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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Comunicazione</title>
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		<title>Ict e inclusione sociale: MSE e FUB presentano il progetto Beacon, digitale terrestre per colmare il gap tecnologico</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:18:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Presentato ieri presso il <strong>Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; Dipartimento per le Comunicazioni</strong> il progetto <strong>Beacon</strong> (Brazilian-European Consortium for DTT Services), co-finanziato dalla  Commissione Europea nell&rsquo;ambito del VI Programma Quadro e che raccoglie  partner pubblici e privati provenienti da diversi paesi europei e dal  Brasile, per sviluppare servizi di <strong>T-Learning</strong> sul Digitale Terrestre tesi a favorire l&rsquo;<strong>inclusione sociale</strong>. Un incontro, questo organizzato dal Ministero e dalla <strong>Fondazione  Ugo Bordoni </strong> (FUB), dedicato alla &ldquo;<strong><em>Tecnologie ICT per l&#8217;inclusione sociale</em></strong>&rdquo;  e finalizzato ad illustrare quanto le applicazioni della Tv digitale  terrestre, sviluppate dal Consorzio euro-brasiliano, con lo specifico  obiettivo di operare sui due differenti standard utilizzati in Europa e  in Brasile (rispettivamente,<strong> DVB-MHP</strong> e <strong>ISDTV-T</strong>),  permettano di raggiungere una maggiore flessibilit&agrave; dei contenuti e dei  servizi rispetto alle piattaforme impiegate e risultati concreti  nell&rsquo;e-Inclusion. Il progetto, come ha spiegato in apertura del  workshop <strong>Roberto Sambuco</strong>, Capo Dipartimento  Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, iniziato nel 2007  e della durata complessiva di 40 mesi: &ldquo;<em>Mira a favorire l&rsquo;innovazione tecnologica e un ritorno a politiche industriali di settore vere</em>&rdquo;. &ldquo;<em>L&rsquo;azione del Governo, attraverso il Dipartimento Comunicazioni</em> &ndash; ha precisato Sambuco &ndash; <em>punta  ad individuare tutti quegli strumenti attraverso cui lavorare ad un  definitivo processo di digitalizzazione del paese, occupandosi di banda  larga, facilitando l&rsquo;opera di posa in opera delle infrastrutture, come  cavidotti e fibra ottica, rilanciando l&rsquo;attivit&agrave; di Infratel e  impegnandosi nella realizzazione della rete a 20 Mbps per tutti</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Un Dipartimento, quello retto dal viceministro <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>,  che si propone come grande crocevia di progetti strategici per  l&rsquo;Italia, non solo orientati alle infrastrutture, ma anche alla qualit&agrave;  dei contenuti e i servizi veicolati, ponendo forte attenzione sul tema  dell&rsquo;inclusione sociale e soprattutto del digital divide. &ldquo;<em>Un pacchetto operativo</em> &ndash; ha ribadito Sambuco &ndash; <em>che  riguarda 8 milioni di cittadini italiani ancora esclusi dai grandi  cambiamenti sociali, economici e culturali indotti dall&rsquo;innovazione  tecnologica, circa il 12% della popolazione, a cui dobbiamo assicurare  tutto il nostro impegno come esecutivo e di cui il progetto Beacon  rappresenter&agrave; nei prossimi anni un esempio di case study di massimo  livello</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Le  diverse possibilit&agrave; applicative, insite nelle soluzioni adottate nel  Progetto, come ben si pu&ograve; constatare anche dalle informazioni contenute  nel sito di riferimento (<em><a href="http://www.beacon-dtt.com/">www.beacon-dtt.com</a></em>),  possono in effetti dar luogo non solo a importantissimi risultati nei  settori sopra citati, ma anche ad ulteriori sviluppi sul piano  commerciale e imprenditoriale, nel mercato dei prodotti digitali  destinati ad una fascia di utenza demografica trasversale e  multiterritoriale. Il Brasile, lo ricordiamo, &egrave; un paese in crescita,  inserito da tempo nel gruppo delle nazioni cosiddette BRIC (acronimo  che sta per Brasile, Russia, India e Cina), cio&egrave; quei Paesi che  condividono una grande popolazione, un immenso territorio, abbondanti  risorse naturali strategiche e, cosa pi&ugrave; importante, caratterizzati da  una forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale,  soprattutto nell&rsquo;ultimo decennio. La cooperazione italiana, in tal  senso, va vista in un pi&ugrave; ampio contesto strategico e di politica  economica internazionale, anche in virt&ugrave; del fatto che il Brasile conta  ormai quasi 28 milioni di cittadini di origine italiana, di cui solo  San Paolo ne ospita 9 milioni, circa il 50% dei suoi abitanti. </p>
<p align="justify">Anche  la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), nel suo costante impegno al fianco del  Dipartimento per le Comunicazioni, pone al centro delle sue attivit&agrave; l&rsquo;<strong>e-Inclusion</strong>, il digital divide e il dividendo digitale, come ha esposto il Direttore delle Ricerche <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2005/09/Frullone_Mario.html">Mario Frullone</a> nel suo intervento, sottolineando che: &ldquo;<em>Troppa  tecnologia potrebbe paradossalmente determinare, con tutta la massa di  opportunit&agrave; che &egrave; in grado di riversare nella societ&agrave; e nel mondo del  lavoro, un ampliamento della forbice tra le diverse fasce della  popolazione, tra chi &egrave; dentro e chi &egrave; fuori la rivoluzione digitale</em>&rdquo;.  L&rsquo;innovazione tecnologica, infatti, porta sempre con se nuovi  linguaggi, specifiche, know-how, competenze e skill, determinando in  definitiva un digital divide quasi fisiologico all&rsquo;interno di una  societ&agrave;. Ovviamente, sta alle Istituzioni prevenire gli effetti pi&ugrave;  devastanti e ridurre quindi nel pi&ugrave; breve tempo possibile il numero di  coloro che ne subiscono le conseguenze peggiori. A riguardo, ha  ricordato Frullone, sembrerebbe che la presenza di figli nei nuclei  famigliari garantirebbe una minore incisione dell&rsquo;esclusione sociali,  perch&eacute; portatori di quelle capacit&agrave; e competenze tecnologiche che poi  vengono passate anche ai restanti componenti della famiglia. &ldquo;<em>La FUB ha inoltre ricevuto l&rsquo;incarico</em> &ndash; ha reso noto Frullone &ndash; <em>di  verificare la qualit&agrave; di tali reti e strumenti di comunicazione, quindi  delle stesse infrastrutture sul territorio nazionale, con le operazioni  che partiranno dal prossimo mese di febbraio, mentre dal 1&deg; ottobre  2010 sar&agrave; distribuito ad ogni famiglia un software per la misurazione  della qualit&agrave; delle connessioni alla rete, cosicch&eacute; ognuno potr&agrave;  verificare l&rsquo;effettiva qualit&agrave; del servizio acquistato</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Da&nbsp; una  parte quindi le infrastrutture, dall&rsquo;altra la qualit&agrave; del servizio, con  l&rsquo;obiettivo dei 20 Mbps per tutti, che la stessa FUB sembra dare per  fattibile, anche grazie ad un processo di digitalizzazione delle  frequenze televisive &ldquo;<em>di cui bisogna andar fieri</em>&rdquo;, secondo Frullone, &ldquo;<em>continuando  a lavorare territorio per la sua copertura completa come leva per la  trasformazione del paese da analogico a &lsquo;full digital&rsquo;</em>&rdquo;. Anche <strong>Marco Recchioni</strong>, della Didagroup e Coordinatore del progetto Beacon, ha evidenziato quanto: &ldquo;<em>La  cooperazione con il Brasile e la messa in comune dello standard  Multimedia Home Platform (MHP), in tal senso, ci permetta di rendere  effettiva la lotta al digital divide e fruttifero l&rsquo;impegno  nell&rsquo;inclusione sociale, proprio attraverso il digitale terrestre, che  nel paese d&rsquo;oltreoceano &egrave; definito con l&rsquo;acronimo di ISDTV-T  (International System for Digital TV)</em>&rdquo;. Va ricordato, a riguardo,  che in Brasile tutte le famiglie hanno un televisore in casa, anche le  pi&ugrave; povere, un dato molto importante che poi &egrave; alla base del t-Learning  e dei piani formativi previsti da Beacon. &ldquo;<em>L&rsquo;enorme flessibilit&agrave; del mezzo televisivo digitale</em> &ndash; ha affermato Recchioni &ndash; <em>si mostra a noi come straordinario strumento di lotta all&rsquo;esclusione sociale e quindi al digital divide</em>&rdquo;. La parte italiana del progetto, ha illustrato <strong>Vittorio Dell&rsquo;Aiuto</strong>, sempre di Didagroup e anche lui nel gruppo di coordinamento Beacon, si caratterizza per: &ldquo;<em>Un&rsquo;intensa  ricerca nei servizi interattivi dedicati al t-Learning, nella crescita  del consorzio italo-brasiliano per la gestione delle risorse e dei  servizi presenti nel progetto, nella divulgazione dei risultati e nel  metterli a disposizione dei cittadini e quindi degli utenti finali,  contribuendo direttamente ai processi di policy-making nel campo  dell&rsquo;e-Inclusion</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Ovviamente  si parla di Information and Communication Technology, o ICT, e di  Televisione Digitale Terrestre (DTT), due settori fondamentali per lo  sviluppo della societ&agrave; dell&rsquo;informazione e dell&rsquo;economia della  conoscenza che, unitamente ai processi di interoperabilit&agrave; tra standard  europeo (DVB-MHP) e brasiliano (<strong>SBTVD-GINGA</strong>) e l&rsquo;installazione di una centrale operativa a San Paolo dedicata allo <strong>User Center Design</strong> (UCD), permetteranno la nascita di un modello di T-Leanring efficiente  ed esportabile, oltre il territorio Latino Americano. Per far questo,  ha spiegato <strong>Giuliano Benelli</strong> dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Siena, bisogna lavorare su pi&ugrave; livelli: &ldquo;<em>Formazione  attraverso il T-Learning, raccolta del materiale (Scorn) da utilizzare  per successive fasi e su diversi standard tecnologici, realizzare un  Sistema di Learning Management (LMS) da cui generare sempre nuovi  contenuti, garantendo l&rsquo;interoperabilit&agrave; degli stessi</em>&rdquo;. Pochi elementi, ma ben definiti, quelli elencati da Benelli, il quale successivamente ha presentato anche il progetto <strong>HBBTV</strong>,  Hybrid Broadcast Broadband TV, dove a fronte di una banda larga diffusa  ed estesa sar&agrave; presto possibile far convergere televisione e Internet,  aumentando enormemente le potenzialit&agrave; del media pi&ugrave; tradizionale che  ci sia, attraverso le specifiche tecnologiche del web, a cui  eventualmente si potranno aggiungere quelle di altre piattaforme di  largo consumo (mobile, satellite, console per videogame, ecc.). </p>
<p align="justify">Esempi pratici di tali applicazioni gi&agrave; sono riscontrabili nel progetto europeo denominato <strong>T-Seniority</strong>,  gestito in Italia dall&rsquo;Universit&agrave; di Siena e dalla Regione Toscana, che  vede il coinvolgimento di 300 soggetti adulti over 60 ( 5000 in  tutta Europa) impegnati nell&rsquo;utilizzo di Internet, DTT, IPTV, Mobile  device e Hidden PC, misurandone livelli di accessibilit&agrave; e di  usabilit&agrave;. T-Seniority nasce come combinazione flessibile di servizi  personalizzabili &lsquo;<em>General Public e-Care&rsquo;</em>, utilizzando  il mezzo di comunicazione preferito dall&rsquo;utente: la TV. L&rsquo;obiettivo  principale di T-Seniority &eacute; l&rsquo;integrazione di servizi in modalit&agrave; &ldquo;<em>user-centric</em>&rdquo;,  riguardanti programmi di assistenza (compresi servizi di trasporto) per  gruppi sociali svantaggiati, focalizzandosi principalmente su persone  anziane, per coprire un&rsquo;ampia parte di necessit&agrave; con la disponibilit&agrave;  di diverse modalit&agrave; di servizi (assistenza casalinga, tele-assistenza,  servizi di telefonia mobile, tele-allarmi, servizi di infermeria,  telemedicina). Un progetto che deve far riflettere ulteriormente, ha  spiegato <strong>Francesca Comunello</strong> dell&rsquo;Universit&agrave; degli  Studi di Roma &lsquo;La Sapienza&rsquo;, sull&rsquo;urgenza di raggiungere un livello pi&ugrave;  soddisfacente di digital dividend, senza fossilizzarsi su un solo  mezzo, come ad esempio il Personal Computer, perch&eacute;: &ldquo;<em>A fare la differenza nella forbice tra fasce di popolazione &lsquo;in&rsquo; e&nbsp; &lsquo;out&rsquo;  concorre un men&ugrave; tecnologico assolutamente pi&ugrave; vasto, dove ogni  tecnologia abilita all&rsquo;accesso in rete in maniera diversa e allo stesso  tempo esaustiva rispetto a qualsiasi altra</em>&rdquo;. &ldquo;<em>Il progetto Beacon in questo</em> &#8211; ha affermato Comunello &#8211; <em>&egrave;  un chiaro esempio di come una tecnologia, considerata da molti  tradizionale e sorpassata, stia invece dimostrando nella sua versione  digitale una nuova collocazione in campo pedagogico e formativo,  riuscendo a penetrare con facilit&agrave; nelle case e a coinvolgere in nuovi  processi di apprendimento anche quelle fasce di popolazione che per et&agrave;  anagrafica, al momento, rimangono in digital divide</em>&rdquo;. </p>
<p align="justify">Riprendendo Frullone, anche <strong>Antonio De Vanna</strong>,  coordinatore dell&rsquo;Osservatorio sull&#8217;accessibilit&agrave; DIT/Formez, ha  puntato il dito sull&rsquo;eccesso tecnologico e sui paradossi dell&rsquo;ICT: &ldquo;<em>Senza  un&rsquo;adeguata formazione e competenza, anche acquisita in ritardo magari,  non riusciremo tanto facilmente a ridurre la percentuale di persone in  digital divide</em>&rdquo;. E inoltre: &ldquo;<em>Se non si pensa seriamente  ai concetti di usabilit&agrave;, accessibilit&agrave; e fruibilit&agrave; di hardware e  software fin dal momento della progettazione, non si riuscir&agrave; mai a  rendere effettivi i progetti di e-inclusion, o almeno a favorirne  l&rsquo;attuazione</em>&rdquo;. Anche in questo il progetto Beacon si distingue per  il grande lavoro in fase di ideazione, con la realizzazione dell&rsquo;UCD di  San Paolo, con gli alti standard di qualit&agrave; misurabili e con la  garanzia di poter ottenere delle economie di scala, assieme ad un  approccio dal basso, infine, che determina un coinvolgimento maggiore  degli utenti finali, evitando i processi cosiddetti &lsquo;top-down&rsquo;. A tale  scopo &egrave; intervenuta, a chiusura di workshop, <strong>Danila Mercuri</strong> di APRE, Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, un ente nato  in Italia nel 1989 come &lsquo;Task Force&rsquo; del Ministero dell&rsquo;Universit&agrave; e  della Ricerca e che dal 1990 &egrave; costituito formalmente da Confindustria,  ENEA, FAST e Mondimpresa. &ldquo;<em>Intento finale di APRE</em> &#8211; ha spiegato a termine dell&rsquo;incontro Mercuri &#8211; <em>&egrave;  quello di fornire al mondo della ricerca italiana un importante momento  di informazione, assistenza e formazione intorno alle grandi  opportunit&agrave; di finanziamento della ricerca scientifica a fondo  comunitario, cos&igrave; da accrescere la partecipazione italiana al processo  di coesione economica e sociale dell&rsquo;Unione, allargandosi ulteriormente  alla Cooperazione Internazionale</em>&rdquo;. Ancora una volta, grazie al  progetto Beacon, &egrave; stato possibile mettere in luce l&rsquo;importanza e il  ruolo dell&#8217;ICT per l&rsquo;e-Inclusion, di come le tecnologie  dell&rsquo;informazione possano oggi rappresentare un terreno su cui  sviluppare percorsi di collaborazione tra pi&ugrave; Paesi, in questo caso  europei e dell&#8217;America Centrale e Meridionale, tesi alla ricerca e  all&#8217;innovazione nel campo delle nuove tecnologie e delle loro  applicazioni future. </p>
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		<title>Digitale terrestre: il 30% della popolazione italiana è all digital. Con lo switch-off della Campania chiuso il calendario di attività per il 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 10:26:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">In 90 giorni <strong>4 regioni</strong> (Valle d&rsquo;Aosta, Piemonte Orientale, Lazio e Campania)&nbsp; e 2 province autonome (Trento e Bolzano) per un totale di <strong>15.300.000 abitanti</strong> hanno effettuato la transizione dalla <strong>televisione analogica</strong> a quella <strong>digitale</strong>. Le operazioni di digitalizzazione hanno riguardato 6.155 impianti di emittenti televisive nazionali e locali. </p>
<p align="justify">Come informa il Ministero dello Sviluppo Economico &ndash; Dipartimento per le Comunicazioni, il <strong>call center</strong> con numero verde gratuito ha soddisfatto 990.000 (con un picco di  92.000 chiamate il 16 novembre per il passaggio di Roma e gran parte  del Lazio) richieste di informazioni e assistenza alla <strong>sintonizzazione</strong>. </p>
<p align="justify">Il Dipartimento per le Comunicazioni ha erogato nel 2009 circa <strong>82.000 contributi</strong> alle fasce deboli, contributo di 50 euro per l&rsquo;acquisto di un <strong>decoder interattivo</strong>, attraverso 949 rivenditori accreditati.&nbsp; </p>
<p align="justify">Il 15 dicembre &egrave; terminato il passaggio al digitale della <strong>Campania</strong>, con la transizione della zona del Cilento. </p>
<p align="justify">Complessivamente  sono stati interessati circa 5.800.000 abitanti di 551 comuni  dell&rsquo;intera regione e 1283 impianti delle emittenti nazionali e locali. </p>
<p align="justify">La regione &egrave; stata divisa in <strong>6 aree tecniche</strong>:  1. Napoli e provincia, Caserta e provincia (1-2 dicembre); 2 Salerno e  parte della provincia (3-4 dicembre); 3. Valle dell&rsquo;Irno, Avellino e  provincia (9-10 dicembre); 4. Benevento e provincia (11 dicembre); 5.  Vallo di Diano (14 dicembre) e 6. Cilento (15 dicembre). </p>
<p align="justify">Per  il programma delle transizioni &egrave; stato previsto un periodo di 15 giorni  per consentire alle emittenti di effettuare gli interventi tecnici  necessari su tutti gli impianti, riducendo in tempi brevi eventuali  disagi per i cittadini. </p>
<p align="justify">La regolarit&agrave; delle transizioni al digitale &egrave; stata costantemente verificata dai laboratori mobili del Ministero. </p>
<p align="justify">Per  agevolare questa importante fase di transizione, il Ministero ha  realizzato una serie di iniziative di natura organizzativa, finanziaria  e di comunicazione, predisponendo un programma di interventi favore dei  cittadini. </p>
<p align="justify">In  primo luogo &egrave; stato disposto il contributo statale, dell&rsquo;importo di &euro;  50, per l&rsquo;acquisto di un decoder digitale interattivo, rivolto ai  cittadini in regola con l&rsquo;abbonamento alla RAI, con reddito pari o  inferiore a &euro; 10.000 e di et&agrave; pari o superiore a 65 anni (da compiersi  entro il 31.12.2009), utilizzabile presso tutti i rivenditori che  aderiscono all&rsquo;iniziativa. I potenziali aventi diritto, attestati  dall&rsquo;Agenzia delle Entrate, sono circa 142.000. I cittadini non devono  fornire prova documentale delle condizioni di reddito necessarie per  l&rsquo;erogazione del contributo. &Egrave; sufficiente che forniscano il codice  fiscale al rivenditore che provveder&agrave; tramite accesso telematico a  verificare il possesso dei requisiti (residenza, reddito, et&agrave;,  abbonamento Rai). In caso positivo il rivenditore acquisir&agrave; copia di un  documento di identit&agrave;, della ricevuta dell&rsquo;abbonamento Rai e provveder&agrave;  ad effettuare uno sconto immediato di &euro; 50 sul costo di un decoder  accreditato. </p>
<p align="justify">Complessivamente  per l&rsquo;iniziativa 2009, il numero dei decoder venduti con il contributo  statale &egrave; stato entro le ore 13,00 di oggi di circa 30.600 unit&agrave; &#8211;  presso 308 rivenditori accreditati &#8211; cui bisogna sommare i decoder  erogati nel biennio 2004 &#8211; 2005 pari a 63.250. Pertanto, ad oggi ci  sono circa 94.000 famiglie in Campania dotate di decoder grazie al  contributo statale. </p>
<p align="justify">Il  call center del Ministero (numero verde 800.022.000 attivo dal luned&igrave;  al sabato dalle ore 8.00 alle 20.00) fornisce ogni informazione in  merito al passaggio al digitale, incluse le procedure di  sintonizzazione dei decoder. Tutte le informazioni, con l&rsquo;elenco dei  modelli di apparecchi testati (98 decoder interattivi, 39 decoder non  interattivi e 200 televisori integrati) sono altres&igrave; disponibili sul <strong><a href="http://www.decoder.comunicazioni.it/">sito</a></strong>. </p>
<p align="justify">Il  numero &egrave; completamente gratuito e complessivamente nei 15 giorni di  switch-off ha ricevuto dalla regione Campania circa 90.000 chiamate  concernenti in gran parte un supporto nelle procedure di  sintonizzazione e informazioni sulla copertura del segnale, supportando  la riuscita di una iniziativa senza precedenti in Italia per numero di  abitanti coinvolti contemporaneamente. </p>
<p align="justify">Il Ministero, in collaborazione con   la Regione Campania  , ha previsto una campagna informativa sulle televisioni locali, con la  messa in onda di spot contenenti anche indicazioni pratiche sulla  connessione del decoder e sulla sintonizzazione, la pubblicazione di  messaggi informativi sui quotidiani, distribuzione di leaflet e  infomobilit&agrave;. </p>
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		<title>Tv digitale: il mercato delle New Tv cresce del 13% e compensa le perdite dei media tradizionali, generando ricavi per quasi 600 mln</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 14:50:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si &#232; svolto oggi a Milano il Convegno &#8220;New Tv &#38; Media: la crisi accelera la trasformazione&#8221; con la presentazione dei risultati dell&#8217;Osservatorio su New Tv &#38; Media. Un&#8217;indagine che da quest&#8217;anno cambia denominazione proprio per estendere l&#8217;ambito di investigazione all&#8217;insieme complessivo dei Media digitali &#8211; o New Media &#8211; pur mantenendo un focus specifico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Si &egrave; svolto oggi a Milano il Convegno &#8220;<strong><em>New Tv &amp; Media: la crisi accelera la trasformazione</em></strong>&#8221; con la presentazione dei risultati dell&#8217;Osservatorio su New Tv &amp; Media. </p>
<p align="justify">Un&#8217;indagine  che da quest&#8217;anno cambia denominazione proprio per estendere l&#8217;ambito  di investigazione all&#8217;insieme complessivo dei Media digitali &#8211; o New  Media &#8211; pur mantenendo un focus specifico sulle <strong>Televisioni digitali</strong>.  La ricerca si basa sull&#8217;analisi di pi&ugrave; 550 canali relativi a tutte le  principali piattaforme televisive digitali e su oltre 50 casi di studio  realizzati mediante interviste dirette alle pi&ugrave; significative imprese  operanti nei diversi stadi di questa filiera. </p>
<p align="justify">L&#8217;Osservatorio  adotta una prospettiva sistemica che cerca di capire tutti i molteplici  e turbolenti fenomeni che stanno accadendo in tutti i Media digitali: </p>
<p align="justify">*  quelli basati sulle piattaforme televisive digitali (Sat Tv, DTT e  IpTv) che arrivano sullo schermo televisivo &#8220;tradizionale&#8221; (per questo  ci piace chiamare queste piattaforme Sofa-Tv digitali e riferirci a  questo comparto dei media con l&#8217;espressione di mondo  Televisore-centrico); </p>
<p align="justify">*  quelli basati sull&#8217;Internet tradizionale &#8211; e, in particolare sul Web &#8211;  fruiti tramite un qualsiasi PC &#8211; Laptop, Desktop o Netbook (che  costituiscono il cosiddetto mondo Pc-centrico); </p>
<p align="justify">*  quelli basati sulle reti Mobile &#8211; sia Unicast (Umts/Hsdpa) che  Broadcast (Dvb-h) &#8211; fruiti tipicamente tramite il telefono cellulare  (il cosiddetto mondo Cellulare-centrico). </p>
<p align="justify">Le  ragioni di questa ampia prospettiva sono due: la prima &egrave; che i confini  tra questi mondi sono sempre pi&ugrave; sfocati, per le molteplici convergenze  tecnologiche in atto; la seconda &egrave; che, per quanto eterogenei (a  livello di formati, modalit&agrave; e occasioni di fruizione) tutti questi  media partecipano in senso lato alla grande competizione per lo share  of advertising dell&#8217;imprese, da una parte, e per lo share of wallet del  consumatore, dall&#8217;altra. </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Nella visione sistemica sopra evidenziata, il mercato dei New Media cresce nel  2009 in  Italia del 13% circa e, quindi, compensa in parte la perdita di  fatturato dei media tradizionali, generando nuovi ricavi per quasi 600  milioni di euro&rdquo;,</em> conferma <strong>Andrea Rangone</strong>, Coordinatore degli Osservatori ICT &amp; Management della School of Management del Politecnico di Milano. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Questi  numeri ci sbattono in faccia la cruda realt&agrave; che per anni, forse, non  abbiamo voluto capire realmente: che il mondo dei media non &egrave; pi&ugrave; come  prima, che la rivoluzione digitale lo sta profondamente e  strutturalmente cambiando. In particolare questa crisi congiunturale  sta togliendo definitivamente qualsiasi ciambella di salvataggio. In  questo scenario, la crescita &#8211; se non la sopravvivenza stessa &#8211; degli  editori si trova nel mondo digitale e nella capacit&agrave; di saperlo  interpretare in modo corretto. Occorre cambiare con decisione e  urgenza, aguzzando l&#8217;ingegno per affrontare in modi diversi &#8211;  possibilmente innovativi &#8211; tutti i diversi mondi che le tecnologie  digitali stanno proponendo (Televisore-centrico, Pc-centrico,  Cellulare-centrico) e per cercare di capire come generare nuove fonti  di ricavo &#8211; derivanti sia dalla pubblicit&agrave; che dall&#8217;offerta di  contenuti a pagamento agli utenti &#8211; senza preconcetti e vincoli  mentali&#8221;. </em>(<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr1_mercato%20media.jpg">La dinamica del mercato dei Media &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Il  mercato italiano dei Media subisce nel 2009 una contrazione compresa  tra l&#8217;8 e il 10%, passando da 18,5 miliardi di euro nel  2008 a  meno di 17 miliardi di euro nel  2009&rdquo; </em>, continua <strong>Giovanni Toletti</strong>,  Responsabile della Ricerca Osservatorio New Tv &amp; Media. Questa  dinamica &egrave; l&#8217;effetto congiunto di due andamenti di segno opposto: una  forte diminuzione degli introiti derivanti dai Media tradizionali e una  buona crescita dei ricavi generati dai New Media. Pi&ugrave; precisamente, la  pubblicit&agrave; sulla Stampa diminuisce poco pi&ugrave; del 20%, quella sulla Tv  analogica del 10%, quella sulla radio del 14%; i ricavi derivanti dalle  vendite di quotidiani e periodici si riducono di circa il 20%. I Media  digitali, invece, crescono del 13% e arrivano a rappresentare il 29%  del mercato complessivo dei Media (erano il 24% nel 2008 e il 22% nel  2007). </p>
<p align="justify">(<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr2_tradvsdig.jpg">La dinamica del mercato dei Media: tradizionali vs. digitali &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><strong> &nbsp; </strong></p>
<p align="justify"><strong>Il mercato dei New Media </strong></p>
<p align="justify">Entrando  nel merito delle singole componenti che costituiscono il mercato dei  New Media, possiamo evidenziare che il peso maggiore &egrave; delle <strong>Sofa-Tv digitali</strong>,  pari al 76%, a fronte di un peso di Internet pari al 18% e un&#8217;incidenza  del Mobile pari al 6%. Ma entriamo maggiormente nel merito dei singoli  mondi digitali. (<strong><a href="http://emktgservice.com/bump/attachments/files/57CK82WQ2ZSSMG72YRUN/upload_files/gr3_peso%20media.jpg">Il peso dei diversi Media &ndash; GRAFICO</a></strong>) </p>
<p align="justify"><strong>Sofa-Tv </strong></p>
<p align="justify">Le  piattaforme televisive digitali sono per ora essenzialmente utilizzate  per l&#8217;offerta di contenuti di natura televisiva, fatta eccezione per  alcuni canali radiofonici (presenti nel bouquet di Sky e sul DTT) e i  Teletext (Televideo, Mediavideo, ecc.). Questi ultimi, seppure fino a  questo momento non abbiano ancora saputo sfruttare appieno le  potenzialit&agrave; della nuova piattaforma digitale, potrebbero in futuro  aumentare il loro ruolo. </p>
<p align="justify"><strong>Internet </strong></p>
<p align="justify">Nel  2009 il mercato dei Media basati sul Web, inteso come la somma degli  introiti da pubblicit&agrave; e delle vendite di contenuti premium (video e  musica in streaming e contenuti editoriali) dovrebbe attestarsi attorno  ai 910 milioni di euro, in crescita di oltre il 10% rispetto al 2008.  Il 98% di questo valore &egrave; costituito dall&#8217;advertising, mentre sono  ancora molto ridotti i ricavi dalla vendita dei contenuti. Ma il  potenziale del Web, come Media, &egrave;, a nostro avviso, ben superiore a  questi valori, per due ragioni di fondo. La prima &egrave; che ad oggi non si  &egrave; ancora riusciti &#8211; se non in minima parte &#8211; a &#8220;monetizzare&#8221; i due  trend fondamentali che stanno cambiando in profondit&agrave; la natura stessa  del Web: la rivoluzione del 2.0 (e la conseguente proliferazione di  social network, blog, user-generated-content, community, wiki, ecc.) e  la massiva diffusione di contenuti Video (Video-metamorfosi). Entrambi  questi fenomeni stanno contribuendo ad una crescita sempre pi&ugrave;  capillare di Internet anche in Italia (il numero di utenti Internet  arriver&agrave; a fine anno vicino ai 24 milioni e il tempo dedicato in media  dal singolo navigatore italiano &egrave; passato dalle 22 ore mensili del 2008  alle oltre 33 ore nel 2009) ma non sono ancora stati capaci di generare  adeguati ricavi aggiuntivi. Siamo per&ograve; convinti che questo accadr&agrave; nei  prossimi anni. La seconda ragione &egrave; che nel Web, a differenza invece di  quello che accade sulle Sofa-Tv digitali e nel Mobile, non si &egrave; ancora  riusciti a capire come generare ricavi anche dalla vendita di contenuti  premium ai navigatori. Siamo per&ograve; convinti che sia possibile  raggiungere questo risultato, soprattutto quando a volerlo sono player  del calibro di Google e News Corp, ma per farlo sar&agrave; necessario  sviluppare &#8211; finalmente &#8211; adeguati sistemi condivisi a supporto dei  micro-pagamenti. </p>
<p align="justify"><strong>Mobile </strong></p>
<p align="justify">Il  mercato dei Mobile Media vale nel 2009 oltre 290 milioni di euro. Nel  mondo Mobile, a differenza di quello Web, la componente di fatturato  dominante &#8211; pari al 90% &#8211; &egrave; rappresentata dalla vendita di contenuti  premium al consumatore finale; la quota parte derivante dalla vendita  di pubblicit&agrave; ha per ora un ruolo marginale anche se pensiamo possa ben  svilupparsi in futuro. </p>
<p align="justify">Su  Mobile, infatti, i consumatori hanno sempre dimostrato una maggiore  propensione a pagare per servizi e contenuti di reale valore, anche per  la presenza &#8220;naturale&#8221; in questo canale di un semplice ed efficace  sistema di pagamento (il conto telefonico degli operatori). </p>
<p align="justify">Pi&ugrave;  nello specifico, il valore complessivo del mercato dei Mobile Media a  pagamento nel 2009 supera i 260 milioni di euro. La voce pi&ugrave; rilevante  (72%) &egrave; costituita dai servizi di Infotainment (informazione e  intrattenimento) erogati via Sms (che continua ad essere la piattaforma  di gran lunga pi&ugrave; utilizzata), Mms, Mobile Site e Applicativi. Seguono  i contenuti video e televisivi (24%) e i servizi di Interazione con i  Media, come il Voting (4%). </p>
<p align="justify">Nel  2009 complessivamente il mercato dei Mobile Media registra per&ograve; una  contrazione, pari a circa il 13%. Le ragioni di questa dinamica  negativa sono, per l&rsquo;Osservatorio, da ricondursi ad una profonda fase  di trasformazione che il mondo Mobile sta attraversando proprio in  questo periodo: verso il nuovo paradigma del Mobile Internet (e, in  connessione, degli Application Store e dei Widget). L&#8217;effetto sul  mercato di questo importante processo di cambiamento &egrave; che, da una  parte, alcuni comparti di offerta pi&ugrave; tradizionali (quali quelli basati  su Sms) stanno contraendosi (anche perch&eacute; in alcuni casi si rivolgono a  mercati saturi), pur mantenendo valori elevati, mentre i comparti pi&ugrave;  innovativi di offerta, abilitati dal nuovo paradigma, non stanno ancora  generando volumi d&#8217;affari consistenti (come naturale considerando la  loro giovane et&agrave; e notevole novit&agrave;). </p>
<p align="justify"><em>&#8220;Al  termine di questo periodo transitorio, pensiamo che il mercato dei  Mobile Media possa continuare la sua crescita, diventando una  componente sempre pi&ugrave; importante del pi&ugrave; complessivo mondo dei Media  digitali&rdquo;,</em> commenta <strong>Giovanni Toletti</strong>, Responsabile della Ricerca Osservatorio New Tv &amp; Media. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;In  questo scenario evolutivo il principale punto interrogativo riguarda i  modelli di business sostenibili, in grado cio&egrave; di remunerare i diversi  attori in gioco: pensiamo che in questo ambito possa bene affermarsi un  modello freemium, in cui alcuni servizi e funzionalit&agrave; sono gratuiti,  remunerati dalla pubblicit&agrave;, mentre altri pi&ugrave; avanzati sono a  pagamento. Per non bruciare valore bisogner&agrave; s&igrave; tenere conto  dell&#8217;inevitabile convergenza tra il mondo Mobile e quello Internet, ma  senza trascurare di valorizzare le specificit&agrave; del canale Mobile  (immediatezza, ubiquit&agrave; e sistema di pagamento &#8220;integrato&#8221;)&#8221;. </em></p>
<p align="justify"><strong>Il mercato delle New Tv </strong></p>
<p align="justify">A  fronte di una contrazione della pubblicit&agrave; sulle Tv &#8220;tradizionali&#8221; pari  a circa il 10%, le New Tv crescono nel 2009 del 15%, arrivando a  superare i 3.800 milioni di euro. L&#8217;effetto congiunto di queste due  dinamiche di segno opposto &egrave; che le televisioni digitali aumentano  sensibilmente il proprio peso nel complessivo mercato televisivo,  passando dal 35% del 2008 al 41% del 2009. Guardando alle diverse  piattaforme digitali, rimane dominante il ruolo di quella satellitare &#8211;  Sky &#8211; che pesa per l&#8217;84%, ma, grazie ad un tasso di crescita superiore  al 70%, cresce in misura significativa l&#8217;importanza del Digitale  Terrestre (nel 2009 &egrave; l&#8217;11% del totale), mentre rimangono  sostanzialmente stabili in termini relativi &#8211; e piccoli in valori  assoluti &#8211; i contributi delle altre piattaforme (IpTv, Mobile e  Internet). </p>
<p align="justify"><strong> &nbsp; </strong></p>
<p align="justify"><strong>Sofa-Tv </strong></p>
<p align="justify">Il  2009 &egrave; stato un anno importante per le Sofa-Tv perch&eacute; ha visto lo  sviluppo di alcuni fenomeni che porteranno a cambiamenti strutturali  importanti in questo ambito nei prossimi anni. Di seguito solo alcuni  di questi fenomeni, che riteniamo particolarmente rilevanti. </p>
<p align="justify">Il primo &egrave; la forte competizione tra <strong>SKY</strong> e <strong>Mediaset</strong> nel mercato della Tv a pagamento che sta complessivamente facendo bene  al mercato, spingendo i due attori a introdurre continuamente novit&agrave;,  sia a livello tecnologico che commerciale. Tra queste innovazioni,  segnaliamo in particolare la diffusione della <strong>Tv HD</strong>,  spinta in questo momento soprattutto da SKY (ma non trascurata dagli  operatori del DTT) e il lancio di una prima versione non Ip della  over-the-top-tv da parte di Mediaset, che potr&agrave; portare ad un notevole  arricchimento dei contenuti e dei servizi erogabili tramite il digitale  terrestre. Fino a questo momento, Rai non sta partecipando alla  competizione per l&#8217;accaparramento del mercato Pay, preferendo giocare &#8211;  da soggetto pubblico qual &egrave; &#8211; un ruolo pi&ugrave; importante nell&#8217;offerta  free. Il secondo fenomeno &egrave; il crescente sforzo profuso da importanti  comparti dell&#8217;offerta nello sviluppo di Decoder &#8220;universali&#8221;, in grado  di rendere accessibili con un unico set-top-box e con un unico  telecomando le diverse piattaforme televisive: Satellite, DTT e anche  il Web (ma in un formato e con una navigabilit&agrave; adatta alla  televisione). Questo ultimo aspetto &egrave; particolarmente interessante,  perch&eacute; rappresenta un ponte con cui il mondo delle Desktop Tv entra nel  &#8220;tradizionale&#8221; televisore di casa. A questo riguardo segnaliamo anche  alcuni interessanti accordi tra produttori di televisori e grandi Web  company globali per incorporare nativamente nel televisore dispositivi  capaci di far accedere, in modo semplice e rapido, tramite il  televisore stesso a risorse Web (e in particolare alla Desktop Tv). </p>
<p align="justify">Un  ultimo punto riguarda l&#8217;IpTv, piattaforma spinta dagli operatori di  telefonia fissa per cercare di ritagliarsi uno spazio nel mondo delle  Sofa-Tv. Anche a causa dei risultati ottenuti fino a questo momento  abbastanza limitati, tali operatori stanno lavorando per cambiare il  concetto stesso di IpTv: da walled garden chiusi facenti capo al  singolo player, a piattaforma aperta potenzialmente utilizzabile da  qualsiasi aggregatore di contenuti. Anche per promuovere questo nuovo  scenario, i tre operatori attivi sulla IpTv &#8211; Telecom Italia, Fastweb e  Wind &#8211; hanno dato vita all&#8217;Associazione italiana degli operatori IpTv  che si pone &#8211; tra gli altri &#8211; l&#8217;obiettivo di spingere il processo di  standardizzazione dei decoder. </p>
<p align="justify"><strong>Desktop-Tv </strong></p>
<p align="justify">Il 2009 conferma i due trend fondamentali che gi&agrave; messi in evidenza nel Rapporto dell&#8217;anno scorso: </p>
<p align="justify">*  da una parte, l&#8217;importanza di considerare le Desktop-Tv come una  componente di offerta &#8211; particolarmente ricca ed attrattiva per  l&#8217;utente &#8211; del complessivo e composito mondo del Web e non come un  mercato specifico, a s&eacute; stante, isolabile dal pi&ugrave; complessivo mondo  dell&#8217;online. Questo significa pi&ugrave; spazio per quegli editori &#8211; sia  tradizionali che Web &#8211; che interpretano l&#8217;offerta Video/Tv in una  strategia pi&ugrave; complessiva multicanale e di portafoglio e per quelle  imprese e pubbliche amministrazioni che vogliono puntare sul Video per  potenziare la comunicazione e l&#8217;interazione con i propri utenti. Pi&ugrave;  difficile invece la vita per gli operatori &#8220;puri&#8221;, quelle start-up nate  appositamente per operare in questo mercato, anche se il successo non &egrave;  necessariamente precluso, come dimostrano alcuni casi internazionali,  primo fra tutti Hulu; </p>
<p align="justify">*  dall&#8217;altra, la notevole mole di attivit&agrave; di sperimentazione in atto in  questo ambito. Il Web si sta dimostrando un contesto particolarmente  favorevole per condurre esperimenti nel mondo dei Video e della Tv o  per mettere a punto e testare innovazioni. Importante sottolineare il  fermento imprenditoriale e la vivacit&agrave; innovativa che stanno  caratterizzando questo ambito come un vero e proprio &#8220;laboratorio&#8221; in  cui si sperimentano nuovi concept di Tv che potranno, nel tempo,  arricchire anche l&#8217;offerta televisiva delle altre piattaforme. In  realt&agrave; questo processo di &#8220;contaminazione&#8221; &egrave; gi&agrave; in atto: per quanto  riguarda le Sofa-Tv, attraverso, ad esempio, l&#8217;introduzione di decoder  universali e di televisori capaci nativamente di accedere ai contenuti  del Web; relativamente alle Hand-Tv, attraverso l&#8217;affermazione del  paradigma del Mobile Internet, degli Application Store, dei Widget. </p>
<p align="justify"><strong>Hand-Tv </strong></p>
<p align="justify">Per  quanto riguarda le Hand-Tv, le due reti alla base dell&#8217;offerta &#8211; quella  Dvb-h e quella Cellulare &#8211; stanno vivendo dinamiche evolutive  profondamente differenti. </p>
<p align="justify"> La rete Cellulare  , grazie al continuo incremento della banda disponibile, si sta sempre  di pi&ugrave; proponendo come efficace piattaforma anche per la fruizione di  contenuti Video, godendo- rispetto alla piattaforma Dvb-h &#8211; di alcuni  vantaggi, quali una base installata notevolmente superiore (e senza la  necessit&agrave; di terminali ad hoc), l&#8217;interattivit&agrave; intrinseca tipica delle  reti Ip e la possibilit&agrave; di offrire una gamma di servizi maggiore.  L&#8217;affermarsi, inoltre, del paradigma del Mobile Internet e degli  Application Store abilita potenzialmente tutti gli attori del mondo dei  Video e della Tv (Broadcaster, Editori, Web company, ecc.) a provare a  giocare una partita anche in questo ambito. La principale criticit&agrave; in  questo contesto &egrave; rappresentata dai modelli di business che si  affermeranno, dal momento che un modello esclusivamente basato sulla  pubblicit&agrave; non sar&agrave; in grado di generare numeri realmente interessanti  per i molteplici attori in gioco mentre il modello freemium &egrave; quello  potenzialmente pi&ugrave; interessante. </p>
<p align="justify">Il <strong>DVB-H</strong>,  invece, rimane in una situazione di stallo, ancorato alla spinta di un  unico Operatore. Non si &egrave; andati &#8211; ad oggi &#8211; nella auspicata direzione  di creare un ecosistema in cui tutti i player della filiera potessero  trovare un loro ruolo coerente e un proprio interesse nel far decollare  il mercato. Le potenzialit&agrave; di questa piattaforma siano molte &#8211; e  complementari rispetto alla rete cellulare &#8211; ma fino a che l&#8217;attuale  situazione non si sbloccher&agrave;, non verranno colte neppure minimamente. </p>
<p></span></p>
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		<title>Dtt: Romani a Mockridge, ‘Procederemo ad autorizzazione per Cielo, ma inappropriato rendere pubblica la lettera inviata al ministero</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 14:47:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il via libera alla partenza di &#8216;Cielo&#8216;, il nuovo canale gratuito della News Corp sul digitale terrestre, che doveva debuttare il primo dicembre, arriver&#224; &#8220;come previsto, nei termini di legge&#8221;. Ad assicurarlo &#232; il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, dopo che Tom Mockridge, amministratore delegato di News Corp Stations Europe, ha reso noto che sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Il via libera alla partenza di &#8216;<strong>Cielo</strong>&#8216;, il nuovo canale gratuito della <strong>News Corp</strong> sul <strong>digitale terrestre</strong>, che doveva debuttare il primo dicembre, arriver&agrave; &ldquo;<em>come previsto, nei termini di legge</em>&rdquo;. Ad assicurarlo &egrave; il viceministro alle Comunicazioni, <a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2008/05/Romani_Paolo.html">Paolo Romani</a>, dopo che <strong>Tom Mockridge</strong>,  amministratore delegato di News Corp Stations Europe, ha reso noto che  sul nuovo progetto c&rsquo;&egrave; gi&agrave; da una settimana l&#8217;ok della Commissione  europea, cui Romani aveva chiesto un parere. </p>
<p align="justify">La  domanda di autorizzazione, ha ricordato Romani qualche giorno fa, &egrave;  stata inoltrata al ministero il 2 novembre e la risposta va data entro  60 giorni, pi&ugrave; eventuali altri 30. Il viceministro ha anche spiegato di  aver chiesto a Bruxelles &ldquo;<em>una corretta interpretazione</em>&rdquo; degli impegni fissati nel 2003, all&#8217;atto della fusione tra <strong>Stream</strong> e <strong>Tele+</strong>, per chiarire in particolare se il gruppo di <a href="http://www.key4biz.it/Protagonisti/2002/12/Murdoch_Rupert.html">Rupert Murdoch</a> possa intraprendere attivit&agrave; sul digitale terrestre, pur se con un canale in chiaro. </p>
<p align="justify">Il viceministro, in particolare, ha evidenziato che tali paletti &ldquo;<em>prevedono  l&#8217;impegno per News Corp a non intraprendere attivit&agrave; sul digitale  terrestre, fino a fine 2011, n&eacute; come operatore di rete n&eacute; come  fornitore al dettaglio che a casa mia vuole dire trasmettere programmi  in chiaro. Per questo abbiamo chiesto lumi alla Commissione europea e  siamo in attesa di una risposta&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ieri la rivelazione di Mockridge, in una lettera allo stesso Romani: &ldquo;<em>Ci  risulta, come confermato dal suo ufficio, che questa interpretazione  sia giunta al suo ministero gioved&igrave; stesso, ovvero una settimana fa, e  che  la DG Competition  abbia chiarito che gli undertaking non precludano a Sky Italia di  operare sul Dtt (digitale terrestre) con un canale gratuito in chiaro,  come sempre sostenuto dalla nostra azienda. Restiamo dunque in attesa  di un vostro celere riscontro in merito a questa pratica</em> &ndash; ha concluso Mockridge &#8211; <em>nell&#8217;interesse di una sana e trasparente competizione nel mercato televisivo italiano&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;In base anche al parere dell&#8217;Unione Europea</em> &#8211; ha risposto Romani &#8211; <em>gli  uffici del ministero procederanno, come previsto, nei termini di legge  al rilascio dell&#8217;autorizzazione alla trasmissione del canale Cielo sul  digitale terrestre&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Il viceministro ha tuttavia definito &ldquo;<em>inappropriata  la scelta di rendere pubblica una lettera inviata da Sky al ministero  nella quale, inoltre, si fa riferimento ai contenuti di una  comunicazione istituzionale fra l&#8217;Unione Europea e questo ministero&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Intanto Sky Italia ha annunciato che presenter&agrave; all&#8217;Antitrust un <strong>ricorso</strong> contro l&#8217;accordo raggiunto in seno all&#8217;associazione <strong>DGTVi</strong> sull&#8217;ordinamento automatico dei canali nel nuovo <strong>telecomando digitale</strong>: &ldquo;<em>Gli operatori principali &#8216;incumbent&#8217; del settore, agendo in pratica come autorit&agrave; di regolazione privata</em> &#8211; lamenta la piattaforma satellitare &#8211; <em>hanno  adottato un ordinamento automatico ritenuto conveniente e lo hanno  immediatamente posto in esecuzione. Mentre agli operatori esterni a  questo accordo &egrave; stata data solo la possibilit&agrave; di aderire o di  partecipare a eventuali correzioni, rese comunque difficili  dall&#8217;avviata esecuzione dell&#8217;accordo stesso&rdquo;</em>. </p>
<p align="justify">Apprezzamento,  infine, da parte di Sky per l&#8217;istruttoria gi&agrave; avviata dall&#8217;Autorit&agrave; per  le garanzie nelle Comunicazioni sulla vicenda. </p>
<p align="justify">Cielo, che si appogger&agrave; alle frequenze di <strong>Rete A</strong>, sar&agrave; probabilmente collocato al decimo posto del telecomando digitale. A riguardo, Romani ha commentato: &ldquo;<em>Il  fatto che Rete A si sia inserita con il multiplex tra i canali dal 9 al  14, sconvolgendo quel minimo di gentleman agreement&#8217; trovato tra le  emittenti, &egrave; gravissimo. Aspettiamo che l&#8217;Autorit&agrave; per le garanzie  nelle comunicazioni si esprima sul tema dell&#8217;ordinamento dei canali,  speriamo con regole abbastanza rigide e cogenti&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">Dura presa di posizione anche da parte delle associazioni delle Tv Locali <strong>Frt</strong> e <strong>Aeranti-Corallo</strong> che, minacciando un ricorso all&rsquo;Agcom, hanno sottolineato in una nota che <strong>Cielo</strong> diffonde il proprio segnale consistente in un immagine fissa con un <strong>codice LCN</strong> che lo pone sul canale 10 del telecomando, entrando in conflitto con le  emittenti locali che storicamente sono collocate in tale posizione per  una scelta precisa dei telespettatori. </p>
<p align="justify">Le  due associazioni, seppur favorevoli all&rsquo;ampliamento dell&rsquo;offerta  televisiva, ritengono che tale azione posta in essere da Sky  costituisca una <strong>grave lesione del pluralismo</strong> e nella concorrenza del settore.</p>
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