferma sempre&nbsp; Galante<em>: &ldquo;Penso che il   Dtt per le &ldquo;Tv Altre&rdquo; (cio&egrave; quelle diverse da Rai, Mediaset e Telecom   Italia Media) possa diventare un occasione. Il digitale terrestre ha una   caratteristica: riporta tutti ai nastri di partenza. Tornano in auge   quindi la creativit&agrave; e la fantasia, bisogna lavorare per costruire dei   contenuti che siamo il pi&ugrave; interessanti possibili, destinati magari a   nicchie e target particolari, ben precisi. Insomma piuttosto che   replicare gli attuali canali dell&rsquo;analogico, magari riproposti sul Dtt   con l&rsquo;aggiunta del +1, un editore dovr&agrave; inventarsi nuovi palinsesti.   Anche se sar&agrave; un lavoro lungo e impegnativo, si tratta di una chanche a   disposizione di tutti gli editori&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ma cosa intende fare 7Gold sul Dtt?&nbsp; </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Noi da tempo stiamo   seguendo una decina di progetti per costruire delle tv a target, delle   tv tematiche. Di questi progetti che abbiamo sul tavolo contiamo di   realizzarne almeno 6 o 7, cio&egrave; quelli che andranno a riempire il nostro   mux digitale. Ricordo che quando lo switch off sar&agrave; completato 7Gold   sar&agrave; disponibile su un unico canale, il 77 del Dtt&rdquo;.</em></p>
<p></span></p>
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		<title>Digitale terrestre. Catricalà scrive a Calabrò: ‘Le norme sull’ordinamento dei canali spingano a intensa concorrenza’</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 08:53:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ordinamento dei canali sul telecomando della Tv digitale terrestre sta creando non poche difficolt&#224; al legislatore ma anche a broadcaster. A lamentarsi sono soprattutto le emittenti locali che temono d&#8217;essere relegate agli ultimi posti. Da qui &#232; nato un dibattito aperto sulla Logical channel numbering (Lcn) e l&#8217;apertura di un&#8217;istruttoria dell&#8217;Agcom. Il presidente dell&#8217;Antitrust, Antonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&rsquo;ordinamento dei canali sul telecomando della <strong>Tv digitale terrestre</strong> sta creando non poche difficolt&agrave; al   legislatore ma anche a broadcaster. </p>
<p align="justify">A lamentarsi sono soprattutto le emittenti locali che   temono d&rsquo;essere relegate agli ultimi posti. Da qui &egrave; nato un dibattito   aperto sulla <strong>Logical channel numbering</strong> (Lcn) e   l&rsquo;apertura di un&rsquo;istruttoria dell&rsquo;Agcom. </p>
<p align="justify">Il presidente dell&#8217;Antitrust, <strong>Antonio   Catrical&agrave;</strong>, in una lettera al presidente dell&#8217;Autorit&agrave; per le   comunicazioni, <strong>Corrado Calabr&ograve;</strong>, ha sottolineato che <em>&ldquo;confida in una sollecita definizione in via regolatoria di   criteri idonei a promuovere modalit&agrave; di assegnazione delle numerazioni   suscettibili di favorire un&#8217;intensa competizione fra gli operatori&rdquo;,</em> con un sistema che sia possibilmente flessibile e per aree tematiche. </p>
<p align="justify">Catrical&agrave; prende spunto   dall&#8217;istruttoria avviata dall&#8217;Agcom per sottolineare la <em>&ldquo;particolare   rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica</em>, <em>soprattutto nell&#8217;attuale fase di passaggio dalla tecnologia   analogica a quella digitale terrestre&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ecco perch&eacute; l&#8217;Antitrust definisce &ldquo;<em>fortemente   auspicabile</em>&rdquo; che la possibilit&agrave; di regolare il tema indicata   dall&#8217;Agcom si tramuti in scelte concrete. Catrical&agrave; suggerisce di   individuare un modello che sia in grado di &ldquo;<em>tutelare una   certa flessibilit&agrave; del sistema rispetto a eventuali modifiche   sostanziali delle condizioni competitive&rdquo; </em>e un&#8217;organizzazione   impostata per aree tematiche, che favorisca il confronto fra le varie   offerte, come avviene all&#8217;estero.&nbsp; </p>
<p align="justify">In questo modo, vengono   enfatizzate le opportunit&agrave; di sviluppare audience per canali che, in   assenza di un ordinamento tematico, sarebbero relegati in numerazioni   molto elevate, tra emittenti recanti programmazioni del tutto   disomogenee. </p>
<p align="justify">Nella lettera, Catrical&agrave; ricorda <em>&ldquo;la   particolare rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica   dell&rsquo;ordinamento automatico dei canali televisivi, soprattutto   nell&rsquo;attuale fase di passaggio dalla tecnologia analogica a quella   digitale terrestre&rdquo;,</em> poich&eacute; nella televisione digitale terrestre, a   fronte di un&rsquo;offerta di programmi pi&ugrave; ampia rispetto alla televisione   analogica, <em>&ldquo;elementi di possibile successo della singola   attivit&agrave; d&rsquo;impresa sono, tra l&rsquo;altro, rappresentati dalla facilit&agrave; e   rapidit&agrave; di selezione del programma da parte dell&rsquo;utente e dal   consolidamento di una determinata posizione da parte dell&rsquo;emittente   televisiva nell&rsquo;ambito della numerazione&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Per l&#8217;Autorit&agrave; presieduta da Catrical&agrave;, &ldquo;&hellip;<em>anche   sulla scorta delle esperienze maturate in altri Paesi, un intervento   regolatorio appare fortemente auspicabile, nell&#8217;ottica di promuovere   l&#8217;affermazione di criteri organizzativi dell&#8217;ordinamento automatico   idonei a favorire condizioni di piena concorrenza tra gli operatori   effettivi e potenziali. Nessun accordo pattizio, infatti, pu&ograve; garantire   condizioni di assoluta imparzialit&agrave;, oggettivit&agrave; e non discriminazione,   connaturate invece all&#8217;operato dell&#8217;Autorit&agrave; di regolazione&rdquo;.</em> &nbsp; </p>
<p align="justify">Per l&#8217;Autorit&agrave; tali   considerazioni potrebbero acquistare ulteriore rilievo in vista di nuovi   ingressi nel mercato televisivo: &ldquo;<em>infatti, l&#8217;organizzazione   tematica, nella misura in cui attenua la centralit&agrave; delle prime   numerazioni, consente di mantenere una riserva di numerazioni di un   certo interesse anche per potenziali newcomer&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Secondo il parere della   Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato allo schema di   decreto Romani, che recepisce  la Direttiva Ue  sui nuovi servizi media   e audiovisivi, si prevede che spetti all&#8217;Agcom definire criteri e   blocchi dei numeri, nell&#8217;ambito dell&#8217;istruttoria che &egrave; gi&agrave; in corso e   terminer&agrave; a breve; al ministero, invece va il compito di assegnare il   numero del telecomando alle emittenti ma anche di sanzionare quelle che   non rispettano la posizione assegnata loro, anche con la revoca   dell&#8217;autorizzazione a trasmettere fino a due anni. </p>
<p align="justify">L&#8217;ordinamento   automatico dei canali &egrave; attualmente oggetto di un&rsquo;istruttoria dell&rsquo;Agcom   che sta valutando l&rsquo;accordo presentato da <strong>DGTVi</strong> sul   quale non sono per&ograve; pervenuti tutti i consensi. </p>
<p align="justify">Lo scorso novembre, l&rsquo;Autorit&agrave; delle tlc ha avviato   l&rsquo;iter ai sensi dell&#8217;art. 43 del Testo unico della radiotelevisione &#8211; e   che sar&agrave; svolta in tempi rapidi &#8211; servir&agrave; a verificare se l&#8217;accordo   raggiunto dai principali operatori del settore televisivo sia rispettoso   del pluralismo e non discriminatorio nei confronti di alcune categorie   di broadcaster. </p>
<p align="justify">Il problema &egrave; appunto l&#8217;LCN: quando il decoder o il   televisore integrato li sintonizza, li colloca in una lista lunghissima,   che arriva fino ai numeri 800. Ogni emittente, ovviamente, cerca di   piazzarsi il pi&ugrave; in alto possibile e si verificano casi di conflitto &#8211;   segnalati dagli stessi decoder &#8211; tra pi&ugrave; emittenti per occupare la   stessa posizione. </p>
<p align="justify">L&rsquo;accordo di DGTVi &#8211; che riunisce Rai, Mediaset, Telecom   Italia Media, Frt, D-Free e Aeranti-Corallo &ndash;, ora al vaglio   dell&#8217;Autorit&agrave;, prevede che i canali dall&#8217;1 al 9 spettino alle ex tv   analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e l&#8217;ex Rete A); dal 10   al 19 alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata dai vari   Corecom; dal  20 in    poi, a vari blocchi tematici: al numero 20 c&rsquo;&egrave; Tv 2000, al 21   Retecapri (che per&ograve; non ha ancora aderito all&#8217;accordo), poi i canali per   bambini, i semigeneralisti (come Rai 4, Iris o RaiSat), gli sportivi e   quelli dedicati alle news. Ma non tutti i broadcaster hanno aderito   all&#8217;intesa. </p>
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