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	<title>Tv Digitali.eu &#187; DGTVi</title>
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		<title>Digitale Terrestre: l&#8217;Agcom difende la sua linea ma non si placano le polemiche sulla nuova numerazione dei canali</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 10:09:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ diventata definitiva la decisione dall’Agcom assunta nella riunione dell’8 luglio sul piano di numerazione automatica dei canali (LCN) della Tv digitale formalizzata nella giornata di ieri. Ma ad un provvedimento tanto importante quanto atteso, e in un certo senso  anche scongiurato, non poche sono state le reazioni. In primis quelle dei dirigenti delle emittenti locali che criticano fortemente quello che a più voci è stato definito un “sopruso” oltre che vero e proprio “un grave segno di arroganza”.</p>
<p>E mentre da una parte si registra la soddisfazione dei soci di Dgtvi, l&#8217;associazione che riunisce Rai, Mediaset, TI Media, Frt (Federazione Radio Tv), D-Free e Aeranti-Corallo, e che già ha avuto modo di confrontarsi con l’Autorità garante delle comunicazioni per l’individuazione dei blocchi destinati a canali nazionali e locali, dall’altra non possono non tenersi in considerazione le infuocate critiche delle piccole emittenti.<br />
Per di più, che si sono anche sentite ‘accusate’ di “scarsa qualità dei programmi offerti”.</p>
<p>“Quello che sta succedendo – ha commentato all’indomani della decisione dell’Agcom di escludere le emittenti locali dai primi canali del digitale terrestre il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci – è un sopruso intollerabile. Un grave segno di arroganza compiuto in spregio alla legge e alle richieste delle Regioni italiane. Valuteremo le iniziative per difendere la libera emittenza locale, che porta nelle nostre case l&#8217;informazione regionale, la cultura e le tradizioni della nostra Isola”.</p>
<p>Di “un altro pezzo di bavaglio al pluralismo del sistema informativo”, ossia “di un altro regalo agli interessi privati oltre che un ulteriore colpo inferto alle economie locali”, parla il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola che ringraziando ironicamente l’Agcom per “il regalo riservato alle piccole economie di settore”, ha annunciato opposizione in tutte le sedi preposte.</p>
<p>Di “insolazione del caldo estivo” parla invece Davide Caparini. Il segretario di presidenza in Commissione Vigilanza Rai, in un comunicato stampa diramato nelle ultime ore, spiega così il via libera definitivo da parte dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni al piano di numerazione automatica dei canali (Lcn) sul nuovo telecomando digitale.</p>
<p>E ancora, sconcerto manifesta l’associazione di emittenti locali Alpi. “L&#8217;Autorità – ha dichiarato il presidente dell&#8217;Alpi Luca Montrone &#8211; ha di fatto confermato l&#8217;orientamento già manifestato di penalizzare le emittenti locali arrivando ad ignorare le indicazioni del Parlamento, che attraverso la Commissione Trasporti e Comunicazioni, all&#8217;unanimità e alla presenza del vice ministro Paolo Romani (che ha dato il suo assenso) ha chiesto al governo di vigilare affinché fossero rispettate le indicazioni del decreto legislativo 44/2010 che in nessuna sua parte ipotizza l’emarginazione delle tv locali”.<br />
“L’autorità inoltre &#8211; ha continuato Montrone &#8211; fa riferimento a un sondaggio attraverso il quale avrebbe verificato abitudini e preferenze del pubblico (oltre il 70% degli utenti ha un decoder o un televisore integrato e ha ordinato i programmi secondo le proprie preferenze). Si tratta di un sondaggio fuorviante perché è stato effettuato nelle Regioni in cui già c’è stato il passaggio al digitale mentre bisognava verificare le abitudini e le preferenze del pubblico nelle regioni ancora in analogico: non ha senso fotografare una situazione già compromessa che le emittenti hanno chiesto di sanare, e farne derivare una decisione&#8221;. &#8220;Un altro aspetto fuorviante citato dall&#8217;Autorità &#8211; sottolinea ancora Montrone &#8211; è il riferimento al parere favorevole ricevuto da presunte principali associazioni delle emittenti: la nostra, l&#8217;Associazione Alpi, la seconda per importanza in relazioni agli ascolti delle emittenti associate, ha chiaramente contestato in tutte le audizioni dinanzi all&#8217;Autorità e con una diffida legale l&#8217;ipotesi che fossero escluse le tv locali dai tasti da uno a nove. Della nostra posizione non si fa alcun cenno mentre l&#8217;Autorità evidentemente ha voluto dar ragione solo a quelle associazioni allineate sulle sue posizioni”.<br />
“E’ evidente &#8211; ha poi concluso il presidente dell’Alpi &#8211; che così come la normativa di sistema vigente prevede che un terzo dei canali sia riservato alle tv locali, la stessa quantità debba essere riservata sia sul telecomando, nei tasti da uno a nove, sia nell&#8217;assegnazione delle frequenze di qualità. L&#8217;Autorità invece con la sua decisione non fa altro che favorire la sopravvivenza sul digitale del duopolio esistente sull&#8217;analogico, favorendo altri grossi gruppi che si apprestano a monopolizzare porzioni di etere escludendo di fatto dal mercato l&#8217;emittenza locale”.</p>
<p>Di contro, le soddisfazione di Dgtvi che attraverso il suo presidente Andrea Ambrogetti afferma che &#8220;si tratta di un passo molto importante che porta ordine e razionalità nell&#8217;offerta del digitale terrestre&#8221; e che la &#8220;decisione presa ha messo in prima fila le abitudini e le preferenze degli utenti su tutto il territorio nazionale, e conferisce il giusto riconoscimento alle emittenti locali oltre a valorizzare adeguatamente le nuove offerte digitali nazionali&#8221;, e le giustificazioni dell’Authority che ribadendo la gerarchia analogica dei canali televisivi sulla piattaforma digitale, con i ‘generalisti nazionali’ che dovranno essere programmati di default su tutti gli apparecchi dal numero uno al nove del primo arco di numerazione, i locali dal 10 al 19, e gli altri suddivisi per categorie nelle successive posizioni, riafferma che il piano varato rispecchia appieno quanto deciso dal ‘Testo unico sui servizi di media audiovisivi e radiofonici’ (Dlgs 44/2010) e quindi, la “garanzia alla semplicità d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali, che rispetti le abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali”.</p>
<p>In un comunicato, l&#8217;Agcom sottolinea altresì la libertà dell&#8217;utente a riorganizzare i canali secondo le proprie preferenze, il sistema di programmazione automatico di decoder e televisori integrati dovrà però rispettare la gerarchia della piattaforma analogica per quanto riguarda le prime 20 posizioni. Per quanto riguarda le numerazioni decise per gli altri canali, dal 20 al 70 del primo arco di numerazione saranno inseriti gli altri canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro, suddivisi per genere (semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite), mentre i canali a pagamento saranno programmati tra il quarto e il quinto arco di numerazione (tra il 401 e il 599). “Il piano – si legge ancora nel comunicato Agcom – prevede poi di lasciare i canali 0, 100, 200, 300, 400, 500, 600, 700, 800, 900 ai servizi di interesse generale, come le guide ai programmi”</p>
<p>l&#8217;Aeranti-Corallo, associazione di categoria delle imprese radiotelevisive locali che rappresenta, tra l’altro 320 tv locali, attraverso il suo coordinatore Marco Rossignoli ha dichiarato: “L’approvazione del regolamento porta finalmente ordine nell’offerta del digitale terrestre. E’ ora indispensabile – ha aggiunto Rossignoli – che il Ministero dello Sviluppo economico proceda con estrema rapidità all’assegnazione delle numerazioni nelle sei aree già digitalizzate (Lazio, Campania, Piemonte occidentale, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Sardegna). Infatti – ha proseguito Rossignoli &#8211; la mancanza della regolamentazione ha causato in tali aree gravi disagi sia alle emittenti che all’utenza. Il disorientamento nella individuazione dei programmi generato dall’assenza della numerazione ha causato anche una contrazione degli investimenti pubblicitari, con gravi ripercussioni sui bilanci delle emittenti locali e con forte rischio per l’occupazione nel settore. E&#8217; inoltre fondamentale – ha concluso – che fin dal momento dell’entrata in vigore del regolamento cessino le duplicazioni delle numerazioni, i cosiddetti &#8216;cloni&#8217;, cioè le utilizzazioni di più numeri per identificare uno stesso programma. Tale duplicazione, infatti, ha contribuito in modo significativo alla caoticità dell’offerta digitale in assenza di regolamentazione in materia&#8221;</p>
<p>Sempre in riferimento alla recente approvazione da parte della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni del regolamento per la numerazione dei canali della televisione digitale terrestre, la Dgtvi ha invece, rimarcando che &#8220;lo schema approvato accoglie nella sostanza la proposta formulata nei mesi scorsi con l&#8217;unanimità di tutti i soci&#8221; e con questo, auspica la fine dei &#8220;fenomeni fastidiosi quali quelli della duplicazione dei canali con numerazioni multiple&#8221;.</p>
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		<title>Digitale terrestre: completato senza alcun ‘trauma’ e con ottimi risultati lo switch-off della Spagna</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 11:13:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A partire dal 3 aprile scorso la Spagna &#8211; primo tra i grandi Paesi europei a prevalente ricezione televisiva via rete terrestre &#8211; è divenuta interamente digitale. Nel complesso, il passaggio alla TV digitale ha coinvolto circa 44,7 milioni di individui in circa 8.100 comuni, per oltre 32 milioni di apparecchi televisivi sostituiti o adattati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">A  partire dal 3 aprile scorso la <strong>Spagna</strong> &#8211; primo   tra i grandi Paesi europei  a prevalente <strong>ricezione televisiva via   rete terrestre</strong> &#8211; è divenuta  interamente digitale. Nel complesso, il   passaggio alla TV digitale ha coinvolto  circa <strong>44,7 milioni di   individui</strong> in circa 8.100 comuni, per oltre <strong>32  milioni</strong> di   apparecchi televisivi sostituiti o adattati al digitale.</p>
<p align="justify"> Secondo <strong>DGTVi</strong>, grazie ad una fortissima   accelerazione intrapresa  soprattutto dai primi mesi del 2009, la Spagna   ha portato a compimento, nei  tempi previsti e con poche criticità di   rilievo, un Piano di transizione  inizialmente giudicato eccessivamente   ambizioso e poco facilmente praticabile da  numerosi osservatori. Al   tempo dell’approvazione del <strong>Plan Nacional de  Transición</strong> nel   settembre 2007, le performance della TDT erano in effetti  piuttosto   deludenti, con una diffusione di poco superiore al 20% delle famiglie  e   una quota di ascolto dell’8% soltanto. </p>
<p align="justify">A  circa un mese dallo spegnimento definitivo, tutti i   principali indicatori della  TDT restituivano valori incoraggianti. A   livello nazionale, la copertura della  TDT si attestava oltre il 98%   della popolazione, il livello di conoscenza della  TDT e dello   switch-off era al 99%, mentre la penetrazione della piattaforma era    ormai prossima al 90% delle famiglie. A febbraio, inoltre, il giudizio    complessivo sulla TDT era di 6,9 punti su 10 (in crescita rispetto al   6,6 del  novembre 2009) e l’80,8% degli individui considerava buona o   molto buona  l’informazione ricevuta sullo switch-off (il 78% a novembre   2009). Infine, l’82%  degli utenti della TDT consideravano facili o   molto facili le operazioni per  adattare alla TDT le proprie abitazioni,   contro il 10,4% che le ritenevano  difficili o molto difficili. </p>
<p align="justify"> Partendo da questi dati, si è   svolto dal 10 marzo al 2 aprile scorsi il  passaggio finale del   processo, ovvero la terza e ultima fase del piano nazionale  di   spegnimento. In questa fase, sono stati coinvolti un totale di 31   milioni di  individui (il 70% circa della popolazione spagnola) in oltre   4.100 comuni,  incluse le principali città, tra cui Madrid, Barcellona,   Valencia e Siviglia. </p>
<p align="justify">La  fase finale   del processo si è conclusa positivamente con un livello di criticità    nel complesso limitato, in particolar modo oscuramenti parziali o totali   nelle  aree a carente ricezione terrestre. Similmente a quanto già   attuato nelle due  fasi precedenti, sono state sviluppate campagne di   informazione e comunicazione  (messaggi TV in sovraimpressione,   inserzioni su media locali, installazione di  punti informativi fissi e   mobili etc.) e azioni di assistenza, in particolare il  call center del   Ministero de Industria, Comercio y Turismo. Dalla sua  istituzione nel   giugno 2009 (avvio della Fase I del piano di transizione), il  call   center ha ricevuto un totale di circa 300 mila chiamate, di cui circa 72    mila nella sola settimana precedente lo switch-off definitivo (26   marzo &#8211; 3  aprile).</p>
<p align="justify"> Nelle due   settimane successive il <strong>numero delle chiamate è sceso rapidamente,  a   circa 20 mila</strong>. Secondo il Ministero, solo il 4% circa delle   chiamate  ricevute nel periodo 30 marzo – 12 aprile erano relative a   problemi di ricezione  del segnale, l’8% a problemi con l’installazione   dei ricevitori. Alle chiamate  ricevute dal call center ministeriale   andrebbero però aggiunte quelle dei call  center istituiti dalle singole   comunità autonome, di cui tuttavia non si hanno a  disposizione dati   consuntivi. Inoltre, secondo quanto riferito dal Ministero,  sono state   installate circa 14 mila parabole satellitari in abitazioni non    raggiunte dal segnale terrestre, condizione che riguarda   complessivamente circa  700 mila individui in tutta la Spagna (l’1,5%   c.a. della popolazione).</p>
<p align="justify"> Secondo   quanto stabilito per legge, i canali TDT devono essere accessibili anche    via satellite per garantire la copertura universale (grazie ad un   segnale di  servizio gestito dal network operator Abertis Telecom). La   soluzione satellitare  per le zone “d’ombra” adottata in Spagna ha   sollevato tuttavia alcune critiche,  poiché non offre l’intera line-up   della TDT, con particolare riguardo ai canali  regionali, le c.d.   emittenti “<strong>autonómicas</strong>”, non permette la ricezione dei  canali   Pay e per le limitazioni e i costi del decoder (il contributo per    l’acquisto, erogabile solo per l’abitazione principale, permette di   comprare un  unico modello di decoder a 130 euro).</p>
<p align="justify"> Sul versante delle misure a   sostegno delle <strong>fasce deboli</strong>, anche per la  terza fase è stata   prevista la distribuzione gratuita di ricevitori TDT per  alcune   categorie di soggetti, in particolare anziani e persone con disabilità    visive o uditive. In totale, sono stati erogati oltre 150 mila   ricevitori  gratuiti, mentre sono state circa 21 mila le telefonate   ricevute per ottenere  informazioni sulle sovvenzioni.</p>
<p align="justify"> Nelle settimane precedenti allo   spegnimento definitivo, tutti i principali  indicatori di performance   della TDT (vendite di ricevitori, penetrazione della  piattaforma e   quota di ascolto) hanno registrato una forte accelerazione. Nelle  prime   due settimane di marzo (ultimi dati disponibili), sono stati venduti in    media oltre 500 mila ricevitori settimanali, contro una media di 250   mila /  settimana in gennaio e febbraio (dati Gfk). La penetrazione   della TDT sul totale  delle famiglie è salita al 91% in aprile a   switch-off concluso, con una crescita  di 7,5 punti percentuali rispetto   a febbraio e di ben 14 rispetto a inizio anno  (dati Kantar Media).</p>
<p align="justify"> Sul versante degli ascolti, nel   primo mese all digital (aprile), l’audience  share della piattaforma TDT   è salita al 78,1%, con un incremento di quasi 10  punti percentuali   rispetto a marzo, + 25 punti dall’inizio dell’anno. La  crescita è stata   particolarmente sostenuta, considerando che solo un anno fa, a  marzo   2009, la TDT generava una quota di ascolto del 27,3%, poco più della   metà  della <strong>TV analogica terrestre</strong> (51,8%), ormai definitivamente   spenta.</p>
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		<title>Digitale terrestre: circa 26 milioni i ricevitori venduti e aumentano anche i telespettatori della TDT</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 10:18:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua il passaggio alla Tv digitale terrestre. Nell’ultimo numero di Digita, newsletter del consorzio DGTVi, si fa il punto della situazione. Secondo i dati E-res/Makno, alla fine di marzo il numero delle famiglie dotate di almeno un ricevitore TDT nella residenza principale è salito a 16.527.000, con una crescita di circa 410 mila unità rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il passaggio  alla<strong> Tv   digitale terrestre</strong>. Nell’ultimo numero di <strong>Digita</strong>,  newsletter   del consorzio <strong>DGTVi</strong>, si fa il punto della situazione. </p>
<p>Secondo i dati <strong> E-res/Makno</strong>, alla fine di marzo il   numero delle famiglie dotate di almeno un  ricevitore TDT nella   residenza principale è salito a 16.527.000, con una  crescita di circa   410 mila unità rispetto al dato di febbraio. La penetrazione  della TDT   sul totale famiglie si attesta al 67,1%. </p>
<p>Il numero   dei  ricevitori TDT presenti cresce più delle famiglie TDT, poiché una   quota  consistente dei nuovi ricevitori viene acquistata per adeguare al   digitale gli  altri televisori di casa. A fine marzo, sono circa   26.707.000 i ricevitori TDT  presenti nelle abitazioni, per una   penetrazione del 52,4% sul totale dei  televisori presenti.</p>
<p>Nel corso del mese di  marzo sono stati   venduti circa <strong>900 mila ricevitori</strong> per la TDT, valore    sostanzialmente allineato a quello di febbraio. Di questi, sono 529 mila   gli  integrati (il 59% del totale vendite mensili) e 371 mila quelli   esterni (il 41%  del totale). Tra i Set-Top-Box esterni venduti, oltre   il 75% (289 mila) sono <strong> zapper</strong>. Il numero cumulato di ricevitori   TDT venduti dal febbraio 2004  arriva alla fine di marzo a 32,1 milioni.   Di questi, 18,8 milioni (il 58,4% del  totale) sono STB esterni, i   rimanenti 13,4 milioni (41,6%) sono ricevitori  integrati.</p>
<p>Per quanto riguarda  l’audience, continua a   salire il numero di persone che in Italia segue la  programmazione   televisiva utilizzando un decoder digitale. Nel mese di aprile il    valore dell’insieme delle piattaforme digitali è del 53,4%, un anno fa   era del  27,5%. </p>
<p>L’Osservatorio sulla  tv digitale   dello <strong>Studio Frasi</strong>, basato sui dati <strong>Auditel</strong>, rileva  come   la TDT abbia già raggiunto la quota del 37,7%. Questa piattaforma segna   una  crescita del 5,5% sul mese precedente, anche in assenza di   transizioni  programmate ed è l’unica a veder salire mese su mese il   proprio valore di  utilizzo.</p>
<p>Il digitale   terrestre  vale da solo il 70,5% dell’insieme delle piattaforme   digitali del nostro Paese,  dove esiste ancora uno 0,6% di “piattaforma   non definita”, ossia quando i meter  Auditel non riescono ad   identificare con precisione la sorgente digitale.</p>
<p>Ricordiamo che il 18  maggio scorso è   avvenuto con successo il passaggio di Rai 2 e Rete 4 alla TV  digitale   terrestre, nei 1.942 comuni coinvolti dalle operazioni (Lombardia,    Piemonte orientale, Parma e Piacenza). Coinvolti 41 impianti delle 2   emittenti  migrate al digitale terrestre. </p>
<p>Lo switch-over del 18  maggio, che ha coinvolto <strong>11 milioni e   seicentomila</strong> abitanti nelle aree  interessate, è stata finora la   più importante operazione di migrazione alla  televisione digitale   svoltasi in Italia. </p>
<p>Le chiamate al call  center gratuito   messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico  nella   giornata di martedì 18 maggio sono state 20.973, e subito dimezzatesi   nei  giorni successivi. </p>
<p>Nello   switch-over di  Roma del 16 giugno 2009 le chiamate erano state 23.000,   con circa 3 milioni di  abitanti coinvolti. Una netta diminuzione dovuta   all’alto tasso di diffusione  tra le famiglie dei dispositivi di   ricezione della televisione digitale, la  Lombardia è giunta   all’appuntamento con una diffusione della Tv digitale del 76%  e della   TDT del 62% (stima eRes/Makno a marzo 2010). Anche l’analisi degli    ascolti segnala un migliore andamento dell’ultimo switch-over rispetto   ai  precedenti realizzati. L’impatto sul totale ascolto ha registrato un   calo del  2,3% a livello di contatti, dimezzato nella prima settimana   post switch-off,  come dimezzato è l’impatto sulla share delle due reti   direttamente coinvolte. Il  dato è tanto più positivo se si considera   che la Rai contemporaneamente allo  switch-over ha effettuato un   trasferimento di canali da un <strong>mux</strong> all’altro,  obbligando in molti   casi gli utenti alla risintonizzazione degli apparecchi,  decoder e tv   integrati.</p>
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		<title>Digitale terrestre: slitta alla prossima settimana decisione Agcom su Piano frequenze</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:54:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Slitta alla prossima settimana, secondo quanto si apprende, la decisione dell&#8217;Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni sul piano nazionale per l&#8217;assegnazione delle frequenze per la Tv digitale. Per disciplinare al meglio la transizione nazionale dalla tv analogica a quella digitale, l&#8217;Autorità, presieduta da Corrado Calabrò, deve mettere ordine nell&#8217;assegnazione delle frequenze, per definire quante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> Slitta alla prossima settimana, secondo quanto si   apprende, la decisione dell&#8217;<strong>Autorità  per le Garanzie delle   Comunicazioni </strong>sul<strong> piano nazionale</strong> per  l&#8217;assegnazione delle <strong>frequenze</strong> per la <strong>Tv digitale</strong>. Per  disciplinare al meglio la transizione   nazionale dalla tv analogica a quella  digitale, l&#8217;Autorità, presieduta   da <strong>Corrado Calabrò</strong>, deve mettere ordine  nell&#8217;<strong>assegnazione   delle frequenze</strong>, per definire quante di esse sono  riservate alle Tv   nazionali, quante alle Tv locali e quante saranno oggetto  della gara   del Ministero dello Sviluppo Economico.</p>
<p align="justify"> Già nella   precedente riunione era stata effettuata un’informativa sul piano    nazionale. Le emittenti locali chiedono con forza una decisione che   salvaguardi  la sopravvivenza di molte realtà locali.</p>
<p align="justify"> <em>“Non è possibile accettare un   passaggio al digitale che determini la chiusura  di moltissime imprese   operanti da oltre 35 anni, con evidenti ripercussioni per  il pluralismo   del settore, per l&#8217;informazione e per l&#8217;occupazione lavorativa”,</em> ha commentato <strong>Marco Rossignoli</strong>, coordinatore <strong>Aeranti-Corallo</strong> e  presidente <strong>Aeranti</strong>.</p>
<p align="justify"> L&#8217;Aeranti-Corallo, ha riferito Rossignoli, ha proposto che l&#8217;Agcom   preveda dieci  numerazioni per le tv locali subito dopo quelle delle   reti nazionali analogiche;  che vengano complessivamente previste 50   numerazioni per le locali tra le prime  100; che venga adottata analoga   impostazione anche per gli archi 101-200 e  201-300; e che l&#8217;intero   settimo arco di numerazione (601-700) venga assegnato  alle ulteriori   offerte delle emittenti locali. </p>
<p align="justify">La  Commissione europea nel suo Rapporto ha intanto   ricordato che l’Agcom ha  lanciato nell&#8217;agosto 2009 una <strong>consultazione   pubblica</strong> sulla selezione  delle procedure per l&#8217;assegnazione delle <strong>cinque   multiplex digitali</strong>. La  bozza delle regole di selezione, ha   aggiunto la Commissione, stabilisce la  proibizione per cinque anni di   scambiare le frequenze in seguito al passaggio  alla tv digitale   terrestre. </p>
<p align="justify"> <em>&#8220;Mentre questa condizione è   volta a evitare partecipanti per procura nella  procedura di selezione,   alcuni operatori tv considerano che il periodo dei  cinque anni sia   sproporzionatamente lungo&#8221;.</em> </p>
<p align="justify"> Nel rapporto non vengono citati i nomi delle società   coinvolte nell&#8217;operazione  e, in ogni caso, il suo scopo non è   intervenire sulla questione aperta con  l&#8217;Italia sul caso <strong>Sky Italia</strong>. </p>
<p align="justify">La  pay Tv ha chiesto alla Commissione di accedere   prima del 31 dicembre 2011 al  digitale terrestre per poter partecipare   alla gara per i multiplex con i nuovi  canali per il digitale terrestre,   gara dalla quale il gruppo tv resterebbe  automaticamente escluso sulla   base degli accordi raggiunti con Bruxelles nel  2003 che impediscono   all&#8217;operatore di entrare nel mercato della televisione  digitale   terrestre prima del 2013. </p>
<p align="justify">Si  tratta di un&#8217;ipotesi   contrastata dal governo italiano e da <strong>Mediaset</strong>. Una  decisione   dell&#8217;Antitrust europeo è attesa a breve.</p>
<p align="justify"> Bruxelles   ha già dato segnali di voler rispondere positivamente alla richiesta  di   Sky Italia a condizione che il gruppo acquisisca frequenze solo per    trasmettere in chiaro e non per la pay-tv, settore nel quale ha una   posizione  dominante.</p>
<p align="justify">Il  viceministro   alle Comunicazioni, <strong>Paolo Romani</strong>, ha commentato come ormai  la   rivoluzione digitale sia una  realtà e con lo switch-off della Lombardia    siamo a un punto di non ritorno. </p>
<p align="justify"> <em>“Quanto al   piano delle frequenze, però, l&#8217;Autorità deve realizzare un piano    complessivo di inserimento e a questo ci si deve attenere, non si può   procedere  a tentoni, ne ignorare 30 anni di storia di emittenti locali   italiane”. </em></p>
<p align="justify"> Sull&#8217;ordinamento del telecomando   digitale, ha proseguito Romani, <em>“il piano di  autoregolamentazione   non ha funzionato come speravamo. Io sono contrario che ci  siano, come   sento dire, solo tre o quattro tv locali tra il primo e il secondo    blocco nazionale. Non è un problema se le troviamo a cominciare   dall&#8217;otto o dal  dieci, ma devono essere mantenute le dieci che erano   previste. Non sono  d&#8217;accordo neanche che per lungo tempo le risorse   delle frequenze restino  utilizzate solo al 40%. Perché non costituire   delle cooperative di più locali  per utilizzare uno stesso multiplex.   Anche in questo caso l&#8217;Autorità ci deve  dare un criterio con cui   assegnare i canali”</em>. </p>
<p align="justify"> Romani ha inoltre ricordato   che il ministero si è mosso per tutelare l&#8217;emittenza  locale sia sul   piano frequenze, che sulla numerazione dei canali sul telecomando  e sui   finanziamenti.</p>
<p align="justify"> <em>“Credo che il   piano di assegnazione delle frequenze finirà meglio di quello  che si   pensa oggi</em>”, ha risposto <strong>Nicola D&#8217;Angelo</strong>, commissario   dell&#8217;Agcom. </p>
<p align="justify"> Aggiungendo che la legge impone un   terzo delle risorse alle emittenti locali e  l&#8217;esperimento nella sei   aree già digitalizzate è stato positivo. </p>
<p align="justify"> <em>“E&#8217;   giusto riconoscere le risorse di frequenza alle tv locali, ma anche che    queste non vadano sprecate. Anche per questo motivo, penso sia una   buona  soluzione l&#8217;idea di una forma di consorzio su uno stesso   multiplex. In Italia il  problema delle frequenze non sono le locali, ma   come e&#8217; avvenuta la loro  occupazione da parte di alcuni soggetti   nazionali&#8217;.</em></p>
<p align="justify"> Per quanto riguarda l&#8217;ordine dei   tasti del <strong>telecomando digitale</strong>, “<em>c’è  stata un&#8217;insurrezione   politica. Finora già quattro presidenti di regioni sono  venuti a dirci   che così come era pensata non andava bene, ora viene realizzato  questo   sondaggio sulla penetrazione sul territorio. Ma io mi chiedo: se il    problema e&#8217; verificare territorialmente le preferenze, perché fino al   tasto  sette deve essere appannaggio di alcuni soggetti e dall&#8217;otto e   nove di altri? Le  tv locali offrono al cittadino informazione e   intrattenimento gratuitamente. Per  continuare a farlo non si deve però   pensare solo ai sostentamenti pubblici, ma  anche ad un nuovo mercato   della pubblicità”. </em></p>
<p align="justify"> <strong>Andrea   Ambrogetti</strong>, presidente di DGTVi, ha sottolineato che “<em>Cinque    anni fa il digitale era ancora un sogno. In un anno il 30% della   popolazione e  220 emittenti hanno partecipato al processo di   transizione. Nessuno ha spento e  tutti hanno potuto proseguire nella   loro attività. Così deve essere anche per il  futuro”.</em> </p>
<p align="justify"> <em>“Il nuovo piano dell&#8217;Agcom deve rispettare e partire   dall&#8217;esistente,  mettendoci nelle condizioni di assegnare le risorse   delle frequenze a tutte le  emittenti con regole certe. Non si può   arrivare al 5 o 6 settembre. Elementi di  certezza servono anche per la   LCN (numerazione automatica dei canali), nodo che  deve essere sciolto   subito. Senza LCN, infatti, non si può procedere ai prossimi    switch-over. Rai, generaliste nazionali e pay tv hanno firmato perché   alle  locali venissero assegnate dieci posizioni e che queste fossero   dieci posizioni  importanti&#8217;.</em></p>
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		<title>Digitale terrestre: Italia primo Paese Ue per numero di canali gratuiti e ricavi pubblicitari</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 15:49:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il passaggio 2009 ha avuto effetti immediati sulla diffusione della TV digitale nel suo complesso e del digitale terrestre che vanno ben al di là dei numeri delle aree digitalizzate. Secondo quanto riferisce DGTVi,  proiettando tali effetti alla fine del 2010, quando sarà transitato al digitale un ulteriore 40% della popolazione, si può stimare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il  passaggio 2009 ha avuto effetti   immediati sulla diffusione della <strong>TV digitale</strong> nel suo complesso e   del <strong>digitale terrestre</strong> che vanno ben al di là dei  numeri delle   aree digitalizzate. </p>
<p align="justify"> Secondo quanto riferisce <strong>DGTVi</strong>,    proiettando tali effetti alla fine del  2010, quando sarà transitato al   digitale un ulteriore <strong>40% della popolazione</strong>,  si può stimare che   il 90% degli italiani (21,3 milioni di individui) sarà  comunque dotato   di almeno un <strong>ricevitore digitale</strong> e l’82% (19,4 milioni)  almeno   di un <strong>ricevitore digitale terrestre</strong>. La stima ipotizza una    penetrazione post switch-off nelle aree 2010 analoga a quella rilevata    mediamente nelle aree dove lo switch-off è già avvenuto e un aumento    “fisiologico” della penetrazione nelle aree con switch-off al 2011/12 e   non  superiore al 10%.</p>
<p align="justify">Ai  ritmi di digitalizzazione   attuali, lo switch-off “reale”, quello nelle case dei  telespettatori,   sarà di fatto già avvenuto a fine 2010, prima di quello  programmato. Un   dato che deve far riflettere sull’opportunità di accelerare il    processo.</p>
<p align="justify"> Nel 2009 la   crescita nelle vendite di apparecchi TDT &#8211; siano essi STB esterni,    televisori con tuner integrato (iDTV) o ricevitori integrati in altri   apparati &#8211;  è stata imponente. Nell’ultimo semestre 2009, il record di   vendite è stato senza  precedenti, con quasi 30 milioni di ricevitori   TDT venduti nei 4 Paesi. La TDT  gioca un ruolo fondamentale nella   digitalizzazione dell’intero parco televisori  delle famiglie: un numero   sempre maggiore di ricevitori TDT viene acquistato  infatti per   adeguare al digitale i secondi e i terzi <strong>TVset</strong>.</p>
<p align="justify">A  livello dei 4 Paesi, le vendite di televisori e   device integrati superano  stabilmente quelle dei decoder esterni. In   Italia le vendite di <strong>iDTV</strong> hanno costituito il principale traino   della digitalizzazione fino al 2008,  mentre nel 2009 rappresentano il   40% del totale degli apparati TDT venduti. Con  gli switch-off del 2009   sono infatti cresciute Significativamente le vendite di  STB esterni,   soprattutto <strong>zapper</strong>, per l’adeguamento dei televisori  secondari.</p>
<p align="justify"> <strong> </strong></p>
<p align="justify"> Per quanto riguarda l’<strong>offerta</strong>,   l’Italia è il primo Paese per numero di <strong> canali gratuiti e varietà</strong> della scelta. Includendo anche quelli ricevibili  nelle aree all   digital, sono 40 i canali nazionali free accessibili sulla TDT    italiana, 5 volte il numero dei canali analogici. Nell’ultimo anno, si è    fortemente arricchita l’offerta mini-generalista e di intrattenimento   (11 canali  gratuiti disponibili). I canali gratuiti su TDT sono invece   38 nel Regno Unito  (oltre 7 volte il numero di canali analogici), 19 in   Spagna (3 volte) e 18 in  Francia (3 volte).</p>
<p align="justify"> L’Italia   vanta il primato anche sul versante delle offerte a pagamento su TDT,    per ricchezza dell’offerta, numerosità degli operatori presenti e numero   di  abbonati.</p>
<p align="justify"> Nel 2009,   nonostante la crisi economica in atto e la contrazione degli    investimenti pubblicitari televisivi, il segmento della <strong>pubblicità</strong> sui  nuovi canali TDT è comunque cresciuto in 3 dei 4 Paesi   considerati. Ad  esclusione del <strong>Regno Unito</strong>, infatti, i <strong>ricavi   pubblicitari</strong> crescono in maniera significativa in <strong>Francia</strong> (+59,1%), <strong>Spagna</strong> (+82,4%) e <strong>Italia</strong> (+123,2%). I nuovi   canali erodono quote d’ascolto e si  cominciano ad affermare nel mercato   pubblicitario.</p>
<p align="justify"> Regno Unito e Francia si   confermano i mercati TDT più maturi per volume di  risorse   pubblicitarie. In Spagna e Italia all&#8217;aumento di consumo attraverso TDT    non corrisponde ancora un incremento dell&#8217;ascolto multicanale: ma i   dati  italiani relativi alle zone all digital, il doppio rispetto al   totale Italia,  fanno ritenere che sia prossimo il superamento della   soglia di visibilità per i  ricavi pubblicitari già a partire da questo   anno.</p>
<p align="justify"> Nei quattro maggiori mercati   TV europei a prevalente ricezione terrestre sono  oltre 77 milioni,   l’83% del totale, le famiglie già dotate di un ricevitore  digitale. Si   tratta di 16,5 milioni di “nuove” famiglie digitali in un anno, la    maggior parte delle quali acquisite dalla TDT.</p>
<p align="justify">Il  Regno Unito è il mercato più digitalizzato, con il   91% delle famiglie che riceve  qualche forma di TV digitale, seguito da   Spagna (90%), Francia (83%) e Italia  (75%). In tutti questi Paesi la   TDT è la prima piattaforma digitale per  diffusione.</p>
<p align="justify"> Grazie all’avanzamento deciso dei piani di transizione,   in Spagna e Italia si è  registrato nel 2009 quasi un raddoppio del   numero di famiglie dotate di almeno  un ricevitore TDT. In Italia, le   famiglie TDT sono passate in un anno da 7,8 a  15,3 milioni.</p>
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		<title>Digitale terrestre: switch-over senza intoppi per l’area padana. Numeri verdi per informazioni e centri raccolta per i vecchi televisori</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 15:44:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vecchie antenne e televisori abbandonati per strada, punti raccolta dell&#8217;Amsa presi d&#8217;assalto: Milano saluta così il passaggio al digitale terrestre. Con lo switch-over, da oggi i programmi di Raidue e Retequattro saranno visibili solo in tecnologia digitale. Per riceverli è quindi necessario utilizzare un apposito decoder o un televisore con integrato un sintonizzatore digitale. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Vecchie antenne e  televisori abbandonati per strada,   punti raccolta dell&#8217;Amsa presi d&#8217;assalto:  Milano saluta così il   passaggio al <strong>digitale terrestre</strong>. Con lo switch-over,  da oggi i   programmi di <strong>Raidue</strong> e <strong>Retequattro</strong> saranno visibili solo    in tecnologia digitale. </p>
<p align="justify">Per riceverli è quindi  necessario utilizzare un   apposito <strong>decoder</strong> o un <strong>televisore con  integrato un   sintonizzatore</strong> digitale. Gli abbonati Rai oltre i 65 anni che  non   hanno ancora acquistato un decoder lo possono fare con uno sconto di 50    euro.</p>
<p align="justify">Per   poter usufruire di  questa agevolazione è necessario che nel 2009   abbiano dichiarato un reddito pari  o inferiore a 10 mila euro e che non   abbiano già usufruito di campagne  promozionali. </p>
<p align="justify">Per informazioni   sulle  modalità di ricezione dei programmi e sulla sintonizzazione del   decoder si può  chiamare il <strong>numero verde 800.022.000</strong>, attivo dal   lunedì al sabato dalle  ore 8 alle ore 20, o consultare il <strong> <a href="http://www.decoder.comunicazioni.it/"> sito</a></strong> predisposto   dal Dipartimento delle Comunicazioni. </p>
<p align="justify">Oltre alla <strong>Lombardia</strong> (esclusa la   provincia di Mantova), il passaggio alla Dtt riguarda il <strong>Piemonte    orientale</strong>, <strong>Parma</strong> e <strong>Piacenza</strong>. Tra il  15 settembre e il 20 ottobre toccherà poi a tutti gli   altri canali.</p>
<p align="justify">Coinvolti oltre <strong>5 milioni   di famiglie</strong>, <strong>12 milioni</strong> di individui, <strong>270 emittenti</strong>,   più di <strong>8.000 impianti. </strong></p>
<p align="justify"> Lo   switch-over interesserà in totale <strong>1.919 comuni</strong> del bacino della   pianura padana: 202 perderanno il segnale analogico solo di  Raidue, 196   solo quello di Retequattro e gli altri di entrambe le reti  nazionali.</p>
<p align="justify"><em>&#8220;Cambierà il modo di  fare tv, riceverla e   guardarla</em> &#8211; ha commentato il <strong>viceministro Paolo  Romani</strong> &#8211; <em>I   cittadini troveranno un&#8217;offerta straordinaria e gratuita&#8221;.</em></p>
<p align="justify">Ha aggiunto che   potrebbe  presentarsi “<em>qualche problema di sintonizzazione”</em> per   il quale potrebbe  rendersi necessario un “<em>perfezionamento   dell&#8217;impianto di ricezione”</em>.</p>
<p align="justify">Secondo <strong>DGTVi</strong>,   la  penetrazione della Tv digitale in Lombardia è già del 76,2% in   Lombardia. </p>
<p align="justify">Dal 15 maggio <strong>Amsa</strong> ha dato il via a una raccolta   straordinaria delle vecchie televisioni,  attraverso una serie di punti   di raccolta straordinari, messi a disposizione a  maggio e giugno,   aperti ogni mercoledì e sabato dalle 10 alle 16. L&#8217;operazione  di   raccolta straordinaria avviene in stretta collaborazione con <strong>ReMedia</strong>,    primario sistema collettivo per la gestione dei <strong>RAEE</strong> (ovvero i   rifiuti da  apparecchiature elettriche ed elettroniche). I punti di   raccolta straordinari  sono stati allestiti anche per ragioni di   sicurezza e igiene ambientale: spesso  le televisioni lasciate   regolarmente sul bordo strada in attesa di essere  ritirate dagli   operatori Amsa vengono rotte e &#8216;cannibalizzate&#8217;, con una  successiva   dispersione nell&#8217;ambiente di sostanze nocive quali, ad esempio,  polveri   e gas dannosi per l&#8217;uomo e per l&#8217;ambiente. Rimane comunque sempre   aperta  la possibilità di utilizzare il servizio di &#8216;ritiro   ingombranti&#8217;, telefonando al  numero verde gratuito di Amsa (800332299),   oppure collegandosi al sito internet  dell&#8217;azienda (www.amsa.it): Amsa   ritirerà a domicilio le vecchie tv dietro la  corresponsione della cifra   forfettaria di 10 euro a ritiro. Chi preferisce  risparmiare, può   portare la tv alle riciclerie, dove nel weekend sono arrivati  570   vecchi apparecchi.</p>
<p align="justify">Per il passaggio al  digitale, la Rai ha ampliato   l’offerta che arriva a 13 canali, di cui uno in  alta definizione sul   quale ci saranno anche tutte le partite dell&#8217;Italia ai  prossimi   Campionati del Mondo di calcio in Sud Africa. Per informare i    telespettatori la Rai ha predisposto un piano, già iniziato con spot,   notizie  nei Tg regionali e sottotitoli, che coinvolgerà tutte le   trasmissioni nazionali.  Saranno soprattutto i conduttori dei programmi a   fornire indicazioni e consigli.  Questa attività sarà intensificata per   il fine settimana e nei giorni successivi  anche nelle trasmissioni   sportive.</p>
<p align="justify">Da   oggi sono cambiati  anche i loghi Rai: al posto della farfalla, un  rettangolo diviso in due quadrati, nel primo   la scritta Rai, nel secondo il nome  del canale.</p>
<p align="justify">Anche altre   emittenti  hanno arricchito l’offerta: <strong>Mediaset</strong> ha lanciato <strong>La5</strong>, canale destinato al   pubblico femminile tra i 15 e i 40  anni, martedì parte <strong>Mtv+</strong>,   mentre per fine mese partirà <strong>La7 on demand</strong>,  il nuovo canale di <strong>Telecom   Italia Media</strong> che permetterà di rivedere gli  ultimi sette giorni   del palinsesto o l&#8217;archivio cult dei programmi di La7.</p>
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		<title>RAI: Garimberti firma protocollo di intesa con Moratti e Stanca per Expo 2015 ma su Saxa Rubra 2 preferisce non sbilanciarsi</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:29:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rai protagonista della comunicazione per la promozione dell&#8217;Expo 2015. E&#8217; questo l&#8217;elemento chiave del protocollo d&#8217;intesa siglato oggi a Palazzo Marino da Letizia Moratti, Commissario Straordinario del Governo per Expo 2015, Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 e Paolo Garimberti, presidente della Rai. Obiettivo dell&#8217;accordo &#8211; firmato anche alla presenza di Paolo Romani, viceministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> <strong>Rai</strong> protagonista della   comunicazione per la promozione dell&#8217;<strong>Expo 2015</strong>.  E&#8217; questo   l&#8217;elemento chiave del <strong>protocollo d&#8217;intesa</strong> siglato oggi a  Palazzo   Marino da <strong>Letizia Moratti</strong>, Commissario Straordinario del Governo    per Expo 2015, <strong>Lucio Stanca</strong>, amministratore delegato di Expo   2015 e <strong> Paolo Garimberti</strong>, presidente della Rai. Obiettivo   dell&#8217;accordo &#8211; firmato  anche alla presenza di <strong>Paolo Romani</strong>,   viceministro allo Sviluppo economico  con delega alle Comunicazioni,   oltre che <strong>Gianfranco Comanducci</strong> e <strong> Antonio Marano</strong>, i due   vicedirettori generali Rai &#8211; è dare sviluppo al ruolo  della   comunicazione come elemento determinante per lo sviluppo del sito    espositivo e per l&#8217;offerta di un&#8217;informazione capillare e innovativa.</p>
<p align="justify"> Soddisfatto il Commissario Straordinario Moratti, che   ha messo in evidenza  “l&#8217;importanza strategica” dell&#8217;accordo   sottolineando gli obiettivi comuni tra  Rai e Milano: “<em>Approfondire i   temi della comunicazione nell&#8217;ambito di Expo  Milano 2015”</em> attraverso “<em>un lavoro di squadra che porterà benefici in  tutto il   Paese, che andranno bel oltre la durata dell&#8217;Esposizione Universale”</em>. </p>
<p align="justify"> <em>Di “grande partita che deve riguardare l&#8217;intero   mondo dei media”</em> ha  invece parlato Lucio Stanca: “<em>Nella capitale   dell&#8217;editoria e della  comunicazione</em> &#8211; ha osservato il manager &#8211; <em>Expo   si dimostra un  catalizzatore di iniziative culturali che guardano al   futuro. Il tema di Expo si  presta alla nascita di nuovi contenuti. La   Rai è tv, ma anche radio, libri, web.  La Rai è il più grande   contenitore e committente di cultura e intrattenimento  dell&#8217;Italia.   Intorno al tema di Expo può nascere un rigoglioso filone  produttivo,   anche perché il futuro è nella direzione di contenuti sempre più    dedicati e settoriali. Expo sarà una grande occasione di confronti    internazionali. Il grande centro Rai sarà a contatto con operatori dei   cinque  continenti, creando quindi una grande occasione di scambio per i   nostri giovani  che operano nel settore”.</em></p>
<p align="justify"> L&#8217;accordo prevede la costituzione   di tre gruppi di lavoro. Il primo pone le basi  per lo <strong>studio di   fattibilità</strong> di un centro all&#8217;avanguardia all&#8217;interno  dell&#8217;area   Expo, a disposizione degli operatori accreditati. Il secondo gruppo di    lavoro avrà il compito di elaborare un <strong>percorso strategico</strong> di    comunicazione e promozione di contenuti legati all&#8217;Esposizione del 2015,   mentre  il terzo valuterà la possibilità di far diventare la Rai l&#8217;<strong>Host-Broadcaster </strong>di Expo per l&#8217;intera durata della manifestazione.</p>
<p align="justify">La  collaborazione tra Rai e l&#8217;Expo   2015 di Milano potrebbe dare già nei prossimi  tempi un risultato   concreto: la nascita di un <strong>canale digitale</strong> interamente  dedicato   alla promozione del <strong>Made in Italy</strong>. A rivelarlo è stato lo stesso    presidente della Rai dopo la firma del protocollo d&#8217;intesa.</p>
<p align="justify"> <em>“Grazie a questo protocollo</em> &#8211; ha affermato   Garimberti &#8211; <em>la Rai  potrebbe dar vita a un canale dedicato al made   in Italy e a tutte le eccellenze  che l&#8217;Italia esporta nel mondo”</em>.   Una prospettiva che è stata subito raccolta  con grande favore da   Stanca.</p>
<p align="justify"> <em>“Mi auguro</em> &#8211; ha detto &#8211; <em>che nel giro   di qualche mese si possa già  utilizzare un canale digitale”.</em></p>
<p align="justify"> <em>“Oggi è un momento importante   per Expo ma anche per la Rai</em> &#8211; ha affermato  Garimberti &#8211; <em>la   firma di questo protocollo è una condizione necessaria per  avviare un   processo ma non è sufficiente perché questo processo si realizzi</em>”. </p>
<p align="justify"> Proprio sul fronte di una <strong>Saxa   Rubra del Nord</strong> da realizzare dopo il 2015,  Garimberti ha preferito   non sbilanciarsi: <em>“Dovrà essere valutata con  attenzione nelle sedi   competenti, in particolare nel Cda. La mia è una cautela  formale perché   da presidente del consiglio di amministrazione della Rai ad esso  devo   rispondere. Se son rose fioriranno”.</em></p>
<p align="justify">Da  domani 18 maggio, intanto, oltre <strong>5 milioni di   famiglie</strong>, <strong>12 milioni</strong> di individui, <strong>270 emittenti</strong>, più   di <strong>8.000 impianti</strong> della  macro-area composta da Lombardia,   Piemonte orientale e parte dell&#8217;Emilia Romagna  (le province di Parma e   Piacenza), passeranno alla <strong>tv digitale terrestre</strong>,  spegnendo   definitivamente il segnale analogico di Raidue e Retequattro. Tra il  15   settembre e il 20 ottobre toccherà poi a tutti gli altri canali.</p>
<p align="justify">Lo  switch-over interesserà in totale <strong>1.919 comuni</strong> del bacino della pianura  padana: 202 perderanno il segnale analogico   solo di Raidue, 196 solo quello di  Retequattro e gli altri di entrambe   le reti nazionali. Dopo gli switch-off  avvenuti già in altre regioni, i   cittadini del bacino della pianura padana sono  pronti all&#8217;appuntamento   e si sono dotati dell&#8217;apposito <strong>decoder</strong> o del <strong> televisore   integrato</strong> per continuare a guardare i telefilm di Raidue o il Tg4    di Emilio Fede. </p>
<p align="justify"> Secondo il   consorzio <strong>DGTVi</strong>, la penetrazione della tv digitale è già    superiore al 70% in tutte e tre le aree coinvolte, con una punta del   76,2% in  Lombardia (dove supera anche la media nazionale) ed è alta   anche quella del solo  digitale terrestre, fatta eccezione per l&#8217;Emilia   Romagna. Siamo comunque sopra i  valori registrati nel 2009 allo stesso   stadio di avvicinamento al passaggio al  Dtt: la Campania, che è stata   la regione che ha affrontato lo switch-over con il  tasso di   penetrazione del digitale terrestre più alto, registrava a inizio    ottobre 2009 (alla vigilia dello switch-over) un 55%. </p>
<p align="justify"> Tutti i broadcaster ne   approfittano intanto per ampliare l&#8217;offerta: se <strong> Mediaset</strong> ha   appena lanciato <strong>La5</strong>, canale destinato al pubblico  femminile tra i   15 e i 40 anni, martedì parte <strong>Mtv+</strong>, mentre per fine mese    partirà <strong>La7 on demand</strong>, il nuovo canale di <strong>Telecom Italia Media</strong> che  permetterà di rivedere gli ultimi sette giorni del palinsesto o   l&#8217;archivio cult  dei programmi di La7. </p>
<p align="justify">La  Rai si presenta all&#8217;appuntamento con <strong>tredici   canali</strong>, generalisti e  tematici e lancia, nelle aree già all   digital, l&#8217;alta definizione in occasione  dei Mondiali di calcio. </p>
<p align="justify"> Inoltre, in concomitanza con il passaggio sulla Dtt di   Raidue e Retequattro  nell’area padana in Lombardia, la Rai si rifà il   look: da domani, infatti,  cambiano infatti i <strong>loghi dei canali</strong>. </p>
<p align="justify">Un  restyling all&#8217;insegna dell&#8217;omogeneità e della   semplicità: niente più  personalizzazioni e colori a distinguere i brand   fra loro, solo un rettangolo  diviso in due quadrati. Nel primo la   scritta Rai, nel secondo il nome del  canale. </p>
<p align="justify"> L&#8217;ultimo cambiamento risaliva al 2000, quando vennero   mandate in pensione le tre  figure geometriche colorate: la sfera blu   per Raiuno, il cubo rosso per Raidue e  il tetraedro verde per Raitre,   ed iniziò l&#8217;era delle farfalle. I loghi vennero  uniformati già allora,   ma i colori non furono accantonati. E un segno di quel  periodo resterà   ancora nel rettangolo televisivo.</p>
<p align="justify">Le  farfalle si alterneranno infatti con la scritta Rai   per alcuni secondi. Le  parole d&#8217;ordine del nuovo sistema di brand   identity sono semplificazione,  razionalizzazione e immediata   riconoscibilita&#8217;.</p>
<p align="justify"> Una scelta messa in atto per   prepararsi alla sfida del digitale terrestre che  presto sostituira&#8217;   l&#8217;analogico in tutto il territorio nazionale. Con il nuovo  brand   cambiano anche i nomi. Scampare la scritta Sat dei vecchi canali    satellitari (usciti dall&#8217;offerta Sky), mentre RaiNews 24 perde il 24 e   Raisat  Cinema diventa Rai Movie.</p>
<p align="justify"> Sono 13 i nuovi canali della tv di stato: Rai 1, Rai 2,   Rai 3, Rai 4, Rai News,  Rai Storia, Rai Sport 1, Rai Movie, Rai Yoyo,   Rai Gulp, Rai Sport 2. Con i  Mondiali di calcio partirà inoltre Rai Hd,   mentre a settembre è atteso il via a  Rai 5, il canale dedicato alle   culture: addio quindi a Rai Sat Extra, presente,  prima del nuovo   contratto, nel bouquet Sky. </p>
<p align="justify"> Restano però da sciogliere alcuni nodi: il nuovo <strong>piano   nazionale delle  frequenze</strong>, che l&#8217;Autorità per le garanzie nelle   Comunicazioni dovrebbe  varare entro fine mese &#8211; rompicapo di difficile   soluzione, tanto più perchè si è  consolidato il principio in base al   quale le frequenze sono un patrimonio di chi  le usa &#8211; e la questione   dell&#8217;ordinamento automatico dei canali sul telecomando. </p>
<p align="justify">Un  fronte, quest’ultimo, che vede le tv radicate sul   territorio in subbuglio,  specie in alcune regioni, dove temono di   perdere posizioni di privilegio  acquisite negli anni e in particolare   di essere &#8216;espulse&#8217; dai primi numeri. L&#8217;Agcom  ha appena deciso di   commissionare a una società specializzata un sondaggio per  verificare   le preferenze degli utenti, promettendo tempi rapidissimi per    consentire di definire, sulla base di dati obiettivi, il piano di   numerazione  automatica dei canali (LCN) della televisione digitale   terrestre in chiaro e a  pagamento.</p>
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		<title>Dtt: Catricalà vola a Bruxelles per parlare di Sky con l’Antitrust Ue mentre i sindacati chiedono all’Agcom tutela per le Tv locali</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:04:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grande attesa per l&#8217;incontro di domani quando il presidente dell&#8217;Antitrust, Antonio Catrical&#224; incontrer&#224; il Commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, per discutere tra le altre cose anche &#8220;dell&#8217;istruttoria che riguarda l&#8217;ingresso di Sky nella pay Tv&#8221; sul digitale terrestre. Un caso, quello della richiesta del gruppo di Rupert Murdoch di sbarcare sulla Dtt prima della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Grande attesa per l&rsquo;incontro di domani   quando il presidente dell&rsquo;Antitrust, <strong>Antonio Catrical&agrave;</strong> incontrer&agrave; il Commissario Ue alla Concorrenza, <strong>Joaquin   Almunia</strong>, per discutere tra le altre cose anche &ldquo;<em>dell&#8217;istruttoria   che riguarda l&#8217;ingresso di Sky nella pay Tv</em>&rdquo; sul <strong>digitale   terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">Un caso, quello della   richiesta del gruppo di <strong>Rupert Murdoch</strong> di sbarcare sulla Dtt prima della scadenza del 2011 stabilita   dalla Ue ai tempi della fusione tra <strong>Stream</strong> e <strong>TelePi&ugrave;</strong>,   che ha sollevato diverse polemiche tra broadcaster italiani. </p>
<p align="justify">In occasione della <strong>V Conferenza nazionale sul digitale terrestre</strong>, il   presidente di <strong>DGTVi</strong>, <strong>Andrea Ambrogetti</strong>, &egrave;   stato molto deciso: &ldquo;<em>Non tollereremo regali&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Adesso   che il duro lavoro &egrave; stato fatto</em> &#8211;   ha avvertito Ambrogetti &#8211; <em>adesso che l&#8217;Italia &egrave; digitale,   che nessuno si illuda di presentarsi pretendendo di accedere a questo   sistema e di godere, per di pi&ugrave; gratis, dei benefici che altri, con   investimenti ingenti e per lunghi anni, hanno costruito. Lo abbiamo   detto a Bruxelles e lo ripetiamo: competizione e concorrenza s&igrave;, ma a   parit&agrave; di regole e di condizioni&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ha rincarato la dose il   viceministro, <strong> Paolo Romani</strong>, indicando che <em>&ldquo;&hellip;se   un gruppo monopolista sul satellite e quasi monopolista della tv a   pagamento pretende di partecipare a un beauty contest, senza una gara   economica, praticamente ha gi&agrave; vinto: si vince facile cos&igrave;&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">Romani ha quindi   ricordato come tutti gli operatori italiani, <em>&ldquo;&hellip;perfino  Francesco Di Stefano   , patron di Europa 7, nostro nemico storico e amico di Di Pietro&rdquo;</em>,   si sono detti contrari allo sbarco anticipato di Sky sul Dtt nel &#8216;market   test&#8217; avviato dal Commissario Almunia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Siamo in attesa   del responso e siamo sicuri</em> &ndash; ha   concluso il viceministro &#8211; <em>che Almunia sta osservando con   grande attenzione le risposte venute dal mercato italiano&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Per <strong>Fedele   Confalonieri</strong>, presidente di <strong>Mediaset</strong>, <em>&ldquo;&hellip;&egrave; l&#8217;Antitrust europeo che deve   vigilare sulle richieste di Sky di entrare nella piattaforma del   digitale terrestre prima dei termini consentiti&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ma intanto sul fronte della Tv digitale si   combattono anche altre battaglie, come quella per l&rsquo;assegnazione delle   frequenze. </p>
<p align="justify"><strong>Slc-Cgil, Fistel-Cisl</strong> e <strong>Uilcom</strong> hanno chiesto all&#8217;Autorit&agrave; per le Garanzie nelle Comunicazioni una   maggiore attenzione alla tutela dell&#8217;emittenza locale. In una nota le   tre sigle di categoria hanno sottolineato che la revisione del <strong>piano nazionale di assegnazione delle frequenze</strong> per i   canali tv che operano sul digitale terrestre &ldquo;<em>potrebbe avere   gravi ripercussioni sull&#8217;attivit&agrave; di molte imprese televisive locali&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Preoccupa, in particolare, l&#8217;ipotesi che <em>&#8220;l&#8217;Autorit&agrave; destinerebbe alle emittenti locali minori   frequenze e di scarsa qualit&agrave;. Questa riduzione delle frequenze   porterebbe inevitabilmente alla chiusura di un notevole numero di   televisioni locali. Si arriverebbe perci&ograve; alla eliminazione, sull&#8217;intero   territorio nazionale, di molte aziende con la conseguente perdita di   numerosi posti di lavoro che, inevitabilmente, finir&agrave; per interessare   anche l&#8217;intero sistema della comunicazione&#8221;. </em> </p>
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		<title>Digitale terrestre. DGTVi: ‘A fine 2010 quasi l’85% della popolazione avrà un ricevitore nelle proprie case. Ecco perché l’Italia è digitale’</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 09:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della V Conferenza nazionale sulla Tv digitale terrestre di DGTVi, il presidente Andrea Ambrogetti ha fatto il punto sull&#8217;attuale stato del mercato italiano, annunciando quelle che saranno le prossime tappe. Dalla Relazione di DGTVi &#232; emerso che a fine 2010 quasi l&#8217;85% della popolazione avr&#224; un ricevitore digitale terrestre nelle proprie abitazioni. &#8220;Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">In occasione della <strong>V   Conferenza nazionale sulla Tv digitale terrestre</strong> di <strong>DGTVi</strong>,   il presidente <strong>Andrea Ambrogetti</strong> ha fatto il punto   sull&rsquo;attuale stato del mercato italiano, annunciando quelle che saranno   le prossime tappe. </p>
<p align="justify">Dalla Relazione di   DGTVi &egrave; emerso che a fine 2010 quasi l&rsquo;85% della popolazione avr&agrave; un <strong>ricevitore digitale terrestre</strong> nelle proprie abitazioni. <em>&ldquo;Ecco perch&eacute; l&rsquo;Italia &egrave; digitale. Ecco perch&eacute; si pu&ograve; davvero   pensare ad un&rsquo;anticipazione di un anno del termine del processo di   switch-off e concludere il passaggio gi&agrave; entro il  2011&rdquo; . </em></p>
<p align="justify">La Spagna lo ha gi&agrave; fatto e la Francia si appresta a   farlo. &ldquo;<em>Noi</em> &ndash; sottolinea DGTVi &#8211; <em>con il   coinvolgimento di tutti, possiamo raccogliere anche quest&rsquo;altro   ambizioso obiettivo. Per mantenere il primato europeo e nell&rsquo;interesse   delle imprese, delle istituzioni e degli utenti ma soprattutto del   nostro Paese&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Secondo i dati <strong>E-res/Makno</strong>, al mese di   febbraio il numero delle famiglie dotate di almeno un ricevitore DTT   nella residenza principale si &egrave; attestato a 16.116.000, con una crescita   di circa 430 mila unit&agrave; rispetto al dato di gennaio. </p>
<p align="justify">Il numero dei ricevitori, esterni o integrati, presenti   nelle famiglie cresce pi&ugrave; che proporzionalmente al numero delle   famiglie. A febbraio sono infatti oltre 25,8 milioni i ricevitori DTT   presenti nelle abitazioni (+1,6 milioni rispetto a gennaio). Una quota   rilevante dei nuovi ricevitori viene utilizzata per adeguare i TV set   diversi dal principale. </p>
<p align="justify">In base alle rilevazioni <strong>GfK</strong>, a febbraio   le vendite di ricevitori DTT si sono attestate poco al di sotto del   milione di pezzi (964 mila). Pur in assenza di switch-off, le vendite   sono dunque proseguite a ritmo sostenuto. Del totale dei pezzi venduti a   febbraio, il 56% (541 mila unit&agrave;) sono ricevitori integrati, il   restante 44% (423 mila) STB esterni. </p>
<p align="justify">La maggior parte delle   famiglie italiane utilizza una piattaforma digitale per seguire  la TV. L &rsquo;<strong>Osservatorio   sulla TV digitale </strong>dello <strong>Studio Frasi</strong> rileva come a   marzo 2010 tale quota abbia raggiunto il 52%, quasi un punto percentuale   in pi&ugrave; rispetto a febbraio: si conferma il superamento della tv   analogica. </p>
<p align="justify">Solo un anno fa il consumo di TV   digitale era del 27,2%, a settembre scorso del 34,7%, con una crescita   del 50% negli ultimi 6 mesi. Pi&ugrave; di ogni altra piattaforma cresce la   TDT, che segna un raddoppio negli ultimi 6 mesi (+94%) e che sale anche   in assenza di transizioni di area, 35,7% a marzo, +4,5 punti percentuali   dall&rsquo;inizio dell&rsquo;anno. La TDT vale da sola il 69% del consumo digitale   nel nostro Paese. </p>
<p align="justify">La digitalizzazione &egrave; avvenuta soprattutto ad opera del   digitale terrestre: a switch-off avvenuto nelle 5 aree oltre il 91%   delle famiglie ha almeno un decoder digitale terrestre, e sono molte le   sovrapposizioni di piattaforme digitali nella stessa abitazione se non   sullo stesso televisore. Oltre il 78% del consumo televisivo avviene   attraverso un decoder TDT (a fronte del 17,5% in media del satellite).   Nelle aree all digital il digitale terrestre in un anno (marzo 2010 su   marzo 2009) ha moltiplicato per 7 la sua quota di consumo, il satellite   ha perso in media il 20% circa. La quota di ascolti dei nuovi canali   solo digitali, pari al 10% complessivo sul totale Italia, raddoppia   nelle aree all digital e i pubblici iniziano a segmentarsi per aree   tematiche e fasce d&rsquo;et&agrave;. </p>
<p align="justify">Fra i canali pi&ugrave;   popolari della nuova offerta si segnala il segmento kids/bambini,   minigeneralisti/intrattenimento e sport. </p>
<p align="justify">Il passaggio ha avuto   anche un forte impatto sulle <strong>vendite di ricevitori DTT</strong>:   oltre 7,6 milioni di pezzi venduti nelle sole aree di Torino, Roma e   Napoli nel 2009, pari al 44% del totale venduto Italia. Nelle aree di   transizione su 5 <strong>decoder DTT</strong> venduti, 4 sono esterni &#8211; e   di questi oltre il 50% zapper &#8211; e 1 &egrave; un televisore integrato: nelle   fasi di transizione &egrave; la dotazione dei secondi e terzi televisori a   spingere il mercato verso i decoder esterni, in periodi normali il   rapporto esterni /iDTV torna  3 a  2. </p>
<p align="justify">Sono 40 i canali   nazionali gratuiti nelle aree all digital, cui si aggiungono una media   di 3/4 reti digitali per operatore a livello locale. L&rsquo;ultimo anno ha   visto l&rsquo;offerta DTT arricchirsi dei canali <strong>RaiSat</strong>, e di   nuove offerte, da ultimo <strong>Cielo</strong> dell&rsquo;operatore <strong>Sky</strong> (novembre), <strong>La7D</strong> <strong> </strong>(marzo), a   maggio debutta <strong>La5</strong>. All &rsquo;offerta free si affianca la pay,   light e flessibile di 2 operatori nazionali,  3 a  livello locale.   Arrivano sul mercato i primi decoder HD con porta ethernet e canale di   ritorno a larga banda (bollini DGTVi silver e gold): alta definizione,   interattivit&agrave; piena e fruizione tramite TV dei servizi e dei contenuti   della rete saranno le nuove offerte. </p>
<p align="justify">I passaggi del 2009,   che hanno coinvolto aree molto diverse per caratteristiche orografiche e   densit&agrave; abitativa, hanno dimostrato che inizialmente il pubblico &ndash; in   particolare le fasce pi&ugrave; anziane &ndash; incontra problemi variamente   attribuiti alla sintonizzazione/installazione dei nuovi terminali o alla   ricezione del segnale con conseguente calo degli ascolti a livello   locale. </p>
<p align="justify">Tali problemi rientrano gi&agrave; a partire dalla seconda   settimana dal passaggio, il pubblico acquisisce familiarit&agrave; con i nuovi   terminali e la nuova offerta e provvede a dotare di ricevitori digitali   tutti i televisori. Anche l&rsquo;ascolto risale da subito, in media alla   seconda settimana rientra a livelli fisiologici di oscillazione, alla   ottava supera stabilmente il totale ascolto dell&rsquo;anno precedente: dopo   la discontinuit&agrave; del passaggio  la nuova TV  conquista nuovi pubblici (teste   e tempi di consumo). Rimane un&rsquo;area critica stimabile, a seconda delle   aree, intorno al 5-10%, con problemi di adeguamento dell&rsquo;impianto di   ricezione o di copertura. </p>
<p align="justify">Problemi di copertura si sono di norma riscontrati in   aree gi&agrave; carenti in ricezione analogica. Per queste &egrave; stata predisposta   la copertura complementare di <strong>Tiv&ugrave; Sat</strong>. In casi di   impianti di comunit&agrave; montane l&rsquo;emittente pubblica Rai &egrave; intervenuta   adeguandone alcuni (in convezione, modello Piemonte). Fra le best   practice dai passaggi 2009 citiamo anche: l&rsquo;assistenza domiciliare per   l&rsquo;installazione dei decoder per le fasce anziane attivata in Val d&rsquo;Aosta   e Trentino Alto Adige e i prezzi calmierati per interventi sugli   impianti di ricezione attivati in Campania e Lazio.</p>
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		<title>V Conferenza su digitale terrestre. Possibile anticipo dello switch-off. Sul caso Sky, Ambrogetti: ‘Non sarà tollerato nessun regalo’</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 14:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fra il 18 maggio e il 20 dicembre prossimo abbandoneranno definitivamente i segnali televisivi analogici per passare al digitale terrestre la Lombardia, il Piemonte Orientale, l&#8217;Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria. Al momento due famiglie italiane su tre hanno almeno un ricevitore digitale terrestre nella propria abitazione. E alla fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Fra il 18 maggio e il 20 dicembre prossimo   abbandoneranno definitivamente i segnali televisivi analogici per   passare al digitale terrestre la Lombardia, il Piemonte Orientale,   l&#8217;Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e  la Liguria. Al    momento due famiglie italiane su tre hanno almeno un ricevitore <strong>digitale terrestre </strong>nella propria abitazione. E alla fine   del 2010 saranno oltre <strong>16 milioni</strong> le famiglie   completamente digitalizzate, pari al 68% del totale. </p>
<p align="justify">Questi alcuni dei   numeri sulla diffusione della televisione digitale terrestre in Italia   presentati da <strong> Andrea Ambrogetti</strong>, presidente di DGTVi,   nel suo intervento alla <strong>V Conferenza nazionale sulla tv   digitale terrestre</strong>, tenutasi oggi a Milano. </p>
<p align="justify">Da gennaio  2009 a  oggi, ha spiegato Ambrogetti, &ldquo;<em>sono stati venduti oltre 18 milioni di ricevitori digitali   terrestri: in poco pi&ugrave; di un anno la diffusione in Italia di decoder e   tv integrati &egrave; aumentata pi&ugrave; del 200%. In un solo anno si sono diffusi   pi&ugrave; ricevitori che in tutti e cinque gli anni precedenti sommati   insieme&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Un anno fa</em> &#8211; ha   infatti commentato il presidente di DGTVi &#8211; <em>erano 8 milioni   le famiglie con digitale terrestre, ora sono oltre 16 milioni: un   aumento del 100%. All&#8217;inizio dell&#8217;anno scorso le famiglie interamente   digitalizzate erano 700 mila e cio&egrave; la popolazione residente in   Sardegna&rdquo;. &nbsp; </em></p>
<p align="justify">Per quanto riguarda gli <strong>ascolti</strong>, cio&egrave;   quanto del tempo passato davanti alla televisione in Italia viene   consumato attraverso il digitale terrestre, <em>&ldquo;&hellip;se a gennaio   dello scorso anno si era al 5% oggi si &egrave; superato il 35%. Un aumento del   700%&rdquo;</em>, ha continuato Ambrogetti. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;La vecchia tv analogica ormai ha meno   consumo della tv digitale nel suo complesso e il digitale terrestre ha   ascolti che sono oltre il doppio del satellite. Il digitale terrestre si   &egrave; quindi confermato come la naturale evoluzione della tv analogica&#8221;</em>. </p>
<p align="justify">Molto dura la posizione   di Ambrogetti sul caso Sky, che vorrebbe entrare sul mercato della Dtt   prima della scadenza del 2011 stabilita dalla Ue ai tempi della fusione   tra <strong>Stream</strong> e <strong>TelePi&ugrave;</strong>. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Non tollereremo regali&rdquo;</em>, ha detto senza   mezzi termini l presidente di DGTVi. </p>
<p align="justify">Anche il viceministro   alle Comunicazioni, <strong> Paolo Romani</strong>, ha ribadito la   contrariet&agrave; del governo alla partecipazione di Sky all&#8217;imminente gara   per le nuove reti digitali. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Adesso che il duro lavoro &egrave; stato fatto</em> &#8211; ha avvertito Ambrogetti &#8211; <em>adesso che l&#8217;Italia &egrave; digitale,   che nessuno si illuda di presentarsi pretendendo di accedere a questo   sistema e di godere, per di pi&ugrave; gratis, dei benefici che altri, con   investimenti ingenti e per lunghi anni, hanno costruito. Lo abbiamo   detto a Bruxelles e lo ripetiamo: competizione e concorrenza s&igrave;, ma a   parit&agrave; di regole e di condizioni&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Rincara la dose il viceministro, indicando che <em>&ldquo;&hellip;se un gruppo monopolista sul satellite e quasi monopolista   della tv a pagamento pretende di partecipare a un beauty contest, senza   una gara economica, praticamente ha gi&agrave; vinto: si vince facile cos&igrave;&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Romani ha quindi ricordato come tutti gli   operatori italiani, <em>&ldquo;&hellip;perfino  Francesco Di Stefano,   patron di Europa 7, nostro nemico storico e amico di Di Pietro&rdquo;</em>, si   sono detti contrari allo sbarco anticipato di Sky sul Dtt nel &#8216;market   test&#8217; avviato dal Commissario europeo alla Concorrenza <strong>Joaquin   Almunia</strong>. E ha definito &ldquo;scellerato&rdquo; il servizio di Ballar&ograve; sulla   vicenda che <em>&ldquo;&hellip;ha sostenuto che il governo sia andato in   Europa a difendere le ragioni di Mediaset: siamo andati a difendere   l&#8217;Italia&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Siamo in   attesa del responso e siamo sicuri</em> &ndash; ha concluso il viceministro &#8211; <em>che Almunia sta osservando con grande attenzione le risposte   venute dal mercato italiano&#8217;. </em></p>
<p align="justify">Ma intanto altre   battaglie si combattono sul fronte del digitale terrestre. Quella per l&#8217;<strong>ordinamento automatico dei canali sul telecomando</strong>: si   attende un segnale dall&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle Comunicazioni e   Romani ha avvertito che le emittenti &#8216;disobbedienti&#8217; pagheranno. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Sar&agrave; l&#8217;Autorit&agrave; a stabilire le regole, ma   certo &egrave; che si prevede una sanzione secca: le emittenti che non   dovessero adeguarsi entro una settimana perderebbero l&#8217;autorizzazione a   trasmettere</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">E poi quella del <strong>piano nazionale per le frequenze</strong> al quale lavora l&#8217;Agcom e   che il viceministro ha giudicato <em>&ldquo;un po&#8217; teorico e privo di   attinenza con il territorio&rdquo;</em>. La via suggerita, piuttosto, &egrave; quella   della concertazione tra Autorit&agrave;, ministero e operatori che finora ha   dato i suoi frutti <em>&#8216;senza fare morti e feriti&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">&ldquo;<em>Finora</em> &#8211; ha detto Romani &#8211; <em>ci   siamo messi attorno a un tavolo e il 30% del Paese &egrave; passato al   digitale con pochi danni e pochissimi ricorsi. Insomma, tutto ha   funzionato al meglio e io mi sono assunto l&#8217;onere del coordinamento   internazionale delle frequenze con l&#8217;Europa. Con Autorit&agrave; e operatori   dobbiamo metterci d&#8217;accordo e calarci nella realt&agrave; dei problemi&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">Romani ha anche   definito &ldquo;<em>intollerabile</em>&rdquo; il mancato utilizzo efficiente   dei <strong>multiplex</strong>: <em>&ldquo;A Roma, Torino, Trento,   Bolzano e Cagliari, fatti salvi i sei multiplex nazionali che   trasmettono la pay e la presenza di sei canali per ogni multiplex, l&#8217;uso   efficiente dello spettro &egrave; di 4.3 canali, cio&egrave; il 71.77%. E con le tv   locali va peggio: siamo a 3.3 canali utilizzati in modo efficiente, il   54.18%&#8217;.</em> </p>
<p align="justify">In prospettiva, comunque, l&#8217;addio definitivo alla tv   analogica in tutta Italia potrebbe scattare entro il 2011. </p>
<p align="justify">Ambrogetti ha chiesto <em>&ldquo;&hellip;formalmente al   viceministro Paolo Romani di rivedere da subito il calendario del  2011 in  modo che   tutte le Regioni rimanenti siano calendarizzate nel prossimo anno e che   quindi la transizione possa concludersi in modo anticipato entro il  2011&rdquo; . </em></p>
<p align="justify">Pronta la risposta del viceministro: <em>&#8216;Dobbiamo   concordarlo con i governatori di Calabria, Sicilia, Umbria e Toscana.   Ma &egrave; un obiettivo possibile&#8217;</em>. </p>
<p align="justify"><strong>Renato   Brunetta</strong>, Ministro per  la Pubblica Amministrazione    e l&#8217;Innovazione, nel suo intervento ha illustrato i vantaggi della PA   correlati al passaggio alla Dtt<em>: &ldquo;La tv digitale terrestre   pu&ograve; migliorare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione,   aumentando i servizi offerti. La tv digitale diventa interattiva e   perci&ograve; pu&ograve; portare a casa i servizi della PA&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Questo significa per  la Pubblica Amministrazione    &ldquo;<em>non solo informazione, ma anche la possibilit&agrave; di offrire   servizi ai diversi segmenti della popolazione&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Brunetta ha poi   sottolineato che<em> &ldquo;&hellip;non sono necessari grandi investimenti,   solo quelli gi&agrave; in essere&rdquo;</em>. Ci vuole per&ograve; <em>&ldquo;fantasia nei   contenuti, la PA deve fornire contenuti alle famiglie&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Il ministro ha quindi spiegato di voler &ldquo;<em>eliminare   tutta la carta entro tre anni. Aspetto il primo veicolo di legge</em> &#8211;   ha detto -<em> per obbligare le pubbliche amministrazioni a   comunicare fra loro senza carta&rdquo;</em>. </p>
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