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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Corrado Calabrò</title>
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		<title>Tv digitale: via libera dall’Agcom a nuove regole per gara frequenze</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un nuovo regolamento sancirà le direttive di gara per l&#8217;assegnazione delle frequenze digitali. La decisione, che ora dovrà passare al vaglio di Bruxelles, e resasi indispensabile dopo l&#8217;intervento della Ue che nei mesi scorsi ha concesso a Sky l&#8217;ingresso anticipato nel digitale terrestre &#8211; a partire dal prossimo anno &#8211; è stata annunciata dal presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo regolamento sancirà le direttive di gara per l&#8217;assegnazione delle frequenze digitali. La decisione, che ora dovrà passare al vaglio di <strong>Bruxelles</strong>, e resasi indispensabile dopo l&#8217;intervento della Ue che nei mesi scorsi ha concesso a <strong>Sky </strong>l&#8217;ingresso anticipato nel digitale terrestre &#8211; a partire dal prossimo anno &#8211; è stata annunciata dal presidente Agcom <strong>Corrado Calabrò</strong>. Pur non entrando nei particolari delle modifiche apportate al disciplinare di gara, resta inteso che questa avverrà secondo l&#8217;ormai noto &#8216;<strong>beauty contest</strong>&#8216; ossia, attraverso offerte che verranno debitamente valutate secondo un criterio qualitativo delle proponenti.<br />
Cambiano, dunque, i criteri generali precedentemente stabiliti nel <strong>Piano nazionale delle frequenze</strong> per la radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale. Piano, che così come concepito all&#8217;origine, prevedeva, tra le altre cose, l&#8217;individuazione di 25 reti nazionali digitali terrestri e relative frequenze associate. nello specifico, il vecchio elaborato Agcom prevedeva 16 reti in tecnica DVB-T; 3 reti in tecnica DVB-H, con vincolo di destinazione d’uso sulla base delle deliberazioni dell’Autorità; 5 reti in tecnica DVB-T e 1 rete in tecnica DVB-H.<br />
Inoltre, la struttura delle reti era tale da garantire, per ciascuna rete, coperture equivalenti del territorio nazionale. Al fine di coniugare il massimo grado di pluralismo del sistema televisivo a livello locale con la massima efficienza allocativa, l’identificazione di dettaglio delle reti da destinare all’emittenza locale in ciascuna area tecnica, doveva avvenire, sempre secondo il disciplinare Agcom, attraverso uno specifico procedimento indicato dall&#8217;Authority e d’intesa con il <strong>Ministero dello Sviluppo economico</strong>.</p>
<p>Un buon piano sicuramente quello ideato dall&#8217;Agcom, ma non più conforme con quanto stabilito dal Commissario Ue che in materia di gara, ha imposto anche all&#8217;Italia di assegnare ad operatori televisivi alternativi a Rai e Mediaset i multiplex in &#8216;palio&#8217;. Sul caso, che comunque gira sul via libera di <strong>Sky</strong> a partecipare di diritto e prima del previsto alla &#8216;competizione non competizione&#8217; si è più volte pronunciato anche il commissario Ue  per la Concorrenza, <strong>Joaquin Almunia </strong>che proprio sull&#8217;ingresso della Tv di <strong>Rupert Murdoch</strong> al beauty contest ha detto &#8220;<em>La decisione è già stata presa e penso sia una decisione equilibrata&#8221;.</em></p>
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		<title>TV digitale: alle Regioni il compito di tutelare l’emittenza locale e l’occupazione, garantendo la pluralità d’informazione</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 13:53:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“I Consigli regionali presenteranno, sul tema del digitale terrestre, un unico ordine del giorno a tutela dell’emittenza locale. E&#8217; una forma di pressione nei confronti del Governo per tutelare l’emittenza privata”. Esordisce così il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee Regionali Davide Boni, già più volte intervenuto sulle problematiche legate al Piano frequenze e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“I Consigli regionali presenteranno, sul tema del digitale terrestre, un unico ordine del giorno a tutela dell’emittenza locale. E&#8217; una forma di pressione nei confronti del Governo per tutelare l’emittenza privata”.</em></p>
<p>Esordisce così il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee Regionali <strong>Davide Boni</strong>, già più volte intervenuto sulle problematiche legate al Piano frequenze e a quello relativo alla numerazione dei canali, presentato dall’<strong>Agcom</strong> e in attesa di essere ridiscusso e chiarito ancora in queste ore, poiché da molti considerato penalizzante per l’esistenza delle piccole emittenti locali.</p>
<p><em> “La singolare decisione dell’Agcom</em> – aveva precedentemente affermato Boni – <em>mette in serissima difficoltà le imprese televisive locali che si sono conquistate, negli ultimi tre decenni, spazi di mercato grazie all’impegno e alla professionalità di giornalisti e tecnici, assolvendo nel contempo alla completezza dell’informazione pubblica”.“Inoltre </em>– aveva anche aggiunto in rappresentanza dei presidenti dei Consigli regionali – <em>l’emittenza locale, in un panorama costellato dalla globalizzazione dell&#8217;informazione che tende ad un appiattimento verso modelli mutuati dall’esterno, ha sinora svolto un ruolo essenziale nell’assicurare la tutela dei valori identitari del regionalismo italiano, preservando la cultura locale”.</em></p>
<p>Lo stesso, in attesa dell’incontro urgente previsto per oggi con il presidente Agcom <strong>Corrado Calabrò</strong>, ha ribadito alla stampa che <em>“piú del 40% della produzione radiotelevisiva in Italia non è fatta dai canali dei grandi network, bensì da soggetti locali”. “Dobbiamo difendere questa parte di aziende sane del Paese</em> – ha rimarcato Boni &#8211; <em>per garantire la pluralità d’informazione e per salvaguardare le piccole e medie imprese che vi ruotano intorno”.</em></p>
<p>Ritornando poi sul discorso del viceministro con delega alla Comunicazione Paolo Romani, tirato in ballo per avere in qualche modo “favorito Mediaset” nella sperimentazione dell’alta definizione a piena potenza sul digitale terrestre, facilitandola, di fatto, nella gara per l’assegnazione dei cinque multiplex, Boni ha aggiunto: <em>“Purtroppo per noi e per lui, Romani si è infilato in un pantano. Se noi aspettiamo che sia Roma a risolvere questo problema stiamo freschi. Il messaggio forte deve arrivare dalle Regioni”</em>.</p>
<p>E una risposta di sprone per il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee Regionali potrebbe essere proprio quella di un unico ordine del giorno lanciato dalle regioni a tutela della piccola emittenza.</p>
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		<title>Digitale terrestre: Piano frequenze e sospensione swicth-off. L&#8217;appello dell&#8217;Adiconsum all&#8217;Agcom</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 13:47:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si fanno sempre più sentire gli echi dei ‘No’ all’attuazione del piano frequenze varato dall&#8217;Agcom ed in modo particolare al passaggio che riguarda il digitale terrestre, contestato in molte regioni d’Italia per i possibili rischi che l’archiviazione dell’analogico potrebbe comportare per le emittenti locali. Timori, che hanno contribuito a mettere in seria discussione addirittura lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si fanno sempre più sentire gli echi dei ‘No’ all’attuazione del <strong>piano frequenze</strong> varato dall&#8217;Agcom ed in modo particolare al passaggio che riguarda il digitale terrestre, contestato in molte regioni d’Italia per i possibili rischi che l’archiviazione dell’analogico potrebbe comportare per le emittenti locali.</p>
<p>Timori, che hanno contribuito a mettere in seria discussione addirittura lo <strong>switch-off</strong> nel Nordest previsto tra ottobre e novembre di quest&#8217;anno, e la relativa richiesta di sospensione avanzata all’<strong>Authority</strong> dai consiglieri di molte regioni italiane. La motivazione più forte, la possibile sparizione delle piccole emittenti &#8211; in tutto 27 &#8211; sparse sul territorio. Le 55 frequenze a disposizione in ogni regione &#8211; e delle quali 27 sono appannaggio delle emittenti nazionali o di grandi società tlc &#8211; in Veneto, Emilia e Friuli, si dimezzano infatti a 27 poiché le altre, secondo accordi internazionali ratificati dalla Convenzione di Ginevra, sono destinate a Croazia e Slovenia.</p>
<p>Già all&#8217;inizio di luglio, alcuni membri del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia hanno esternato i non pochi dubbi sollevati dal passaggio dal Piano nazionale di assegnazione delle frequenze dell&#8217;Agcom.<br />
<em>“Già il solo avvio del digitale terrestre </em>– avevano evidenziato &#8211; <em>sta creando non pochi problemi, ma se a questo si aggiunge che il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze ha escluso una decina di emittenti locali del Friuli Venezia Giulia e ben ventisette del vicino Veneto che per sopravvivere dovranno attingere alle frequenze di Croazia e Slovenia, la cosa ci sembra alquanto grave e insensata da parte delle Autorità governative”.</em><br />
A cercare di fare chiarezza sulla vicenda, e in modo particolare proprio sull&#8217;assegnazione delle frequenze del digitale terrestre alle emittenti locali del Nordest, mobilitatesi nel frattempo per cercare di trovare una soluzione circa l&#8217;assegnazione residuale delle tv dell&#8217;area, ci ha provato anche il ministro degli Esteri <strong>Franco Frattini </strong>durante l’incontro con il viceministro <strong>Paolo Romani</strong>.<br />
E, mentre le discussioni sulla probabile sospensione dell’iter procedurale continuano nelle opportune sedi, ad auspicare il non rinvio delle operazioni, è l’<strong>Adiconsum.</strong><br />
L’associazione italiana per la difesa dei consumatori e dell’ambiente ha infatti chiesto all’Agcom di <em>“impedire il rinvio di tutte le procedure in atto, di rispettare il calendario deliberato e di convocare con urgenza il tavolo permanente con le associazioni dei consumatori”.</em></p>
<p>Questo in sintesi, il contenuto di una lettere che l’Adiconsum ha fatto pervenire al presidente <strong>Corrado Calabrò</strong> per chiedere lumi sulle voci del possibile rinvio dei prossimi switch-off nel Nord Italia.<br />
Sembra, infatti, che la recente delibera adottata dall&#8217;Autorità relativa al piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale, richieda, per la sua attuazione pratica, l’istituzione di tavoli tecnici territoriali e quindi di un periodo lungo che di fatto renderà impossibile il rispetto delle date degli switch-off già annunciati alla popolazione del Nord Italia.<br />
<em>“Adiconsum</em> – afferma in una nota stampa il segretario nazionale <strong>Pietro Giordano</strong> – <em>è contraria al rinvio dello switch-off, perché questo sarebbe un atto grave con pesanti ripercussioni sui consumatori. Il rinvio</em> – prosegue Giordano – <em>renderebbe nulle le campagne informative già realizzate e puntualmente pagate, e costringerebbe a pianificarne di nuove con notevole esborso di denaro pubblico”.</em><br />
<em>“L’Adiconsum</em> – continua la nota a firma del segretario Giordano -<em> ritiene che l’Autorità garante delle comunicazioni debba fare tutti gli sforzi necessari, anche con un eventuale lavoro supplementare nel periodo estivo, per far rispettare il calendario, visto che ci troviamo di fronte ad un cambio tecnologico epocale che non può sopportare modifiche di programma, senza ripercussioni su tutti i componenti della filiera della tv digitale</em>”.<br />
Il calendario cui si riferisce l’Adiconsum, è quello già annunciato dal presidente del Consiglio Calabrò durante l’ultima presentazione della relazione annuale Agcom e che prevede che <em>“entro il 2011 lo switch-off riguarderà le Regioni del versante adriatico mentre per il 2012, ad archiviare l’analogico toccherà alle regioni Toscana, Umbria, Sicilia e Calabria”. “Ma con lo sforzo di tutti </em>- ha aggiunto Calabrò &#8211; <em>la digitalizzazione potrebbe essere completata già entro il 2011 come indica una recente Raccomandazione europea e come auspica il vice ministro Romani”.</em></p>
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		<title>Digitale terrestre: l’Agcom vara nuovo ordinamento dei canali, ma i malumori crescono e in molti annunciano ricorsi al Tar</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 10:11:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A meno di ventiquattro ore dall’approvazione della risoluzione bipartisan unitaria approvata dalla Commissione Trasporti alla camera per tutelare il posizionamento delle tv regionali nella sintonia automatica del telecomando, arriva anche l’attesa decisione dell’Autorità garante delle comunicazioni che ha finalmente deliberato sul nuovo ordinamento nazionale dei canali (Lcn) dopo il passaggio dalla tv analogica a quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A meno di ventiquattro ore dall’approvazione della risoluzione bipartisan unitaria approvata dalla Commissione Trasporti alla camera per tutelare il posizionamento delle tv regionali nella sintonia automatica del telecomando, arriva anche l’attesa decisione dell’Autorità garante delle comunicazioni che ha finalmente deliberato sul nuovo ordinamento nazionale dei canali (Lcn) dopo il passaggio dalla tv analogica a quella digitale.</p>
<p>Nell&#8217;ultima seduta, il Consiglio dell’Authority presieduto da Corrado Calabrò ha formalizzato la decisione già assunta nella riunione dell’8 luglio sul piano di numerazione automatica dei canali (LCN) della televisione digitale terrestre.</p>
<p>Il piano, che ha valenza su tutto il territorio nazionale, e comporta l’individuazione di un range di numerazione per categoria di programmi (canali generalisti nazionali, canali locali, canali a diffusione nazionale suddivisi per generi di programmazione) ha assegnato ai canali generalisti nazionali: i numeri da 1 a 9 e a partire dal numero 20 del primo arco di numerazione; alle emittenti locali: i numeri da 10 a 19 e da 71 alla fine del primo arco di numerazione; alle emittenti locali sono stati inoltre assegnati: i medesimi blocchi attribuiti con riferimento al primo arco di numerazione anche per il secondo e terzo arco di numerazione, nonché tutto il settimo arco di numerazione (700-800); ai canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro sono attribuiti i numeri fino a 70 del primo arco di numerazione, suddivisi nei seguenti generi di programmazione: semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite; ai servizi di media audiovisivi a pagamento sono riservati il quarto e quinto arco di numerazione.</p>
<p>&#8220;Nel definire il piano di numerazione automatica &#8211; si legge in una nota diramata dall’Agcom &#8211; l&#8217;Autorità garante si è attenuta doverosamente ai criteri stabiliti dalla legge (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, Dlgs 44/2010) che prevedono la garanzia della semplicità d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali; il rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali; la suddivisione delle numerazioni dei canali a diffusione nazionale sulla base del criterio della programmazione prevalente, in relazione ai seguenti generi di programmazione: semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite e l&#8217;individuazione di numerazioni specifiche per i servizi di media audiovisivi a pagamento&#8221;.</p>
<p>Una decisione il cui esito era nell&#8217;aria, e che ha aumentato i malumori degli addetti ai lavori. Peraltro, nel corso dell&#8217;approvazione, non ha neppure ottenuto l’auspicato consenso unanime. A votare contro, il commissario dell’Authority Enzo Savarese mentre ad astenersi dalle operazione di voto, il collega Gianluigi Magri.<br />
Né tantomeno, l’Autorità, più volte criticata negli ultimi mesi circa “l’iniquità proposta di riordino dei canali” ha tenuto in considerazione le precedenti risoluzioni proposte sul caso e approvate all’unanimità. A partire da quella risalente allo scorso 22 aprile che ha incontrato il parere favorevole della Commissione Informazione.<br />
Ne consegue, la grande delusione degli addetti ai lavori che reclamano diritti e annunciano opposizione ed eventualmente, anche ricorsi al Tar. Ad affermarlo, il presidente della Commissione informazione del Consiglio regionale della Sardegna Silvestro Ladu (pdl) che ritiene la decisione dell’Agcom uno “sgarbo istituzionale”. “Esprimo profonda indignazione per una decisione che sembra calata dall&#8217;alto e che non tiene conto delle effettive esigenze del territorio – ha detto Ladu &#8211; le nostre realtà locali hanno il diritto di essere salvaguardate e tutelate nei confronti dei gruppi editoriali più forti, in un&#8217;ottica di pluralismo e di salvaguardia occupazionale”.</p>
<p>Non meno preoccupato, l&#8217;Ordine dei giornalisti del Veneto che nella mattinata ha scritto al Viceministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani e al presidente dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò, esprimendo preoccupazione di fronte al Piano nazionale di assegnazione delle frequenze (Pnaf) per il digitale terrestre già approvato il 3 giugno scorso.<br />
“Il piano così pensato – si legge in una nota stampa &#8211; privilegia l&#8217;emittenza nazionale a scapito delle televisioni locali risultando essere, pertanto, in netto contrasto con quanto previsto dalla legge 249/97, (Istituzione dell&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo) né garantisce all&#8217;emittenza locale la quota prevista delle frequenze, pari ad un terzo di quelle disponibili”.</p>
<p>“Il piano di assegnazione, così come ipotizzato dall&#8217;Agcom – continua la nota &#8211; mette gravemente a rischio innanzitutto il pluralismo dell&#8217;informazione nel Veneto e il diritto dei cittadini della regione ad essere informati in maniera completa, nonché la sopravvivenza di numerose aziende editoriali, e con esse, il futuro di centinaia di posti di lavoro e un patrimonio di professionalità giornalistica che garantisce quotidianamente un&#8217;informazione di qualità al servizio dei cittadini, così come dimostrano gli alti ascolti registrati dall&#8217;emittenza locale. Per tale ragione, l&#8217;Ordine dei giornalisti del Veneto ha sollecitato una revisione del Pnaf che, nel rispetto della legge, tenga conto delle esigenze della realtà televisiva locale del Veneto, alla quale devono essere garantite le necessarie frequenze per poter proseguire l&#8217;attività, in particolare sul fronte dell&#8217;informazione. Della questione è stato investito anche l&#8217;Ordine nazionale dei giornalisti affinché possa assumere tutte le iniziative del caso”.</p>
<p>Iniziative, che come dicevamo, possono anche sfociare il ricorsi ai tribunali amministrativi regionali. Sarebbe questo, infatti, l’orientamento dei principali editori televisivi del Veneto che continuano a protestare contro il Piano di assegnazione delle frequenze sostenendo che “così come strutturato, viola gravemente diritti delle tv locali, soprattutto per le emittenti locali della fascia Adriatica e del Nord est”. Su queste basi e al fine di ottenere l&#8217;annullamento del Pnaf, “non è escluso il coinvolgimento del Tar”.</p>
<p>Intanto, sempre per fare maggiore chiarezza sulla vicenda ed in modo particolare sull&#8217;assegnazione delle frequenze del digitale terrestre alle emittenti locali del Nordest che in queste ultime settimane si sono mobilitate per trovare una soluzione alla decisione dell&#8217;Agcom di assegnare frequenze residuali alle tv dell&#8217;area, attingendo in caso alle frequenze di Slovenia e Croazia in vista del passaggio dal segnale analogico a quello digitale in programma a partire dal 20 di ottobre prossimo, il ministro degli Esteri Franco Frattini, dovrebbe incontrarsi, nelle prossime ore, il viceministro Paolo Romani. Ad annunciarlo, lo stesso titolare della Farnesina. “Parlerò con il viceministro, responsabile in questa materia, per essere meglio informato della voce degli uni e degli altri, e in questo caso &#8211; ha detto concluso &#8211; anche del governo”.</p>
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		<title>Digitale terrestre: slitta alla prossima settimana decisione Agcom su Piano frequenze</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:54:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Slitta alla prossima settimana, secondo quanto si apprende, la decisione dell&#8217;Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni sul piano nazionale per l&#8217;assegnazione delle frequenze per la Tv digitale. Per disciplinare al meglio la transizione nazionale dalla tv analogica a quella digitale, l&#8217;Autorità, presieduta da Corrado Calabrò, deve mettere ordine nell&#8217;assegnazione delle frequenze, per definire quante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> Slitta alla prossima settimana, secondo quanto si   apprende, la decisione dell&#8217;<strong>Autorità  per le Garanzie delle   Comunicazioni </strong>sul<strong> piano nazionale</strong> per  l&#8217;assegnazione delle <strong>frequenze</strong> per la <strong>Tv digitale</strong>. Per  disciplinare al meglio la transizione   nazionale dalla tv analogica a quella  digitale, l&#8217;Autorità, presieduta   da <strong>Corrado Calabrò</strong>, deve mettere ordine  nell&#8217;<strong>assegnazione   delle frequenze</strong>, per definire quante di esse sono  riservate alle Tv   nazionali, quante alle Tv locali e quante saranno oggetto  della gara   del Ministero dello Sviluppo Economico.</p>
<p align="justify"> Già nella   precedente riunione era stata effettuata un’informativa sul piano    nazionale. Le emittenti locali chiedono con forza una decisione che   salvaguardi  la sopravvivenza di molte realtà locali.</p>
<p align="justify"> <em>“Non è possibile accettare un   passaggio al digitale che determini la chiusura  di moltissime imprese   operanti da oltre 35 anni, con evidenti ripercussioni per  il pluralismo   del settore, per l&#8217;informazione e per l&#8217;occupazione lavorativa”,</em> ha commentato <strong>Marco Rossignoli</strong>, coordinatore <strong>Aeranti-Corallo</strong> e  presidente <strong>Aeranti</strong>.</p>
<p align="justify"> L&#8217;Aeranti-Corallo, ha riferito Rossignoli, ha proposto che l&#8217;Agcom   preveda dieci  numerazioni per le tv locali subito dopo quelle delle   reti nazionali analogiche;  che vengano complessivamente previste 50   numerazioni per le locali tra le prime  100; che venga adottata analoga   impostazione anche per gli archi 101-200 e  201-300; e che l&#8217;intero   settimo arco di numerazione (601-700) venga assegnato  alle ulteriori   offerte delle emittenti locali. </p>
<p align="justify">La  Commissione europea nel suo Rapporto ha intanto   ricordato che l’Agcom ha  lanciato nell&#8217;agosto 2009 una <strong>consultazione   pubblica</strong> sulla selezione  delle procedure per l&#8217;assegnazione delle <strong>cinque   multiplex digitali</strong>. La  bozza delle regole di selezione, ha   aggiunto la Commissione, stabilisce la  proibizione per cinque anni di   scambiare le frequenze in seguito al passaggio  alla tv digitale   terrestre. </p>
<p align="justify"> <em>&#8220;Mentre questa condizione è   volta a evitare partecipanti per procura nella  procedura di selezione,   alcuni operatori tv considerano che il periodo dei  cinque anni sia   sproporzionatamente lungo&#8221;.</em> </p>
<p align="justify"> Nel rapporto non vengono citati i nomi delle società   coinvolte nell&#8217;operazione  e, in ogni caso, il suo scopo non è   intervenire sulla questione aperta con  l&#8217;Italia sul caso <strong>Sky Italia</strong>. </p>
<p align="justify">La  pay Tv ha chiesto alla Commissione di accedere   prima del 31 dicembre 2011 al  digitale terrestre per poter partecipare   alla gara per i multiplex con i nuovi  canali per il digitale terrestre,   gara dalla quale il gruppo tv resterebbe  automaticamente escluso sulla   base degli accordi raggiunti con Bruxelles nel  2003 che impediscono   all&#8217;operatore di entrare nel mercato della televisione  digitale   terrestre prima del 2013. </p>
<p align="justify">Si  tratta di un&#8217;ipotesi   contrastata dal governo italiano e da <strong>Mediaset</strong>. Una  decisione   dell&#8217;Antitrust europeo è attesa a breve.</p>
<p align="justify"> Bruxelles   ha già dato segnali di voler rispondere positivamente alla richiesta  di   Sky Italia a condizione che il gruppo acquisisca frequenze solo per    trasmettere in chiaro e non per la pay-tv, settore nel quale ha una   posizione  dominante.</p>
<p align="justify">Il  viceministro   alle Comunicazioni, <strong>Paolo Romani</strong>, ha commentato come ormai  la   rivoluzione digitale sia una  realtà e con lo switch-off della Lombardia    siamo a un punto di non ritorno. </p>
<p align="justify"> <em>“Quanto al   piano delle frequenze, però, l&#8217;Autorità deve realizzare un piano    complessivo di inserimento e a questo ci si deve attenere, non si può   procedere  a tentoni, ne ignorare 30 anni di storia di emittenti locali   italiane”. </em></p>
<p align="justify"> Sull&#8217;ordinamento del telecomando   digitale, ha proseguito Romani, <em>“il piano di  autoregolamentazione   non ha funzionato come speravamo. Io sono contrario che ci  siano, come   sento dire, solo tre o quattro tv locali tra il primo e il secondo    blocco nazionale. Non è un problema se le troviamo a cominciare   dall&#8217;otto o dal  dieci, ma devono essere mantenute le dieci che erano   previste. Non sono  d&#8217;accordo neanche che per lungo tempo le risorse   delle frequenze restino  utilizzate solo al 40%. Perché non costituire   delle cooperative di più locali  per utilizzare uno stesso multiplex.   Anche in questo caso l&#8217;Autorità ci deve  dare un criterio con cui   assegnare i canali”</em>. </p>
<p align="justify"> Romani ha inoltre ricordato   che il ministero si è mosso per tutelare l&#8217;emittenza  locale sia sul   piano frequenze, che sulla numerazione dei canali sul telecomando  e sui   finanziamenti.</p>
<p align="justify"> <em>“Credo che il   piano di assegnazione delle frequenze finirà meglio di quello  che si   pensa oggi</em>”, ha risposto <strong>Nicola D&#8217;Angelo</strong>, commissario   dell&#8217;Agcom. </p>
<p align="justify"> Aggiungendo che la legge impone un   terzo delle risorse alle emittenti locali e  l&#8217;esperimento nella sei   aree già digitalizzate è stato positivo. </p>
<p align="justify"> <em>“E&#8217;   giusto riconoscere le risorse di frequenza alle tv locali, ma anche che    queste non vadano sprecate. Anche per questo motivo, penso sia una   buona  soluzione l&#8217;idea di una forma di consorzio su uno stesso   multiplex. In Italia il  problema delle frequenze non sono le locali, ma   come e&#8217; avvenuta la loro  occupazione da parte di alcuni soggetti   nazionali&#8217;.</em></p>
<p align="justify"> Per quanto riguarda l&#8217;ordine dei   tasti del <strong>telecomando digitale</strong>, “<em>c’è  stata un&#8217;insurrezione   politica. Finora già quattro presidenti di regioni sono  venuti a dirci   che così come era pensata non andava bene, ora viene realizzato  questo   sondaggio sulla penetrazione sul territorio. Ma io mi chiedo: se il    problema e&#8217; verificare territorialmente le preferenze, perché fino al   tasto  sette deve essere appannaggio di alcuni soggetti e dall&#8217;otto e   nove di altri? Le  tv locali offrono al cittadino informazione e   intrattenimento gratuitamente. Per  continuare a farlo non si deve però   pensare solo ai sostentamenti pubblici, ma  anche ad un nuovo mercato   della pubblicità”. </em></p>
<p align="justify"> <strong>Andrea   Ambrogetti</strong>, presidente di DGTVi, ha sottolineato che “<em>Cinque    anni fa il digitale era ancora un sogno. In un anno il 30% della   popolazione e  220 emittenti hanno partecipato al processo di   transizione. Nessuno ha spento e  tutti hanno potuto proseguire nella   loro attività. Così deve essere anche per il  futuro”.</em> </p>
<p align="justify"> <em>“Il nuovo piano dell&#8217;Agcom deve rispettare e partire   dall&#8217;esistente,  mettendoci nelle condizioni di assegnare le risorse   delle frequenze a tutte le  emittenti con regole certe. Non si può   arrivare al 5 o 6 settembre. Elementi di  certezza servono anche per la   LCN (numerazione automatica dei canali), nodo che  deve essere sciolto   subito. Senza LCN, infatti, non si può procedere ai prossimi    switch-over. Rai, generaliste nazionali e pay tv hanno firmato perché   alle  locali venissero assegnate dieci posizioni e che queste fossero   dieci posizioni  importanti&#8217;.</em></p>
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		<title>Digitale terrestre. Siddi all&#8217;Agcom: &#8216;Nuovo sistema rischia di mettere in difficoltà le Tv locali&#8217;. Intanto la Ue prende ancora tempo sul caso Sky</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:48:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La riduzione delle frequenze multiple disponibili e il passaggio delle tv locali a canali con frequenze &#8216;più deboli&#8217;, rischierebbe di mettere in ginocchio il sistema delle tv locali già impegnato a fronteggiare l&#8217;impoverimento delle risorse disponibili per effetto della crisi economica e il costo degli investimenti per la rimodulazione delle trasmissioni sul digitale&#8220;. Ad esprimere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> &#8220;<em>La riduzione delle frequenze   multiple disponibili e il passaggio delle  tv locali a canali con   frequenze &#8216;più deboli&#8217;, rischierebbe di mettere in  ginocchio il sistema   delle tv locali già impegnato a fronteggiare  l&#8217;impoverimento delle   risorse disponibili per effetto della crisi economica e il  costo degli   investimenti per la rimodulazione delle trasmissioni sul digitale</em>&#8220;.    Ad esprimere tale preoccupazione, il segretario generale della<strong> Fnsi,    Franco Siddi</strong>, che in una lettera al presidente di <strong>Agcom,   Corrado Calabrò</strong>,  interviene nuovamente sui paventati effetti   negativi che il nuovo ordinamento  automatico del <strong>telecomando</strong> della Tv digitale e le ipotesi del nuovo  piano delle frequenze,   porterebbero causare al sistema delle <strong>televisioni locali</strong>. </p>
<p align="justify"> Tagli all&#8217;occupazione in primis,   oltre che problemi sull&#8217;estensione del  pluralismo dell&#8217;informazione. &#8220;<em>Per   questo riteniamo che vada assicurato lo  spazio qualitativamente e   quantitativamente adeguato per le tv locali</em>&#8221; ha detto,  aggiungendo   che &#8220;<em>per quanto riguarda il telecomando digitale terrestre,    riteniamo che si debba tenere conto di un principio di federalismo   televisivo  rispettoso delle scelte, delle abitudini, degli orientamenti   del pubblico di  riferimento in ciascuna area regionale. Sicuramente   nei primi dieci canali,  regione per regione o bacino per bacino, non   possono mancare le tv locali di più  consolidata presenza nelle   preferenze dei cittadini</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">
  &#8220;<em>Non sta a   noi indicare la soluzione tecnica</em> &#8211; si legge ancora nella missiva   di Siddi &#8211; <em>ma sicuramente l&#8217;opportunità del nuovo piano di   assegnazione  delle frequenze è l&#8217;occasione per garantire spazi adeguati   a tutti gli  operatori, per una nuova attenzione al sistema della   televisione locale, che  pure è chiamato a compiere un decisivo   passaggio di trasformazione verso una  dimensione imprenditoriale   efficiente e valida, da considerare con pari dignità.  E&#8217; l&#8217;occasione   perché gruppi dominanti e oligopolisti, siamo sicuri e che anche    l&#8217;Autorità ne convenga. Non siano né appaiano come beneficiari di pregio   di un  bene pubblico &#8211; continua &#8211; Per essere ancora più chiari, non   siamo interessati  allo scontro tra i grandi gruppi (</em><strong>Mediaset,   Sky</strong> e la stessa <strong>Rai</strong>) <em> per ottenere per sé le migliori   frequenze ma perché siano messe in pari  disponibilità tutte le risorse   tecniche e non siano lasciate le più deboli al  polo cosiddetto minore,   seppure da collocare ai primi posti in più di un caso in  diversi   bacini&#8221;</em>. </p>
<p align="justify"> Poi le conclusioni e le richieste   al presidente Calabrò:  &#8220;<em>chiediamo una definizione del nuovo assetto   delle tv nazionali e locali  sul telecomando digitale, un equilibrio di   massima garanzia idoneo a tenere  insieme le diverse esigenze e   soggettività</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">Ma  se per la <strong>Fnsi</strong> va necessariamente &#8216;<em>assicurato uno spazio  qualitativamente e   quantitativamente adeguato per le tv locali</em>&#8216;, nessuna  decisione   arriva dalla Commissione europea sulla regolamentazione della <strong> piattaforma satellitare Sky</strong>. Questione al vaglio degli esperti del   settore  sin dallo scorso mese di marzo ma  che ad oggi, a circa due   mesi di  distanza, il Commissario Ue per la Concorrenza <strong>Joaquin   Almunia</strong>, sta  prendendo ancora tempo. </p>
<p align="justify">Dai &#8216;<strong>market   test</strong>&#8216; effettuati dai servizi della  Commissione, a quanto si è   appreso, è risultato che la maggioranza degli  operatori sarebbe in   linea di massima contraria all&#8217;ingresso di Sky sul digitale  terrestre   prima del termine fissato da Bruxelles, mentre i consumatori   guarderebbero con favore a questa prospettiva. </p>
<p align="justify">La  Ue sarebbe quindi orientata a consentire a <strong>Sky</strong> uno sbarco  &#8216;limitato&#8217; sul digitale terrestre attraverso l&#8217;assegnazione   di una frequenza per  trasmettere solo in chiaro. Stando alle sommarie   informazioni raccolte, il  servizio giuridico della Commissione avrebbe   però scartato l&#8217;ipotesi di un  provvedimento &#8216;veloce&#8217;, indicando invece   la necessità di intervenire sulla  questione attraverso una modifica   della decisione presa nel 2002, quando  Bruxelles diede il via libera   alla fusione tra <strong>Telepiù</strong> e <strong>Stream</strong> vietando a Sky di   entrare sul digitale terrestre prima del 2012 proprio in virtù  della   sua posizione dominante sul mercato della tv a pagamento.</p>
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		<title>Guerra del telecomando: l’Agcom si affida a società specializzata per sondaggio su preferenze utenti</title>
		<link>http://www.tvdigitali.eu/2010/05/12/guerra-del-telecomando-l%e2%80%99agcom-si-affida-a-societa-specializzata-per-sondaggio-su-preferenze-utenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:10:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dell&#8217;Autorit&#224; per le garanzie nelle comunicazioni conta di chiudere in tempi brevi la partita dell&#8217;ordinamento automatico dei canali sul telecomando digitale. L&#8217;Agcom, spiega una nota dell&#8217;organismo di garanzia, ha infatti &#8220;&#8230;deciso di commissionare a una societ&#224; specializzata un sondaggio tra gli utenti per verificare, come prescritto dalla legge, abitudini e preferenze dei cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il  Consiglio dell&#8217;<strong>Autorit&agrave; per   le garanzie nelle comunicazioni </strong>conta di  chiudere in tempi brevi la   partita dell&#8217;<strong>ordinamento automatico dei canali </strong> sul <strong>telecomando</strong> digitale.</p>
<p align="justify">L&#8217;Agcom,  spiega una nota   dell&#8217;organismo di garanzia, ha infatti <em>&ldquo;&hellip;deciso di  commissionare a   una societ&agrave; specializzata un sondaggio tra gli utenti per  verificare,   come prescritto dalla legge, abitudini e preferenze dei cittadini in    materia di posizionamento dei canali sul telecomando&rdquo;.</em></p>
<p align="justify"> <em>&ldquo;&#8217;Il sondaggio</em> &#8211; si sottolinea &#8211; <em>verr&agrave;   effettuato in tempi rapidissimi  onde consentire all&#8217;Agcom di definire,   al pi&ugrave; presto e sulla base di dati  obiettivi, il piano di numerazione   automatica dei canali (<strong>LCN</strong>) della  televisione <strong>digitale   terrestre in chiaro</strong> e a pagamento&rdquo;.</em></p>
<p align="justify"> &ldquo;E&rsquo; una materia delicata <em>che ha in s&eacute; dei problemi,   anche differenziati  territorialmente</em>&rdquo;, ha detto ieri il presidente <strong>Corrado   Calabr&ograve;</strong> a  margine del convegno &ldquo;<strong><em>Il diritto d&#8217;autore sulle   reti di comunicazione  elettronica</em></strong>&rdquo;. </p>
<p align="justify"> <em>&ldquo;Per   questo stiamo pensando a un approfondimento con un sondaggio. Anche    perch&eacute; la legge dice che bisogna adeguare l&#8217;offerta alle abitudini e   alle  preferenze&rdquo;.</em> Riguardo al timore delle <strong>emittenti locali</strong> di essere  penalizzate, il presidente di dell&rsquo;Agcom ha assicurato che &ldquo;<em>non   &egrave; questo il  nostro obiettivo</em>&#8220;. </p>
<p align="justify"> Quanto infine al   piano sulle frequenze della tv digitale, Calabr&ograve; ha osservato  che &ldquo;<em>c&rsquo;&egrave;   una sofferenza. Un piano ci vuole e lo faremo ma dobbiamo    salvaguardare tutte le diverse posizioni&rdquo;.</em></p>
<p align="justify">Di  certo l&rsquo;obiettivo dell&#8217;Agcom   non &egrave; la penalizzazione delle <strong>emittenti locali</strong> con l&#8217;avvento   della tv digitale: a chi gli chiede un giudizio sulle perplessit&agrave;    espresse a tale riguardo, il presidente dell&#8217;Autorit&agrave;&#8217; risponde che &#8220;<em>ogni    valutazione rischia di non essere riferita al quadro attuale&#8221;.</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify">In  merito allo schema di   regolamento per la disciplina del piano di numerazione,  &nbsp;l&#8217;<strong>Associazione   Tv Digitali Indipendenti, </strong>inviando all&#8217;Autorit&agrave; le  proprie   osservazioni ha chiesto <em>&ldquo;&hellip;pi&ugrave; spazio e concreta tutela per i    possibili nuovi entranti nel mercato della Tv digitale&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Le  osservazioni dell&#8217;<strong>Atdi </strong>sono racchiuse in   quattro punti: 1) salvaguardia  delle abitudini degli utenti della Tv   generalista ex-analogica con gli spazi da  1 a 9; 2) pi&ugrave; spazio alle   locali a cui va riservata tutta la numerazione dal 10  al 99, risolvendo   cos&igrave; il principale motivo di conflitto sull&#8217;LCN; 3) pi&ugrave; spazio  e pi&ugrave;   ordine &#8211; per area tematica dal 100 al 299 &#8211; per tutte le nuove Tv    nazionali, siano esse edite dagli attuali operatori della Tv analogica,   che dai  nuovi entranti, a cui devono essere riservati almeno il 50%   degli spazi; 4)  tutti gli operatori, presenti e futuri, della pay Tv   dal 300 in poi, anch&#8217;essi  per area tematica.</p>
<p align="justify"> <em>&#8216;Con lo schema di regolamento sottoposto a   consultazione, l&#8217;AGCOM ha gi&agrave;  accolto diversi criteri e osservazioni   avanzati da Atdi a partire dalla  suddivisione dei nuovi canali per aree   tematiche</em> &#8211; ha dichiarato il  presidente dell&#8217;associazione,   Francesco Nespega -. <em>Confidiamo che con il  regolamento finale,   l&#8217;AGCOM faccia ulteriori e concreti passi avanti per  favorire   condizioni di vera concorrenza, premessa indispensabile perch&eacute; nuovi    operatori investano realmente nel mercato&#8217;.</em> </p>
<p align="justify"> Per il presidente del <strong>Corecom   Lazio</strong>, <strong>Francesco Soro</strong>, &ldquo;<em>La  numerazione dei canali sul   telecomando un passaggio decisivo per le emittenti  locali, che hanno   bisogno rapidamente di un quadro certo e quanto pi&ugrave;  rispondente alle   abitudini e alle preferenze dei cittadini. Bene dunque la  possibile   decisione di Agcom di commissionare un sondaggio che fotografi le    abitudini degli italiani e le specificit&agrave; territoriali&rdquo;.</em></p>
<p align="justify"> <em>&ldquo;Per le tv del Lazio, ormai da 6 mesi all digital,   la rapidit&agrave; di una  decisione sull&#8217;LCN &egrave; vitale</em> &#8211; continua Soro in   una nota &#8211; <em>perch&eacute; pu&ograve;  sancirne il rilancio sul mercato o, in   alternativa, nel perdurare  dell&#8217;incertezza, condannarle alla   marginalit&agrave;. A tutela delle realt&agrave; locali e  delle migliaia di addetti   ai lavori, auspichiamo quindi che l&#8217;eventuale  sondaggio venga fatto in   tempi rapidissimi s&igrave; da mettere Agcom in condizione di  decidere al pi&ugrave;   presto, offrendo all&#8217;emittenza locale le condizioni per liberare    energie ed investimenti&#8217;.</em></p>
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		<title>Caso Sky. Calabrò: ‘Entro il 29-30 aprile la risposta dell’Antitrust Ue’</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 15:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Entro il 29, 30 aprile&#8221; arriver&#224; la risposta dell&#8217;Antitrust Ue alla richiesta di Sky Italia di poter anticipare il proprio ingresso nella tv digitale rispetto al termine del 2012 previsto dagli impegni presi con Bruxelles al momento della fusione tra Stream e TelePi&#249;. I tempi della pronuncia dell&#8217;Unione europea sono stati indicati dal presidente dell&#8217;Autorit&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>&ldquo;Entro il 29, 30 aprile</em>&rdquo;   arriver&agrave; la risposta dell&rsquo;Antitrust Ue alla richiesta di <strong>Sky   Italia</strong> di poter anticipare il proprio ingresso nella <strong>tv   digitale </strong>rispetto al termine del 2012 previsto dagli impegni presi   con Bruxelles al momento della fusione tra <strong>Stream</strong> e <strong>TelePi&ugrave;</strong>. </p>
<p align="justify">I tempi della pronuncia dell&#8217;Unione europea sono stati   indicati dal presidente dell&#8217;Autorit&agrave; per le comunicazioni, <strong>Corrado   Calabr&ograve;</strong>, interpellato a margine di un convegno, spiegando che il   verdetto, che era atteso per met&agrave; aprile, &egrave; stato rinviato di due   settimane. </p>
<p align="justify">L&#8217;Agcom sta aspettando questa   pronuncia per preparare il regolamento necessario per assegnare le nuove <strong>frequenze</strong> rese disponibili dal <strong>dividendo   digitale</strong>, mentre la gara sar&agrave; indetta dal Ministero dello Sviluppo   economico. </p>
<p align="justify">In base agli impegni presi   con Bruxelles nel 2002, ai tempi della fusione, Sky Italia non pu&ograve;   trasmettere la pay tv su altre piattaforme prima del 2012. La tv di   Rupert Murdoch ha chiesto alla Ue di anticipare il suo sbarco sul   digitale terrestre, per poi poter partecipare all&#8217;asta per le frequenze   ancora disponibili. </p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi, il viceministro <strong>Paolo   Romani</strong> chiesto un nuovo incontro al commissario europeo alla   Concorrenza <strong>Joaquin Almunia</strong> da tenersi a conclusione del   market test avviato dall&rsquo;Antitrust Ue per valutare la richiesta di Sky. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Ho mandato una lettera ad Almunia per chiedere un   secondo incontro</em> &#8211; ha spiegato   Romani &#8211; <em>dopo il primo molto garbato e dall&#8217;esito largamente   favorevole. Mi auguro che, alla fine del market test avviato   dall&#8217;Europa, al quale tutti gli operatori hanno risposto, questo secondo   incontro tra Almunia e me possa essere risolutivo a chiarificatore,   ferma restando la nostra posizione in base alla quale gli impegni presti   da Sky devono rimanere quelli di oggi&#8217;</em>. </p>
<p align="justify">A chi intravede un ennesimo   fronte di scontro tra Sky e <strong>Mediaset</strong>, Romani ci ha   tenuto a sottolineare che &ldquo;<em>si tratta di un contenzioso tra   Sky e il mercato italiano: tutti gli operatori sono preoccupati, le tv   locali sono spaventatissime all&#8217;idea di un ingresso anticipato di Sky   sul digitale: sarebbe un altro incumbent che entra in un mercato che   inizia ad avere un suo equilibrio&#8217;.</em> </p>
<p align="justify">Una volta che la Ue avr&agrave;   sciolto la riserva, potr&agrave; finalmente partire la gara per l&#8217;assegnazione   del <strong>dividendo digitale</strong>: &ldquo;<em>Per varare il   disciplinare del beauty contest stiamo aspettando il regolamento   dell&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie nelle Comunicazioni</em> &#8211; ha commentato il   viceministro &#8211; <em>che ha qualche rallentamento perch&eacute; forse si   sta aspettando la definizione dell&#8217;intempestiva richiesta di Sky di   entrare anticipatamente nel digitale terrestre&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Stamani Calabr&ograve; &egrave; intervenuto anche sulla proposta per   lo sviluppo della <strong>banda larga</strong>, presentata oggi da <strong>Mario Valducci</strong> presidente della commissione Trasporti della   Camera, commentando che &ldquo;<em>va nella giusta direzione</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Ha per&ograve; aggiunto che &#8220;<em>serve un quadro   d&#8217;insieme e iniziative coordinate</em>&#8220;. Per il presidente dell&#8217;Agcom &ldquo;<em>&egrave; condivisibile&#8221;</em> la proposta di realizzare una <strong>roadmap</strong> per realizzare nel Paese la digitalizzazione a tappe dei servizi e dei   contenuti: <em>&#8220;La digitalizzazione della tv</em> &#8211; ricorda   Calabr&ograve; &#8211; <em>si &egrave; fatta con una roadmap</em>&#8220;. Sullo sviluppo   della banda <em>larga &#8220;vedremo nei prossimi mesi, io continuo a   spingere&#8221;</em> per la realizzazione dell&#8217;obiettivo.</p>
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		<title>Digitale terrestre. Catricalà scrive a Calabrò: ‘Le norme sull’ordinamento dei canali spingano a intensa concorrenza’</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 08:53:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ordinamento dei canali sul telecomando della Tv digitale terrestre sta creando non poche difficolt&#224; al legislatore ma anche a broadcaster. A lamentarsi sono soprattutto le emittenti locali che temono d&#8217;essere relegate agli ultimi posti. Da qui &#232; nato un dibattito aperto sulla Logical channel numbering (Lcn) e l&#8217;apertura di un&#8217;istruttoria dell&#8217;Agcom. Il presidente dell&#8217;Antitrust, Antonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&rsquo;ordinamento dei canali sul telecomando della <strong>Tv digitale terrestre</strong> sta creando non poche difficolt&agrave; al   legislatore ma anche a broadcaster. </p>
<p align="justify">A lamentarsi sono soprattutto le emittenti locali che   temono d&rsquo;essere relegate agli ultimi posti. Da qui &egrave; nato un dibattito   aperto sulla <strong>Logical channel numbering</strong> (Lcn) e   l&rsquo;apertura di un&rsquo;istruttoria dell&rsquo;Agcom. </p>
<p align="justify">Il presidente dell&#8217;Antitrust, <strong>Antonio   Catrical&agrave;</strong>, in una lettera al presidente dell&#8217;Autorit&agrave; per le   comunicazioni, <strong>Corrado Calabr&ograve;</strong>, ha sottolineato che <em>&ldquo;confida in una sollecita definizione in via regolatoria di   criteri idonei a promuovere modalit&agrave; di assegnazione delle numerazioni   suscettibili di favorire un&#8217;intensa competizione fra gli operatori&rdquo;,</em> con un sistema che sia possibilmente flessibile e per aree tematiche. </p>
<p align="justify">Catrical&agrave; prende spunto   dall&#8217;istruttoria avviata dall&#8217;Agcom per sottolineare la <em>&ldquo;particolare   rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica</em>, <em>soprattutto nell&#8217;attuale fase di passaggio dalla tecnologia   analogica a quella digitale terrestre&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ecco perch&eacute; l&#8217;Antitrust definisce &ldquo;<em>fortemente   auspicabile</em>&rdquo; che la possibilit&agrave; di regolare il tema indicata   dall&#8217;Agcom si tramuti in scelte concrete. Catrical&agrave; suggerisce di   individuare un modello che sia in grado di &ldquo;<em>tutelare una   certa flessibilit&agrave; del sistema rispetto a eventuali modifiche   sostanziali delle condizioni competitive&rdquo; </em>e un&#8217;organizzazione   impostata per aree tematiche, che favorisca il confronto fra le varie   offerte, come avviene all&#8217;estero.&nbsp; </p>
<p align="justify">In questo modo, vengono   enfatizzate le opportunit&agrave; di sviluppare audience per canali che, in   assenza di un ordinamento tematico, sarebbero relegati in numerazioni   molto elevate, tra emittenti recanti programmazioni del tutto   disomogenee. </p>
<p align="justify">Nella lettera, Catrical&agrave; ricorda <em>&ldquo;la   particolare rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica   dell&rsquo;ordinamento automatico dei canali televisivi, soprattutto   nell&rsquo;attuale fase di passaggio dalla tecnologia analogica a quella   digitale terrestre&rdquo;,</em> poich&eacute; nella televisione digitale terrestre, a   fronte di un&rsquo;offerta di programmi pi&ugrave; ampia rispetto alla televisione   analogica, <em>&ldquo;elementi di possibile successo della singola   attivit&agrave; d&rsquo;impresa sono, tra l&rsquo;altro, rappresentati dalla facilit&agrave; e   rapidit&agrave; di selezione del programma da parte dell&rsquo;utente e dal   consolidamento di una determinata posizione da parte dell&rsquo;emittente   televisiva nell&rsquo;ambito della numerazione&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Per l&#8217;Autorit&agrave; presieduta da Catrical&agrave;, &ldquo;&hellip;<em>anche   sulla scorta delle esperienze maturate in altri Paesi, un intervento   regolatorio appare fortemente auspicabile, nell&#8217;ottica di promuovere   l&#8217;affermazione di criteri organizzativi dell&#8217;ordinamento automatico   idonei a favorire condizioni di piena concorrenza tra gli operatori   effettivi e potenziali. Nessun accordo pattizio, infatti, pu&ograve; garantire   condizioni di assoluta imparzialit&agrave;, oggettivit&agrave; e non discriminazione,   connaturate invece all&#8217;operato dell&#8217;Autorit&agrave; di regolazione&rdquo;.</em> &nbsp; </p>
<p align="justify">Per l&#8217;Autorit&agrave; tali   considerazioni potrebbero acquistare ulteriore rilievo in vista di nuovi   ingressi nel mercato televisivo: &ldquo;<em>infatti, l&#8217;organizzazione   tematica, nella misura in cui attenua la centralit&agrave; delle prime   numerazioni, consente di mantenere una riserva di numerazioni di un   certo interesse anche per potenziali newcomer&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Secondo il parere della   Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato allo schema di   decreto Romani, che recepisce  la Direttiva Ue  sui nuovi servizi media   e audiovisivi, si prevede che spetti all&#8217;Agcom definire criteri e   blocchi dei numeri, nell&#8217;ambito dell&#8217;istruttoria che &egrave; gi&agrave; in corso e   terminer&agrave; a breve; al ministero, invece va il compito di assegnare il   numero del telecomando alle emittenti ma anche di sanzionare quelle che   non rispettano la posizione assegnata loro, anche con la revoca   dell&#8217;autorizzazione a trasmettere fino a due anni. </p>
<p align="justify">L&#8217;ordinamento   automatico dei canali &egrave; attualmente oggetto di un&rsquo;istruttoria dell&rsquo;Agcom   che sta valutando l&rsquo;accordo presentato da <strong>DGTVi</strong> sul   quale non sono per&ograve; pervenuti tutti i consensi. </p>
<p align="justify">Lo scorso novembre, l&rsquo;Autorit&agrave; delle tlc ha avviato   l&rsquo;iter ai sensi dell&#8217;art. 43 del Testo unico della radiotelevisione &#8211; e   che sar&agrave; svolta in tempi rapidi &#8211; servir&agrave; a verificare se l&#8217;accordo   raggiunto dai principali operatori del settore televisivo sia rispettoso   del pluralismo e non discriminatorio nei confronti di alcune categorie   di broadcaster. </p>
<p align="justify">Il problema &egrave; appunto l&#8217;LCN: quando il decoder o il   televisore integrato li sintonizza, li colloca in una lista lunghissima,   che arriva fino ai numeri 800. Ogni emittente, ovviamente, cerca di   piazzarsi il pi&ugrave; in alto possibile e si verificano casi di conflitto &#8211;   segnalati dagli stessi decoder &#8211; tra pi&ugrave; emittenti per occupare la   stessa posizione. </p>
<p align="justify">L&rsquo;accordo di DGTVi &#8211; che riunisce Rai, Mediaset, Telecom   Italia Media, Frt, D-Free e Aeranti-Corallo &ndash;, ora al vaglio   dell&#8217;Autorit&agrave;, prevede che i canali dall&#8217;1 al 9 spettino alle ex tv   analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e l&#8217;ex Rete A); dal 10   al 19 alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata dai vari   Corecom; dal  20 in    poi, a vari blocchi tematici: al numero 20 c&rsquo;&egrave; Tv 2000, al 21   Retecapri (che per&ograve; non ha ancora aderito all&#8217;accordo), poi i canali per   bambini, i semigeneralisti (come Rai 4, Iris o RaiSat), gli sportivi e   quelli dedicati alle news. Ma non tutti i broadcaster hanno aderito   all&#8217;intesa. </p>
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