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	<title>Tv Digitali.eu &#187; Audience</title>
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		<title>Tv digitale: estate in crescita per le Tv satellitari mono e multi-piattaforma</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 13:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad agosto la tv digitale supera il 23% di share nel totale giorno, con una crescita del +70% contro l&#8217;agosto 2009 e un balzo in avanti di quasi 10 punti percentuali rispetto allo scorso gennaio, favorito anche dalla consuetudine di una debole offerta televisiva in chiaro nella stagione estiva. I picchi di ascolti (oltre il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad agosto la <strong>tv digitale </strong>supera il 23% di <strong>share</strong> nel totale giorno, con una crescita del +70% contro l&#8217;agosto 2009 e un balzo in avanti di quasi 10 punti percentuali rispetto allo scorso gennaio, favorito anche dalla consuetudine di una debole offerta televisiva in chiaro nella stagione estiva. I picchi di ascolti (oltre il 28% di share) si  concentrano la mattina e nel pomeriggio nella fascia oraria dalle 15 alle 18.</p>
<p>Tornando allo share totale giorno del 23,1% complessivo, il 9,7% deriva dalle <strong>tv satellitari</strong> mono-piattaforma, che rispetto al 2009 registrano il -6% di ascolti: soffrono soprattutto la fascia del mezzogiorno (12-15) e quella pomeridiana, mentre il <strong>prime time</strong> riesce a contenere le perdite.</p>
<p>Il 6.1% proviene dalle tv digitali mono-piattaforma, i cui ascolti giornalieri sono rilevati dallo scorso febbraio. Queste, in sei mesi, hanno guadagnato quasi 3 punti percentuali potendo contare non solo su un’offerta <strong>pay</strong> ormai consolidata (pacchetti Premium), ma anche su nuove <strong>proposte free</strong> dedicate principalmente al target femminile come <strong>La7D</strong> e <strong>La5</strong>. Pomeriggio e seconda serata si confermano fasce orarie privilegiate.</p>
<p>Anche il comparto delle tv digitali multi-piattaforma corre a ritmo accelerato, arrivando a coprire una quota di share pari al 7,3% (+119% contro 2009) e a conquistare nuovi spettatori in ogni momento della giornata.</p>
<p>Passando ai canali, <strong>Boing, Rai 4</strong> e <strong>Iris</strong> fanno ancora da padroni sul podio dei multipiattaforma/totale tv digitali (tutti e tre trasmettono sia su digitale terrestre che sulla piattaforma Tivù Sat) e devono il successo alla gratuità della loro offerta. Tra i tre, il più visto è Boing (Mediaset) che intrattiene bambini e ragazzi con serie animate e telefilm divertenti come <em>Flor Speciale come te</em>.</p>
<p>Giovane e appassionato di telefilm, thriller, film d’azione è il pubblico di Rai 4, che ad agosto ottiene il risultato di audience più significativo con la pellicola di Jonathan Kaplan &#8216;Abuso di potere&#8217;, vista da 383 mila spettatori domenica 22 agosto (fascia 22-23). In tutto sono sei i canali Rai presenti nella top ten dei multipiattaforma: oltre a Rai 4, troviamo Rai Sport 1, che questo mese ha catturato un’ampia fetta di pubblico digitale mandando in onda i <strong>Campionati europei di Atletica Barcellona 2010 </strong>(domenica 1 agosto l’evento ha coinvolto 643 mila spettatori in fascia 21-22); <strong>Rai Premium</strong>, con le repliche delle serie tv prodotte da Rai Fiction; Rai Yo Yo, che trasmette contenuti adatti ai bambini da 0 a 8 anni; <strong>Rai Movie</strong>, dedicato al cinema italiano e internazionale; <strong>Rai News</strong>, riservato all’informazione.</p>
<p>Bene anche l’emittente del gruppo <strong>Mediaset Iris</strong> (terza nella classifica dei multipiattaforma/totale tv digitali dopo Boing e Rai 4), dove il programma più visto del mese è la commedia romantica &#8216;Cose da maschi&#8217; (318 mila spettatori, martedì 3 agosto in fascia 22-23).</p>
<p>Unico canale non gratuito che riesce a ritagliarsi una posizione in classifica, sebbene sul decimo gradino, è Disney Channel (migliore performance di agosto, &#8216;I maghi di Waverly-The Movie&#8217;:<strong> </strong>oltre 108 mila spettatori sabato 7, in fascia 16-17).</p>
<p>Sulle tv satellitari, i contenuti che riscuotono maggiore successo sono i telefilm polizieschi di Fox Crime (primo tra tutti NCIS, con oltre 294 mila spettatori all’ascolto lunedì 9 agosto, fascia 22-23), l’informazione di <strong>Sky Tg 24</strong>, il cinema in prima tv di <strong>Sky Cinema</strong> 1 (film più visto del mese, la commedia &#8216;Una notte al museo 2&#8242;: quasi 490 mila spettatori lunedì 30, fascia 21-22). Sempre ottimi i risultati dei canali calcio: <strong>Sky Sport 24</strong> mantiene la seconda posizione nella classifica dei satellitari monopiattaforma, grazie agli speciali dedicati al calcio mercato e agli aggiornamenti in vista della partenza della nuova stagione di Campionato. Bene anche<strong> Sky Sport 1</strong>, che mette a segno la prestazione più brillante con il preliminare di Champions League &#8216;Sampdoria-Werder Brema&#8217;: 798 mila spettatori martedì 24 agosto, fascia 22-23.</p>
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		<title>Tv digitale: ecco come è cambiato il settore dei media in Italia. Analisi sulle novità introdotte e sul mercato della Pay Tv</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 07:59:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“C’è stata una decisione e io ne ho preso atto”. Così esordisce il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani ai giornalisti che in questi giorni gli stanno chiedendo, facendosi portavoce tanto degli addetti ai lavori quanto dell’opinione pubblica, un commento sulle disposizioni approvate dalla stessa Commissione Europea circa il via libera a Sky di partecipare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“C’è stata una decisione e io ne ho preso atto”</em>. Così esordisce il vicepresidente della Commissione Ue, <strong>Antonio Tajani</strong> ai giornalisti che in questi giorni gli stanno chiedendo, facendosi portavoce tanto degli addetti ai lavori quanto dell’opinione pubblica, un commento sulle disposizioni approvate dalla stessa <strong>Commissione Europea</strong> circa il via libera a <strong>Sky</strong> di partecipare, in anticipo rispetto ai tempi fissati in precedenza, alla gara per l’aggiudicazione delle frequenze del digitale terrestre e su quei voti contrari che non hanno fatto registrare l’unanimità della delibera.</p>
<p>Cambiano dunque, le disposizioni e si trasforma quel quadro normativo che non si dimostra più così rigido come nel passato. L’evoluzione dell’intero settore si fa sentire e questo si evidenzia anche nell’ultima relazione dell’Agcom che proprio sul fronte televisivo ha evidenziato una profonda trasformazione derivante, soprattutto, dalle miriadi di novità introdotte e che riguardano, nello specifico, proprio il passaggio alla tecnologia digitale.</p>
<p>Trasformazioni, che si aprono a nuove prospettive anche per quanto riguarda il settore pubblicitario, in calo nel 2009.  Rispetto al trend negativo delle risorse pubblicitarie che ha caratterizzato l’intero il settore dei media, infatti, il mezzo televisivo avverte gli effetti della crisi economica, registrando una diminuzione più contenuta dei ricavi da raccolta pubblicitaria e, soprattutto, un incremento della componente a pagamento. <em>“A tal riguardo</em> – ha scritto l’Agcom &#8211; <em>la televisione in chiaro continua a rappresentare la maggiore fonte di ricavi del settore, caratterizzandosi per percentuali di audience maggiormente elevate. La televisione a pagamento registra invece un incremento dei propri ricavi, mostrando consistenti prospettive di crescita. Il sistema televisivo, inoltre, è caratterizzato dal progressivo sviluppo di nuove piattaforme di accesso. Da un lato, si assiste ad un graduale e definitivo arretramento della trasmissione analogica in favore delle piattaforme digitali. Dall’altro, ad uno sviluppo competitivo di queste ultime con l’affermazione del digitale terrestre, il consolidamento del satellite e la crescita, seppur ancora limitata, della trasmissione del segnale televisivo attraverso reti di telecomunicazione fisse e mobili”</em>.</p>
<p>Un mercato che cambia, dicevamo, e che allo stato attuale risulta sostanzialmente diviso tra le tre colonne <strong>Rai, Mediaset</strong> e <strong>Sky</strong>. Per loro, la crisi c’è stata ma in modo contenuto e i ricavi non hanno subito forti cali. Prendendo sempre in esame l’anno 2009, le entrate rispetto alla stagione precedente sono aumentate del +1.7% con una riduzione della forbice tra gli introiti da<strong> pay tv</strong>, in crescita, e quelli da pubblicità.</p>
<p>Tradotti in euro, i ricavi complessivi del settore tv nel 2009, sono stati pari a 8.594 milioni di euro. Di questi, 3.541 milioni provengono dalla pubblicità che si attesta ad un -9.3%, 2.875 milioni dalla pay tv (+7.4%), 1.630 milioni dal canone (+1.7%) e 548 milioni da altri operatori (+104.9%).  In particolare, nell’anno preso in esame dall’Agcom, i ricavi Rai sono stati pari a 2.728 milioni rispetto ai 2.716 milioni dell’anno precedente; quelli di Sky 2.711 milioni contro i precedenti 2.641, e quelli di Mediaset, al netto di una quota delle partecipate, di 2.506 milioni rispetti ai 2.531 del 2008.</p>
<p>Per quanto riguarda la Tv a pagamento, settore che oggi vale 2,9 miliardi di euro, sui 2.875 milioni del totale ricavi da pay tv, la piattaforma leader si conferma il satellite con 2.466 milioni (+3.8% rispetto al 2008), seguita a netta distanza dal digitale terrestre con 323 milioni (ma con un +53.4%). I ricavi da reti <strong>Tlc</strong> si fermano a quota 86 milioni (in calo del 3.8%).</p>
<p>“<em>A fronte di una riduzione generalizzata della raccolta pubblicitaria</em> – si legge in una nota diramata dall’Agcom- i<em>l gruppo Mediaset rafforza l&#8217;offerta nei servizi a pagamento sul Dtt registrando, sempre nel 2009, ricavi superiori ai 300 milioni con un aumento del 54.8%. Analogamente il fatturato della vendita di contenuti ad altri broadcaster e agli operatori Tlc è cresciuto del 28.7%”</em>. Al 30 giugno 2010 le tessere attive <strong>Mediaset Premium </strong>erano 4,4 milioni.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>Sky</strong> che a marzo del 2010 risulta avere 4,7 milioni di abbonati, nel 2009 ha realizzato 2,7 miliardi di euro complessivi, registrando la crescita più significativa del settore (+2.7%). In calo i ricavi da vendita di contenuti ad altri broadcaster e agli operatori Tlc (-24.9%), riduzione più che compensata però, dalla crescita dei proventi da offerte pay (+3.8%).</p>
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		<title>Digitale terrestre: completato senza alcun ‘trauma’ e con ottimi risultati lo switch-off della Spagna</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 11:13:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A partire dal 3 aprile scorso la Spagna &#8211; primo tra i grandi Paesi europei a prevalente ricezione televisiva via rete terrestre &#8211; è divenuta interamente digitale. Nel complesso, il passaggio alla TV digitale ha coinvolto circa 44,7 milioni di individui in circa 8.100 comuni, per oltre 32 milioni di apparecchi televisivi sostituiti o adattati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">A  partire dal 3 aprile scorso la <strong>Spagna</strong> &#8211; primo   tra i grandi Paesi europei  a prevalente <strong>ricezione televisiva via   rete terrestre</strong> &#8211; è divenuta  interamente digitale. Nel complesso, il   passaggio alla TV digitale ha coinvolto  circa <strong>44,7 milioni di   individui</strong> in circa 8.100 comuni, per oltre <strong>32  milioni</strong> di   apparecchi televisivi sostituiti o adattati al digitale.</p>
<p align="justify"> Secondo <strong>DGTVi</strong>, grazie ad una fortissima   accelerazione intrapresa  soprattutto dai primi mesi del 2009, la Spagna   ha portato a compimento, nei  tempi previsti e con poche criticità di   rilievo, un Piano di transizione  inizialmente giudicato eccessivamente   ambizioso e poco facilmente praticabile da  numerosi osservatori. Al   tempo dell’approvazione del <strong>Plan Nacional de  Transición</strong> nel   settembre 2007, le performance della TDT erano in effetti  piuttosto   deludenti, con una diffusione di poco superiore al 20% delle famiglie  e   una quota di ascolto dell’8% soltanto. </p>
<p align="justify">A  circa un mese dallo spegnimento definitivo, tutti i   principali indicatori della  TDT restituivano valori incoraggianti. A   livello nazionale, la copertura della  TDT si attestava oltre il 98%   della popolazione, il livello di conoscenza della  TDT e dello   switch-off era al 99%, mentre la penetrazione della piattaforma era    ormai prossima al 90% delle famiglie. A febbraio, inoltre, il giudizio    complessivo sulla TDT era di 6,9 punti su 10 (in crescita rispetto al   6,6 del  novembre 2009) e l’80,8% degli individui considerava buona o   molto buona  l’informazione ricevuta sullo switch-off (il 78% a novembre   2009). Infine, l’82%  degli utenti della TDT consideravano facili o   molto facili le operazioni per  adattare alla TDT le proprie abitazioni,   contro il 10,4% che le ritenevano  difficili o molto difficili. </p>
<p align="justify"> Partendo da questi dati, si è   svolto dal 10 marzo al 2 aprile scorsi il  passaggio finale del   processo, ovvero la terza e ultima fase del piano nazionale  di   spegnimento. In questa fase, sono stati coinvolti un totale di 31   milioni di  individui (il 70% circa della popolazione spagnola) in oltre   4.100 comuni,  incluse le principali città, tra cui Madrid, Barcellona,   Valencia e Siviglia. </p>
<p align="justify">La  fase finale   del processo si è conclusa positivamente con un livello di criticità    nel complesso limitato, in particolar modo oscuramenti parziali o totali   nelle  aree a carente ricezione terrestre. Similmente a quanto già   attuato nelle due  fasi precedenti, sono state sviluppate campagne di   informazione e comunicazione  (messaggi TV in sovraimpressione,   inserzioni su media locali, installazione di  punti informativi fissi e   mobili etc.) e azioni di assistenza, in particolare il  call center del   Ministero de Industria, Comercio y Turismo. Dalla sua  istituzione nel   giugno 2009 (avvio della Fase I del piano di transizione), il  call   center ha ricevuto un totale di circa 300 mila chiamate, di cui circa 72    mila nella sola settimana precedente lo switch-off definitivo (26   marzo &#8211; 3  aprile).</p>
<p align="justify"> Nelle due   settimane successive il <strong>numero delle chiamate è sceso rapidamente,  a   circa 20 mila</strong>. Secondo il Ministero, solo il 4% circa delle   chiamate  ricevute nel periodo 30 marzo – 12 aprile erano relative a   problemi di ricezione  del segnale, l’8% a problemi con l’installazione   dei ricevitori. Alle chiamate  ricevute dal call center ministeriale   andrebbero però aggiunte quelle dei call  center istituiti dalle singole   comunità autonome, di cui tuttavia non si hanno a  disposizione dati   consuntivi. Inoltre, secondo quanto riferito dal Ministero,  sono state   installate circa 14 mila parabole satellitari in abitazioni non    raggiunte dal segnale terrestre, condizione che riguarda   complessivamente circa  700 mila individui in tutta la Spagna (l’1,5%   c.a. della popolazione).</p>
<p align="justify"> Secondo   quanto stabilito per legge, i canali TDT devono essere accessibili anche    via satellite per garantire la copertura universale (grazie ad un   segnale di  servizio gestito dal network operator Abertis Telecom). La   soluzione satellitare  per le zone “d’ombra” adottata in Spagna ha   sollevato tuttavia alcune critiche,  poiché non offre l’intera line-up   della TDT, con particolare riguardo ai canali  regionali, le c.d.   emittenti “<strong>autonómicas</strong>”, non permette la ricezione dei  canali   Pay e per le limitazioni e i costi del decoder (il contributo per    l’acquisto, erogabile solo per l’abitazione principale, permette di   comprare un  unico modello di decoder a 130 euro).</p>
<p align="justify"> Sul versante delle misure a   sostegno delle <strong>fasce deboli</strong>, anche per la  terza fase è stata   prevista la distribuzione gratuita di ricevitori TDT per  alcune   categorie di soggetti, in particolare anziani e persone con disabilità    visive o uditive. In totale, sono stati erogati oltre 150 mila   ricevitori  gratuiti, mentre sono state circa 21 mila le telefonate   ricevute per ottenere  informazioni sulle sovvenzioni.</p>
<p align="justify"> Nelle settimane precedenti allo   spegnimento definitivo, tutti i principali  indicatori di performance   della TDT (vendite di ricevitori, penetrazione della  piattaforma e   quota di ascolto) hanno registrato una forte accelerazione. Nelle  prime   due settimane di marzo (ultimi dati disponibili), sono stati venduti in    media oltre 500 mila ricevitori settimanali, contro una media di 250   mila /  settimana in gennaio e febbraio (dati Gfk). La penetrazione   della TDT sul totale  delle famiglie è salita al 91% in aprile a   switch-off concluso, con una crescita  di 7,5 punti percentuali rispetto   a febbraio e di ben 14 rispetto a inizio anno  (dati Kantar Media).</p>
<p align="justify"> Sul versante degli ascolti, nel   primo mese all digital (aprile), l’audience  share della piattaforma TDT   è salita al 78,1%, con un incremento di quasi 10  punti percentuali   rispetto a marzo, + 25 punti dall’inizio dell’anno. La  crescita è stata   particolarmente sostenuta, considerando che solo un anno fa, a  marzo   2009, la TDT generava una quota di ascolto del 27,3%, poco più della   metà  della <strong>TV analogica terrestre</strong> (51,8%), ormai definitivamente   spenta.</p>
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		<title>Digitale terrestre: circa 26 milioni i ricevitori venduti e aumentano anche i telespettatori della TDT</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 10:18:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua il passaggio alla Tv digitale terrestre. Nell’ultimo numero di Digita, newsletter del consorzio DGTVi, si fa il punto della situazione. Secondo i dati E-res/Makno, alla fine di marzo il numero delle famiglie dotate di almeno un ricevitore TDT nella residenza principale è salito a 16.527.000, con una crescita di circa 410 mila unità rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il passaggio  alla<strong> Tv   digitale terrestre</strong>. Nell’ultimo numero di <strong>Digita</strong>,  newsletter   del consorzio <strong>DGTVi</strong>, si fa il punto della situazione. </p>
<p>Secondo i dati <strong> E-res/Makno</strong>, alla fine di marzo il   numero delle famiglie dotate di almeno un  ricevitore TDT nella   residenza principale è salito a 16.527.000, con una  crescita di circa   410 mila unità rispetto al dato di febbraio. La penetrazione  della TDT   sul totale famiglie si attesta al 67,1%. </p>
<p>Il numero   dei  ricevitori TDT presenti cresce più delle famiglie TDT, poiché una   quota  consistente dei nuovi ricevitori viene acquistata per adeguare al   digitale gli  altri televisori di casa. A fine marzo, sono circa   26.707.000 i ricevitori TDT  presenti nelle abitazioni, per una   penetrazione del 52,4% sul totale dei  televisori presenti.</p>
<p>Nel corso del mese di  marzo sono stati   venduti circa <strong>900 mila ricevitori</strong> per la TDT, valore    sostanzialmente allineato a quello di febbraio. Di questi, sono 529 mila   gli  integrati (il 59% del totale vendite mensili) e 371 mila quelli   esterni (il 41%  del totale). Tra i Set-Top-Box esterni venduti, oltre   il 75% (289 mila) sono <strong> zapper</strong>. Il numero cumulato di ricevitori   TDT venduti dal febbraio 2004  arriva alla fine di marzo a 32,1 milioni.   Di questi, 18,8 milioni (il 58,4% del  totale) sono STB esterni, i   rimanenti 13,4 milioni (41,6%) sono ricevitori  integrati.</p>
<p>Per quanto riguarda  l’audience, continua a   salire il numero di persone che in Italia segue la  programmazione   televisiva utilizzando un decoder digitale. Nel mese di aprile il    valore dell’insieme delle piattaforme digitali è del 53,4%, un anno fa   era del  27,5%. </p>
<p>L’Osservatorio sulla  tv digitale   dello <strong>Studio Frasi</strong>, basato sui dati <strong>Auditel</strong>, rileva  come   la TDT abbia già raggiunto la quota del 37,7%. Questa piattaforma segna   una  crescita del 5,5% sul mese precedente, anche in assenza di   transizioni  programmate ed è l’unica a veder salire mese su mese il   proprio valore di  utilizzo.</p>
<p>Il digitale   terrestre  vale da solo il 70,5% dell’insieme delle piattaforme   digitali del nostro Paese,  dove esiste ancora uno 0,6% di “piattaforma   non definita”, ossia quando i meter  Auditel non riescono ad   identificare con precisione la sorgente digitale.</p>
<p>Ricordiamo che il 18  maggio scorso è   avvenuto con successo il passaggio di Rai 2 e Rete 4 alla TV  digitale   terrestre, nei 1.942 comuni coinvolti dalle operazioni (Lombardia,    Piemonte orientale, Parma e Piacenza). Coinvolti 41 impianti delle 2   emittenti  migrate al digitale terrestre. </p>
<p>Lo switch-over del 18  maggio, che ha coinvolto <strong>11 milioni e   seicentomila</strong> abitanti nelle aree  interessate, è stata finora la   più importante operazione di migrazione alla  televisione digitale   svoltasi in Italia. </p>
<p>Le chiamate al call  center gratuito   messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico  nella   giornata di martedì 18 maggio sono state 20.973, e subito dimezzatesi   nei  giorni successivi. </p>
<p>Nello   switch-over di  Roma del 16 giugno 2009 le chiamate erano state 23.000,   con circa 3 milioni di  abitanti coinvolti. Una netta diminuzione dovuta   all’alto tasso di diffusione  tra le famiglie dei dispositivi di   ricezione della televisione digitale, la  Lombardia è giunta   all’appuntamento con una diffusione della Tv digitale del 76%  e della   TDT del 62% (stima eRes/Makno a marzo 2010). Anche l’analisi degli    ascolti segnala un migliore andamento dell’ultimo switch-over rispetto   ai  precedenti realizzati. L’impatto sul totale ascolto ha registrato un   calo del  2,3% a livello di contatti, dimezzato nella prima settimana   post switch-off,  come dimezzato è l’impatto sulla share delle due reti   direttamente coinvolte. Il  dato è tanto più positivo se si considera   che la Rai contemporaneamente allo  switch-over ha effettuato un   trasferimento di canali da un <strong>mux</strong> all’altro,  obbligando in molti   casi gli utenti alla risintonizzazione degli apparecchi,  decoder e tv   integrati.</p>
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		<title>Digitale terrestre: panorama audiovisivo europeo. I dati dei principali Paesi Ue</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 14:48:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo numero di Digita, il consorzio DGTVi delinea il panorama audiovisivo europeo indicando i passaggi essenziali al digitale terrestre. In Francia, il Gruppo Lagard&#232;re Active ha reso nota la cessione, al Gruppo Bollor&#233;, del canale gratuito della TDT Virgin 17 per una cifra pari a circa 70 milioni di euro. Presente fin dal lancio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nell&rsquo;ultimo numero di <strong>Digita</strong>,   il consorzio <strong>DGTVi</strong> delinea il panorama audiovisivo   europeo indicando i passaggi essenziali al digitale terrestre. </p>
<p align="justify">In <strong>Francia</strong>, il Gruppo <strong>Lagard&egrave;re   Active</strong> ha reso nota la cessione, al Gruppo Bollor&eacute;, del canale   gratuito della TDT <strong>Virgin 17</strong> per una cifra pari a circa   70 milioni di euro. </p>
<p align="justify">Presente fin dal lancio   della TDT con la denominazione di Europe 2 TV, Virgin 17 &egrave; un canale   musicale indirizzato principalmente alla fascia 15-34 anni. Secondo i   dati rilasciati da <strong>Mediam&eacute;trie</strong>, nel 2009 il canale ha   registrato nel 2009 un&rsquo;audience share pari allo 0,7% sul totale universo   TV e dell&rsquo;1,7% presso le famiglie che accedono alla TV digitale   esclusivamente tramite la TDT. </p>
<p align="justify">L&rsquo;operazione tra   Bollor&eacute; e Lagard&egrave;re segue di pochi mesi quella che ha portato <strong>TF1</strong> ad acquisire da <strong>AB Groupe </strong>il 100% di   NT1 e l&rsquo;80% di TMC, entrambi canali mini-generalisti della TDT. </p>
<p align="justify">Secondo gli ultimi   dell&rsquo;Autorit&agrave; di regolamentazione CSA, alla fine del 2009 il 78,4% delle   famiglie TV francesi era dotata di TV digitale su almeno un televisore   (tutte le piattaforme considerate). Solo il 12,9% delle famiglie era   totalmente dipendente dalla ricezione analogica terrestre. La TDT &egrave;   presente a fine anno in circa 12,9 milioni di famiglie, pari al 48,3%   del totale delle famiglie televisive. </p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi &egrave;   stato completato positivamente lo switch-off nella regione della Bassa   Normandia, che ha coinvolto circa 1,5 milioni di abitanti. Alla   mezzanotte dell&rsquo;8 marzo sono state infatti interrotte le trasmissioni   analogiche dai tre principali impianti della regione (Caen &#8211; Mont   Pincon, Mortain &#8211; Grand Fontaine, Alencon d&#8217;Amain), riattivati la   mattina seguente insieme agli altri 19 impianti coinvolti.  La Bassa Normandia    &egrave; la seconda regione a completare la transizione, dopo l&rsquo;Alsazia (1,8   milioni di abitanti) il 2 febbraio scorso. </p>
<p align="justify">Le prossime regioni interessate saranno i Paesi della   Loira (18 maggio) e la Bretagna (8 giugno). Gi&agrave; a fine 2009, la   penetrazione della TV digitale (tutte le </p>
<p align="justify">piattaforme) nelle due regioni si attestava all&rsquo;81,7% e   all&rsquo;83,6% rispettivamente. </p>
<p align="justify">In <strong>Spagna</strong>, <strong>Sogecable</strong> (Grupo Prisa), che gestisce la piattaforma di Pay-TV satellitare   spagnola <strong>DigitalPlus</strong>, starebbe valutando per settembre   il lancio di un&rsquo;offerta di Pay-TV su piattaforma TDT. Anche Mediapro,   che gi&agrave; opera l&rsquo;unico canale TDT a pagamento oggi presente (Gol TV), sta   pensando di ampliare la propria offerta a pagamento nelle settimane   successive allo switch-off. </p>
<p align="justify">Il 2 aprile s&rsquo;&egrave; chiusa la terza e ultima fase del piano   nazionale di transizione, che ha portato la Spagna ad essere interamente   digitalizzata. Intanto, la penetrazione della TDT sul totale delle   famiglie ha raggiunto alla fine di febbraio l&rsquo;83,6%. Le vendite di   ricevitori TDT hanno raggiunto nel mese di gennaio il record storico,   con circa 1,6 milioni di pezzi venduti. Secondo alcune stime, nelle sole   ultime due settimane prima dello switch-off potrebbero essere venduti   circa 2 milioni di pezzi. L&rsquo;audience share della TDT ha intanto   raggiunto il 67,4% nella terza settimana del mese di marzo. </p>
<p align="justify">Nel <strong>Regno   Unito</strong>, <strong>Freesat</strong>, la piattaforma satellitare gratuita   complementare alla TDT operata in Joint Venture tra BBC e ITV, ha   raggiunto 1 milione di utenti alla fine del 2009, ovvero a circa 18 mesi   dal lancio. </p>
<p align="justify">Negli ultimi tre mesi dello scorso   anno, le famiglie utenti di Freesat sono cresciute di circa 200 mila   unit&agrave;. </p>
<p align="justify">Secondo i dati riferiti dal management   della piattaforma, il 40% circa degli utenti di Freesat &egrave; costituito da   famiglie prima abbonate all&rsquo;offerta di Pay-TV satellitare di <strong>BSkyB</strong>. </p>
<p align="justify"><strong>Five</strong> perde la licenza per un canale HD su TDT. L&rsquo;Autorit&agrave; britannica delle   comunicazioni Ofcom ha stabilito di non riservare pi&ugrave; a Channel Five   (Gruppo RTL) la capacit&agrave; trasmissiva riservata a un canale in Alta   Definizione su TDT. Five, che si era aggiudicato in via provvisoria la   relativa licenza a giugno 2009, non avrebbe infatti rispettato alcuni   vincoli imposti da Ofcom, tra cui la comunicazione della data ufficiale   del lancio e una bozza di palinsesto. Five intende comunque ricandidarsi   il prossimo anno per l&rsquo;assegnazione di un canale HD su TDT. La capacit&agrave;   prima riservata a Five HD &egrave; ora a disposizione di BBC.</p>
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		<title>Digitale terrestre: venerdì la Spagna spegnerà definitivamente l’analogico. Il primo tra i maggiori Paesi Ue a passare alla Dtt</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 08:59:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerd&#236; la Spagna abbonder&#224; l&#8217;analogico per passare al digitale terrestre. Fino al 2 aprile saranno pi&#249; di 20 milioni gli spagnoli che dovranno dire addio alla vecchia Tv in 2.186 comuni che non sono ancora passati alla nuova tecnologia di trasmissione radioTv come previsto dal Ministero dell&#8217;Industria. Il giorno decisivo sar&#224; proprio oggi, quando saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="testoNotizia"></p>
<p align="justify">Venerd&igrave; la Spagna abbonder&agrave;   l&rsquo;analogico per passare al <strong>digitale terrestre</strong>. Fino al 2   aprile saranno pi&ugrave; di 20 milioni gli spagnoli che dovranno dire addio   alla vecchia Tv in 2.186 comuni che non sono ancora passati alla nuova   tecnologia di trasmissione radioTv come previsto dal Ministero   dell&rsquo;Industria. </p>
<p align="justify">Il   giorno decisivo sar&agrave; proprio oggi, quando saranno coinvolti oltre 16   milioni di abitanti, incluse le aree di Madrid, Barcellona e Siviglia.   La terza fase dello switch-off era stata avviata lo scorso 10 marzo. </p>
<p align="justify">Il blackout, che far&agrave;   passare alla Dtt un 43% della popolazione, &egrave; stato infatti anticipato di   qualche giorno nei maggiori centri (era previsto per il 3 aprile) per   evitare che gli ultimi cittadini ritardatari trovino i negozi chiusi   quando la tv rimarr&agrave; senza immagini. </p>
<p align="justify">Secondo gli ultimi dati del ministero un   93% della popolazione &egrave; gi&agrave; pronta per ricevere il nuovo segnale, ma   rimane ancora una percentuale che si deve munire di decoder e   risintonizzare l&rsquo;antenna. </p>
<p align="justify">La penetrazione della Dtt sul totale   delle famiglie ha raggiunto alla fine di <strong>febbraio</strong> l&rsquo;83,6%. Le vendite di ricevitori hanno raggiunto nel mese di <strong>gennaio</strong> il record storico, con circa 1,6 milioni di pezzi   venduti. Secondo alcune stime, nelle sole ultime due settimane prima   dello switch-off potrebbero essere venduti circa <strong>2 milioni   di pezzi</strong>. L&rsquo;audience share della TDT ha intanto raggiunto il 67,4%   nella terza settimana del mese di marzo. </p>
<p align="justify">Un passaggio preparato con grande cura in   questo ultimo anno. Come dimostrano gli elevati tassi di crescita dei   principali indicatori di performance del digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Come sottolinea Digita, la   newsletter dell&rsquo;associazione <strong>DGTVi</strong>, le vendite annuali   di ricevitori, integrati o esterni, si sono attestate nel  2009 a  circa <strong>10,3 milioni</strong>, contro i 7,1 milioni dell&#8217;anno precedente. </p>
<p align="justify">Un successo non proprio annunciato: dopo   il fallimento nel giugno 2002 della prima esperienza di TV Digitale   Terrestre, il servizio di TV a pagamento Quiero TV, la Dtt &egrave; stata   rilanciata come servizio gratuito in Spagna soltanto nel novembre 2005.   Dopo una prima fase di assestamento, prolungatasi fino alla prima met&agrave;   del 2008, la Dtt ha intrapreso una parabola di forte crescita,   accentuatasi maggiormente nel corso dell&rsquo;ultimo anno. </p>
<p align="justify">Un passaggio decisivo per il successo   della piattaforma si &egrave; rivelata la promulgazione del calendario   nazionale di switch-off, approvato dal Governo gi&agrave; nel settembre 2007   (in anticipo rispetto a tutti gli altri principali Paesi europei). Il   Piano ha individuato 90 progetti di switch-off, in 73 aree tecniche e   divisi in 4 gruppi. Dopo una prima fase di carattere sperimentale   conclusasi nel 2008, che ha interessato solo aree di dimensione   ristretta (circa 200 mila famiglie in totale), il  2009 ha  visto la   conclusione anche della <strong>Fase I</strong> (a met&agrave; anno) e della <strong>Fase II</strong> (a dicembre). E adesso con la conclusione della   Fase III, nella quale sono coinvolte le aree pi&ugrave; popolate per un totale   di oltre 30 milioni di individui, verr&agrave; completato l&rsquo;intero passaggio. </p>
<p align="justify">La penetrazione del digitale terrestre   sul totale delle famiglie &egrave; cresciuta di quasi 40 punti percentuali in   poco pi&ugrave; di un anno, passando dal 43,7% del dicembre 2008 all&#8217;80,8% del   gennaio 2010. Due anni fa, alla fine del 2007, solo poco pi&ugrave; di un   quarto delle famiglie spagnole era dotato di ricevitori per la TV   digitale terrestre. </p>
<p align="justify">Per quanto attiene al   consumo generato dalla piattaforma, la quota di ascolto della Dtt sul   totale dell&rsquo;audience televisiva ha raggiunto a gennaio 2010 il 56,5%.   Solo un anno fa, a dicembre 2008, tale valore era pari al 21,9%, meno   della met&agrave; di quello della piattaforma analogica terrestre   &ldquo;tradizionale&rdquo;, che &egrave; stata superata dalla Dtt lo scorso luglio ed &egrave;   scesa ormai a poco pi&ugrave; del 20% (fonte TNSofres / Impulsa TDT). </p>
<p align="justify">Se si incrociano i due   indicatori, si nota come la quota di ascolto della Dtt sia cresciuta   pi&ugrave; che proporzionalmente rispetto alla sua diffusione presso le   famiglie. Infatti, se a dicembre 2008 un punto di penetrazione della Dtt   generava 0,50 punti di audience share, a gennaio 2009 tale valore &egrave;   superiore a 0,70. Il dato &egrave; indicativo, da una parte di una maggiore   abitudine al consumo della TV digitale e, dall&rsquo;altra, di un accresciuto   apprezzamento dell&rsquo;offerta (canali &ldquo;tradizionali&rdquo; in simulcast e &ldquo;nuovi&rdquo;   canali solo digitali). </p>
<p align="justify">Quest&rsquo;ultima considerazione &egrave; confermata dai <strong>dati di   ascolto</strong> relativi all&rsquo;ultimo anno. Considerando l&rsquo;intero 2009,   infatti, l&rsquo;audience share complessiva dei &ldquo;nuovi&rdquo; canali della Dtt   (esclusi canali in simulcast) si &egrave; attestata al 10,2% sul totale   dell&rsquo;universo televisivo, esattamente il doppio del valore registrato   nel 2008 (5,1%). Tra i canali della Dtt solo digitali, sono i canali per   bambini a registrare i migliori risultati di ascolto. Ai primi tre   posti nella graduatoria dei canali Dtt (esclusi canali in simulcast) per   audience share si posizionano infatti Disney Channel, Clan TVE   (dell&rsquo;operatore pubblico RTVE) e Antena Neox (del broadcaster   commerciale Antena 3). La Spagna &egrave; il primo Paese nel quale Disney ha   reso disponibile il proprio canale per bambini in modalit&agrave; gratuita. I   canali dell&rsquo;area mini-generalista e entertainment registrano risultati   di ascolto inferiori, ma tassi di crescita sostenuti, in particolare i   due canali del principale operatore commerciale Telecinco, ovvero La   Siete e FDF &ndash; Factoria de Ficcion. </p>
<p align="justify">&Egrave; interessante notare infine come, grazie ai canali della Dtt, i   broadcaster &ldquo;storici&rdquo; siano riusciti a recuperare, anche se   parzialmente per ora, la perdita di ascolti dei propri canali   generalisti. I tre canali digitali di <strong>RTVE</strong> (simulcast   escluso) hanno raggiunto nel complesso una quota di ascolto pari al 2,4%   nel 2009, il doppio rispetto al 2008. I canali digitali di Antena 3 e   Telecinco (due canali ciascuno) hanno invece registrato una quota di   ascolto pari rispettivamente all&rsquo;1,9% e all&rsquo;1,1% (1,0% e 0,3% nel corso   del 2008).</p>
<p></span></p>
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		<title>Rai: nuovo ‘Marketing televisivo’ per una Tv digitale e interattiva che pensa al futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 08:50:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proprio mentre impazza il dibattito sulla Par Condicio e alcuni conduttori sperimentano il web, i social network e le piazze digitali o fisiche in alternativa ai talkshow sospesi in periodo preelettorale, la Rai pubblica un nuovo libro sul marketing televisivo. Sviluppare prodotti televisivi vuol dire conoscere i nuovi telespettatori digitali e interattivi, dicono Carlo Nardello, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Proprio mentre impazza il dibattito sulla   Par Condicio e alcuni conduttori sperimentano il web, i <strong>social   network</strong> e le piazze digitali o fisiche in alternativa ai talkshow   sospesi in periodo preelettorale, la <strong>Rai</strong> pubblica un   nuovo libro sul <strong>marketing televisivo</strong>. Sviluppare   prodotti televisivi vuol dire conoscere i nuovi telespettatori digitali e   interattivi, dicono <strong>Carlo Nardello</strong>, Amministratore   Delegato di <strong>Rai Trade</strong>, e <strong>Carlo Alberto   Pratesi</strong> di Roma 3 nel libro che hanno realizzato con la supervisione   della direzione marketing della Rai. </p>
<p align="justify">Il volume si intitola <strong><em>&#8216;Marketing Televisivo. Strumenti e modelli di   business per competere nel nuovo mercato digitale</em></strong><em>&#8216;</em> ed &egrave; edito dal Sole 24 Ore con la collaborazione di <strong>Rai   Zone</strong> (la collana editoriale della Rai diretta da Franco Matteucci   che ha sostituito la vecchia &#8216;VQPT&#8217;). </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Chi si illude di poter gestire il nuovo   contesto televisivo secondo le logiche e le convenzioni che hanno   governato i successi del passato &egrave; un ingenuo sognatore destinato a   svegliarsi, incompreso, ai margini del nuovo mondo ove i contenuti sono   ormai perishable commodity e le decisioni sono assunte in tempo reale&#8217;</em>,   afferma <strong>Enrico Valdani</strong>, docente della Bocconi e   presidente della <strong>Societ&agrave; Italiana Marketing</strong>, nella   prefazione del libro. </p>
<p align="justify">&ldquo;Non possiamo pi&ugrave; parlare, oggi, di   &lsquo;teleutenti&#8217;: &egrave; giunta finalmente l&#8217;era del cliente televisivo&rdquo;, scrive   Valdani. </p>
<p align="justify">Aggiungendo, <em>&ldquo;E si   spalancano, cos&igrave;, le porte per il marketing, quel marketing televisivo   descritto in modo efficace, chiaro ed esaustivo da Carlo Nardello e   Carlo Alberto Pratesi nel loro nuovo libro&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Secondo Valdani, &ldquo;<em>il vecchio mondo dei   &#8216;teleutenti&rsquo; &egrave; stato spazzato via da almeno tre tsunami: la forza   perenne di un consumatore in continua evoluzione, sempre pi&ugrave;   sofisticato, critico, autocosciente e posto al centro di stimoli   emozionali sempre pi&ugrave; numerosi e accattivanti; la forza inesorabile del   cambiamento tecnologico, un&#8217;onda in grado di abbattere qualunque   barriera industriale e istituzionale che favorisce la fruizione dei   contenuti anytime, everywhere, anyhow, on demand , free e pay-per-view;   la conseguente forza della concorrenza, che si allarga a livello   geografico, intrasettoriale e intersettoriale, nel meta-mercato globale   delle comunicazioni e dell&#8217;intrattenimento digitale&#8217;. </em></p>
<p align="justify">Gi&agrave; due anni fa, Nardello e Pratesi avevano curato un   primo libro sul marketing tv. </p>
<p align="justify"><em>&#8216;Oggi,   invece, all&#8217;inizio del 2010</em> &#8211; dicono Nardello e Pratesi &#8211; <em>grazie all&#8217;opera delle principali aziende del settore, e come   conseguenza delle decisioni prese a livello istituzionale per far   diventare realt&agrave; un dettato normativo (in primis la legge sul digitale   terrestre), la televisione &egrave; definitivamente entrata nel ventunesimo   secolo. Rispetto al precedente libro abbiamo introdotto temi nuovi.   Abbiamo dato spazio alla questione dei diritti. Finita l&#8217;era della   scarsit&agrave; di frequenze, &egrave; cresciuta fortemente la capacit&agrave; competitiva di   chi detiene la propriet&agrave; dei contenuti&quot;. </em></p>
<p align="justify">Nella tv che tutti noi   conoscevamo &#8211; affermano gli autori &#8211; il telespettatore doveva cercare e   aspettare il prodotto, ora &egrave; lui che insegue i suoi spettatori sulle pi&ugrave;   svariate piattaforme (dal web, al mobile, dal satellite al terrestre). </p>
<p align="justify">Nel nuovo libro, proseguono Nardello e Pratesi,<em> &quot;abbiamo inserito un capitolo sul brand della rete (ma anche   del programma o del conduttore) che svolge il ruolo essenziale di &#8216;faro&#8217;   e che illumina le scelte di un pubblico sempre pi&ugrave; in difficolt&agrave; nel   destreggiarsi tra telecomandi e piattaforme&quot;. </em></p>
<p align="justify">Secondo gli autori infatti &ldquo;<em>&egrave; il brand a far   da garante della qualit&agrave; (per esempio per quanto riguarda l&#8217;offerta   delle news) e ad esplicitare lo specifico target di consumo e il   posizionamento editoriale di un canale. Naturalmente la forza del brand &egrave;   anche proporzionale all&#8217;attrattivit&agrave; del palinsesto sul quale viene   apposto&quot;.</em> Ecco allora un altro nuovo argomento, quello del marketing   del prodotto quale leva per attirare l&#8217;audience e per calamitare gli   investimenti pubblicitari. &quot;<em>Sviluppare prodotti televisivi   vuol dire conoscere i nuovi telespettatori (un termine che oggi appare   quanto mai desueto) sempre pi&ugrave; evoluti grazie alle nuove tecnologie, che   consentono loro qualcosa di piu&#8217; di un semplice zapping tra canali. La   platea di oggi &egrave; composta da persone cresciute parcellizzando il proprio   tempo libero tra social network (da Facebook a YouTube ) e video games   (Nintendo DS e Sony PS) e quindi desiderosa di svolgere un ruolo attivo   nella erogazione del servizio&#8217;</em>, concludono gli autori.</p>
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		<title>Audiovisivo: dal digitale terrestre all’ultrabroadband per IPTV, chi è dentro e chi è fuori? Per l’Italia si delineano nuovi scenari</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:41:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sky esce ufficialmente con una posizione e, dopo settimane di indiscrezioni, per la prima volta l&#8217;amministratore delegato Tom Mockridge ha escluso al momento l&#8217;ingresso della piattaforma sul mercato del digitale terrestre. Mockridge ha dichiarato che l&#8217;opportunit&#224; per la pay-Tv riguardante l&#8217;assegnazione di 5 multiplex per ora non si presenta &#8220;perch&#233; ci &#232; proibito operare sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Sky</strong> esce ufficialmente con   una posizione e, dopo settimane di indiscrezioni, per la prima volta   l&rsquo;amministratore delegato <strong>Tom Mockridge</strong> ha escluso al   momento l&rsquo;ingresso della piattaforma sul mercato del <strong>digitale   terrestre</strong>. </p>
<p align="justify">Mockridge ha dichiarato   che l&#8217;opportunit&agrave; per la pay-Tv riguardante l&#8217;assegnazione di <strong>5 multiplex</strong> per ora non si presenta &ldquo;<em>perch&eacute; ci &egrave;   proibito operare sul digitale&rdquo;, </em>ma ha aggiunto che&nbsp; in   futuro le cose potrebbero <em>&ldquo;cambiare&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">A riguardo, la   settimana scorsa, il viceministro alle Comunicazioni <strong>Paolo   Romani</strong> ha incontrato il Commissario Ue alla concorrenza <strong>Joaquin   Almunia</strong> per capire la posizione della Ue sulla richiesta di Sky di   potere entrare nel digitale terrestre come operatore di rete e fornitore   di contenuti premium, prima della scadenza imposta da Bruxelles al 31   dicembre 2011. Di fatto se la Ue abbreviasse la durata degli impegni   imposti alla pay-tv che fa capo a News Corp di <strong>Rupert   Murdoch</strong>, Sky potrebbe con tutta probabilit&agrave; partecipare alla gara   per il <strong>dividendo digitale</strong>: una competizione su cui, come   ha sottolineato il viceministro, la presenza di Sky &quot;<em>potrebbe   incidere</em>&quot; dal momento che non si svolge su offerte economiche ma in   beauty contest. Dei 5 multiplex digitali che saranno messi a gara   quando l&#8217;Agcom ultimer&agrave; il regolamento, 3 sono destinati ai nuovi   entranti. </p>
<p align="justify">Romani, che non &egrave; voluto entrare nel merito del   confronto avuto con Almunia, si &egrave; limitato a ricordare che &ldquo;<em>ci</em> <em>sono degli impegni attraverso i quali Sky, che &egrave;   monopolista sul satellite e quasi monopolista sulla pay tv non pu&ograve; e non   deve entrare nel digitale terrestre, n&eacute; come operatore di rete, n&eacute; come   fornitore di contenuti a pagamento, fino al 31 dicembre  2011&rdquo; . </em></p>
<p align="justify">Tuttavia l&#8217;operatore ha   chiesto alla Ue di poter anticipare l&#8217;ingresso nel settore anche a   fronte dell&#8217;accelerazione che il passaggio al nuovo segnale televisivo   ha avuto in Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Avevamo   notizia</em> &ndash; ha commentato Romani &#8211; <em>che qualcosa poteva   cambiare in queste condizioni poste a Sky e legittimamente una   delegazione italiana si &egrave; recata a Bruxelles per capire meglio la   situazione&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Sky sostiene infatti che, pur essendo monopolista al 98%   sulla piattaforma satellitare, il veto imposto dalla Ue a operare sul   digitale terrestre (13 milioni di decoder gi&agrave; installati in Italia e 23   milioni a fine 2011) non prima del 2012, sarebbe da considerarsi   superato. </p>
<p align="justify">Tuttavia al momento cos&igrave; &egrave; deciso e a Sky non resta che   farsi da parte e a Mockridge lamentarsi del ritardo dell&rsquo;Italia nel   digitale. </p>
<p align="justify">Ieri, in occasione della presentazione del libro &lsquo;<em>ReteItalia&rsquo;</em> del presidente dell&rsquo;Agcom <strong>Corrado   Calabr&ograve;</strong>, ha ribadito che &nbsp;&ldquo;<em>E&#8217;   molto importante sfruttare la crescita dell&#8217;economia digitale per uscire   dalla crisi. L&#8217;attuale profilo internazionale dell&#8217;Italia &egrave; piuttosto   ridotto&rdquo;</em>. Aggiungendo che &quot;<em>il miglior esempio&quot;</em> di un   Paese che sa sfruttare al meglio l&#8217;economia digitale &egrave; <em>&ldquo;la   Francia, con Parigi che &egrave; un polo fondamentale&rdquo;. </em> </p>
<p align="justify">L&rsquo;Ad di Telecom Italia, <strong>Franco Bernab&egrave;</strong>, ha invece lanciato la sua provocazione:   &ldquo;<em>Sosterremo gli investimenti per la banda ultralarga nel   momento in cui anche in Italia ci sar&agrave; un progetto come Canvas</em>&rdquo;, ha   precisato, riferendosi al progetto che in Inghilterra coinvolge pubblico   e privato (BBC, Channel 4, Five, ITV e i provider British Telecom e   Talk Talk) per creare uno <strong>standard comune</strong> per la   trasmissione di contenuti su IPTV. </p>
<p align="justify">Bernab&egrave; aveva   annunciato a ottobre l&#8217;intenzione di investire 720 milioni di euro entro   il 2011, cifra che sarebbe dovuta salire a 6 miliardi entro il 2016. </p>
<p align="justify">Davanti ai vertici di   Rai, Mediaset e Sky Italia, Bernab&egrave; ha precisato: <em>&quot;ho sempre   detto che il problema della banda ultralarga &egrave; di domanda, occorre che   ci sia un&#8217;audience, qualcuno che vuole quel tipo di servizi come la tv   digitale: nel momento in cui si vuole fare un progetto come quello   inglese siamo disponibili a investire per la banda ultralarga&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Nei giorni scorsi,   Telecom Italia e <strong>Intel</strong> hanno avviato una partnership per   la distribuzione di servizi internet e TV online di nuova generazione   che adottano la piattaforma software open source <strong>MeeGo</strong>. </p>
<p align="justify">Il primo prodotto Telecom Italia dotato della   piattaforma MeeGo sar&agrave; <strong>CuboVision</strong>, il nuovo dispositivo   broadband multimediale che permette di vedere sul televisore di casa i   canali del digitale terrestre free e pay, le principali WebTV della   rete, richiedere film in pay-per-view, acquistare applicazioni free e   pay attraverso un application store e gestire contenuti personali come   foto, video e musica. </p>
<p align="justify">Per banda larga di pu&ograve; pensare a una velocit&agrave; di circa   1,2 Mbit/s e per la ultra larga a oltre 30 Mbit/s, velocit&agrave; che serve   appunto per servizi come quelli televisivi. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Bisogna prepararsi</em>&rdquo;, ha detto Bernab&egrave;   rivolgendosi ai numeri uno di Rai, Mediaset e &nbsp;Sky   Italia. </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se utilizziamo un   approccio difensivo ci troveremo probabilmente davanti a un&#8217;aggressione   che verr&agrave; da Google, da Hulu e invece</em> &ndash; ha continuato Bernab&egrave;&nbsp; &#8211; <em>dobbiamo trovare insieme una risposta   prima che arrivino in Italia&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se si decide di far convergere sulla Iptv   un progetto comune siamo disponibili a sostenere gli investimenti</em>&rdquo; e   &ldquo;<em>reperire le risorse non &egrave; un problema&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Non si pu&ograve; fare una previsione del costo   dell&#8217;investimento</em> &#8211; secondo l&#8217;Ad di Telecom &#8211; <em>Ci&ograve; che   interessa &egrave; capirne la redditivit&agrave;&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Si pu&ograve; fare</em> &ndash; ha risposto Fedele   Confalonieri &#8211; <em>Noi mettiamo i contenuti: abbiamo investito   tanto nel digitale ma poco importa che vada per terra, per aria o dove&rdquo;. </em></p>
<p align="justify"><em>&ldquo;Se la tv su banda larga   diventa possibile saremo operativi&#8217;</em> gli ha fatto eco Mockridge. </p>
<p align="justify">Pi&ugrave; cauto <strong>Paolo   Garimberti</strong>, presidente Rai, che ha evidenziato: <em>&ldquo;&hellip;se   avessimo la certezza delle risorse, potremmo guardare al futuro in   termini di sviluppo tecnologico&rdquo;.</em></p>
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		<title>Digitale terrestre. Catricalà scrive a Calabrò: ‘Le norme sull’ordinamento dei canali spingano a intensa concorrenza’</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 08:53:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ordinamento dei canali sul telecomando della Tv digitale terrestre sta creando non poche difficolt&#224; al legislatore ma anche a broadcaster. A lamentarsi sono soprattutto le emittenti locali che temono d&#8217;essere relegate agli ultimi posti. Da qui &#232; nato un dibattito aperto sulla Logical channel numbering (Lcn) e l&#8217;apertura di un&#8217;istruttoria dell&#8217;Agcom. Il presidente dell&#8217;Antitrust, Antonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&rsquo;ordinamento dei canali sul telecomando della <strong>Tv digitale terrestre</strong> sta creando non poche difficolt&agrave; al   legislatore ma anche a broadcaster. </p>
<p align="justify">A lamentarsi sono soprattutto le emittenti locali che   temono d&rsquo;essere relegate agli ultimi posti. Da qui &egrave; nato un dibattito   aperto sulla <strong>Logical channel numbering</strong> (Lcn) e   l&rsquo;apertura di un&rsquo;istruttoria dell&rsquo;Agcom. </p>
<p align="justify">Il presidente dell&#8217;Antitrust, <strong>Antonio   Catrical&agrave;</strong>, in una lettera al presidente dell&#8217;Autorit&agrave; per le   comunicazioni, <strong>Corrado Calabr&ograve;</strong>, ha sottolineato che <em>&ldquo;confida in una sollecita definizione in via regolatoria di   criteri idonei a promuovere modalit&agrave; di assegnazione delle numerazioni   suscettibili di favorire un&#8217;intensa competizione fra gli operatori&rdquo;,</em> con un sistema che sia possibilmente flessibile e per aree tematiche. </p>
<p align="justify">Catrical&agrave; prende spunto   dall&#8217;istruttoria avviata dall&#8217;Agcom per sottolineare la <em>&ldquo;particolare   rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica</em>, <em>soprattutto nell&#8217;attuale fase di passaggio dalla tecnologia   analogica a quella digitale terrestre&rdquo;.</em> </p>
<p align="justify">Ecco perch&eacute; l&#8217;Antitrust definisce &ldquo;<em>fortemente   auspicabile</em>&rdquo; che la possibilit&agrave; di regolare il tema indicata   dall&#8217;Agcom si tramuti in scelte concrete. Catrical&agrave; suggerisce di   individuare un modello che sia in grado di &ldquo;<em>tutelare una   certa flessibilit&agrave; del sistema rispetto a eventuali modifiche   sostanziali delle condizioni competitive&rdquo; </em>e un&#8217;organizzazione   impostata per aree tematiche, che favorisca il confronto fra le varie   offerte, come avviene all&#8217;estero.&nbsp; </p>
<p align="justify">In questo modo, vengono   enfatizzate le opportunit&agrave; di sviluppare audience per canali che, in   assenza di un ordinamento tematico, sarebbero relegati in numerazioni   molto elevate, tra emittenti recanti programmazioni del tutto   disomogenee. </p>
<p align="justify">Nella lettera, Catrical&agrave; ricorda <em>&ldquo;la   particolare rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica   dell&rsquo;ordinamento automatico dei canali televisivi, soprattutto   nell&rsquo;attuale fase di passaggio dalla tecnologia analogica a quella   digitale terrestre&rdquo;,</em> poich&eacute; nella televisione digitale terrestre, a   fronte di un&rsquo;offerta di programmi pi&ugrave; ampia rispetto alla televisione   analogica, <em>&ldquo;elementi di possibile successo della singola   attivit&agrave; d&rsquo;impresa sono, tra l&rsquo;altro, rappresentati dalla facilit&agrave; e   rapidit&agrave; di selezione del programma da parte dell&rsquo;utente e dal   consolidamento di una determinata posizione da parte dell&rsquo;emittente   televisiva nell&rsquo;ambito della numerazione&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Per l&#8217;Autorit&agrave; presieduta da Catrical&agrave;, &ldquo;&hellip;<em>anche   sulla scorta delle esperienze maturate in altri Paesi, un intervento   regolatorio appare fortemente auspicabile, nell&#8217;ottica di promuovere   l&#8217;affermazione di criteri organizzativi dell&#8217;ordinamento automatico   idonei a favorire condizioni di piena concorrenza tra gli operatori   effettivi e potenziali. Nessun accordo pattizio, infatti, pu&ograve; garantire   condizioni di assoluta imparzialit&agrave;, oggettivit&agrave; e non discriminazione,   connaturate invece all&#8217;operato dell&#8217;Autorit&agrave; di regolazione&rdquo;.</em> &nbsp; </p>
<p align="justify">Per l&#8217;Autorit&agrave; tali   considerazioni potrebbero acquistare ulteriore rilievo in vista di nuovi   ingressi nel mercato televisivo: &ldquo;<em>infatti, l&#8217;organizzazione   tematica, nella misura in cui attenua la centralit&agrave; delle prime   numerazioni, consente di mantenere una riserva di numerazioni di un   certo interesse anche per potenziali newcomer&rdquo;. </em></p>
<p align="justify">Secondo il parere della   Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato allo schema di   decreto Romani, che recepisce  la Direttiva Ue  sui nuovi servizi media   e audiovisivi, si prevede che spetti all&#8217;Agcom definire criteri e   blocchi dei numeri, nell&#8217;ambito dell&#8217;istruttoria che &egrave; gi&agrave; in corso e   terminer&agrave; a breve; al ministero, invece va il compito di assegnare il   numero del telecomando alle emittenti ma anche di sanzionare quelle che   non rispettano la posizione assegnata loro, anche con la revoca   dell&#8217;autorizzazione a trasmettere fino a due anni. </p>
<p align="justify">L&#8217;ordinamento   automatico dei canali &egrave; attualmente oggetto di un&rsquo;istruttoria dell&rsquo;Agcom   che sta valutando l&rsquo;accordo presentato da <strong>DGTVi</strong> sul   quale non sono per&ograve; pervenuti tutti i consensi. </p>
<p align="justify">Lo scorso novembre, l&rsquo;Autorit&agrave; delle tlc ha avviato   l&rsquo;iter ai sensi dell&#8217;art. 43 del Testo unico della radiotelevisione &#8211; e   che sar&agrave; svolta in tempi rapidi &#8211; servir&agrave; a verificare se l&#8217;accordo   raggiunto dai principali operatori del settore televisivo sia rispettoso   del pluralismo e non discriminatorio nei confronti di alcune categorie   di broadcaster. </p>
<p align="justify">Il problema &egrave; appunto l&#8217;LCN: quando il decoder o il   televisore integrato li sintonizza, li colloca in una lista lunghissima,   che arriva fino ai numeri 800. Ogni emittente, ovviamente, cerca di   piazzarsi il pi&ugrave; in alto possibile e si verificano casi di conflitto &#8211;   segnalati dagli stessi decoder &#8211; tra pi&ugrave; emittenti per occupare la   stessa posizione. </p>
<p align="justify">L&rsquo;accordo di DGTVi &#8211; che riunisce Rai, Mediaset, Telecom   Italia Media, Frt, D-Free e Aeranti-Corallo &ndash;, ora al vaglio   dell&#8217;Autorit&agrave;, prevede che i canali dall&#8217;1 al 9 spettino alle ex tv   analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e l&#8217;ex Rete A); dal 10   al 19 alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata dai vari   Corecom; dal  20 in    poi, a vari blocchi tematici: al numero 20 c&rsquo;&egrave; Tv 2000, al 21   Retecapri (che per&ograve; non ha ancora aderito all&#8217;accordo), poi i canali per   bambini, i semigeneralisti (come Rai 4, Iris o RaiSat), gli sportivi e   quelli dedicati alle news. Ma non tutti i broadcaster hanno aderito   all&#8217;intesa. </p>
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		<title>Mercato Tv. Ormai prossimo l’accordo spagnolo per la fusione di Antena 3 e La Sexta</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 08:55:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[De Agostini cerca il raddoppio in Spagna. Antena 3, la Tv che ha come socio di riferimento il gruppo italiano, sta per dare una svolta alle trattative in corso per acquistare e poi fondere La Sexta, che fa capo al gruppo MediaPro. Le indiscrezioni che davano quasi fatta un&#8217;alleanza per un nuovo polo televisivo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>De Agostini</strong> cerca il raddoppio in   Spagna. <strong>Antena 3</strong>, la Tv che ha come socio di riferimento   il gruppo italiano, sta per dare una svolta alle trattative in corso   per acquistare e poi fondere <strong>La Sexta</strong>, che fa capo al   gruppo <strong>MediaPro</strong>. </p>
<p align="justify">Le indiscrezioni che davano quasi fatta un&rsquo;alleanza per   un nuovo polo televisivo in Spagna erano circolate gi&agrave; a met&agrave; dicembre   fa alla vigilia dell&rsquo;accordo tra <strong>Telecinco</strong> (Mediaset) e   il gruppo <strong>Prisa</strong> sull&rsquo;emittente generalista <strong>Cuatro</strong>. </p>
<p align="justify">Allora Antena 3   aveva confermato colloqui in corso ma nessun accordo raggiunto. Ora,   secondo quanto scrive il <em>Sole 24 Ore</em>, e confermano fonti   finanziare, le trattative hanno avuto un&rsquo;accelerazione. </p>
<p align="justify">La pesante flessione del <strong>mercato pubblicitario</strong> sembra avere accelerato il processo   di concentrazione sul mercato della Tv gratuita, che potrebbe   ulteriormente accentuarsi qualora andassero in porto anche le trattative   per la fusione tra i due broadcaster terrestri Antena<strong> </strong>3   e La Sexta. </p>
<p align="justify">I due network avrebbero siglato un accordo di fusione   preliminare, secondo indiscrezioni della pagina web di Expansion. La   Sexta aveva detto di essere in negoziati con la rivale per una   potenziale fusione. Le due emittenti televisive dovrebbero essere   integrate in un&#8217;unica societ&agrave; che sar&agrave; controllata dagli azionisti core   di Antena  3. L    &#8216;audience complessiva di Antena 3 e La Sexta raggiungerebbe circa il   23%.&nbsp; </p>
<p align="justify">La Spagna &egrave; il primo   dei grandi Paesi europei a completare la <strong>transizione al</strong> <strong>digitale</strong>. Il prossimo 3 aprile, infatti, si concluder&agrave; la   terza e ultima fase del Piano nazionale di transizione, che riguarder&agrave;   le 33 &ldquo;aree tecniche&rdquo; pi&ugrave; abitate (quelle con una popolazione superiore   ai 700 mila individui). Complessivamente, passeranno interamente al   digitale in questa ultima fase circa 30,2 milioni di individui, pari a   poco meno del 70% degli abitanti spagnoli. </p>
<p align="justify">A dicembre, ovvero a tre   mesi dal definitivo switch-off, la penetrazione della TDT sul totale   delle famiglie spagnole &egrave; pari al 77,4%, in crescita di oltre 33 punti   percentuali rispetto al 43,7% del dicembre 2008. Nel 2009, l&rsquo;audience   della piattaforma &egrave; cresciuta pi&ugrave; che proporzionalmente alla diffusione,   raggiungendo a dicembre il 52,8% (contro il 23,8% di un anno prima). </p>
<p align="justify">Il Ministero spagnolo per   l&rsquo;Industria, il Turismo e il Commercio ha presentato il software <strong>IDTVOS</strong> che verr&agrave; integrato all&rsquo;interno di ricevitori TDT   indirizzati a utenti di et&agrave; avanzata o con deficit visivi/uditivi. Il   software &egrave; compatibile con numerosi ricevitori e offre alcune   funzionalit&agrave; avanzate, come la navigazione dei menu tramite comandi   vocali e opzioni di personalizzazione (ad es. per aumentare le   dimensioni dei caratteri o esaltare il contrasto cromatico delle   immagini). Il progetto, del costo complessivo di 500.000 euro, si   inserisce all&rsquo;interno del pi&ugrave; ampio <strong>Plan Avanza</strong>, che   include una serie di attivit&agrave; a supporto delle fasce deboli. </p>
<p align="justify">Intanto il gruppo svedese <strong>Airplus</strong>, attivo come operatore di TV a pagamento su TDT in   alcuni Paesi europei tra cui l&rsquo;Italia, ha deciso di ritirarsi dal   mercato spagnolo, dove avrebbe dovuto debuttare prossimamente con   un&rsquo;offerta di Pay-TV. I prolungati ritardi nella concessione delle   licenze per i servizi a pagamento, cos&igrave; come l&rsquo;accresciuta competizione   indotta dall&rsquo;ingresso sul mercato di Mediapro (presente con il canale   premium Gol TV &ndash; 150 mila abbonati via TDT) sono tra le principali cause   della decisione. Secondo le indiscrezioni, Airplus avrebbe voluto   offrire un mini-package di canali a pagamento al prezzo di euro   8-12/mese. La societ&agrave; aveva anche gi&agrave; sottoscritto il primo accordo con   il canale AXN. </p>
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