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	<title>Tv Digitali.eu &#187; BBC</title>
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		<title>News Corp: si complica la scalata a BSkyB. Troppo potere in mano a Rupert Murdoch, interviene il governo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 13:58:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si complica ulteriormente il tentativo di scalata, da parte del magnate dei media Rupert Murdoch, alla Tv satellitare britannica BSkyB, di cui News Corporation possiede già una quota del 39%. Secondo quanto riportato da un articolo apparso sul blog del giornalista della Bbc, Robert Peston, il governo potrebbe intervenire, attraverso l&#8217;Ofcom, per verificare meglio l&#8217;operazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si complica ulteriormente il tentativo di scalata, da parte del magnate dei media <strong>Rupert Murdoch</strong>, alla Tv satellitare britannica <strong>BSkyB</strong>, di cui <strong>News Corporation </strong>possiede già una quota del 39%. Secondo quanto riportato da un articolo apparso sul blog del giornalista della Bbc,<strong> Robert Peston</strong>, il governo potrebbe intervenire, attraverso l&#8217;Ofcom, per verificare meglio l&#8217;operazione, che pone serie questioni per il pluralismo dei media in Gran Bretagna.</p>
<p>Un&#8217;operazione da <strong>12,3 miliardi di sterline</strong>, per la quale si attende la pronuncia della Commissione Europea, ma da più parti fortemente contrastata poiché solleva quello che da noi verrebbe chiamato conflitto di interesse, vista la forte concentrazione di potere mediatico già in capo al magnate australiano, proprietario anche della Pay-Tv Sky in Italia e di diversi giornali in tutto il mondo.</p>
<p>Anche se l&#8217;Antitrust britannico, seguendo il tentativo di acquisizione da parte di <strong>BSkyB</strong> nel 2008 della rivale <strong>ITV</strong>, ha già rilevato che non vi è sovrapposizione tra le attività di broadcasting e quelle editoriali di Murdoch, avere in mano il pieno controllo di BSkyB senza doversi preoccupare di condividere decisioni o strategie di marketing con altri azionisti dell&#8217;emittente, potrebbe volere dire avere un&#8217;arma in più per ridurre il pluralismo dei media del Regno Unito. Murdoch potrebbe ad esempio offrire agli utenti della pay-tv abbonamenti agevolati per i suoi giornali, e indebolire i rivali.</p>
<p>A destare ulteriori preoccupazioni, anche le nuove rivelazioni del <strong>New York Times</strong>, che chiama in causa l&#8217;attuale addetto stampa di Downing Street, <strong>Andy Coulson</strong>, in merito allo scandalo delle intercettazioni illecite condotte dal tabloid <strong>News of the World,</strong> di proprietà News Corp.</p>
<p>Nei giorni scorsi, in seguito a alle nuove indiscrezioni pubblicate dal quotidiano Usa, secondo cui Coulson, allora vice-direttore del giornale, era al corrente di come i suoi reporter ottenessero illegalmente informazioni su politici e Vip, Scotland Yard ha riaperto l&#8217;inchiesta, e nuovamente puntato i riflettori sullo stretto legame tra il governo di coalizione e Murdoch, i cui giornali, durante l&#8217;ultima tornata elettorale, avevano sostenuto il <strong>Partito Conservatore</strong>.</p>
<p>Una bufera che arriva nel momento meno opportuno per la conclusione dell&#8217;affare, che Murdoch considerava cosa fatta, e che potrebbero indurre il ministro  delle attività produttive <strong>Vince Cable</strong>, a sollecitare l&#8217;Ofcom, il regolatore inglese per i media e le tlc, a valutare con maggiore attenzione la pratica di acquisizione della restante quota di  British Sky Broadcasting da parte di News Corp. Richiesta che probabilmente non porterebbe a un veto, ma solo a ritardare la conclusione dell&#8217;operazione.</p>
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		<title>Digitale terrestre: mentre Francia e Spagna dicono addio all’analogico, la Repubblica Ceca testa lo standard Dvb-T2</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 10:20:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche l’Europa procede spedita verso il digitale terrestre: in Francia, in particolare, nella notte tra il 17 e il 18 maggio scorsi, è stato spento  definitivamente il segnale della TV analogica terrestre nella regione Pays de la Loire nella parte nord-occidentale della Francia. La transizione, che si è conclusa regolarmente, ha coinvolto un totale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche l’Europa procede  spedita verso il <strong>digitale   terrestre</strong>: in <strong>Francia</strong>, in particolare,  nella notte tra il 17   e il 18 maggio scorsi, è stato spento  definitivamente il  segnale   della TV analogica terrestre nella regione <strong>Pays de la Loire</strong> nella    parte nord-occidentale della Francia. La transizione, che si è   conclusa  regolarmente, ha coinvolto un totale di 1,2 milioni di   famiglie, a cui <strong>France  Télé Numérique</strong> (l’organismo incaricato di   coordinare la transizione) aveva  inviato a metà marzo una guida   informativa per comunicare tempi e modalità del  passaggio.</p>
<p>Lo <strong>switch-off</strong> della regione Pays de la Loire segue quello dell’Alsazia e della Bassa    Normandia, avvenuti rispettivamente nel febbraio e marzo scorsi.   Secondo quanto  previsto dal calendario di switch-off 2010, la prossima   tappa sarà il  completamento della transizione in Bretagna (8 giugno),   per un totale di circa  3,1 milioni di individui coinvolti.</p>
<p>L’Autorità   francese,  per le <strong>tlc</strong>, le <strong>Conseil Superior de l’Audiovisuel</strong>,   ha annunciato  che verranno lanciati due nuovi <strong>multiplex TDT</strong> una   volta completata la  transizione al digitale sull’intero territorio   nazionale nel novembre 2011. Il <strong>Mux R7 </strong>offrirà due nuovi canali   gratuiti in HD e due canali a pagamento  in SD. Il <strong>Mux R8</strong> sarà   riservato a nuovi canali da parte dei <strong> broadcaster</strong> privati   commerciali già presenti sulla <strong>TV analogica terrestre</strong> (ovvero   TF1, M6 e Canal Plus), a titolo “compensatorio” per lo spegnimento    dell’offerta analogica.</p>
<p>Facendo seguito alla  consultazione avviata nel giugno   2009, CSA ha stabilito la riallocazione della  capacità TDT liberata da <strong>Canal   J </strong>e <strong>AB1</strong>, i due <strong>canali pay</strong> che avevano rinunciato   alla trasmissione TDT. CSA ha scelto di riservare la  capacità ad un   canale pubblico gratuito e ad un canale a pagamento.</p>
<p>L’operatore di    servizio pubblico <strong>France Télévisions</strong> lancerà quindi a livello   nazionale  France Ô, canale indirizzato ai “territori d’oltre mare”   prima ricevibile su TDT  nella Francia Metropolitana nella sola regione   di Parigi. Per quanto riguarda il  nuovo canale pay, verrà indetta   prossimamente una procedura di assegnazione.</p>
<p><strong>L’Autorità  Antitrust   britannica OFT</strong> (Office of Fair Trading) non indagherà invece su <strong> Project Canvas</strong>, l’importante iniziativa, finalizzata al lancio di   servizi  “ibridi” <strong>broadcast/broadband</strong>, intrapresa da <strong>BBC, ITV,   Channel 4, Five,  BT, Talk Talk </strong>e<strong> Arqiva</strong>. </p>
<p>Il “non luogo a    procedere” si basa sul fatto che nessuno dei partecipanti, BBC   compresa,  contribuisce alla Joint Venture apportando una propria   attività commerciale  preesistente. Eccetto BBC, che ha contribuito con   attività di ricerca e sviluppo  preesistenti, l’OFT nota inoltre che   l’apporto degli altri sei partecipanti è  primariamente di natura   finanziaria. Project Canvas è una iniziativa congiunta  che mira a   definire standard tecnici condivisi per portare contenuti e servizi    Internet direttamente sul televisore tramite ricevitori “ibridi” (c.d.    Over-the-Top TV, OTT TV).</p>
<p>Oltre che in Francia,  la transizione al digitale   riguarda anche Spagna e Repubblica Ceca. Oltralpe, in  particolare,   pronto dopo lo switch-off, la promozione di nuove offerte da parte    degli editori della TDT. L’operatore pubblico <strong>RTVE,</strong> che ha ora a    disposizione due interi multiplex, ha annunciato il prossimo lancio di   un canale  culturale (Cultural.es) e di due canali in <strong>Alta   Definizione,</strong> TeleDeporte  HD e TVE HD, quest’ultimo già disponibile   come servizio sperimentale in alcune  delle maggiori città (tra cui   Madrid). Nelle prossime settimane dovrebbe  debuttare su TDT, sul Mux   gestito da Vocento, il canale musicale <strong>MTV</strong>,  finora disponibile   solo via cavo e satellite. </p>
<p>Intanto,  sempre in  Francia, ha fatto il suo   debutto sulla TDT Pay, il canale di intrattenimento <strong> AXN</strong> venduto   in abbinamento all’unico altro servizio a pagamento presente  (Gol   Television). Per il prossimo settembre, dovrebbe debuttare sulla TDT Pay    anche Prisa, probabilmente con due canali. <strong>Prisa</strong> ha rinunciato a   lanciare  una piattaforma <strong>Pay-TV</strong> separata e si appoggerà a TDT   Premium, la  piattaforma operata da Abertis Telecom che ospita i due   canali pay oggi  presenti. Prisa, che utilizzerà il sistema di accesso   condizionato Nagravision,  potrà così sfruttare il parco ricevitori già   installato.</p>
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		<title>Guerra del telecomando: ormai imminente la decisione dell’Agcom. Sul tavolo anche la proposta DGTVi sull’ordinamento automatico dei canali</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:57:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grande attesa per venerd&#236; 16 aprile quando l&#8217;Agcom dovrebbe prendere una decisione sull&#8217;ordinamento automatico dei canali televisivi. Secondo quanto si apprende, approder&#224; infatti al consiglio il dossier sulla Lcn (Logical channel number). Si tratta di una decisione molto attesa, soprattutto dalla Frt, la Federazione radio televisioni, che ricorda come ci sia gi&#224; stato un grave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Grande attesa per venerd&igrave; 16 aprile quando   l&rsquo;<strong>Agcom</strong> dovrebbe prendere una decisione sull&#8217;<strong>ordinamento automatico dei canali televisivi</strong>. Secondo   quanto si apprende, approder&agrave; infatti al consiglio il dossier sulla <strong>Lcn</strong> (Logical channel number). Si tratta di una decisione   molto attesa, soprattutto dalla <strong>Frt</strong>, la Federazione   radio televisioni, che ricorda come ci sia gi&agrave; stato un grave danno per   le emittenti, soprattutto per &#8220;<em>quelle locali operanti in   digitale</em>&#8221; data l&#8217;assenza &#8220;<em>di una regolamentazione da   anni reclamata a gran voce dagli operatori del settore&#8221;.</em> </p>
<p align="justify"> La funzione Lcn ,   presente in alcuni apparecchi, consente di assegnare automaticamente a   ogni servizio televisivo ricevuto una posizione predefinita all&#8217;interno   della lista che li elenca. L&#8217;Autorit&agrave;, secondo il decreto legislativo   numero 44 del 15 marzo 2010, &egrave; chiamata ad adottare <em>&#8220;un   apposito piano di numerazione automatico dei canali della televisione   digitale terrestre, in chiaro e a pagamento</em>&#8221; e ci&ograve; al fine di   assicurare nei confronti di tutti gli operatori <em>&#8220;condizioni   eque, trasparenti e non discriminatorie&#8221;.</em>&nbsp; </p>
<p align="justify">La normativa prevede   che l&#8217;Autorit&agrave; stabilisca con proprio Regolamento le modalit&agrave; di   attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi televisivi in tecnica   digitale terrestre, sulla base di criteri gi&agrave; indicati, a cominciare   dalla garanzia della semplicit&agrave; d&#8217;uso del sistema, al rispetto delle   abitudini e preferenze degli utenti. </p>
<p align="justify">Una volta disponibile il Regolamento, su cui l&#8217;Autorit&agrave;   presumibilmente indir&agrave; una consultazione pubblica, spetter&agrave; poi al   Ministero dello Sviluppo economico attribuire, con apposito   provvedimento, le numerazioni alle emittenti operanti in digitale. </p>
<p align="justify">Nel novembre scorso,   l&rsquo;Autorit&agrave; ha avviato un&rsquo;istruttoria sull&rsquo;accordo notificato   dall&rsquo;Associazione <strong>DGTVi</strong> relativo all&rsquo;ordinamento   automatico dei canali della TDT. Tale accordo propone che i numeri   dall&rsquo;1 al 9 siano attribuiti ai canali nazionali anche analogici, i   canali dal 10 al 19 alle emittenti locali, i canali dal 20 al 49 alle   altre emittenti nazionali ripartite per blocchi in base al genere,   seguite nuovamente dalle emittenti locali e dalle offerte pay.   All&rsquo;inizio di marzo, il decreto legislativo approvato dal Governo, che   recepisce la <strong>Direttiva 2007/65/CE sui Servizi di Media   Audiovisivi</strong>, &egrave; intervenuto sul tema della Lcn assegnando ad Agcom il   compito di adottare un piano di numerazione automatica dei canali della   TDT e di stabilire tramite regolamento le modalit&agrave; di attribuzione dei   numeri sulla base di alcuni criteri. Tra questi, in ordine di priorit&agrave;,   la garanzia della semplicit&agrave; d&rsquo;uso del sistema Lcn, il rispetto delle   abitudini e delle preferenze degli utenti (con particolare riferimento   ai canali generalisti nazionali e a quelli locali) e la suddivisione   delle numerazioni dei canali nazionali sulla base dei generi prevalenti   di programmazione. &nbsp; </p>
<p align="justify">Il problema della numerazione dei canali TDT s&rsquo;&egrave; presentato anche   negli altri Paesi Ue che stanno effettuando lo switch-off. </p>
<p align="justify">In <strong>Francia</strong> la Lcn &egrave; stata decisa dal <strong>Conseil   Sup&eacute;rieur de l&rsquo;Audiovisuel</strong> (CSA) tramite consultazione pubblica   svolta tra luglio e settembre 2004. Sulla base delle risultanze, il CSA   ha attribuito la numerazione in base a due principi fondamentali, ovvero   la parit&agrave; di trattamento tra canali TV/editori e la necessit&agrave; di   garantire e soddisfare gli utenti. I canali dal numero 1 al 7 sono stati   attribuiti ai canali analogici nazionali.   Le posizioni   immediatamente successive sono stati attribuite ai canali nazionali   gratuiti, per facilitare gli utenti ed evitare di penalizzare i canali   Free-to-Air, la cui sopravvivenza dipende dai risultati di ascolto.   Nell&rsquo;ambito dei canali gratuiti, &egrave; stata data priorit&agrave; ai canali   pubblici. Ferma restando la precedenza ai <strong>canali Free-to-Air</strong>,   i rimanenti canali gratuiti gestiti da operatori privati e i canali pay   sono stati allocati alle rispettive posizioni LCN tramite un&rsquo;estrazione   a sorte. L&rsquo;estrazione non sarebbe avvenuta nel caso in cui gli editori   avessero inviato una proposta condivisa. </p>
<p align="justify">Nel <strong>Regno Unito</strong> la numerazione &egrave; stabilita invece da <strong>Digital Multiplex   Operators Ltd</strong> (DMOL), societ&agrave; di propriet&agrave; dei gestori dei multiplex   TDT (BBC, Digital3&amp;4, SDN e Arqiva). In particolare, DMOL &egrave;   responsabile dell&rsquo;allocazione dei numeri LCN ai canali/servizi della TDT   (canali TV, radiofonici, servizi interattivi etc.) che ottengono una   licenza dall&rsquo;Autorit&agrave; Ofcom, nonch&egrave; dello sviluppo, pubblicazione e   revisione periodica della policy di gestione della LCN. Tale policy si   conforma da una parte al Comminunications Act del 2003 e dall&rsquo;altra al   cosiddetto Ofcom EPG Code, emanato nel 2004, che stabilisce tra i   criteri essenziali per i provider EPG, quelli di assicurare una   concorrenza effettiva e equa tra gli operatori e garantire priorit&agrave;   (appropriate prominence) ai canali degli operatori storici. </p>
<p align="justify"> Attualmente, la LCN   della TDT britannica prevede 6 gruppi / generi: a) canali TV general   entertainment (posizioni 1-69); b) canali TV per bambini (70-79); c)   canali TV di informazione (80-89); d) canali TV adult (90-99); e)   servizi teletext e interattivi; f) canali radiofonici. Tale   classificazione pu&ograve; essere modificata da DMOL, che ha la facolt&agrave; di   creare, unire o eliminare i generi. Quando un editore presenta richiesta   a DMOL per ottenere un numero LCN, deve specificare il genere che   ritiene pi&ugrave; appropriato per il canale, fatta salva la possibilit&agrave; per   DMOL di dissentire sulla proposta e allocare il canale al genere   considerato pi&ugrave; idoneo. </p>
<p align="justify">Oltre al genere, altri due   criteri hanno particolare rilevanza nella gestione della LCN.   Innanzitutto DMOL ha il compito di assicurare una particolare attenzione   ai <strong>Public Service Channels</strong> (i canali dei broadcaster   analogici terrestri). Un secondo criterio riguarda gli <strong>associated   channels</strong>, che nell&rsquo;interesse degli utenti dovrebbero essere   posizionati il pi&ugrave; vicino possibile al canale &ldquo;principale&rdquo;. Tra i   criteri utilizzati da DMOL per stabilire se due canali sono associati,   figurano la medesima propriet&agrave; / controllo e il loro livello di   cross-promotion. </p>
<p align="justify">In <strong>Spagna</strong>, invece, non si &egrave; ancora giunti ad un   accordo circa l&rsquo;ordinamento dei canali della TDT e pertanto la funzione   LCN dei ricevitori non viene utilizzata. Anche a causa dell&rsquo;assenza di   una lista ordinata, alcuni canali della TDT hanno intrapreso tra il 2008   e il 2009 quella che in termini giornalistici &egrave; conosciuta come la   guerra del telecomando, con l&rsquo;obiettivo di presidiare le posizioni dalla   7 alla 9, subito dietro i sei canali nazionali principali (quelli della   TV analogica).</p>
<p></span></p>
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		<title>Digitale terrestre: panorama audiovisivo europeo. I dati dei principali Paesi Ue</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 14:48:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo numero di Digita, il consorzio DGTVi delinea il panorama audiovisivo europeo indicando i passaggi essenziali al digitale terrestre. In Francia, il Gruppo Lagard&#232;re Active ha reso nota la cessione, al Gruppo Bollor&#233;, del canale gratuito della TDT Virgin 17 per una cifra pari a circa 70 milioni di euro. Presente fin dal lancio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nell&rsquo;ultimo numero di <strong>Digita</strong>,   il consorzio <strong>DGTVi</strong> delinea il panorama audiovisivo   europeo indicando i passaggi essenziali al digitale terrestre. </p>
<p align="justify">In <strong>Francia</strong>, il Gruppo <strong>Lagard&egrave;re   Active</strong> ha reso nota la cessione, al Gruppo Bollor&eacute;, del canale   gratuito della TDT <strong>Virgin 17</strong> per una cifra pari a circa   70 milioni di euro. </p>
<p align="justify">Presente fin dal lancio   della TDT con la denominazione di Europe 2 TV, Virgin 17 &egrave; un canale   musicale indirizzato principalmente alla fascia 15-34 anni. Secondo i   dati rilasciati da <strong>Mediam&eacute;trie</strong>, nel 2009 il canale ha   registrato nel 2009 un&rsquo;audience share pari allo 0,7% sul totale universo   TV e dell&rsquo;1,7% presso le famiglie che accedono alla TV digitale   esclusivamente tramite la TDT. </p>
<p align="justify">L&rsquo;operazione tra   Bollor&eacute; e Lagard&egrave;re segue di pochi mesi quella che ha portato <strong>TF1</strong> ad acquisire da <strong>AB Groupe </strong>il 100% di   NT1 e l&rsquo;80% di TMC, entrambi canali mini-generalisti della TDT. </p>
<p align="justify">Secondo gli ultimi   dell&rsquo;Autorit&agrave; di regolamentazione CSA, alla fine del 2009 il 78,4% delle   famiglie TV francesi era dotata di TV digitale su almeno un televisore   (tutte le piattaforme considerate). Solo il 12,9% delle famiglie era   totalmente dipendente dalla ricezione analogica terrestre. La TDT &egrave;   presente a fine anno in circa 12,9 milioni di famiglie, pari al 48,3%   del totale delle famiglie televisive. </p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi &egrave;   stato completato positivamente lo switch-off nella regione della Bassa   Normandia, che ha coinvolto circa 1,5 milioni di abitanti. Alla   mezzanotte dell&rsquo;8 marzo sono state infatti interrotte le trasmissioni   analogiche dai tre principali impianti della regione (Caen &#8211; Mont   Pincon, Mortain &#8211; Grand Fontaine, Alencon d&#8217;Amain), riattivati la   mattina seguente insieme agli altri 19 impianti coinvolti.  La Bassa Normandia    &egrave; la seconda regione a completare la transizione, dopo l&rsquo;Alsazia (1,8   milioni di abitanti) il 2 febbraio scorso. </p>
<p align="justify">Le prossime regioni interessate saranno i Paesi della   Loira (18 maggio) e la Bretagna (8 giugno). Gi&agrave; a fine 2009, la   penetrazione della TV digitale (tutte le </p>
<p align="justify">piattaforme) nelle due regioni si attestava all&rsquo;81,7% e   all&rsquo;83,6% rispettivamente. </p>
<p align="justify">In <strong>Spagna</strong>, <strong>Sogecable</strong> (Grupo Prisa), che gestisce la piattaforma di Pay-TV satellitare   spagnola <strong>DigitalPlus</strong>, starebbe valutando per settembre   il lancio di un&rsquo;offerta di Pay-TV su piattaforma TDT. Anche Mediapro,   che gi&agrave; opera l&rsquo;unico canale TDT a pagamento oggi presente (Gol TV), sta   pensando di ampliare la propria offerta a pagamento nelle settimane   successive allo switch-off. </p>
<p align="justify">Il 2 aprile s&rsquo;&egrave; chiusa la terza e ultima fase del piano   nazionale di transizione, che ha portato la Spagna ad essere interamente   digitalizzata. Intanto, la penetrazione della TDT sul totale delle   famiglie ha raggiunto alla fine di febbraio l&rsquo;83,6%. Le vendite di   ricevitori TDT hanno raggiunto nel mese di gennaio il record storico,   con circa 1,6 milioni di pezzi venduti. Secondo alcune stime, nelle sole   ultime due settimane prima dello switch-off potrebbero essere venduti   circa 2 milioni di pezzi. L&rsquo;audience share della TDT ha intanto   raggiunto il 67,4% nella terza settimana del mese di marzo. </p>
<p align="justify">Nel <strong>Regno   Unito</strong>, <strong>Freesat</strong>, la piattaforma satellitare gratuita   complementare alla TDT operata in Joint Venture tra BBC e ITV, ha   raggiunto 1 milione di utenti alla fine del 2009, ovvero a circa 18 mesi   dal lancio. </p>
<p align="justify">Negli ultimi tre mesi dello scorso   anno, le famiglie utenti di Freesat sono cresciute di circa 200 mila   unit&agrave;. </p>
<p align="justify">Secondo i dati riferiti dal management   della piattaforma, il 40% circa degli utenti di Freesat &egrave; costituito da   famiglie prima abbonate all&rsquo;offerta di Pay-TV satellitare di <strong>BSkyB</strong>. </p>
<p align="justify"><strong>Five</strong> perde la licenza per un canale HD su TDT. L&rsquo;Autorit&agrave; britannica delle   comunicazioni Ofcom ha stabilito di non riservare pi&ugrave; a Channel Five   (Gruppo RTL) la capacit&agrave; trasmissiva riservata a un canale in Alta   Definizione su TDT. Five, che si era aggiudicato in via provvisoria la   relativa licenza a giugno 2009, non avrebbe infatti rispettato alcuni   vincoli imposti da Ofcom, tra cui la comunicazione della data ufficiale   del lancio e una bozza di palinsesto. Five intende comunque ricandidarsi   il prossimo anno per l&rsquo;assegnazione di un canale HD su TDT. La capacit&agrave;   prima riservata a Five HD &egrave; ora a disposizione di BBC.</p>
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		<title>Guerra del telecomando: ecco come l’Europa ha risolto il problema della numerazione dei canali del digitale terrestre</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 09:03:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ordinamento automatico dei canali (LCN, Logical Channel Numbering), ovvero quella funzione presente nei ricevitori che consente l&#8217;assegnazione automatica a ogni canale di una posizione numerica predefinita, ha dato origine ad ampi dibattiti, spesso conflittuali, nei diversi Paesi europei. Nell&#8217;ultimo numero di Digita, la newsletter di DGTVi, un&#8217;analisi comparata delle politiche e dei criteri adottati in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">L&rsquo;<strong>ordinamento automatico dei   canali </strong>(LCN, Logical Channel Numbering), ovvero quella funzione   presente nei ricevitori che consente l&rsquo;assegnazione automatica a ogni   canale di una posizione numerica predefinita, ha dato origine ad ampi   dibattiti, spesso conflittuali, nei diversi Paesi europei. </p>
<p align="justify">Nell&rsquo;ultimo numero di <strong>Digita</strong>, la   newsletter di <strong>DGTVi</strong>, un&rsquo;analisi comparata delle   politiche e dei criteri adottati in Francia, Italia, Regno Unito e   Spagna individua l&rsquo;esistenza di differenti modelli con cui e&#768; stato   affrontato, ma non sempre risolto, il tema. </p>
<p align="justify">In <strong>Francia</strong>,   la numerazione dei canali TDT e&#768; stata stabilita dall&rsquo;Autorita&#768; di   regolamentazione <strong>Conseil Supe&#769;rieur de l&rsquo;Audiovisuel</strong> (CSA) tramite consultazione pubblica svolta tra luglio e settembre 2004.   Sulla base delle risultanze, CSA ha attribuito la numerazione ai canali   TDT in base a due principi fondamentali, ovvero la parita&#768; di   trattamento tra canali TV / editori e la necessita&#768; di garantire e   soddisfare gli utenti. I canali dal numero 1 al 7 sono stati attribuiti   ai canali analogici nazionali, nell&rsquo;ordine TF1, France 2, France 3,   Canal+, France 5, M6, Arte. Tali emittenti hanno mantenuto la loro   numerazione originaria per venire incontro alle abitudini degli utenti. </p>
<p align="justify">Le posizioni   immediatamente successive sono stati attribuite ai canali nazionali   gratuiti, per facilitare gli utenti ed evitare di penalizzare i canali   Free-to-Air, la cui sopravvivenza dipende dai risultati di ascolto.   Nell&rsquo;ambito dei canali gratuiti, e&#768; stata data priorita&#768; ai canali   pubblici. Ferma restando la precedenza ai <strong>canali Free-to-Air</strong>,   i rimanenti canali gratuiti gestiti da operatori privati e i canali pay   sono stati allocati alle rispettive posizioni LCN tramite un&rsquo;estrazione   a sorte. L&rsquo;estrazione non sarebbe avvenuta nel caso in cui gli editori   avessero inviato una proposta condivisa. </p>
<p align="justify">Nel <strong>Regno   Unito</strong> la numerazione dei canali TDT e&#768; stabilita invece da Digital   Multiplex Operators Ltd (DMOL), societa&#768; di proprieta&#768; dei gestori dei   multiplex TDT (BBC, Digital3&amp;4, SDN e Arqiva). In particolare, DMOL   e&#768; responsabile dell&rsquo;allocazione dei numeri LCN ai canali / servizi   della TDT (canali TV, radiofonici, servizi interattivi etc.) che   ottengono una licenza dall&rsquo;Autorita&#768; Ofcom, nonche&#769; dello sviluppo,   pubblicazione e revisione periodica della policy di gestione della LCN.   Tale policy si conforma da una parte al Comminunications Act del 2003 e   dall&rsquo;altra al c.d. Ofcom EPG Code, emanato nel 2004, che stabilisce tra i   criteri essenziali per i provider EPG, quelli di assicurare una   concorrenza effettiva e equa tra gli operatorie garantire priorita&#768;   (appropriate prominence) ai canali degli operatori storici (BBC, ITV,   Channel 4 / S4C e Five). </p>
<p align="justify">Secondo la policy di DMOL, il criterio di base per   l&rsquo;allocazione dei numeri LCN e&#768; quello del genere. Attualmente, la LCN   della TDT britannica prevede 6 gruppi / generi: a) canali TV general   entertainment (posizioni 1-69); b) canali TV per bambini (70-79); c)   canali TV di informazione (80-89); d) canali TV adult (90-99); e)   servizi teletext e interattivi; f) canali radiofonici. Tale   classificazione puo&#768; essere modificata da DMOL, che ha la facolta&#768; di   creare, unire o eliminare i generi. Quando un editore presenta richiesta   a DMOL per ottenere un numero LCN, deve specificare il genere che   ritiene piu&#768; appropriato per il canale, fatta salva la possibilita&#768; per   DMOL di dissentire sulla proposta e allocare il canale al genere   considerato piu&#768; idoneo. </p>
<p align="justify">Oltre al genere, altri   due criteri hanno particolare rilevanza nella gestione della LCN.   Innanzitutto, come gia&#768; stabilito dall&rsquo;EPG Code, DMOL ha il compito di   assicurare una particolare attenzione ai c.d. Public Service Channels (i   canali dei broadcaster analogici terrestri). Ad esempio, in caso di   posizioni LCN vacanti, DMOL punta ad allocarli nelle posizioni di testa   del genere di riferimento. </p>
<p align="justify">Un secondo criterio riguarda i c.d. associated channels,   che nell&rsquo;interesse degli utenti dovrebbero essere posizionati il piu&#768;   vicino possibile al canale &ldquo;principale&rdquo;. Tra i criteri utilizzati da   DMOL per stabilire se due canali sono associati, figurano la medesima   proprieta&#768; / controllo e il loro livello di cross-promotion. </p>
<p align="justify">In <strong>Spagna</strong>,   invece, non si e&#768; ancora giunti ad un accordo circa l&rsquo;ordinamento dei   canali della TDT e pertanto  la funzione LCN  dei ricevitori non viene   utilizzata. Anche a causa dell&rsquo;assenza di una lista ordinata, alcuni   canali della TDT hanno intrapreso tra il 2008 e il 2009 quella che in   termini giornalistici e&#768; conosciuta come la guerra del mando, con   l&rsquo;obiettivo di presidiare le posizioni dalla 7 alla 9 del telecomando,   subito dietro i sei canali nazionali principali (quelli della TV   analogica). Ad esempio, i canali Telecinco 2 e Veo sono stati rinominati   rispettivamente La Siete e Veo7. Il broadcaster Antena 3 aveva invece   inserito nei loghi delle due emittenti Antena.Neox e Antena.Nova i   numeri 8 e 9 rispettivamente. In alcuni casi, tali operazioni di   rebranding sono state associate a campagne di comunicazione e marketing   per invitare gli utenti a sintonizzare i canali nelle posizioni   suggerite. </p>
<p align="justify">In <strong>Italia</strong>, infine, il tema della LCN e&#768;   stato oggetto di un ampio dibattito soprattutto negli ultimi mesi. Nel   novembre scorso, l&rsquo;Autorita&#768; per le Garanzie nelle Comunicazioni   (AGCOM), ha avviato un&rsquo;istruttoria sull&rsquo;accordo notificato   dall&rsquo;Associazione DGTVi relativo all&rsquo;ordinamento automatico dei canali   della TDT. Tale accordo propone che i numeri dall&rsquo;1 al 9 siano   attribuiti ai canali nazionali anche analogici, i canali dal 10 al 19   alle emittenti locali, i canali dal 20 al 49 alle altre emittenti   nazionali ripartite per blocchi in base al genere, seguite nuovamente   dalle emittenti locali e dalle offerte pay. All&rsquo;inizio di marzo, il   decreto legislativo approvato dal Governo, che recepisce la Direttiva   2007/65/CE sui <strong>Servizi di Media Audiovisivi</strong>, e&#768;   intervenuto sul tema della LCN assegnando ad AGCOM il compito di   adottare un piano di numerazione automatica dei canali della TDT e di   stabilire tramite regolamento le modalita&#768; di attribuzione dei numeri   sulla base di alcuni criteri. Tra questi, in ordine di priorita&#768;, la   garanzia della semplicita&#768; d&rsquo;uso del sistema LCN, il rispetto delle   abitudini e delle preferenze degli utenti (con particolare riferimento   ai canali generalisti nazionali e a quelli locali) e la suddivisione   delle numerazioni dei canali nazionali sulla base dei generi prevalenti   di programmazione.</p>
<p></span></p>
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		<title>Audiovisivo: dal digitale terrestre all’ultrabroadband per IPTV, chi è dentro e chi è fuori? Per l’Italia si delineano nuovi scenari</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:41:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sky esce ufficialmente con una posizione e, dopo settimane di indiscrezioni, per la prima volta l&#8217;amministratore delegato Tom Mockridge ha escluso al momento l&#8217;ingresso della piattaforma sul mercato del digitale terrestre. Mockridge ha dichiarato che l&#8217;opportunit&#224; per la pay-Tv riguardante l&#8217;assegnazione di 5 multiplex per ora non si presenta &#8220;perch&#233; ci &#232; proibito operare sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Sky</strong> esce ufficialmente con   una posizione e, dopo settimane di indiscrezioni, per la prima volta   l&rsquo;amministratore delegato <strong>Tom Mockridge</strong> ha escluso al   momento l&rsquo;ingresso della piattaforma sul mercato del <strong>digitale   terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">Mockridge ha dichiarato   che l&#8217;opportunit&agrave; per la pay-Tv riguardante l&#8217;assegnazione di <strong>5 multiplex</strong> per ora non si presenta &ldquo;<em>perch&eacute; ci &egrave;   proibito operare sul digitale&rdquo;, </em>ma ha aggiunto che&nbsp; in   futuro le cose potrebbero <em>&ldquo;cambiare&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">A riguardo, la   settimana scorsa, il viceministro alle Comunicazioni <strong>Paolo   Romani</strong> ha incontrato il Commissario Ue alla concorrenza <strong>Joaquin   Almunia</strong> per capire la posizione della Ue sulla richiesta di Sky di   potere entrare nel digitale terrestre come operatore di rete e fornitore   di contenuti premium, prima della scadenza imposta da Bruxelles al 31   dicembre 2011. Di fatto se la Ue abbreviasse la durata degli impegni   imposti alla pay-tv che fa capo a News Corp di <strong>Rupert   Murdoch</strong>, Sky potrebbe con tutta probabilit&agrave; partecipare alla gara   per il <strong>dividendo digitale</strong>: una competizione su cui, come   ha sottolineato il viceministro, la presenza di Sky &quot;<em>potrebbe   incidere</em>&quot; dal momento che non si svolge su offerte economiche ma in   beauty contest. Dei 5 multiplex digitali che saranno messi a gara   quando l&#8217;Agcom ultimer&agrave; il regolamento, 3 sono destinati ai nuovi   entranti. </p>
<p align="justify">Romani, che non &egrave; voluto entrare nel merito del   confronto avuto con Almunia, si &egrave; limitato a ricordare che &ldquo;<em>ci</em> <em>sono degli impegni attraverso i quali Sky, che &egrave;   monopolista sul satellite e quasi monopolista sulla pay tv non pu&ograve; e non   deve entrare nel digitale terrestre, n&eacute; come operatore di rete, n&eacute; come   fornitore di contenuti a pagamento, fino al 31 dicembre  2011&rdquo; . </em></p>
<p align="justify">Tuttavia l&#8217;operatore ha   chiesto alla Ue di poter anticipare l&#8217;ingresso nel settore anche a   fronte dell&#8217;accelerazione che il passaggio al nuovo segnale televisivo   ha avuto in Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Avevamo   notizia</em> &ndash; ha commentato Romani &#8211; <em>che qualcosa poteva   cambiare in queste condizioni poste a Sky e legittimamente una   delegazione italiana si &egrave; recata a Bruxelles per capire meglio la   situazione&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Sky sostiene infatti che, pur essendo monopolista al 98%   sulla piattaforma satellitare, il veto imposto dalla Ue a operare sul   digitale terrestre (13 milioni di decoder gi&agrave; installati in Italia e 23   milioni a fine 2011) non prima del 2012, sarebbe da considerarsi   superato. </p>
<p align="justify">Tuttavia al momento cos&igrave; &egrave; deciso e a Sky non resta che   farsi da parte e a Mockridge lamentarsi del ritardo dell&rsquo;Italia nel   digitale. </p>
<p align="justify">Ieri, in occasione della presentazione del libro &lsquo;<em>ReteItalia&rsquo;</em> del presidente dell&rsquo;Agcom <strong>Corrado   Calabr&ograve;</strong>, ha ribadito che &nbsp;&ldquo;<em>E&#8217;   molto importante sfruttare la crescita dell&#8217;economia digitale per uscire   dalla crisi. L&#8217;attuale profilo internazionale dell&#8217;Italia &egrave; piuttosto   ridotto&rdquo;</em>. Aggiungendo che &quot;<em>il miglior esempio&quot;</em> di un   Paese che sa sfruttare al meglio l&#8217;economia digitale &egrave; <em>&ldquo;la   Francia, con Parigi che &egrave; un polo fondamentale&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">L&rsquo;Ad di Telecom Italia, <strong>Franco Bernab&egrave;</strong>, ha invece lanciato la sua provocazione:   &ldquo;<em>Sosterremo gli investimenti per la banda ultralarga nel   momento in cui anche in Italia ci sar&agrave; un progetto come Canvas</em>&rdquo;, ha   precisato, riferendosi al progetto che in Inghilterra coinvolge pubblico   e privato (BBC, Channel 4, Five, ITV e i provider British Telecom e   Talk Talk) per creare uno <strong>standard comune</strong> per la   trasmissione di contenuti su IPTV. </p>
<p align="justify">Bernab&egrave; aveva   annunciato a ottobre l&#8217;intenzione di investire 720 milioni di euro entro   il 2011, cifra che sarebbe dovuta salire a 6 miliardi entro il 2016. </p>
<p align="justify">Davanti ai vertici di   Rai, Mediaset e Sky Italia, Bernab&egrave; ha precisato: <em>&quot;ho sempre   detto che il problema della banda ultralarga &egrave; di domanda, occorre che   ci sia un&#8217;audience, qualcuno che vuole quel tipo di servizi come la tv   digitale: nel momento in cui si vuole fare un progetto come quello   inglese siamo disponibili a investire per la banda ultralarga&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi,   Telecom Italia e <strong>Intel</strong> hanno avviato una partnership per   la distribuzione di servizi internet e TV online di nuova generazione   che adottano la piattaforma software open source <strong>MeeGo</strong>. </p>
<p align="justify">Il primo prodotto Telecom Italia dotato della   piattaforma MeeGo sar&agrave; <strong>CuboVision</strong>, il nuovo dispositivo   broadband multimediale che permette di vedere sul televisore di casa i   canali del digitale terrestre free e pay, le principali WebTV della   rete, richiedere film in pay-per-view, acquistare applicazioni free e   pay attraverso un application store e gestire contenuti personali come   foto, video e musica. </p>
<p align="justify">Per banda larga di pu&ograve; pensare a una velocit&agrave; di circa   1,2 Mbit/s e per la ultra larga a oltre 30 Mbit/s, velocit&agrave; che serve   appunto per servizi come quelli televisivi. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Bisogna prepararsi</em>&rdquo;, ha detto Bernab&egrave;   rivolgendosi ai numeri uno di Rai, Mediaset e &nbsp;Sky   Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se utilizziamo un   approccio difensivo ci troveremo probabilmente davanti a un&#8217;aggressione   che verr&agrave; da Google, da Hulu e invece</em> &ndash; ha continuato Bernab&egrave;&nbsp; &#8211; <em>dobbiamo trovare insieme una risposta   prima che arrivino in Italia&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se si decide di far convergere sulla Iptv   un progetto comune siamo disponibili a sostenere gli investimenti</em>&rdquo; e   &ldquo;<em>reperire le risorse non &egrave; un problema&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Non si pu&ograve; fare una previsione del costo   dell&#8217;investimento</em> &#8211; secondo l&#8217;Ad di Telecom &#8211; <em>Ci&ograve; che   interessa &egrave; capirne la redditivit&agrave;&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Si pu&ograve; fare</em> &ndash; ha risposto Fedele   Confalonieri &#8211; <em>Noi mettiamo i contenuti: abbiamo investito   tanto nel digitale ma poco importa che vada per terra, per aria o dove&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se la tv su banda larga   diventa possibile saremo operativi&#8217;</em> gli ha fatto eco Mockridge. </p>
<p align="justify">Pi&ugrave; cauto <strong>Paolo   Garimberti</strong>, presidente Rai, che ha evidenziato: <em>&ldquo;&hellip;se   avessimo la certezza delle risorse, potremmo guardare al futuro in   termini di sviluppo tecnologico&rdquo;.</em></p>
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